Le frequenze degli inverter, ancora una volta i produttori pagano le negligenze di altri

Gli addetti ai lavori avranno già capito di cosa stiamo parlando, dell’ormai angosciante vicenda delle soglie di frequenza e dei balletti Enel-Terna per decidere i parametri relativi alle frequenze negli inverter e nelle protezioni di interfaccia per gli impianti BT allacciati dal 1 luglio al 31 dicembre 2012.

Due visioni distinte della questione, Terna che vuole mantenere in piedi gli impianti con soglie di frequenza larga per garantire la stabilità della rete, Enel che vuole scollegare gli impianti oltre le soglie restrittive per scongiurare il rischio di isole indesiderate.

Ora, dopo che Enel ha fatto allacciare migliaia di impianti con soglie restrittive, spesso senza chiedere deroga a Terna (cosa che invece sta facendo ora inviando comunicazioni  in merito, e aumentando i tempi per l’emissione del preventivo di 5 giorni) e ora invia comunicazioni per indicare ai clienti che devono tornare a regolare i parametri di frequenza in soglia permissiva (o stato logico basso). Nella comunicazione Enel informa i clienti che le normative prescrivono le soglie larghe per impianti che entrano in esercizio dal 1 luglio, mo lo sta dicendo anche a produttori che hanno ricevuto indicazioni diverse da Enel stessa ben dopo il 1 luglio (evidenziamo che Enel non allacciava se non rispettando tali prescrizioni).

Tutto ciò sembra per lo meno poco corretto, ti obbligo ad allacciarti ad agosto con un certo tipo di parametri, poi ti mando una comunicazione dicendo che la normativa prevede dal 1 luglio di usare altri parametri. Ora sarebbe stato più corretto dire al produttore, ci siamo sbagliati, occorre rimediare, rimborseremo nella prossima bolletta 50 euro a titolo forfettario per gli oneri necessari all’adeguamento. Adeguare significa infatti chiamare l’installatore, fargli cambiare le frequenze, e far predisporre al tecnico gli appositi allegati a sostituzione e integrazione dei precedenti.

Invece come solito paga il produttore, in questo caso vittima (come Enel per carità) di un avvicendamento normativo troppo veloce, ma che di fatto al produttore potrebbe anche non interessare, visto che ha sempre seguito le prescrizioni del gestore di rete. Ricordiamo anche che l’adeguamento va fatto entro 15 giorni da quanto Enel invia la comunicazione, quindi occorre anche sbrigarsi, e il produttore subisce in silenzio, o meglio si arrabbia, ma poco cambia.

2 Commenti

  1. Nunzio D'Ambrosio 23 ottobre 2012 at 21:16 - Reply

    Ciao stefano, io fornisco impainti chiavi in mano con installazione propria e progettazione propria, intendo con i propri dipendenti. Tu al posto mio o di qualunque altro installatore te la sentiresti di andare a chiedere qualcosa al produttore quando hai appena finito di completare la fornitura da ogni punto di vista? Io correggerei a questo punto la parola produttore con installatore. Non so come la pensano gli altri operatori ma mi piacerebbe conoscere il loro punto di vista… magari sono io strano.

    • Stefano Caproni 24 ottobre 2012 at 09:12 - Reply

      Ciao Nunzio, la tua puntualizzazione mi trova d’accordo, anzi effettivamente spesso la parola produttore andrebbe sostituita con installatore (ma anche tecnico, proprio la settimana scorsa sono andato a sistemare un inverter). La questione presenta aspetti contrastanti e molto soggettivi. Da una parte un aspetto pià freddo e un approccio molto tecnico-amministrativo alla cosa. Il cliente ti ha commissionato un impianto, lo hai realizzato, allacciato e incentivato. Il problema delle frequenze non ti riguarda in alcun modo, è un problema produttore-gestore di rete. Non vedo perchè tu te ne debba assumere gli oneri, pagherà il cliente e se ha delle rimostranze da fare le farà ad Enel e non a te. Inoltre io dopo qualche annetto di carriera professionale, mi sto cominciando a stancare dei clienti (o meglio di certi clienti), che credono tutto sia dovuto.
      Però in seconda battuta c’è l’aspetto professionale, per me i clienti sono zl primo posto, e faccio di tutto (entro certi limiti) per accontentarli. Quindi farei probabilmente quello che fate voi, andrei a sistemare senza chiedere nulla, arrivederci e grazie. Se devo essere sincero il ritorno di immagine facendo così è sempre stato più ricompensante di quanto abbia speso a regolare un inverter o a fare qualche giro in più in macchina. E’ una questione delicata, in mezzo tra la necessità di limitare le spese, e i rapporti con i clienti che sono il nostro biglietto d visita. Una questione molto soggettiva 😉
      P.S.: in ogni caso aggiungo una parola al mio articolo 😉

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