La metà delle acque di superficie in Europa non gode di buona salute

Lo rivela il rapporto pubblicato dall’Agenzia Europea per L’ambiente (European Environment Agency EEA) secondo il quale oltre la metà delle acque superficiali dell’unione europea non gode affatto di buona salute.

Si tratta dell’analisi in accordo con direttiva quadro sulle acque e con i piani di gestione dei bacini idrografici, di oltre 100.000 fiumi, 19.000 laghi e 4.000 invasi costieri. La qualità delle acque è in miglioramento, ma ad un ritmo giudicato insufficiente, e tale da non permettere di riportare in buono stato oltre il 50% dei corpi idrici analizzati.

Molti corpi idrici europei rimangono inquinato da eccesso di nutrienti, principalmente da fertilizzanti dispersi dai campi coltivati in prossimità di corsi d’acqua ed invasi che possono creare l’eutrofizzazione, un processo caratterizzato da una maggiore crescita delle piante e da fioriture algali nocive, l’esaurimento di ossigeno e conseguente perdita della vita nelle acque dei fondali. L’inquinamento dovuto all’agricoltura è un fenomeno che mette sotto forte pressione lo stato delle acque, e gli stati dell’Unione Europea devono intensificare gli sforzi per migliorare questo aspetto molto delicato.

L’analisi dello stato delle acque non si basa solo sull’eutrofizzazione, ma anche sull’alterazione dello stato degli invasi e su come il flusso delle acque è stato alterato. Anche in questo caso l’opera dell’uomo influisce in modo massiccio, con il 40% dei fiumi e il 30% dei laghi che presenta habitat alterati. Anche dal punto di vista dell’inquinamento chimico le cose non vanno meglio, con le acque sotteranee in condizioni peggiori di quelle superficiali, con oltre il25% di acque in cattivo stato nella media europea, ed alcuni stati in cui il degrado provocato dall’inquinamento chimico arriva al 50%.

Secondo il rapporto gli stati europei dovranno lavorare molto per diminuire la pressione sui bacini idrografici, non solo per diminuire l’inquinamento diretto provocato da varie sostanze (comunque in diminuzione anche se con ritmi troppo lenti ), ma anche dal punto di vista della gestione dei bacini stessi. Se secondo il rapporto sono molto chiari gli obiettivi da raggiungere, lo sono meno le modalità operative e la programmazione che dovrebbe portare a significativi risultati in vista degli obiettivi ambientali del 2015.

(Fonte: Agenzia Europea per l’Ambiente www.eea.europa.eu)

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