Dal mare e dalle onde energia pulita grazie al sistema EDS di Tecnomac

Mare-5Produrre energia elettrica da fonti rinnovabili significa costruire macchine che siano in grado di trasformare le forze presenti in natura in energia meccanica e convertirla in energia elettrica. E’ quindi necessario scegliere il tipo di risorsa e con quale tecnologia affrontarne la trasformazione. Le risorse naturali da cui è possibile acquisire potenza trasformabile in energia elettrica sono molteplici e quella attualmente più sfruttata è la forza del vento.

Un aspetto importante determinato dai venti quando scorrono sulle acque dei laghi, dei mari e degli oceani, è la formazione delle onde marine. Le onde marine sono provocate dai venti che soffiano incontrastati sulla superficie del mare e continuano ad irradiarsi anche per  6 – 12 ore dopo che il vento che le ha provocate cessa. Se durante il loro procedere verso la riva non incontrano ostacoli, il loro movimento è più lineare, più persistente e più prevedibile dello spirare del vento. Le macchine fino ad ora utilizzate per ricavare energia elettrica dal moto ondoso, sono colossi costituiti da centinaia di tonnellate di acciaio poste al largo, dove le onde scorrono lineari, e sfruttano il solo movimento verticale dell’onda, per mezzo di un galleggiante collegato ad un sistema oleodinamico, trasformando più del 30% dell’energia presente nel moto ondoso.

Ed ecco che il Made in Italy arriva con una soluzione davvero interessante, il sistema EDS, progetto sviluppato da Tecnomac, coperto da brevetto, nato con l’ intenzione di produrre energia elettrica da questa fonte rinnovabile cercando di sfruttare il massimo dell’energia disponibile nel moto ondoso nel modo più semplice ed economicamente più vantaggioso. L’idea all’ origine del progetto EDS è quella di catturare e trasformare l’energia delle onde quando queste, vicino alla riva, si trasformano da onde lunghe in onde frangenti. Vicino a riva, a causa dell’interferenza del fondale con la loro parte bassa, le onde diminuiscono di velocità, si raggruppano e diminuiscono la loro distanza (lunghezza d’onda). Le creste si innalzano e si incurvano verso la riva, per cui l’energia presente nelle onde converge e si concentra sulle creste. Ciò significa che, in questa condizione, è possibile disporre di una altezza d’onda rilevante in contemporanea con una lunghezza d’onda ridotta. Praticamente, vicino alla riva sono disponibili onde più ravvicinate con massima capacità di spinta sia verticale sia orizzontale.

La maggior parte degli studi circa lo sfruttamento dell’energia delle onde si sono concentrati su dispositivi posti in mare aperto, poiché lì è disponibile un maggiore quantitativo di energia rispetto alle zone costiere; infatti le onde, propagandosi dal largo verso riva, dissipano energia attraverso attrito col fondo, rifrazione e frangimento d’onda. Comunque recenti studi hanno mostrato come anche le zone vicino alla costa siano adatte per lo sfruttamento dell’energia ondosa. Il progetto EDS di tecnomac è un sistema ibrido in grado di sfruttare simultaneamente la spinta orizzontale (surge) e verticale (heave) dell’onda; esso è composto da un galleggiante ed una pala che lavorano in fase. Il galleggiante oscilla verticalmente sotto l’azione della forza di heave; la pala, posta dietro il galleggiante, riceve la spinta orizzontale dell’onda. Galleggiante e pala sono connessi attraverso leveraggi ad un sistema oleodinamico di conversione dell’energia.

Secondo i calcoli di Tecnomac, effettuati su un impianto campione da 900kW (composto da circa 15 macchine EDS) ci dicono che l’investimento annuo è di circa 162.500 € a fronte di costo di produzione di 0.096 € kWh (costo del kWh prodotto), un costo davvero molto basso. La tecnologia EDS, se applicata in zone oceaniche con onde di potenza compresa tra 20-40 kW per metro d’ onda, risulterebbe essere particolarmente più conveniente in quanto, mentre i costi di impianto lieviterebbero al massimo del 30%, l’energia prodotta potrebbe aumentare del 100% e più.

I mari e gli oceani contengono grandi quantità di energia e  sembrano offrire grandi opportunità, come l’eolico subacqueo Scozzese di cui abbiamo parlato (leggi l’approfondimento). Domani vedremo nel dettaglio come funziona tecnicamente il sistema EDS.

8 Commenti

  1. Aug12 3 dicembre 2012 at 20:43 - Reply

    Son più di ventanni che mi logora in testa un’idea su energie rinnovabili, non voglio troppo espormi ma …Cosa ne dice se io propongo anche ecologica e accumulabile ?

    • Stefano Caproni 3 dicembre 2012 at 20:48 - Reply

      Sarebbe una bella cosa 🙂
      Se davvero hai qualche idea dovresti cercare di svilupparla 😉

  2. Aug12 6 dicembre 2012 at 21:30 - Reply

    La cosa funziona già provato . Qui si parla di grossi investimenti a livello di nazione o nazioni , prima bisognarebbe vedere quanto è la resa effettiva oggigiorno . Poi prima di esporla vorrei cautelarmi . Ripeto ENERGIA – pulita – accumulabile . Saluto P.S. Non sono sempre al computer

    • Stefano Caproni 7 dicembre 2012 at 13:11 - Reply

      Insomma una cosa miracolosa 😉
      Speriamo di sapere presto qualcosa in più 😉
      P.S.: anche io non sono sempre al computer 😉

  3. Aug12 7 dicembre 2012 at 19:47 - Reply

    No ! Niente miracolo ,qui serve un gruppo di persone che devono credere di poter realizzare un qualch’cosa non ancora sviluppato . Mi spiego : Già nel 1920 circa era conosciuto il geotermico , però non era conveniente , ora si . Per sviluppare il progettto mi serve : Un politico-Un avvocato-e due ingegneri . Saluto

    • Stefano Caproni 7 dicembre 2012 at 20:02 - Reply

      Politici, avvocati e ingegneri ne trovi quanti ne vuoi, io non ti posso aiutare, sono un povero perito 😉

  4. Aug12 8 dicembre 2012 at 22:02 - Reply

    Vedi io non sono nemmeno “Perito” eppure non mi sento un povero , oggi ho fatto il muratore e mi sento soddisfatto del lavoro portato a termine . Saluto

    • Stefano Caproni 9 dicembre 2012 at 11:20 - Reply

      Si ma prendi le cose un po più alla leggera altrimenti non ti passa più, il “povero perito” era una battuta. Non ho mica detto che periti e muratori sono lavoratori di serie B

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