La Germania dirà addio alle centrali nucleari, ma la scelta costerà 32 miliardi di euro

Nel 2022 la Gernmania dovrebbe spegnere l’ultima centrale nucleare. Gia in passato vi erano state proposte e piani per il progressivo smantellamento del nucleare (scelte spinte in particolare dai verdi), ma ora pare che la cancelliera federale Angela Merkel abbia deciso per l’abbandono del nucleare. Una scelta difficile,  ma come ha detto la Merkel la Germania non si tirerà indietro.

Il paese ha visto crescere negli ultimi tempi la produzione di energia da fonti rinnovabili, ormai a livello di quella prodotta dalle centrali nucleari, e forse è giunto il momento di fare il grande salto, anche dopo gli effetti mediatici del disastro di Fukushima che ha indotto molti paesi a rivedere le proprie strategie energetiche. Non ultimo il Giappone (leggi l’approfondimento)  che alcuni giorni fa ha definitivamente spento l’ultimo reattore nucleare, affidandosi allo sviluppo di altre fonti di produzione di energia, in particolare le rinnovabili, e il fotovoltaico spinto in maniera vigorosa da nuovi piani di incentivazione, non solo per edifici civili, ma più vantaggiosi anche per le realtà produttive.

Ma il costo dell’abbandono del nucleare sarà molto elevato, sia per la necessita di costruire una rete di trasporto dell’energia, ora pensata per poche centrali di grandi dimensioni, ma che dovranno diventare invece più generatori di potenza più piccola (si prevede una spesa di circa 20 miliardi), sia per la costruzione di nuovi generatori da fontio innovabili, come parchi eolici e grandi impianti fotovoltaici (con una spesa prevista di 12 miliardi di euro).  Un investimento di grande impatto per un paese dalla forte economia e dipendenza dall’energia elettrica, che punta ad arrivare al 35-40% di energia “pulita” dopo lo spegnimento dell’ultimo reattore nucleare.

Scrivi un commento