Pubblicate in inchiesta pubblica le nuove varianti alle Norme CEI 0-16 e 0-21

Sono state pubblicate in inchiesta pubblica le varianti alle norme CEI 0-21 e alle norme CEI 0-16.

Si tratta di due documenti molto importanti che inseriscono aspetti interessanti e novità rilevanti a due delle norme più utilizzate, discusse e oggetto di varianti.

Soprattuto in questi anni nei quali le energie rinnovabili hanno preso piede e sono stati connessi alla rete centinaia di migliaia di impianti.

Per quanto riguarda la norma CEI o-16, regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti AT ed MT delle imprese distributrici di energia elettrica, una delle novità più rilevanti è la definizione delle regole per la verifica in campo di prima installazione e periodica dei sistemi di protezione generale. Le altre novità riguardano, lo scambio informativo basato su standard CEI EN 61850, e il controllore Centrale di Impianto.

Per quanto riguarda la norma CEI 0-21, regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica, le novità riguardano i sistemi plug and play

L’emissione delle varianti in inchiesta pubblica, permette a tutti gli interessati di fornire le proprie indicazioni e suggerimenti per la modifica della norma stessa. Uno strumento davvero interessante che permette di non essere solo utilizzatori passivi della norma, ma di dare il proprio contributo per eventuali modifiche o per segnalare errori, omissioni o altro.

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4 Commenti

  1. Dario 30 maggio 2017 at 15:31 - Reply

    buongiorno Stefano,
    vorrei avere un tuo parere autorevole visto che nonostante tutto quanto ho letto sull’argomento SPI ante e post 1 luglio 2017, non ne sto venendo a capo.
    premetto :
    – sto espletando un incarico di progettazione di un impiantino da 7,54 KWp trifase per conto di un sedicente EPC contractor (in realtà è un idraulico che casualmente ho acquisito un piccolo chiavi in mano dal committente finale) che sta facendo di testa sua.
    – ho già ricevuto il TICA in data 27 maggio a valle della pratica che ho caricato nel portale E- produttori
    – ho previsto l’interfaccia SPI esterna in accordo alle CEI 021 come attualmente in vigore.
    – EPC si è lasciato condizionare dall’elettricista che gli ha detto che se montava l’inverter solaredge trifase con ottimizzatori non era più necessaria l’interfaccia e la prova cassetta relè in campo.
    – a parte che sto verificando con solaredge se la matricola dell’inverter che l’EPC mi ha fatto trovare già installato sia o non sia veramente conforme alla CEI 021 ultima edizione, volevo avere da te un tuo parere.
    – credo di aver capito che per richieste di allaccio fino al 30 giugno (il mio caso), si debba procedere con la normativa vecchia e cioè SPI esterna per impianti da 6 a 11 kw.
    – questo impianto pur essendo nuovo è molto probabile che subirà entro un anno una modifica di retrofit per aggiungere l’accumulo.
    – pertanto ritenevo che una SPI esterna possa garantire meglio eventuali modifiche e/o richieste di enel, ecc
    – l’EPC pur di risparmiare qualche centinaio di € verso il committente, non ha esitato ad ignorare il mio unifilare e le istruzioni che gli avevo dato in termini di cosa doveva approvvigionare (SPI esterna compresa).
    – sto cercando anche con Enel Distribuzione di avere un parere ufficiale e vincolante sul fatto che questa benedetta SPI esterna ci deve essere. punto e basta.
    – Se esiste un confine temporale identificato con il 1 luglio 2017 come barriera tra una norma ed un’altra più permissiva, non deve essere possibile eluderla semplicemente perchè abbiamo installato un inverter in regola con le CEI 021 ultima edizione, vero ?
    – sarei anche tentato di creare un corto circuito tra Committente ed EPC vista la scarsa capacità di quest’ultimo ad usare il buonsenso.
    – e visto che poi il timbro e firma devo mettercelo io sui documenti non avrei difficoltà ad imporre il mio unifilare con la SPI esterna visto che comunque il 1 luglio è ancora lontano.
    spero di essere riuscito a spiegare la questione.
    sarò lieto di leggere un tuo parere.
    buon lavoro
    .

    • Stefano Caproni 30 maggio 2017 at 16:23 - Reply

      Ciao Dario
      Per me il discorso è molto semplice.
      ————–
      Per domande di connessione inoltrate sino al 30 giugno 2017, puoi usare inverter conformi alla VECCHIA norma, quindi sino a 6kW con interfaccia integrata, oltre i 6kW con interfaccia esterna.
      Puoi però anche usare inverter conformi alla nuova norma con interfaccia integrata sino a 11,08kW e interfaccia esterna oltre gli 11,08kW
      ————–
      Per domande di connessione inoltrate dal 1 luglio 2017, puoi usare SOLO inverter conformi alla nuova norma, quindi con interfaccia integrata sino a 11,08kW e interfaccia esterna oltre gli 11,08kW
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      Nel tuo caso, impianto da 7,54kW, se l’inverter è conforme alla nuova norma CEI 0-21 edizione 2016 e ha interfaccia interna allora va bene l’impianto senza interfaccia esterna (deve fare autotest ovviamente)
      Se è conforme alla vecchia norma, allora serve interfaccia esterna

  2. Daniele 2 agosto 2017 at 08:45 - Reply

    Ci vorrebbe una norma o meglio una legge che impone alle norme una validità minima di almeno 5-10 anni altrimenti ogni anno escono varianti nuove edizioni ecc. e questo genera solo confusione ed incertezza anche volendo non si riesce a studiarsele tutte e d rimanere al passo.

  3. vic 9 agosto 2017 at 13:09 - Reply

    Ciao Daniele,
    uso questo spazio, grazie a Stefano, per esprimere la mia opinione.
    La tua ipotesi è condivisibile, ma le norme Cei non nascono perché i normatori si svegliano al mattino e decidono di normare o perfezionare qualcosa, bensì perche ci sono necessità o criticità (per es. sicurezza di cose e persone o anche di sicurezza del funzionamento della rete) da gestire e risolvere e spesso sono imposte dal mercato, vedi ad esempio la Cei 0-21 nel 2012 imposta con urgenza visto l’elevato numero di impianti fotov. che venivano allacciati che avrebbero reso più instabile la rete elettrica; il problema si è pure riproposto da poco per gli accumuli che sono stati normati (magari può non piacere la norma che richiede servizi di rete anche ai sistemi di piccola taglia) e pure l’inchiesta pubblica dell’articolo di Stefano qui sopra riguarda anche la normazione di apparati (plug & play) proposti dal mercato.
    Quindi imporre una cadenza lunga di aggiornamento delle norme significa bloccare il mercato e l’industria; da non dimenticare che alcune norme sono state chieste dall’Aeegsi che deve dare riscontro a tutti coloro sono coinvolti: gestori di rete, Terna compresa, costruttori e chi desidera lavorare/fare business in questo ambito.

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