Le rinnovabili dal 2012 al 2020 ci farebbero guadagnare circa 76 miliardi di euro

Le rinnovabili non sono un peso per gli italiani, ma al contrario dovrebbero portare al paese benefici stimati in 76 miliardi di euro da qui al 2020. Lo spiega uno studio condotto dall’Osservatorio internazionale sull’industria e la finanza delle rinnovabili presieduto da Andrea Gilardoni, dell’Università Bocconi, e realizzato con il supporto di Anev, Aper ed Enel Green Power .

 

Il sistema incentivante italiano, come quello di altri paesi, non è stato privo di errori, causati probabilmente dalle forzature necessarie a “rompere” l’inerzia iniziale, riferimenti normativi incostanti, controlli degli incentivi inefficaci, sostegno a tecnologie non ancora mature, spazio ad oneri e autorizzazioni improprie e ad operatori poco efficienti. Il sistema poi si è ulteriormente appesantito a causa della crisi finanziaria del paese, del decreto salva Alcoa, e del sovraccarico della rete.

 

La tabella sotto riportata ed estrapolata dallo studio, evidenzia come lo “start-up” del periodo 2008-2011, abbia un rapporto costi-benefici negativo con una perdita di 3 miliardi di euro.

 

Situazione costi-benefici del periodo 2008-2011 (Clicca per ingrandire)

 

Gli investimenti realizzati hanno avuto una serie di impatti industriali, occupazionali, tecnologici, ecc. che non andranno dispersi, anche in previsione di ulteriori impegni, oltre ad altri aspetti fondamentali, quali competenza nella gestione degli impianti, gestione avanzata delle reti, investimenti nella produzione di sistemi e componenti, forti competenze industriali, centri di ricerca di assoluta eccellenza.

 

Tutti questi aspetti hanno modificato le aspettative legate allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Considerando anche la diminuzione dei costi degli impianti grazie a migliori tecnologie ed economie di scala oltre alla competizione internazionale, e l’ adeguamento dei regimi di sostegno per adeguarli ai costi degli impianti, si arriverà dal punto di vista dei benefici economici a 46 miliardi per la maggiore occupazione, 29 miliardi per mancato import di combustibili fossili, 22 miliardi di export netto dell’industria, 13 miliardi di riduzione del prezzo di picco.

 

Nella tabella sotto riportata è evidenziato il rapporto costi-benefici che indica in 76 miliardi di euro il vantaggio prodotto dalle rinnovabili da qua al 2012.

 

Situazione costi-benefici del periodo 2012-2020 (Clicca per ingrandire)

 

I dati di questo articolo sono stati estrapolati dallo studio condotto dall’Osservatorio internazionale sull’industria e la finanza delle rinnovabili presieduto da Andrea Gilardoni, dell’Università Bocconi, e realizzato con il supporto di Anev, Aper ed Enel Green Power (clicca qua per scaricare la presentazione dello studio dell’Osservatorio).

2 Commenti

  1. Catherine Winckelmans 11 aprile 2012 at 18:00 - Reply

    Noi siamo davanti a una technologia che ha fatto tanti danni per millioni di anni senza che il mondo se ne accorgesse. Se è vero che l’Italia è interessata al rinovabile, dobbiamo essere contenti perchè offrirà un opportunità di lavoro a nuove industrie.
    Vi rigrazio per l’articolo che mi avete mandato. Servirà di documentatione per i mie prossimi lavoro nel campo della Natura e dell’Ecologia. Grazie Stefano Caproni
    Catherine Winckelmans

  2. Stefano Caproni 11 aprile 2012 at 18:03 - Reply

    Grazie a te per l’interesse Catherine

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