Quanta energia serve per illuminare una città ? La stessa che serve per cuocere 450 milioni di pizze

Perchè partiamo dallo spazio? Perchè le immagini della terra vista dallo spazio hanno sempre affascinato l’uomo, e grazie ad alcuni astronauti del programma spaziale ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) arrivano sui nostri monitor immagini davvero suggestive, come quelle che ci hanno inviato il russo André Kupiers e l’italiano Paolo Nespoli. Si tratta delle immagini di alcune città riprese in versione notturna.

L’Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con la società Olandese Cosine ha sviluppato un treppiedi motorizzato denominato ‘NightPod’ che compensa in modo automatico il movimento della Stazione Orbitante. Il soggetto inquadrato resta centrato e immobile con risultati eccellenti e immagini davvero nitide.

Vista la notevole distanza dalla quale le immagini sono state scattate (un’altitudine media tra i 278 km e i 460 km) appare subito evidente l’enorme quantità di luce che arriva dalle sorgenti di illuminazione artificiale di una città e che si traduce in un enorme dispendio (e molto speso spreco) di energia.

Una quantità di energia che forse non immaginate nemmeno, e che possiamo provare a percepire con un esempio davvero al limite. Una città come Roma ha una potenza installata di circa 36.000 kW con un consumo energetico medio annuo di 150.000 MWh (se preferite sono 150 milioni di kilwattora).

Per produrre una tale energia con le dinamo delle biciclette (circa 3-4W), tutti gli abitanti di Roma dovrebbero pedalare a circa 10 km/h per circa 2 anni, e se tutti gli Italiani volessero dare una mano si dovrebbe pedalare per circa 32 giorni.

 

Per fare un altri paragoni simpatici e immediati, la potenza installata per illuminare la citta di Roma (parliamo solo di illuminazione pubblica, ovvero strade e monumenti) equivale alla potenza installata in 12.000 appartamenti, e l’energia necessaria per un anno di illuminazione basterebbe per far funzionare 26.000 condizionatori per un anno o per cuocere in un forno elettrico di una nostra cucina circa 450 milioni di pizze.

In molte città Italiane sono in corso programmi di ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica, ed è stato dimostrato che tramite una corretta riprogettazione del numero di punti luce e della corretta scelta delle sorgenti di energia, unite ad un controllo puntuale del flusso luminoso, i consumi si possono ridurre anche sino al 50%, un risparmio energetico notevole.

Segui su Twitter il russo André Kupiers e l’italiano Paolo Nespoli.

Sotto la foto notturna della citta di Napoli (clicca per ingrandire)

Sotto la foto notturna della citta di Parigi (clicca per ingrandire)

Sotto la foto notturna della citta di Amsterdam (clicca per ingrandire)

Author: Stefano Caproni

Perito Elettrotecnico, mi occupo di progettazione di impianti elettrici, energie rinnovabili, consulenza e progettazione di impianti fotovoltaici. Profilo linkedIn

4 commenti a “Quanta energia serve per illuminare una città ? La stessa che serve per cuocere 450 milioni di pizze

  1. Se il governo emanasse un decreto per rimborsare con il 100% l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo sui tetti delle abitazioni la’ dove possibile, potremmo chiudere quasi il metanodotto che proviene dalla russia che tanti problemi ci sta’ creando.
    Inoltre la qualita’ dell’aria ne trarrebbe grande beneficio.
    PENSIAMOCI

    1. Al momento il fotovoltaico beneficia (se pur abbinato ad altri interventi) delle detrazioni fiscali del superbonus 110%.
      Oppure se installato da solo, accumulo compreso, beneficia da anni delle detrazioni 50% per ristrutturazione.

  2. L’industria dei pannelli fotovoltaici nel 2021 ha prodotto e venduto oltre 190 GW di moduli, con il 79% del mercato appartenente ai primi dieci produttori globali. Quest’ultimi hanno venduto complessivamente 150 GW, ovvero la quantità di energia elettrica che consuma la città di Roma in un anno.
    Domandina, per quanti anni devono lavorare i primi 10 costruttori al mondo solo per fornire pannelli fotovoltaici atti a servire tutte le città d’Italia?

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