Rinnovabili ? No, ci stanno dicendo come dobbiamo produrre l’energia che consumiamo

Non ho capito bene in che direzione vogliamo andare, in che direzione il nostro governo tecnico (che di tecnico ha poco) ci vuole portare. Ma potrei anche dire che non me ne frega niente, basta che mi lascino fare quello che voglio, almeno con l’energia che uso io.

A me il petrolio sta antipatico, non mi piace la puzza del gasolio, e mi da fastidio l’odore degli idrocarburi, se pur aromatici. Non mi piacciono le centrali a carbone, mi fanno schifo le centrali nucleari, sia dal punto di vista prettamente nucleare, appunto, sia dal punto di vista estetico.

Mi piace invece l’energia elettrica prodotta con la gli “scarti” delle mucche, l’energia prodotta con un pezzo di silicio che trasforma i raggi solari in energia elettrica, mi piace un sacco (ma davvero tanto) l’energia prodotta con un galleggiante mosso dalle maree. Mi piacciono anche le “palette” che girano (anche se fanno un po di rumore, forse perchè mi ricordano la “girella” che da bambini attaccavamo alla bicicletta e che girava vorticosamente).

Ma purtroppo non possiamo decidere come produrre l’energia elettrica che consumiamo. Qualcuno ci sta dicendo come la dobbiamo produrre, quanta ne dobbiamo produrre, dove la dobbiamo produrre. Le recenti normative e delibere attuate per “la sicurezza della rete nazionale di distribuzione” (o almeno così ci hanno detto), dovrebbero implementare le reti intelligenti, anche se mi pare che le reti di intelligente abbiano ben poco per il momento dal punto di vista tecnico. Basta leggere l’allegato A72 (Procedura per la Riduzione della Generazione Distribuita in condizioni di emergenza del Sistema Elettrico Nazionale) che prescrive modalità di disconnessione ad altissimo livello tecnico (mail, telefonate, ci manca il porta a porta o un urlo dalla finestra). Ma dal punto di vista del gestore di rete e degli amici di Enel ci pare invece che siano molto intelligenti.

La delibera 84/2012, l’allegato A70 di Terna, l’allegato A72 della stessa Terna, la delibera 344/2012 (e non vi tedio ulteriormente) sono state introdotte con tempismo incredibile. Si sono impadroniti della rete (che era già loro per carità) ma lo hanno fatto in modo talmente invasivo, che ora (e ancora di più tra un po, quando tutti gli impianti in media tensione saranno adeguati, tra l’altro con interventi di retfofit compensati con quattro soldi) possono gestire anche gli impianti di produzione dei clienti, decidere se devono essere staccati, se devono lavorare a potenza ridotta, etc (Allegato A72 e delibere varie).

Siamo in un paese dove qualcuno decide per noi come dobbiamo produrre energia e quanta con petrolio o rinnovabili. Simo in un paese dove lasciamo le multinazionali estere a mangiare incentivi per miliardi di euro e poi facciamo un quinto conto energia che non permette nemmeno alla signora Maria di fare 1kW di fotovoltaico se non ha la certificazione energetica e altre decine di documenti, e se non si sbriga i fondi stanziati sono già finiti. Siamo in un paese dove Terna ed Enel litigano come vecchie comari perchè una vuole impianti che stiano connessi per sostenere la rete e l’altra vuole impianti che si stacchino subito per evitare isole indesiderate (remote isole indesiderate con convertitori statici).

Sono diventati padroni della rete e anche dei nostri impianti, da accendere e spegnere in base alle esigenze e alla sicurezza della rete della rete. Non sono tanto sicuro che sia porprio un problema della rete, mi sembra invece che si stiano ponendo le basi per mettere un freno potente alla generazione distribuita in mano al popolo. Basta fotovoltaico, basta rinnovabili, basta in generale……….chissà se un giorno riusciremo noi a dire basta e andremo in concessionaria a comprarci un’automobile elettrica, sarebbe bello se fossero costretti a bersela la benzina………..

11 Commenti

  1. Gandolfo 31 agosto 2012 at 10:39 - Reply

    se consideriamo che anche all’interno di Enel ci sono guerre tra i dirigenti del comparto energie alternative e il comparto delle energie tradizionali questo basta per chiarire il quadro della situazione nazionale.

    • Stefano Caproni 31 agosto 2012 at 10:42 - Reply

      Infatti, anche le singole società sono incasinate al loro interno 🙁

  2. Gerlando 1 settembre 2012 at 20:53 - Reply

    Il problema della regolazione di tensione e frequenza sulla rete elettrica nazionale esiste realmente ovviamente la soluzione tipica che si adotta in Italia non e’ quella di fare degli investimenti per risolvere strutturalmente il problema ma si vive perennemente in emergenza in maniera tale che comunque come tutte le situazioni di emergenza, chi ha le redini del gioca fa quello che può o che sa, trascurando la malafede che sempre potrebbe esserci!!

    • Stefano Caproni 2 settembre 2012 at 15:46 - Reply

      Concordo, siamo sempre in emergenza. Gli interventi strutturali e l’innovazione tecnologica spesso non fanno parte del DNA delle aziende Italiane, anche se Enel sicuramente ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio.

  3. vic 2 settembre 2012 at 10:15 - Reply

    Da quello che mi dicono i ragazzi dell’Enel che conosco, per fare un esempio: le loro reti MT sono esercite a neutro compensato e molte di esse hanno la selezione automatica di tronco guasto; se leghiamo cio’ al fatto dei contatori elettronici significa che ogni cabina mt-bt ha dentro 1 o 2 cpu connesse in Gsm…, forse abbiamo le reti piu’ evolute al mondo. L’accelerazione “incentivata” alle rinnovabili ha creato i famosi problemi di frequenza e tensione sulle reti; é vero che la holding Enel ha al suo interno diverse anime e spa che producono (rinnovabile e non) vendono distribuiscono energia,. La soluzione, smart grid ecc., non puo’ pero’ non passare per azioni (quindi investimenti..) condivise con il resto dell’Europa dal punto di vista degli standard. Se Enel si facesse una sua smart-grid, non sarebbe una vera smart-grid perché sicuramente non dialogherebbe con altri sistemi visto che stanno definendo ora gli standard per farle funzionare; temo che comunque passeranno almeno 5 anni per vedere qualcosa di applicato su ampia scala. Anche le famose soglie permissive… sono appena state definite in ambito europeo. É una questione complessa ma ci lamentiamo della Cei 021 (certamente poco chiara e contradittoria su vari punti), quando in realta’ gia’ il IV conto energia introduceva per il 2013 importanti novita’ tecniche che la delib. 84/12 ha anticipato (per es. l’Spi esterno predisposto al telecontrollo per impianti produzione su forniture – oltre 6 kW – poco “domestiche”). Il poco tempo a disposizione causato dal V conto incombente varato in modo da non rosicchiare le briciole dell’incentivabile rimasto e il pochissimo tempo per gestire decentemente le regolazioni degli Spi hanno fatto disastri. Voglio dire che dobbiamo ammettere che se innoviamo gli impianti di produzione e le reti si corre sempre il rischio di perdere la “tal” tariffa incentivante. Ogni volta purtroppo ci sono vittime anche se una cosa é far perdere la tariffa piu’ appetitosa all’impianto da 3 kW, un’altra é l’impianto da 70 kW non allacciato; anche se comunque entrambi si sono imbarcati in qualcosa di commisurato alle loro possibilita’. Ciao

    • Stefano Caproni 2 settembre 2012 at 15:30 - Reply

      Ciao Vic, grazie per la solita analisi molto coerente e pacata, non discuto il fatto che Enel abbia una rete molto evoluta, ma da consumatore e utente spesso mi trovo a combattere con una certa superficialità, mentre spesso agli utenti si chiede il massimo, senza sconti e senza possibilità di scampo. Non è possibile (e qua non c’entra di certo Enel) che ci si chieda di adeguare a delibera 84/2012, Allegato A70, CEI 0-21 in quattro mesi, o per lo meno occorreva avere un atteggiamento più elastico 😉

  4. gianni 2 settembre 2012 at 16:56 - Reply

    L’energia è potere. … e il potere, che non è la politica, anche se ti concede di produrre energia, devi produrne poca e non ti concede di venderla a chi vuoi tu. infatti, se tu produci energia con qualsiasi mezzo, non puoi venderla al tuo vicino di casa, ma devi venderla all’enel o chi per essa; se tu hai un ettaro di terreno libero e vuoi metterci i pannelli fotovoltaici, ti viene vietato con la scusa che non si può sottrarre terra alla produzione agricola, ma lo scopo vero è che se sei troppo grande entri in concorrenza con i produttori. e ancora: se su quel terreno ci vuoi coltivare qualcosa che ti consenta di produrre biodiesel anche qui si inventeranno la stessa scusa dell’agricoltura, ma il motivo vero sarà sempre quello di picchiarti sulle mani se osi fare qualcosa che ti potrebbe affrancare.
    in sicilia ci sono milioni di ettari di terreni agricoli che in questi ultimi anni sono stati letteralmente abbandonati perche la resa non copre i costi: anche questi sono terreni sottratti alla produzione agricola, ma risulta a qualcuno che il governo si sia lamentato?

    i litigi poi tra le varie fazioni dell’enel, …davvero mangime per i polli.

  5. vic 2 settembre 2012 at 20:09 - Reply

    Sono d’accordo. Le nuove norme hanno bisogno di tempistiche per venite assimilate da tutti. La vera cosa che mi infastidisce é che la Cei 021 sia stata approvata, o fatta approvare, in tempi cosi’ brevi che l’hanno vista nascere consapevolmente zoppicante: ambiguita’ sulle soglie di frequenza innanzitutto e il funzionamento degli inverter in sovra-frequenza e i rischi di islanding. Per dirne un’altra anche l’apparente conflitto tra i punti 8.6.2 e 8.2.2.2 (dubbi per Spi int/ext). Faccio meritati complimenti a Stefano per il sito che porta avanti e che non molla neppure quando in vacanza.

  6. Stefano Caproni 2 settembre 2012 at 23:03 - Reply

    Ciao Vic, grazie a te per gli interventi molto preziosi. Non sono ancora partito per le vacanze, ma da domani sino al 12 vi lascio da soli davvero 🙂

  7. Antonio 25 settembre 2012 at 22:54 - Reply

    Chiedo un’informazione semplicissima: posso legalmente costruirmi un impianto fotovoltaico da 2 KW di picco, non connesso in alcun modo alla rete pubblica, e usarne l’energia prodotta per i fatti miei?

    • Stefano Caproni 26 settembre 2012 at 14:50 - Reply

      Ciao Antonio, prendi con le molle quello che dico perchè non sono sicuro, ma mi pareva che qualche legge impedisse di evitare la connessione alla rete elettrica in zone asservite dalla rete nazionale.

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