Il contatore del GSE avanza inesorabile, forse il Quinto Conto Energia non avrà lunga vita

“…..Il presente decreto cessa di applicarsi, in ogni caso, decorsi trenta giorni solari dalla data di raggiungimento di un costo indicativo cumulato di 6,7 miliardi di euro l’anno. La data di raggiungimento del predetto valore di 6,7 miliardi di euro l’anno viene comunicata, sulla base degli elementi forniti dal GSE, dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con le modalità di cui al comma 2…..”

Questo dice il testo del Quinto Conto Energia all’articolo 1 comma 5. Una frase tanto semplice quanto pesante per gli addetti del settore. Di fatto quindi il nuovo Conto Energia non avrà a disposizione 700 milioni di euro come tetto di incentivi annui, ma molti meno. Il contatore del GSE infatti avanza inesorabile, al ritmo di 4-5 milioni di euro al giorno, e mentre scriviamo segna quota 6 miliardi e 66 milioni di euro di incenti annui. A questo ritmo si arriva al 27 agosto con un tetto di incentivi annui di 6 miliardi e 250 milioni di euro se non di più.

Senza dilungarci troppo, possiamo azzardare che la disponibilità del primo registro sia saturata completamente in breve tempo dagli impianti che il decreto cerca di non affondare (quelle che vengono chiamate dal decreto iniziative in avanzata fase di realizzazione) ammettendoli al primo registro, in deroga alle priorità stabilite, per data di entrata in esercizio. Oltre a questi ci saranno tutti gli impianti che non hanno avuto accesso al registro del Quarto Conto. Infatti il comma 7 dell’articolo 4 è chiaro: possono accedere al primo registro anche gli impianti entrati in esercizio prima della data di applicazione del presente decreto. Possiamo dire con certezza che il primo registro sarà saturato in brevissimo tempo. Si parla di 140 milioni di euro che se aggiungiamo ai probabili 6 miliardi e 250 milioni cui si sarà arrivati ad agosto, arrivano a 6 miliardi e 370 milioni.

Rimangono dunque 330 milioni di euro, che non sono pochi ma nemmeno tantissimi, considerando che esclusi dal registro ci sono impianti sino a 50kW con smaltimento amianto, innovativi, a concentrazione e realizzati da amministrazioni  pubbliche (questi ultimi 3 senza limiti di potenza). Un impianto da 50kW potrebbe ricevere circa 10.000 euro di incentivi/anno, quindi ci sarebbe spazio per circa 33.000 impianti da 50kW, oppure volendo fare un’altra ipotesi,  11.500 impianti da 50kW e circa 40.000 impianti sui 10kW. Guardando questi numeri (numero di impianti realizzabili, abbiamo fatto solo una stima di massima) potremmo anche pensare a sorprese che permettano al Quinto Conto di sopravvivere per 2-3 semestri.

Si trattera di vedere il ritmo con il quale verrano costruiti, allacciati e incentivati gli impianti dopo il 27 agosto, visto che le limitazioni dei registri e le limitazioni dell’articolo 7 comma 8 sono molto restrittive, e probabilmente allacciando solo piccoli impianti il contatore del GSE potrebbe segnare un passo completamente diverso. Rimaniamo alla finestra in attesa di rivedere il contatore del GSE al 27 agosto e di vedere i primi sviluppi nel mese di settembre, quando sarà il nuovo regime incentivante a segnare l’avanzamento del tetto annuo di incentivi.

13 Commenti

  1. Alessio Bosi 18 luglio 2012 at 10:07 - Reply

    Buongiorno Stefano, volevo chiedere un consiglio: a parte il fatto che ritengo completamente inutili, per non dire ridicole, le tabelle stabilite dal V Conto per il IV, V e VI semestre (addirittura!) visto il limite di spesa e visto il progredire del contatore, secondo te, una volta terminato il V Conto, quale potrebbe essere “l’appeal” per chi vorrà installare un impianto fv? da consulente energetico, oltre a spiegare il risparmio in bolletta e le mancate emissioni di CO2, cosa potrei consigliare ai clienti? i certificati verdi? i TEE (almeno per i grandi impianti)? ringrazio in anticipo

    • Stefano Caproni 18 luglio 2012 at 10:24 - Reply

      Ciao Alessio, vediamo come procede il Quinto Conto Energia a settembre. Ne ho parlato oggi in un approfondimento. All’attuale regime di crescita del contatore GSE potremmo arrivare a fine agosto sui 6 miliardi e 200 milioni, ne rimarrebbero circa 400 milioni, togliamo anche i 120 del primo registro (che viste le regole di salvaguardia sarà saturato in breve dagli impianti già allacciati e che ad esempio non hanno avuto accesso ai registri del quarto conto) arriviamo a 280 milioni di euro. COnsiderando che un impianto da 50kW riceve circa (dipende dal tipo ovviamente e da eventuali tariffe premio, concedimi quindi i conti della serva) 10-12.000 euro all’anno, e uno da 10kW ne riceve circa 2.500, vediamo che ad esempio per colmare gli incentivi servono circa 11.000 impianti da 50kW e 40.000 impianti da 10kW, che non sono tanti ma nemmeno pochi, occorre vedere a che punto saremo il 27 agosto e valutare l’avanzamento del contatore dopo l’avvio del quinto conto.
      Per quanto riguarda il resto, io onestamente non sono pratico di Certificati Verdi e TEE, e penso che il mercato fotovoltaico dopo la fine degli incentivi possa ancora essere conveniente (i prezzo arriveranno sui 1.200-1.300 €/kW) per chi fa scambio sul posto, piccole aziende e abitazioni. Da consulente energetico secondo me occorrerà cominciare a valutare il fotovoltaico insieme ad altre soluzioni legate al risparmio energetico, come la domotica, il solare termico, sistemi di accumulo di energia per recuperare l’energia prodotta quando non la usi (si comincia a parlarne molto). Occorre a mio avviso proporre alla gente un pacchetto energetico a 360 gradi, una consulenza corretta ed efficace che analizza le abitudini della famiglia e dell’azienda, e che possa trovare il modo migliore per risparmiare energia o produrla da soli. Per i grandi impianti sto valutando con alcuni clienti la realizzazione senza incentivi. Presto arriveremo a costi intorno ai 1.000-1.100 euro/kW per un impianto da 100kW, che in sola vendita potrebbe garantire introiti sui 14.000 €. Se ci pensi non parliamo di cose fuori dal mondo. L’impianto è bene strumentale e il costo puo essere detratto sino al 9%, nell’esempio che ho fatto puoi dedurre circa 9.000 euro all’anno, quindi avresti (14.000-9.000) un imponibile di 5.000 euro (non sono un commercialista, quindi perdonami imprecisioni) e pagheresti circa 1.500 euro di tasse all’anno. Prova a fare i conti e vedi in quanto tempo ammortizzi questo impianto non incentivato (9-10 anni), non cambia molto rispetto agli impianti incentivati. Ovviamente la condizione essenziale è che il costo arrivi alle cifre che ho detto (io ascolto sia chi dice che non ci si arriverà mai e chi dice che ci arriviamo fra un anno, poi vedremo chi ha ragione). Oltretutto l’energia costerà sempre di più, quindi i conti che facciamo ora non possono che migliorare. Se escludi anche tutti gli oneri (e la burocrazia GSE) si può davvero risparmiare. Che ne pensi ?

  2. Alessio Bosi 18 luglio 2012 at 10:11 - Reply

    P.S. aggiornamento contatore alle ore 10:10 (GSE)
    6.070.451 MLD + 28 MLN per grandi impianti iscritti al registro in posizione utile ma non ancora in funzione

    • Stefano Caproni 18 luglio 2012 at 10:39 - Reply

      Avanza di circa 4 milioni di euro al giorno, ma vedrai che appena parte il Quinto Conto frena 😉

  3. Alessio Bosi 18 luglio 2012 at 10:32 - Reply

    Sono d’accordo con te, il risparmio continuerà ad esserci. Ed è bene per tutti cominciare a pensare a soluzioni a 360° (si può risparmiare davvero tanto).
    I miei dubbi sono essenzialmente due:
    1 – non sono così sicuro che i prezzi dei moduli scenderanno così tanto in breve tempo (almeno quelli di qualità);
    2 – il boom del fv in Italia è coinciso con i vari Conti Energia, quindi non so come reagiranno i potenziali clienti quando sapranno che gli incentivi non ci saranno più

    • Stefano Caproni 18 luglio 2012 at 10:40 - Reply

      Hai toccato due tasti caldi:
      – occorrerà un periodo cuscinetto, la gente dovrà dimenticare la parola “incentivo” e cominciare a usare la parola “risparmio”
      – sul costo dei pannelli vediamo ma sono fiducioso 😉

  4. Alessio Bosi 18 luglio 2012 at 10:59 - Reply

    speriamo…..grazie Stefano!

  5. Vic 18 luglio 2012 at 19:33 - Reply

    Ciao a tutti, sui calcoli in proiezione sono d’accordo; pero’ il contatore Gse sta progredendo solo in base alle richieste incentivo per attivazioni eseguite ante 1/7 che hanno raggiunto livelli astronomici. Una volta recepite da Gse tutti gli allacci, penso che il contatore avanzera’ con un ritmo inferiore con le attivazioni dopo l’1/7. Nulla pero’ ovviamente si puo’ dire su quante richieste connessione perverranno ai distributori; solo queste ci diranno quale sara’ il trend e quando si raggiungera’ il tetto.

    • Stefano Caproni 19 luglio 2012 at 10:15 - Reply

      Ciao Vic, mi fido molto della tua esperienza. Speriamo che come dici tu ci sia un sostanzioso rallentamento del contatore 😉

  6. Gui Do 7 agosto 2012 at 13:17 - Reply

    Io credo che dobbiamo iniziare ad abbandonare il discorso incentivi in luogo di quello del risparmio reale, col V Conto le tariffe sono bloccate per 20 anni, ma al tempo stesso prelevare l’energia costerà sempre di più. Ai miei clienti, già da oggi suggerisco di optare per lo scambio sul posto pur rinunciando agli incentivi. Considerando il fatto che con il V Conto per avere una resa accettabile devi concentrare i consumi di casa di giorno, un po’ complicato per chi lavora tutto il giorno. Saluti.

    • Stefano Caproni 7 agosto 2012 at 13:24 - Reply

      Concordo Gui, anche se con prodotto Europeo e tariffe del primo semestre, ancora il Conto Energia è superiore allo scambio. In ogni caso la tua soluzione sarà obbligatoria molto presto, nel senso che il conto energia durerà davvero poco. Quindi fai bene a preparare i tuoi clienti 😉

  7. ZANI Per.Ind. MARCO 14 settembre 2012 at 20:16 - Reply

    Buonasera,

    Oggi credo siano i conti che parlano

    ovvero:

    COSTO IMPIANTO/CAPITALE PERCEPITO=ANNI DI RIENTRO (ammortamento semplice)

    Non credo che si possa fare un impianto dicendo ai clienti che, nella situazione attuale, se scelgono lo scambio sul posto con i costi di rete ad oggi rientrerebbero nell’investimento in 15 anni…ma che se considerano un aumento aumento negli anni dell’energia prelevata probabilmente il periodo sarà più corto…

    Sono convinto invece che il costo degli impianti calerà e con il conto energia sarà più rapido il rientro dell’invenstimento…e rientrare nel minor tempo possibile è la sola cosa che conta…

    Ipotizzo un conteggio

    – impianto da 3kWp:

    considerando che consumando instantaneamente si ottiene una tariffa premio di 0.126€ + il risparmio dalla rete di circa 0.17€ abbiamo 0.296€ al kW/h se autoconsumata e 0.21€ se ceduta con tariffa omnicomprensiva…

    consderando il costo del materiale attuale si rientra nell’investimento in 9-10anni certi

    Un dato dimostrato dai conti matematici che non sono un opinione e permettono al cliente di farsi i conti in tasca.

    Considerando l’incertezza quindi nello stabilire un rientro certo mi chiedo allora come lo scambio sul posto possa essere più vantaggioso ad oggi…??

    Aspetto vs. parere

    grazie

    buon weekend

    P.S.
    Ringrazio Stefano per questo sito che permette di confrontarci tra tecnici a distanza!

    • Stefano Caproni 15 settembre 2012 at 10:27 - Reply

      Ciao Marco, molta gente ci sta lavorando, e sto seguendo colleghi e lavori su altri portali che cominciano a simulare rientri economici con scambio dul posto e detrazione fiscale (sempre che si possa fare, pare di si in base a comunicazioni dell’Agenzia delle entrate, ma c’è chi ancora ha dei dubbi). In ogni caso ci sono simulazioni che dimostrano come un impianto da 3kW in scambio sul posto del costo di 2500 euro kW abbia lo stesso periodo di rientro, con quinto conto o con scambio sul posto + detrazioni fiscali. A maggior ragione lo avrebbe in futuro in concomitanza con l’aumento dell’energia e il calo del costo degli impinti (un po di margine c’è ancora). Teniamo presente che la convenienza dello scambio (massimizzando l’autoconsumo) aumenterà con l’aumento del costo dell’energia. Aggiungiamo l’arrivo sul mercato (tra un po secondo me ne vedremo parecchi) di sistemi di accumulo, e cominciamo a parlare di una buona convenienza. Occorre dimenticare il conto energia, ed evitare paragoni. Ricordiamoci che fino al secondo conto energia il rientro era in 10-12 anni, e nessuno si lamentava, poi il quarto conto ci ha abituati bene, è abbiamo perso di vista situazioni più concrete. Un impianto in scambio sul posto da 3kW con un rientro in 9-10 anni non è scandaloso, anzi 😉

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