Energie rinnovabili: incontriamo Lucia Navone, autrice de “Il sole, le ali e la civetta”

CivettaDal 12 settembre in libreria la prima inchiesta che svela i retroscena del mondo delle energie rinnovabili.  Un libro dove a parlare sono i fatti per far meglio comprendere, anche al lettore non specialistico, come sono andate le cose negli ultimi anni sul fronte delle energie rinnovabili. Lucia Navone, giornalista ed esperta di comunicazione ambientale, racconta il lato oscuro di un mondo lontano dalle cronache di tutti i giorni dove però, nel giro di pochi anni, la corruzione è dilagata ai livelli di settori più maturi e appetibili, come ad esempio il riciclo dei rifiuti. Imprenditori dell’ultima ora, votati ad un ecologismo di sola facciata, politici “de noantri” di vari colori e appartenenze politiche che si improvvisano esperti energetici e malavita organizzata, sono i protagonisti de “Il sole, le ali e la civetta” (Alpine Studio Editore).  Si muovono dal Nord al Sud dell’Italia, siglano “deal” da milioni di euro, costruiscono aziende dal nulla, ottengono pareri e autorizzazioni e costruiscono impianti nonostante comitati e cittadini si oppongano in tutti i modi.

Sembra un instant book sulla zona grigia di un mondo che, almeno apparentemente, ha solo virtù. E invece?
Prima da consulente e poi da blogger ho sempre seguito le vicende legate a questo settore pensando che fosse “intoccabile” o quantomeno, lontano da certe logiche di corruzione. La cosa più sconcertante è stata comprendere come, pur di fronte a tanti fatti eclatanti su cui tante Procure in Italia stanno indagando, ancora si cerca di negare il fenomeno. Questo non vuol dire che chi fa energia rinnovabile è corrotto. Anzi, nel mio percorso ho conosciuto tantissime persone serie che ci hanno creduto e che hanno investito tempo e denaro, anche proprio. Ed è proprio questo che mi ha spinto a scrivere. Il poter dare voce a chi si è trovato senza lavoro o sta ancora aspettando che qualcuno  paghi i debiti, nella totale indifferenza. E’ vero, siamo un paese in crisi, siamo un paese di corrotti e nulla ci stupisce più. Anzi siamo così  bombardati da notizie di questo tipo che ormai ci siamo abituati a tutto. In questo caso però stiamo parlando di una storia recente e soprattutto di una storia dove, tra le tante, a pagare siamo anche noi. Le energie rinnovabili godono di incentivi statali e le nostre bollette elettriche, ogni due mesi, le finanziano.

Il problema allora è la mancanza di trasparenza?
In parte sì. Ma in parte è anche colpa della pessima informazione. Come scrivo nel libro, “l’informazione crea confusione o quantomeno non aiuta la consapevolezza”. Siamo abituati all’idea che chi ruba o corrompe non verrà punito e non facciamo niente per capire come stanno davvero le cose. Abbiamo il diritto di sapere come vengono spesi i nostri soldi ma da cittadini abbiamo il dovere di chiederlo. Solo attraverso la consapevolezza certi fenomeni – e personaggi – potranno essere arginati. Se così non faremo, saremo sempre ostaggio di lobby e interessi di parte e non saremo mai i protagonisti del processo di cambiamento. Le energie rinnovabili, in questo senso, potevano già essere un bel segnale. Più lavoro, meno inquinamento, meno fonti fossili, con la possibilità di gestire l’energia in autonomia e di abbattere i costi. E invece, se si fa un giro sul territorio, dal Nord al Sud dell’Italia, troviamo gente senza lavoro che aveva creduto di costruirsi un futuro, indagini in corso, impianti sotto sequestro, paesaggio deturpato e tanti, tantissimi soldi pubblici buttati letteralmente al vento. Nel mio libro infatti il vento non scompiglia i capelli ma porta spesso scompiglio……muove tanti, tantissimi soldi di cui il territorio, soprattutto al Sud, sta ancora aspettando i ritorni.

 

cover rinnovabili-1Siamo il paese del sole ma, almeno in questa storia, lo abbiamo sprecato. Perché non siamo capaci di sfruttare al meglio le risorse di cui disponiamo in abbondanza? 
E’ vero, siamo il paese dalle immense risorse naturali ma siamo anche il paese più incapace di amarle e valorizzarle. Il vento, il sole, l’acqua e la terra sono ciò di cui disponiamo in abbondanza ma sembra che la cosa non ci riguardi. Preferiamo delegare ad altri la loro gestione per poi lamentarci che le cose vanno sempre male. Anche nel caso delle energie pulite è successo questo. Sono arrivati degli “sviluppatori di futuro” che hanno promesso ritorni stratosferici ad agricoltori, sindaci ed amministratori pubblici e a loro abbiamo affidato il nostro futuro. A loro però sono anche andati i guadagni che avrebbero dovuto creare occupazione a livello locale, indotto economico e benefici per il territorio.

Sviluppatori di futuro o dispensatori di promesse?
Beh, direi entrambi dal momento in cui le promesse si sono sprecate. Basta chiedere a qualche operaio che ha lavorato nel settore e di cui racconto nel libro, per capire quali erano le aspettative per tante persone che oggi sono rimaste senza lavoro. A loro, tra l’altro, è dedicato il libro. Anche a mia figlia Cecilia, tredicenne, dedico questo mio lavoro perché è alle generazioni future che dobbiamo lasciare un mondo più pulito. Non solo per l’aria che respiriamo.  Non possiamo scaricare su di loro i nostri errori, né tantomeno far pagare la corruzione di cui si racconta ne libro. Proprio in questi giorni il Ministro Flavio Zanonato ha proposto di introdurre dei bond per spostare nel tempo l’onere su famiglie e imprese. 12 miliardi all’anno è il costo delle rinnovabili e, se la proposta passerà, imprese e famiglie potranno spalmarlo su un periodo più lungo facendo così diminuire l’onere annuale delle nostre bollette che sono le più care d’Europa. Non dimentichiamo però che, secondo i dati di Transparency, la corruzione in questo settore, ha già sottratto 900 milioni di euro. Ma non solo. La maggior parte delle inchieste giudiziarie sono ancora in corso e le conseguenze dei fallimenti a catena stanno emergendo solo ora.

LuciaNel libro tanti sono i casi giudiziari di cui si parla. Qualcuno si è già concluso, la maggior parte sono ancora in corso. Ci sono degli esempi eclatanti?
I casi di cui racconto sono soprattutto esemplificativi di un sistema, di un modus operandi che accomuna l’energia fotovoltaica, a quella eolica, a quella delle biomasse e del biogas. Non ho voluto esprimere giudizi ideologici o di parte. Quello lo lascio fare alle lobby. Io ho solo raccolto e “messo in ordine” fatti e circostanze per far comprendere meglio al lettore non specialistico come sono andate le cose e chi ne sono stati i protagonisti. Ritroviamo “i soliti noti” al centro di inchieste eclatanti come quelle sulla P3 ma anche un sottobosco politico che si muove a livello locale e che fa affari con la malavita organizzata. Ritroviamo anche imprenditori noti e meno noti che non hanno disdegnato la via breve pur di concludere in fretta l’affare e accedere agli incentivi statali. Volendo rimanere sull’attualità un caso eclatante, sia per come è nato, sia per come si sta evolvendo è quello del fallimento di Aion Renwables, del gruppo Avelar Energia (società del gruppo russo Renova). Il vento gelido della Russia spinto dalla forza dei rubli e dalla potenza del gas si è abbattuto sul nostro paese. Ha spazzato via oltre 300 posti di lavoro, ha lasciato sul campo 245 milioni di debiti e ha sfasciato un indotto dal Veneto alla Puglia di cui ancora non se ne hanno le dimensioni reali. Sulla vicenda, tra l’altro è notizia recente, oltre alla Procura di Milano, sta indagando anche la Guardia di Finanza di Padova. E gli interessi dei russi, è noto, non si fermano solo alle energie rinnovabili.

Nel libro ci sono dei passaggi di fiction. Secondo le regole della narrativa un autore non dovrebbe mai tradire il patto con il proprio lettore: o racconta la verità o racconta la finzione. Perché questa scelta?
La finzione spesso racconta ciò che la realtà non riesce a raccontare. Non la nasconde, la rende semplicemente più comprensibile. Consente di non giudicare, di non creare mostri e di lasciare al lettore le considerazioni del caso. Può decidere, se vuole, chi è la vittima e il carnefice, chi l’oppresso o l’oppressore, chi detiene il potere e chi lo subisce. E questo è stato l’obiettivo: far capire che stiamo parlando di situazioni in cui tutti noi potremmo ritrovarci e non di un qualcosa ad uso e consumo di esperti energetici. Ciò che è successo in questo settore è esattamente ciò che sta accadendo a tanti altri settori nel nostro paese. E non solo per colpa della crisi. Unica aggravante è che si è cercato di venderla come un’operazione pulita, in nome e per conto di un futuro sostenibile. In realtà, le mani sporche ci sono state ed è inutile negarlo. Se vogliamo parlare davvero di futuro possiamo farlo ma senza dimenticare il principio della trasparenza.

Il libro
IL SOLE, LE ALI E LA CIVETTA
Energie rinnovabili, la mangiatoia perfetta per imprenditori senza scrupoli, sottobosco politico e malavita organizzata
Autore: Lucia Navone
Editore: Alpine Studio Editore
Collana: A Voce Alta
In uscita: il 12 settembre 2013
Pagine 205
euro 13,00
ISBN 978-88-96822-63-0

L’autrice
Lucia Navone, giornalista, autrice ed esperta di comunicazione ambientale. Titolare dello Studio Navone, ha curato la comunicazione per importanti realtà associative e aziende del settore rinnovabili. Per dieci anni ha curato le relazioni con i media per conto del WWF Italia e oggi i suoi articoli sono ospitati su riviste del settore ambiente ed energia. In passato ha collaborato con il settimanale Gioia e altre testate femminili. Attraverso il suo blog, www.lucianavone.it, ha iniziato a raccogliere, tra i primi, le storie di chi ha vissuto il boom delle rinnovabili, da cui il libro ha preso ispirazione.

Per ulteriori informazioni:
BIANCO, ROSSO E GREEN ECONOMY – www.lucianavone.it
Canale You Tube: http://youtu.be/jjufIlNreyc

Scrivi un commento