Impianti fotovoltaici con batterie di accumulatori. Corso CEI il 25 ottobre a Roma

TralicciIl corso CEI PV-AC (Roma presso SGM Via Portuense 741) fornisce le conoscenze di base sui sistemi di accumulo di energia e sul loro utilizzo.

Gli impianti fotovoltaici con batterie di accumulatori rappresentano da anni una concreta possibilità di migliorare la qualità della vita in tutti i luoghi dove non è presente la rete pubblica. La riduzione dei costi dei componenti, in particolare dei moduli fotovoltaici e delle batterie, permetterà un notevole sviluppo di questi sistemi nei prossimi anni.

Per quanto riguarda il nostro Paese la consistente differenza tra l’elevato prezzo di acquisto in bolletta dell’energia elettrica per uso domestico, in particolare per il terzo e quarto scaglione di consumi, e la remunerazione dell’energia immessa in rete da parte del GSE, lascia intravedere buone possibilità di sviluppo di sistemi fotovoltaici con batterie di accumulatori, connessi in parallelo alla rete pubblica di bassa tensione, al fine di ottimizzare i consumi e ridurre i costi in bolletta dell’energia elettrica. Questi sistemi potrebbero offrire dei benefici simili a quelli degli UPS che garantiscono la fornitura di energia elettrica e risolvere per esempio il problema delle persone bloccate nelle cabine degli ascensori in caso di black-out della rete pubblica. Inoltre questi sistemi permetterebbero di recuperare l’energia generata dagli ascensori nella fase di discesa, che attualmente nella stragrande maggioranza dei casi viene dissipata mediante resistenze.

In Germania sono già previsti incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con batterie di accumulatori funzionanti in parallelo alla rete. Si noti però che in Italia la norma CEI 0-21 pubblicata a giugno 2012 non vieta la possibilità di realizzare impianti di produzione fotovoltaica con idonei sistemi di accumulo e che sono in corso lavori normativi del CT 316 per aggiornare la norma CEI 0-21 e definire le prescrizioni di sicurezza e di misura dei flussi di energia. Il GSE però in una recente nota ha precisato che non è consentita alcuna variazione di configurazione impiantistica che possa modificare i flussi dell’energia prodotta e immessa in rete dal medesimo impianto, come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete.

In ogni caso il corso CEI permette di approfondire i criteri di sicurezza e di progettazione degli impianti fotovoltaici con batterie di accumulatori sia per funzionamento in isola (assenza della rete pubblica) sia per utenti attivi di bassa tensione connessi in parallelo alla rete pubblica, in attesa di ulteriori indicazioni da parte del comitato tecnico e del GSE. Al termine del corso saranno eseguite alcune dimostrazioni pratiche del funzionamento della protezione di interfaccia mediante una idonea cassetta di prova in campo, in conformità alla norma CEI 0-21.

Al termine dei corsi verrà rilasciato un attestato di partecipazione CEI.
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8 Commenti

  1. Andrea 17 aprile 2014 at 18:04 - Reply

    Buonasera, vi scrivo per avere chiarimenti in merito agli impianti di generazione di piccola taglia (1-2kW).
    Un cliente mi chiede un impianto fotovoltaico da installare sul proprio garage per alimentare le utenze all’interno dello stesso (lavatrice, boiler, ecc..), però senza connettersi alla rete Enel. Vorrei sapere se c’è un limite massimo di potenza per la quale non occorre richiedere la connessione ad Enel, oppure no. Qualora fosse possibile potreste indicarmi gentilmente la normativa, o delibera tramite la quale chiarirmi le idee in merito. Grazie.

    • Stefano Caproni 17 aprile 2014 at 18:14 - Reply

      Nessun limite, la connessione va chiesta per TUTTI gli impianti, a meno che non immettano energia in rete (impianti in isola).
      Sino ad 1kW non sei soggetto a norme CEI 0-21, in quanto sei considerato utente passivo, ma non è che cambi molto, anzi quasi nulla, tanto gli inverter sono conformi alle CEI 0-21
      Per il resto se vuole fare un impianto senza domanda di connessione può fare un impianto in isola con accumulo di energia

  2. Lucia 23 settembre 2014 at 19:33 - Reply

    Buonasera Stefano,
    un cliente mi chiede la possibilità di realizzare, sulla propria abitazione, un impianto fotovoltaico in accumulo con inverter dotato di batteria agli ioni di litio (capacità 2kWh) . Vorrei sapere se c’è qualche impedimento normativo/legislativo oppure è realizzabile.
    Grazie.

    • Stefano Caproni 23 settembre 2014 at 20:09 - Reply

      Nessun impedimento se l’impianto non riceve incentivi in conto energia.
      Si può fare

  3. BON-SERVICE 10 febbraio 2015 at 18:18 - Reply

    Ciao Stefano e ciao a tutti,
    Esulando dalle normative volevo porvi una domanda sull’accumulo in generale.
    Voi avete mai fatto i conti con la penna se conviene o meno?
    Io li ho fatti per casa mia, perchè volevo valutare l’opportunità di aggiungere un accumulo al mio 3kWp.
    Ho preso il conguaglio SSP del GSE anno 2013 (ultimo disponibile) dal quale emerge che con l’immissione di 1256 kWh ho percepito 317 euro di bonifico. Cioè circa 0,252 €/kWh.
    Analizzando l’ultima bolletta ho visto che questi kWh sarebbero stati tutti all’interno della 3° fascia e suddivisi per 865 kWh in F! ed i rimanenti in F2 ed F3. Per farla breve, sommando tutti i costi ( energia, dispacciamento, servizzi di rete, accise e IVA) mi esce che quei kWh che ho immesso in rete mi sono costati mediamente 0,31€/kWh.
    Con 0,06 €/kWh di differenza, cioè circa 70€ all’anno quando mai mi si ammortizza l’accumulo?
    Ho sbagliato qualche cosa?

    • Stefano Caproni 10 febbraio 2015 at 18:28 - Reply

      Non hai sbagliato.
      Gli unici che spingono sull’accumulo per casi come il tuo sono quelli che li vendono.
      Parlo di convenienza ai costi attuali ovviamente 😉
      Quando costeranno meno e l’energia costerà di più forse avrà un senso.

  4. BON-SERVICE 10 febbraio 2015 at 18:47 - Reply

    C.V.D.
    Ma secondo voi/te c’è allo stato attuale qualcuno che potrebbe averne vantaggio?
    Escluso forse quelli in 5° Conto Energia?

    • Stefano Caproni 10 febbraio 2015 at 19:22 - Reply

      Guarda non ne ho idea.
      O meglio un’idea me la sono fatta, il vantaggio ce l’ha chi va in giro a proporre alla Signora Maria che ha un negozio di frutta e non ci capisce una mazza, l’accumulo a 5-6.000 euro raccontandogli che in 5 anni se lo ripaga 😉
      Se un mio cliente mi chiede l’accumulo, faccio i conti di cosa risparmia, gli dico quanto costa e la risposta di solito me la da lui 😉

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