Meno CO2 e più Biodiesel con la tecnologia per il trattamento delle alghe

La società italiana T.M. di Modena ha messo a punto un nuovo sistema per la produzione di Biodiesel dalle alghe presentato in anteprima alla fiera  CIGIPTS di Guangzhou in Cina.

In un mercato dell’energia libero e sempre più competitivo, le aziende stanno investendo in nuovi strumenti per migliorare l’efficienza energetica e salvaguardare l’ambiente. In questo scenario – dominato dal continuo aumento dei costi energetici – l’ultima Direttiva UE, recepita anche in Italia, ha aperto grandi spazi per la crescita dei biocarburanti in Europa che in pochi anni ha raggiunto la leadership a livello mondiale, seguita a lunga distanza dagli Stati Uniti. Di pari passo è cresciuto però anche il dibattito scientifico sull’opportunità di produrre biocarburanti di origine vegetale, anche sulla base delle indicazioni della FAO che segnala con preoccupazione il diffondersi delle colture destinate alla produzione di biodiesel a discapito di quelle per l’alimentazione.

Biodiesel dalle alghe, la nuova frontiera
Per rispondere a queste istanze, una nuova modalità di produzione di Biodiesel è stata messa a punto dalla società italiana T.M. di Modena grazie all’impiego delle alghe, il vegetale più antico del mondo che produce il 40% dell’ossigeno mondiale, assorbe la CO2 presente nell’atmosfera proveniente per esempio da produzioni industriali o da teleriscaldamento, non ha bisogno di terra coltivabile e quindi non sottrae spazi alle colture alimentari. “Con la collaborazione di alcune Università italiane e della società di consulenza ES Consultant di  Shandong  – ha sottolineato Michael Magri, direttore generale di T.M. – abbiamo perfezionato il funzionamento del fotobioreattore utilizzando nel processo produttivo un ceppo di alghe che garantisce una maggiore resa rispetto alle prime realizzazioni di questo tipo di impianti.  Il risultato è una maggiore produzione di Biodiesel e un maggiore assorbimento di CO2 nell’atmosfera”.

T.M. – che ha filiali in Cina e in Giappone – ha presentato in anteprima questa nuova tecnologia nel novembre scorso alla fiera delle energie rinnovabili CIGIPTS (China International Green Innovative Products and Technologies Show) di Guangzhou ed è attualmente in fase di sperimentazione presso alcuni impianti pilota in Cina e in Europa. La società ha dichiarato che l’investimento richiesto per la realizzazione dell’impianto varia da 8 a 20 milioni di euro a seconda della quantità di Biodiesel che si intende produrre.

2 Commenti

  1. GRAZIANO PITTERI 4 agosto 2012 at 11:36 - Reply

    Molto interessante sarei interessato a saperne di più e a capire la tecnologia, per realizzare un impianto in Friuli.
    Grazie e cordialità.
    Graziano pitteri

    • Stefano Caproni 4 agosto 2012 at 11:47 - Reply

      Ciao Graziano, io non mi occupo direttamente di questo settore (dal punto di vista tecnico) ma è davvero interessante. Il mio consiglio è quello di conttatare direttamente la TM al link che trovi nell’articolo

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