Fotovoltaico: accumulo si o accumulo no ?

Il fotovoltaico ormai è una costante nelle ristrutturazioni o negli interventi di efficientamento energetico, sia perché imposti dalle norme vigenti sia perché ha raggiunto una tecnologia solida che garantisce il ritorno degli investimenti in tempi certi.

Ma come decidere se installare una batteria di accumulo associata all’impianto fotovoltaico? Rispondere a questa domanda non è semplice in quanto le variabili in gioco sono tante, ma andiamo per gradi.

Il consiglio che do è che più si conoscono i dettagli dei consumi di un cliente meglio è, ma purtroppo i dati che abbiamo a disposizione dalle bollette di energia elettrica sono abbastanza ermetici per i comuni cittadini.

La soluzione migliore allora è misurare.

Oggi esistono sistemi di registrazione dei consumi, anche abbastanza economici, che trasmettono ai vari portali cloud le misure e se si ha già un impianto fotovoltaico comunicando con gli inverter anche i dati di produzione ed immissione in rete. La lettura di queste misure permetteranno di poter scegliere in maniera consapevole la capacità della propria batteria.

I vari fornitori di energia hanno varie proposte di vendita, a pacchetto, a consumo, al raggiungimento di soglie ecc ed allora ci potrebbe anche essere un primo immediato vantaggio di scegliere un altro fornitore ed avere un risparmio solamente con questa scelta.

Se non si hanno a disposizione questi dati allora occorre rifarsi alle letture delle misure nelle bollette, e per spiegarci meglio vedremo l’analisi di un caso reale:

  • Prendiamo come esempio una bolletta Servizio Elettrico Nazionale relativa ai consumi annui del 2019
  • Ipotizziamo come sito di installazione del nostro impianto FV il comune di Monserrato (CA) circa 1.500 kWh/kWp

La somma delle energie prelevate in fascia F1 ammonta a : 1668 kWh/annoLa somma delle energie prelevate in fascia F2 ammonta a : 2080 kWh/anno
La somma delle energie prelevate in fascia F3 ammonta a : 1655 kWh/anno

La potenza del campo fotovoltaico dovrà abbattere i consumi presenti nelle ore diurne fascia F1 ed F3, ma analizzando gli orari delle verie fasce si capisce che occorre fare una stima a percentuale.

Inoltre dovrà tenere conto anche della potenza massima prelevata registrata nel mese che dà l’indicazione circa la somma degli utilizzatori elettrici contemporaneamente alimentati.

Questi dati sono utili, ma se vogliamo ragionare in termini orari giornalieri e non mensili occorre iniziare a ragionare sulle abitudini familiari, e questo non si evince dai dati energetici presenti in bolletta.

Per esempio in questo caso specifico la bolletta è relativa ad una famiglia composta da 2 genitori che lavorano dal lunedì al venerdì dalle 7:00 alle 17:00, con 3 figli che vanno a scuola dal lunedì al sabato dalle 7:00 alle 14:00. ( PERIODO GENNAIO GIUGNO).

Nel periodo estivo i consumi sono ugualmente concentrati dalle 17:00 alle 24:00.

Quindi i consumi registrati in F1 in realtà si concentrano in un orario che va dalle 14:00 alle 19:00. In questo arco di tempo la componente autoconsumo che potremo prendere in considerazione è bassa e ipotizziamo pari ad un 20% della energia prodotta nei mesi tra Novembre e Marzo. Quindi l’energia netta che protremo accumulare sarà l’ 80% della totale prodotta nel giorno/mese. Occorrerà fare in modo che il suo valore si avvicini il piu’possibile ai consumi totali dati da 80% in Facia F1, sommati a quelli in fascia F2 e almeno al 50% dei consumi in fascia F3.

Potremo anche considerare una percentuale di autoconsumo maggiore ipotizzando di spostare parte dei consumi relativi alle pompe di calore, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie in quelle fascie orarie, ma il ragionamento non cambia. Stesso ragionamento nei restanti mesi, primavera ed estate.

Tutti questi ragionamenti e variabili in gioco possono essere raccolti su un semplicissimo foglio di exel e facendo variare la potenza di picco del fotovoltaico e la capacità della batteria si potrà decidere il regime di autonomia che si vuole raggiungere.

Nell’esempio potremo raggiungere una autonomia tra 80%-90% installando un impianto da 5kWp ed una batteria da 10 kWh.

La risposta al quesito iniziale quindi, nel caso analizzato è SI, ma in altri casi potrebbe non essere conveniente l’installazione di un sistema di accumulo. E’ quindi evidente che solo una accurata analisi dei consumi e delle abitudini può garantire una corretta valutazione del rapporto costi e benefici relativi all’installazione di un sistema di accumulo. Quindi come sempre diffidate di chi vi propone investimenti sulle rinnovabili, di qualsiasi genere, senza che abbia analizzato tutte le variabili in gioco.

Utilizza il modulo sotto per contatti e informazioni

    ________________________________

    Modulo Informazioni Accumulo

    Il tuo nome (richiesto)

    Provincia (richiesto)

    La tua email (richiesto)

    Oggetto

    Sono:
    PrivatoStudio TecnicoInstallatoreAzienda

    Tipo di richiesta

    Il tuo messaggio

    Antispam (inserire il testo presente nell'immagine nell'apposito spazio e cliccare su INVIA)
    captcha -


    Author: Matteo Marras

    Perito Elettrotecnico libero professionista Energie rinnovabili e ambiente

    2 commenti a “Fotovoltaico: accumulo si o accumulo no ?

    1. “nel caso analizzato è SI, ma in altri casi potrebbe non essere conveniente l’installazione di un sistema di accumulo”.
      Se nel caso analizzato non si parla di costi come è possibile concludere che sia conveniente?
      Raggiungere un’autonomia tra l’80% e il 90% non vuol dire di per se che sia conveniente se non analizzando quanto mi costa raggiungere questo obbiettivo.
      A spanne:
      Caso A – senza batteria: Produco 10 kWh col fotovoltaico, non mi servono e li immetto in rete. Tramite lo SSP mi viene pagato circa 1 €.
      Caso B – con batteria: Produco 10 kWh col fotovoltaico, non mi servono e li accumulo. Alla sera prelevo dall’accumulo 9 kWh (efficienza reale batteria) e li utilizzo risparmiando sulla bolletta circa 1,1€ (solo costi variabili energia).
      Risultato: l’accumulo l’ho avuto quasi gratis? Ok, mi conviene. L’ho pagato 7.000€? Pessima scelta, avrò un pay back time di 10 anni superiore alla vita utile del prodotto.

      1. L’articolo analizza la convenienza dal punto di vista energetico e il corretto dimensionamento per poter sfruttare al meglio la capacità di accumulo scelta, o meglio per capire la capacità di accumulo necessaria per ottenere risultati soddisfacenti.
        E’ evidente che l’aspetto economico è molto importante come hai sottolineato, ma per scelta non scendo mai nel dettaglio dei costi nei miei articoli, di qualsiasi cosa si parli.
        In ogni caso la prima cosa da stabilire è la capacità di accumulo che mi serve. Una volta stabilito quello, verificare quanto risparmio e quanto costa l’accumulo risulta abbastanza semplice senza ulteriori analisi dettagliate. Poi entra in gioco l’aspetto soggettivo e personale.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *