Il fotovoltaico verso il Quinto Conto Energia tra dubbi e grandi incertezze

Secondo alcune stime basate sull’attuale procedere del contatore fotovoltaico (al momento attestato sui 5.751.249.028 di euro cui si devono aggiungere i 56 milioni di euro degli impianti iscritti al registro ma non ancora in esercizio), il tetto di spesa di 6 miliardi di euro potrebbe essere raggiunto alla fine di luglio, con una data di entrata in vigore del Quinto Conto Energia che dovrebbe essere quindi l’1 settembre. Come sappiamo e come abbiamo visto nell’approfondimento tra le richieste delle Regioni c’è proprio quella relativa alla data di partenza del nuovo regime di sostegno, che si vorrebbe non far partire in ogni caso prima del 1 ottobre.

Ma finchè i documenti non saranno ufficiali c’è poco da dire, ancora siamo in balia dell’incertezza, un’incertezza che sta minando il settore in modo davvero pesante, con i produttori e le aziende interessate che rimangono alla finestra, in attesa di sapere se il loro impianto potrà essere incentivato, in che modo e con quali tariffe. Al momento attuale infatti, chi volesse realizzare un impianto, non ha certezze sulla taglia che permette l’esenzione dal registro, non sa se comprare pannelli Europei, non sa se potrà beneficiare di un premio per lo smaltimento dell’amianto. E con queste incertezze il blocco è inevitabile.

Oltre a questo, dopo alcune parole rassicuranti dopo la conferenza Stato-Regioni, pare invece come si legge in un approfondimento del Sole 24 Ore, che molte delle richieste delle Regioni siano destinate a rimanere disattese. Pare che il limite di potenza per l’esenzione dal registro non venga alzato, se non per impianti a concentrazione e forse per impianti con smaltimento amianto, che il premio per produzione europea possa essere più restrittivo a livello di certificazioni. Infine pare che non vi saranno proroghe a ottobre, ma che il Quinto Conto Energia partirà come previsto 30 giorni dopo il raggiungimento del tetto si spesa per gli incentivi fissato a 6 miliardi di euro, con una proroga limitata al primo giorno del mese successivo.

Ancora una volta, l’incertezza sta dando un colpo che non sarà mortale, ma che di sicuro potrà ferire in modo consistente il fotovoltaico Italiano. I potenziali produttori rimangono alla finestra in attesa di sapere cosa potranno fare sul tetto della loro abitazione o della loro azienda.

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