Lo squilibrio di potenza negli impianti con inverter monofase, cosa dice la CEI 0-21

Tralicci-2Non capita di frequente,  ma con la crisi del settore fotovoltaico, spesso gli installatori si trovano “in casa” inverter monofase di piccola potenza che possono trovare utilizzo in impianti più grandi, anche con connessione trifase alla rete di distribuzione.

In questo caso occorre fare attenzione allo squilibrio di potenza, ammesso entro certi limiti dalla CEI 0-21. Gli impianti di produzione collegati alla rete mediante un sistema elettrico di distribuzione monofase possono avere una potenza complessiva fino a 6 kW.  È facoltà del Distributore elevare la suddetta potenza fino a 10 kW.

Gli impianti di produzione collegati alla rete mediante un sistema elettrico trifase possono essere realizzati anche con generatori monofase purché la potenza dei generatori sia equamente ripartita sulle singole fasi. La normativa indica due tipologie di squilibrio delle fasi, lo squilibrio permanente e lo squilibrio transitorio. Per quanto riguarda lo squilibrio permanente,  per impianti trifase realizzati con più unità monofasi, si ammette una installazione tale da avere un possibile squilibrio di potenza generata tra le fasi fino al limite di 6kW (o 10 se autorizzato dal distributore) inteso come differenza tra fase con potenza maggiore e fase con potenza minore.

Per quanto riguarda lo squilibrio transitorio qualora l’installazione preveda, in qualsiasi condizione di esercizio, un possibile squilibrio superiore al valore di LSP, deve essere previsto un automatismo che riporti lo squilibrio di potenza ad un valore inferiore allo stesso LSP (Limite Squilibrio Potenza).  L’automatismo deve inoltre provvedere a scollegare l’impianto dalla rete qualora la condizione di squilibrio persista per un massimo di 30 minuti nel caso lo squilibrio sia compreso tra 6 kW e 10 kW (qualora il Distributore abbia elevato il limite di potenza per la connessione monofase a 10 kW, questa condizione non deve essere attuata) e per un massimo di 1 minuto nel caso lo squilibrio superi i 10 kW.

La norma non da indicazioni su come debba essere realizzato l’automatismo, ma indica solo a quale risultato si deve arrivare. Riteniamo quindi che un controllore di potenza opportunamente programmato per disconnettere l’impianto nei tempi sopra indicati (comando sul DDI) sia sufficiente, e riteniamo anche che non servano particolari certificazioni della strumentazione utilizzata. La confomità alle prescrizioni della CEI 0-21 infatti è dichiarata dal tecnico o dall’installatore sull’allegato D al regolamento di esercizio.

La norma prevede anche che il sistema di controllo dello squilibrio di potenza sia verificato in base alla situazione specifica, le prove vanno quindi eseguite solo se l’intero impianto di produzione può funzionare con squilibri di potenza inferiori a 10 kW (prova n. 1) oppure superiori a 10 kW (prova 1 e 2). La prova va fatta ad impianto ultimato, e prima della connessione definitiva in parallelo alla rete. Devono essere verificate le due seguenti condizioni di prova:

Prova n. 1
– impianto in esercizio alle sue condizioni nominali;
– creazione di uno squilibrio artificiale permanente superiore a 6 kW ed inferiore a 10 kW;
– verifica della disconnessione dell’intero impianto di produzione tramite il DDI entro un tempo massimo di 30 minuto.
Prova n. 2:
– impianto in esercizio alle sue condizioni nominali;
– creazione di uno squilibrio artificiale permanente superiore a 10 kW;
– verifica della disconnessione dell’intero impianto di produzione tramite il DDI entro un tempo massimo di 1 minuto.

Oltre al problema dello squilibrio di potenza, quando si utilizzano inverter monofase di piccola taglia, occorer sempre verificare che gli stessi possano essere installati in impianti di potenza maggiore, in quanto vi sono prescrizioni normative che alcuni inverter monofasae di piccola taglia non soddisfano e che ne rendono impossibile l’utilizzo in impianti di taglia superiore (CEI 0-21 8.4.4.2).

50 Commenti

  1. vic 7 aprile 2013 at 08:33 - Reply

    Ottimo articolo Stefano. L’esecuzione della prova va dichiarata nell’allegato D del regolamento di esercizio. E’ comunque una prova problematica da eseguire se la connessione alla rete non e’ gia’ disponibile.
    A prima vista appare curioso che un controllore di squilibrio potenza non sia indicato in A.2 nella Cei 0-21 tra le funzioni dello Spi, mentre in A.4.10 ne viene chiesta la prova.
    La definizione di “Spi” in 3.6.2 nella Cei 0-21 non lo specifica come apparato singolo bensì come “sistema”, quindi il Spi puo’ anche essere un insieme di apparati.
    Il problema e’ che la funzionalità anti-squilibrio necessita di ingressi amperometrici (anche utilizzanti TA o sensori di corrente ecc.); per tale motivo ritengo e’ stata implementata solo in un apparato Spi in circolazione, almeno di quelli che conosco che sono una decina; un’altro costruttore di Spi, in una scheda, prescrive: “In applicazioni con possibile squilibrio >6kVA, è necessario monitorare lo squilibrio di Potenza con l’aggiunta di un analizzatore di rete”.
    La funzione anti-squilibrio e’ indispensabile pertanto per tutti gli impianti oltre 6 kW ottenuti tramite inverter monofase installati su due o tre fasi e che rispettino anche – come scrive Stefano – il 8.4.4.2 punto “f” della Cei 0-21; il distributore, in tali casi, potrebbe chiedere maggiori dettagli e/o schemi elettrici oltre che verificare in sito.
    Esistono in commercio delle protezioni dedicate; inoltre alcuni inverter monofase se collegati in assetto trifase, hanno delle funzionalità (power balancer) che prevedono una configurazione hw/sw in apposita modalità per cui uno squilibrio o la sconnessione di uno o di due induce la sconnessione del/degli inverter rimasto/i attivo/i.

    • Stefano Caproni 7 aprile 2013 at 12:29 - Reply

      Ciao Vic, sempre interessanti i tuoi spunti.
      Probabilmente i normatori hanno preferito delegare alla PI solo i parametri tensone/frequenza, in modo da lasciare alla stessa solo i parametri vitali per la rete (lo squilibro di potenza in impianti con inverter monofase non è a mio avviso un evento così drammatico).
      Alcune interfacce (Lovato) hanno gli ingressi per TA e possono monitorare energia e potenza, la Lovato ha anche una funzione che si chiama squilibrio di potenza, anche se non ho mai approfondito. Altre (Electrex) hanno ingressi per TA ma nessun menu dedicato allo squilibrio.
      Ho parlato con Electrex e a breve forse svilupperanno un firmware apposito per lo squilibrio di potenza secondo le CEI 0-21, da utilizzare in uno dei loro controllori di potenza (da usare insieme ad una PI e non in sua sostituzione). Inoltre in impianti con molti inverter monofase si può anche pensare di ottimizzare lo squilibrio di potenza in modo da sconnettere solo gli inverter necessari a riportare lo squilibrio di potenza nei limiti pfevisti. Chiaro che in questo casoi costi aumentano, e serve unvero e proprio PLC con parecchie uscite programmabili.

  2. vic 7 aprile 2013 at 22:35 - Reply

    E’ tuo l’utile spunto Stefano! Ho solo aggiunto qualche considerazione e info.. Concordo inoltre sul fatto che lo squilibrio di potenza non sia drammatico a patto che non sia di entità rilevante in improbabili casi con molti inverter monofase e guasto esterno ad essi (con intervento fusibili ecc.).
    La Lovato sembra quindi un’apparecchiatura tra le piu’ complete. Per quanto riguarda gli inverter, alcuni Sma con power balancer sembrano davvero una soluzione intelligente poiché possono operare a gruppi di tre, in sostanza come auspichi sopra.
    😉

  3. Raffaele 13 febbraio 2014 at 11:56 - Reply

    Ciao Stefano.
    Ho in esame un impianto fotovoltaico di potenza 4,5kW monofase.
    Il punto di connessione è in MT (perché il cliente è passivo e attivo) e il cliente insiste per collegare in BT trifase piuttosto che in BT monofase. Secondo il suo parere, la monofase potrebbe creare degli squilibri sulle fasi. Secondo te è corretto?

    • Stefano Caproni 13 febbraio 2014 at 12:11 - Reply

      Uno squilibrio di 4,5kW su un impianto collegato in MT ?
      Stiamo parlando di niente.
      Inoltre non è molto facile se non impossibile trovare un inverter trifase de 4,5kW.
      Dovresti usare 3 inverter monofase da 1,5kW.
      Ricorda che all’impianto si applicano le CEI 0-21

  4. Raffaele 13 febbraio 2014 at 12:43 - Reply

    Hai espresso il mio stesso pensiero e questo mi conforta non poco. Grazie

  5. francesco canzanese 26 marzo 2014 at 12:29 - Reply

    Egregio sig. Stefano
    vorrei sapere se i tecnici dell’Enel hanno commeso un errore quando hanno allacciato su un’unica fase (impianto trifase) n° tre linee monofase anzichè
    distribuire le stesse sulle tre fasi (uno per ogni fase). Questo errato collegamento ha
    diminuito la quantità di autoconsumo di
    energia prodotta dal mio impianto fotovoltaico. Ringrazio e saluto

    • Stefano Caproni 26 marzo 2014 at 17:25 - Reply

      Ciao Francesco, scusami ma non ho capito bene cosa ha fatto Enel.
      Tu hai una consegna monofase o trifase ?
      Il tuo impianto FV è monofase ?
      Spiegami perchè non ho capito

  6. Giulio 3 aprile 2014 at 13:00 - Reply

    Ciao Stefano e innanzitutto complimenti per gli articoli, sempre molto precisi. Ti scrivo per chiederti un consiglio: sto progettando un impianto FV da 6 kW su un utenza trifase sempre da 6 kW. E’ possibile installare un inverter monofase o questo penalizza lo SSP? Cioè, il contatore trifase enel fa una somma vettoriale delle correnti immesse e prelevate oppure conteggia separatamente ogni fase? Altra domanda: ci possono essere squilibri sulle tre fasi che superano i 6 kw massimi consentiti. Grazie in anticipo per i suggerimenti che vorrai darmi! Saluti, Giulio

    • Stefano Caproni 3 aprile 2014 at 14:11 - Reply

      Ciao Giulio,
      mi ero informato anche io su questo aspetto, senza aver trovato una risposta precisa, ovvero se un elettrodomestico assorbe energia su una fase e l’impianto immette su un’altra se ci sono problemi. Secondo me in quel caso non si ha autoconusmo, però magari sbaglio.
      Perchè non usi un inverter trifase e ci togliamo ogni dubbio ? La Power-One ha un inverter trifase da 5,8kW che secondo me fa al caso tuo.
      Io l’ho già usato e va molto bene.
      http://it.power-one.com/renewable-energy/products/solar/string-inverters/aurora-trio-three-phase/trio-58-75-85-tl-outd/series
      relativamente allo squilibrio di potenza non può superare i 6kW (permanente) e i 10 per brevi periodi.

  7. Giulio 3 aprile 2014 at 14:59 - Reply

    In effetti neanche io ho trovato risposte ufficiali, a naso credo che l’autoconsumo venga penalizzato. L’utilizzo del monofase è dovuto a problemi di…magazzino ma condivido la scelta del TRIO 5.8. Grazie e alla prossima.

  8. marco 8 aprile 2014 at 15:37 - Reply

    Riattivo la discussione in quanto ho un impianto da 72 kw da adeguare alla del.243 per tanto si applica la normativa viegente alla data di allaccio (aprile 2011). ho uno squilibrio di progetto di 4,2kW. se ricordo bene nel 2011 il regolamento di esercizio parlava di squilibri generici e si intendeva quello progettuale….poi è stato meglio specificato nella CEI 0-21. per tanto credo che nel RE che devo compilare ora non deve specificare niente ovvero che è ok perchè la normativa di allora non prevedeva nulla in questo caso.

    • Stefano Caproni 8 aprile 2014 at 15:58 - Reply

      Cioa Marco.
      Scrivo anche qua la risposta che ti ho dato su FB 😉
      ——————–
      Ciao Marco, io non mi preoccuperei. Inoltre non ho capito perchè chi adegua alla Delibera 243 debba dichiarare cose di pertinenza del progettista. Mi chiedo perchè Enel debba aggiungere sempre le sue boiate complicando le cose. La delibera dice chiaro che devi adeguare le frequenze STOP. Lo squilibrio di potenza è problema del progettista dell’impianto.

  9. DANIELE 8 gennaio 2015 at 15:20 - Reply

    Buonasera a tutti,

    sono nuovo del forum ma vedo che avete discusso di una problematica che sto affrontando attualmente con una CTU.
    Mi ritrovo a stabilire se un impianto monofase di 5 kWp può determinare squilibri significativi quando è connesso ad un sistema trifase, in quanto tale è il sistema dell’utente.
    Per squilibri intendo vere e proprie sovratensioni che avrebbero determinato una serie di guasti agli utilizzatori di un’abitazione in occasione della connessione dell’impianto fv citato secondo quanto asserito dal ctp dell’Enel.
    Ritengo che la connessione come descritta, sia perfettamente il linea con quanto espresso nella CEI 0-21 in quanto non vi è squilibrio maggiore di 6 kW tra la fase che assorbe più potenza e quella che assorbe meno potenza.
    Non sono d’accordo con il CTP in quanto gli inverter sono dotati di protezioni interne che debbono necessariamente determinare lo stacco dello stesso dalla rete quando alcuni valori imposti appunto dalla CEI 0-21 vengono superati per i rispettivi tempi. In particolare parlo della protezione (59-S1)1 e 59-S2 che rispettivamente devono determinare lo stacco dell’inverter per tensione maggiore di 253 V se questa permane per più di 10 minuti e 264 V per picchi istantanei.
    Chiunque abbia voglia di confrontarsi in merito in base alle proprie esperienze è bene accetto.

    Buonaserata

    • Stefano Caproni 8 gennaio 2015 at 15:32 - Reply

      Ciao Daniele, una delle cose che si possono dire in questo caso, è che gli inverter non sono generatori di tensione, quindi non possono proprio bruciare nulla a mio avviso (ovvero l’inverter non può essere direttamente responsabile di aver bruciato qualcosa).
      Gli inverter si adeguano alla tensione di rete, che al limite si può innalzare nei pressi dei morsetti dell’inverter a causa di elevate impedenze della linea.
      Ma se hai dimensionato correttamente la linea di alimentazione inverter/rete direi che l’unica responsabilità può essere del gestore di rete.
      Ma attendi anche altri pareri.

  10. DANIELE 8 gennaio 2015 at 15:28 - Reply

    Concettualmente non proporrei a un cliente un impianto monofase se il sistema di alimentazione dello stesso è trifase a meno che come mi è capitato di vedere poi al lato pratico l’impianto dell’abitazione era monofase.
    Il problema è che tutto ciò che l’utente assorbe dalle fasi in cui non vi è FV lo si ritrova in bolletta e si risparmia solo quanto autoconsumato dalla fase in cui è connesso l’impianto monofase e quindi ciò che preleviamo lo paghiamo ad un costo più elevato di quanto non ci venga riconosciuto quando invece immettiamo in rete se in un determinato momento stamo producendo su quella fase più di quanto stiamo assorbendo.

  11. Vito 12 giugno 2015 at 10:55 - Reply

    Buongiorno a tutti.
    Mi ritrovo su una nuova situazione, spero possa essere utile anche ad altri.
    Cliente con 15 kWp trifase allacciati nel 2011. Adeguamento del 243/2013 effettuata da me entro fine maggio 2015. Per l’occasione, il cliente mi dice di voler installare 2 nuovi kWp su nuovi locali. Chiedo il Potenziamento con connessione monofase anche se utenza e precedente impianto fosse trifase. In questo caso l’Enel avrebbe dovuto riprogrammare il Contatore di Scambio Trifase ed installare un monofase per la nuova sezione. Ciò non è stato possibile, in quanto la nuova ddc da 17 kW avrà allaccio trifase e non permettono sezioni parziali monofase. Quindi a seguire installazione di DDI e SPI ovviamente richieste per la nuova potenza (non erano presenti, e se avessi allacciato in monofase potevo dire: la vecchia sezione è adeguata A70, la nuova è sotto i 6 kW monofase…) Comunque ora mi ritrovo a fare un unifilare in cui dal punto di vista tecnico ho il vecchio FV (incentivato e con contatore trifase) con un inverter powerone da 6 kW ante 2011 su una fase, un inverter uguale su un altra e un inverter powerone da 3, e un nuovo impianto con 2 inverter sma da 1,3 kW monofase già acquistati. Dal punto di vista tecnico, i due nuovi inverter saranno caricati sulla fase dove è presente il 3 (riducendo così lo squilibrio) ma a valle del nuovo contatore di produzione trifase! Ovvero, dovendo continuare a separare le produzione per il GSE, ed a utilizzare un contatore trifase per la nuova produzione come ENEL mi richiede, mi troverò a collegare fisicamente 2 inverter monofase sotto un contatore trifase, prima del DDI e dell’SPI: cosa potrebbe accadere secondo voi? Il nuovo contatore mi metterà a disposizione una morsettiera trifase, ma su una fase non transiterà mai energia immessa! Qualcuno potrebbe contestarmi qualcosa secondo voi? Grazie a chi vorrà rispondermi.

  12. vic 12 giugno 2015 at 23:07 - Reply

    ciao Daniele, l’impianto e’ un po’ complesso..,
    mi permetto di intervenire…
    La fornitura e’ gia ovviamente trifase come lo e’ l’impianto esistente; quindi dovresti chiedere la connessione di impianto monofase sulla fornitura trifase; se il gestore rete e’ enel dovrebbe/puo’ installare/programmare un contatore di consegna M1di taglia maggiore e un secondo contatore M2 monofase, meglio specificare nelle note libere quando compili la domanda oppure dentro le Altre comunicazioni che la nuova sezione e’ monofase; comunque se anche installano un M2 trifase non cambia granche’ perche’ collegherai i 2 inverter nuovi insieme su una fase (quella piu’ scarica).
    Devi installare un Spi/Ddi esterno perche’ gli inverter diventano >3 (e anche perche’ quando si mette mano ad un impianto lo si fa con le regole attuali), a questo punto avrebbe anche senso, se aggiornabili, adeguare/allargare le soglie degli inverter esistenti a 47,5 – 51,5 Hz per bilanciare la sconnessione in caso (raro) di scostamenti di frequenza, idem per la V.
    Aggiungo pure che la logica della Cei 0-21 non e’ solo di avere Spi a doppia soglia, bensi’ di predisporre gli impianti > 6 kW al teledistacco anche se ci vorranno tempi quasi biblici prima lo mettano in atto.., pero’ qualcosa si sta muovendo: giorni fa l’aeeg ha pubblicato un Dco sulle smartgrid…

  13. ivan 8 ottobre 2015 at 10:37 - Reply

    vorrei sapre se in un contatore monofase, gli applicassi due fasi anzichè fase e neutro, se si bruciano le utenze o apparati elettrici

    • Stefano Caproni 16 ottobre 2015 at 18:16 - Reply

      Non ho capito la domanda.
      Il contatore ha il morsetto di fase e il neutro
      Non capisco cosa voglia dire applicare due fasi……..

  14. gustavo 14 luglio 2016 at 16:55 - Reply

    Ciao Stefano, se ho capito bene, posso collegare un impianto monofase da 6 kWp, ad una fornitura trifase, da 20 kWp? Allacciandolo alla sola fase L1?
    E’ un controsenso, ma il committente (ente) dice che il trifase costa troppo….

    • Stefano Caproni 19 luglio 2016 at 09:52 - Reply

      Ciao Gustavo.
      Puoi farlo se non superi 6kW, in quanto il massimo squilibrio ammesso è appunto di 6kW
      Per il resto non vedo molta differenza di costo tra farlo trifase e monofase.
      Però……….lega il somaro dove vuole il padrone, al limite consiglia la realizzazione di un impianto trifase, e fatti scrivere che lo vogliono monofase 😉

  15. Eddy Rossi 28 luglio 2016 at 16:40 - Reply

    Ciao.
    Vediamo se puoi essermi di aiuto e fare chiarezza su questo problema.
    Installiamo un sistema di accumulo su impianto FTV esistente ed incentivato in 5° CE con Pn = 4,32 kWp dove non possiamo sotituire l’inverter da 4 kW esistenete ed aggiungiamo sul lato produzione (a valle del C.E. M2 di prodotta) un inverter Solaredge 3500 connesso a batteria TESLA da 3,3 kW.
    L’impianto lo configuariamo perchè non immetta mai da batteria e la potenza in immisione resta 4 kW.
    In base alla CEI 0-21 la potenza nominale dell’impianto diventa 4+3,3 = 7,3 kW e la cara E-Distribuzione ci dice che dobbiamo connettere in TRIFASE.
    Se anche fosse come facciamo a garantire di non superare lo squilibrio di 6 kW per fase?

    • Stefano Caproni 28 luglio 2016 at 19:55 - Reply

      Ciao Eddy. Non so se sto dando una risposta stupida, ma l’unico modo (se non si può sostituire l’inverter), per non immettere più di 6kW in rete è quello di limitare la potenza in uscita sul contatore di scambio. Questo lo puoi fare senza difficoltà
      In ogni caso io valuterei anche il picco di potenza che ha quell’impianto, perchè magari la potenza massima lato AC è molto più bassa dela nominale e non superi i 6kW
      Però non ho capito una cosa, se non immetti mai da batteria, la potenza massima che va in rete non sarà la massima potenza che può erogare l’inverter quando l’autoconsumo è zero ? Ho non ci sto capendo una mazza io ?
      —————
      Rettifico, non avevo letto bene che aggiungi un inverter, ragionavo solo sull’inverter esistente, scusa………il problema c’è come hai giustamente scritto…….

    • Stefano Caproni 28 luglio 2016 at 20:00 - Reply

      In ogni caso ha senso installare tale impianto se poi devi limitare la potenza immessa per non superare il massimo squilibrio ?
      In ogni caso il distributore può elevare il valore del massimo squilibrio permanente. Hai provato a chiedere ?
      ———–
      CEI 0-21
      8.3 Connessione monofase/trifase alla rete di Distribuzione
      Gli impianti di produzione collegati alla rete mediante un sistema elettrico di distribuzione monofase possono avere una potenza complessiva fino a 6 kW. È facoltà del Distributore elevare la suddetta potenza fino a 10 kW. Il valore di potenza complessiva ammesso per impianti di produzione con connessione monofase alla rete di istribuzione è assunto nel seguito quale Limite allo Squilibrio Permanente (LSP).

  16. vic 2 agosto 2016 at 12:33 - Reply

    Ciao Eddy e Stefano:
    V1/2014-12 – pag.12
    “NOTA La potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è tuttavia sempre pari alla somma dei generatori e/o sistemi di accumulo installati. Quindi se si prende ad esempio il caso di un sistema fotovoltaico da 20 kW e un sistema di accumulo da 20 kW, collegati sul lato in alternata dell’impianto di generazione, la potenza di riferimento da considerare è pari a 40 kW.
    A parziale deroga di quanto sopra indicato, il caso dell’insieme costituito da uno o più generatori e uno o più EESS, collegati sul bus DC di un inverter viene considerato come un unico generatore, al quale compete la fornitura di servizi alla rete.
    NOTA Ciò per tener conto che la presenza di due o più apparecchiature sullo stesso bus DC necessita un loro coordinamento da parte del sistema di controllo presente e quindi le suddette apparecchiature non sono indipendenti tra loro. In tal caso, la potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è quella dell’inverter che connette il sistema alla rete. Quindi nel caso di un sistema FV da 20 kW con sistema di accumulo da 20 kW, collegati tra loro sul bus DC dell’unico inverter (da 20 kVA) verso la rete, la potenza da considerare è quella nominale dell’inverter.”

    Significa che se installi la batteria lato CC la potenza è quella (limitata) dell’inverter che però deve essere Cei 021; Solaredge ha una soluzione in CC (Tesla + apparato Storedge).

    Da quanto scrive Eddy mi sembra di capire che però cita un accumulo collegato sul lato CA dell’inverter tramite un apposito secondo convertitore (non quello collegato ai moduli) della Solaredge mod. 3500 atto a gestire la conversione della continua da e verso la batteria Tesla; da documentazione della Solaredge sembra inoltre che sia necessario l’ulteriore apparato denominato Storedge. Una delle peculiarità di questo insieme è che rende il sistema bidirezionale per cui la batteria può caricarsi dai moduli e dalla rete. La limitazione della potenza verso la rete è demandata all’apparato Storedge tramite apposito sensore/wattmetro e/o riduttori corrente collegati a valle M1 (contatore scambio), tale configurazione evita di scaricare la batteria verso la rete se non ci sono carichi accesi in casa; va da sé che se per anomalia manca il supporto di tale sensore ci sarebbe il rischio di immettere energia in rete contemporaneamente dai moduli e da batteria.
    Il sensore/wattmetro di cui sopra serve inoltre per permettere i servizi di rete: cioè in condizioni di sotto/sovra frequenza ad immettere/assorbire potenza con la batteria ed aiutare la rete stessa.

    • vic 4 agosto 2016 at 13:53 - Reply

      Scusate, una mia importante dimenticanza; dove ho scritto in alto all’inizio: “V1/2014-12 – pag.12”, intendevo la “Cei 0-21 variante V1/2014-12 – pag.12”. Ciao

  17. Eddy Rossi 3 agosto 2016 at 11:37 - Reply

    Ciao Stefano.

    Alla fine mi sono orientato a provare la strada di chiedere una deroga ad e-distribuzione per aumentano l’LSP. Poi penso che potremmo provare a dichiarare che lo Storedge in funzionamento normale agisce come un “sistema di controllo dello squilibrio”.
    Attendo comunque chiarimenti anche da Solaredge.
    Poi effettivamente la connessione lato CA è a valle del CE M2 di prodotta monofase e potrebbe essere che lo stesso limiti a 6 kW la potenza.

    Grazie dei vostri consigli.

  18. vic 3 agosto 2016 at 16:20 - Reply

    Ciao Eddy, mi permetto di dirti che e-distribuzione non da quasi mai deroghe nemmeno in prelievo, figurarsi sull’immissione e le disposizioni che hanno sono quelle della Cei 021 e nel tuo caso sono presenti due distinti inverter (quello del Sda e quello ftv); la cui somma da quindi oltre 6 kW e non c’è la certezza dal punto di vista tecnico che non sforino i 6 kW. Mi permetto appunto di scriverlo qui (Stefano mi perdoni), perchè sto approfondendo la questione degli accumuli (Sda). Inoltre non è proprio contemplato e nemmeno permesso che il M2 e neppure il M1 limitino la produzione/immissione, non sono proprio autorizzati a limitare la P.
    Hai valutato la possibilità di installare lo Storedge/Tesla in CC, avresti meno perdite di conversione e non metti il 3500; ovviamente l’inverter ftv deve essere Cei 0-21.
    Ti consiglio infine di verificare la disponibilità delle dichiarazioni conformità dello Storedge, perchè quelle che ho visto non mi convincono.

  19. Marco 19 settembre 2016 at 18:34 - Reply

    Buonasera,
    scrivo per avere un consiglio in merito alla seguente situazione.
    Ho un impianto FV da 5,5 kW con inverter 6 kW incentivato in 4° conto energia.
    Vorrei ora potenziare tale impianto aggiungendo 3,0 kW, in SSP. Il potenziamento è possibile purchè la nuova sezione sia dotata di contatore di produzione.
    Il potenziamento avverrà aggiungendo n. 12 moduli da 250W ed un inverter monofase della
    ABB da 3 kW nominali.
    Il problema è il seguente: superando i 6 kW la connessione diventa obbligatoriamente trifase. Ho letto che è sufficiente cambiare il contatore monofase con uno trifase e collegare:
    a) il vecchio impianto sulla fase 1
    b) il nuovo impianto sulla fase 2.
    Rimarrebbe quindi solo una fase “libera”. Secondo voi è fattibile?
    Grazie dei vostri consigli

    • Stefano Caproni 20 settembre 2016 at 14:46 - Reply

      Puoi anche usare un inverter trifase (Fronius Symo, fanno anche il 3kW trifase).
      Aspetta un attimo a fare il tutto, al momento se superi i 6kW devi installare interfaccia esterna.
      Con la nuova CEI 0-21 il limite va da 6 a 11kW (11,08 per la precisione) ma ancora la parte riguardante tale modifica non è in vigore.
      Risparmi almeno un migliaio di euro 😉 (interfaccia, collaudo interfaccia, contattore esterno, manodopera, etc etc etc)

  20. Marco 21 settembre 2016 at 12:17 - Reply

    Ciao Stefano, grazie per la risposta.
    Al di la della convenienza economica (a proposito, da quando entrerà in vigore la modifica sull’interfaccia esterna?) chiedevo se la soluzione di sostituire il contatore monofase con uno trifase e collegare il vecchio impianto da 5,5 kW sulla fase L1, il nuovo da 3 kW sulla fase L2 (lasciando quindi libera la fase L3) e prelevare dalle L2 sia fattibile.
    Considera che attualmente ho un contatore monofase con 3kW in prelievo e 5,5 kW in immissione. Passerei ad un contatore trifase con sempre 3 kW in prelievo e 8,5 in immissione.
    Grazie!

    • Stefano Caproni 22 settembre 2016 at 12:37 - Reply

      5,5kW in immissione sono 25A
      Onestamente non so se il contatore da 3,3kW in prelievo possa essere programmato per immissione di 25A su una fase
      Questa volta non ti so rispondere

      • vic 23 settembre 2016 at 22:43 - Reply

        Ciao, ho avuto ancora a che fare con casi analoghi e installare un inverter per fase lasciandone libera una è abbastanza normale, addirittura ho visto anche inverter bifase. Possibilmente comunque è sempre preferibile avere il carico e l’immissione equilibrati sulle 3 fasi.
        Per quanto riguarda il contatore mi hanno detto che non può essere programmato, con la normativa attuale, per limitare in immissione; il Tica (10.15) prevede solo che possano essere addebitati i superi di immissione rispetto al valore di immessa giá pagato. Mi è stato pure riferito, ma non l’ho ancora verificato! che anche se produci e immetti su una fase ma prelevi su un’altra il contatore esegua la somma algebrica senza conteggiare separatamente prelievo su una fase e immissione sulle altre.

  21. Marco 21 settembre 2016 at 12:18 - Reply

    Ah dimenticavo, l’inverter per il nuovo impianto sarà monofase.

  22. Marco 22 settembre 2016 at 15:04 - Reply

    Non lo vorrei mettere trifase per una questione di costi, penso che il trifase costi di più.
    Comunque, al di la del costo, secondo te è preferibile il trifase? Se ho ben capito con il trifase avrei la possibilità di immettere su tutte e tre le fasi del contatotore. Resta il fatto che il vecchio impianto monofase andrà allacciato ad una delle tre fasi, verificando prima, come giustamente dici,se sia possibile immettere tutta quella potenza.

    • Stefano Caproni 22 settembre 2016 at 15:21 - Reply

      Non so quanto costi di più un inverter trifase, in ogni caso io preferisco sempre avere un impianto equilibrato con inverter trifase su una connessione trifase

  23. AP 12 ottobre 2016 at 01:47 - Reply

    Salve, chiedo scusa per la mia ignoranza (non sono del mestiere…) una domanda:

    Mi hanno installato una pompa di calore TRIFASE, (max pot. assorbita = 3kW) collegata ad un impianto fotovoltaico da 5,4 kW con inverter Fronius MONOFASE.
    La cosa ha controindicazioni? sarebbe meglio mettere un inverter TRIFASE?
    Grazie mille.

  24. MARIANNA CORADAZZI 19 ottobre 2016 at 15:58 - Reply

    Gentile Stefano,
    ho installato un impianto trifase da 6 kW costituito da 3 inverter monofase da 2 kW su un’utenza trifase. Ora sono bloccata perchè il regolamento di esercizio di enel mi imposta le soglie di taratura relative all’autotest sull’impianto trifase, mentre l’autotest degli inverter su valori monofase. Ad esempio la 59.S2 prescritta da portale è 460 V mentre per gli inverter 264,5 V.
    non so cosa fare perchè l’enel più volte interpellata mi dice che il valore della tensione da inserire è quello trifase mentre la Power One quello monofase.
    Grazie infinite….sono disperata!

    • Stefano Caproni 19 ottobre 2016 at 16:15 - Reply

      Ciao
      Nella tabella del regolamento di esercizio online metti i valori trifase.
      L’autotest dei 3 inverter sarà con tensioni monofase.
      Anche i piccoli inverter trifase (TRIO ABB ad esempio) fanno il test sulle singole fasi e quindi riferito alla tensione monofase
      Enel fa riferimento giustamente alla tensione di connessione alla rete, mentre a mio avviso potrebbe far riferimento alla tensione di connessione degli inverter per l’autotest.
      L’autotest tra fase e neutro nei sistemi trifase tra l’altro è molto più restrittivo (anche se ipotesi remota in quanto i sistemi trifase della rete bt sono equilibrati, in un sistema trifase non equilibrato potresti avere tensioni concatenate non troppo alte e tensioni stellate molto alte, potresti ad esempio avere una tensione concatenata di 440V che non fa intervenire la protezione e una tensione stellata anche di 280/290V).

  25. MARIANNA CORADAZZI 19 ottobre 2016 at 16:34 - Reply

    Ti ringrazio per la risposta velocissima e per la competenza, ti farò sapere se l’enel mi accetta così!
    Buon lavoro

    • Stefano Caproni 19 ottobre 2016 at 16:47 - Reply

      L’Enel non deve accettare per farti un favore, l’Enel deve sottostare alle norme CEI come tuti noi, e le norme ammettono gli impianti trifase “costruiti” con inverter monofase che, ovviamente, fanno l’autotest tra fase e neutro, come quelli trifase del resto 😉
      Se poi vogliono che tu sul portale scrivi le tensioni tra fase e fase……..accontentali, la sostanza non cambia 😉

  26. carlo moneta 7 dicembre 2016 at 13:39 - Reply

    salve premetto che sono solo un utilizzatore ma ho questo problema:
    impianto FV 6 kwp con inverter monofase
    allaccio enel 10 kw trifase
    problema riscontrato non ho riscontrato in questo anno e mezzo di installazione benefici dalle bollette
    interpellato il mio fornitore impianto mi dice che è tutto ok
    ma a me non sembra proprio appunto dalle bollette
    ho scambio sul posto…
    cosa posso fare?
    i miei dubbi su una installazione non corretta sono giustificati?
    l’impianto nei suoi primi 12 mesi ha prodotto 7800 kw quindi funziona

    • Stefano Caproni 7 dicembre 2016 at 14:26 - Reply

      Non si possono avere opinioni a distanza su un impianto che non si conosce
      Di sicuro l’impianto funziona se ha prodotto 7800kWh
      per vedere cosa è successo in questo primo anno, basta leggere la produzione su contatore di produzione, e l’immissione e prelievo sul contatore di scambio.
      In questo modo si hanno i dati di:
      – produzione
      – immissione in rete
      – autoconsumo (differenza tra produzione e immissione)
      – prelievi
      Da qua si può cominciare a capire qualcosa.
      Non dico che sia il suo caso, ma molto spesso chi ha un impianto fotovoltaico bada meno ai consumi e spesso tende a consumare più di prima
      Se quest’anno hai speso 1000 € e ha avuto un autoconsumo di 3000kWh, senza il fotovoltaico avrebbe speso 3600 €
      Guarda la produzione e verifica l’immissione sul contatore di scambio

  27. virginio 19 febbraio 2017 at 18:29 - Reply

    salve premetto che sono solo un utilizzatore:
    impianto FV 8 kwp con 6 inverter, allaccio distribuzione potenza enel di 3 Kw. collegando la trifase del FV alle 3 linee del contatore enel, vado ad aumentare la potenza di distribuzione del contatore?
    Attualmente spesso si supera la potenza di 3 Kw con sospensione dell’energia.
    Spero di essere stato esauriente.
    Grazie!!

    • Stefano Caproni 20 febbraio 2017 at 08:57 - Reply

      La consegna Enel è trifase ?
      Se interviene il limitatore Enel vuol dire che si superano i 3,3kW in prelievo.
      Se avete pensato ad un impianto da 8kW di picco penso che un’utenza in prelievo da 3,3kW sia un pèo’ piccola.
      In ogni caso il fotovoltaico non c’entra nulla, il contatore è programmato per un prelievo di 3,3kW e una immissione di 8kW

  28. francesco 1 marzo 2017 at 11:55 - Reply

    devo mettere dei pannelli fotovoltaici mi consigliano un inverter da 5000 e 25 pannelli da 270 wp per un totale di 6750 devo decidere su un solaredge che costa 1000 euro in piu, oppure un sma, ancora su un monofase oppure un trefasi cosa mi potete consigliare, grazie Francesco

    • Stefano Caproni 1 marzo 2017 at 12:06 - Reply

      Non ho capito se la connessione alla rete è trifase o monofase
      In ogni caso se è trifase, inverter monofase direi di no (CEI 0-21 squilibrio sulle fasi articolo 8.3)
      Quindi inverter trifase (o 3 monofase ma non ne vedo il senso, maggiori spese)
      Con 25 moduli non puoi fare 1 stringa, quindi inverter con almeno 2 MPPT
      Fronius Symo, ABB Trio, SMA Tripower
      Occhio che se gli inverter hanno certificazione vecchia e allacci entro luglio 2017 serve interfaccia esterna, se allacci dopo luglio o anche prima con inverter dotati di nuove certificazioni (per l’ultima versione CEI 0-21) non serve protezione esterna (e in quel caso forse SMA non ha interfaccia interna
      Dipende dalla taglia dell’inverter.
      Ma siamo al limite della progettazione online, chi ti segue dal punto di vista tecnico farà le opportune valutazioni 😉

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