Energia verde in Trentino tramite la combustione degli scarti delle aziende agricole

Accade nello stabilimento Sanpellegrino di Cogolo di Pejo (TN), dove viene imbottigliata l’acqua minerale fonte alpina Pejo, tramite l’utilizzo di una caldaia che permette di utilizzare una fonte di energia rinnovabile come combustibile nei processi produttivi e di riscaldamento. La caldaia utilizza gli scarti lignei delle aziende agricole della Regione, in particolare provenienti dalla coltivazione delle mele, materiali che altrimenti verrebbero smaltiti in altri modi o non utilizzati, con costi ambientali ed economici aggiuntivi.

Con questa iniziativa, Sanpellegrino supporta il territorio nel processo di smaltimento delle grandi quantità esistenti di legno di scarto: grazie ad una “filiera corta” nel trasporto del materiale, mai superiore ai 40 km, si evita così che vengano percorsi tratti eccessivamente lunghi che determinerebbero la produzione di emissioni inquinanti. Il progetto Sanpellegrino è un esempio di collaborazione virtuosa tra azienda e territorio, essendo stato realizzato con la partecipazione attiva e fondamentale delle istituzioni locali, il Comune di Pejo e il Parco Nazionale dello Stelvio e in collaborazione con Enerprom s.r.l, azienda leader nel settore dell’energia alternativa.

Questo si inserisce all’interno di un più ampio piano di riqualificazione energetica che prevede in futuro la possibilità dell’allacciamento da parte dei centri abitati del Comune di Pejo alla centrale termica del sito produttivo attraverso reti di teleriscaldamento. Ciò permetterà ai cittadini di beneficiare della tecnologia dello stabilimento per la produzione di energia nelle abitazioni. Una scelta che nasce dalla volontà aziendale di ridurre l’impatto ambientale e di contribuire allo sviluppo delle comunità nelle quali opera.

L’azienda Sanpellegrino è molto attiva nel settore del risparmio energetico e si impegna nella riduzione di emissioni inquinanti,  per garantire un sempre maggior rispetto per il Pianeta. L’impiego di tecnologie innovative, l’ottimizzazione dei trasporti e l’utilizzo di strumenti di gestione ambientale molto accurati hanno portato, negli ultimi anni, ad ottime performance nell’ambito del processo produttivo e di tutto il ciclo di vita del prodotto.

Risultati importanti che riguardano una significativa riduzione di emissioni di gas effetto serra del 19%, nel periodo 2005-2010, relativamente alle acque minerali commercializzate in Italia. Ben tre le fasi coinvolte: packaging, imbottigliamento e distribuzione, anche se il primo tra questi ha avuto un ruolo predominante con un contributo di abbattimento pari al 30%. I fattori chiave? Dalla riduzione del peso degli imballaggi (bottiglie, tappi, pack secondario) alla maggior efficienza nella produzione di resine PET.

E nel 2011 un altro traguardo è stato raggiunto grazie al trasporto ferroviario effettuato con Trenitalia. Nell’ultimo anno, utilizzando questa modalità, a fronte di un totale di circa 473 mila tonnellate di merce movimentata, è stato rilevato un risparmio di CO² pari a 18.494 tonnellate (-64%) e di energia primaria pari a 316.248 giga joule (-70% rispetto al trasporto stradale).

Ogni piccolo o grande passo delle aziende italiane nella direzione del risparmio energetico, dell’ottimizzazione dei consumi e dell’utilizzo dei prodotti di scarto, non può che convogliare il paese verso un futuro più sostenibile e amico del pianeta, anche se i passi da fare sono ancora molti.

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