Mantenimento incentivi: con il documento tecnico un’altra “mazzata” al fotovoltaico

Logo_GSEA seguito della consultazione pubblica avviata il 23 febbraio 2015, il GSE ha pubblicato il Documento Tecnico di Riferimento per il mantenimento degli incentivi in Conto Energia, che recepisce le osservazioni e le proposte avanzate dagli Operatori e dalle loro Associazioni.

Il Documento definisce le regole per garantire la corretta gestione in efficienza degli impianti incentivati, nel rispetto della normativa vigente e illustra le modalità che gli Operatori sono tenuti a seguire per salvaguardare il diritto agli incentivi.

Consigliamo la lettura del documento, ed in particolare della parte relativa alle modifiche impiantistiche, con il GSE che precisa che al fine di non superare il contingente di 6,7 miliardi di €/anno raggiunto il 6 luglio 2013, il Documento definisce un valore limite degli incentivi attribuibili a ciascun impianto che durante il periodo di incentivazione sia interessato da modifiche che comportino un incremento di producibilità, ferma restando la valorizzazione di tutta l’energia elettrica immessa in rete a condizioni di mercato.

Leggendo bene il documento il GSE precisa che “…..qualora l‘intervento di sostituzione di componenti principali di impianto, secondo le disposizioni descritte nel presente paragrafo, dovesse comportare un incremento della producibilità dell’impianto il GSE, come già precisato in Premessa, erogherà gli incentivi spettanti nei limiti della soglia massima di energia calcolata come rappresentato nell’Appendice A del presente DTR….

Il valore di Soglia per impianti con decorrenza dell’incentivo di almeno tre anni solari (1° gennaio – 31 dicembre), è pari al valore massimo di energia prodotta, su base annua, negli ultimi di tre anni solari di decorrenza dell’incentivo antecedenti alla realizzazione dell’intervento di modifica, incrementato del 2% .

Quindi chiunque avesse un impianto che produce meno di quanto previsto, o meglio che negli ultimi anni abbai prodotto meno a causa di problemi tecnici, malfunzionamento, errata configurazione, e decidesse di sistemarlo con sostituzione di componenti, farebbe un lavoro inutile, in quanto la quota incentivata non sarà comunque superiore al valore di soglia calcolato sulla media dei tre anni precedenti.

Una ulteriore “mazzata” sul fotovoltaico che sembra rendere inutile qualsiasi intervento di revamping, e che di sicuro non favorirà la ricerca di soluzioni tecniche migliorative per il mercato Italiano da parte dei produttori di apparecchiature dedicate agli impianti fotovoltaici.

Che il limite dei 6,7 miliardi di euro non debba essere superato siamo d’accordo, ma un produttore che ha un problema all’impianto, ha già pagato la sua “penale” al GSE che non eroga gli incentivi sulla mancata produzione. Sarebbe bastato semplicemente stabilire che la quota incentivata, o meglio il valore di soglia, sarebbe stato al massimo il valore della produttività annua al primo anno solare di funzionamento decurtata dell’ 1%-2% per ogni anno di operatività dell’impianto (decadimento moduli e inverter).

7 Commenti

  1. claudio 12 maggio 2015 at 18:33 - Reply

    la mazzata piu’ grande arriverà fra poco con gli accatastamenti degli impianti fotovoltaici, qua le prime avvisaglie sulle aziende, ne sto seguendo due. Per una azienda è sostenibile ma se lo applicano sotto i 20kW come previsto sarà un bagno di sangue e sarà la fine del mercato del fotovoltaico residenziale. Ma su questo argomento bisognerebbe aprire una altra discussione.

  2. Andreas 13 maggio 2015 at 16:25 - Reply

    un esempio perfetto per la “riduzzione” della burocrazia in Italia.

    adesso, per cambiare cualche moduli ho bisogno di un ingeniere per preparare la montagna di carte da inviare al GSE 🙂

  3. Antonio 23 maggio 2015 at 20:33 - Reply

    Salve a tutti. Dalla lettura del DTR, sembrerebbe che ogni opera di manutenzione ordinaria ( perfino una banale sostituzione di inverter nel caso di impianti <6kWp per cui non sia necessario nemmeno adeguamento Delibera 243 – norme CEI 0-21 ) e comunque comunicata al GSE in tempi non sospetti ( prima della pubblicazione del documento DTR 01/05/2015 ) nell' apposita sezione Segnalazione Guasti – Furti debba ora essere rinviata la comunicazione di avvenuta modifica dell' impianto con tanto di allegati tecnici – documenti di trasporto – fotografia del prima e del dopo. .. . Dando un ampio margine di discrezionalità al GSE per vagliare o meno di mantenere gli incentivi. .. Siamo all' ennesimo attaco al fotovoltaico. Senza considerare che non vi sono regole tecniche e/o esempi applicativi. Tutto entro il 30 Maggio prossimo.

  4. Valerio 24 maggio 2015 at 20:06 - Reply

    Salve Stefano,
    ti chiedo se in merito al DTR pubblicato dal GSE stai effettuando qualche pratica per clienti. Ho il mio impianto da 6,00 kWp che tempo fa cambiai inverter ma non ho ancora comunicato le matricole al GSE ( penso di farlo ora ). Il dubbio è che bisogna fare tutta questa trafila prevista dal DTR e pagare oneri fissi per una semplice sostituzione di inverter stesso modello e caratteristiche ma matricola diversa? Io non ho le foto del vecchio modello sostituito, non so nemmeno se trovo il documento di trasporto. .. E’ mai possibile che bisogna fare tutta questa burocrazia ferraginosa? Non era possibile prevedere per taglie di potenza adempimenti differenziati? Ad esempio nel mio caso resta come prima l’ invio di comunicazione alla segnalazione guasti-furti ed in più casomai una fotina dell’ installato, ma non tutta questa procedura e addirittura il pagamento di costi fissi!!!!!!

  5. antonio 1 giugno 2015 at 16:28 - Reply

    Salve a tutti,
    per capire come ragiona il GSE basta aver seguito il servizio di REPORT dell’altra sera, con cui la Gabanelli evidenziava che il comportamento del GSE ( a differenza dei suoi emuli in altri paesi) è condizionato dal fatto che 11 o 13 dei suoi 15 dirigenti (o responsabili) sono tutti ex-ENEL!!!! Ma volete che, costoro adeguatamente emulati, vadano contro MadreEnel??? Alla domanda, perchè “io che mi faccio un impianto FTV a casa mia devo pagare una quota fissa maggiore sulle mie bollette se riesco a rimanere sotto la soglia dei 2200 kwh ( contratto da 3 kw, normale famiglia 2 persone) mentre se consumo oltre i 6000 kwh ottengo un risparmio di 600 € annui, ad un dirigente/responsabile governo/ autorità AEEG ( non ricordo)….. la risposta qual’è stata???? Se hai fatto il ftv vuol dire che avevi i soldi e hai voluto fare una speculazione, quindi è giusto che paghi di più!!!!!! Ma scherziamo?!?!? io quei soldi l’ ho tolti dalla mia bocca ed ho fatto una investimento ( evitando c02 a go-go se vogliamo pure)…….e non una speculazione…….a danno di enel!!!!

  6. Alessandro 1 ottobre 2015 at 17:17 - Reply

    Ciao Stefano. Vorrei sapere cosa pensi della tassazione sull’autoconsumo del fotovoltaico (contenuta nel cosiddetto decreto “sviluppo”..). Pensi, inoltre, che la scadenza del 30 settembre per la richiesta di qualifica SEU sarà ulteriormente prorogata?

    • Stefano Caproni 16 ottobre 2015 at 18:22 - Reply

      Siamo nel paese delle proroghe……….:-)
      Sul discorso della tassazione sull’autoconsumo a dire il vero non ci ho pensato 😉
      Lo prendo come dato di fatto, tanto ormai è inutile farsi domande 😉

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