ISA presenta RTS3 per la prova dei relè di protezione. Confome a CEI 0-16, CEI 0-21 e Allegato A70

I recenti cambiamenti normativi relativi agli impianti di connessione, hanno obbligato i produttori di cassette di prova relè (sistemi di prova di dispositivi di interfaccia e relè di protezione) ad adeguare i propri prodotti. ISA, un’azienda italiana specializzata nella produzione di Strumenti di Prova e Misura per l’industria elettrica da oltre 70 anni, presenta RTS 3, il nuovo modello di sistema di prova delle protezioni interfaccia AT, MT, BT, perfettamente conforme alle normative CEI 0-16, CEI 0-21, all’allegato TERNA A70 e alla delibera ENEL AEEG 84/2012/R/EEL.

RTS 3 è infatti un sistema multi-funzione di elevata precisione per la verifica di relè di protezione, contatori di energia e qualimetri. E’ dotato di 3 uscite di corrente e 4 uscite di tensione, più un’uscita Vcc ausiliaria (opzionale) e di Interfaccia IEC61850 (opzionale). Controllabile tramite PC, è fornito di interfaccia USB e RS232. Estremamente potente e leggero allo stesso tempo, viene fornito completo di software TDMS, cavi e borsa morbida per il trasporto.

ISA organizza periodicamente corsi intensivi per l’utilizzo dei suoi strumenti. Per questo specifico ambito di applicazione, viene organizzato un  corso specialistico che offre ai partecipanti l’opportunità di imparare ad usare in modo efficace ed efficiente il relè RTS 3. Il corso è rivolto ai tecnici che operano su impianti BT/MT e fotovoltaici con strumenti di prova ISA sui sistemi di protezione di interfaccia (SPI) e che necessitano di approfondire da un punto di vista teorico e pratico le norme CEI 0-16 e CEI 0-21. Il corso viene svolto in lingua italiana da un docente con decennale esperienza, presso il nostro centro formazione in provincia di Varese.

Per avere maggiori informazioni su questo prodotto e sull’intera gamma di produzione, potete visitare il sito web dell’azienda  www.isatest.com oppure inviare un’email a moc.tsetasi@asi.

Qua invece potete scaricare la scheda tecnica dello strumento RTS3 (scarica)

Sotto lo strumento RTS3

Author: Stefano Caproni

Perito Elettrotecnico, mi occupo di progettazione di impianti elettrici, energie rinnovabili, consulenza e progettazione di impianti fotovoltaici. Profilo linkedIn

60 commenti a “ISA presenta RTS3 per la prova dei relè di protezione. Confome a CEI 0-16, CEI 0-21 e Allegato A70

  1. Chiedo scusa ma sulla delibera 84/12 AEEG e sull’allegato Terna mi è sfuggita la parte relativa alla verifica con la cassetta prova relè, in che parte è citata ??
    Per quanto riguarda invece la CEI 0-21 viene citata a pag 76 nell’allegato A.1 e dice:
    le prove di verifica in campo sul SPI non integrato vanno fatte con apparecchio di cui H1 (quindi sopra i 6 kW) mentre per la verifica sul SPI integrato dice di eseguire la prova con questo apparecchio o con la funzione di autotest (tra l’altro l’autotest è una funzione obbligatoria nei sistemi di controllo inverter entro 6 kW). Quindi sotto i 6kW è sempre sufficiente la funzione autotest o ci sono situazioni in cui è comunque necessario utilizzare la cassetta di prova relè??

    1. Ciao Damiano, la delibera AEEG 84/2012 non parla di cassette di prova relè. Ne parla la CEI 0-21 proprio dove hai indicato tu (oltre che nella bozza di regolamento di esercizio della CEI 0-21 stessa, sotto la tabella con i dati della regolazione dell’interfaccia (pagina 140). Secondo me dici giusto, fino a 6kW l’autotest è sufficiente. Oltre i 6 solo cassetta di prova con test della SPI esterna.

  2. Ciao Stefano,
    quindi per un impianto in progettazione da 20 kW che contiamo di allacciare ad agosto, occorre un DDI + SPI esterno all’inverter e inoltre dovrei comprare una cassetta di prova relè come questa per il test???
    Sai dirmi un costo indicativo???

    Grazie

    1. Ciao Giuseppe, oltre i 6kW come hai scritto è obbligatoria interfaccia esterna e quindi prova con cassetta relè. L’ultimo preventivo che mi hanno fatto era sui 5.000-5.500 euro 🙁

    1. Ciao Marco, scusami ma purtroppo l’articolo è di maggio, così come l’offerta che mi fu fatta, relativa al vecchio strumento, ero rimasto con quel prezzo nella testa. Dopo l’uscita della CEI 0-21 i prezzi sono cambiati cos’ come gli strumenti. L’Isa è sui 14.000 di listino. In ogni caso credo che vendano direttamente, quindi puoi chiedere offerta direttamente a loro: moc.tsetasi@asi
      Quella che costa meno è la Chauvin Arnoux FTV400 a 8.900 di listino ed è anche conforme a CEI 0-16

  3. Ciao Stefano,
    sto valutando l’acquisto di ua cassetta di prova relè per testare PI e PG in BT/MT.
    Che tu sappia, oltre la partita IVA, ci sono particolari requisiti da possedere per proporsi in questa attività?
    Grazie

    1. Ciao Giovanni, il regolamento di esercizio, o meglio l’ALLEGATO A (Dichiarazione di conformita’ e verifica dell’impianto di produzione e sistema di protezione di interfaccia) come da definizione di Enel stessa deve essere compilata e firmata ai sensi della delibera 84/2012/R/EEL da professionista iscritto all’albo o dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice abilitata ai sensi della legge vigente e va allegata al regolamento di esercizio sottoscritto dal titolare dell’impianto di produzione collegato alla rete BT di Enel.
      Quindi o sei progettista abilitato o responsabile tecnico dell’azienda. Ma a mio avviso nulla ti vieta di fare le verifiche e consegnare i file della cassetta Relè al tecnico che timbra e firma.

  4. Ciao ancora Stefano, ho bisogno di un chiarimento circa il Dispositivo di Interfaccia, che a norma CEI 0-21 per impianti con Pn superiore a 6kW deve essere un contattore di categoria AC-3.
    Il mio abituale fornitore non riesce a trovarmi contattori quadripolari in AC-3.
    Ha i informazioni da darmi in merito a questo problema? Posso in alternativa utilizzare un contattore sempre AC-3 ma tripolare? Grazie

    1. Ciao Giovanni, leggendo la CEI 0-21 parafgrafo 8.2.2.3 direi che il DDI può anche essere in interruttore di manovra-sezionatore o interruttore automatico idoneo al sezionamento. Prova a guardare.

  5. Devo dare un fine lavori imminente per un impianto di 50 Kw.
    Avete qualcuno che fà i test con la cassetta prova relè.
    Grazie angelo

    1. Ciao Angelo, io al momento no, mi sto attrezzando e sto valutando le varie cassette per procedere all’acquisto. Spero che qualcuno ti possa dare una mano.

  6. Premetto che non sono un tecnico, nè un ingegnere, sono una povera economista, specializzata in rinnovabili! Leggendo la normativa, e in particolare l’allegato A del regolamento d’esercizio, a pagina 3, trovo che “i tempi d’intervento devono essere rilevati da opportuno file non modificabile dall’utente, prodotto dalla cassetta prova relé”. Stando a questa dicitura si potrebbe chiedere direttamente ai produttori di SPI la stampa delle prestazioni, testate dalla loro cassetta, di ogni matricola che esce dalla fabbrica. Non ho trovato scritto da nessuna parte (correggetemi se sbaglio) che i relè si debbano provare in loco. Che ne pensate?

  7. Come non detto…ho appena trovato la dicitura “prove di verifica in campo”…A questo punto l’unica alternativa che rimane è che, come dice la norma, le prove debbano essere espressa richiesta del Distributore,.

    Se si vuole risolvere il problema bisognerà contattare Enel per chiedere una deroga a questa richiesta. Speriamo bene.

  8. scusate se torno su argomento, ma i contattori AC-3 li trovo su abb solo nella sezione delle protezioni per i motori e solo tripolari. Non condivido la necessità tecnica di utilizzare questa tipologia di contattore; nei motori ci sono alte correnti di spunto per cui capisco la logica, ma in un impianto FV? Stefano hai al volo un codice per un contattore AC-3 40A (il mio impianto è da 15KW) abb o altra marca cosi riesco ad individuar eil prodotto? Grazie.
    Ieri sono riuscito ad acquistare in extremis una interfaccia G4PF21-1 e mi hanno proposto la prova con cassetta relè a 500, credo che accetterò…ma ritengo che anche stavolta si tratti della solita truffa autorizzata.

    1. Sergio, io comprerò la cassetta relè, e non credo fareipagare meno la prova, tra trasferte, viaggi, etc non può costare meno. Non so quanto guadagnate voi, ma lo strumento costa come 8 mesi di stipendio pulito 😉 Per il conttattore ci guardo, ma non riesci a usare un interruttore motorizzato ?

  9. certo, se parti e vai a domicilio e magari per problemi “disorganizzativi” del tuo committente perdi anche mezza giornata o giu di li….500 euro è anche poco. Ma se questo prezzo te lo fa una società che fino al 30 giugno noleggiava le cassette prova ed ora invece ha annullato tal servizio e si fa portare in sede le interfacce, te le prova e ti rilascia certificato….beh non è secondo me un prezzo di mercato. Presumo che non ci voglia piu di un quarto d’ora per fare una prova del genere. Con questi prezzi, si ripaga in mezza giornata di lavoro una cassetta prova. Il fatto di comprarla oggi come oggi secondo me è un rischio nel senso che se la ordini oggi non credo che l’avrai in tempi strettissimi e c’è il rischio/speranza che tra qualche giorno possa passare la proroga al 27 agosto della connessione con le modalità esistenti al 30 giugno. In tal caso avresti una cassetta nuova che potresti iniziare ad ammortizzare economicamente a settembre, quando magari passato questo momento critico in cui coincidono condizioni che si amplificano a vicenda (agosto, fine quarto conto inizio quinto, nuove regole di connessione) si sbragheranno i prezzi. Oggi purtroppo è una fortuna riuscire ad avere un’interfaccia….e fortuna ancora piu grande trovare qualcuno per testarla.
    Pensavo fosse piu economico con un contattore vista la bassa potenza dell’impianto, in fondo devo interrompere meno di 30A. Ma un AC-1 tecnicamente cosa comporta su un impianto FV al posto di un AC-3?

    1. Me ne hanno parlato proprio oggi, allora sono d’accordo con te, mi sembra un prezzo un po altino 😉 Inoltre la prova dovrebbe essere fatta IN CAMPO, non a banco 🙂
      Secondo me un AC1 va benissimo lo stesso, pochissime manovre (al limite se hai 20A nominali potresti prendere un AC1 da 40 o 63A), in ogni caso l’AC3 lo prescrive la CEI 0-21 🙁
      Sulla cassetta sono d’accordo prenderla potrebbe essere un rischio, ma in ogni caso non credo le CEI 0-21 smettano di esistere, ed anche finiti i conti energia, gli impianti si allacceranno ancora 😉

  10. non vedo la necessità di provare l’interfaccia sul campo o come la prova al banco possa alterare i i risultati rispetto al primo caso. Da quanto ho inteso la cassetta prova relè non dovrebbe essere altro che una “scatola” collegata alla rete elettrica sulla cui uscita c’è in parallelo l’interfaccia; modulando le caratteristiche di tensione/frequenza misura la risposta dell’interfaccia a tali perturbazioni…. cosa cambia fisicamente se la prova l’ho fatta in un laborario oppure nell’intercapedine del seminterrato dove è stato messo il quadro? Non si faceva prima a vendere le interfacce/permettere di venderle già provate con documentazione al corredo? Immagino che chi le produce ha tutte le attrezzature per fare le onerose prove a cui siamo costretti e che genera un’inutile spreco di soldi

    1. Sono perfettamente d’accordo con te Sergio 😉
      Sul discorso degli impianti allacciati senza interfaccia sopra i 6kW non so cosa dire. Di fatto non sono a norma 🙁

  11. un mio collega mi ha detto di aver collaudato a ROMA impianti FV con potenza maggiore di 6KW senza interfaccia, senza che il gestore di rete creasse problemi. Ho avuto la stessa segnalazione anche da un’altra persona.

    1. Di fatto non sono a norma. Bisogna vedere cosa hanno scritto sul regolamento di esercizio e se Enel ha controllato. Di solito non controlla mai perché il tecnico firma i documenti. Enel installa i contatori e tornano a casa. 😉

    2. Buongiorno Stefano, con riferimento ai commenti di sergio del 19 e del 20 luglio mi chiedo se esiste un modo, anche costoso, per superare l’ostacolo dell interfaccia.

      Per esempio, chiedo a Sergio, per l’impianto di Roma a cui fai riferimento cosa è stato riportato poi negli allegati richiesti da Enel oppure cosa è stato fatto nell’impianto da 15kWp e con che finalità?

      1. Ciao Giancarlo, mi permetto di darti un consiglio. Il caso di Sergio, è anomalo. Enel ha sbagliato, gli impianti di potenza superiore a 6kW devono avere interfaccia esterna. Tenete presente che se viene fatta una verifica sull’impianto, e risulta che lo stesso non è conforme alle norme il GSE può sigilare l’impianto, denunciare e chiedere indietro tutti gli incentivi. Ricordiamo che quando si invia una richiesta di incentivi al GSE si dichiara che l’impianto è conforme alle norme in vigore. Detto questo, l’interfaccia esterna è un ostacolo solo in questo periodo, per le note concause delle quali abbiamo già parlato. Mancanza del prodotto e speculazione (sia sul costo dell’interfaccia che su quello del test). Quando l’interfaccia costerà il giusto, e quando arriveranno gli strumenti a gente seria, che fa questo lavoro da 20 anni (come il sottoscritto) e non gente che si è inventata dalla sera alla mattina, finirà anche la speculazione di chi testa le interfacce in cantina a 1000 euro. Siamo (siete) tutti vittime di gente poco seria (anche della mia categoria, professionisti). In estrema sintesi non vedo modi per superare l’ostacolo interfaccia, anche perchè non è un’ostacolo, è una prescrizione normativa.

  12. La cassetta costa molto, poco meno di 20k€! Teniamo conto peró che può testare tutto.. Comprese protezioni per alta tensione… quindi se noi la usiamo solo per un’interfaccia BT è ovvio che il costo risulta esagerato, peró ora questo è richiesto e perciò l’ho presa. Alla fine si parla di CEI 0-21 da un po’.. Almeno da 6 mesi! Per il costo non differisce molto da un certificato di taratura su posto di un contatore utf che a sua volta è già stato tarato a banco..!!

  13. alla fine ho preso un contattore quadripolare abb EM2192 AC3 anche se sovradimensionato per il mio impianto da 15 KW. Inoltre l’interfaccia di rete sarà sotto ups per garantire i il tempo minimo dei 5 secondi prima del distacco. Insomma a conti fatti questo quadro di interfaccia tra apparati e prove mi verrà a costare sui 1300 + iva.

  14. Saluti Stefano, e da tempo che mi leggo le Tue dichiarazioni e mi complimento per quello che stai facendo, ” Sei un Grande ” Ora sono ha chiedere consulenza o dibattito con la Tua persona anch’io…… Dopo averci messo i bastoni ancora una volta tra le gambe nell’ultimo periodo, vedi centraline interf. CEI 0-21 con prove mediante la cassetta relè ( evviva gli introiti per i soliti!!!!), registri, conto energia che potrebbe finire prima d’iniziare e non continuo perchè non finirei neanche tra un mese……… Voglio porti una domanda: Anch’io sono come tanti miei colleghi ( forse tra i fortunati che abbiamo ricevuto per la CEI 0-21 l’interfaccia ) ad avere le prime prove con la cassetta relè e nell’ignoranza delle prime prove che mi hanno eseguito….. a fronte di quanto viene riportato nell’allegato A ( DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ E VERIFICA DELL’IMPIANTO DI PRODUZIONE E SISTEMA DI PROTEZIONE DI INTERFACCIA ) che riporta : La seguente dichiarazione deve essere compilata e firmata ai sensi della delibera 84/2012/R/EEL da professionista iscritto all’albo o dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice abilitata ai sensi della legge vigente e va allegata al regolamento di esercizio sottoscritto dal titolare dell’impianto di produzione collegato alla rete BT di Enel; chi riporta la firma sulla dichiarazione, dato che il test comunque viene eseguito da professionisti esterni per la maggioranza dei casi? Perchè l’installatore?

    1. Ciao Fausto, grazie per l’apprezzamento al mio lavoro (ma anche a quello di chi mi aiuta, ovvero i lettori che rispondono e danno consigli).
      Il fatto che il test venga eseguito da un professionista esterno a mio avviso non è rilevante. E’ invece rilevante che si tuteli chi firma la dichiarazione di conformità e verifica dell’impianto di produzione e del sistema di protezione di interfaccia. Qualcuno ti rilascia il report (e il file) della prova eseguita (il professionista) e tu che hai tale documento dichiari ad Enel che è tutto a posto.
      Ad esempio quando io vado a fare un collaudo, posso tranquillamente farmi fare le prove dei differenziali da qualcun’altro, una volta che sono in possesso del report dello strumento, posso collaudare e dichiarare. Lo stesso vale per la prova dell’interfaccia.
      In ongi caso quando tu sei in possesso del report dello strumento sei in una botte di ferro, dichiari che in quel momento l’interfaccia ha taratura conforme, ne hai prova (report dello strumento) e puoi dichiarare che l’interfaccia è OK.
      Tanto Fausto, per parlare di bastoni tra le gambe, stiamo parlando di aria fritta quando c’è di mezzo Enel, non so se qualcuno ha letto il mio articolo di un paio di giorni fa. Enel contrariamente a quanto indicato nell’allegato A70, che richiede la taratura in frequenza delle interfacce in soglia permissica (47,4 – 51,5), nei regolamenti di esercizio invece, nonostante non siano ancora implementati i comandi remoti, chiede la taratura in soglia restrittiva (49,5 – 50,5), per continuare inoltre, e per fare altri esempi, contrariamente a qualsiasi indicazione normativa, chiede anche la prova in campo (in alcune zone d’Italia) dell’interfaccia con cassetta relè, per impianti connessi in MT. Se poi vogliamo esagerare ogni volta che Enel ci manda un regolamento di esercizi ci costringe a dichiarare che abbiamo provato l’impianto, senza che abbiamo autorizzazione ad allacciarlo alla rete.
      Quindi onestamente a me fa più paura l’uomo nero del quale mi parlava mia mamma quando non volevo andare a letto a 5 anni, che eventuali errori nella compilazione dei moduli e delle dichiarazioni Enel 😉 Non so come la pensi 😉

      1. Riguardo alla prova con cassetta prova relè voglio evidenziare che deve essere provato l’assieme SPI+DDI, quindi non può essere fatta in fabbrica dal costruttore. A mio avviso però l’assieme può essere provato in laboratorio, per esempio dal quadrista….

        1. Anche a mio avviso la prova può essere fatta sul quadro cablato. Ma va eliminata questa prassi di spedire in giro interfacce e far fare le prove a banco.

  15. dove posso scrivere all’AEEG per chiedere come tanti la proroga fotovoltaico in mancanza dell’interfaccia???
    grazie per la risposta, donatella

    1. Ciao Donatella, non so esattamente, nella home page c’è il link “contatti” e li ci sono molte mail, ma non credo serva a molto, hanno già scritto molte associazioni 🙁

  16. Mi chiedevo e chiedo a chi fa il test con le cassette prova relè, se nel report viene riportato il seriale del SPI…se così non fosse…a mali estremi, estremi rimedi…basterebbe reperire una sola interfaccia…

    1. Non so Antonio, magari il seriale è nel file e non nella stampa. Te lo dico quando mi arriva lo strumento, in autunno. In ogni caso ricordiamoci che stiamo parlando di eludere le normative. Ognuno se ne assume la responsabilità 😉

  17. Nonostante non voglia andare fuori tema,non avendolo ancora fatto, ti volevo fare i miei complimenti per questo “blog” e per i tuoi articoli.

  18. Se avete bisogno.. la cassetta dell’ISA RST/3 l’ho comprata, ad una cifra molto superiore (17.000€) + altri 450€ per cavi fatti in casa con boccole e morsetti volanti per agevolare le prove in campo. La maggior parte delle prove le faccio tuttavia in laboratorio (è più comodo), provando l’assieme PI+DDI.

    1. Fortuna che hai precisato prova in laboratorio SPI+DDI, altrimenti giravo la tua mail all’AEEG 😉
      Ribadisco che va testato il complesso DDI+SPI come ha detto Mac, quindi se mi arriva un quadro cablato in ufficio posso testare, altrimenti testare solo le interfacce come stanno facendo molti è contro le CEI 0-21. Io sto segnalando all’AEEG tutte le porcate che scovo in giro per il web e che mi comunicano. Poi vediamo quando cominceranno a fare dei controlli 😉

  19. E’ vero la norma CEI 0-21 prevede la prova in campo e per noi tecnici che rispettiamo e dobbiamo far rispettare le norme non si discute.
    Pero siamo tecnici e quindi dobbiamo in continuazione porci delle domande……. Per prima le pongo a me stesso:
    Prendo spunto dalle prove che la CEI 64.8 prevede per la verifica del tempo di intervento dei differenziali….. Occorre farla…ci siamo comprati lo strumento per le verifiche e le eseguiamo in campo cioè dove l’interruttore e’ installato.
    Ma se la prova la facessimo in laboratorio e poi installassimo l’interruttore? Potremo sempre dire che e’ intervenuto nei tempi prescritti o sbaglio?
    Cioè voglio dire questo…… Se io setto correttamente la PI …. Ne verifico i tempi …. Accerto che il collegamento con il DDI e’ corretto, posso anche verificarlo facendo commutare il contatto del relè, verifico la presenza dell’ ups …..
    Per quale motivo devo fare la prova sotto il sole o sotto la pioggia in condizioni talvolta di precaria sicurezza???????
    Perché non testare la PI in laboratorio con tutti i crismi??????? Fare 3 prove coe richiesto…..fare una bella relazione associando al pod il seriale della PI ecc ecc …. Non sarebbe meglio?
    A voi i commenti

    1. Io Matteo sono d’accordo con te, mi sto battendo per far finire la pratica dell prove su scrivania di ufficio fatte da gente che non sa nemmeno cos’è un impianto elettrici. Per il resto la procedura che hai indicato secondo me ha valore come se si facesse in campo. L’altra questione è che se provi a banco i componenti separati, poi non sai se vengono montati correttamente. Per questo probabilmente la norma prevede la prova in campo, e anche in questo caso c’è l’altro lato della medaglia, se tu testi i componenti, l’installatore con la dichiarazione di conformità dichiara che li ha montati a regola d’arte e quindi il cerchio si chiude.

  20. Dopo un incontro con tecnici Hera, il distributore di energia della mia zona, sul punto “provare solo lo SPI o l’assieme SPI+DDI, siamo arrivati alla soluzione che visto che la CEI 0-21 (sbagliando anche a loro avviso) richiede la prova del solo SPI mentre il buon senso richiede la prova dell’assieme, HERA mi chiede entrambe le prove, cosi’ non vanno contro la norma e contemporaneamente si parono il c…o con la certificazione che in caso di perturbazione in rete il DDI si apre in tempo.
    Ho chiesto loro una volta per tutte di segnalare il comitato tecnico della CEI 0-21 l’errore.

    Per quanto riguarda le prove in campo o laboratorio: di solito provo tutto in laboratorio, e testo per tre volte il SPI e quando posso l’assieme SPI+DDI. Poi in campo vaccio solo una prova: apro il sez con fusibili della voltmetrica e verifico che il DDI si apre. Stacco il feedback dell’apertura del DDI sul SPI e verifico l’apertura del rincalzo. E completo l’opera con le altre verifiche, che servono poi per compilare l’allegato delle verifiche.

    Non ha senso provare il campo lo SPI completamente perche le voltmetriche le devo fornire io con la cassetta prova relè, e devo scollegare parte del cablaggio per portare i feedback del DDI e del suo comando alla cassetta. Quindi tanto vale scollegarlo tutto e fare le cose come si deve.

    Vi vorrei sottoporre inoltre questo documento, segnalatomi da un altro forum. https://newsenergia.com/wp-content/uploads/2012/08/Nota-AEEG-Cei-O-16.pdf

    Attendo commenti.

    1. Ciao mac17 ho postato io il link e la lettera della AEEG e’ indirizzata a me.
      Purtroppo si fa confusione tra quello che occorre fare e quello che Enel chiede e quello che tutti interpretano.
      La mia opinione sulle prove e’ risaputa……per lo piu’ in campo.
      Penso che il normatore con le prove in campo abbia voluto specificare che ci fosse una verifica ulteriore in impianto dopo il montaggio di quei componenti e non altri!!!!!!!!!
      Il succo del discorso e’ chi lavora seriamente che sia in campo o in laboratorio non cambia….. Ma il fotovoltaico e’ una bestia strana……. Purtroppo chi vendeva legna da ardere si e’ messo ad installare…..associati con pseudo progettisti agrari,ambientali,architetti ecc. Ecc.

    2. Ciao Mac, sono d’accordo con te sulle modalità della misura, in ogni caso credo che poco cambi in laboratorio o in campo, qualcosa devi scollegare in ogni caso. Io sono un sostenitore della prova in campo, perchè ho spesso a che fare con gente che non è nemmeno capace di collegare un interruttore bipolare, quindi o testo in laboratorio un quadro fatto, oppure se testo la SPI e basta poi non so che fina fa, e di fatto non ho ottemperato alla CEI 0-21 che dice “prova in campo”. Ma su questo siamo d’accordo tutti mi pare. Prova in campo o prova a banco del complesso SPI-DDI. La CEI 0-21 a mio avviso non toglie i dubbi, parla di prova in campo della SPI e della verifica delle connessioni tra SPI e DDI, su quest’ultima frase c’è spazio per tutto, da una verifica della continuità con un tester, alla verifica dell’effettivo intervento del DDI con relativi tempi (anche se i tempi sono richiesti solo per la SPI, non per SPI+DDI, cosa invece richiesta, come mi ricordava Matteo per la PG in media tensione).
      Concludo risolvendo la questione con quanto ha detto Matteo, se si fanno le cose in modo professionale, la differenza tra prova in campo o in bagno non è rilevante. Altro discorso per chi testa (ho un po di foto) 50 protezioni a banco, le rimette nella scatola e le spedisce, questa è una porcata 😉

  21. Ciao Stefano, mi appassiono commento dopo commento alle tue disamine. complimenti!
    Sono alle prese con i “fondamentali” dispositivi di protezione, e avrei da porti una domanda. Dove consigli di acquistare le cassette di prove relè?
    Ringraziandoti ti saluto

    1. Ciao Maurizio, la scelta di un prodotto così costoso è molto personale. Io ho deciso per la cassetta Amra che ha un costo decente e mi sembra completa, CEI 0-16 e CEI 0-21.
      Però è giusto che valuti in base alle tue preferenze. Se ti piace la cassetta Amra puoi andare sul sito di Amra, se vuoi una persona di fiducia devi attendere il mio rientro dalle vacanze perché non ho con me i dati della persona.

  22. Buondi! buone vacanze allora, dopo tutto questo lavoro saranno sicuramente meritate. Solo una domanda. C’è la possibilità di testare presso di Voi? Perchè a dispetto della normativa me ne darebbero la possibilità.
    A presto e buon svago!

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