Campi elettromagnetici: il 30 aprile scadono i termini per adeguarsi alle prescrizioni minime (D.Lgs. 81/08)

Il 30 aprile 2012 scade il termine ultimo per adeguarsi alle prescrizione minime per la sicurezza sul lavoro legate all’esposizione ai campi elettromagnetici. Tale termine, indicato dalla direttiva europea 2004/40, era stato prorogato dalla direttiva 2008/46/CE dal 30 aprile 2008 al 30 aprile 2012.

I campi elettromagnetici sono sempre stati sotto osservazione a causa dei danni che possono provocare al corpo umano. L’esposizione umana ai campi elettromagnetici è una problematica relativamente recente (1972) che assume notevole interesse con l’introduzione massiccia dei sistemi di telecomunicazione e dei sistemi di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. In realtà anche in assenza di tali sistemi siamo costantemente immersi nei campi elettromagnetici per tutti quei fenomeni naturali riconducibili alla natura elettromagnetica, primo su tutti l’ irraggiamento solare. Allo scopo di approfondire il legame tra esposizione a campi elettromagnetici e salute umana, sono stati avviati, a partire dalla seconda metà degli anni 90 dello scorso secolo, sia in Italia che all’estero, studi epidemiologici specifici.

Gli aspetti legati ai campi elettromagnetici e alla salute dei lavoratori, sono stati oggetto (anche in vista delle scadenze dei termini per adeguarsi ai requisiti minimi della direttiva Europea 2004/40) di discussione nel seminario che si è svolto giovedi 12 aprile a Mestre, organizzato da Vega Formazione. “Sono invisibili, ma sono ovunque e potrebbero rappresentare un rischio per la salute umana. Per tale ragione dal 30 aprile entrerà in vigore una nuova e più severa disciplina per la valutazione dei rischi elettromagnetici”. Questo l’esordio del seminario.

Anche la procura di Torino, più precisamente il Procuratore Guariniello, sta recentemente indagando sugli effetti dei campi elettromagnetici, in particolare per un caso che ha visto ammalarsi un uomo di 45 anni, che per 20 ha fatto un uso intensissimo del telefonino. La correlazione tra cellulari e aumentato rischio di cancro non è mai stata provata, ma per la prima volta un caso simile arriva sul tavolo della Procura di Torino.

“Dalla fine di aprile ci saranno nuovi criteri di valutazione dei rischi legati ai campi elettromagnetici – ha spiegato l’ingegner Federico Maritan, direttore tecnico di Vega Formazione – e, soprattutto, una definizione più stretta dei limiti di esposizione da rispettare; ovvero limiti di azione e di esposizione in ambito lavorativo a tale agente fisico, con particolare riferimento alle radiazioni da 0 Hz a 300 GHz”.

Si tratta in realtà dell’evoluzione di una disciplina già esistente, che il datore di lavoro, dunque, avrebbe già dovuto rispettare prima del 30 aprile, ma che ora – complice la sempre maggiore diffusione di campi elettromagnetici – viene ampliata ed approfondita”. Ed in effetti l’elettromagnetismo è tra i fenomeni più studiati dalla comunità scientifica internazionale, è presente ovunque.

Tutti, ma proprio tutti, siamo esposti ai campi elettromagnetici in casa o al lavoro – ha proseguito l’ingegner Maritan – Ci sono campi dovuti alla generazione ed al trasporto di elettricità, agli elettrodomestici, agli apparati industriali, alle telecomunicazioni e all’emittenza radiotelevisiva. E quindi stazioni e ponti radio, reti wireless e computer”. Il titolo VIII del D.Lgs.81/08, quindi, rappresenta un prezioso passo in avanti nella tutela della salute dei lavoratori, così come la misurazione dell’intensità dei campi elettromagnetici.

“Ci sono strumenti, con sonde sia in bassa che in alta frequenza che sono in grado di capire tutti i fenomeni elettromagnetici esistenti – ha precisato Ferdinando Frisan responsabile FRIEST sas – quelli ad esempio generati da macchinari industriali, da forni ad induzione, saldatrici, o da apparecchi di telecomunicazioni telefoniche, da ripetitori telefonici”. Così l’innovazione tecnologica diventa indispensabile sostegno alla valutazione dei rischi per i lavoratori.

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