Energia elettrica: la tariffa Bioraria secondo ADUC conviene ancora

Secondo corriere.it e secondo noi invece non conviene, o meglio non cambia granchè. Poco tempo fa  corriere.it parlava della tariffa bioraria e dell’impatto che hanno avuto le fonti rinnovabili sulla medesima tariffa, in particolare eolico e fotovoltaico: 6.600 megawatt di potenza installata a fine 2011 per il primo e 12.500 megawatt per il secondo (leggete l’approfondimento su corriere.it).

 

Le tariffe biorarie prevedono un differente schema tariffario per le ore del giorno e della notte, con l’intento di far risparmiare quelle persone che privilegiano l’utilizzo dell’elettricità notturna, quando la domanda complessiva di energia è minore. Una tariffa spesso approcciata dalle famiglie lavoratrici, che a fronte di un costo maggiore diurno, hanno così conseguito importanti sconti notturni.

 

Secondo ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori), diversamente da come la pensa corriere.it, la tariffa Bioraria conviene ancora, come da analisi diffusa in un comunicato che riportiamo integralmente.

 

“La beffa della tariffa bioraria” titolava un noto quotidiano. La notizia ha lasciato sconcertati i consumatori che ci hanno chiesto se era effettivamente cosi’. La tariffa elettrica bioraria e’ quella che consente di risparmiare mettendo in funzione gli elettrodomestici ad alto consumo (lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro, ecc.) nella fascia oraria che va dalle 19 alle 8. Ora non e’ piu’ cosi’? La tariffa bioraria conviene ancora? Si’, a nostro parere.

 

Se si prende in considerazione il grafico riportato dal quotidiano, si puo’ notare che c’e’ una fascia oraria conveniente che va dalle 23 alle 8. Se il prezzo medio nel 2011 e’ stato di 83 euro per MWh alle ore 12, si puo’ vedere che alle 23 non arriva al 80 euro/MWh per scendere sotto i 50 euro/MWh alle 4 del mattino e, comunque, l’ora conveniente arriva fino alle 8 del mattino. Quindi, se si vuole risparmiare si possono azionare gli elettrodomestici dalle 23 alle 8 e con un temporizzatore si possono regolare gli orari di accensione. C’e’, poi, il problema ambientale: concentrare i consumi nella fascia diurna significa aumentare l’inquinamento. Gia’ questa considerazione ci dovrebbe indurre ad un uso razionale dei nostri elettrodomestici.

 

Se analizziamo i dati del comunicato, sembra una differenza abbastanza marcata, ma se trasformiamo i MW in kW (unità di misura più consona ad un consumo domestico) vediamo che stiamo parlando di briciole. Supponiamo di utilizzare una lavastoviglie di potenza 1,5kW con un ciclo di lavaggio di 90 minuti. Stiamo parlando di un consumo di 2,25 kWh. Ora se analizziamo i dati indicati la differenza tra l’utilizzo alle 12:00 e l’utilizzo alle 21:00 ad esempio è di 3 €MWh ovvero 0,003 €/kWh che sul consumo stimato della nostra lavastoviglie ammonta in totale a 0,006 € (si sta parlando di costo puro dell’energia, per maggiori informazioni sui costi totalei che troviamoin bolletta leggi questo approfondimento).

 

Analizzando sommariamente una bolletta bioraria e tenendo in considerazione tutti gli oneri (quindi il prezzo finale), la differenza tra le due fasce può arrivare a 0,015 €/kWh, quindi anche usando lavastoviglie e lavatrice dopo le 19:00 si arriva ad una differenza di 0,07 € al giorno equivalenti a 2 euro al mese (non crediamo che ci siano molte famiglie che usano lavastoviglie e lavatrice tutti i giorni). Ora il risparmio c’è ma ci sembra poca cosa, e comunque quando intendiamo che la tariffa non conviene intendiamo dire che i dati non sono così positivi da definire la bioraria  un buon modo per risparmiare (anche se il risparmio c’è, ma nei termini che abbiamo indicato).

 

Occorre anche considerare che 43 milioni di Italiani vivono in condominio, e che sicuramente risulta motlo difficile usare eletrodomestici nelle ore serali, fate una centrifuga alle 2:00 di notte (stiamo esagerando con l’orario) e fateci sapere come è andata (clicca qua per trovare la tariffa più conveniente per te).

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