La mobilità elettrica in Italia (senza incentivi) non decolla. Nissan ci prova con Leaf

Nissan-LeafAbbiamo parlato poco tempo fa di mobilità elettrica, e lo abbiamo fatto molto da vicino, provando per 3 giorni la Nissan Leaf (leggi l’approfondimento), esaltandone i pregi, ed evidenziando anche i difetti delle auto a trazione 100% elettrica.

E forse più che difetti, sono diverse abitudini cui saremmo costretti utilizzando un auto totalmente elettrica (oltre ad evidenti limiti, in particolare l’autonomia, che ne impediscono un uso paragonabile alle auto con motore a combustione).

In ogni caso la Leaf ci aveva molto colpito, perchè i passi avanti sono stati davvero invredibili, e stiamo parlando di un auto 100% elettrica che non crea nessun problema in un uso cittadino senza troppe pretese. Un auto completa e con caratteristiche davvero uniche, con dotazioni di serie di altissimo livello che in parte possono giustificare un costo abbastanza elevato. Abbiamo infatti di serie:

– sistema di navigazione satellitare avanzato con servizio telematico
– ABS+BAS+EBD, ASR, ESP con hill holder
– tergicristalli automatici con sensore pioggia
– fari led a basso consumo anteriori e posteriore con sensore crepuscolare
– 4 alzacristalli automatici con lato conducente “one touch”
– portaocchiali
– bracciolo anteriore
– volante regolabile in altezza
– sedile guida regolabile in altezza
– cerchi in lega 16”
– fendinebbia
– vetri privacy
– retrovisori in tinta elettrici ripiegabili elettricamente
– paraurti in tinta
– retrocamera per il parcheggio
– sistema audio con lettore CD MP3, radio AM/FM, USB, iPod, AUX, 6 altoparlanti e sistema bluetooth
– computer di bordo con consumo energetico istantaneo e medio
– comandi al volante( cruise control, limitatore di velocità, audio, sistema vivavoce, computer di bordo)
– fari automarici con dispositivo “Follow me home”
– freno di stazionamento elettrico
– pulsante di avviamento
– selettore automatico di marcia (shift by wire)
– touch screen LCD 7” con sistema di navigazione esclusivo Nissan
– servizio telematico per il controllo a distanza del veicolo tramite pc o smartphone
– sistema di ricarica normale
– sistema di ricarica Rapida CHA de MO
– attacchi isofix
– kit gonfiaggio ruote
– chiusura centralizzata con telecomando intelligent key

Insomma davvero una dotazione incredibile. Restano come optional lo spoiler posteriore con pannelli solari, il cold pack che prevede sedili sterzo e specchietti riscaldabili, vernice metallizzata. Per prezzi e condizioni di vendita vi rimandiamo al sito ufficiale Nissan (clicca qua).

Ma l’italia come si sta muovendo rispetto al resto d’europa? Basta guardare queste tre immagini che rappresentano la distribuzione delle colonnine di ricarica (le colonnine sul tuo smartphone) in Italia e in Inghilterra, per capire la situazione:

Mappe Colonnine

Quindi mentre in Inghilterra è chiara la situazione, ci sono ovunque, basti anche notare che non si riesce a vedere Londra, completamente coperta dai segnalini delle colonnine, in italia abbiamo appena 400 colonnine (fonte http://www.colonnineelettriche.it/) prevalentemente al nord. Ma non finisce qui, di queste 400 nessuna (tranne in università o comunque non pubbliche) è di tipo fast dc o ultra fast dc, ovvero ricariche veloci a 50A e 100A che permettono di ricarica l’auto in un ora nel primo caso, mezz’ora nel secondo, tempi quindi rapidi, immaginate quindi al parcheggio del centro commerciale, al cinema, pizzeria, bar, luoghi pubblici dove mentre fate i vostri servizi l’auto si ricarica, senza l’ansia di non farcela con l’autonomia.

L’impegno di Nissan sulla mobilità elettrica è a 360° e non si limita alla sola produzione ma va esattamente anche in direzione delle “infrastrutture” di ricarica. Proprio a fine marzo abbiamo installato la prima colonnina autostradale di ricarica veloce in italia all’Autogrill di Villoresi Est, sull’autostrada Milano-Varese (leggi la notizia).

Mentre in italia questo tipo di tecnologia fatica a decollare, dicono a causa dei gestori della rete di distribuzione preoccupati dalle armoniche di corrente che potrebbero “inquinare” la rete a causa dei convertitori, in altri paesi problemi non ce ne sono, e ad esempio in Estonia ( grande 2 volte la lonbardia) in questi mesi hanno installato 200 colonnine Ultra fast dc in città e fuori, oltre ad altri 700 punti comunque veloci, arrivando nel brevissimo periodo a colonnine distanti soltanto 50 km circa l’una dall’altra, se poi ci mettiamo che gli incentivi statali all’acquisto dell’auto elettrica sono davvero rilevanti ( ben 50% per l’acquisto di un auto elettrica) viene spontanea una domanda: come mai l’italia è ferma nell’essere dipendente dal petrolio, che non ha ma che deve comprare? Perchè gli incentivi che hanno stanziato quest’anno sono finiti in pochissimi giorni?

In Italia sono stati stanziati per il 2013 circa 40 milioni di euro per gli incentivi che andranno diminuendo onde evitare quanto successo con il solare, ma perchè sono terminati? Perchè la norma parlava anche di veicoli a basse emissioni quindi ibride,  gas e metano. Un modo per assorbire in pochissimo tempo gli incentivi, senza che tali risorse possano essere effettivamente utilizzate per auto ad emissioni zero (100% eletriche). Già da questo mese di maggio dobbiamo acquistare a prezzo pieno.

Gli incentivi Italiani a tutte le auto a basse emissioni di CO2, si sono rivolti in pratica agli unici veicoli a listino a basse emissioni (veicoli a metano e gas), potessero usufruire degli ecoincentivi, senza però che ve ne fosse bisogno, perchè queste due tipologie di auto, essendo ormai auto diffuse e che permettono già un notevole risparmio, si poteva anche evitare di incentivarle, mentre sul discorso colonnie anche qui la normativa non è stata d’aiuto. Anzi nelle Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani è stata inserita una voce relativa al fatto che l’individuazione dei punti di ricarica spettava ai comuni con i distributori locali. Forse un piano nazionale con Enel (che gestisce la quasi totalità della rete nazionale) avrebbe avuto un riscontro molto più importante.

La normativa veicola gli investimenti e disegna il futuro, forse lo stato non è pronto a perdere gli introiti dalle accise e a rinunciare ai combustibili fossili.

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