Con le Rinnovabili meno petrolio consumato e meno CO2 prodotta. Calcoliamo la quantità.

Leggendo di energie alternative, avrete sicuramente sentito parlare di Anidride Carbonica e avrete sicuramente letto termini come Petrolio Equivalente e TEP. Quando si parla di energie alternative si usa evidenziare il risparmio che un impianto di produzione di energia elettrica rende possibile in termini di mancata emissione di CO2 in atmosfera e di petrolio che non viene bruciato per produrre la medesima quantità di energia elettrica tramite i combustiblili fossili.

La quanità di CO2 risparmiata viene indicata in Kg (come del resto si fa per evidenziare le emissioni in ambito automobilistico), mentre per quanto riguarda il petrolio si usa indicare il risparmio in TEP, ovvero in Tonnellate di Petrolio Equivalente.

Per quanto riguarda la mancata emissione di CO2, bisogna considerare in che modo viene prodotta l’energia in Italia, ovvero il cosiddetto “mix energetico nazionale”, il quale rappresenta le quote di produzione di energia per le varie tecnologie impiegate. Per il nostro Paese il fattore di conversione è pari a 0,44 tonnellate di CO2 emesse per ogni MWh prodotto (Rapporto ambientale ENEL 2009).

Per il calcolo del petrolio non consumato viene usato il fattore di conversione energetico da MWh (elettrico) a TEP. Un TEP (tonnellata di petrolio equivalente) è definito come la quantità di energia che si libera dalla combustione di una tonnellata di petrolio, ovvero 0,187 TEP per ogni MWh prodotto (Delibera EEN 3/08).

Quanto risparmio con un piccolo impianto fotovoltaico ? Possiamo fare un piccolo esempio, considerando un impianto fotovoltaico che ognuno di voi potrebbe installare nella propria abitazione, supponiamo da 3kW, che funzioni per 20 anni (la durata della tariffa incentivante). Come abbiamo indicato in un precedente articolo, e per semplificare al massimo la valutazione, utilizziamo la mappa del Joint Research Center (Ispra) della European Commission. Un impianto nel nord Italia (Bologna)  produce ogni anno 1.150kWh per ogni kW installato, quindi per 20 anni abbiamo:

3 (kW) x 1.150 (kWh/anno) x 20 (anni) = 69.000 kWh = 69 MWh (Megawattora)

Possiamo quindi calcolare il risparmio in 30,36 tonnellate di CO2 in meno immesse in atmosfera (69 x 0,44) e 12,9 tonnellate di petrolio equivalente non bruciate (69 x 0,187).

Anche un piccolo impianto fotovoltaico contribuisce in modo incredibile ad abbattere le emissioni nocive nell’atmosfera.

2 Commenti

  1. Giovanni Colombo 4 febbraio 2013 at 15:25 - Reply

    Egregio signor Caproni, il suo linguaggio è semplice, quindi apprezzato anche da chi, come me, non è un tecnico. Grazie. Una domanda: da un punto di vista concettuale, perchè si distinguono la mancate emissione di CO2 in atmosfera e la mancata combustione di petrolio. Non sono due facce della stessa medaglia?
    Scusi la ignoranza.
    Buona giornata.

  2. Antonio 14 febbraio 2013 at 16:55 - Reply

    @Giovanni Colombo: la CO2 in quanto prodotto della combustione è indice del “mancato inquinamento”. Il petrolio si porta dietro una serie di problemi (ambientali, sociali, etc.) non direttamente legati al suo utilizzo, ma ad esempio al fatto che attualmente ne siamo dipendenti pur trattandosi di una risorsa limitata.

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