Gli impianti connessi in MT di potenza superiore a 100kW potranno essere disconnessi

Da Terna un bel regalo per gli impianti non programmabili (eolico e fotovoltaico) connessi in MT di potenza superiore a 100kW in cessione totale.

E’ arrivato un altro allegato al codice di rete, l’Allegato A72, ovvero il documento con il quale Terna ( proprietaria e gestore della Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica ad Alta tensione) avvia l’era della gestione forzata degli impianti a fonti rinnovabili non programmabili, ovvero potrà dire a un produttore “stop”, la prossima settimana non produci più.

Perchè si è arrivati a questo ? Perchè ci sono dei problemi nella rete. Come ci comunica Terna una consistente produzione rinnovabile non programmabile crea delle situazioni temporanee di criticità nell’esercizio del sistema elettrico primario per effetto della riduzione della capacità di regolazione e dell’inerzia produttiva del sistema elettrico nazionale che risulta così esposto a maggiore vulnerabilità.

Il recente sviluppo di generazione da fonti rinnovabili non programmabili ha acuito il problema fisico citato ed ha introdotto nuovi problemi di controllo in quanto essa risulta dispersa in migliaia di generatori connessi a reti di distribuzione. Ne consegue la necessità di poter limitare la GD, in particolari condizioni di funzionamento caratterizzate ad esempio da elevato irraggiamento solare e da periodi temporali con consumi ridotti, per consentire una più idonea composizione del parco di generazione. Allo scopo si rende necessario adottare particolari procedure che tengano conto della natura dispersa della generazione e del ruolo dei Distributori.

Insomma le solite storie che sentiamo da mesi. Gli impianti saranno suddivisi in 5 gruppi (chiamati G1-G2-G3-G4-G5) e in livelli di rischio (L1-L2-L3-L4-L5), dopo di che con opportune tabelle Terna indica come e quando gli impianti dovranno essere disconnessi in base al rischio di collasso della rete elettric anazionale. Potranno essere disconnessi in automatico quando disponibili i comandi remoti, o tramite intervento del produttore in caso di impianti non gestibili da remoto.

Le quantità di GD da ridurre sono stabilite da Terna in base alla criticità da fronteggiare. Vista l’entità e la diffusione degli impianti non presidiati del tipo non telegestibili, per questi gli orari di riduzione saranno giornalieri, di durata corrispondente al periodo di irraggiamento solare. Per gli impianti tele controllati saranno possibili fasce orarie con intervallo di tempo prestabilito durante la giornata obiettivo.

Ancora una volta tutto questo a noi pare delirante, sia per il danno ai produttori, sia perchè il produttori subiscono passivamente, sia perchè immaginiamo la reattività di un sistema che si basa sulle comunicazioni ai produttori che devono disattivare gli impianti. Quest’estate se avete un impianto in cessione di potenza superiore a 100kW non andate in vacanza, rimanete a casa ad attendere la telefonata del gestore di rete che vi comunica di staccare la spina. E se avete voglia leggete le modalità di gestione da parte di Terna, delle imprese distributrici e dei gestori di rete, per capire quante persone saranno impegnate per la gestione di questa “emergenza”. Procedure ad alto livello tecnologico (mail e telefonate ?). Siamo alla frutta.

Per la storia segnaliamo che l’Allegato A72 e le sue procedure prendono il nome di RIGEDI (Riduzione della Generazione Distribuita in condizioni di emergenza del Sistema Elettrico Nazionale). La delibera 344/2012/R/eel  ha di fatto avviato il procedimento accettando l’Allegato A72. Rimaniamo in attesa del prossimo Allegato al codice di rete, chissà quali sorprese ci riserverà.

Clicca qua per scaricare l’Allegato A72 al codice di rete

7 Commenti

  1. Alessio Bosi 7 agosto 2012 at 11:53 - Reply

    ciao Stefano,
    ecco l’ufficialità di quello che si diceva qualche settimana fa, ricordi?
    già me li immagino, quelli di Terna, con la griglia tipo battaglia navale….”oggi chi stacchiamo??? vediamo…. G3-L3! staccato!”
    perdona la battuta ma sto sdrammatizzando una situazione altamente drammatica per il settore….tra un po’ temo che saremo tutti a casa. 🙁

    • Stefano Caproni 7 agosto 2012 at 11:56 - Reply

      Guarda, giuro che quando ho letto ho pensato alla stessa cosa, G3-L3……battaglia navale……..sei nel settore, quindi hai perfettamente idea di cosa significhi staccare un impianto fotovoltaico da 1MW in termini di danno economico circa 2.000 euro al giorno, ovvero 14.000 euro alla settimana………non ho parole…….

  2. Alessio Bosi 7 agosto 2012 at 12:06 - Reply

    Un’idea brillante, in periodo di forte crisi….penso a quegli imprenditori che hanno avuto “l’ardire” di installare un impianto fv superiore a 100 KWp sul tetto della propria azienda per contenere le spese energetiche e che ora, magari, staranno pensando “ma chi me l’ha fatto fare?”

    • Stefano Caproni 7 agosto 2012 at 12:12 - Reply

      Beg Alessio da questo punto di vista ci hanno pensato, il provvedimento riguarda SOLO gli impianti in cessione totale, almeno quello…… 😉
      Le aziende in autoconsumo sono salve 😉

  3. Alessio Bosi 7 agosto 2012 at 12:39 - Reply

    Ah, ok, allora non avevo letto bene….grazie Stefano.

  4. Oviera 18 settembre 2012 at 17:06 - Reply

    Sembra che si voglia limitare questo settore invece di considerarlo una grossa possibilità per il paese

    • Stefano Caproni 18 settembre 2012 at 17:07 - Reply

      Più che limitarlo lo vogliono proprio fermare mi sa 😉

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