L’Europa sta facendo molti progressi nella limitazione dei gas dannosi per l’ozono

Ogni tanto qualche buona notizia a favore dell’ambiente arriva. Questa volta parliamo dei gas e delle sostanze chimiche dannose per l’ozono. Il termine “buco nell’ozono” è ormai di uso comune, perlomeno da quando a fine anni 70 e primi anni 80 gli scienziati di tutto il mondo hanno constatato che alcune sostanze chimiche stavano alterando lo strato di ozono che circonda il nostro pianeta. Un problema rilevante, se si pensa che l’ozono (che è un energico ossidante per gli esseri viventi, e un gas altamente velenoso) è un gas essenziale alla vita sulla Terra per via della sua capacità di assorbire la luce ultravioletta, contribuisce a limitare l’aumento di temperatura, oltre ad altri effetti come impedire il danneggiamento del fitoplancton marino, alla base della catena alimentare.

Proprio per la loro capacità di distruggere lo strato di ozono della stratosfera, i freon sono stati banditi dalla produzione e dall’utilizzo con la firma del 1987 del Protocollo di Montreal, che fa parte della convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono. Con questo atto i governi hanno deciso di ridurre la produzione e il consumo di sostanze lesive per l’ozono.

In un rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, che analizza oltre 200 sostanze dannose per l’ozono, si evidenzia che l’Unione Europea ha fatto notevoli progressi nella limitazione delle sostanze dannose. Il Protocollo di Montreal è uno degli accordi internazionali ambientali di maggior successo fino ad oggi, questo esempio di azione globale – ha detto Jacqueline McGlade, direttore esecutivo – dovrebbe ispirare la cooperazione in altri problemi ambientali globali.

(fonte www.eea.europa.eu)

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