Prevenzione incendi, pubblicata la nuova guida VVF per l’installazione degli impianti fotovoltaici

La direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, area prevenzione incendi, ha pubblicato la guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici, edizione 2012 (scarica la guida). Come indicato nella comunicazione la guida recepisce i contenuti del DPR 1 agosto 2011, nr 151 e tiene conto delle varie problematiche emerse in sede periferica a seguito delle installazioni degli impianti fotovoltaici. Viene sostituita la guida emanata con nota nr 5158 del 26 marzo 2010.

Rientrano nel campo di applicazione della guda gli impianti con tensione in corrente continua non superiore a 1500V, comprendendo di fatto tutti gli impianti fotovoltaici.  Gli impianti fotovoltaici non rientrano tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ma la loro installazione può comportare un aggravio del preesistente livello di rischio di incendio. Vi potrebbero infatti essere interferenze con il sistema di ventilazione, ostacolo alle operazioni di raffreddamento e estinzione di tetti combustibili, rischio di propagazione delle fiamme all’esterno o verso l’interno del fabbricato.

Oltre alle indicazioni generali (ovvero che gli l’installazione di un impianto fotovoltaico in un’attività soggetta ai controlli di  prevenzione incendi richiede gli adempimenti previsti dal comma 6 dell’art. 4 del 151 del 1 agosto 2011,  schema di regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi) , la guida indica come sia necessario valutare l’eventuale pericolo di elettrocuzione cui può essere esposto l’operatore VV.F per la presenza di impianti in tensione.

Ovviamente consigliamo agli addetti ai lavori, la lettura di questa breve guida al fine di poter realizzare gli impianti fotovoltaici in conformità alle indicazioni contenute nella guida stessa. Si dovrà prestare particolare attenzione al posizionamento delle apparecchiature, in caso di luoghi con pericolo di esplosione o con presenza gas vapoi e nebbie infiammabili, oltre a dotare l’impianto di un dispositivo di comando di emergenza , ubicato in posizione segnalata ed accessibile che determini il sezionamento dell’impianto elettrico all’interno del compartimento e quindi anche il sezionamento dell’impianto fotovoltaico.

Tale dispositivo, potra essere un sezionamento manuale, oppure realizzato tramite dispositivi automatici con bobine di sgancio a lancio di corrente, collegate ad un pulsante di sgancio da posizionare in un posto segnalato e facilmente accessibile.

 

3 Commenti

  1. William 26 giugno 2015 at 10:15 - Reply

    Buongiorno e piacere di conoscerla,
    come mai sembrerebbe prevista una bobina di sgancio a lancio di corrente invece che una di minima tensione?
    In caso di guasto alla bobina a lancio di corrente come seziono l’impianto in caso di emergenza?
    La bobina di minima tensione sembrerebbe più idonea, mi sbaglio?
    Grazie anticipatamente per la risposta.

  2. Alessandro 21 gennaio 2016 at 13:47 - Reply

    Buongiorno,
    avrei il seguente quesito/chiarimento:
    lo sgancio di emergenza per impianti fotovoltaici i cui circuiti transitano all’interno di un luogo soggetto a CPI (es. luogo MARCIO) è obbligatorio sia per il lato alternata che per il lato continua?
    Ipotizzando che anche i circuiti elettrici in corrente continua “entrino” nel luogo a Maggior Rischio in Casio di Incendio.
    Quali altri accorgimenti bisogna usare per poter inserire inverter e cavi in luogo Marcio? E’ necessario metterli in locale tecnico compartimentato anche se le mie apparecchiature e cablaggi sono tutte in classe 2?
    Un’ultima domanda: per lo sgancio in continua (se obbligatorio) si rende necessario un sistema a sè… ma per la parte in alternata è necessario un ulteriore sgancio se esiste già quello generale dell’azienda? Mi spiego: se stacco corrente, l’inverter (per la CEI 0-21) smette di produrre per cui ho già assicurato lo sgancio nel lato corrente alternata… mettere un ulteriore sgancio mi sembra ridondante? cosa ne pensate? Grazie e scusate per il lungo commento

    • Stefano Caproni 26 gennaio 2016 at 19:36 - Reply

      Ciao. Ovviamente in questi casi va presentato una richiesta di parere ai VVF (esame progetto) perchè come sempre ogni comando di zona dice la sua (inverter sul tetto, quadri lato AC sul tetto o meno, ne ho sentite di tutti i colori).
      Preferibilmente gli inverter vanno fuori dal luogo MARCIO o come hai scritto in locale compartimentato. Tutti i circuiti lato AC e DC che entrano nel luogo MARCIO vanno dotati di sgancio, concordo sul fatto che se lo sgancio mette fuori servizio anche il fotovoltaico (ad esempio interruttore generale con bobina e a valle interruttore linea fotovoltaico, oppure fotovoltaico che si connette ad un quadro che viene sganciato insieme allo sgancio generale) non serve un ulteriore sgancio.
      Io di solito se intervengo in un impianto esistente, per non modificare lo stato degli sganci progettati da altri, inserisco un pulsante di sgancio con doppio contatto, lascio lo sgancio esistente com’è, e aggiungo il mio separato con il secondo contatto, oppure aggiungo un pulsante di sgancio dedicato con segnalazione SGANCIO FOTOVOLTAICO.
      Meglio sentire il parere dei VVF in quanto a volte mi hanno chiesto i quadri lato DC il più vicino possibile alla copertura, spesso si tratta di 3-4 metri e non ne capisco il senso, ma come sempre si lega il somaro dove vuoleil padrone ;-(

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