Nonostante l’aumento dei prezzi del carburante l’auto ibrida ancora non convince gli Americani

Il prezzo dei combustibili fossili è in continuo e incessante aumento negli Stati Uniti negli ultimi anni. Se negli anni 2001-2002 il prezzo era intorno agli 1,5 dollari al gallone, dal 2003 il prezzo al distributore è aumentato costantemente sino a raggiungere (se si esclude un calo importante tra il 2008 e il 2009) costi davvero alti (relativamente ai costi storici negli Stati Uniti) che sfiorano i 4 dollari al gallone (ovvero circa 3 euro per 3.8 litri).

 

Nonostante questo, alcune ricerce dimostrano che la fedeltà degli Americani alle auto ibride è davvero bassa, con solo il 35% degli acquirenti di un’auto ibrida che sono rimasti fedeli acquistando di nuovo un modello ibrido nel 2011, anche di altra marca. E se si escludono i fedelissimi della Toyota Prius, la percentuale scende inesorabilmente al di sotto del  25%.

 

Gli acquirenti di auto ibride sono comunque fedeli alla marca di fiducia. Nel 2011 il 60% dei possessori di una Toyota Prius ha acquistato di nuovo una Toyota, mentre il 41% di loro è comunque rimasto sulla soluzione ibrida se pur di altra marca. Per fare un altro esempio il 52% di possessori di una Honda ha “riacquistato” un auto della stessa marca mentre il 20% è rimasto fedele all’ibrido ma cambiando produttore.

 

L’auto ibrida è senza dubbio un modo per le case automobilistiche di proporsi nel mercato attirando nuovi clienti, e le percentuali di “riacquisto” di auto ibride, se pur non altissimi, denotano che comunque gli acquirenti sono orientati verso soluzioni che permettano di sfuggire all’aumento dei carburanti.

 

Negli Stati Uniti i veicoli ibridi sono solo il 2.4% del parco veicoli in circolazione, in calo rispetto al dato di picco del 2,9% raggiunto nel 2008. I veicoli ibridi e il loro prezzo, non stanno attirando gli americani verso questa tecnologia, anche forse a causa della concorrenza delle auto tradizionali del settore medio sempre più parche nei consumi. La spinta dell’ibrido non è ancora abbastanza forte da far decollare il mercato.

 

Questa situazione fa riflettere e denota come oltre alle soluzioni tecniche di mercato, la strada dell’auto ibrida, e a maggior ragione dell’auto plug-in (totalmente elettrica) debba fare i conti non solo con la tecnologia (prestazioni, autonomia e costi) ma anche con una certa inerzia da parte degli acquirenti, oltre alla competitività di molte auto con motore tradizionale del segmento medio nel rapporto prezzo/consumi. Questa inerzia potrebbe limitare un ingresso prepotente dell’ibrido nel mercato degli States, e la migrazione di parte dei clienti verso auto più piccole potrebbe essere un’ipotetico scenario dell’immediato futuro. (fonte)

 

Sotto la Toyota Prius

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