Nelle acque Scozzesi il primo parco “eolico” sottomarino con turbine a 30 metri di profondità

Parlare di impianti eolici è ormai consuetudine, ma quando si tratta di turbine posizionate a 30 metri di profondità, il discorso è più interessante e apre orizzonti nuovi nella ricerca di sistemi che sfruttano l’energia pulita generata dalle forze che la natura ci mette a disposizione. In fondo l’acqua è un fluido come l’aria, è l’idea deve solo scontrarsi con problemi tecnici che sembra siano stati superati. L’impianto è  stato realizzato, ed è in corso di test, al largo delle isole Orcadi, nel nord-est dela Scozia.  Si tratta di una turbina (modello HS1000 sviluppata da Andritz Hydro Hammerfest)  in grado di generare una potenza di 1 Megawatt.

La società che gestisce il progetto (la Scottish Power Renewables) ha affermato che al momento non ci sono grossi problemi, la turbina funziona perfettamente e al momento è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 500 abitaizoni. L’installazione è stata molto complessa, installare elementi meccanici di tali dimensioni sott’acqua non è e non sarà mai facile impresa.

In progetto per il futuro, se questa prima fase di test sarà positiva, l’ampliamento di una rete di pale sottomarine in grado di creare un vero parco eolico e di soddisfare ilfabbisogno energetico di migliaia di famiglie. La Scozia dal punto di vista dell’energia marina, è in una posizione ottimale. In Scozia è già attivo dal 2010 il progetto Oyster 2 per lo sfruttamento dell’energia delle maree e il governo ha già approvato altri progetti per lo sfruttamento dell’energia delle onde e delle maree. L’obiettivo di questi progetti è quello di poter alimentare entro il 2020 migliaia di abitazioni, anche se il progetto più ambizioso è quello di arrivare a coprire il 100% del fabbisogno Scozzese con l’energia marina.

Anche perchè uno degli obiettivi primari del governo è quello di massimizzare l’energia alternativa eliminando l’energia nucleare. In Scozia sono presenti centrali nucleari, una delle quali, vicino a Glasgow ha la medesima tecnologia di quella di Fukushima.

 

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