Sistemi di accumulo su impianti incentivati: le procedure per comunicare al GSE

Tralicci-2A partire dal 1° gennaio 2015, è possibile installare sistemi di accumulo su impianti incentivati e/o che beneficiano dei prezzi minimi garantiti. Sono esclusi gli fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto che accedono agli incentivi di cui ai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 per i quali l’installazione di sistemi di accumulo, non è operativamente compatibile con l’erogazione degli incentivi di cui ai medesimi decreti interministeriali.

L’installazione dei sistemi di accumulo (fermi restando il limiti di cui sopra) potrà avvenire purchè l’impianto su cui viene installato sia dotato di idonee apparecchiature di misura. A tal riguardo si possono consultare le indicazioni fornite dal GSE (clicca qua per leggere la nota del GSE).

Una volta installato il sistema di accumulo, il Soggetto Responsabile dovrà inviare al GSE, entro 30 giorni dalla data di primo parallelo con la rete elettrica del sistema di accumulo, la comunicazione di installazione di sistemi di accumulo (tutte le informazioni e i moduli sono presenti nella pagina dedicata).

Il mancato rispetto delle disposizioni sopra indicate determinerà la sospensione dell’erogazione delle tariffe incentivanti e/o degli altri benefici e riconoscimenti previsti per l’impianto a partire dalla data di primo parallelo con la rete elettrica del sistema di accumulo.

Altri documenti da consultare:
Variante V3 Norma CEI 0-21
Variante V2 Norma CEI 0-16
Delibera 613/13

Fonte: GSE (Gestore Servizi Energetici)

Author: Stefano Caproni

Perito Elettrotecnico, mi occupo di progettazione di impianti elettrici, energie rinnovabili, consulenza e progettazione di impianti fotovoltaici. Profilo linkedIn

27 commenti a “Sistemi di accumulo su impianti incentivati: le procedure per comunicare al GSE

  1. Ciao Stefano,
    grazie per la news molto gradita ho cercato di leggere bene la news del GSE del 23.12. Vedo come tra l’altro sulla nuova variante della cei 0-21 ci sono oneri diversissimi tra un sistema di accumulo lato produzione e post-produzione. Quello meno oneroso dal punto di vista burocratico/economico sembra essere il primo che richiede l’eventuale adeguamento – se necessario – del solo gruppo di misura (AdM prodotta) da mono a bidirezionale.
    Che tu sappia i contatori di misura dell’energia prodotta sono già bidirezionali o va visto caso per caso ?
    C’è un modo per l’utente finale per riconoscerli ? Terna – Gaudì – e Portale Produttori di Enel Distribuzine hanno già aggiornato le procedure WEB per consentire di fare quello che GSE permette ? Ciao

    1. Ciao Pier Marco, i portali a mio avviso non sono ancora aggiornati.
      I contatori di produzione secondo me sono già da tempo bidirezionali.
      Se ricordi adirittura Enel a fine 2013 aveva smesso di installare i contatori di produzione per impianti non incentivati. Poi a gennaio 2014 ricominciò a inserirli a seguito di una delibera che dava le prime indicaizoni sui sistemi di accumulo (non ricordo il numero della delibera). secondo me da quel momento li hanno messi bidirezionali.
      Ho guardato i verbali di allacciamento di un po di pratiche del 2014. I contatori della prodotta sono tutti bidirezionali.

  2. Si è vero hai ragione è accaduto per pochi mesi generando non poca confusione. Va bene attendiamo Distribuzione e Terna che purtroppo non pubblicano news e comunque non ammettono ignoranza sigh !

  3. Ciao, mi inserisco nell’argomento. Quelli di enel mi hanno confermato che i contatori M2 installati sono gli stessi sul punto di connessione e la programmazione è analoga. Più che altro è da tenere però presente che il distributore/gestore di rete venga avvisato che c’è l’accumulo nell’impianto al fine di fornire appositamente al Gse le misure dell’energia “in prelievo”, cioè quella assorbita dall’inverter/accumulatore.
    La decisione, a inizio 2014, di installare il M2 in assenza di incentivi derivava dalla delibera 578/13.

  4. Cia Vic, purtroppo non credo basti una semplice comunicazione, per enel distribuzione credo ci voglia una TICA di connessione come per il fotovoltaico, in quanto “La presenza di un sistema di accumulo (non riferibile ad un UPS) in un qualsiasi impianto comporta che il suddetto sistema di accumulo debba essere considerato, ai fine della presente Norma, come generatore.” (da cei 0-21V1 12-2014) …
    e il censimento su GAUDì, mentre per GSE (per accumuli su FV esistente) ha momentaneamente predisto un apposito modulo di comunicazione.

  5. Certo Piermarco, era sottinteso che necessita informare il distributore con una richiesta ad hoc o con una domanda in adeguamento. Anche perche’ in teoria alcuni accumuli potrebbero immettere energia in rete.
    Si tratta ora di leggere le delibere ed attendere che predispongano pure i sistemi a recepire le richieste; infatti il portale enel contiene già la modulistica, che mi pare provvisoria, per chiedere la connessione di accumuli.
    Quello che mi sembra problematico ora, e’ l’ottenimento delle nuove certificazioni previste dalle varianti alle Cei 021 e 016, e’ previsto addirittura che in situazioni di difficoltà in rete gli inverter/accumuli debbano assorbire energia dalla rete stessa.

  6. Salve
    mi trovo ad inserire richiesta di connessione piccolo impianto fotovoltaico 3,5 kw per il quale il cliente non ha deciso se con accumulo o senza. Posso procedere alla normale richiesta e in seguito integrare? Trovo sul sito Enel eventuale documentazione da predisporre? Addendum storage è tra i documenti non obbligatori ad esempio
    Grazie

  7. Ciao, ma per inserire un sistema di accumulo su impianto esistente bisogna fare una nuova domanda di connessione ad enel?

    1. Ho sentito un tecnico enel….per gli impianti incentivati non sanno nulla di cosa bisogna fare con loro per inserire un sistema di accumulo….bohhhh!!!

  8. ho installato un impianto nel marzo 2015, domanda stupida posso montare ora un sistema di accumulo perche non capisco a quale conto energia appartengo grazie

    1. Non appartieni a nessuno conto energia, sono anni che non c’è più il conto energia.
      Avrai una convenzione di Scambio Sul Posto e puoi installare tranquillamente un accumulo, nel rispetto di norme e company 😉

  9. Buongiorno,
    per installare un sistema di accumulo in un impianto FV esistente è necessario fare una pratica di “adeguamento connessione esistente”?

    In tal caso, occorre seguire l’iter classico con il doppio pagamento di 100 € + IVA e l’accettazione preventivo?

  10. Nel frattempo mi sono informato da un tecnico Enel, dice che va fatto così, con richiesta preventivo e quindi doppio pagamento.

    Grazie lo stesso 😉

    1. Buongiorno, mi inserisco anche io…Devo fare la domanda di connessione per due impianti con accumulo. Il primo è un impianto già connesso incentivato con il 5° C.E., mentre il secondo è da fare nuovo. Per il primo pensavo di fare una nuova domanda di adeguamento ed inserire come “Tipo Generazione” solo “Storage”, mentre nel secondo “Fotovoltaico” ed inserire come allegato l’addendum tecnico storage anche se non è obbligatorio. Secondo voi è corretto? Ho chiamato l’Enel ma non hanno saputo rispondermi, mi hanno detto di aspettare la guida al portale aggiornata. Grazie

  11. Buon giorno,
    intanto vorrei chiedervi dove posso trovare “la guida al portale aggiornata” perchè sono 10 mesi che sto lottando per allacciare un impianto dotato di sistema di accumulo dato che ognuno dice la sua, nessuno sa rispondere, e sono in attesa di risposte anche da quesiti.webcei… e sul portale c ‘e la guida aggiornata a settembre 2014…
    poi, per i soli sistemi di accumulo installati su impianti già connessi quale comunicazione dovrei fare al Comune? avete qualche normativa di riferimento?

    1. La guida è presente nella prima pagina di accesso al portale, se poi non è l’ultima non saprei dove cercare.
      Per quanto riguarda la seconda domanda, direi nessuna comunicazione, al comune interessa quello che cambia la sagoma e l’estetica dell’edificio fuori, e all’interno altre cose strutturali e/o relative a detrazioni fiscali, ma non credo che l’accumulo interessi comune o altri enti se non quelli specifici (Enel, Gse, etc)

    2. Per Graziella, forse intendi la Guida al portale produttori di e-distribuzione (ex Enel Distribuzione)? Per quella devi registrarti…

  12. x vic: sono già registrata ma la guida è in corso di aggiornamento , l’ultima versione è di settembre 2014 e non si fa cenno ai sistemi di accumulo.

    lo so che non serve nessuna comunicazione, intanto sul portale produttori viene richiesto il titolo autorizzativo, altrimenti la pratica rimane ferma perchè a loro risulta incompleta. Non so se accettano una autodichiarazione del cliente, dove viene specificato che l’intervento è tra le attività di edilizia libera senza alcun titolo abilitativo ( DPR 380/2001 art 6, comma 1 lettera a _ che rimanda all’art. 3 comma 1 lettera a)

    un altro dubbio, sto seguendo alcune pratiche con sistema di accumulo su impianto esistente lato POST-PRODUZIONE : In fase di richiesta di connessione al gestore di rete competente di un accumulo da 6,4 KWh sulla parte in corrente alternata dell’impianto fotovoltaico (tra misuratore energia prodotta e misuratore energia scambiata),da 3,12 KWp, già connesso e operante in regime di scambio sul posto il gestore ci chiede di inserire nella richiesta come potenza nominale dell’impianto di produzione la somma tra la potenza dell’impianto fotovoltaico e la potenza dell’accumulo (6,4 KW + 3,12 KW) ovvero 9,52 KW.
    In tal modo l’impianto fotovoltaico connesso precedentemente alla rete del distributore in monofase con l’aggiunta dell’accumulo andrebbe connesso in trifase con conseguente adeguamento della connessione esistente, sostituzione dell’inverter e eventuali comunicazioni al GSE.
    Il gestore, sostiene che questo è quanto contenuto nel paragrafo 8.5 della norma CEI di cui sopra.
    Dalla lettura del paragrafo ci sembra che esso si riferisca ai servizi di rete e non alla scelta del livello di tensione di connessione come definito nel paragrafo 8.3.

    1. Ciao Graziella, se hai indicato 6.4 kW nella domanda come P nominale, devi chiedere la modifica o ripresentarla. Con 6,4 kWh mi pare di capire che la batteria è la Tesla che può erogare fino a 3,3 kW, se non erro. La P nominale della batteria però può venire limitata dal convertitore: per es. usando lo Sma SB storage che può erogare max 2,5 kW che è quella da dichiarare. La batteria Tesla può anche essere collegata tramite l’apposito convertitore Solaredge.

  13. Occhio che i 6,4 kWh (kilovattora) che hai scritto in alto sono la capacità dello storage e non la potenza!
    Comunque in monofase il supero dei 6 kW è una questione di non facile soluzione. Dici che il 8.5 della Cei 0-21 vale solo per i servizi di rete e infatti, se noti, appena sotto scrivono che in caso di sottofrequenza l’accumulo (se carico) deve immettere tutta la potenza che può in rete che va quindi a sommarsi a quella eventuale proveniente dai moduli fotovoltaici. Diciamo che la sottofrequenza (rallentamento dei generatori rotanti) è evento rarissimo e ancor di più se in coincidenza con max soleggiamento.
    La norma è nata proiettata per un futuro, non proprio prossimo, molto decarbonizzato per cui con poche grosse centrali attive basta un’anomalia grave ad una di esse per avere un importante deficit di potenza; pertanto avere tanti storage in rete che, sentendo la sottofrequenza (rallentamento dei generatori rimasti connessi), si scaricano, quindi è come avere un grande generatore che sostituisce la centrale guasta.
    Il livello di tensione 400 V e quindi l’allaccio in trifase è preteso sostanzialmente per non avere lo squilibrio di potenza tra le fasi oltre 6 kW.
    Non troverei neanch’io giusto farti cambiare l’inverter con uno trifase e comunque se lo cambi varrebbe la pena mettere lo storage in cc perché avresti meno conversioni (solo cc/ca anziché cc/ca da solare, poi ca/cc per la carica batterie e quindi ancora cc/ca per scarica batterie).
    Il gestore di rete non è quindi certo che in talune condizioni, compreso il caso di anomalia del sensore-wattmetro di immissione/prelievo (che è sempre previsto) l’impianto in monofase non immetta oltre i 6 kW.
    D’altro canto inoltre, se ti mettessero la fornitura trifase, non è bene mettere la batteria su una fase e il fotovoltaico su un’altra fase (in Germania ho scoperto è pure vietato per una disposizione del comitato VDE/FNN), perché ciò aumenta la assimmetria tra le fasi, nel senso che il fotovoltaico immette in rete su una fase mentre la batteria si carica dalla rete su un’altra fase.
    Sono comunque dell’opinione che uno storage in CA di 3 kW abbinato ad un fotovoltaico di 6 kW, su una fornitura monofase, possa essere accettato e tollerato dalla rete.

  14. X Ivo: ancora no, sto aspettando una risposta dalla Sicilia ( oltre che dalla CEI)
    vediamo come mi rispondono da la.
    in Calabria il sistema di accumulo non va ad influenzare la potenza nominale dell’impianto FTV…. in Puglia pare di si…
    mah!!! e chi ci capisce niente.. non si mettono d’accordo nemmeno tra di loro!!!!

  15. per Graziella,
    hai chiarito qual’è la potenza dello storage? Perchè se metti il Sma da 2,5 kW riesci a rimanere sotto i 6 kW e quindi senza il problema di passare in trifase.

  16. x la potenza dell accumulo ho sbagliato io ad indicarla nelle chat precedenti… è di 2,5 kW…
    la questione è che solo in Puglia qst potenza la vanno a sommare a quella dell’impianto FTV esistente… sto aspettando un preventivo dalla Sicilia… come ho quello in mano posso ricontattare gli operatori pugliesi e chiedere ulteriori chiarimenti….

  17. Ciao Graziella,
    la potenza dell’accumulo, installato sul lato in alternata, non la sommano a quella dell’inverter fotovoltaico solo in Puglia, ma in tutta Italia (se in Sicilia o altrove leggono male la domanda allora è un altro discorso..); perchè di fatto viene aggiunto un’altro inverter che ha pure un suo Spi.
    Cambia invece il modo di compilare la domanda se l’impianto è “produzione/ca” o “post-produzione” per aspetti non proprio chiarissimi legati a Terna (Gaudi). Sono aperte anche molte discussioni se la batteria immetta in rete oppure no e se si debba passare in trifase oltre i 6 kW totali di fotovoltaico + storage; sembra che forse la questione si possa risolvere in monofase e installando un limitatore di potenza che escluda la batteria qualora si superino i 6 kW.., ma a tutt’oggi sono anch’io in attesa di conferma, sembra si debba esprimere pure il Cei pubblicamente..

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