Moduli fotovoltaici “cinesi” made in Europe. Proteste tra gli addetti del settore

Come già analizzato in precedenti articoli, il IV Conto Energia garantisce una tariffa premio per impianti realizzati con moduli e inverter di produzione Europea. Il concetto di “prodotto europeo” è stato descritto nel dettaglio dalla prima revisione della guida al riconoscimento delle tariffe incentivati del Gestore Servizi Energetici (GSE), e poi ulteriormente approfondito (con non pochi disagi da parte dei produttori, alcuni dei quali ancora in possesso di certificati vecchi e non più conformi) dalla revisione di dicembre della guida stessa.

 

Senza scendere nei dettagli (ulteriori informazioni le potete leggere qua) ci sono due possibilità da parte dei produttori di potersi vedere riconoscere i moduli fotovoltaici come riconducibili ad una produzione europea:

 

– moduli fotovoltaici per i quali venga effettuata nell’unione europea stringatura cella, assemblaggio/laminazione, test elettrici

– moduli in silicio cristallino extra-UE/SEE quando tali moduli contengano almeno un componente (inteso come: silicio cristallino, wafer o cella) prodotto in UE

 

Proprio pochi giorni fa abbiamo parlato del riconoscimento della produzione europea per i moduli Trina Solar, produttore cinese, grazie proprio al fatto che i wafer di silicio sono prodotti in Europa, ma di fatto il produttore cinese assembla e produce i moduli in oriente. Questo è solo un esempio, ci sono moltissimi produttori che sfruttano la stessa possibilità, rimanendo di fatto produttori Extra Europei ma con Factory Inspection che garantisce la tariffa premio del 10%.

 

Si sono al proposito scatenate le polemiche (tra le quali quelli dell’IFI, Comitato dell’industria Fotovoltaica Italiana) di chi ritiene ad alto rischio la norma che permetterebbe il proliferare di produttori non europei che però potrebbero vedersi riconoscere la possibilità di entrare nel mercato italiano con moduli fotovoltaici certificati made in EU per il Conto Energia.

 

Noi pensiamo che tutto ciò sia un controsenso, ci sono produttori di silicio in Europa (lo dimostra proprio il fatto che molti produttori Cinesi ottengono il certificato UE grazie all’acquisto di celle in europa) dai quali poter attingere, e se la norma fosse rivista si potrebbe davvero ricondurre il premio del 10% a prodotti con materiali e assemblaggio realmente realizzati nell’unione Europea.

 

E perchè non introdurre una tariffa premio del 5% per i moduli incriminati (ovvero  i moduli in silicio cristallino extra-UE/SEE quando tali moduli contengano almeno un componente prodotto in UE) e lasciare la tariffa del 10% solo a prodotti con Silicio Europeo e laminazione, assemblaggio e test in Italia ?

 

Se lo scopo della tariffa premio era quello di privilegiare i prodotti europei, il IV Conto Energia e le norme del GSE non sono andati nella giusta direzione, considerando anche il fatto che spesso la maggiore tariffa incentivante non copre il maggior costo dei moduli europei.

 

Ci aspettiamo novità a breve, e siamo sicuri che si interverrà per modificare quella che non sembra una regola che possa favorire il mercato italiano o europeo.

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