Il fotovoltaico ha un futuro anche dopo il Quinto Conto Energia, dall’incentivo al risparmio

Ormai la parola incentivo è incisa nella mente delle persone che si occupano di fotovoltaico o che si avvicinano al mondo del fotovoltaico perchè vogliono fare un impianto. Il meccanismo degli incentivi è nato per portare il fotovoltaico alla grid parity ovvero il punto in cui l’energia elettrica prodotta con metodi alternativi (energie rinnovabili) ha lo stesso prezzo dell’energia tradizionale (rete elettrica). Ci stiamo arrivando, con qualche anno di anticipo visto il boom delle rinnovabili ed in particolere del fotovoltaiuco nel biennio 2010-2011.

Visto che ormai è convinzione comune che gli incentivi del Quinto Conto avranno vita breve (leggi qua perchè), occorre pensare ad un nuovo modo di vedere il fotovoltaico Italiano. Dobbiamo abbandonare la parola Incentivi, e cominciare ad usare la parola risparmio. Il futuro del fotovoltaico dipende dall’approccio che avremo nei suoi confronti, dal modo in cui riusciremo a cambiare la nostra visione di energia rinnovabile, dal modo che avremo di utilizzarla e di “pensarla”.

Possiamo ragionare sulle famiglie, analizzando il loro modo di utilizzare l’energia, proponendo pacchetti su misura (fotovoltaico, domotica, solare termico, sistemi di accumulo dell’energia) che permettano un risparmio energetico a 360 gradi, ma anche al solo impianto fotovoltaico in scambio sul posto che permetta di compensare le spese della bolletta e di vendere l’energia in eccesso. Si arriverà anche a sistemi di accumulo molto performanti che permetteranno di riutilizzare nelle ore serali una parte dell’energia accumulata durante il giorno massimizzando il risparmio derivante dal mancato acquisto dell’energia.

Il discorso suddetto vale anche per le aziende con elevati consumi di energia elettrica. Le aziende riescono ad avere autoconsumi che possono arrivare anche al 70%, e un impianto fotovoltaico ben dimensionato permetterebbe di abbattere i costi per l’acquisto di energia elettrica del 70%, oltre a poter creare un reddito per la quota di energia venduta. In entrambi i casi poi, va considerato l’ulteriore beneficio della possibilità di eventuali benefici fiscali (detrazioni, Tremonti Ambientale), cosa che invece l’accesso agli incentivi impediva.

Non ultima la frontiera delle piccole centrali fotovoltaiche in cessione totale. Su queste ultime dobbiamo attendere che il costo degli impianti cali di un 15-25%. Abbiamo fatto un paio di simulazioni, considerando tasse e oneri di allacciamento, un impianto da 100kW in cessione totale, rientra dell’investimento dopo circa 10 anni con un costo di 1.300 euro, o in circa 8-9 anni con un costo di 1.200 euro (non chiedeteci di dimostrarlo, perchè poi ogni volta ognuno dice la sua, fate le vostre simulazioni con quei costi, 1.200-1.300 €/kW di picco). E non siamo molto lontani da queste cifre, alle quali si arriverà sia per un lieve calo dei prodotti, si aperchè senza il Conto Energia diminuirà tantissimo la burocrazia, si potranno fare impianti ottimizzati per varie soluzioni senza dover sottostare alle cervellotiche regole del GSE e si potrà finalmente gestire il proprio impianto senza dover per forza passare le giornate su portali web, raccomandate, mail certificate.

Non fatevi ingannare dalla parola incentivi, finito il Conto Energia cominceremo a parlare di risparmio e forse ci libereremo di tutta questa pressione che non sta certo aiutando il settore.

Author: Stefano Caproni

Perito Elettrotecnico, mi occupo di progettazione di impianti elettrici, energie rinnovabili, consulenza e progettazione di impianti fotovoltaici. Profilo linkedIn

30 commenti a “Il fotovoltaico ha un futuro anche dopo il Quinto Conto Energia, dall’incentivo al risparmio

  1. Mi sembra un ottimo punto di vista. Sono un agente e ho cominciato da meno di un mese. Appena saputo del quinto conto energia ho pensato: sono arrivato a festa finita 🙁

    Spero che le aziende si mettano in moto al più presto. Faccio porta a porta tutti i giorni e garantisco che una persona su tre lo farebbe volentieri un’impianto.

    1. Non credo tu sia arrivato a festa finita, sei arrivato in un momento in cui occorre una visione diversa, occorre essere preparati, e occorre andare a casa della gente sonza l’idea di fare business, senza vendere un incentivo, ma un’idea che permette di far risparmiare la famiglia, come ho più volte detto, dovremo dimenticarci la parola “incentivo”, facile per noi addetti ai lavori, un po meno sarà farlo capire alla agente, che per molto tempo continuerà a pensare che finiti gli incentivi è finita la festa, sta in noi far crescere il fotovoltaico del “dopo Conto Energia”.

  2. Sono d’accordo. Hai parlato di “sistemi di accumulo di energia” nel tuo articolo. Esistono già?
    Un po’ come la batteria della macchina?

    Me l’ha chiesto un cliente un paio di giorni fa.

    1. Ciao, sto cercando informazioni, so che Panasonic sta studiando qualcosa e preparando una fabbrica che dovrebbe costruire sistemi di accumulo per il fotovoltaico. Più o meno come la batteria della macchina, ragionamento corretto, quando l’impianto produce uso l’energia e carico il sistema, quando l’impianto non produce, prima di usare quella della rete, utilizzo quella che ho immagazzinato.

  3. Se siete interessati ai sistemi di accumulo di energia vi segnalo la tecnosun srl che produce un kit fotovoltaico con batterie di accumulo.
    La JMS Italia lo commercializza. provate a vedere nel sito e ditemi che ne pensate.
    Al momento comunque questo sistema è abbastanza costoso perchè sono in poche le aziende che possiedono un sistema come questo ma dal mio punto di vista tempo 10 mesi e prenderà piede questa tecnologia/filosofia di impianto.

    1. Sul sito JMS non c’è scritto molto, molti depliant interessanti sono in tedesco, e il sito di tecnosun mi da problemi, il PC mi dice che ci sono un po d iminacce informatiche, visrus e trojan, e non mi fa entrare 😉

  4. uhm… se mi dai una mail ti giro la scheda che ho io… premetto che sono poco più che data sheet … ma almeno sono in italiano!

  5. Le schede in mio possesso sono le stesse che si trovano nel sito niente di più. in ogni caso sembra interessante quanto meno approfondire.

  6. Ciao Stefano,
    sto leggendo diversi articoli in questi giorni sulle potenzialità dei tetti a falda con orientamento Est-Ovest e mi sto convincendo sempre di più che alla lunga, nell’arco dell’intera giornata, abbiano una resa migliore rispetto al “classico” orientamento a Sud. Vivo nelle Marche e qui, specialmente sul mare, c’è un buonissimo irragiamento.
    Per esempio, volendo mettere 6 KWp, correggimi se sbaglio, secondo me è preferibile metterlo su di una falda Est-Ovest (tra i 20° e i 30°, 3 KW a Est e 3 KW a Ovest); per prima cosa lo spazio è doppio rispetto ad un’esposizione a sud, secondo si hanno circa 4 ore di produzione in più al giorno (2 al mattino, 2 alla sera) nella stagione estiva, terzo e non meno importante si evita il picco durante le ore più centrali della giornata che, se è vero che garantiscono la max potenza a Sud, è altrettanto vero che fanno perdere qualcosa in termini di potenza, date le temperature elevate che ultimamente si raggiungono alle nostre latitudini (il coefficiente medio di temperatura alla Pmax sui moduli e di circa -0,44%/°C). Tu cosa ne pensi?

    1. Ciao Alessio, le perdite per temperatura sono abbastanza importanti, mentre l’irraggiamento incide molto meno se parliamo di moduli non correttamente orientati.
      Non è proprio vero che un pannello correttamente orientato renada meno di uno orientato a est-ovest, in questo caso si perde qualcosa a livello di orientamento/irraggiamento, ma a livello di perdite per calore cambia poco, un pannello orientato a EST si scalda come uno orientato a SUD, soprattutto nei mesi in cui l’impianto produce la maggior parte dell’anno, aprile-settembre. Se hai più spazio a est e ovest puoi tranquillamente usare quelle due falde, ma solo se l’inclinazione dei moduli non è alta, massio 15-20 gradi altrimenti perdi abbastanza. In ogni caso per pannelli con tilt 15-20 gradi nell’arco di un anno non cambia granchè.
      In ogni caso ho fatto parecchie simulazioni e ho parecchi impianti che lavorano con falde est-ovest, e nell’arco di un anno non vi sono differenze abissali, ovvio che incidono se consideriamo i 20 anni di tariffa incentivante.
      La mia opinione è che si debba usare le falde che abbiamo a disposizione (nei limiti della decenza) ottimizzando la conversione, con un inverter per falda, o inverter con MPPT multipli (microinverter) e utilizzando moduli con NOCT bassa che hanno minori perdite per temperatura.

  7. Altra domanda…scusa se sono un po’ prolisso…. in questo caso, nel computo totale della produttività/producibilità si sommano i valori ad Est con quelli ad Ovest, giusto?

    1. Esatto, la produttività è la somma della produttività delle due falde. Se usi un inverter con due inseguitori sarà la potenza che indica l’inverter, se usi due inverter sarà la somma delle potenze dei due inverter.

  8. Scusate la domanda dalla probabile ovvia risposta. Ma rinunciando alle tariffe incentivanti del 5CE, è ancora possibile richiedere un contratto di SSP al GSE? c’è una tariffa fissa per l’energia venduta, per poter fare una analisi economica?
    Infine anche il privato può detrarre il 50% (ex 36%) in 10 anni nella dichiarazione dei redditi?

    1. Ciao Andrea, se rinunci alle tariffe del V CE puoi fare un contratto di SSP. L’energia venduta (vedo i pagamenti dei miei clienti) alla fine dei conti è di circa 0.11-0.12 €/kW.
      MA se parli di scambio sul posto è un po diverso, il contributo in conto scambio ti restituisce in euro il controvalore dell’energia immessa in rete e consumata in altri momenti, tieni circa 0.16 €/kW. Per le detrazioni se non sei in conto energia puoi detrarre il 50% (per quest’ultima mia affermazione chiedi conferma, anche se sono sicuro al 99%, è proprio il Conto Energia che lo impedisce, senza CE secondo me puoi).

        1. Però Fabio la circolare dell’Agenzia delel Entrate che ho postato è vecchia (2008) leggendo qua invece sembra proprio che sia possibile.
          ———————-
          Decreto legge 22 giugno 2012 n. 83 (c.d. “Decreto Sviluppo”) “Misure
          urgenti per la crescita del Paese” pubblicato sul S.O. n. 129 alla G.U. n.
          147 del 26/6/2012, è riportato per estratto limitatamente all’art. 11 qui
          di seguito. Proroga al 30/6/2013 le detrazioni per interventi di
          riqualificazione energetica degli edifici ma l’aliquota scenderà al 50% dal
          1/1/2013. Inoltre proroga al 30/6/2013 le detrazioni per ristrutturazioni
          edilizie e l’aliquota sale al 50% dal 26/6/2012. Infine riammette a far
          data dal 1/1/2012 al beneficio del bonus del 36% (50% dal 26/6/2012) le
          opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici e allo
          sfruttamento delle fonti rinnovabili di energia.

  9. I migliori sistema accumulo penso sia quello della Voltwerk che però parte da una taglia un pò alta cosi come il costo ……. al momento l’unico sistema che è in grado di fornire un sistema simile è SMA

  10. Ciao a tutti,

    scusatese riprendo un thread vecchio, ma da quanto leggo capisco che tariffe V CE e detrazione 50% sono compatibili ?
    Mi illudo ?

    Grazie

    1. Ciao Guido, leggendo il Decreto Sviluppo pare di si, anche se io ho ricevuto pareri contrastanti. Occorrerebbe chiedere al GSE, lo farò.

      1. Grazie Stefano,
        In effetti è un punto che può fare la differenza…
        Sebbene io non sia un commercialista (e quindi non sono un esperto) in settimana proverò anche a chiedere all’Agenzia delle Entrate.
        Sul sito del’Agenzia al momento non è neanche citato il nuovo decreto sviluppo…
        Però ho trovato una nota sul fotovoltaico ed i condomini che magari potrebbe essere di interesse per qualcuno:

        http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Comunicati+Stampa/Archivio+comunicati/CS+Agosto+2012/

        Saluti a tutti

        1. Ciao Guido, grazie per la nota. L’avevo letta e volevo scrivere due righe, ma mi ero dimenticato 😉 Grazie per avermelo ricordato. Per le detrazioni fai bene a chiedere. Non sei un commercialista ma ti assicuro che ho chiesto anche a dei commercialisti, e nessuno mi ha detto un SI netto 🙂 Sollecitando l’Agenzia delle entrate prima o poi dovranno dare un parere 😉

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