Oltre la metà di tutto il cibo prodotto nel nostro pianeta non viene consumato

CiboLe proiezioni delle nazioni unite indicano un aumento stimato della popolazione mondiale di circa 3 miliardi di persone nei prossimi 50-60  anni, una previsione alquanto preoccupante se pensiamo che già oggi secondo le stime ogni 5 secondi un bimbo muore di fame, e che almeno 800 milioni di persone soffrono di denutrizione.

Di fronte a questi dati sembra sconcertante il rapporto della britannica Institution of mechanical engineers (Ime). Almeno il 50% del cibo prodotto non viene utilizzato (in Italia sprechiamo cibo per un valore di circa 12 miliardi di euro ogni anno).

Oggi nel mondo vengono prodotte circa quattro miliardi di tonnellate di cibo all’anno. Tuttavia, a causa di cattive pratiche di raccolta, immagazzinamento e trasporto, oltre allo spreco del mercato e dei consumatori, si stima che il 30-50% dell’intera produzione alimentare non raggiunge mai uno stomaco umano. Inoltre, questa cifra non riflette il fatto che anche grandi quantità di terra, energia, fertilizzanti e acqua sono stati utilizzati per produrre cibo che non verrà consumato.

In molti paesi sviluppati, le pratiche di coltivazione, immagazzinamento e trasporto, sono molto efficienti, ma spesso la maggior parte del cibo si spreca a causa dei clienti finali, attratti da confezioni e promozioni che causano acquisti elevati che le persone spesso non sono in grado di consumare prima del loro deterioramento. Inoltre il problema dello spreco non riguarda solo i prodotti finiti, molte volte i prodotti non sono vendibili presso le aziende produttrici, a causa della non conformità delle dimensioni e dell’aspetto, e quindi non vengono nemmeno raccolti quando sarebbero invece tranquillamente consumabili.

Di fronte ai dati delle morti causate dalla denutrizione, soprattutto nei paesi meno sviluppati, questi dati  dovrebbero far davvero riflettere, ad iniziare dai nostri comportamenti di tutti i giorni.

2 Commenti

  1. Giu 14 gennaio 2013 at 11:00 - Reply

    CONCORDO!!! E ricordiamoci sempre che i grandi flussi e i grandi mercati sono basati sulla spinta che proviene dai consumatori… cioè noi. Se invece di scegliere a caso, o peggio guidati da scelte “indotte”, facessimo scelte basate su una migliore conoscenza “tecnico-qualitativa” dei prodotti e della loro reale provenienza, già sarebbe un passo importante. Se poi si azzerassero gli sprechi tra le nostra quattro mura domestiche, faremmo un bene soprattutto al nostro portafoglio…

    • Stefano Caproni 14 gennaio 2013 at 11:05 - Reply

      Ciao Giu, quoto tutto quello che hai scritto, anche io se analizzo i miei comportamenti non sono immune da errori, occorre più attenzione. Basta poco, e come hai scritto ne gioverebbe anche il nostro portafogli 😉

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