I limiti dei microinverter negli impianti BT, utilizzabili sino a 3kW con l’attuale tecnologia

MicroinverterNegli ultimi tempi sono stati introdotti sul mercato i microinverter, dispositivi di conversione statica “miniaturizzati” rispetto agli inverter di stringa. Il loro utilizzo permette di massimizzare la produzione dell’impianto in caso di ombreggiamenti, in quanto ogni singolo inverter effettua la conversione dc/ac su un singolo modulo fotovoltaico, diminuendo anche le perdite per mismatching di stringa (il calo delle prestazioni dovuto al collegamento in serie di moduli con caratteristiche elettriche non perfettamente identiche). La nostra opinione è che difficilmente i benefici giustifichino una soluzione che potrebbe presentarsi più complicata in caso di manutenzione (pensiamo alla necessità di sostituire un microinverter se lo stesso è instalalto sotto al modulo fotovoltaico) e che implica oneri aggiuntivi dovuti alla necessità di installare una protezione di interfaccia esterna.

In ogni caso non è questo il tema dell’approfondimento. I microinverter (o almeno quelli che ci sono attualmente in commercio), probabilmente per limiti hardware, non possono essere utilizzati su impianti di potenza maggiore di 3kW. Gli stessi infatti non rispettano i requisiti dell’articolo 8.4.4.2  (requisiti dei generatori/impianti: immissione di potenza reattiva), e più precisamente ai punti e) (inverter in impianti di potenza complessiva superiore a 3 kW e fino a 6 kW, purché in grado di funzionare con fattore di potenza istantaneo regolabile compreso tra cosfi = 0,95 in assorbimento di reattivo e cosfi = 0,95 in erogazione di reattivo) ed f) (inverter in impianto di potenza complessiva superiore a 6 kW, purché in grado di funzionare con fattore di potenza istantaneo regolabile compreso tra cosfi = 0,90 in assorbimento di reattivo e cosfi = 0,90 in erogazione di reattivo). Ovvimente gli impianti allacciati prima del 1 luglio (entrata in vigore della CEI 0-21 per utenti attivi) sono a tutti gli effetti conformi.

Anche nelle dichiarazioni di conformità i produttori ne limitano l’utilizzo ad impianti di potenza non superiore a 3kW. Lo scorso anno alcuni produttori avevano comunicato che solo dal 2013 sarebbe stato disponibile un dispositivo esterno supplementare (non un’interfaccia) esterno (ammesso dalla Cei 0-21 che alla nota 48 dice che i limiti di potenza indicati possono essere ottenuti anche con dispositivi aggiuntivi esterni ai generatori). Altre case invece hanno prodotti in attesa di certificazioni. Occorrerà inoltre capire se questi dispositivi saranno universali o utilizzabili solo su inverter di una specifica marca. Al momento non ci pare siano presenti novità, e aggiungiamo che anche alcuni inverter di stringa, possono essere usati solo su impianti di potenza non superiore ai 3kW, proprio per i limiti hardware sopra indicati.

Tecnicamente la questione apparirebbe contraddittoria, perché nel regolamento viene chiesto il cosfi a 1 ma utilizzando inverter che possano funzionare con cosfi diverso da 1 (in base alla potenza dell’impianto). E’ da evidenziare che il primo riguarda un valore medio mensile rilevato, tra l’altro per fascia oraria, dal contatore dei prelievi per talune forniture (tipicamente >15 kW), il secondo invece viene definito “fattore di potenza istantaneo regolabile” nella Cei 0-21 al paragrafo 8.4.4.2.

Da quanto sappiamo in Enel stanno monitorando e schedando tutti gli impianti proprio per verificare la conformità alle norme dichiarata da tecnici e installatori,  in quanto pare che ci siano parecchi impianti di potenza superiore ai 3kW realizzati con inverter che non possono essere utilizzati per tali potenze. Chi ha già installato inavvertitamente gli inverter di cui sopra in impianti di potenza superiore a 3 kW, dovrebbe aggiungere il sopracitato dispositivo (quando sarà disponibile). Invitiamo i produttori di microinverter ad intervenire per approfondire l’argomento.

(l’immagine dell’articolo rappresenta uno dei tanti microinverter in commercio ed è stata scelta a caso, il presente approfondimento è generico e non riguarda in particolare alcun produttore specifico).

62 Commenti

  1. vic 16 marzo 2013 at 16:02 - Reply

    Penso utile però segnalare che se ho allacciato microinverter prima del 1 luglio 12, con il firmware e con Spi con le soglie di frequenza di allora (49-51 Hz) posso stare tranquillo! Il problema segnalato da Stefano riguarda microinverter allacciati dopo il 1 luglio 12 (entrata in vigore della Cei 0-21).

    • Stefano Caproni 17 marzo 2013 at 20:38 - Reply

      Grazie Vic, utile segnalazione 😉

  2. libero 1 agosto 2013 at 14:17 - Reply

    Sono consigliabili i microinverter su un impianto fotovoltaico di 3 kw? motivazioni grazie!
    I venditori li stanno proponendo come ottimizzatori del flusso. Da incompetente capisco che servono solo quando uno dei pannelli è coperto e in ombra, inconveniente che nelle stringhe collegate in serie diminuiscono la resa sull’intero sistema mentre il microinverter compensa isolando solo il pannello interessato al problema.
    grazie Libero

    • Stefano Caproni 1 agosto 2013 at 14:21 - Reply

      Ciao Libero.
      Io ti posso dare solo la mia opinione personale, quindi rimane tale.
      A me non sono mai piaciuti, e non li ho mai usati nei miei progetti.
      Non so che flusso devono ottimizzare, se non hai problemi di ombreggiamenti, prenditi un inverter da 3kW e la storia finisce lì.
      Tieni presente che con i microinverter devi poi usare l’interfaccia esterna, con relativa prova con cassetta relè, con un aggravio dei costi di almeno 700 euro, più la verifica ogni 3 anni.
      Ne vale la pena ? Questi ottimizzatori riescono a garantire una resa maggiore per un impianto di 3kW che copra i maggiori oneri che avrai in 20 anni (circa 2.000 euro tra verifiche periodiche della SPI e costo dell’interfaccia) ? Dove li mettono i microinverter ? Sotto i moduli ? Se se ne rompe uno cosa fai ? Installi un ponteggio per andare sul tetto (1.000 euro ?).
      Vedi tu 😉
      Rimane la mia opinione. Poi ognuno fa come crede 😉

  3. libero 1 agosto 2013 at 18:17 - Reply

    Grazie per la risposta. Ho capito cosa devo fare.

  4. Luigi 12 agosto 2013 at 13:24 - Reply

    Ciao stefano
    I microinverter sono nati per un mercato residenziale, dove spesso si ha problemi di ombreggiamento, comignoli, falde con orientazioni diverse, limiti di suoerficie omogenee..ecc…
    Nel caso in cui, si ha problemi di ombre o superfici non omogenee il microinverter hanno sicuramente una resa maggiore, indi per cui se hai una bella falda tutta esposta a Sud, senza ombre durante il giorno, i microinverters non hanno senso per il solo fatto che costerebbe troppo. Purtroppo la cel 0-21 ha rotto le scatole per la gestione della reattiva, cosa che secondo me a poco senso per impianti piccoli collegati poi in BT.L’uso dei microinverter permette di risolvere il problema del potenziale indotto sui pannelli che sembra essere una delle maggiori cause di decadimento delle performance dei pannelli nei 20 anni. l’uso dei Micro non permette di avere tensioni elevate ai capi dei due poli, migliorando nettamente il priblema del PID. con microinverter hai la possibilitá di monitorare in maniera puntuale la resa di un pannello, capendo immediatamnte dove nasce il problema, non solo, ma se ti si rompe un pannello, sei in grado di sostituirlo con uno con caratteristiche simili non identico senza arrecare nessun danno all’intero impianto Ad esempio molti modelli non vengono piu fatti, perche molte ditte sono fallite oppure non producono più quel pannello. In un impianto residenziale molto spesso il problema E sulle stringhe e cmq devi andare sul tetto con la differenza che non avendo una informazione puntuale ci si danna a staccare e riattacare moduli per capire dov’é il problema. Certamente. I microinveter si possono rompere, certamente, ma difficilmente perdi tutto l’impianto come accade con un solo inverter ma perdi solo il pannello incriminato dal microinverter rotto, comunque sia la maggiorazione del costo del Microinverter e dovuta anche dal fatto che sono garantiti molto piu di un mormale inverter. ABB ha una nuova interfacca e comunque tetehaese ne ha un’altra al prezzo di 150 euro, se poi l’ingegnere che deve comunque validare l’impianto per il solo fatto che deve usare una cassetta rele prende solo per questo 500 euro, cambiamo ingegnere.
    Inoltre il Microinverter permette di fare un progetto modulare, cucito a doc per il cliente, sopratttutto per il concetto dello scambio sul posto.
    Concludendo il microinverter costa di più, ha attualmente i limiti dei 3 kw, per contro si ha una maggiore affiddabilità, maggiore garanzia, resa maggiore in presenza di ombre o posizionamento dei pannelli su falde non omogenee, notevolmente attenuati problemi PiD, maggior ontrollo sull’affidabilitá del pannello avendo un monitoraggio puntuale.

    Insomma non è la panacea di tutti i mali, ma un validissini sostituto per impianti residenziali.

    • Stefano Caproni 12 agosto 2013 at 15:19 - Reply

      Ciao Luigi, ti ringrazio per l’intervento.
      I microinverter hanno aspetti positivi, non lo metto in dubbio, come ho sempre detto occorre capire i vantaggi nel tempo, visto che la tecnologia costa di più.
      Sul fatto che in caso di ombreggiamenti rilevanti si abbiano vantaggi è evidente, ma quali vantaggi visto che spesso gli ombreggiamenti compromettono la redditività di pochi punti precentuali per periodi di tempo limitati ?
      Sul discorso del potenziale indotto non ho conoscenze e basi per disquisire, quindi evito.
      Per quanto riguarda le interfacce meglio spendere qualcosa in più di 150 euro, che poi molte non funzionano 😉
      Sul discorso dei costi per la prova relè io le faccio e sono di parte, 500 euro sono una cifra secondo me troppo elavata, ma si tratta comunque di una prestazione professionale, spesso si fa un po di strada per arrivare in cantiere, si perde almeno mezza giornata, e si usa uno strumento che costa più di 10.000 euro, oltre al fatto che ci si mette un timbro e si certifica una conformità ad una normativa. Non si può pensare che una prova in campo costi 50 euro. Anche perchè non vedo tutto questo scandalo nei costi della prova in campo, qualsiasi prestazione di un professonista che implica un intervento sul campo, ed una dichiarazione, certificazione, collaudo etc ha un costo. Poi che alcuni cerchino di approfittarsene è normale, accade sempre, in qualsiasi settore.

  5. Luigi 12 agosto 2013 at 18:47 - Reply

    Ciao Stefano
    Le interfaccia di 150 euro sono di ABB, marca ben nota nel mondo dell’impiantistica elettrica e ti consiglio di provarla.
    Ti parlo da professionista che sono, la prova d’interfaccia insieme a quella della verifica dell’impianto in genere vengono fatte quasi sempre insieme e la prima richiede un tempo ridicolo rispetto la seconda e la seconda si é sempre dovuta fare. Ora il punto è: questo piccolo lavoro in più rispetto all’ordinario puo costare un delta di 500 euro io da professionista che sono dico No.
    Per il vantaggio o svantaggio sulle ombre permettimi di condividere del materiale interessante di cui puoi divulgare o discuterne iin un altro interessante articolo come questo che hai fatto. La mia email dovresti giá averla e sono molto disponibile a divulgare le mie conoscenze, anche per poter ricevere critiche costruttive…gli elogi non mi sono mai piaciuti.
    Se conosci photon, esiste un bel articolo che parla della degradazione dei pannelli per potenziale indotto.

    • Stefano Caproni 12 agosto 2013 at 19:03 - Reply

      Ciao Luigi,
      per quanto riguarda l’interfaccia ABB ne ho provate varie (se vuoi te ne parlo in privè, perchè scrivere qua è rischioso, i produttori sono permalosi e se critichi i loro prodotti se la prendono come delle signorine invece di cercare di approfondire e recepire informazioni).
      ————
      Sulla prova con cassetta relè scusami se dissento (anche se non amo parlare di queste cose), ma le prestazioni professionali non si misurano dal tempo che ci metti, lo strumento per le verifiche costa 10.000 euro, la benzina 1,7 euro al litro, autostrada, costo orario etc. Io a fare le verifiche dell’interfaccia non ci metto meno di un’ora (solo la verifica della 59.S1 impiega 20 minuti). Tra collegare lo strumento, sistemare quello che c’è da sistemare, serve tempo. E poi non ultimo, il timbro, che io non regalo 😉
      Tutte le volte che qualcuno ha fatto fare verifiche a basso costo, mi ha presentato dei report palesemente falsi, con misure che non è possibile fare, ad esempio il tempo di scatto della 59.S1 impossibile da fare con interfacce in BT che non hanno relè programmabili sullo scatto della media mobbile, oppure con i risultati con i tempi fuori tolleranza con scritto OK (ho i report se li vuoi vedere).
      Quindi occorre anche capire come spendiamo i nostri soldi, se li diamo ad un professionista che ti lascia un impianto funzionante alla perfezione e verificato in modo serio, oppure se stiamo facendo fare la verifica ad uno che non sa nemmeno cosa è la norma CEI 0-21.
      ———
      Sull’articolo relativo al potenziale indotto vedo di documentarmi.
      ———
      Per quanto riguarda il condividere puoi condividere tutto quello che vuoi, purchè se ne parli e se ne discuta e non diventi solo una vetrina per un prodotto.
      😉

    • Stefano Caproni 12 agosto 2013 at 19:08 - Reply

      Ah Luigi, un’altra cosa sulle verifiche delle interfacce, se vado in cantiere e brucio una centralina, la devo pagare io. Oltre al rischio per impianti più grossi, di rompere una centralina e lasciare un impianto fermo per giorni. Aggiungi quindi anche una buona dose di rischio, non è così semplice come dici, due minuti e quattro cavolate per fare una verifica, non è proprio così 😉

  6. Luigi 30 settembre 2013 at 10:38 - Reply

    Ciao Stefano,
    premetto che non ho mai progettato un impianto con microinverter, volevo per cui qualche dritta se è possibile:
    Il problema dell’obbligo della SPI si pone solo per impianti superiori ai 3 kW?
    Dato una rapida consultazione alla cei 0-21 (penso sia quella in vigore: data di pubblicazione 06/12) al punto 8.4.4.2 leggo:

    Il funzionamento in parallelo alla rete BT del Distributore è consentito agli impianti di
    produzione, trifase e/o monofase, realizzati con una o più delle seguenti tipologie:
    d) inverter in impianti di potenza complessiva fino a 3 kW, purché in grado di funzionare con
    fattore di potenza istantaneo compreso tra cosf = 0,98 in assorbimento di reattivo e cosf
    = 0,98 in erogazione di reattivo;
    Prendendo in considerazione il microinverter PowerOne che ha un cosf >0.995 in assorbimento e non ha capacità di erogare potenza reattiva, lo si può installare senza nessuna SPI??
    Grazie!

    • Stefano Caproni 30 settembre 2013 at 20:49 - Reply

      Ciao Luigi,
      l’articolo 8.4.4.2 parla dei limiti di utilizzo per inverter in impianti sino a 3kW oppure oltre i 3kW relativamente appunto alla capacità di funzionare in assorbimento di reattivo. La protezione di interfaccia non ha alcuna relazione con questo articolo che hai citato, che infatti è titolato “Requisiti dei generatori/impianti: immissione di potenza reattiva”.
      Le limitazioni relative alla PI sono indicate nel paragrafo 8.2.2.1, dove si diche chiaramente che è ammesso l’uso di più DDI comandati da un unico SPI, è ammessol’uso di più SPI ma solo se funziona in logica OR (una anomalia rilevata da un SPI deve sganciare tutti i DDI). Quindi è evidente che non è possibile usare gli SPI integrati nei microinverter.
      Il problema dell’utilizzo della SPI esterna si pone per impianti di potenza superiore a 6kW, o inferiore a 6 se provvisti di più di 3 SPI che non possono funzionare in logica OR.
      In definitiva più di 3 microinvertre = interfaccia esterna. Provo a riassumere
      ———–
      Potenza maggiore di 6kW interfaccia esterna sempre
      Potenza minore di 6kW fino a 3 SPI (quindi OK sino a 3 microinverter senza interfaccia)
      Potenza minore di 6kW oltre 3 SPI interfaccia esterna
      ———–
      In teoria se ci fossero microinverter con circuito di controllo del sistema SPI (logica OR), a mio avviso si potrebbero fare impianti con microinverter (qualsiasi numero) sino a 6kW senza interfaccia esterna. Ma poi lacosa forse non avrebbe senso, occorrerebbe un sistema che gestica la logica OR etc etc etc. LA cosa diventa complicata, e ha poco senso pe ril costo che hanno ormai leinterfacce esterne.

  7. Luigi 1 ottobre 2013 at 10:21 - Reply

    Grazie mille per il tuo chiarimento, sei stato di grande aiuto.
    Buona giornata

  8. Luigi 10 ottobre 2013 at 18:50 - Reply

    Scusa stefano
    Supponiamo questo scenario. Ogni microinverter ha un SPI e supponiamo di avere un impianto minore di 6kw. Se solo uno registra un errore è comunica con l’unico ddi che stacca l’intero impianto , dici che non occore l’interfaccia esterna?

  9. vic 10 ottobre 2013 at 21:02 - Reply

    Scusa Luigi se mi intrometto..
    Mi sembra che Stefano è stato chiarissimo e in due punti:
    “..è ammesso l’uso di più SPI ma solo se funzionano in logica OR..”
    “..In teoria se ci fossero microinverter con circuito di controllo del sistema SPI (logica OR), a mio avviso si potrebbero fare impianti con microinverter (qualsiasi numero) sino a 6kW senza interfaccia esterna. ..”
    E’ evidente che i microinverter devono avere a bordo lo SPI e che tale SPI possa dialogare con tanti DDI (i DDI inoltre devono essere dispositivi con contatti e non allo stato solido es. triac, transistor ecc ecc) oppure con un unico DDI esterno.
    Inoltre per impianti già oltre i 3 kW gli inverter devono soddisfare il requisito del diverso cosfi istantaneo regolabile (Cei 0-21 8.4.4.2).
    Quanto sopra per dire che se i costruttori di microinverter volessero seguire la strada sopracitata dovrebbero rivedere, riprogettandoli, importanti aspetti legati all’hardware oltre che al sw. Ciao a tutti

    • Stefano Caproni 10 ottobre 2013 at 21:52 - Reply

      Ciao Vic e grazie.
      Dopo quello che hai scritto aggiungere altro sarebbe presuntuoso. Quindi sottoscrivo e taccio 😉

  10. Luigi 1 ottobre 11 ottobre 2013 at 09:26 - Reply

    Scusate ma devo fare chiarezza: ci sono due utenti con lo stesso nome, il “Luigi” del 10 ottobre è diverso di quello del 1 ottobre. Io sono quello di giorno 1
    Ciao a tutti

  11. Alessandro 4 dicembre 2013 at 18:41 - Reply

    Buonasera, visto che siete molto preparati vorrei chiedervi un dubbio normativo relativo agli schemi di installazione dei microinverter:

    sezionare sotto carico (DC21) lato CC l’inverter (o microinverter) secondo CEI 64-8 per qualche motivo non è obbligatorio con i micro?

    • Stefano Caproni 14 maggio 2014 at 21:21 - Reply

      Per me è obbligatorio anche con i micro. Mi dai qualche riferimento per studiare ? Perchè dici che non sono obbligatori ? Grazie

  12. mario 10 maggio 2014 at 10:02 - Reply

    Buon giorno Stefano,
    dico subito che ignoro la materia; comunque sarebbe mia intenzione installare un impiantino da 6 KV sul tetto della casa. Ho avuto già qualche offerta economica, tutti dicono che la loro soluzione qualitativa è la migliore, e, che installare i mininverter, oltre al costo eccessivo, non conviene perchè la postazione non ha zone di ombre durante l’intera giornata.
    Mi dai un consiglio tecnico, in particolare:
    – se intallare i mini, o micro inverter ?
    – se si, che tipo?
    – se no, che inverter installare?
    – che tipo di pannelli (buoni) installare?
    Grazie e buona giornata

    • Stefano Caproni 14 maggio 2014 at 21:25 - Reply

      Ciao Mario, i pannelli si somigliano molto, ce ne sono a decine di marche, non saprei che consigliarti. Tanto ogni installatore gestisce 2-3 marche. Fatti fare dei preventivi e poi magari chiedici un parere su quei 2-3 modelli.
      Riguardo i microinverter continuo a non capirne il senso per impianti che non hanno problemi di ombreggiamento.
      Io andrei con un bel Power One PVI-6000, prodotto di buona qualità che non mi ha mai dato problemi. Per i moduli sto usando ultimamente i Sun Earth, ho già fatto parecchi impianti, e con le indagini termografiche non ho ancora trovato una cella difettosa. Prezzo nella media e buona qualità.

  13. Carlo 12 maggio 2014 at 17:21 - Reply

    E se vi dicessi impianti fotovoltaici per autoconsumo istanteneo con microinverter per potenze da 300W? Siamo sotto il KW e quindi per la CEI 021 siamo nell’ambito degli impianti passivi. Avete qualche esperienza di installazione?

    • Stefano Caproni 13 maggio 2014 at 10:36 - Reply

      Ciao Carlo, esperienza diretta no. Sono allergico ai microinverter 😉
      In ogni caso è come dici, anche se per la precisione, l’impianto non deve sottostare alle regole degli utenti attivi (quindi niente interfaccia e altre storie relative a controllo potenza reattiva, componenti continue, etc etc etc) ma va fatta in ogni caso la domanda di connessione se l’impianto immette in rete. Se non immette in rete (isola) ovviamente per Enel non esisti.

  14. mario 1 giugno 2014 at 15:08 - Reply

    Ciao Stefano,
    chiedo gentilmente un parere, sono pro-microinverter, ma mi sono fermato:risulta che poi per inserire un ‘eventuale batteria in un prossimo futuro ci siano dei grossi problemi(ri-raddrizzare la corrente da alternata , insomma fare un casino nell’impianto con conseguenti perdite di rendimento..
    Attendo un tuo utile parere.. e complimenti per la tua professionalitá,

    • Stefano Caproni 4 giugno 2014 at 19:35 - Reply

      Ciao Mario,
      se intendi inserire accumulo ovviamente avresti problemi a collegare lo stesso sul lato DC, ma l’accumulo si può fare anche in AC, in questo caso converti due volte l’energia, quindi hai maggiori perdite.
      Direi che si puo fare lo stesso, ma non potrai scegliere se accumulare energia in DC, dovrai per forza accumularla in AC

  15. Carlo 28 luglio 2014 at 13:52 - Reply

    Ho cercato e seguito questa discussione perchè ni hanno proprosto un impianto con microinverter, dei quali, da profano totale, non avevo mai sentito parlare, per cui volevo capire i pro e i contro. Continuerò a leggere per cecare di farmi un’indea, intanto intervengo per un altro motivo: ho letto dell’affidabilità di ABB!
    Forse varrà per gli impianti industriali, ma per il domestico è un vero schifo, soprattutto come comportamento: mi hanno installato la domotica ABB che non ha mai funzionato ma, quel che è più grave e inqualificabile, non sono riuscito (in ben sette anni e nonostante la dichiarata disponibilità a pagare qualsiasi intervento) ad avere la benchè minima risposta alle mie ripetute richieste, rivolte persino direttamente ad un alto responsabile dell’azienda (se volete, ho il nome). I costi dell’impianto sono stati di gran lunga superiori a quelli della concorrenza, giustificati con la maggiore qualità! Alla faccia!
    Tuttora, non so come risolvere i problemi dell’impianto che non funziona.

    • Stefano Caproni 28 luglio 2014 at 16:33 - Reply

      Ciao Carlo, non conosco la domotica ABB, in ogni caso spesso non funziona perchè progettata male, installata male, programmata male. Poi sul discorso del post vendita ABB non ho esperienza. In ogni caso per quanto riguarda il solare gli inverter ABB sono Power-One, quindi vai tranquillo.

  16. Nicrix74 2 agosto 2014 at 10:52 - Reply

    Ciao Stefano e ciao ai tuoi lettori,

    in merito a questa discussione, sui limiti legati al funzionamento dei microinverter allego (lungi da me finalità commerciali!) questo flyer della SolarEdge che forse ovvia al problema segnalato da Stefano in apertura discussione.
    Ne parlo da profano…
    Si parla di autolimitazione di potenza immessa dei dispositivi.
    Che ne pensate?
    Grazie e ciao Stefano

    http://www.solaredge.com/files/pdfs/products/se_feed_in_limitation_flyer_it.pdf

    • Stefano Caproni 2 agosto 2014 at 11:01 - Reply

      Non capisco il senso di installare un impianto da 6kW con potenza in immissione massima contrattuale di 3kW per poi limitare la produzione quando non serve per non superare il limite in immissione. Forse la questione si risolve chiedendo in immissione i 6kW.
      Mi sembra che in Italia tranne qualche raro caso, per utenze civili 3/6kW sia quasi impossibile che Enel non abbia disponibilità in immissioen tanto da giustificare tale soluzione. Spendere 4.000 euro per 2kW in più che per meta dei giorni dlel’anno vengono limitati mi sembra assurdo.

  17. sergio41 10 novembre 2014 at 01:29 - Reply

    Buonasera, Stefano
    Premessa la mia totale incompetenza, e volendo installare ne mio tetto un impianto da 3kw, mi suggeriscono i micro inverter soprattutto perchè garantiti per 25 anni. Al contrario degli inverter tradizionale che avrebbero una durata di circa sette anni, se non meno, con un costo alla sostituzione di circa 1500-2000 euro.
    Un tua opinione mi sarebbe gradita. Grazie

    • Stefano Caproni 11 novembre 2014 at 12:09 - Reply

      Scusa Sergio,
      chi è che ti garantisce gli inverter per 25 anni ?
      E perchè invece gli inverter tradizionali durerebbero solo 7 anni se non meno ?
      te lo avrà detto chi produce i microinverter.
      Ho già espresso la mia opinione sui microinverter, soprattutto se posizionati sotto i moduli, dove in estate si arriva a temperature di 60 gradi se non di più.
      In questo caso secondo te quanto costa sostituirne uno ? Quanto costa di manodopera e di oneri per la sicurezza ? (a meno che uno non vada sul tetto come fosse un gatto).
      Per il resto non vedo quali vantaggi ci possano essere (e non parlatemi di rendimento di conversione a livello di moduli su un impianto da 3kW)
      A meno che tu non abbia grossi problemi di ombreggiamenti, per il resto non capisco la storia dei 25 anni e dei 7 anni. Gli inverter non hanno una scadenza come gli affettati nel frigo 😉 Ho invertre installati da 10 anni che vanno benissimo, e inverter di un anno rotti. L’elettronica è così…..

  18. sergio41 11 novembre 2014 at 18:44 - Reply

    Grazie per la risposta, Stefano
    L’ INVENT SRL mi garantisce i suoi micro inverter per 20 anni, con l’ estensione della garanzia, di cui non so quantificare il costo, arriva a 25 anni.
    Tuttavia fa anche impianti tradizionali.
    Mentre più di un installatore , tra quelli che ho contatto non garantisce l’inverter centrale più di cinque anni. Come la SOGEN SRL, per esempio.
    Ho il tetto molto facilmente accessibile salendo con facilità da due terrazzini che interrompono il tetto.
    Tuttavia, questa domanda me la sono fatta : se si guasta un microinverter al centro vanno smontati anche i pannelli accanto?
    In inverno con il solo molto basso, essendo in una conca (ROMA) alle 15 – 15,30 perdo l’irraggiamento diretto.
    L’esposizione è sud-sud ovest e l’est è sul fianco sinistro, ovviamente. Ritengo di avere nessun problema di ombreggiamento , tranne quello descritto sopra. Il mio consumo annuo è di circa 5000-5500 kW annuo.
    Quanto hai scritto sopra, il tuo post e mentre ti confrontavi con altri mi è pochissimo chiaro vista la mia incompetenza, però ho intuito la tua serietà e esperienza, per questo un tuo preciso suggerimento, esposto con termini che posso capire, mi sarà senz’altro prezioso.
    P.S.Puoi forse suggerirmi un bravo e affidabile installatore per la mia zona?
    Grazie in anticipo.

    • Stefano Caproni 11 novembre 2014 at 19:01 - Reply

      Ciao Sergio,
      con tutto il rispetto per la Invent Srl che non conosco, la garanzia della casa costruttrice è una cosa, la garanzia di chi fa l’impianto è un’ altra. Ci sono aziende che hanno promesso e garantito il mondo ai propri clienti, e poi sono sparite. I microinverter che vedo nel loro sito web sono power-one, e credo che la garanzia della casa sia quella classica. L’estensione della garanzia proposta dal venditore rimane una clausola nel contratto, se l’azienda sparisce, sparisce anche la garanzia.
      Se facessi l’impianto a casa mia userei un inverter di stringa, costano ormai poco, e se anche tra 10 anni si rompe, per cambiarlo ci metti 10 minuti, un po di più se devi cambiare un micro su un tetto, perchè se si rompe per la legge di Murphy si rompe quello in mezzo, e se non vuoi camminare sugli altri moduli magari ne devi smontare 3, installare un ponteggio, o comunque ci sono oneri per la sicurezza. Oltretutto se non hai problemi di ombreggiamento la scelta dei micro non ha nemmeno valore tecnico a mio avviso
      Come ho sempre ribadito rimane la mia opinione, i microinverter funzionano bene come gli inverter di stringa. Sta a te decidere, ma non decidere solo per i 20 anni di garanzia, perchp oltre a quanto scritto prima, se anche hai 20 anni di garanzia, se ti si rompe gli devi spedire il vecchio e installarti tu il nuovo, con tutti i costi del caso.
      Vedi tu 😉

    • Stefano Caproni 11 novembre 2014 at 19:01 - Reply

      Dimenticavo, non conosco installatori nella tua zona, mi spiace

  19. sergio41 11 novembre 2014 at 19:51 - Reply

    Grazie Stefano. Mi sei di molto aiuto
    Questa INVENT SRL , a sentire il venditore e vedendo il loro sito sembra produrre tutto in casa.
    Dai pannelli agli inverter.
    Inoltre è da circa due anni è anche una distributrice di gas e corrente elettrica. Da questo punto di vista sembra, almeno ai miei occhi, affidabile.
    Tuttavia non ti nascondo che sono molto incerto, anche perchè se ci si affida ad una ENI, per esempio, i costi salgono vertiginosamente.
    Grazie ancora, e scusami fin d’ora se approfitterò ancora della tua competenza.

    • Stefano Caproni 11 novembre 2014 at 20:04 - Reply

      Producono i moduli, gli inverter no di certo, infatti nella pagina dedicata agli inverter ci sono le immagini dei power-one (ops ABB).
      Per il resto non posso darti un’opinione in base a quello che ho letto sul loro sito web, non è corretto e non voglio rotture di scatole.
      In ogni caso tra le opzioni ci sono anche tanti bravi installatori, che lavorano con ottimi prodotti, che sono sul territorio con la loro attività/negozio e che puoi contattare di persona.
      Domani mi informo da un amico e ti dico.

  20. sergio41 11 novembre 2014 at 20:59 - Reply

    Grazie! Mi stai dando un grande aiuto. Purtroppo sto imparando che molti approfittano del’incompetenza.
    Se certamente e comprensibilmente non puoi esprimere pareri per i concorrenti, puoi esprimere un suggerimento sui materiali fondamentali come i moduli e gli inverter. Vista l’invasione dei prodotti RPC o di prodotti provenienti dalla stessa nazione e assemblati in Italia con certificazioni compiacenti tipo quelle Ceche?

    • Stefano Caproni 11 novembre 2014 at 21:09 - Reply

      Dopo ti do un nome via mail, persona competente e seria, la conosco da tempo per motivi di lavoro, collaudi, non sapevo che aveva anche una società che installa fotovoltaico. Di lui ti puoi fidare, usa solo materiali di primissima qualità 😉
      Tra l’altro è a pochi chilometri da casa tua.

  21. sergio41 11 novembre 2014 at 23:26 - Reply

    Grazie ancora. Lo contatterò senz’altro.

  22. guglielmo 5 dicembre 2014 at 10:36 - Reply

    sono in procinto di installare sul mio terrazzo ombreggiato da un palazzo di 5 piani un impianto fotov. da 3 KW con microinverter POWER -ONE. Cosa costa un microinverter se si rompe e quale la soluzione più semplice per il loro posizionamento in caso di sostituzione facile? Grazie

    • Stefano Caproni 5 dicembre 2014 at 18:31 - Reply

      Quanto costa non lo so.
      Se li metti dietro ai moduli per sostituirli devi smontare il modulo con tutto quello che comporta.
      Potresti metterli ad esempio nel sotto tetto il più vicino possibile ai moduli per renderne più semplice l’eventuale sostituzione.
      Il micro inverter visino al modulo minimizza le perdite in cc, ma se anche metti i micro a 5 metri dal modulo cambia poco.

  23. Paolo 20 dicembre 2014 at 09:50 - Reply

    Ciao Stefano, per prima cosa grazie delle informazioni che diffondi; vorrei farti tre domande se possibile:
    La prima, l’articolo parte il 6 marzo 2013, oggi 20 dicembre 2014 è cambiato qualcosa nella tecnologia/prezzi/normative, da allora, che possa modificare quanto scritto e detto sino ad ora riguardo l’uso o meno dei microinverter?
    La seconda, è corretto affermare che il nocciolo del problema, se scegliere con/senza microinverter, è l’ombreggiatura, tipo se c’è ombreggiatura medio alta si altimenti no (anche perchè il costo è notevolmente diverso tra con e senza)?
    La terza (spero di non uscire troppo dal tema altrimenti se puoi indicarmi un altro posto/sito/discussione dove posso trovare queste informazioni) un tuo parere su cosa occorre porre particolare attenzione, per valutare meglio un impianto fotovoltaico; mi spiego: da quanto ho letto, per esempio, risulta che se non hai zone d’ombra è consigliabile non usare i microinverter (considerando costi/benefici) ma che se proprio li si vuole usare è meglio che vengano installati in una zona di facile accesso (non sotto il pannello), per eventuali sostituzioni, anche se ad una certa distanza (come specifichi nella tua ultima risposta), oppure, come ho intuito dalle domande/risposte (lo spero, almeno) occorre valutare molto bene l’accesso al tetto/impianto per determinare eventuali costi futuri. La domanda mi viene spontanea poichè quando ti proprongono un impianto dicono sempre “tutto compreso”… “garanzia 25 anni” (poi come hai scritto in un post, s’intende sul pezzo ma la sostituzione la fai tu o paghi ponteggio, professionista etc…), materiali sono sempre i “migliori” etc e poi come al solito scopri di non aver pensato a…
    Grazie per la tua disponibilità.

  24. Cesare 22 dicembre 2014 at 20:41 - Reply

    Se non piacciono, è soggettivo e no certo un fattore tecnico. Diversamente cadiamo nel dilemma che afflisse Tesla e Edison. Tecnicamente è indubbio che il micro inverter è vantaggioso, certo non economicamente in quanto il mercato non lo ha ancora recepito, ma la miniaturizzazione elettronica fa miracoli, anche in questo campo, non mettere i soliti pali tra le ruote. Anche il fotovoltaico è decollato per il solo fatto che è stata fatta una campagna promozionale. Credetemi. Grazie

    • Stefano Caproni 22 dicembre 2014 at 21:07 - Reply

      Ciao Cesare, non so se ti riferisci a me quando scrivi “mettere i pali tra le ruote”.
      Se ti riferisci a me non credo di essere così potente da mettere i paletti tra le ruote, diciamo che ho sempre espresso la mia opinione.
      Il fatto di non essere economicamente vantaggiosi, mi pare sufficiente.
      Dal punto di vista tecnico mi piacerebbe leggere qualcosa in più, dati alla mano, su un confronto tra un impianto con inverter tradizionale e con microinverter, parlo di piccoli impianti (taglia sui 3kW) di civili abitazioni con consumi sui 2-3000kWh.
      Quanto produce in più un impianto con microinverter ? Questa maggiore produzione quale maggiore introito economico porta in tasca all’utente ? In quanto tempo amortizza il maggiore costo ?
      Mi pongo solo delle domande.
      La cosa fondamentale che non venga qualcuno a scrivere che un impianto con microinverter produce il 30% in più di uno con inverter tradizioneli come leggo su alcuni siti web, perchè vorrei parlare di cose serie e non scrivere numeri a caso.
      Altrimenti facciamo la fine degli impianti di accumulo, con le batterie che da quanto è partito il business dell’accumulo durano magicamente 10/15 anni (o meglio durano 10/15 anni nelle presentazioni di chi vende gli accumuli).
      Poi ognuno fa quello che vuole, micro o non micro. Io dico la mia 😉

  25. luca 18 gennaio 2015 at 21:52 - Reply

    luca. ho acquistato un inverter abb da 12.5kwp senza interfaccia interna a ottobre 2014,e’ conforme alla norma cei 0-21o devo installare un interfaccia esterna.

    • Stefano Caproni 20 gennaio 2015 at 20:05 - Reply

      E’ conforme alle CEI 0-21 e va installata interfaccia esterna.
      La conformità alla CEI 0-21 o meno non implica la necessita di interfaccia esterna o meno.
      E’ la potenza nominale la discriminante

  26. Mori 29 gennaio 2015 at 01:06 - Reply

    Un saluto a tutti dalla Toscana, spero che qualcuno mi possa dare un consiglio disinteresato, vorrei mettere sul mio tetto un impianto fotovoltaico da 2,5 / 3 kw e avendo ricevuto alcuni preventivi mi trovo in difficoltà a scegliere. Premetto che ho un tetto senza problemi di ombra e sono in dubbio tra un impianto con micro inverter serie Q della Invent Srl e un impianto sun power con moduli E20. I prezzi si equivalgono, ma i pannelli Sun Power mi sembra di capire su internet che sono molto superiori sia come rendimenti che come garanzie di efficienza e durata. Mi date qualche consiglio?
    Grazie in anticipo.

  27. Franco 15 aprile 2015 at 20:25 - Reply

    Salve Stefano, ho letto i Tuoi scritti ed ora, sono ancora più incerto nello scegliere il tipo di impianto. L’ultimo tecnico mi ha proposto “n.10 pannelli da 250 Wat in policristallino in circa 25 mq. completo di pannello elettronico di controllo remoto e garanzia pannelli 10 anni – microinverter 20 anni. Sul prevento non c’è cenno di marche!! Sono perduto.
    Cerco un installatore di cui fidarmi.
    Hai la mia mail, grazie.

    • Stefano Caproni 16 aprile 2015 at 08:46 - Reply

      Ciao Franco.
      A me non piacciono i microinverter.
      Dal preventivo puoi capire se si tratta di persona seria.
      Se non ti dice quello che vuoi sapere o non spiega cosa ti vende cambia installatore.
      ovviamente non conosco tutti gli installatori in Italia, se mi mandi una mail e mi scrivi dove sei, se conosco qualcuno te lo dico volentieri, altrimenti ti tocca chiedere altri preventivi e da quelli magari capisci chi è il più serio.

  28. Mori 17 aprile 2015 at 13:50 - Reply

    Franco, se ti puó interessare io ho appena installato un impianto Sunpower con la ditta Lightland di Siena, installano in tutta Italia e sono veramente bravi, a paritá di prodotto trattando un pò si ottengono prezzi ottimi
    Saluti

  29. paolino 17 agosto 2015 at 20:39 - Reply

    Sul tema microinverters…
    Ho installato da poco un impianto fotovoltaico in SSP da 6kw. L’impianto con orientamento est-ovest produce abbastanza bene, ma manca quel “quid” rispetto ad un pieno sud che mi farebbe comodo … Ho pensato ad una soluzione… magari una bestialità impiantistica… Compro un paio di moduli (2×250 Wp) e uno di quei microinverters cinesi pubblicizzati sulla baia tipo questo http://www.ebay.it/itm/1200W-grid-tie-micro-inverter-with-Power-line-communication-mppt-pure-sine-wave-/121606471767?var=&hash=item1c504f8057
    Collego i pannelli al microinverter e questo alla rete elettrica tramite normale presa…
    Che succede? Scoppia tutto? Se, come presumo, ho detto fesserie, correggetemi…. però quel microinverter mi intriga. Grazie.

  30. vic 25 agosto 2015 at 23:54 - Reply

    Perdonatemi se mi permetto di intervenire anche qui.
    Paolino, quello che proponi e’ un’autentica bestialita’ impiantistica perche’ i microinverter sono privi di protezione di interfaccia!! e quella esistente e’ interna all’inverter da 6 kW; ci sono quindi conseguenze dal punto di vista della sicurezza sia per la rete che per l’impianto domestico.
    La proposta e’ fuori da tutte le regole commerciali e tecniche bypassando adempimenti con Terna, Gse e il gestore locale della rete.
    La connessione di altri generatori alla rete e’ possibile solo a seguito di una nuova domanda di connessione come potenziamento.
    Tieni anche presente che quasi tutti i microinverter (che conosco), meno uno, non possono essere installati in impianti con Pot maggiore di 3 kW.
    Infine, e’ anche possibile che quel modello che hai visto non sia nemmeno in grado di funzionare nella rete italiana e/o puo’ creare disturbi vari..
    ciao

  31. paolino 26 agosto 2015 at 08:08 - Reply

    Grazie delle precisazioni.
    Aggiungo però che iniziano a spuntare in rete impiantini plug and play da attaccare alla spina di casa composti proprio da microinverter e 1-2-3 pannelli. Anche quelli allora, normativamente non sono regolari (non hanno protezione interfaccia), ma vengono venduti dai produttori con tutti i crismi della legalità. Se esistono regole devono essere per tutti.

  32. vic 26 agosto 2015 at 11:29 - Reply

    ciao Paolino,
    mi pare che sulla questione se ne era gia’ scritto su questo sito.
    Comunque il Tica (Testo Integrato per le Connessioni Attive) non ha limiti inferiori di potenza nel suo ambito di applicazione.
    Per quanto riguarda la norma CEI 0-21 invece, per impianti con potenza di generazione inferiore a 1 kW, valgono le sole prescrizioni relative agli impianti passivi.
    Quindi per un impianto da 500W (fa fede la potenza nominale dei moduli fotovoltaici) obbligo di domanda di connessione ma nessuna prescrizione CEI 0-21 per impianti attivi, nessuna prescrizione Allegato A70 e delibera 84/2012 (anche nell’allegato A70 è scritto che le prescrizioni non valgono per impianti inferiori a 1kW.
    Pertanto chi installa sulla BT un impianto con P nominale minore di 1 kW deve fare domanda al gestore di rete locale ma non sarebbe obbligato a sottoscrivere il regolamento di esercizio con tale gestore.
    Prova pero’ a considerare se in un quartiere 10 utenti si installano ognuno un impianto da 0,99 kW…: l’impatto di tali impianti non diventa piu’ trascurabile per la rete e il gestore di rete li deve censire.
    ciao

    • Stefano Caproni 27 agosto 2015 at 12:38 - Reply

      Peccato che poi Enel ti proponga un regolamento di esercizio BT con tanto di autotest etc etc 😉

  33. riccardo 16 dicembre 2015 at 17:58 - Reply

    Salve, mi hanno proposto proprio oggi un modulo con microinverter da attaccare direttamente alla presa di corrente in casa. Si tratta di “Energy gate-Ecomodo Zero” della INVENT, in pratica per 4000 € mi darebbero un modulo da 250Wp, 2600 KWh all’anno per 20 anni, 2000 MC di gas metano (finiti questi 0,23/MC), 1000€ per scontare in bolletta le spese fisse tipo tasse, dispacciamento ecc. Considerato che il mio consumo annuo è di circa 3100/3200 KWh annui mi hanno prospettato al massimo di dover comprare dalla rete circa 100/200 KWh annui. Che dite? Per me sotto sotto c’è la fregatura.

    • Stefano Caproni 26 gennaio 2016 at 20:24 - Reply

      Boh, onestamente non ho capito molto della proposta……..

    • matteo 1 luglio 2016 at 12:04 - Reply

      In questi giorni sono venuti a presentare la stessa offerta indicata da “riccardo” della ditta INVENT. Avete avuto nel frattempo segnalazioni in merito?
      Anche a me pare che ci sia sotto un imbroglio, non capisco il funzionamento della proposta, se non considerandola un finanziamento diretto all’azienda che in cambio fornisce energia gratuita? Ma è legale? grazie

  34. carmen 8 dicembre 2016 at 23:22 - Reply

    Salve sig.Stefano
    volevo chiedere se può darmi delle informazioni circa questi micro impianti fotovoltaici con inverter per uso domestico nello specifico ECOMODO ZERO della INVENT, sono una truffa o producono sul serio il fabbisogno energetico per un appartamento? visto che si tratta di un solo pannello?

    • Stefano Caproni 9 dicembre 2016 at 09:15 - Reply

      Buongiorno.
      Il fabbisogno energetico di un appartamento lo si può soddisfare con un impianto da 2-3kW (ad esempio 12 moduli da 250W)
      Inoltre anche se fanno tutti finta di nulla, per connettere un generatore alla rete (con la nuova norma CEI 0-21 ora anche se si tratta di pochi watt) occorre fare domanda di connessione alla rete, con spese annesse.
      Un modulo produce se ben orientato circa 300kWh all’anno, supponiamo che riesca ad usarne la metà (perchè quando non ci sono prelievi l’energia la butta via, ame no che non voglia fare lo scambio sul posto che le costa più di oneri GSE che di benefici, ovvero 150kWh) si tratta di un risparmio di 30 euro all’anno, 5 euro a bolletta.
      Secondo lei copre il fabbisogno di un appartamento ?
      Non voglio dire se si tratta di una baggianata o meno, ma quello che ho scritto sopra penso sia sufficiente per fare valutazioni.
      Onde evitare disguidi e rotture con chi propone tale prodotto, io sto parlando di impianti di produzione in genere, non del modello che lei ha indicato nello specifico.

Scrivi un commento