In anteprima nazionale a Cagliari la AirPod, rivoluzionaria autovettura ad aria compressa

Pioniera in Italia, giovedì 12 e venerdì 13 luglio 2012, la città di Cagliari accoglierà la prova dimostrativa della prima autovettura alimentata ad aria compressa. Grazie alla disponibilità della MDI (Motor Development International), innovativa azienda francese/lussemburghese del concept realizzativo, nel pomeriggio di giovedì 12 ore 18 presso l’interno dell’area portuale di Cagliari, l’Autorità Portuale, presieduta dal Sen. Piergiorgio Massidda, ospiterà la rivoluzionaria autovettura ad aria compressa. Nella mattinata di Venerdì 13 Luglio dalle ore 10.30 presso la Stazione Marittima di Via Roma, il Presidente di Confindustria Cagliari dott. Alberto Scanu introdurrà l’incontro con la comunità imprenditoriale sarda interessata all’iniziativa dal tema “AIR Mobility Consortium: la mobilità sostenibile AirPod® nella smart city che vorrei”, sarà presente il Presidente di MDI Ing. Guy Nègre

L’innovativa autovettura verrà a breve prodotta in Sardegna, su licenza MDI, da AIR Mobility Consortium (www.airmobility.it), un costituendo consorzio di società e imprenditori interessati ad investire nella green economy e nella mobilità sostenibile. L’iniziativa imprenditoriale dell’Air Mobility Consortium è coordinata localmente dall’imprenditore cagliaritano Prof .Massimo Locci e vedrà la Sardegna pioniera in Italia nella prima produzione industriale dei modelli dell’AirPod® (Normal, Cargo, Maxi Cargo, Golf e Baby) con micro autovetture che garantiranno oltre 100 km di autonomia con meno di 1 euro di ricarica ad emissioni “zero”.

Unica al mondo, questa minicar è reduce dal successo indiano secondo cui alcune settimane fa la Tata Motors, dopo aver firmato negli anni scorsi un accordo con la MDI per avviare in India, su licenza, la produzione e la vendita di veicoli ad aria compressa, ha annunciato che “la prima fase del programma – prova del prototipo tecnico dell’innovativo motore su veicoli Tata Motors – è già stata completata in modo “soddisfacente” con l’applicazione a due tipologie di autovetture”. Conclude il comunicato dicendo che “le due compagnie stanno lavorando insieme per completare un dettagliato piano di sviluppo della tecnologia e dei processi tecnici richiesti per industrializzare su vasta scala.” Coerente con le scelte della Regione Sardegna secondo i progetti “Sardegna CO2.0” e “Smart City – Comuni In Classe A”, l’ambiziosa proposta industriale quindi dell’Air Mobility Consortium (www.airmobility.it) vuole essere una risposta imprenditoriale concreta alla crescente domanda di innovazione e cambiamento del modello di trasporto urbano sostenibile delle Comunità Locali.

Più che mai capace nel raggiungere gli obiettivi prefissati di diminuzione degli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai classici veicoli a combustibili fossili, la scelta di questo genere di tecnologia consentirà di traghettare il trasporto urbano dal vecchio modello a combustibile convenzionale verso una nuova era più ecocompatibile e più rispettosa dell’ambiente pubblico comune. Ogni altro riferimento e informazione su www.airmobility.it

11 Commenti

  1. Matteo 12 luglio 2012 at 14:00 - Reply

    Grazie Stefano 🙂

    • Stefano Caproni 12 luglio 2012 at 20:30 - Reply

      Grazie a te Matteo, per la segnalazione, sono informazioni sempre molto interessanti, questi veicoli magari non saranno la soluzione finale, ma come dice un amico, ogni piccolo passo avanti di ogni singola tecnologia verde potrebbe contribuire ad un mondo migliore. Inoltre le tecnologie per crescere hanno bisogno di essere conosciute e diffuse, per abbassare i costi e fare ancora più ricerca.

  2. attilio 13 luglio 2012 at 15:39 - Reply

    matteo….sei avanti….

    • Stefano Caproni 13 luglio 2012 at 15:58 - Reply

      E poi appena riesco a vedere il video !!! 🙂

  3. edoardo 3 settembre 2012 at 20:13 - Reply

    Seguo il progetto di Negrè quasi dalla sua fondazione perciò mi ritengo informato. Ifatti hai ragione Stefano quando dici che magari questa forse non è l’unica delle soluzioni ma anche le prime vetture a scoppio erano molto lente, goffe ed avevano tantissime carenze che con gli anni sono sparite. Erano altri tempi, ora la tecnologia ci permetterebbe miglioramenti alla velocità della luce…il primo problema che sembra ancora un “non problema” …immaginiamoci migliaia di vetture che emettono aria a -20 mista a un po di vapore…non fa bene il benzene ma non fa bene neanche aria così fredda ..ecco uno dei problemi da risolvere..con coraggio e ottimismo!

  4. Stefano Caproni 3 settembre 2012 at 21:58 - Reply

    Ciao Edoardo, coraggio e ottimismo.
    Queste tecnologie hanno bisogno del supporto di tutti, la loro diffusione è fondamentale per abbassare i costi della ricerca e cominciare a pensare non più a prototipi ma ad auto da comprare come tutte le altre. E noi abbiamo il compito di diffondere le informazioni in modo che sempre più gente ne sia a conoscenza. Piano piano ci arriviamo……..sempre che non ci mettano i bastoni tra le ruote i signori del petrolio 😉

  5. Matteo Marras 4 settembre 2012 at 22:02 - Reply

    Edoardo ti posso assicurare che l’aria che esce e’ fresca ma non a -20!!!!
    L’airpod io la ho guidata e ti assicuro che non ha nulla a che invidiare alle miny CAR a gasolio o miscela che vediamo girare nelle nostre città

  6. Didier Grimonprez 13 dicembre 2012 at 17:18 - Reply

    Il Airpod ha 4 ruote. I modelli con ruota anteriore e due ruote si uniscono vecchi prototipi che sono stati abbandonati. Per un sacco di informazioni su questi veicoli de aria compressa, vi consiglio di consultare il mio sito web http://www.aircars.tk (in tre lingue).
    Sorry for the bad Italian, I did my best. Mes excuses pour le mauvais italien, j’ai fait de mon mieux.

    • Stefano Caproni 13 dicembre 2012 at 18:07 - Reply

      Ciao Didier, grazie per il link 🙂

    • Matteo Marras 13 dicembre 2012 at 18:36 - Reply

      Ciao Didier il 30 Novembre di questo anno è nata in sardegna la società AIRMOBILITY SRL che andrà a produrre l’airpod.
      Per info http://www.airmobility.it

  7. Roberto 2 ottobre 2013 at 16:38 - Reply

    Non sono isignori del petrolio, ma le leggi della fisica e della termodinamica.
    Ad es.per utilizzare aria compressa a a 300bar (ma anchea 200, 100, 20) la stessadeve essere disidratata altrimenti l’umidità presente ghiaccia e blocca/rompe tutto. La disidratazione si fa con filtri o con un frigorifero.
    Allora laricarica dellebombole richiede non un compressore,maun impianto industriale.
    Se ci sono soldi privati, auguro buona fortuna a chi li mette,se ci sono soldi pubblici èuna operazione da “er Batman”.

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