Lo squilibrio di potenza negli impianti con inverter monofase, cosa dice la CEI 0-21

Tralicci-2Non capita di frequente,  ma con la crisi del settore fotovoltaico, spesso gli installatori si trovano “in casa” inverter monofase di piccola potenza che possono trovare utilizzo in impianti più grandi, anche con connessione trifase alla rete di distribuzione.

In questo caso occorre fare attenzione allo squilibrio di potenza, ammesso entro certi limiti dalla CEI 0-21. Gli impianti di produzione collegati alla rete mediante un sistema elettrico di distribuzione monofase possono avere una potenza complessiva fino a 6 kW.  È facoltà del Distributore elevare la suddetta potenza fino a 10 kW.

Gli impianti di produzione collegati alla rete mediante un sistema elettrico trifase possono essere realizzati anche con generatori monofase purché la potenza dei generatori sia equamente ripartita sulle singole fasi. La normativa indica due tipologie di squilibrio delle fasi, lo squilibrio permanente e lo squilibrio transitorio. Per quanto riguarda lo squilibrio permanente,  per impianti trifase realizzati con più unità monofasi, si ammette una installazione tale da avere un possibile squilibrio di potenza generata tra le fasi fino al limite di 6kW (o 10 se autorizzato dal distributore) inteso come differenza tra fase con potenza maggiore e fase con potenza minore.

Per quanto riguarda lo squilibrio transitorio qualora l’installazione preveda, in qualsiasi condizione di esercizio, un possibile squilibrio superiore al valore di LSP, deve essere previsto un automatismo che riporti lo squilibrio di potenza ad un valore inferiore allo stesso LSP (Limite Squilibrio Potenza).  L’automatismo deve inoltre provvedere a scollegare l’impianto dalla rete qualora la condizione di squilibrio persista per un massimo di 30 minuti nel caso lo squilibrio sia compreso tra 6 kW e 10 kW (qualora il Distributore abbia elevato il limite di potenza per la connessione monofase a 10 kW, questa condizione non deve essere attuata) e per un massimo di 1 minuto nel caso lo squilibrio superi i 10 kW.

La norma non da indicazioni su come debba essere realizzato l’automatismo, ma indica solo a quale risultato si deve arrivare. Riteniamo quindi che un controllore di potenza opportunamente programmato per disconnettere l’impianto nei tempi sopra indicati (comando sul DDI) sia sufficiente, e riteniamo anche che non servano particolari certificazioni della strumentazione utilizzata. La confomità alle prescrizioni della CEI 0-21 infatti è dichiarata dal tecnico o dall’installatore sull’allegato D al regolamento di esercizio.

La norma prevede anche che il sistema di controllo dello squilibrio di potenza sia verificato in base alla situazione specifica, le prove vanno quindi eseguite solo se l’intero impianto di produzione può funzionare con squilibri di potenza inferiori a 10 kW (prova n. 1) oppure superiori a 10 kW (prova 1 e 2). La prova va fatta ad impianto ultimato, e prima della connessione definitiva in parallelo alla rete. Devono essere verificate le due seguenti condizioni di prova:

Prova n. 1
– impianto in esercizio alle sue condizioni nominali;
– creazione di uno squilibrio artificiale permanente superiore a 6 kW ed inferiore a 10 kW;
– verifica della disconnessione dell’intero impianto di produzione tramite il DDI entro un tempo massimo di 30 minuto.
Prova n. 2:
– impianto in esercizio alle sue condizioni nominali;
– creazione di uno squilibrio artificiale permanente superiore a 10 kW;
– verifica della disconnessione dell’intero impianto di produzione tramite il DDI entro un tempo massimo di 1 minuto.

Oltre al problema dello squilibrio di potenza, quando si utilizzano inverter monofase di piccola taglia, occorer sempre verificare che gli stessi possano essere installati in impianti di potenza maggiore, in quanto vi sono prescrizioni normative che alcuni inverter monofasae di piccola taglia non soddisfano e che ne rendono impossibile l’utilizzo in impianti di taglia superiore (CEI 0-21 8.4.4.2).

Author: Stefano Caproni

Perito Elettrotecnico, mi occupo di progettazione di impianti elettrici, energie rinnovabili, consulenza e progettazione di impianti fotovoltaici. Profilo linkedIn

117 commenti a “Lo squilibrio di potenza negli impianti con inverter monofase, cosa dice la CEI 0-21

  1. Ottimo articolo Stefano. L’esecuzione della prova va dichiarata nell’allegato D del regolamento di esercizio. E’ comunque una prova problematica da eseguire se la connessione alla rete non e’ gia’ disponibile.
    A prima vista appare curioso che un controllore di squilibrio potenza non sia indicato in A.2 nella Cei 0-21 tra le funzioni dello Spi, mentre in A.4.10 ne viene chiesta la prova.
    La definizione di “Spi” in 3.6.2 nella Cei 0-21 non lo specifica come apparato singolo bensì come “sistema”, quindi il Spi puo’ anche essere un insieme di apparati.
    Il problema e’ che la funzionalità anti-squilibrio necessita di ingressi amperometrici (anche utilizzanti TA o sensori di corrente ecc.); per tale motivo ritengo e’ stata implementata solo in un apparato Spi in circolazione, almeno di quelli che conosco che sono una decina; un’altro costruttore di Spi, in una scheda, prescrive: “In applicazioni con possibile squilibrio >6kVA, è necessario monitorare lo squilibrio di Potenza con l’aggiunta di un analizzatore di rete”.
    La funzione anti-squilibrio e’ indispensabile pertanto per tutti gli impianti oltre 6 kW ottenuti tramite inverter monofase installati su due o tre fasi e che rispettino anche – come scrive Stefano – il 8.4.4.2 punto “f” della Cei 0-21; il distributore, in tali casi, potrebbe chiedere maggiori dettagli e/o schemi elettrici oltre che verificare in sito.
    Esistono in commercio delle protezioni dedicate; inoltre alcuni inverter monofase se collegati in assetto trifase, hanno delle funzionalità (power balancer) che prevedono una configurazione hw/sw in apposita modalità per cui uno squilibrio o la sconnessione di uno o di due induce la sconnessione del/degli inverter rimasto/i attivo/i.

    1. Ciao Vic, sempre interessanti i tuoi spunti.
      Probabilmente i normatori hanno preferito delegare alla PI solo i parametri tensone/frequenza, in modo da lasciare alla stessa solo i parametri vitali per la rete (lo squilibro di potenza in impianti con inverter monofase non è a mio avviso un evento così drammatico).
      Alcune interfacce (Lovato) hanno gli ingressi per TA e possono monitorare energia e potenza, la Lovato ha anche una funzione che si chiama squilibrio di potenza, anche se non ho mai approfondito. Altre (Electrex) hanno ingressi per TA ma nessun menu dedicato allo squilibrio.
      Ho parlato con Electrex e a breve forse svilupperanno un firmware apposito per lo squilibrio di potenza secondo le CEI 0-21, da utilizzare in uno dei loro controllori di potenza (da usare insieme ad una PI e non in sua sostituzione). Inoltre in impianti con molti inverter monofase si può anche pensare di ottimizzare lo squilibrio di potenza in modo da sconnettere solo gli inverter necessari a riportare lo squilibrio di potenza nei limiti pfevisti. Chiaro che in questo casoi costi aumentano, e serve unvero e proprio PLC con parecchie uscite programmabili.

  2. E’ tuo l’utile spunto Stefano! Ho solo aggiunto qualche considerazione e info.. Concordo inoltre sul fatto che lo squilibrio di potenza non sia drammatico a patto che non sia di entità rilevante in improbabili casi con molti inverter monofase e guasto esterno ad essi (con intervento fusibili ecc.).
    La Lovato sembra quindi un’apparecchiatura tra le piu’ complete. Per quanto riguarda gli inverter, alcuni Sma con power balancer sembrano davvero una soluzione intelligente poiché possono operare a gruppi di tre, in sostanza come auspichi sopra.
    😉

  3. Ciao Stefano.
    Ho in esame un impianto fotovoltaico di potenza 4,5kW monofase.
    Il punto di connessione è in MT (perché il cliente è passivo e attivo) e il cliente insiste per collegare in BT trifase piuttosto che in BT monofase. Secondo il suo parere, la monofase potrebbe creare degli squilibri sulle fasi. Secondo te è corretto?

    1. Uno squilibrio di 4,5kW su un impianto collegato in MT ?
      Stiamo parlando di niente.
      Inoltre non è molto facile se non impossibile trovare un inverter trifase de 4,5kW.
      Dovresti usare 3 inverter monofase da 1,5kW.
      Ricorda che all’impianto si applicano le CEI 0-21

  4. Egregio sig. Stefano
    vorrei sapere se i tecnici dell’Enel hanno commeso un errore quando hanno allacciato su un’unica fase (impianto trifase) n° tre linee monofase anzichè
    distribuire le stesse sulle tre fasi (uno per ogni fase). Questo errato collegamento ha
    diminuito la quantità di autoconsumo di
    energia prodotta dal mio impianto fotovoltaico. Ringrazio e saluto

      1. Anche a me stessa cosa. X 10 anni i nostri impianti (stesso edificio ma due autonomi gemelli) hanno immesso in rete tranquillamente 4kw a testa e andavano bene. Cambio contatori da parte dell’Enel,ci hanno collegato alla stessa fase che evidentemente entra in sovraccarico e ci fa andare in blocco continuo gli inverter per tutte le ore di punta. Attacca stacca uno degli inverter ci è già costato una riparazione. Praticamente sono costretta ad attaccare una stufa (ma vi immaginate cosa sarebbe a Giugno e Luglio?) . Adesso, dopo l’ennesima segnalazione attendo una soluzione da parte loro. Loro perdono energia immessa, io energia e soldi. Abbastanza fastidioso. E a quanto pare non sono sola ad avere questo problema

        1. Buongiorno.
          Faccia fare una misura certificata da un tecnico, e mandi apposita relazione dove scrive che a causa della tensione elevata l’impianto fotovoltaico non può immettere in rete come previsto dal regolamento di esercizio stipulato in fase di connessione. Alcuni tecnici consigliano di inserire tra inverter e rete un trasformatore che abbassi la tensione, che ha la sola controindicazione che ha delle perdite, anche se limitate.
          In questo caso siamo al limite delle norme tecniche, l’interfaccia dell’inverter deve leggere la tensione di rete, e non una tensione trasformata e modificata, ma è anche vero che la tensione che legge l’inverter non quella della rete di distribuzione ma è la tensione nel punto di inserimento dell’inverter sulla rete utente.
          In ogni caso nessuno viene a ocntrollare se ha installato un trasformatore che abbassa la tensione di qualche volt………..

  5. Ciao Stefano e innanzitutto complimenti per gli articoli, sempre molto precisi. Ti scrivo per chiederti un consiglio: sto progettando un impianto FV da 6 kW su un utenza trifase sempre da 6 kW. E’ possibile installare un inverter monofase o questo penalizza lo SSP? Cioè, il contatore trifase enel fa una somma vettoriale delle correnti immesse e prelevate oppure conteggia separatamente ogni fase? Altra domanda: ci possono essere squilibri sulle tre fasi che superano i 6 kw massimi consentiti. Grazie in anticipo per i suggerimenti che vorrai darmi! Saluti, Giulio

    1. Ciao Giulio,
      mi ero informato anche io su questo aspetto, senza aver trovato una risposta precisa, ovvero se un elettrodomestico assorbe energia su una fase e l’impianto immette su un’altra se ci sono problemi. Secondo me in quel caso non si ha autoconusmo, però magari sbaglio.
      Perchè non usi un inverter trifase e ci togliamo ogni dubbio ? La Power-One ha un inverter trifase da 5,8kW che secondo me fa al caso tuo.
      Io l’ho già usato e va molto bene.
      http://it.power-one.com/renewable-energy/products/solar/string-inverters/aurora-trio-three-phase/trio-58-75-85-tl-outd/series
      relativamente allo squilibrio di potenza non può superare i 6kW (permanente) e i 10 per brevi periodi.

  6. In effetti neanche io ho trovato risposte ufficiali, a naso credo che l’autoconsumo venga penalizzato. L’utilizzo del monofase è dovuto a problemi di…magazzino ma condivido la scelta del TRIO 5.8. Grazie e alla prossima.

  7. Riattivo la discussione in quanto ho un impianto da 72 kw da adeguare alla del.243 per tanto si applica la normativa viegente alla data di allaccio (aprile 2011). ho uno squilibrio di progetto di 4,2kW. se ricordo bene nel 2011 il regolamento di esercizio parlava di squilibri generici e si intendeva quello progettuale….poi è stato meglio specificato nella CEI 0-21. per tanto credo che nel RE che devo compilare ora non deve specificare niente ovvero che è ok perchè la normativa di allora non prevedeva nulla in questo caso.

    1. Cioa Marco.
      Scrivo anche qua la risposta che ti ho dato su FB 😉
      ——————–
      Ciao Marco, io non mi preoccuperei. Inoltre non ho capito perchè chi adegua alla Delibera 243 debba dichiarare cose di pertinenza del progettista. Mi chiedo perchè Enel debba aggiungere sempre le sue boiate complicando le cose. La delibera dice chiaro che devi adeguare le frequenze STOP. Lo squilibrio di potenza è problema del progettista dell’impianto.

  8. Buonasera a tutti,

    sono nuovo del forum ma vedo che avete discusso di una problematica che sto affrontando attualmente con una CTU.
    Mi ritrovo a stabilire se un impianto monofase di 5 kWp può determinare squilibri significativi quando è connesso ad un sistema trifase, in quanto tale è il sistema dell’utente.
    Per squilibri intendo vere e proprie sovratensioni che avrebbero determinato una serie di guasti agli utilizzatori di un’abitazione in occasione della connessione dell’impianto fv citato secondo quanto asserito dal ctp dell’Enel.
    Ritengo che la connessione come descritta, sia perfettamente il linea con quanto espresso nella CEI 0-21 in quanto non vi è squilibrio maggiore di 6 kW tra la fase che assorbe più potenza e quella che assorbe meno potenza.
    Non sono d’accordo con il CTP in quanto gli inverter sono dotati di protezioni interne che debbono necessariamente determinare lo stacco dello stesso dalla rete quando alcuni valori imposti appunto dalla CEI 0-21 vengono superati per i rispettivi tempi. In particolare parlo della protezione (59-S1)1 e 59-S2 che rispettivamente devono determinare lo stacco dell’inverter per tensione maggiore di 253 V se questa permane per più di 10 minuti e 264 V per picchi istantanei.
    Chiunque abbia voglia di confrontarsi in merito in base alle proprie esperienze è bene accetto.

    Buonaserata

    1. Ciao Daniele, una delle cose che si possono dire in questo caso, è che gli inverter non sono generatori di tensione, quindi non possono proprio bruciare nulla a mio avviso (ovvero l’inverter non può essere direttamente responsabile di aver bruciato qualcosa).
      Gli inverter si adeguano alla tensione di rete, che al limite si può innalzare nei pressi dei morsetti dell’inverter a causa di elevate impedenze della linea.
      Ma se hai dimensionato correttamente la linea di alimentazione inverter/rete direi che l’unica responsabilità può essere del gestore di rete.
      Ma attendi anche altri pareri.

  9. Concettualmente non proporrei a un cliente un impianto monofase se il sistema di alimentazione dello stesso è trifase a meno che come mi è capitato di vedere poi al lato pratico l’impianto dell’abitazione era monofase.
    Il problema è che tutto ciò che l’utente assorbe dalle fasi in cui non vi è FV lo si ritrova in bolletta e si risparmia solo quanto autoconsumato dalla fase in cui è connesso l’impianto monofase e quindi ciò che preleviamo lo paghiamo ad un costo più elevato di quanto non ci venga riconosciuto quando invece immettiamo in rete se in un determinato momento stamo producendo su quella fase più di quanto stiamo assorbendo.

  10. Buongiorno a tutti.
    Mi ritrovo su una nuova situazione, spero possa essere utile anche ad altri.
    Cliente con 15 kWp trifase allacciati nel 2011. Adeguamento del 243/2013 effettuata da me entro fine maggio 2015. Per l’occasione, il cliente mi dice di voler installare 2 nuovi kWp su nuovi locali. Chiedo il Potenziamento con connessione monofase anche se utenza e precedente impianto fosse trifase. In questo caso l’Enel avrebbe dovuto riprogrammare il Contatore di Scambio Trifase ed installare un monofase per la nuova sezione. Ciò non è stato possibile, in quanto la nuova ddc da 17 kW avrà allaccio trifase e non permettono sezioni parziali monofase. Quindi a seguire installazione di DDI e SPI ovviamente richieste per la nuova potenza (non erano presenti, e se avessi allacciato in monofase potevo dire: la vecchia sezione è adeguata A70, la nuova è sotto i 6 kW monofase…) Comunque ora mi ritrovo a fare un unifilare in cui dal punto di vista tecnico ho il vecchio FV (incentivato e con contatore trifase) con un inverter powerone da 6 kW ante 2011 su una fase, un inverter uguale su un altra e un inverter powerone da 3, e un nuovo impianto con 2 inverter sma da 1,3 kW monofase già acquistati. Dal punto di vista tecnico, i due nuovi inverter saranno caricati sulla fase dove è presente il 3 (riducendo così lo squilibrio) ma a valle del nuovo contatore di produzione trifase! Ovvero, dovendo continuare a separare le produzione per il GSE, ed a utilizzare un contatore trifase per la nuova produzione come ENEL mi richiede, mi troverò a collegare fisicamente 2 inverter monofase sotto un contatore trifase, prima del DDI e dell’SPI: cosa potrebbe accadere secondo voi? Il nuovo contatore mi metterà a disposizione una morsettiera trifase, ma su una fase non transiterà mai energia immessa! Qualcuno potrebbe contestarmi qualcosa secondo voi? Grazie a chi vorrà rispondermi.

  11. ciao Daniele, l’impianto e’ un po’ complesso..,
    mi permetto di intervenire…
    La fornitura e’ gia ovviamente trifase come lo e’ l’impianto esistente; quindi dovresti chiedere la connessione di impianto monofase sulla fornitura trifase; se il gestore rete e’ enel dovrebbe/puo’ installare/programmare un contatore di consegna M1di taglia maggiore e un secondo contatore M2 monofase, meglio specificare nelle note libere quando compili la domanda oppure dentro le Altre comunicazioni che la nuova sezione e’ monofase; comunque se anche installano un M2 trifase non cambia granche’ perche’ collegherai i 2 inverter nuovi insieme su una fase (quella piu’ scarica).
    Devi installare un Spi/Ddi esterno perche’ gli inverter diventano >3 (e anche perche’ quando si mette mano ad un impianto lo si fa con le regole attuali), a questo punto avrebbe anche senso, se aggiornabili, adeguare/allargare le soglie degli inverter esistenti a 47,5 – 51,5 Hz per bilanciare la sconnessione in caso (raro) di scostamenti di frequenza, idem per la V.
    Aggiungo pure che la logica della Cei 0-21 non e’ solo di avere Spi a doppia soglia, bensi’ di predisporre gli impianti > 6 kW al teledistacco anche se ci vorranno tempi quasi biblici prima lo mettano in atto.., pero’ qualcosa si sta muovendo: giorni fa l’aeeg ha pubblicato un Dco sulle smartgrid…

  12. vorrei sapre se in un contatore monofase, gli applicassi due fasi anzichè fase e neutro, se si bruciano le utenze o apparati elettrici

  13. Ciao Stefano, se ho capito bene, posso collegare un impianto monofase da 6 kWp, ad una fornitura trifase, da 20 kWp? Allacciandolo alla sola fase L1?
    E’ un controsenso, ma il committente (ente) dice che il trifase costa troppo….

    1. Ciao Gustavo.
      Puoi farlo se non superi 6kW, in quanto il massimo squilibrio ammesso è appunto di 6kW
      Per il resto non vedo molta differenza di costo tra farlo trifase e monofase.
      Però……….lega il somaro dove vuole il padrone, al limite consiglia la realizzazione di un impianto trifase, e fatti scrivere che lo vogliono monofase 😉

  14. Ciao.
    Vediamo se puoi essermi di aiuto e fare chiarezza su questo problema.
    Installiamo un sistema di accumulo su impianto FTV esistente ed incentivato in 5° CE con Pn = 4,32 kWp dove non possiamo sotituire l’inverter da 4 kW esistenete ed aggiungiamo sul lato produzione (a valle del C.E. M2 di prodotta) un inverter Solaredge 3500 connesso a batteria TESLA da 3,3 kW.
    L’impianto lo configuariamo perchè non immetta mai da batteria e la potenza in immisione resta 4 kW.
    In base alla CEI 0-21 la potenza nominale dell’impianto diventa 4+3,3 = 7,3 kW e la cara E-Distribuzione ci dice che dobbiamo connettere in TRIFASE.
    Se anche fosse come facciamo a garantire di non superare lo squilibrio di 6 kW per fase?

    1. Ciao Eddy. Non so se sto dando una risposta stupida, ma l’unico modo (se non si può sostituire l’inverter), per non immettere più di 6kW in rete è quello di limitare la potenza in uscita sul contatore di scambio. Questo lo puoi fare senza difficoltà
      In ogni caso io valuterei anche il picco di potenza che ha quell’impianto, perchè magari la potenza massima lato AC è molto più bassa dela nominale e non superi i 6kW
      Però non ho capito una cosa, se non immetti mai da batteria, la potenza massima che va in rete non sarà la massima potenza che può erogare l’inverter quando l’autoconsumo è zero ? Ho non ci sto capendo una mazza io ?
      —————
      Rettifico, non avevo letto bene che aggiungi un inverter, ragionavo solo sull’inverter esistente, scusa………il problema c’è come hai giustamente scritto…….

    2. In ogni caso ha senso installare tale impianto se poi devi limitare la potenza immessa per non superare il massimo squilibrio ?
      In ogni caso il distributore può elevare il valore del massimo squilibrio permanente. Hai provato a chiedere ?
      ———–
      CEI 0-21
      8.3 Connessione monofase/trifase alla rete di Distribuzione
      Gli impianti di produzione collegati alla rete mediante un sistema elettrico di distribuzione monofase possono avere una potenza complessiva fino a 6 kW. È facoltà del Distributore elevare la suddetta potenza fino a 10 kW. Il valore di potenza complessiva ammesso per impianti di produzione con connessione monofase alla rete di istribuzione è assunto nel seguito quale Limite allo Squilibrio Permanente (LSP).

  15. Ciao Eddy e Stefano:
    V1/2014-12 – pag.12
    “NOTA La potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è tuttavia sempre pari alla somma dei generatori e/o sistemi di accumulo installati. Quindi se si prende ad esempio il caso di un sistema fotovoltaico da 20 kW e un sistema di accumulo da 20 kW, collegati sul lato in alternata dell’impianto di generazione, la potenza di riferimento da considerare è pari a 40 kW.
    A parziale deroga di quanto sopra indicato, il caso dell’insieme costituito da uno o più generatori e uno o più EESS, collegati sul bus DC di un inverter viene considerato come un unico generatore, al quale compete la fornitura di servizi alla rete.
    NOTA Ciò per tener conto che la presenza di due o più apparecchiature sullo stesso bus DC necessita un loro coordinamento da parte del sistema di controllo presente e quindi le suddette apparecchiature non sono indipendenti tra loro. In tal caso, la potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è quella dell’inverter che connette il sistema alla rete. Quindi nel caso di un sistema FV da 20 kW con sistema di accumulo da 20 kW, collegati tra loro sul bus DC dell’unico inverter (da 20 kVA) verso la rete, la potenza da considerare è quella nominale dell’inverter.”

    Significa che se installi la batteria lato CC la potenza è quella (limitata) dell’inverter che però deve essere Cei 021; Solaredge ha una soluzione in CC (Tesla + apparato Storedge).

    Da quanto scrive Eddy mi sembra di capire che però cita un accumulo collegato sul lato CA dell’inverter tramite un apposito secondo convertitore (non quello collegato ai moduli) della Solaredge mod. 3500 atto a gestire la conversione della continua da e verso la batteria Tesla; da documentazione della Solaredge sembra inoltre che sia necessario l’ulteriore apparato denominato Storedge. Una delle peculiarità di questo insieme è che rende il sistema bidirezionale per cui la batteria può caricarsi dai moduli e dalla rete. La limitazione della potenza verso la rete è demandata all’apparato Storedge tramite apposito sensore/wattmetro e/o riduttori corrente collegati a valle M1 (contatore scambio), tale configurazione evita di scaricare la batteria verso la rete se non ci sono carichi accesi in casa; va da sé che se per anomalia manca il supporto di tale sensore ci sarebbe il rischio di immettere energia in rete contemporaneamente dai moduli e da batteria.
    Il sensore/wattmetro di cui sopra serve inoltre per permettere i servizi di rete: cioè in condizioni di sotto/sovra frequenza ad immettere/assorbire potenza con la batteria ed aiutare la rete stessa.

    1. Scusate, una mia importante dimenticanza; dove ho scritto in alto all’inizio: “V1/2014-12 – pag.12”, intendevo la “Cei 0-21 variante V1/2014-12 – pag.12”. Ciao

  16. Ciao Stefano.

    Alla fine mi sono orientato a provare la strada di chiedere una deroga ad e-distribuzione per aumentano l’LSP. Poi penso che potremmo provare a dichiarare che lo Storedge in funzionamento normale agisce come un “sistema di controllo dello squilibrio”.
    Attendo comunque chiarimenti anche da Solaredge.
    Poi effettivamente la connessione lato CA è a valle del CE M2 di prodotta monofase e potrebbe essere che lo stesso limiti a 6 kW la potenza.

    Grazie dei vostri consigli.

  17. Ciao Eddy, mi permetto di dirti che e-distribuzione non da quasi mai deroghe nemmeno in prelievo, figurarsi sull’immissione e le disposizioni che hanno sono quelle della Cei 021 e nel tuo caso sono presenti due distinti inverter (quello del Sda e quello ftv); la cui somma da quindi oltre 6 kW e non c’è la certezza dal punto di vista tecnico che non sforino i 6 kW. Mi permetto appunto di scriverlo qui (Stefano mi perdoni), perchè sto approfondendo la questione degli accumuli (Sda). Inoltre non è proprio contemplato e nemmeno permesso che il M2 e neppure il M1 limitino la produzione/immissione, non sono proprio autorizzati a limitare la P.
    Hai valutato la possibilità di installare lo Storedge/Tesla in CC, avresti meno perdite di conversione e non metti il 3500; ovviamente l’inverter ftv deve essere Cei 0-21.
    Ti consiglio infine di verificare la disponibilità delle dichiarazioni conformità dello Storedge, perchè quelle che ho visto non mi convincono.

  18. Buonasera,
    scrivo per avere un consiglio in merito alla seguente situazione.
    Ho un impianto FV da 5,5 kW con inverter 6 kW incentivato in 4° conto energia.
    Vorrei ora potenziare tale impianto aggiungendo 3,0 kW, in SSP. Il potenziamento è possibile purchè la nuova sezione sia dotata di contatore di produzione.
    Il potenziamento avverrà aggiungendo n. 12 moduli da 250W ed un inverter monofase della
    ABB da 3 kW nominali.
    Il problema è il seguente: superando i 6 kW la connessione diventa obbligatoriamente trifase. Ho letto che è sufficiente cambiare il contatore monofase con uno trifase e collegare:
    a) il vecchio impianto sulla fase 1
    b) il nuovo impianto sulla fase 2.
    Rimarrebbe quindi solo una fase “libera”. Secondo voi è fattibile?
    Grazie dei vostri consigli

    1. Puoi anche usare un inverter trifase (Fronius Symo, fanno anche il 3kW trifase).
      Aspetta un attimo a fare il tutto, al momento se superi i 6kW devi installare interfaccia esterna.
      Con la nuova CEI 0-21 il limite va da 6 a 11kW (11,08 per la precisione) ma ancora la parte riguardante tale modifica non è in vigore.
      Risparmi almeno un migliaio di euro 😉 (interfaccia, collaudo interfaccia, contattore esterno, manodopera, etc etc etc)

  19. Ciao Stefano, grazie per la risposta.
    Al di la della convenienza economica (a proposito, da quando entrerà in vigore la modifica sull’interfaccia esterna?) chiedevo se la soluzione di sostituire il contatore monofase con uno trifase e collegare il vecchio impianto da 5,5 kW sulla fase L1, il nuovo da 3 kW sulla fase L2 (lasciando quindi libera la fase L3) e prelevare dalle L2 sia fattibile.
    Considera che attualmente ho un contatore monofase con 3kW in prelievo e 5,5 kW in immissione. Passerei ad un contatore trifase con sempre 3 kW in prelievo e 8,5 in immissione.
    Grazie!

      1. Ciao, ho avuto ancora a che fare con casi analoghi e installare un inverter per fase lasciandone libera una è abbastanza normale, addirittura ho visto anche inverter bifase. Possibilmente comunque è sempre preferibile avere il carico e l’immissione equilibrati sulle 3 fasi.
        Per quanto riguarda il contatore mi hanno detto che non può essere programmato, con la normativa attuale, per limitare in immissione; il Tica (10.15) prevede solo che possano essere addebitati i superi di immissione rispetto al valore di immessa giá pagato. Mi è stato pure riferito, ma non l’ho ancora verificato! che anche se produci e immetti su una fase ma prelevi su un’altra il contatore esegua la somma algebrica senza conteggiare separatamente prelievo su una fase e immissione sulle altre.

  20. Non lo vorrei mettere trifase per una questione di costi, penso che il trifase costi di più.
    Comunque, al di la del costo, secondo te è preferibile il trifase? Se ho ben capito con il trifase avrei la possibilità di immettere su tutte e tre le fasi del contatotore. Resta il fatto che il vecchio impianto monofase andrà allacciato ad una delle tre fasi, verificando prima, come giustamente dici,se sia possibile immettere tutta quella potenza.

  21. Salve, chiedo scusa per la mia ignoranza (non sono del mestiere…) una domanda:

    Mi hanno installato una pompa di calore TRIFASE, (max pot. assorbita = 3kW) collegata ad un impianto fotovoltaico da 5,4 kW con inverter Fronius MONOFASE.
    La cosa ha controindicazioni? sarebbe meglio mettere un inverter TRIFASE?
    Grazie mille.

  22. Gentile Stefano,
    ho installato un impianto trifase da 6 kW costituito da 3 inverter monofase da 2 kW su un’utenza trifase. Ora sono bloccata perchè il regolamento di esercizio di enel mi imposta le soglie di taratura relative all’autotest sull’impianto trifase, mentre l’autotest degli inverter su valori monofase. Ad esempio la 59.S2 prescritta da portale è 460 V mentre per gli inverter 264,5 V.
    non so cosa fare perchè l’enel più volte interpellata mi dice che il valore della tensione da inserire è quello trifase mentre la Power One quello monofase.
    Grazie infinite….sono disperata!

    1. Ciao
      Nella tabella del regolamento di esercizio online metti i valori trifase.
      L’autotest dei 3 inverter sarà con tensioni monofase.
      Anche i piccoli inverter trifase (TRIO ABB ad esempio) fanno il test sulle singole fasi e quindi riferito alla tensione monofase
      Enel fa riferimento giustamente alla tensione di connessione alla rete, mentre a mio avviso potrebbe far riferimento alla tensione di connessione degli inverter per l’autotest.
      L’autotest tra fase e neutro nei sistemi trifase tra l’altro è molto più restrittivo (anche se ipotesi remota in quanto i sistemi trifase della rete bt sono equilibrati, in un sistema trifase non equilibrato potresti avere tensioni concatenate non troppo alte e tensioni stellate molto alte, potresti ad esempio avere una tensione concatenata di 440V che non fa intervenire la protezione e una tensione stellata anche di 280/290V).

  23. Ti ringrazio per la risposta velocissima e per la competenza, ti farò sapere se l’enel mi accetta così!
    Buon lavoro

    1. L’Enel non deve accettare per farti un favore, l’Enel deve sottostare alle norme CEI come tuti noi, e le norme ammettono gli impianti trifase “costruiti” con inverter monofase che, ovviamente, fanno l’autotest tra fase e neutro, come quelli trifase del resto 😉
      Se poi vogliono che tu sul portale scrivi le tensioni tra fase e fase……..accontentali, la sostanza non cambia 😉

  24. salve premetto che sono solo un utilizzatore ma ho questo problema:
    impianto FV 6 kwp con inverter monofase
    allaccio enel 10 kw trifase
    problema riscontrato non ho riscontrato in questo anno e mezzo di installazione benefici dalle bollette
    interpellato il mio fornitore impianto mi dice che è tutto ok
    ma a me non sembra proprio appunto dalle bollette
    ho scambio sul posto…
    cosa posso fare?
    i miei dubbi su una installazione non corretta sono giustificati?
    l’impianto nei suoi primi 12 mesi ha prodotto 7800 kw quindi funziona

    1. Non si possono avere opinioni a distanza su un impianto che non si conosce
      Di sicuro l’impianto funziona se ha prodotto 7800kWh
      per vedere cosa è successo in questo primo anno, basta leggere la produzione su contatore di produzione, e l’immissione e prelievo sul contatore di scambio.
      In questo modo si hanno i dati di:
      – produzione
      – immissione in rete
      – autoconsumo (differenza tra produzione e immissione)
      – prelievi
      Da qua si può cominciare a capire qualcosa.
      Non dico che sia il suo caso, ma molto spesso chi ha un impianto fotovoltaico bada meno ai consumi e spesso tende a consumare più di prima
      Se quest’anno hai speso 1000 € e ha avuto un autoconsumo di 3000kWh, senza il fotovoltaico avrebbe speso 3600 €
      Guarda la produzione e verifica l’immissione sul contatore di scambio

  25. salve premetto che sono solo un utilizzatore:
    impianto FV 8 kwp con 6 inverter, allaccio distribuzione potenza enel di 3 Kw. collegando la trifase del FV alle 3 linee del contatore enel, vado ad aumentare la potenza di distribuzione del contatore?
    Attualmente spesso si supera la potenza di 3 Kw con sospensione dell’energia.
    Spero di essere stato esauriente.
    Grazie!!

    1. La consegna Enel è trifase ?
      Se interviene il limitatore Enel vuol dire che si superano i 3,3kW in prelievo.
      Se avete pensato ad un impianto da 8kW di picco penso che un’utenza in prelievo da 3,3kW sia un pèo’ piccola.
      In ogni caso il fotovoltaico non c’entra nulla, il contatore è programmato per un prelievo di 3,3kW e una immissione di 8kW

  26. devo mettere dei pannelli fotovoltaici mi consigliano un inverter da 5000 e 25 pannelli da 270 wp per un totale di 6750 devo decidere su un solaredge che costa 1000 euro in piu, oppure un sma, ancora su un monofase oppure un trefasi cosa mi potete consigliare, grazie Francesco

    1. Non ho capito se la connessione alla rete è trifase o monofase
      In ogni caso se è trifase, inverter monofase direi di no (CEI 0-21 squilibrio sulle fasi articolo 8.3)
      Quindi inverter trifase (o 3 monofase ma non ne vedo il senso, maggiori spese)
      Con 25 moduli non puoi fare 1 stringa, quindi inverter con almeno 2 MPPT
      Fronius Symo, ABB Trio, SMA Tripower
      Occhio che se gli inverter hanno certificazione vecchia e allacci entro luglio 2017 serve interfaccia esterna, se allacci dopo luglio o anche prima con inverter dotati di nuove certificazioni (per l’ultima versione CEI 0-21) non serve protezione esterna (e in quel caso forse SMA non ha interfaccia interna
      Dipende dalla taglia dell’inverter.
      Ma siamo al limite della progettazione online, chi ti segue dal punto di vista tecnico farà le opportune valutazioni 😉

  27. Buongiorno, mi hanno chiesto la progettazione di un impianto fotovoltaico da 10 kW, con inverter che in uscita AC da 8 kW. Il contatore è monofase, quindi enel mi dice che devo per forza chiedere l’immissione in rete al massimo di 6 kW; ma non mi hanno saputo dire niente se è possibile avere un inverter con potenza nominale in alternata maggiore di 6 kW, non lo sapevano, e a me viene il dubbio che Enel alla fine non lo accetti, secondo Lei è fattibile? Grazie mille!

    Roberto

  28. ciao stefano , ho un fotovoltaico 5 kw, 20 pannelli poly 250 w con inverter abb 5000 , ho spazio per altri 3 pannelli posso aggiungerli usando l’inverter 5000? grazie

  29. Ciao Stefano, è stato realizzato un impianto eolico con tre turbine trifase da 8,4 kW (potenza nominale dell’impianto) con 3 inverter monofase connesse in parallelo alla rete bt. la fornitura elettrica è trifase. Mi puoi dire se le scelte fatte (inverter monofase) sono corrette? ti ringrazio

    1. Un impianto di generazione surete trifase si può fare con inverter monofase ma……..occorre rispettare losquilibrio di potenza di 6kW
      Quindi occorre implementare un sistema di controllo dello squilibrio di potenza, perchè seun generatore si ferma e gli altri due funzionano (o anche uno solo) lo squilibrio di potenza supera i 6kW
      Un modo semplice per farlo,sarebbe quello di usare una SPI (protezione di interfaccia) che implementi tale controllo, con aggiunta di TA sulle 3 fasi.
      La Lovato PMVF51 credo che implementi già tale funzione, sistema di controllo dello squilibrio di potenza conforme a CEI 0-21

  30. Ciao Stefano,
    ho un impianto da kwp.5,94 con inverter monofase e fornitura trifase, enel mi ha bloccata la pratica scrivendomi:Sul regolamento d’esercizio la tensione nominale in c.a. dell’impianto di produzione è errata: la dichiarazione è di potenza in immissione 5,94 trifase, no 230V; La tensione nominale nella tabella dell’inverter è 230V, mentre l’impianto dichiarato è 5,94 kW, trifase.
    secondo te come devo risolvere se ho già un inverter a 230V. monofase igià installato, non posso contestare la richiesta di integrazione in quanto il massimo squilibrio di una fase è di 6 kw? grazie

    1. Ciao Mariano.
      Scusami ma non ho capito bene quale sia il problema
      La domanda di conenssione va fatta con i dati della fornitura e del sistema alimentate trifase, e dell’impianto monofase

  31. Salve a tutti
    mi sono imbattuto su questa chat, dove vedo che c’è competenza in materia di fotovoltaico. Io non posso fare commenti perchè non è il mio campo, Tento di chiedere semmai una consiglio, se ciò è possibile, su un inverter Riello di un fotovoltaioco di 4.5 kw.l’inverter è bloccato e mi appare nel display: errore interno 07. Leggevo quà e la che si tratta di un sensore DC di uscita che è andato. Può essere cosi davvero? e se cosi fosse, si può sostituire?Grazie e chiedo scusa.

    1. Ciao Nicola.
      La maggior parte dei tecnici che scrive qua, sono progettisti o installatori.
      La tua domanda richiede una competenza più da riparatore che altro.
      Credo che nessuno possa risponderti, direi che solo la casa madre può dirti se è riparabile o da sostituire.
      L’unico consiglio che ti posso dare è quello di farlo riparare, perchè la sostituzione di un inverter implica tutta una serie di fastidiose comunicazioni al GSE e all’Enel, un po’ di burocrazia e un po’ troppa carta

    2. Ciao Nicola. Anche io ho lo stesso problema dell’errore 97 su un inverter Aros Sirio. Hai risolto tu? E se si come?
      Grazie.

  32. Grazie Stefano, sei stato molto gentile.
    un’ultima cosa: ma solo il sensore DC si potrebbe sostituire?.Grazie

    1. Ciao Nicola, come ho già scritto, non ne ho idea, sono un progettista di impianti elettrici non un riparatore di inverter, non so nemmeno cos’è un sensore DC.
      In ogni caso, teoricamente tutto è sostituibile, ma come ti dicevo devi chiedere al costruttore o a chi li ripara, magari il componete è integrato in una scheda e non si può cambiare

  33. Buongiorno Stefano,
    complimenti per l’articolo;
    io avrei questo dubbio:
    a casa abbiamo un impianto fotovoltaico da quasi 2,88 KWhp monofase allacciato in scambio ad un comune contatore Enel da 3 KWh, per esigenze vorremmo sostituire il contatore da 3 con uno TRIFASE da 8 KWh.
    Domanda: è fattibile ? è sufficiente fare comunicazione al GSE ? e collegare l’impianto fotovoltaico sotto una fase oppure va collegato sotto tutte e tre?
    Grazie
    Saluti

    1. Se l’impianto è monofase non puoi connetterlo a tre fasi.
      Va connesso in monofase sul contatore trifase.
      Al GSE va sicuramente comunicato il cambio del contatore, con la pratica su portale SIAD
      Per quanto riguarda Enel non se se vogliono farti rifare il regolamento di esercizio, a questa domanda non ti so rispondere.
      Certo è che per l’autoconsumo un connessione trifase con un inverter monofase non è il massimo, occorre perlomeno che il o i carichi prevalenti, quelli che vuoi che vadano in autoconsumo, siano sulla stessa fase dell’inverter.

  34. Buongiorno Stefano,

    sono un privato che non conosce minimanente il settore e la materia. Sono in un momento critico della mia vita: ristrutturazione villetta.
    Vorrei dotarla di riscaldamento a pompa di calore, piani ad induzione rimuovendo completamente il gas. Volendo cercare di raggiungere in qualche anno l’autoconsumo, doterei la casa di un fotovoltaico da 6kw. Ho molta confusione perchè non riesco a capire se è meglio chiedere un impianto trifase o monofase ad Enel (sto richiedendo 10kw) per poi dotarmi di un impianto in futuro che sia fotovoltaico + inverter + batteria di accumulo. Meglio che l’impianto sia trifase o monofase? La trifase/monofase dell’impianto vincola la scelta trifase/monofase dell’inverter? Perchè le soluzioni di accumulo che vedo su internet prevodono sempre un inverter trifase? C’è qualche vincolo?

    Grazie.
    Saluti,
    Roberto

      1. Buongiorno Stefano, si infatti la mia è una richiesta di informazioni da profano.
        Leggendo su internet ho compreso alcune cose ma alla fine non capisco ancora se a parità di potenza conviene un impianto trifase o monofase o se entrambi sono validi ugualmente.
        Dovrei propendere per l’uno o per l’altro?
        Da cosa può dipendere la mia scelta?
        Questo è il mio dilemma.
        Non vorrei scegliere monofase perchè già presente per sapere poi che mi sono precluso una possibilità se avessi scelto un trifase.

        Grazie ancora per il tuo aiuto

      2. In parte avevo già risposto a questo dilemma.
        Se riesci ad ottenere una fornitura da 10 (11) kW monofase risolvi tutti i problemi.
        Pompa di calore monofase, piano cottura monofase, inverter fotovoltaico monofase.
        Però massimo 6kW di fotovoltaico, perchè oltre ti fanno fare una fornitura trifase

  35. Buongiorno Stefano,
    no Enel fornisce monofase fino a 6kw ma potrebbe fornire anche 10kw in monofase, previo sopralluogo.
    La mia domanda era però volta a capire se è opportuno andare su un impianto trifase o monofase a parita di carico. Vorrei capire se l’efficienza dell’impianto, i consumi, i costi sono migliori, peggiori o identici nei due casi.
    Se l’impianto fosse trifase potrei scegliere una pompa di calore trifase ma qualsiasi altro elettrodomestico monofase, come un piano ad induzione, dovrebbe essere collegato ad una delle tre fasi, generando una differenza di consumi sulle fasi e generando corrente reattiva.
    Ogni piano di casa oppure ogni ulteriore elettrodomestico che consuma molto dovrebbe essere collegato ad una delle fasi per proporzionare i consumi di tutte le tre fasi.
    Questo è quanto ho compreso leggendo su internet. Cosa ne pensi? Ho inteso bene?

    1. Sono a conoscenza che il distributore può elevare il limite della potenza monofase a 10kW (CEI 0-21) ma l’avrò visto una volta in 20 anni.
      Le altre domande implicano la conoscenza del suo impianto, delle eventuali opzioni sulle apparecchiature etc, è impossibile rispondere.
      Ritengo che se le danno 10kW (11 disponibili) in monofase non dovrebbe avere problemi e dovrebbe averne a sufficienza.
      Se invece le danno la fornitura trifase dovrà prevedere le apparecchiature trifase (inverter per fotovoltaico e pompa di calore) e suddividere le altre utenze monofase sulle 3 fasi.
      Non ho capito perchè lo squilibrio si potenza su una fase le dovrebbe creare “corrente reattiva”.
      In ogni caso tutti gli impianti elettrici hanno obbligo di progetto (tutti, indipendentemente dalle dimensioni”) e nel suo caso (potenza maggiore di 6kW) il progetto deve essere redatto da un professionista iscritto all’albo.
      Non crede che sia meglio discuterne con chi le seguirà il progetto ?

  36. attualmente ho contratto da 3 kw con enel servizio elettrico, ho anche impianto fotovoltaico da 3 kw. dovrei installare una pompa di calore, aria acqua, mi hanno detto che sarebbe “conveniente” chiedere sicuramente aumento della potenza contatore, ma di chiederla trifase. non so se l’inverter che ho, è monofase o trifase, cosa sarebbe possbile fare? grazie

  37. Ciao Stefano avrei una domanda da farti. Ho un impianto fotovoltaico trifase da 10 kw con contatore trifase Enel con potenza max di 11 kw in prelievo. Ho notato che l’impianto fotovoltaico ripartisce la produzione in maniera uguale sulle tre fasi. Ma qui nasce un problema. esempio, l’impianto produce 3 kw e ripartisce quindi 1 kw su ogni fase in quel momento la fase 1 ha bisogno di 2kw, la fase 2 0.5 kw e la fase 3 0kw. Sommando le tre fasi c’è bisogno di 2,5 kw e l’impianto ne sta producendo 3, quindi più che sufficienti. Beh succede che nella fase 1 1kw viene dato dal pannello e 1kw viene preso dall enel quindi a pagamento, mentre gli altri 1,5 kw che il pannello sta producendo e non usate dalle altre 2 fasi vengono mandati a Enel come scambio sul posto. Mi sembra un po’ strano. Potresti dirmi cosa c’è che non va? Preciso che posso prelevare da Enel tutti e 10 kw su una fase se le altra 2 sono a 0..Perche non posso fare lo stesso con l energia solare? Grazie

    1. Non c’è niente che non va.
      Finchè si parla di energia ceduta e prelevata dalla rete, non ci sono problemi, il contatore somma l’energia delle tre fasi sia per addebitare i costi sia per calcolare l’energia immessa in rete.
      Per quanto riguarda l’autoconsumo se hai una utenza su una fase che richiede 3kW è l’inverter trifase produce 3kW, avrai su quella fase 1kW disponibile come hai scritto tu.
      Lo stesso problema lo puoi avere con un impianto sempre con contatore trifase, se ad esempio hai una pompa di calore monofase da 6kW su una fase e sulla stessa fase hai un inverter monofase da 6kW, va tutto in autoconsumo finchè la pompa di calore funziona, ma se la spegni e in quella fase non hai utenze non riesci a fare autoconsumo.
      La scelta del tipo di impianto fotovoltaico in relazione alle utenze installate è di rilevante importanza.
      In ogni caso spesso la differenza tra il costo del kWh e il contributo in conto scambio non è così grande da compromettere tutto.
      Di certo l’impianto va pensato per massimizzare l’autoconsumo.
      Io sono più propenso a forniture BT monofase da 6kW con FV monofase, la maggior parte delle volte sono sufficienti per le normali abitazioni di nuova generazione, con cappotti isolanti, pompa di calore, stufe a pellets, pannelli solari, etc
      Ovvio che le utenze vanno gestite, quando va la pompa di calore e usi il piano cottura a induzione non puoi fare pure la lavastoviglie.
      Oppure quando devi usare altre utenze elettriche spegni la pompa di calore, con le attuali tecnologie degli isolamenti credo che non perderesti nemmeno un grado con il riscaldamento spento per un’ora.
      Vedo che il 90% delle nuove realizzazioni (ovviamente di abitazioni di dimensioni normali (non 400mq) hanno forniture monofase da 6kW

    2. Ciao Demetrio, volevo chiederti se hai verificato le letture (kWh) di immissione e prelievo sul contatore nella situazione che citi; mi risulta che, con fornitura trifase, se nello stesso istante l’inverter immette in rete su una fase e i carichi domestici prelevano su un’altra fase, il contatore esegua una somma algebrica senza conteggiare separatamente prelievo e immissione.
      Nel tuo caso sopra, con produzione di 3 kW e assorbimento di 2,5 kW su fasi diverse, il contatore dovrebbe registrare comunque un’immissione relativa a 0,5 kW non in termini di potenza istantanea, cioè come energia (0,5 kWh in un’ora).
      Per tale motivo infatti in Germania, se c’è un impianto fotovoltaico monofase su una fornitura trifase e viene installato un sistema di accumulo monofase, il comitato FNN (dovrebbe essere il loro CEI…) impone di collegare l’accumulo sulla stessa fase del fotovoltaico (come è comunque logico) per evitare pesanti squilibri alla rete senza che il contatore riesca a rilevare i flussi anomali di immissione su una fase e carica batteria dalla rete.

  38. Ho un impianto fotovoltaico da 6 kilowatt contatore con fornitura 5 kilowatt in questo periodo circa un mese ho problemi tra le 12:30 e le 16 lì inverter Aurora Power One va in protezione e mi trascrive errore è 032 ho fatto fare i controlli Enel a Monte del contatore e sono con la tensione giusta mi è stato prospettato di dover togliere almeno un pannello per evitare lo scompenso fra fornitura e maggiore produzione di corrente può essere questo il motivo?

    1. L’errore 032 dovrebbe essere un errore interno (errata misura della corrente).
      Ora non so se si tratta di una errore di misura o magari una corrente troppo elevata in ingresso causata da un errato collegamento delle stringhe.
      Ma se hai un Power-One si tratta di un impianto vecchio, quindi se te lo fa da poco è più probabile che si tratti di un guasto dell’inverter, se fosse un errato collegamento lo avrebbe fatto subito.
      Per quanto riguarda il consiglio sul pannello in meno, non capisco che fondamento possa avere e cosa c’entri con il tuo problema, oltretutto se l’impianto è sempre andato bene non vedo perchè adesso dovrebbero esserci problemi di potenza visto che addirittura sarà più bassa di quando l’inverter è stato connesso.
      Oltretutto non vi è nessun nesso tra la potenza in prelievo e quella immessa, puoi avere 5kW in prelievo a 100 in immissione.
      Chi ti ha dato questo consiglio ha le idee un po’ confuse.
      Meglio che chiami assistenza (che ora è ABB) e che senti da loro.

  39. Ciao Stefano,
    io ho un fotovoltaico a casa da 6 kw , e noto che spesso con i pannelli non si raggiunge tale propduzione se non nelle ore di punta. Stavo pensando di aggiungere più pannelli fino a circa 10 kw di produzione, poi in fondo è l’inverter che limita a 6 kw giusto? il resto è energia che cedo al GSE , ma io in questi modo ho sempre la produzione massima e posso anche mettere un accumulatore per la notte. Adesso non so se tecnicamente la cosa sia fattibile? oltre al fatto che io l’impianto l’ho fatto nel 2012 con uno degli ultimi conti energia.
    Io non sono un tecnico , e ti ringrazio anticipatamente per la risposta

    1. Puoi aggiungere tutta la potenza che vuoi, ma non nel modo che hai scritto.
      1) non puoi aggiungere moduli ad un impianto incentivato
      2) se anche aggiungi moduli l’inverter da 6kW rimane da 6kW e non puoi superare i valori nominali in ingresso (potenza e tensione di stringa)
      3) per aumentare la potenza devi aggiungere moduli e un inverter dedicato, con nuovo contatore di produzione
      4) ampliando l’impianto superi i 6kW e quindi devi passare in trifase, con tutti i problemi del caso

  40. ciao Stefano sempre un piacere confrontarsi…
    non so se il topic è giusto ma ho un dubbio
    Devo realizzare un impianto fotovoltaico da 19kW + 20 di accumulo su nuova fornitura trifase da 6 kW (ammesso che la diano e che è una caxxta, forzatura dell’elettricista per non fare progetto)
    la casa è in ristrutturazione e mi sorge il dubbio visto la potenza del fotovoltaico e accumulo che sia obbligo di progetto anche la casa…. cosa ne pensate?
    ps ( casa sotto i 400m )
    non trovo riferimenti normativi che sostengano la mia ipotesi.
    grazie

    1. Ciao Alberto
      Da quanto leggo su Tuttonormel, se l’impianto fotovoltaico ha potenza inferiore a 20kW e la fornitura in prelievo è 6kW c’è obbligo di progetto da parte di un professionista per il solo fotovoltaico (TNE pagina 10 del numero dicembre 2017).
      Però a questo punto mi sorgono spontanee un paio di domande.
      1) si parla di potenza nominale <20kW per l'applicazione del DM 37/08, quindi se l'accumulo è lato AC con potenza nominale 39kW come ci comportiamo ? Fa fede la potenza del solo fotovoltaico o anche del sistema di accumulo ? Per il distributore e per le norme, la potenza con accumulo lato AC è la potenza del generatore (minore tra moduli e inverter) + quella dell'accumulo.
      2) sfugge sempre una cosa importante del DM 37/08. Il progetto è SEMPRE obbligatorio, indipendentemente dai limiti di potenza e di dimensioni del fabbricato. Nei casi indicati dall'articolo 5, il progetto è redatto da un professionista.
      Negli altri casi può firmarlo il responsabile tecnico di azienda, e lo stesso deve essere almeno composto da "............. Nei casi in cui il progetto è redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice l'elaborato tecnico è costituito almeno dallo schema dell'impianto da realizzare, inteso
      come descrizione funzionale ed effettiva dell'opera da eseguire eventualmente integrato
      con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso
      d'opera..........".
      E per quanto mi riguarda se si parla di "schema dell'impianto da realizzare, inteso
      come descrizione funzionale ed effettiva dell'opera da eseguire" lo stesso deve essere costituito da uno schema elettrico e da una planimetria con posizionamento delle apparecchiature.
      Quindi quando l'installatore dice che con 6kW il progetto non serve, dice una cosa inesatta.
      Il progetto serve sempre, più piccolo e modesto, ma serve sempre.
      Nessuno però lo fa....................

        1. per il fotovoltaico sono allineato anche io (ci vuole il progetto).
          ho letto l’articolo a cui fai riferimento…ma la mia domanda era riferita al fatto che ci volesse anche per l’abitazione.

  41. Buongiorno,
    vorrei sapere se è fattibile un impianto fotovoltaico diciamo da 7 kwp (esempio) collegato ad un accumulo lato AC (es batteria Tesla), e ad un inverter ad esempio da 6 Kw che quindi limiti l’immissione in rete delle eccedenze non consumate a questo valore massimo?
    Con questa situazione teorica, posso realizzare un impianto domestico monofase con contratto enel da 4.5 Kw, ma che accedendo anche alla batteria possa ad esempio distribuire oltre ai 4.5 kw del gestore, anche i 5 kw provenienti dalla batteria, e quindi assorbire in questo frangente 9.5 kw ?
    Ripeto è una situazione teorica. Non voglio passare in trifase, ma mi potrebbe servire un fv di poco superiore ai 6 Kw, e sarebbe l’inverter a garantire il taglio a 6 kw dell’eventuale energia immessa in rete. Non so se mi sono spiegato bene, non sono un tecnico.

    1. Può fare un impianto con inverter fotovoltaico da 6kW, e inverter per batterie da 6kW con immissione zero.
      La domanda di connessione sarà per una potenza nominale di 12kW e immissione a 6kW
      Rimane monofase ma ai fini normativi e ai fini degli oneri per la connessione la potenza da considerare è quella nominale, quindi nel caso che ho fatto dovrebbe ad esempio installare interfaccia esterna in quanto potenza nominale superiore a 11,08kW.
      L’immissione zero dell’inverter di accumulo deve essere certificata dal costruttore.
      Onde evitare rischi, e visto che una domanda di connessione per tali potenza costa poco (122,00 euro sopra i 10kW) io prima di comprare materiali e iniziare, farei domanda di connessione al distributore per verificare nel preventivo che rimanga tutto monofase con immissione 6kW (sto parlando del mio esempio)

  42. Buongiorno, ho un vecchio impianto da 6,0 Kw e in ottica di ecobonus vorrei sostituire il vecchio con un nuovo impianto da 10 Kw più accumulo. Ho già chiesto la possibilità di arrivare a 10 Kw in monofase e informalmente mi hanno detto di si. Ovviamente attendo la risposta ufficiale prima di mettermi in moto. Dovrei sostituire la caldaia con PDC e portare il contatore in entrata a 4,5 kw. Domanda: posso mettere un inverte da 10 Kw monofase (ovviamente dando per scontato che mi svenga concesso di poter arrivare a 10 Kw)? Che tipo di accumulo mi converebbe mettere per non superare gli 11 kw tra prelievo e potenza della batteria? Grazie

    1. Se il distributore le concedi 10 kilowatt monofase può mettere tranquillamente un inverter monofase. Anche se ultimamente non so se ce ne siano molti in circolazione, visto appunto il limite dei 6 kilowatt monofase che difficilmente viene derogato.

      In ogni caso può fare la domanda di connessione e in risposta il preventivo del distributore le dirà se può farlo o no.

      Può utilizzare inverter ibrido e a questo punto non le cambia la potenza in corrente alternata e quindi quella in immissione, e può aggiungere tutto l’accumulo che vuole nei limiti concessi dall’ inverter.

  43. Buon giorno e complimenti. Io ho PV 5,7KWp. Voglio aggiungere 1KWp con accumulo lato post produzione quindi con proprio inverter. Che modelli di inverter riescono a bloccare l’immissione dell’accumulo? Per il limite di potenza in immissione guardano i KWp o la potenza effettiva? Ad esempio con i miei 5,7KWp non arrivo mai a superare i 4,6kW. Se guardano i kWp cosa devo comunicare e a chi? GSE c’entra qualcosa? grazie!

    1. Penso che quasi tutti gli inverter per accumulo lato AC possano bloccare l’immissione in rete.
      Ma onestamente non so se riescano a gestire la cosa se vengono installati insieme ad altri inverter.
      A parte questo per fare aumento di potenza dell’impianto di produzione (l’accumulo è trattato come un generatore) si deve fare domanda di connessione al distributore, creando una nuova sezione per non dover modificare l’esistente che in quel caso dovrebbe essere resa conforme alle norme vigenti. Quindi nuova sezione con nuovo contatore di produzione.
      La comunicazione al GSE va fatta se si tratta di impianto incentivato, se è impianto solo in scambiuo sul posto va fatta la rettifica della potenza nominale.
      Ma è sicuro di voler fare tutto questo, inclusi i costi per la realizzazione e modifica impianto esistente per 1kW ?
      Non so nemmeno se esistono inverter per accumulo AC da 1kW

  44. buon pomeriggio
    sto facendo preventivare a varie aziende il fotovoltaico che vorrei installare in residenza privata uso domestico.
    Ho un contatore trifase 220 10kw enel che utilizzo x casa pozzo pompa rilancio usando solo due fasi quindi in monofase.
    Da profano chiedo se l inverter che mi dovranno montare deve essere mono fase o un trifase ?

    1. E’ impossibile rispondere a questa domanda senza conoscere l’architettura del suo impianto.
      L’unica cosa che posso dire è che fino a 6kW può fare impianto FV monofase, oltre deve passare a impianto FV trifase.
      Per il resto non le sono sufficienti 6kW monofase ?
      In quel caso può passare a fornitura monofase e fare il classico impianto sa 6kW (6kW di inverter e come potenza di picco può fare anche di più).

  45. buongiorno, ho impianto fotovoltaico da 6kw con inverter monofase, ho chiesto contatore di casa trifase da 6 kw e vorrei aggiungere altri pannelli per 6 kw e altro inverter monofase con accumulo da 20 kw.alla fine avrei 2 inverter solaredge e un accumulo sempre solaredge da 20 kw(10+10).Le batterie saranno collegate ad una sola fase c’è modo che, tramite un qualche dispositivo che controlli produzione e assorbimenti, compensino i consumi anche sulle altre 2 fasi?

    1. No, l’autoconsumo può fisicamente avvenire solo su quella fase, le 3 fasi sono separate.
      La misura dell’energia invece non ha alcun problema e viene sempre misurata su tutte le fasi.
      Io non sarei mai passato ad una fornitura trifase per usare solo 2 inverter monofase, quindi con autoconsumo solo su 2 fasi e accumulo addirittura su una sola fase.
      Se proprio voleva aumentare l’impianto, poteva sostituire l’inverter esistente con un ibrido trifase da 6-8kW

  46. Sto realizzando un impianto da 6.24 Kw picco, un inverter Fronius da 6Kw. Ai fini della connessione alla rete, con riferimento alla CEI 0-21, si considera la potenza di picco o quella dell’inverter?

    1. La potenza nominale e quindi quella in immissione ai fini della connessione è 6kW.
      Nel caso si intenda procedere con iter di connessione semplificato la potenza cui fa riferimento e-distribuzione negli ultimi mesi è quella di picco quindi in questo caso 6,24kW (che deve essere inferiore a quella disponibile in prelievo, sempre ai fini dell’applicazione dell’iter semplificato).

  47. Grazie per la risposta velocissima. Però vorrei capire meglio: La potenza di picco è quella alle stringhe, la potenza che esce dall’inverter non è mai pari a quella teorica dei pannelli perchè il rendimento del sistema non è pari a 1 (Ovviamente). Ipotizzando un rendimento complessivo dell’impianto del 90% (Che se non sbaglio mi sembra ottimo) ciò che l’inverter può erogare nelle condizioni migliori è pari al 90% di 6.24, ossia, 5.61 Kw. Allora io mi chiedo, come mai non si considera la potenza nominale dell’inverter, nel mio caso 6KW? Grazie ancora.

    1. Perché non si possono considerare potenze varie in base a valutazioni su rendimenti o altro. Bisogna unificare e fare in modo che la potenza nominale sia valutata nello stesso modo per tutti, la nominale è la minore tra quella dei moduli e quella dell’inverter. Infatti si chiama appunto “nominale”.
      Poi il perché si sia deciso di usare la potenza di picco (anche se la nominale è inferiore) per valutare la possibilità di usare l’iter semplificato (che non ha senso) lo deve chiedere ad Arera.
      P.S.: in ogni caso la sua valutazione non è corretta perché la potenza dei moduli può superare tranquillamente quella di picco e quindi con 6,24 kW di moduli può arrivare in uscita inverter a 6kW nei periodi con irraggiamento più alto in caso di abbassamento di temperatura delle celle ad esempio dopo i temporali in giornate calde

  48. Grazie. Si è vero, quello che dice relativamente alle potenze è corretto, ma sono eccezioni che riguardano condizioni ideali. Grazie comunque

    1. Ci sono aggiornamenti. L’autorità per l’energia ha pubblicato un chiarimento dove indica chiaramente, ai fini della possibilità di fare l’iter semplificato, che fa fede la potenza nominale dell’inverter nel caso la potenza del generatore sia superiore. Ne ho parlato nell’ultimo articolo che ho pubblicato.

  49. Buongiorno, vorrei realizzare un impianto da 3kw monofase avendo un contatore da 6kw trifase, è possibile fare l’iter semplificato? Dove trovo questo passaggio sulla norma CEI-021? grazie

    1. La norma CEI 0-21 non ha alcuna informazione sull’iter semplificato o meno in quanto non contiene informazioni sulla burocrazia legata alla connessione (è una norma tecnica).
      Il passaggio non lo trova da nessuna parte, in quanto le delibere varie parlano solo di potenza in immissione inferiore o uguale a quella già disponibile in prelievo, non si parla di trifase o monofase.
      Quindi lo può fare. Piuttosto visto che con la sua soluzione potrebbe auto consumare solo sulla fase dove è connesso l’impianto, perché non fare l’impianto fotovoltaico trifase (inverter Fronius Symo 3.0 trifase da 3kW).

      1. Buongiorno, e’ vero che si puo autoconsumare sollo sulla fase nella quale e’ collegato l’inverter ? Il contatore trifase “Enel” non fa la sommatoria potenze entranti e uscenti ? Grazie e buona giornata

        1. Da quello che so il contatore fa la sommatoria delle potenze entranti e uscenti.
          Ad esempio se su una fase consumo 4kW e sulle altre due ci sono 2 + 2 kW in uscita, il contatore dovrebbe fare la sommatoria e quindi potenza zero.

          1. Non capisco allora il commento sopra „con la sua soluzione potrebbe auto consumare solo sulla fase dove è connesso l’impianto..“ . Cordiali saluti

  50. Buongiorno,
    Ho un impianto fv esistente da 2,88kWp, inverter da 2,5kW, che non va modificato per non perdere l’incentivo in 4° conto energia. Il contatore di casa è monofase da 3kW.
    Ora vorrei aggiungere ulteriori moduli con batteria di accumulo. Ad esempio potenza moduli 4,0kWp, batteria da 7,5 kWh, inverter max 3,5kW nominale per non superare i 6kW di potenza immessa e rimanere in monofase. Vado tranquillo o mi sto perdendo qualcosa ? Grazie

    1. Può tranquillamente aggiungere il suo impianto con accumulo.
      Ovviamente come ha scritto non si tocca l’esistente, e si fa una nuova sezione, con proprio inverter, moduli e misuratore dell’energia prodotta

  51. buon giorno a tutti. vorrei un parere su un parco fotovoltaico composto da due stringhe così costitute: stringa 1 … n° 8 moduli
    stringa 2….n° 7 moduli
    i moduli hanno una potenza di picco di 410 V e tensione Vo= 37V
    sono collegati ad un inverter trifase da 6 kW
    domanda : il tutto comporta problemi di squilibrio sulle tre fasi ?
    grazie.

    1. Lo squilibrio di Potenza è riferito al lato AC. Un inverter da 6 kW non può mai avere uno squilibrio di Potenza difforme dalle prescrizioni normative, ovvero superiore a 6 kW sulla singola fase.

  52. Buongiorno,
    fornitura 10 kW/400 V
    pompa di calore monofase
    impianto FV 6 kWp monofase su stessa fase della pompa di calore
    accumulo con meter trifase
    regime Ritiro Dedicato
    ho sbagliato qualcosa?
    Grazie

  53. Ho aggiunto ad un impianto FV monofase da 5,5 Kw in quarto conto energia un nuovo impianto da 6Kw trifase con accumulo da 20KW. I due impianti sono in esercizio ma nelle ore centrali del periodo estivo va tutto in blocco (grid overvoltage) con il risultato che le batterie non si caricano e non forniscono energia e quindi l’intero consumo viene prelevato dalla rete. Il tecnico mi dice che si superano i 253 V max ammessi e che o devo limitare la potenza immessa in rete oppure devo aumentare il carico per fare scendere la tensione. Ovviamente l’unica soluzione sarebbe quelle di limitare l’immissione in rete, cosa che non mi disturberebbe più di tanto. Ho provato a staccare una delle due stringhe del nuvo impianto trifase ma è andato lo stesso in blocco, domani provo a staccare il primo impianto monofase ma volevo capire (non so un tecnico) se esiste qualche soluzione, qualche automatismo che possa prevenire il blocco totale del sistema.

    1. E’ un problema ormai noto, sempre più frequente, e con l’aumentare degli impianti sarà (forse) sempre peggio.
      Non ci sono soluzioni, il distributore può consegnare l’energia con una tensione con tolleranza sino al 10% rispetto alla nominale, quindi se ai capi dei morsetti del contatore ci sono 251V per assurdo il distgributore è OK, ma è evidente che nei pressi dell’inverter la tensione supererà i 253V.
      Alcuni ovviano inserendo un trasformatore tra inverter e rete che abbassa la tensione, ma la ritengo una soluzione completamente fuori norma, l’interfaccia dell’inverter deve leggere la tensione di rete, non una tensione modificata. Se l’impianto ha interfaccia esterna, si può ovviare facendo leggere la tensione nei pressi del contatore, la norma non dice dove la SPI deve leggere la tensione, quindi in caso di SPI esterna posso mettere il sezionatore delle voltmetriche vicino al contatore e portare i4 fili alla SPI, in questo modo leggo la tensione nel punto di connessione che è di sicuro più bassa. Questa soluzione non è in discordanza con le norme.
      Per quanto riguarda la limitazione della potenza come soluzione, la soluzione di staccare delle stringhe non è quella ottimale, meglio lavorare sulle opzioni dell’inverter ed intervenire tramite il software dell’inverter stesso limitando la potenza massima generata, abbassandola finché non si limita il problema.
      E’ anche vero che se la cosa è saltuaria io accetterei qualche disconnessione. C’è da tenere presente che questo è il periodo peggiore, non ci sono ancora i climatizzatori accesi e le giornate fresche con irraggiamento alto fanno produrre agli impianti il picco massimo. Quando si accenderanno i climatizzatori e ci sarà una buona quota di autoconsumo, con il contemporaneo abbassamento della produzione degli impianti che avranno i moduli roventi, l’immissione in rete calerà parecchio e secondo me il problema sarà meno invasivo.

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