Sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici domestici: le batterie Long-life di Panasonic

Il problema di accumulare l’energia degli impianti non programmabili (ad esempio il fotovoltaico) è da sempre in primo piano nella ricerca di soluzioni tecnologiche che permettano un accumulo sostenibile dal punto di vista dei costi e della capacità di accumulo. Con il sistema dello scambio sul posto (l’energia consumata e prelevata dalla rete viene compensata in moneta se prodotta in momenti diversi) quello dell’accumulo in impianti domestici non è un tema rilevante, mentre potrà esserlo quando (secondo le prime indicazioni) gli incentivi del Conto Energia  saranno alternativi al meccanismo dello scambio sul posto, oltre a risultare di vitale importanza in impianti in isola (come ad esempio le baite che non possono usufruire di una connessione ala rete).

Panasonic Corporation ha annunciato che in Giugno verrà avviata la produzione di massa di un sistema di batterie agli ioni di litio compatto, sicuro, con una lunghissima vita utile sviluppato per le abitazioni europee. Questo tipo di batterie non sono una novità, ma è la prima volta che l’azienda  produce  su una scala così ampia un sistema progettato per l’Europa.   In Germania e nelle altre nazioni europee, i governi stanno riducendo il prezzo di acquisto dell’energia solare per frenare la sempre più diffusa generazione domestica di energia fotovoltaica, che si è tradotta in un aumento dei costi energetici. Il provvedimento dovrebbe spingere i consumatori ad ottimizzare l’autoconsumo della corrente  prodotta dai propri impianti fotovoltaici.

Prevedendo che in un futuro non lontano le famiglie genereranno in proprio l’energia che consumeranno, Panasonic ha deciso di rafforzare il proprio settore degli accumulatori e lo sviluppo di sistemi di batterie per accumulatori a larga scala, la cui richiesta è prevista in rapida crescita.   Lo scorso anno, Panasonic ha fornito le sue batterie agli ioni di litio al sistema di accumulazione domestico S10, sviluppato da E3/DC, azienda tedesca specializzata. Grazie ai test sul campo effettuati in Germania, Panasonic è ora pronta alla produzione di massa di sistemi con batterie agli ioni di litio.

Il sistema di batterie agli ioni di litio consiste in un modulo batteria Panasonic, che ha una capacità nominale di 1,35kWh e un sistema di gestione della batteria, studiato per controllare la carica e scarica della batteria in base alle esigenze del consumatore. Il sistema accumula l’energia in eccesso, prodotta dal pannello fotovoltaico (PV) nelle ore di picco, e scarica la corrente in base alle necessità. E’ la risposta ideale per chi cerca un accumulatore che aiuti a ottimizzare l’autoconsumo dell’energia generata in proprio. Una soluzione che aiuta le famiglie a ridurre la dipendenza dall’energia della rete e contribuisce a diffondere sempre di più l’energia pulita.

Fumitoshi Terashima è il direttore del settore Smart Energy Systems Business della Energy Company di Panasonic. Ha dichiarato: “Le sorgenti rinnovabili, eolica e fotovoltaica, per loro natura sono discontinue. In Germania, ci si preoccupa che la loro integrazione nella rete elettrica possa creare fenomeni di instabilità nella distribuzione di energia. Grazie alla nostra avanzatissima tecnologia delle batterie agli ioni di litio e all’alta qualità dei sistemi di gestione delle batterie, favoriremo il consumo autonomo dell’energia generata dalle famiglie e, contemporaneamente, ridurremo il carico durante le ore di picco. In questo modo, Panasonic punta a una posizione preminente nel fornire soluzioni che proteggano la rete elettrica nel suo complesso.”

Il gruppo Panasonic intende accelerare lo sviluppo e la commercializzazione di sistemi di accumulatori ad alte prestazioni e contribuirà alla crescita di un mercato globale di detti sistemi.

Caratteristiche speciali:
1. Il sistema di batterie agli ioni di litio è progettato per avere una vita utile di 5000 cicli* e offrire un funzionamento a lungo termine.
2. Il sistema di gestione della batteria, ad alte prestazioni, fornisce informazioni sullo stato della batteria al centro di controllo del sistema di accumulazione domestico, che a sua volta consente all’utente di monitorare a distanza lo stato del sistema e della batteria.
3. Il sistema di batterie agli ioni di litio ha un livello elevato di capacità e di tensione, ed adotta una cella agli ioni di litio che è stata appositamente sviluppata per l’uso in accumulatori di energia.

*Stima effettuata su condizioni di circa l’80% di DOD (profondità di scarica) a temperatura normale.

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Abbiamo notato che molti nei commenti a questo articolo dicono di avere accumualtori e prodotti già pronti e pubblicano indirizzi per contatti privati. Ora siccome questo non è un portale a disposizione di chi vuole vendere prodotti, o si pubblicano anche caratteristiche tecniche che tutti possano valutare al fine di arricchire le informazioni di chi lavora nel mondo delle rinnovabili, oppure il portale non è a disposizione di chi vuole un contatto privato. Se avete prodotti inerenti questo articolo (accumulatori) mandate schede teciche e indirizzi web da consultare. Grazie

854 Commenti

  1. ant 8 giugno 2012 at 16:37 - Reply

    nessuna stima sui costi?

  2. Stefano Caproni 8 giugno 2012 at 16:46 - Reply

    Ciao Antonio, per ora no. Sta partendo la produzione in larga scala. Quel “in larga scala” mi fa sperare che i costi non siano alti, ma se guardi le caratteristiche delle batterie dubito che costeranno poco. Ma in ogni caso dovranno adeguarsi alle regole del mercato in modo che il prezzo sia compatibile con i costi degli impianti fotovoltaici. Appena ho news le pubblico. Inoltre non so come la pensi, ma sono curioso di vedere se funziona davvero, sai quando le aziende presentano un oggetto sembra tutto oro. Li aspetto alla prova sul campo ;-) Intanto ho inviato una mail per avere news sui costi.

    • andrea 20 maggio 2013 at 11:30 - Reply

      io ho installato l’accumulatore di energia nella mia abitazione e lo commercializzo , e il prezzo e molto buono con la detrazione fiscale del 50%

    • andrea 20 maggio 2013 at 11:31 - Reply

      io ho installato l’accumulatore di energia nella mia abitazione e lo commercializzo , e il prezzo e molto buono con la detrazione fiscale del 50%, saluti

  3. Giordano Mariti 10 giugno 2012 at 01:16 - Reply

    1,35 kWh mi sembrano pochi, secondo me potrebbe esserci un errore, intendevano forse dire 13,5 kWh? Comunque sono interessato, sono alla ricerca di un sistema valido e sostenibile tecnicamente ed economicamente.

    • Stefano Caproni 10 giugno 2012 at 09:05 - Reply

      Ciao Giordano, secondo me il dato è corretto, un sistema di accumulo domestico che è in grado di fornire 1,35kW per un ora non è poco. Significa in teoria che (escludendo eventuali elettrodomestici con elavti consumi) puoi rendere autonoma la tua abitazione per un paio di ore. Inoltre tieni presente che questo è un sistema “tampone” che permette di accumulare energia e rilasciarla quando il consumo è maggiore della produzione dell’impianto, non è da considerare come un vero e proprio sistema di alimentazione di emergenza. Ho chiesto a Samsung ulteriori dettagli. Appena ho novità vi faccio sapere. Come dicevi i costo sono importanti, e determineranno la diffusione o meno del sistema.

  4. Giordano Mariti 14 giugno 2012 at 06:51 - Reply

    In effetti come tampone può funzionare per compensare i temporanei cali di produzione del FV dovuti alle condizioni meteo, è da valutare quanti kWh, altrimenti prelevati da Enel, riuscirebbe a far risparmiare, da cui il calcolo costi/benefici, rimango in attesa di news, grazie.

    • Stefano Caproni 14 giugno 2012 at 19:01 - Reply

      Ciao Giordano, non credo che i kWh risparmiati siano tantissimi. Però se anche fosse 1kWh al giorno sarebbero 365kWh all’anno, che in fondo sono circa 70 euro, il nodo cruciale come dici sono i costi, solo con un adeguato rapporto costi/benefici il prodotto potrà prendere piede.

  5. nOoxiNG 15 giugno 2012 at 16:21 - Reply

    Ecco, era questo che aspettavo: delle batterie!!!
    E’ un paio d’anni che rimugino su questa visione, una casa con pareti fatte di… PILE ¡¡¡¡
    Tecnicamente arduo, economicamente esoso, ma fattibile. Con i giusti accorgimenti progettuali, in temini di impianti, controlli, pianificazione etc. posso farsi grandi cose.

    p.S.: vorrei tenere acceSissimo questo discorso!

    Grazie, Saluti a lettori e redattori.

    • Stefano Caproni 15 giugno 2012 at 16:30 - Reply

      Ciao a te e grazie per averci letto ;-) Hai ragione, idea interessante e da tenere viva, l’importante è cercare di capire che ci sono dei limiti oggettivi (dimensioni e capacità e costi) ma che con la ricerca si potrà raggiungere un buon compromesso. Inoltre è importante capire che è molto utile un sistema di carica e scarica che faccia da “tampone” perchè ovviamente non si parla di immagazzinare energia per far andare la casa 24 ore. Però se durante il giorno le batterie si caricano, la sera con 1,3kWh per il dopo cena (3-4 ore) ci fai funzionare televisore, frigo, pompa della caldaia per una doccia. ecco, se si affronta il discorso nella giusta ottica questi sistemi possono crescere ;-) Per abbassare i costi occorre un’ampia diffusione.

  6. nOoxiNG 15 giugno 2012 at 16:54 - Reply

    Esatto Stefano (posso darti del tu?) è quello il concetto, io direi il “respiro” dell’energia.
    Non tutti i carichi sono uguali, non è necessario tenere la lavatrice sotto una batteria intelligente.
    E come giustamente sottolinei, per abbattere i costi ci vuole ampia diffusione, ma anche oculata ricerca e progettazione.
    Bisogna lavorarci su…

    Fabio

    • Stefano Caproni 15 giugno 2012 at 16:58 - Reply

      Il tu lo preferisco di gran lunga Fabio ;-)
      Infatti, non devi farci andare la lavatrice con le batterie, hai centrato il punto. Piano piano ci arriviamo a un comune senso del risparmio energetico e dell’energia pulita ;-)

  7. vic 15 giugno 2012 at 23:33 - Reply

    Bisogna, per i costi, anche considerare la durata: 1 ciclo al giorno sono circa 13 anni, ma bisogna anche valutare quale carichi collegarci sotto a questi accumulatori: se non sbaglio gli UPS attuali prevedono il collegamento di carichi privilegiati; quindi in casa dovra’ essere previsto un circuito privilegiato al quale collegare carichi non molto grossi ma usati spesso, in caso contrario non scaricheremo le batterie appena caricate. E’ sperabile altrimenti l’implementazione di un hw/sw intelligente che scarichi le batterie per piccoli assorbimenti e le scolleghi per i grossi; il tutto in rispetto alle normative esistenti, in primis quelle sulla sicurezza. Ciao a tutti!

  8. nOoxiNG 16 giugno 2012 at 10:46 - Reply

    YeP…. certo vic La Sicurezza in primiS :-) !!!
    Che poi secondo me, è la base per una corretta progettazione ed un trampolino per un corretto uso.
    Hw/sW non ha più senso tenerli disgiunti tantomeno nella progettazione elettrico-energetica.
    Tutto ciò che dici è giusto, inoltre a parer mio le tecnologie UPS (ce ne sono almeno un paio), forse occorrerebbe pensare a come reimplementarle/ridistribuirle in ambiente domestico.

    pS: sarei fortemente interessato a lavorare su un progetto del genere ed in parte già da un pò ci rimugino e ci studio su.

    buonWeeKenD

  9. vic 16 giugno 2012 at 13:36 - Reply

    Dal punto di vista delle normative la nuova Cei 0-21 da nuove disposizioni che sto cercando di recepire, il problema é quello di non creare isole indesiderate sulla rete pubblica bt; in pratica questi accumulatori non possono alimentare – o contribuire ad alimentare – la rete pubblica in caso di disservizi Enel. Questo é uno dei nodi cruciali relativi alla generazione distribuita (GD).

  10. Fabio 14 luglio 2012 at 09:08 - Reply

    In questo aiuterà la domotica, la casa intelligente gestirà l’energia del micro eolico, del fotovoltaico e del solare termico. Il futuro è a un passo e se fino ad ora, grazie agli incentivi a pioggia hanno consentito la partecipazione di molti attori improvvisati, la partita ora sarà ristretta a professionisti in grado di avere e trasmettere una vera visione globale del risparmio energetico.
    Grazie Stefano delle preziose indicazioni che dai qui e nel gruppo FER
    Fabio

    • Stefano Caproni 14 luglio 2012 at 09:30 - Reply

      Ciao Fabio, grazie a voi ;-)
      Hai centrato il punto, anzi ne hai centrati due, la domotica non sarà una comparsa ma un attore principale in questa trasformazione. Anche i produttori dovranno accelerare lo sviluppo di batterie più performanti e meno costose. Secondo punto gli attori improvvisati, sono d’accordo con te al 100%. In questi due anni ne abbiamo visti parecchi ;-)

  11. Alberto Malin 14 luglio 2012 at 12:11 - Reply

    Qualcuno potrebbe fare una breve comparazione qualitativa/economica fra gli attuali sistemi d’accumulo dell’energia basati sulle batterie al litio rispetto a quelli al sale (tipo FIAMM), forse un pò troppo prematuro ?
    Grazie e complimenti per l’equilibrio che dimostrate nelle valutazioni !

  12. Caterina Fioravanti 31 agosto 2012 at 12:47 - Reply

    Salve .sono una mamma non sono un tecnico, sono una moglie non un elettricista,ma nella gestione familiare e la nuova progettazione della mia prima casa mi assilla la volontà di inserire il FV e poter essere il più indipendente possibile da enel e quant’altro…sono alla ricerca di un accumulatore energetico che possa mantenere nella notte il frigo,la tv,o il riscaldamento acceso…riusciremo in questa impresa?? saranno gradite informazioni su questo argomento.Grazie.

    • Stefano Caproni 31 agosto 2012 at 12:53 - Reply

      Ciao Caterina, prima di tutto sono contento che una mamma e una moglie, e non un tecnico scriva qeuste cose. Significa che la gente comincia ad essere stanca di questo ricatto dei produttori di energia sporca, e cominci a pensare a produrre, accumulare, riutilizzare. Scusami la parentesi, ma parlo spesso del fatto che occorre fare informazione e occorre che tutti si diano da fare per far crollare i castelli ai servi del petrolio. Detto questo io non conosco personalmente sistemi di accumulo già belli e pronti da inserire in un impianto. Ma so che molti ci stanno lavorando e che qualcosa c’è già in giro. Spero qualcuno intervenga in tuo aiuto. Forse è ancora un po presto, ma molte aziende stanno correndo in questa direzione nello sviluppo di soluzioni chiavi in mano per l’accumulo, unica strada percorribile per poter avere il massimo vantaggio da un impianto fotovoltaico. Appena avrò soluzioni e dritte lo scriverò qua. Se qualcuno ha delle idde per Caterina si faccia vivo ;-)

  13. Caterina Fioravanti 31 agosto 2012 at 13:52 - Reply

    Grazie per la celere risposta..si siamo in molti a svegliarci, nel silenzio della nostra disperazione, nel tentativo di sopravvivere degnamente sotto la morsa dei capi del mondo che accrescono sempre più il peso del giogo sopra la nostra testa!!navigando sulle onde di internet ho scovato proprio ora shopenergia.com dei chit che nella mia ignoranza forse sono interessanti anche come prezzi.
    se hai modo dai un occhiata…saluti caterina.

    • Stefano Caproni 31 agosto 2012 at 14:11 - Reply

      Ci guardo ;-)

    • Stefano Caproni 31 agosto 2012 at 16:27 - Reply

      Ci ho guardato Caterina, non ci capisco niente :-)
      Mi spiace, appena approfondisco su sistemi di accumulo pubblico qua le informazioni ;-)

      • stefano lodo 28 marzo 2013 at 17:12 - Reply

        A casa Ho impianto ftv di 5,89 kwt, una pompa di calore nibe split acvm 170 un idro camino a legna il tutto è collegato e mi alimenta l’impianto a pavimento. Dato l’impianto non ho l’allacciamento al gas l’intento era quello di contenere i costi di gestioni ma nonostante ho un consumo annuo di circa 5500 kwt con conseguenti mazzate da parte dell’ENEL con bollette nei mesi invernali veramente alte. Cosa posso fare?? Sono veramente demoralizzato visto il costo totale dell’investimento HELP!!!!

  14. Raniero 31 agosto 2012 at 14:25 - Reply

    Un impianto da 5 kWp con un sistema di accumulo sunnybackup verrebbe a costare circa 3000 euro/kWp ovviamente l’impianto deve essere prima progettato e poi installato da personale qualificato sia nella forma che nella sostanza …….. un attimo che rifaccio i calcoli diciamo massimo 3400 euro/kWp

  15. Eugenio 31 agosto 2012 at 15:54 - Reply

    Qualcuno è informato sugli accumulatori ad energia cinetica?
    La Riello vende diversi modelli da inserire negli impianti UPS dei data center delle aziende.
    È una tecnologia pulita e potrebbe essere molto promettente al fine di realizzare unità abitative energeticamente i dipendenti.

  16. Raniero 31 agosto 2012 at 17:06 - Reply

    Caterina sono dei sitemini per impianti ad isola che alimentano apparecchi (elettrodomestici) e lampadine particolari diverse da quelle che usiamo di solito in casa diciamo che per applicazioni domestiche questi sistemi non vanno bene a meno che si decida di vivere un pò diversamente cioè senza consumare tutta l’energia alla quale siamo abituati ……. frigoriferi enormi congelatori pompe di calore ferri da stiro etc etc ……….

  17. Caterina Fioravanti 1 settembre 2012 at 11:20 - Reply

    Ringrazio Raniero e Eugenio per le specifiche,mi fa molto piacere confrontarmi su questo argomento,e notare che la volontà di indipendenza ci unisce un po tutti!! grazie ancora.

  18. Giuseppe 2 settembre 2012 at 00:26 - Reply

    Ciao Stefano, visto ke ne mastiki e dai buoni consigli sul fotovoltaico vorrei esporti il mio problema; ho finito da circa tre mesi di costruire nella mia campagna una casetta prefabbricata nella quale trascorro spesso dei weekend, fino adesso sono andato avanti col generatore il quale anke se è a GPL mi consuma una bombola da 15 kg. ogni 14 ore di funzionamento, cmq se sto qualke giorno in più mi buca le “tasche” (ti premetto ke stò in una zona dove non posso avere energia elettrica dall’enel) quindi vorrei optare x un impianto fotovoltaico con accumulatori di energia è possibile mettere in atto questo mio pensiero? quanto può venire a costarmi? quanti pannelli ci vogliono e quante batterie? calcolando ke ho il frigo, la tv, una pompa x acqua da 0,5 hp e kiaramente delle luci a basso consumo, ti ringrazio anticipatamente x una tua eventuale risposta.

  19. Caterina Fioravanti 2 settembre 2012 at 12:11 - Reply

    Buon giorno a tutti voi… ci siamo forse ho risolto il mio dilemma!!!E questa volta è un tecnico molto esperto che ho sguinzagliato da tempo alla ricerca della soluzione per PRODURRE ENERGIA INDIPENDENTE!
    Andate a vedere merita,i prezzi ancora non li so ma a breve avrò il preventivo:
    http://www.tritec-energy.com saluti a tutti.

    • Stefano Caproni 2 settembre 2012 at 15:25 - Reply

      Ciao Caterina, molto interessante. Grazie per la segnalazione. Unica cosa che non ho visto (non dico non ci sia ma non l’ho vista indicata) la conformita alle CEI 0-21. magari chiedi lumi al tecnico ;-)

  20. Samuel 3 settembre 2012 at 13:26 - Reply

    informo che gli accumulatori che usciranno della panasonic ( forniti dalla sanyo, sempre sua azienda) hanno un pacco batterie come detto da 1,35kWh di base ma si arriva fino a 5 pacchi batterie insieme per un totale di 6,75kwh a disposizione da caricare, da analisi fatte questo potrebbe portare ad aumentare la percentuale di autoconsumo da una media del 45% al nord italia a circa il 70-75% medio, mentre nel sud italia questa percentuale potrebbe addirittura arriva oltre il 90% con un minimo di attenzione sull’utilizzo degli elettrodomestici durante la notte.. i prezzi sono ancora top secret ma da info di corridoio non dovrebbe superare il pacco batterie base da 1,35 kwh i 2000 euro e sarebbe indirettamente proporzionale con l’aumento dei pacchi batterie.. queste ultime info. Speriamo sia cosi’ sarebbe una rivoluzione per il settore che potrebbe fare a meno di questi incentivi ballerini e che cambiano ogni tre mesi..

    • Stefano Caproni 3 settembre 2012 at 14:56 - Reply

      Grazie Samuel, ottime notizie ;-)

  21. Elpidio 4 settembre 2012 at 14:01 - Reply

    Si ma questi sistemi sono Conformi? sono istallabili? Ho sentito da qualche tecnico (non ricordo in quale ultimo workshop) che dovevano uscire una regolamentazione?? Voi avete info? in pratica secondo voi è possibile venderli ed installarli? Grazie mille.

    • Stefano Caproni 4 settembre 2012 at 22:33 - Reply

      Ciao Elpidio, io ho contattato un paio di aziende che mi hanno detto essere in attesa di certificazioni e di indicazioni sulla possibilità di poterli commettere. Ma in ogni caso se vengono usati in modalità stand alone non ci dovrebbero essere problemi.

  22. Elpidio 4 settembre 2012 at 23:30 - Reply

    scusami Stefano, cosa intendi per Standalone?

    • Stefano Caproni 4 settembre 2012 at 23:40 - Reply

      Intendo dire con sistemi tipo a doppio inverter, uno che immette in rete e ricarica le batterie quando produci più di quello che consumi e uno che lavori anche con le batterie in modalità staccata dalla rete. Ho letto qualcosa in proposito ma per una decina di giorni sono in vacanza e fuori ufficio. Non riesco ad approfondire ora.

  23. golia 5 settembre 2012 at 03:31 - Reply

    Buongiorno. Volevo comunicare che è stato creato un dispositivo da mettere nell’impianto fotovoltaico che supera il limite tecnologico delle durata delle batterie. Le info sono qua http://www.re01altervista.org. Spero di aver fatto cosa gradita!
    Salutissimi

    • Stefano Caproni 5 settembre 2012 at 08:22 - Reply

      Ciao Golia, non so se è un mio problema, ma il link non funziona.

  24. Alessio Bosi 5 settembre 2012 at 09:18 - Reply

    Buongiorno a tutti,
    no Stefano, non è un problema tuo, nemmeno io riesco ad aprirlo

  25. Alessio Bosi 5 settembre 2012 at 09:28 - Reply

    ragazzi, il contatore GSE ha accelerato di brutto:
    ore 9.27: 6.212.966.698 + 21 MLN
    E’ aumentato di 24 MLN negli ultimi 2 giorni

    • Stefano Caproni 5 settembre 2012 at 18:51 - Reply

      Mah, anche se molti dicono che rallenterà io non sono molto fiducioso. Tra allacci di agosto e primo registro non credo si andrà oltre gennaio o febbraio :-(

  26. golia 5 settembre 2012 at 14:09 - Reply

    http://www.re01energia.altervista.org questo è i link giusto e scusate. salut

  27. Samuel 5 settembre 2012 at 14:39 - Reply

    Golia ho letto la pagina mandata ma sai che non dice praticamente nulla di concreto?? Dice i vantaggi ipotetici ma non si sa manco cosa sia e come funziona.. Oltre al fatto che è l’unica pagina internet che parla di RE01 come soluzione fotovoltaica.. Se è sotto brevetto dovrebbero gli inventori ora studiare un pó di meno e imparare a vendersi meglio.. Perchè così come è scritta e presentata sembra molto una bufala!! Spero di essere smentito e che venga chiarito di cosa si tratta!! Saluti..

    • golia 5 settembre 2012 at 17:38 - Reply

      Hai ragione, gli inventori, in quanto tali, non sanno vendere… e forse non vendono.(il sito ha circa 1 settimana di vita come potrai verificare dagli articoli) Credo, che non sia specifico al massimo, l’utilizzo del dispositivo in quanto non possono dire di più (per il momento). So che il dispositivo aumenta di 4-5 volte la durata normale delle batterie (sia gel che tubolari), quindi, se le batterie durano 2-5-7 anni, con questo dispositivo la loro vita sarà allungata di parecchio (magari non servirà sostituirle per un lungo, lungo periodo). Fortunatamente non è una bufala, ma un prodotto italiano (finchè non finirà all’estero, come tutte le invenzioni made in italy) a presto!

      • Stefano Caproni 5 settembre 2012 at 18:55 - Reply

        Ciao Golia, anche io ho visto una pagina che racconta di vantaggi e altro senza aggiungere nulla di tecnico. Magari non vogliono scoprirsi e hanno ragione, ma per diffondere un prodotto occorre che se ne conoscano caratteristiche tecniche e costi. Magari approfondiscono nelle prossime settimane. Quando torno gli mando una mail. Giusto per approfondire. Questi nuovi sistemi hanno bisogno di una larga diffusione per diminuire i costi e perché possano penetrare nel mercato.

        • ivang 24 gennaio 2013 at 22:20 - Reply

          Salve a tutti. Ho installato un impianto a isola ibrido con centralina ReaR di cui parlate e devo ammettere che funziona. Un’amico che abita sempre a Bergamo, ha trasformato il suo fotovoltaico conto energia (vende di giorno e accumula di notte) utilizzando queste centraline. Vi faccio i complimenti per il magnifico forum e per tutte le risposte che date, molto utili a chi, come me, era un eterno indeciso.

  28. Elpidio 5 settembre 2012 at 19:03 - Reply

    Scusate ritornando alla questione Incentivi GSE V conto ed alla sua probabile Fine.
    Volevo sottoporre il seguente quesito: “Oggi non sarebbe già più conveniente proporre in alternativa solo lo SSP”?? Al produttore non converrebbe fare SSP + Recupero 50% Irpef?? Qualcuno ha approfondito?? a mio avviso lo SSP resterà anche dopo la fine del V conto (almeno credo).

    • Stefano Caproni 5 settembre 2012 at 19:30 - Reply

      Ciao Elpidio, dipende dalla taglia dell’ impianto e dal costo, ma non siamo lontani da una buona convenienza con la tua soluzione. Molti ci stanno già lavorando. Occorre fare simulazioni e vedere a quali costi di impianto conviene. Nelle prossime settimane lo farò.

  29. Elpidio 5 settembre 2012 at 19:33 - Reply

    Ciao Stefano. ma è possibile per legge??? acuni colleghi mi dicevano che non si può avere riduzione 50% irpef + SSP.. ma a me pare un po strano.. chi lo farebbe senza SSP?? magari sol autoconsumo?? sono perplesso.

    • Stefano Caproni 5 settembre 2012 at 19:37 - Reply

      Guarda, qualcuno mi ha detto di no e qualcuno mi ha detto di no. Io ancora non ho capito. Ma molti stanno ragionando anche sul 50%, però io sulle questioni fiscali non ci arrivò, anche se vorrei approfondire.

  30. Samuel 5 settembre 2012 at 21:03 - Reply

    Vi informo che col decreto sviluppo è possibile detrarre il 55% dell’imponibile del costo di un impianto fotovoltaico, detrazione prima solo permessa sul solare termico.. Diventerà il 50% da gennaio 2013.. Se una persona rinuncia agli incentivi conto energia e effettua i bonifici per la detrazione fiscale puó effettuare lo scambio sul posto.. Confermato e assodato.. Perchè chiedete a piccoli tecnici di cose che nonostante vendano fotovoltaico non hanno le conoscenze per dare una risposta certa!? Scusate lo sfogo ma c’è troppa ignoranza in questo settore e spesso anche da chi dovrebbe invece saperne di più.. Cmq tornando a noi.. Ora le alternative sono due e non è casuale che sia stata data questa opzione visti i lunghi ritardi per il collegamento da parte del gse..

    • Stefano Caproni 5 settembre 2012 at 22:25 - Reply

      Grazie per l’informazione Samuel. In ogni caso su questo problema non è un discorso di essere piccoli o grandi tecnici, i dubbi sono molti, io mi sono informato da tantissime persone, e non ho mai avuto una risposta chiara ;-)

    • Matteo Marras 8 settembre 2012 at 23:07 - Reply

      Samuel hai già avuto delle pratiche accettate in detrazione in tal senso?
      Anche io sono uno tra quelli che ne e’ convinto che non accedendo al CE si abbia diritto alla detrazione, pero’ ti posso assicurare che non e’ che sia così tutto chiarissimo!!!!!

      • Matteo Marras 9 settembre 2012 at 00:04 - Reply

        Pubblico quanto letto ora su un altro forum.
        Stefano l’articolo ciao ciao conto energia torna di attualita!!!!!!!!

        “Questa è la riposta che ho ricevuto per il quesito (non interpello) che ho posto all’AdE sulla detraibilità del 50% degli impianti fotovoltaici:

        Gentile contribuente, come chiarito anche dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 207/E del 20 maggio 2008, coloro che effettuano l’installazione di un impianto fotovoltaico possono beneficiare: – o della detrazione del 36%, in base all’articolo 1, co. 1 della Legge 27/12/1997, n. 449 (ora 50% fino al 30 giugno 2013) – o di una speciale tariffa incentivante per l’elettricità prodotta mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, di importo decrescente e di durata tali da garantire un’equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio, come stabilito dall’art. 7, comma 2, del decreto legislativo n. 387 del 2003, nonché del premio aggiuntivo previsto dal decreto ministeriale del 19 febbraio 2007. Se il privato ha scelto lo scambio sul posto il contributo in conto scambio non costituisce reddito, mentre l’eventuale liquidazione delle eccedenze va dichiarata tra i redditi diversi e cioè come attività commerciale occasionale; se il privato non opta per il servizio di scambio sul posto e cede l’energia al GSE (gestore dei servizi elettrici) il corrispettivo incassato è imponibile nella categoria dei redditi diversi. Si precisa infine che il Decreto Legge n. 70/2011, convertito dalla Legge n. 106/2011, ha soppresso, a far data dal 14 luglio 2011, l’obbligo di inviare la comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara, ai fini della fruizione della detrazione IRPEF del 36% La presente risposta non è resa a titolo d’interpello ordinario, ai sensi dell’art. 11 della legge n. 212/2000, bensì a titolo di assistenza al contribuente, ai sensi della circolare ministeriale 18.05.2000 n. 99/E, priva, pertanto, di effetti vincolanti per l’Amministrazione. Cordiali saluti.

        • Stefano Caproni 9 settembre 2012 at 09:25 - Reply

          Ottimo Matteo, quando torno ci sentiamo. Ciao ciao conto energia :-)

  31. Elpidio 5 settembre 2012 at 23:47 - Reply

    Scusa Samuel grazie per l’informazione. Più o meno sono del settore ma cos’è il collegamento da parte del gse?

  32. Luca Guicciardi 8 settembre 2012 at 17:48 - Reply

    Buongiorno Stefano, non ho avuto tempo di leggere tutta la discussione, ma ero a porti la domanda, sono già uscite queste batterie, o usciranno, e si sanno i costi, io ho un fotovoltaico da 10 KW in trifase, secondo te possono fare al caso mio, io le sto cercando, perché (passami la parla) Enel mi ha rotto i maroni. se mi tieni informato ti son grato,
    Grazie di tutto Luca

    • Stefano Caproni 8 settembre 2012 at 22:22 - Reply

      Ciao Luca, al momento conosco sistemi di accumulo realizzati con inverte e batterie. Ma solo sistemi di batterie no. Ma ci sono molte cose che bollono in pentola. Appena ne so di più ti informo. Ho chiesto lumi ad alcune aziende ma sono rimaste sul vago. Quindi prima di pubblicare preferisco essere sicuro di non scrivere cavolate ;-)

  33. Luca guicciardi 9 settembre 2012 at 08:04 - Reply

    Grazie Stefano, se hai news, non esitare a tenermi informato, grazie ancora, buona domenica.

  34. Gianluca 11 settembre 2012 at 04:08 - Reply

    Ciao Stefano, come vedi dall’orario del mio post, l’argomento mi fa perdere perfino il sonno visto l’interesse.
    Oggi ho collegato un UPS con paco batterie esterno.
    In totale sono 12 batterie da 12v 7Ah e se non ho sbagliato i miei conti, dovrei avere un’autonomia di 1kwh.
    Il dubbio che ho è: se io consmo di giorno per caricare le batterie, perdo i soldi della mancata vendita dell’energia (5 conto energia).
    Chiaramente l’energia me la trovo nelle batterie per le luci alla sera, ma se l’UPS non rende il 100%, che questo è un dato certo, credo sia doveroso fare un calcolo per capire se esiste o meno la convenienza.
    Prova a fare un esempio: consumo 1kwh per caricare le batterie, quindi invece che 21 cent della vendita, ne ricavo 13,4.
    Perdo quindi 7 cent, però, la sera non compro l’energia per far funzionare le luci di casa, che costa 20cent/kw. Ma se l’inverter rende il 50%, a conti fatti si va quasi in pari, senza considerare i costi delle batterie e UPS. Comunque dobbiamo tener duro e liberarci di questi prepotenti! Dai forza a tutti, aiutiamoci l’un l’altro! Ciao

    • Stefano Caproni 15 settembre 2012 at 11:05 - Reply

      Ciao Gianluca, un aspetto che non avevo considerato, in effetti il rendimento del pacchetto inverter-batterie è fondamentale, perchè con le eventuali perdite come dici ti giochi l’immessa in rete, ma non la usi in autoconsumo. Non ci avevo pensato. Sono fiducioso comunque, secondo me la ricerca sarà spinta in questo settore e ne vedremo delle belle ;-)

  35. Andrea 17 settembre 2012 at 12:52 - Reply

    Ciao Stefano, sono rimasto a bocca asciutta dopo il tuo intervento su Panasonic in merito alla produzione di storage per FV, adesso con la detrazione al 50% senza incentivo sarà la nuova sfida del mercato FV in italia. Hai ricevuto info in merito al mail che hai inviato a Panasonic?

  36. Paola 21 settembre 2012 at 13:21 - Reply

    I miei più sentiti complimenti a tutti. Credo che queste siano le grandi questioni di oggi e che la cecità della politica vada compensata dal basso prendendo singolarmente e subito l’iniziativa. Per cui mi faccio forza e provo a sottoporvi alcuni interrogativi da profana. Vorrei sapere se la legge consente l’autoproduzione senza il ricorso all’acquisto di energia dalla rete (prima era consentito solo nelle aree isolate non raggiunte) e se non fosse preferibile, visto il tenore punitivo del V conto energia, rinunciare alla vendita del proprio surplus per immagazzinarlo e utilizzarlo quando serve, godendo solo dell’incentivo che premia l’autoconsumo (tariffa premio di 0,186 euro per kwh).
    Allo stato attuale, dovendo partire da zero (casa in costruzione in area super assolata) cosa cosigliereste?
    l’adesione al V conto energia è reversibile o si è condannati al loro regime per 20 anni? si può immaginare di convertire in un secondo momento l’impianto tradizionale verso l’accumulo di energia, aspettando che la tecnologia evolva?
    occorrerebbe in questo caso predisporre da subito il sistema?

    • Stefano Caproni 21 settembre 2012 at 19:37 - Reply

      Ciao Paola.
      Io non ti so risponderesul primo quesito, anche se mi pare che da qualche parte ci sia una legge o una leggina che impnga la connessione se la zona è raggiunta e asservita da un gestore di rete. Quindi mi pare di no, ma non ne ho certezza.
      Per quanto riguarda la massimizzazione dell’autoconsumo invece il tuo ragionamento non fa una piega, sia in ottica conto energia sia senza conto energia, in entrambi i casi l’auconsumo consente il massimo del risparmio (risparmio sulla bolletta e tariffa AC in conto energia, solo risparmio in bolletta senza conto energia). Ma mi pare che queste cose tu le sappia bene, da quello che scrivi, non mi sembri proprio profana ;-) Ed infatti su questo ci si sta orientando, con diversi produttori che stanno studiando sistemi di accumulo, che permettono di alimentare carichi in prelievo dal sistema di accumulo quando non funziona il fotovoltaico, e di immagazzinare energia (cedendo il surplus in rete) quando l’impianto funziona e non ci sono prelievi. Ma forse serve ancora un pochino di tempo, molti stanno studiando e ottimizzando i sistemi, altri produttori stanno cercando di certificarli in conformità alle regole di connessione (CEI 0-21 per la bassa tensione).
      Per quanto riguarda il tuo caso, onestamente non so se il conto energia è reversibile, ovvero se vi puoi rinunciare, la domanda è troppo difficile. In ogni caso credo che se sei in fase di costruzione dubito tu faccia in tempo ad accedere al Quinto Conto Energia (anche se non so quando finirai la casa (ma dovendo allegare certificazione energetica, e il GSE lo ha ribadito, credo tu debba attendere di ultimare l’edificio).
      In caso tu acceda al solo scambio sul posto in previsione di un sistema di accumulo, secondo me occorrerà solo cercare di realizzare l’impianto elettrico in modo più flessibile, ovvero un po di domotica e qualche linea dedicata agli elettrodomestici più grossi, con spazio disponibile sul quadro elettrico, ma capirai che senza sapere nulla è difficile dare delle indicazioni più precise. In ogni caso se sei in fase di costruzione, un po di temp lo hai per decidere. Rivolgiti ad un bravo consulente energetico e a una ditta seria ;-) Consigli banali, ma non troppo ;-)

  37. Caterina Fioravanti 22 settembre 2012 at 20:01 - Reply

    Carissimi tutti…è un piacere vedere la volontà e ricerca del passa parola, per uscire dal peso e condizionamento (statale) fatto ad ok……..
    a mo di IMBROGLIO!!!
    A Paola dico grazie.. per le tue domande e i tuoi quesiti e senza leggere il contratto credo che sie una sorta di condanna senza uscita il V conto energia!! Da valutare se possibile uscirne,(dubito).Scusate il mio sfogo ma sono rimasta senza corrente elettrica, per 4 notti e cinque giorni senza acqua( pozzo con pompa elettrica9 e sono veramente provata… dopo un trasloco in tre giorni ed una suocera con un femore rotto per un inciampo al buio!!! che dire sfortuna??? caso???
    Speriamo che arrivi presto un progetto di accumulatori come si deve,e senza condizionamenti ma liberi di renderci indipendenti a spese nostre!! scusate lo sfogo grazie a tutti notte.

    • Stefano Caproni 24 settembre 2012 at 21:44 - Reply

      Ciao Caterina, ci arriviamo.
      Ci sono aziende del calibro di Panasonic e tante altre che hanno già prodotti mezzi pronti, dobbiamo solo vedere come si svilupperà il quadro normativo per poter certificare questi prodotto. Ci sono di mezzo le CEI 0-21, e bisogna vedere come la norma pora recepire tali prodotti.
      In ogni caso il futuro è lì, e credo che tra poco si cominceranno a diffondere kit con sistemi di accumulo, i prezzi caleranno e diventeranno prodotti di largo utilizzo, speriamo non serva troppo tempo, ci hanno già fatto capire che le rinnovabili e l’autoconsumo danno molto fastidio ai produttori storici di energia, e potrebbero metterci i bastoni tra le ruote (a livello normativo o economico).

  38. Pippo 26 settembre 2012 at 15:02 - Reply

    si sente parlare molto anche delle batterie al sale della FIAMM. icono che siano molto performanti, a cicli infiniti e facilmente riciclabili. Sicuramente se una batteria è costituita da “sale da cucina” dovrebbe essere molto competitiva come costi. Si sa qualcosa in merito?

    • Stefano Caproni 26 settembre 2012 at 15:09 - Reply

      Fiamm ci sta lavorando, credo che presto ne avremo notizia. Sui costi rimarrei in attesa, molto spesso i prodotti invadono il meracto con prezzo dovuti più alle condizioni del mercato stesso che non alle caratteristiche del prodotto.

  39. Andrea 29 settembre 2012 at 20:20 - Reply

    Buonasera a Voi.

    Sono capitato per caso nel Vs forus e ho trovato le Vostre discussioni molto molto molto interessanti.

    Sono responsabile di un importante Punto Enel Green Power che opera su tutto il territorio nazionale e quello che posso dirVi è che noi da c.a 10 gg abbiamo detto addio al V° CE.
    Procederemo con la detrazione Irpef al 50% accompagnata dallo SSP (Scambio sul Posto) per scelte aziendali.

    Un saluto a Voi tutti e spero di potermi confrontare su altre questioni delicate come quelle da Voi trattate in qs giorni

    Andrea

    • Stefano Caproni 1 ottobre 2012 at 09:00 - Reply

      Ciao Andrea, avete solo fatto bene. Ormai con il quinto conto energia si perde solo tempo, le cose sono poco chiare e non si riesce a programmare nulla. Fammi sapere come reagiscono i clienti alla proposta SSP + Detrazioni ;-)

  40. Luca 29 settembre 2012 at 21:57 - Reply

    Ciao a tutti! Sono molto contento di aver trovato questo Forum… ho installato da 1 mese un impianto fotovoltaico da 3 Kw sul tetto della mia abitazione e sto cercando un sistema di batterie per accumulare la corrente prodotta in eccesso durante il giorno; da quanto capisco bisogna pazientare, comunque continuo a leggervi per trarre indicazioni. Grazie!!

    • Stefano Caproni 1 ottobre 2012 at 09:06 - Reply

      Ciao Luca, io ancora non conosco sistemi pronti da collegare e certificati. Nel prossimo futuro ci saranno novità, io e alcuni colleghi stiamo tenendo sotto controllo la situazione, non appena ci sarò qualche novità interessante ne parleremo qua.

  41. Luca 1 ottobre 2012 at 22:07 - Reply

    Vi ringrazio… è una vera giungla per chi come me non è uno specialista!

  42. Peter Busca 3 ottobre 2012 at 11:02 - Reply

    Ciao a tutti,
    fra 4 settimane mettiamo sul mercato un impianto d’accumulo energia fotovoltaica per soddisfare il fabbisogno energetico di una casa fino a 300mq abitabile con un costo intorno a EUR 2.200. l’impianto viene configurato che in mancanza del sole l’accumulatore si carica automaticamente durante la notte con la tariffa più bassa e alimenta la casa durante la giornata.
    Spero che la legislazione italiana permette nel breve futuro di poter anche vendere la energia accumulata e terzi, come avviene in Germania.
    Chi è interessata ad un impianto d’accumulo energia solare fai da si matta in contatto con me

    Saluti Peter

    • Stefano Caproni 3 ottobre 2012 at 11:55 - Reply

      Ciao Peter, hai della documentazione per parlarne ? Altrimenti siamo sempre alle solite, ci sono sistemi di accumulo ma non ne sappiamo mai niente ;-)
      Tanti dicono lo abbiamo, ma non riesco mai ad avere dei documenti o delle schede tecniche per poterci confrontare e discuterne.

    • Stefano Caproni 5 ottobre 2012 at 18:11 - Reply

      Ciao Peter,
      scusami ma vale quello che ho detto agli altri.
      ——————————-
      Abbiamo notato che molti nei commenti a questo articolo dicono di avere accumualtori e prodotti già pronti e pubblicano indirizzi per contatti privati. Ora siccome questo non è un portale a disposizione di chi vuole vendere prodotti, o si pubblicano anche caratteristiche tecniche che tutti possano valutare al fine di arricchire le informazioni di chi lavora nel mondo delle rinnovabili, oppure il portale non è a disposizione di chi vuole un contatto privato. Se avete prodotti inerenti questo articolo (accumulatori) mandate schede teciche e indirizzi web da consultare. Grazie

  43. Elio 4 ottobre 2012 at 13:22 - Reply

    Ciao Peter mi dai i tuoi riferimenti? magari una tua mail? Grazie.

  44. Pippo 5 ottobre 2012 at 15:26 - Reply

    Sicuramente tutti quelli che stanno cercando un sistema d’accunulo sicuro e molto duraturo si saranno imbattiti in questo prodotto:

    http://www.fiamm.com/sodium-nickel-battery.php?s=2856

    che ne pensate? non sono riuscito a capire quanto costa questa batteria. qualcuno lo sa?

    • Stefano Caproni 5 ottobre 2012 at 15:29 - Reply

      Ciao Pippo,
      non lo so, io credo che siamo ancora indietro, ogni volta che capito su un portale dove c’è un sistema di accumulo, c’è una breve descrizione e basta, non si capisce quanto costa, non si capisce come è fatto, non si capisce come funziona, non si capisce se si può allacciare alla rete (CEI 0-21)……… boh………. ;-)

  45. Piera 5 ottobre 2012 at 17:54 - Reply

    Noi siamo in grado già da ora di montare l’accumulatore di corrente per poter catturrare i raggi del sole di giorno e ridarceli di notte, e non rimanere senza luce come a Caterinaun prodotto ideato costruito in italia con brevetto italiano tutto nostro il prezzo chiavi in mano è di € 3600,00 chi vuole maggiori informazioni xxx.xxx@yahoo.it

    • Stefano Caproni 5 ottobre 2012 at 18:00 - Reply

      Ma è mai possibile aver della documentazione di questi prodotti ?
      Se vi manda una mail la massaia di Pavia gli potete raccontare quello che volete, sarebbe una bella cosa che noi tecnici potessimo capire e valutare le caratteristiche di questi prodotto.
      Ma vedo che non è possibile………
      Piera scusami, hai la possibilità di farci vedere la documentazione ? Altrimenti la tua uscita mi pare un comunicato commerciale. Grazie.

  46. Stefano Caproni 5 ottobre 2012 at 18:04 - Reply

    Abbiamo notato che molti nei commenti a questo articolo dicono di avere accumualtori e prodotti già pronti e pubblicano indirizzi per contatti privati. Ora siccome questo non è un portale a disposizione di chi vuole vendere prodotti, o si pubblicano anche caratteristiche tecniche che tutti possano valutare al fine di arricchire le informazioni di chi lavora nel mondo delle rinnovabili, oppure il portale non è a disposizione di chi vuole un contatto privato. Se avete prodotti inerenti questo articolo (accumulatori) mandate schede teciche e indirizzi web da consultare. Grazie

  47. Ezio 12 ottobre 2012 at 22:50 - Reply

    Ciao, se per cortesia potresti rispondermi ne sarei veramente felice, io opero nel settore fv, ma ho 1 dubbio, a me risulta che in Italia non sia possibile istallare batterie di accumulo collegati alla rete elettrica, veto imposto da enel, ho chiesto ragguagli e sono ancora in attesa di risposte, tu che ne sai? sei in gradi di dare risposte esaurienti, sono d^accordo con te, sarà il futuro, grazie….

    • Stefano Caproni 13 ottobre 2012 at 09:51 - Reply

      Ciao Ezio, onestamente non lo so. Anche io avevo chiesto lumi ma non ho avuto risposte, in ogni caso si possono creare sistemi dove le batterie lavorano solo staccate dalla rete, ho vito alcune caso che producono sistemi con doppi inverter, uno collegato alla rete e uno off-grid, completo di sistema di accumulo. E’ un settore ancora in fermento e in attesa di capire come integrarsi nella rete anche in base alle CEI 0-21.

  48. Fernando 17 ottobre 2012 at 23:53 - Reply

    Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo in questo forum che ho trovato essere il più interessante tra i tanti girati. Primo punto: sistemi di accumulo….per me è la nuova frontiera dell’energia libera e democratica, continuando sulla scia delle rinnovabil. Ho paura solo di una cosa, che, come col V conto Energia si sia studiato il modo migliore per “ammazzare il fotovoltaico incentivato”, così i “poteri forti” troveranno il modo di impedirci di accumulare energia. Secondo punto: da quello che ho capito se si rinuncia agli incentivi si può accedere alla detrazione del 50% del costo imponibile dell’impianto? (oltre, allo scambio sul posto). Vi chiedo un riferimento normativo in merito.

    Grazie ragazzi e restiamo uniti!!!

  49. Mario 22 ottobre 2012 at 15:09 - Reply

    anch’io, sin da quando 2 anni e mezzo fa mi informavo per far installare i miei 3Kwp di pannelli chiedevo come renderne l’energia utilizzabile anche di notte o in black out. Tutti mi dicevano non si può. Poi ho saputo di SMA che vende impianti antiblack out ma costosi, serve comunque il doppio inverter per il problema sollevato dal Sig Ezio, forse non compatibili con il mio inverter ormai già comprato e funzionante e sopratutto basati su batterie di tecnologia classica. Se FIAMM o Panasonic si applicano al problema bene, anzi benissimo, ma oggi a che punto siamo? L’articolo sulle batterie Panasonic era di giugno, ora siamo a fine ottobre…

    • Stefano Caproni 22 ottobre 2012 at 16:01 - Reply

      Non ho idea Mario a che punto siamo, io ho chiesto a TUTTI quelli che qua hanno scritto nei commenti “noi abbiamo un prodotto che accumula”, chiedendo lumi, schede tecniche e costi. Nessuno mi ha risposto :-(
      Secondo me siamo ancora lontani sia dall’avere prodotti da banco che anche l’utente può comprare (a costi competitivi), sia dal capire se questi sistemi sono certificati (ad esempio CEI 0-21, regole per la connessione degli utenti attivi e passivi).

  50. pippo 22 ottobre 2012 at 18:56 - Reply

    un video interessante della fiamm

    https://www.youtube.com/watch?v=aJUTYFocnbU

    buona visione e speriamo che si sbrighino presto.

    qui sembra che qualche dato tecnico quest’ingegnere lo dica. Poterebbero essere numeri buoni per chi è pratico.

  51. Pietro Longhi 25 ottobre 2012 at 16:01 - Reply

    Provate a vedere questo link
    http://www.voltwerk.com/it/voltwerk/
    Ci sono i dati tecnici, usano batterie al litio
    Forse sono riusciti a stabilizzare la loro pericolosità visto che garantiscono una vita di progetto di 20 anni

    • Stefano Caproni 25 ottobre 2012 at 18:58 - Reply

      Grazie, molto interessante.
      Rimaniamo in attesa di cpaire se sono collegabili qua (CEI 0-21). Io ancora non ho capito se ci sono problemi normativi ;-) Rimaniamo “vigili” ;-)

  52. Pietro Longhi 26 ottobre 2012 at 21:11 - Reply

    Chiedo scusa, sono riuscito a contattare la casa di produzione e sembra che ancora il prodotto della voltwerk non sia disponibile sul mercato, è pronto tecnicamente ma non commercialmente ( parole loro ).
    Per quello che riguarda l’applicazione della CEI 0-21, ritengo che non debba essere applicata per due “supposti motivi”
    il primo è che l’oggetto può essere paragonabile benissimo ad un UPS o un soccorritore qualsiasi, quindi installabile in qualsiasi tipo di impianto, semmai soggetto a CEI 0-16.
    Il secondo motivo è che il contatore è unidirezionale e quindi può solo immettere potenza verso l’impianto.
    Cerco anche io chiarimenti comunque

    • Stefano Caproni 27 ottobre 2012 at 12:14 - Reply

      Stefano Caproni 27 ottobre 2012 at 11:18 Modifica – Reply

      Ciao Pietro,
      sono le risposte che mi sento dare anche io. C’è materiale in rete, ma quando chiedi non sonomai pronti.
      Sul discorso normativo la distinzione tra CEI 0-16 e CEI 0-21 riguarda solo la connessione alla rete, se in BT si applicano le CEI 0-21, se in MT si applicano le CEI 0-16. Io ho parlato di CEI 0-21 perchp stiamo parlando i piccole utenze domestiche e quindi di impianti in BT.
      Sul discorso del contatore unidirezionale ti confesso che non ho capito cosa intendi ;-)
      In ogni caso non sono convinto che ci lascino accumulare energia senza immetterla in rete così facilmente. Tireranno fuori qualche norma.

  53. David 27 ottobre 2012 at 10:27 - Reply

    Nuovissimo del “settore” ma in procinto di acquistare FV. Già richiesto molti preventivi, tutti presentati con 5° CE. Ora leggo nel forum che forse è più conveniente rinunciare agli incentivi ed optare allo SSP ed alla detrazione. Da quello che mi hanno raccontato un pò tutti lo SSP non esisteva più e le detrazioni erano possibili solo sulle lavorazioni e non sull’intero impianto FV. La mia domanda è, come funziona ora lo SSP e come si fa ad attivarlo?
    Per le detrazioni cè la sicurezza di poterlo fare sul 55% dell’intero valore dell’impianto FV?
    Grazie per le risposte che mi vorrete dare e complimenti per questo prezioso spazio che serve a me ignorante in materia a capirci qualcosa in più.

    • Stefano Caproni 27 ottobre 2012 at 12:22 - Reply

      Ciao David, per quanto riguarda lo scambio sul posto non cambianulla rispetto a prima, si stipula il contratto con il GSE, ed è alternativo al conto enrgia, o fai il conto energia o lo scambio sul posto. Per quanto riguarda le detrazioni non si parla del 55% ma del 50% per ristrutturazioni (ex 36%). Si dovrebbe poter applicare, anche se non c’è ancora una risposta ufficiale da parte dell’ Agenzia delle Entrate, ma gli esperti del settore la danno come possibile. Se ti interessa ne ho parlato qua:
      ———-
      http://newsenergia.com/fotovoltaici-detrazioni-55-36-50-incentivi-agevolazioni-fiscali-0928.html
      ———-
      A mio avviso, per utenze domestiche con un autoconsumo stimaot dle 50% è ancora più conveniente il conto energia. Io farei l’impianto in conto energia, ma visti i tempi ti devi sbrigare.

  54. Pietro Longhi 27 ottobre 2012 at 15:30 - Reply

    Ho nominato la CEI 0-16 perchè deve essere, ormai da tempo, applicata anche agli UPS sopra i 10KW, infatti nei nuovi UPS sopra 10KW è previsto un teleruttore ( quasi interfaccia ) a monte, che alla mancanza di rete si deve aprire impedendo all’UPS stesso di far tornare, a causa di eventuale guasto accidentale, la tensione verso rete o verso il resto dell’impianto. ( questo io so, correggimi se sbaglio )
    Per il contatore unidirezionale era solo una supposizione che cercherò di dimostrare quando trovero le parole.
    Comunque sono convintissimo anche io che troveranno il modo di regolarizzare a loro comodo anche questo tipo di impianto.

    • Stefano Caproni 27 ottobre 2012 at 15:46 - Reply

      Ciao Pietro,
      per gli Ups non sapevo, anzi grazie per la dritta, approfondirò :-)
      Per il resto speriamo qualche ditta esca con un prodotto serio, con prezzi, caratteristiche e qualche informazione in più. Lo sviluppo dei sistemi di accumulo è fondamentale per il futuro delle rinnovabili.

  55. giovanni meloni 29 ottobre 2012 at 19:58 - Reply

    ho un impianto fv da 6 kw collegato da + di un anno,dopo avere accertato (l’autoconsumo 30%),(le immissioni in rete 70%) e (i prelievi 30%),mi sono accorto che circa 4.000 kw il 40% della produzione va in rete.visto i dati stavo pensando di installare (in aggiunta alla caldaia a gasolio)delle pompe di calore per sfruttare l’eccesso di produzione,il dubbio é: se nell’arco del 2°anno non dovessi superare la produzione del dell’impianto fv,e usando le pompe per uso soppratutto serale ed invernale ho paura che non vada in compensazione con lo ssp,e poi sarei costretto a fare aumentare la potenza del contatore per non rischiare distacchi da sovracarico con conseguente (pultroppo) aumento del canone enel. cosa mi suggerite?la storia delle batterie e molto interessante ma poco chiara,in rete ho visto accumulatori per fotovoltaico anche da 38 kw ma non ho capito se vanno bene per me.http://www.shopenergia.com/product/1084/Eursolar-batteria-GEL-Deep-Cycle-2V-800Ah-(BANCO-BATTERIE-48-VOLT-800-Ah-38.4-Kwh)-Codice-20050600-24.html sc

    • Stefano Caproni 29 ottobre 2012 at 21:12 - Reply

      Ciao Giovanni, nel tuo link ci sono batterie al gel, che possono essere combinate fino ad arrivare a potenze notevoli. Si possono usare in impianti stand alone, occorre capire come si potranno integrare i sistemi di accumulo negli impianto grid connected, tutte le aziende che ho contattato non mi hanno risposto sul fatto di poter utilizzare i loro prodotti in impianti connessi alla rete.
      Per quanto riguarda lo scambio sul posto, lo stesso compensa l’energia prelevata in momenti diversi dal momento in cui la si produce, se la stessa è immessa in rete e non utilizzata in altri momenti. Quindi lo scambio compensa l’energia prelevata sino ai limiti di quella immessa.

  56. giovanni meloni 29 ottobre 2012 at 22:25 - Reply

    grazie per l’aiuto. spero di trovare risposte soddisfacenti sulle batterie e il grid connect.

  57. Nicola 30 ottobre 2012 at 08:55 - Reply

    Ciao. Sono un assiduo lettore di questo interessante blog e mi permetto di fare un intervento su questo tema. Sono un agente per una importante azienda nazionale affiliata ad EnelGreenP. Da qualche giorno abbiamo a listino un pacchetto completo FV+Inverter+Batterie. I’inverter è un prodotto della nedap; è in attesa di certificazione CEI 0-21. Per quanto riguarda gli accumulatori cè la possibilità di sceglierne fra più tipologie (gel, agm ecc) e taglie (in funzione della potenza dell’impianto FVe dalla potenza richiesta dall’utilizzo). Non è mia intenzione farmi e fare pubblicità al prodotto. Posso fornire specifiche tecniche a Stefano in modo che sia a lui a decidere se metterle a disposizione del blog.

    • Stefano Caproni 30 ottobre 2012 at 09:20 - Reply

      Ciao Nicola, ti ringrazio della segnalazione.
      Onestamente non vedo problemi a pubblicare qualcosa se ci sono informazioni su un prodotto, poi che tu lo venda o meno a me non interessa, nel tuo caso non la considero pubblicità ma informazione.
      I miei risentimento dei giorni scorsi erano rivolti a quelle persone che sono arrivate, hanno detto “abbiamo il prodotto che fa per voi” contattateci a questa mail. Nessuna delle persone che mi ha promesso depliant e informazioni si è fatta viva, scomparsi tutti. Questo blog non è a disposizione di queste persone. Tutto qua.
      Mandami tutte le informazioni che ritieni importanti (la mia mail la trovi nel modulo contatti del portale), sarei ben felice di pubblicare qualcosa, ovvio che dobbiamo essere sicuri che si tratta di un prodotto acquistabile e normativamente a posto. Grazie ;-)

  58. nicrix 31 ottobre 2012 at 15:20 - Reply

    Non capisco se la proposta di cui parla l’amico Nicola (FV+inverter Nedap+batterie) riguardi tipologie stand alone o grid connected. Alcuni link riportano a tradizionali impianti off grid, quindi la novità, in quei casi, è nulla. Sono poi molto contento della piega presa dagli eventi, dato che grazie alle ricerche sullo stoccaggio ENEL (con l’autonomia energetica di sempre più utenti) comincerà a inghiottire bocconi talmente amari da rimpiangere gli “onerosi” Conti Energia che ha contribuito a uccidere in concorso con AEEG (e altri giganti dai piedi d’argilla termoelettrici e petrol-carboniferi). Infine (scusate la lunghezza del testo), date le perplessità normative di molti, non capisco come potrebbero Enel o AEGG impedire (non credo possano neppure appurarla) l’installazione di un impianto di conversione/accumulo in casa mia. Non colgo la ratio del “divieto” dato che non creo problemi alla rete (anzi, solo benefici per essa), sono autoproduttore della mia energia e nessuno può impedirmi di usarla in casa. Né gli impianti di accumulo sono vietati…Quindi?

    • Stefano Caproni 31 ottobre 2012 at 15:31 - Reply

      Non sono così convinto che ad Enel non importi, senza scambio sul posto, tutta l’energia accumulata e riutilizzata non va in rete, quindi nessun business per Enel/Gse, visto che ce la pagano 0.08/0.09 per rivenderla a cifre molto maggiori.
      L’indipendenza energetica da molto fastidio ai produttori di energia.
      Detto questo anche io non credo ci siano problemi, ma credo che si debba studiare un sistema che permetta l’accumulo, per poi erogare alle utenze interne in modalità stand-alone, non credo ci lascino tenere accumulatori in modalità grid connected. O almeno credo.

  59. Pietro Longhi 31 ottobre 2012 at 16:00 - Reply

    Non credo nemmeno io che ci lascino collegare un impianto di accumulo, senza la certezza che questo non immetta in rete tensioni indesiderate ( questo potrebbe essere il loro punto di vista ).
    Nello stesso tempo sono in accordo con NICRIX quando dice che da un punto di vista tecnico, non si va ad alterare quasi niente, rispetto ad un impianto tradizionale, anzi dirò di più, secondo me si può integrare un accumulo su impianti già realizzati e che percepiscono incentivi.
    L’unico dubbio che ho è che l’ inverter esistente possa non essere adeguato.
    Comunque per Vs. informazione la STECA ha pronto e commerciabile un KIT per accumulo, ibrido, escluse le batterie, secondo loro pronto ad essere installato in Italia ( manca l’opinione dell’oste ovvero ENEL )

    • Stefano Caproni 31 ottobre 2012 at 16:09 - Reply

      Ciao Pietro, non credo serva l’opinione di Enel, da quando sono in vigore le CEI 0-21 enel non decide più nulla, ovvero se i prodotti rispettano le CEI 0-21 Enel non può dire nulla. Sono più preoccupato di una situazione che spesso ha rovesciato le carte in tavola, ovvero un bel allegato al codice di rete di terna, con conseguente delibera AEEG (vi ricorda qualcosa ?) ;-)

  60. nicrix 31 ottobre 2012 at 16:24 - Reply

    La mia domanda riguardava la ratio di un’eventuale divieto di Enel che, ripeto, non ha nessun potere di impedirmi l’uso dell’energia che (anche da un punto di vista normativo) ho autoprodotto con il mio impianto FV. So benissimo che Enel ammattirebbe di fronte a ipotesi del genere. Il punto è un altro: se decido di installarmi un impianto di accumulo che entra in automatismo con la rete (rete che subentra in backup solo nel caso caso di batterie scariche e contemporanea mancanza di luce (nuovo o sera) come farebbe Enel a impedirlo? Anzi, di più: perché mai dovrei comunicarglielo? Anzi, paradossalmente: come farebbe Enel a saperlo?

    • Pippo 31 ottobre 2012 at 16:47 - Reply

      potrà solo sospettare quando le tue bollette saranno senza consumo di energia…;-)

  61. Pietro Longhi 31 ottobre 2012 at 16:47 - Reply

    Ciao Stefano hai ragione, però per quanti ragionamenti o congetture andiamo a fare, rimaniamo sempre all’interno di una zona fumosa, per cui sarebbe bene avere un indicazione normativa mirata.
    Se per assurdo il nostro impianto di accumulo, assemblato da noi, dico da noi perchè tutti i principali produttori di KIT completi per accumulo ( con collegamento in rete ), non si stanno ancora muovendo senza appunto una normativa precisa, quello che rimane sono una serie di produttori che ci venderebbero elementi separati, ognuno dei quali certificato a norma di legge, ma l’insieme di questi elementi diventano che cosa?.
    Immagina che per assurdo l’interfaccia di un inverter si rompa e ceda tensione in rete, la responsabilità ricadrebbe sul fornitore non certo su di me, se ho eseguito la regola dell’arte.
    Ma se la stessa cosa accade con un impianto ” ad accumulo” realizzato sempre da noi, chi diventa il responsabile?
    Spero di aver limitato la mia tendenza ad essere prolisso.

  62. nicrix 31 ottobre 2012 at 17:06 - Reply

    Ehehe Pippo hai ragione…tuttavia continuo a non capire le preoccupazioni in relazioni a presunti “permessi”, regole autorizzative etc da parte dei soliti noti (Enel, AEEG etc). Autoproduciamo la nostra energia e ce la accumuliamo. Legalmente. Di fatto creiamo una sorta di minicentrale di energia da fonte rinnovabile che, chiaramente, non necessita di alcuna richiesta d’installazione all’Enel dato che si comporta come un elettrodomestico convenzionale. Mica abbiamo bisogno di farci autorizzare un punto di consegna! Non riesco a capire (sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista normativo) cosa c’entrino i rapporti con la rete elettrica e i suoi “padroni”…

    • Stefano Caproni 31 ottobre 2012 at 18:02 - Reply

      Ciao Pietro e ciao Nicrix, le preoccupazioni non sono dettate dal fatto di aver voglia di complicarsi la vita, ma credo che non sia così semplice come dici tu Nicrix, in Italia il faccio quello che mi pare non esiste, e non è mai esistito. Correggetemi se sbaglio, ma il codice di rete dice ad esempio che se tu hai bisogno di energia elettrica e sei in una zona asservita dalla rete nazionale di trasmissione dell’energia, non puoi autoprodurre in isola (come ad esempio nelle baite in montagna) ma devi collegarti alla rete elettrica. Quindi i rapporti con la rete e i loro padroni c’entrano eccome. Occorre conoscere bene non tanto quello che dice Enel o meno, ma in particolare il codice di rete e tutte le leggi, microleggi e microcavilli che ci saranno in giro. Poi se tutto ciò sarà possibile in semplicità tanto meglio ;-)

  63. Pietro Longhi 31 ottobre 2012 at 18:42 - Reply

    A Stefano Caproni, questo è il bello della comunicazione, ogni tanto ne scopro una nuova, mi riferisco al codice di rete che hai citato prima.

    • Stefano Caproni 31 ottobre 2012 at 19:02 - Reply

      Pietro, a parte gli allegati famosi (A70) io non inizio nemmeno a leggerlo, ci vorrebbeuna vita, ma sono sicuro che li in mezzo qualcosa c’è ;-)
      Se vuoi provare ;-)
      http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/codice_rete.aspx

    • Stefano Caproni 31 ottobre 2012 at 19:07 - Reply

      Dimenticavo Pietro, fanno parte del codice di rete tutti i documenti elencati nella pagina che ho “linkato” ;-)

  64. vic 31 ottobre 2012 at 21:01 - Reply

    Ciao, purtroppo siamo entita non importanti in questo universo normativo… e le info sull’argomento le hanno i “deus ex machina”. E’ vero che Enel ed altri perderebbero business con l’accumulo di energia; é anche vero pero’ che tali sistemi possono aiutare la rete in momenti di difficolta’ (assorbendo energia quando ce n’é troppa e cedendola in altro momento).
Mi risulta che l’Aeeg ha gia’ autorizzato Terna per lo studio/installazione di sistemi di accumulo di grossa taglia con la prescrizione che siano amovibili e per risolvere criticita’ di rete dovute per es a lavori bloccati da mancanza di autorizzazioni (Enel avrebbe pure storto il naso perché cosi Terna diverrebbe produttore oltre che essere Gestore della rete = conflitto di competenze..).
La cosa intriga molto e sono curioso di vedere sviluppi, perché ci dovranno dire prima o poi cosa si puo’ o non si puo fare in merito a questa faccenda. Saluti a tutti

    • Stefano Caproni 31 ottobre 2012 at 21:34 - Reply

      Grazie Vic, il punto è proprio questo. Prima o poi ci dovranno dire cosa si può fare e cosa non si può fare. Anche se penso si concentreranno sul cosa non si può fare. Io sono pessimista pe ril semplice motivo che mi baso sulle esperienza di un passato molto vicino. Si veda ad esempio l’allegato A72 sulla riduzione della generazione distribuita. Io sono convinto che i sistemi di accumulo come hai detto possano aiutare la rete, ma torniamo al punto di partenza (situazione simile all’allegato A72) perchè mai Terna dovrebbe usare i MIEI accumulatori per immagazzinare energia quando io li ho installati per immagazzinare la MIA energia ? A questo punto usano i miei accumulatori, mi staccano l’impianto quando gli va, tanto vale che gli regali l’impianto. Non sono pessimista per sport, dubito che ci lascino il pallino dell’energia, se pur a casa nostra ;-) Sarei felice di sbagliarmi ;-)

  65. vic 31 ottobre 2012 at 22:20 - Reply

    Ciao a Stefano e gli altri. Mah, la fonte rinnovabile é agevolata perché ha il diritto di essere connessa indefinitamente, mentre per i grossi Produttori idroel/termoel. esiste un complicatissimo sistema basato su domanda e offerta (Borsa elettrica, mercato di bilanciamento, ecc).
Voglio dire che questi produttori se “sparano” prezzi troppo alti gli tocca tenere spenta la centrale (magari pronta a partire..); inoltre tali grossi produttori debbono fornire servizi di rete (sostegno di frequenza, potenza e tensione – li chiamano servizi Ancillari..). Comunque tornando ai “piccoli”, in linea teorica per un impianto con accumulatori, si potrebbe decidere inizialmente prima dell’attivazione se si vuole o no immettere di notte ecc. l’energia immagazzinata. Van valutati a fondo i risvolti e le possibilita’ sul sistema elettrico dei sistemi di accumulo, compresa anche la sicurezza di persone e cose. Ciao

  66. Nicola 1 novembre 2012 at 10:18 - Reply

    Ciao Stefano,
    io non entro troppo negli aspetti tecnici-burocratici, in quanto mero “venditore”. La mia azienda mi mette a disposizione un prodotto (sottolineo marchiato Enel) e io cerco di venderlo , convinto che tutti gli aspetti tecnici siano già risolti a monte ai fini dell’installazione e della connettività alla rete.
    Hai avuto modo di leggere la mia mail??
    Ciao

    • Stefano Caproni 1 novembre 2012 at 12:48 - Reply

      Ciao Nicola.
      Si ho visto, ma scusami non avevo avutotempo di rispondere. Intanto ti ringrazio, finalmente qualcuno mi hamandato le caratteristiche tecniche del prodotto.
      Mi sembra ottimo, da quanto ho capito il sistema risce a capire quando ha accumulato energia sufficiente per far funzionare i carichi, o quando l’energia prodotta dall’impianto è sufficiente pe ri carichi connessi, e dovrebbe commutare i carichi stessi sulla rete quando le batterie non hanno energia o l’impianto non produce a sufficienza. Inoltre da quantovedo se non ci sono carichi in prelievo, dopo aver caricato gli accumulatori l’energia in eccesso viene imessa in rete.
      Mi sembra la logica che stiamo cercando. Occorre capire se ci sono le certificazioni CEI 0-21, e magari capire un po più tecnicamente come funziona, magari con una bella demo, non sarebbe male ;-)
      Nei prossimi giorni pubblico qualcosa ;-)
      Sai qualcosa riguardo le certificazioni ?

  67. Nicrix 1 novembre 2012 at 10:40 - Reply

    Stefano, ciao. Tu mi dici: “Nicrix, in Italia il faccio quello che mi pare non esiste, e non è mai esistito. Correggetemi se sbaglio, ma il codice di rete dice ad esempio che se tu hai bisogno di energia elettrica e sei in una zona asservita dalla rete nazionale di trasmissione dell’energia, non puoi autoprodurre in isola (come ad esempio nelle baite in montagna) ma devi collegarti alla rete elettrica”.

    Il punto che si continua a non capire è proprio questo: con il sistema di accumulo (di cui si sta parlando) non siamo in isola. Nè sto dicendo di fare come si vuole. Ma se nessuna norma mi blocca (e non creo danno alcuno a rete – che anzi vado ad aiutare! – o ad altre utenze) con un impianto di accumulo non sto infrangendo alcun divieto. Infatti qui nel blog nessuno (dico: nessuno) sa come obiettare a quanto sto ripetendo e cioè: cosa (o meglio: quale norma) mi impedisce di accumulare l’energia continuando a restare in rete? Per la rete, in effetti, non cambia assolutamente nulla (se non in meglio!). L’energia è quella che mi sono autoprodotto, l’impiantistica di accumulo è a norma e sicura (regolarmente brevettata), la rete continua a fornirmi elettricità ove io la richieda (funziona in remoto). Dove sta il problema? Ove ci fosse (il problema) vorrei mi segnalaste la norma. Sennò qui si continua a brancolare nel buio. (P.S: A mio avviso, una norma del genere non può esistere).
    Saluti

    • Matteo Marras 1 novembre 2012 at 11:31 - Reply

      Se l’energia che hai accumulato viene riconvertita da inverter che rispetta la CEI 0-21 nessun problema puoi restare grid connected……
      Il problema e’ che sul mercato non esiste un unica apparecchiatura certificata CEI 0-21 che faccia da inverter e regolatore di carica ed convertitore insieme.
      Solo sma riesce ma con 2 apparecchiature distinte e scollegandosi dalla rete quando va dalle batterie.
      Tutto qui

    • Stefano Caproni 1 novembre 2012 at 13:14 - Reply

      Ciao Nicrix, io ho solo espresso la mia opinione, non ho detto che non hai ragione.

  68. vic 6 novembre 2012 at 00:35 - Reply

    Ciao, continuo il mio commento di qualche giorno fa che era pure incompleto.. intendevo dire che quando si va in parallelo alla rete – e vi si immette energia – bisogna sottostare alle sue regole (talvolta dai fondamenti oscuri); immettere energia accumulata sembrerebbe anche possibile, ammesso che abbia senso se si volesse optare in questa direzione (mi sembra piu’ logico pero’ usarla di notte per es. per il frigo), comunque devono essere valutati bene tutti gli aspetti e risvolti sia commerciali che normativi; in proposito ci sono anche le ricerche e sperimentazioni sulle Smart-grid (chissa’ quando?). Quindi si tratta di cercare/realizzare soluzioni praticabili in ambito domestico. Non ho approfondito su cio’ che si trova ora sul mercato ma il prodotto di Sma (sunny backup) per il quale Matteo Marras mi ha dato l’input a “curiosare” sembra una soluzione abbastanza intelligente. Va predisposta una partizione/linea dedicata in casa ma nulla di piu’. Un sistema a consensi eviterebbe di mescolare la V c.a. prodotta da batteria con quella da inverter fotovoltaico o dalla rete (Cei 0-21 prevede specifici interblocchi), l’ideale sarebbe che non ci siano “buchi” di tensione nella commutazione. Al di la’ dei costi e dell’efficienza a me appare una soluzione logica e sensata come principio, anche se ho gia’ sentito parlare di elettrodomestici in c.c. 
Non sto dicendo nulla di nuovo ma volevo solo evidenziare alcuni aspetti. Mi riprometto anche di cercare e/o approfondire, la norma che impedirebbe l’installazione di impianti off-grid in aree/edifici gia’ elettrificati poiché l’unico vero deterrente potrebbe essere l’aspetto sicurezza. Ciao a tutti

    • Stefano Caproni 6 novembre 2012 at 20:05 - Reply

      Ciao Vic, in effetti il punto p quello. Secondo me se carichi le batterie dal Fotovoltaico, e il sistema alimenta i carichi staccandoli dalla rete (con le batterie mai conesse alla rete stessa) di problemi non ce n’è nemmeno uno. Qualcuno di mi aconoscenza sta provando il sistema di backup di SMA (nel senso che dovrebbe installarlo), vediamo come funziona. Vi saprò dire ;-)

  69. Vic 6 novembre 2012 at 01:14 - Reply

    Scusate ragazzi, come non detto …il prodotto che ho citato sopra carica le batterie dalla rete (almeno così trovo scritto sul sito), lo schema mi aveva tratto in inganno. Ciao

    • Stefano Caproni 6 novembre 2012 at 20:09 - Reply

      Comunque le informazioni su questi prodotti sono sempre molto superficiali sui siti web.

  70. Giovanni Gherardi 7 novembre 2012 at 14:22 - Reply

    Le batterie Li-Ion e Le-Poly non si prestano ad applicazioni di accumulo. Dubito che il sistema Panasonic abbia 5000 cicli di vita con DOD 100%. Quando un produttore dice “design life time” spesso vuol dire che il sistema dura 5000 cicli se usato in particolari circostanze (DOD cioè “Dept Of Discharge” medio del 10% il che non mi stupirebbe). Panasonic è il leader delle celle Li-Ion e pertanto non mi stupisce che cerchi di spingere la sua tecnologia. Purtroppo le celle panasonic hanno una vita di 400-500 cicli al 100% di DOD. Inoltre non specifica un parametro importante che è la “calendar life” che dovrebbe essere almeno 15 anni (dubito che le Li-Ion durino tanto visto che proprio le panasonic durano 5-8 anni).
    Personalmente mi sento di dire che la tecnologia più matura per applicazioni di questo tipo è la LiFePO4. Sono celle eccezionali, durano 12-15 anni e circa 2000 cicli (con DOD del’80%). Inoltre costano molto poco (le compro a 400-500$/KWh per volumi.
    Naturalmente il costo che indico è solo dell’accumulo, senza BMS e Caricabaterie.

    • Stefano Caproni 7 novembre 2012 at 14:27 - Reply

      Ciao Giovanni grazie per l’approfondimento.
      Io ci capisco poco quindi ben vengano le informazioni, non entro nel merito ;-)
      E’ evidente che quello di Panasonic è un comunicato che ha una logica commerciale, quindi non mi stupisce che le cose siano diverse nella realtà.
      Ma queste discussioni servono come spunto, altrimenti non si fanno mai passi avanti ;-)
      Se hai altre news, non mancare di segnalarcele.

    • Filippo 21 gennaio 2013 at 15:44 - Reply

      Per Giovanni Gherardi, volevo alcune info sule batterie indicate, puoi mandami un e-mail, grazie

  71. Pippo 8 novembre 2012 at 17:15 - Reply

    che ne dite di questo prodotto? Non si capisce, però, ne il prezzo, ne di come sono fatte le batterie. Si ricarica, però, direttamente dai pannelli. Probabilmente converrebbe a chi ha il V conto energia, ma a chi prende incentivi sulla produzione, forse no:

    http://www.generich.it/scheda%20DOMUSp2.pdf

    • Stefano Caproni 8 novembre 2012 at 17:26 - Reply

      Io non ho capito come funziona :-(

      • Pippo 8 novembre 2012 at 17:34 - Reply

        E io speravo in una tua spiegazione… Cmq personalmente mi attira molto il discorso FIAMM con le batterie al sale, sia per un discorso di ecologia, sia per i bassissimi quasi nulli costi di gestione e manutenzione. speriamo bene.

  72. Pietro Longhi 8 novembre 2012 at 17:34 - Reply

    Ciao a tutti, ho visto il prodotto che ha presentato Pippo, vorrei fare un osservazione, se ci fate caso la tensione di ingresso DC e’ di 90 V quindi non ci posso mettere una normale stringa a meno che non sia di ridottissime dimensioni o che metta i moduli in parallelo. Bisognerebbe capire meglio.
    Per quello che riguarda il prodotto SMA, li ho sentiti e dopo vari contatti mi hanno finalmente detto che non sono pronti con il prodotto, aspettano anche loro alla finestra.

    • Stefano Caproni 8 novembre 2012 at 17:41 - Reply

      Ciao Pietro, stavo per scrivere la stessa cosa, probabilmente prima dell’ “aggeggio” serve un regolatore di carica, boh…….non so.
      Quando si parla di queste cose va sempre a finire o che non si capisce come funzionano, o che non sono pronti ;-)

    • mario 8 novembre 2012 at 23:06 - Reply

      di quale prodotto SMA parla?

      Non dell’Anti Black Out penso , è in vendita da anni su tanti siti web.

  73. Mario 9 novembre 2012 at 13:12 - Reply

    Io ho appena ricevuto un’offerta per un impianto fotovoltaico comprensiva dell’accumulatore a batterie. Sul sito della Solaritaly ci sono anche le caratteristiche tecniche del cosiddetto recuperar re di energia. E’ tutto regolare. Ne vale la pena? Grazie

    • Stefano Caproni 9 novembre 2012 at 16:30 - Reply

      Ciao Mario, mi pare di capire che si tratti di un semplice UPS (gruppo di continuità) un po più intelligente, che stacca e attacca dalla rete in base alle necessità.
      Non credo ci siano problemi, l’inverter deve essere CEI 0-21, l’UPS non dovrebbe creare nessun problema a livello normativo

  74. Samuel 9 novembre 2012 at 14:14 - Reply

    Ciao mario,
    Queste soluzioni qui come quella generich sopra sono ottime se uno non beneficia di incentivi ne scambio sul posto.. E sono tanti visto i casini combinati da tante aziende improvvisate.. Il problema invece è che quando hai finito di accumulare e ancora produci energia quella energia non viene immessa in rete e quindi la perdi completamente.. D’estate per esempio butteresti un 30-35% dell’energia prodotta al netto di quella accumulata .. Il che è un peccato anche se avessi lo scambio sul posto.. Altro problema è il tipo di batteria.. Piombo!! Cicli ti ricarica se va bene 800.. Dopo 3-4 anni sono da cambiare le batterie perché non accumulano più.. Altri soldi da spendere .. Al prezzo attuale per un 5 kwp circa 900 euro + lavoro.. Fosse stata almeno una batteria lifepo4 ci avrei speso anche 1200 euro in più ma almeno per 8-9 anni ero apposto.. Ribadisco l’idea non è male.. Ma poi nella realtà potrebbe avere meno risvolti positivi di quelli prospettati.. Oltre al fatto di essere un falso sistema in grid…

    • Pippo 10 novembre 2012 at 15:40 - Reply

      Esattamente!!! Oltre al costo iniziale dell’impianto di accumulo, sarà determinante il costo, la durata (di copertura in ore e per quanti anni), la manutenzione e la pericolosità (inquinante, esplosiva, esalazioni tossiche, ecc.) delle batterie. Personalmente spero nelle batterie cosiddette “al sale”.

  75. roberto 9 novembre 2012 at 18:12 - Reply

    Scusatemi se per caso diro’ qualche banalita’,ma mi sto inserendo un po’ per caso e non so cosa vi siate detti prima.
    Io penso che piu’ dell’ accumulo in un impianto FTV domestico,sia redditizzio il controllo degli assorbimenti istante per istante.
    Grazie a dei circuiti amperometrici,vdere quanto produce al momento il pannello e collegare questo o quell’ elettrodomestico,ad esempio lo scaldabagno che gia’ di per se’ e’ un accumulatore.Sarebbe interessante sapere se in commercio esistono dei server di controllo.
    ciao a tutti
    roberto

    • Stefano Caproni 9 novembre 2012 at 18:27 - Reply

      Ciao Roberto, i sistemi puntano a fare quello che dici tu, accumulare quando l’impianto produce senza consumi da parte dell’utente, e quando c’è richiesta erogare dagli accumulatori scollegando l’utenza dalla rete. Sono convinto che dobbiamo solo pazientare un attimo ;-)

  76. Matteo 9 novembre 2012 at 18:46 - Reply

    salve a tutti ragazzi (e grazie Stefano per il link).
    Volevo chiedere… per un impianto fotovoltaico da 6kw, che batteria mi occorre per poter accumulare al massimo 5545W ?

    • Stefano Caproni 11 novembre 2012 at 19:13 - Reply

      Ciao Matteo, spero qualcuno ti dia indicazioni, io non sono in grado :-(

  77. paolo 11 novembre 2012 at 11:43 - Reply

    mi potreste fare un piccolo progetto a isola per una casetta in campagna con costi approssimativi….utilizzata il sabato e domenica per 4 ore giornaliere circa 3 lampadine un pc , saltuario utilizzo di macchine tipo pompa , trapano ecc e frigo d’estate ? grazie

    • Stefano Caproni 11 novembre 2012 at 19:22 - Reply

      Ciao Paolo, io non sono esperto di impianti ad isola. In ogni caso ti consiglio di cercare in qualche sito web che ha “pacchetti” già pronti. Ce ne sono in quantità industriale.

  78. Alessio 12 novembre 2012 at 17:07 - Reply

    ciao Stefano, grazie del blog che metti a disposizione.
    con l’impianto FV produco energia in continua e la trasformo con l’inverter in alternata.
    se le batterie le metto prima della trasformazione, si configura la possibilità di Truffa ai danni dello stato, perchè finisco per far contabilizzare al contatore GSE anche energia prodotta da una batteria e non solo dai pannelli. Quindi le batterie le devo mettere lato alternata, e significa che devo mettere un raddrizzatore per caricarle e poi un altro inverter per utilizzarne l’energia quando le uso per produrre. Insomma, a sensazione, un numero di apparecchiature e di collegamenti che sicuramente ne deteriora il rendimento complessivo.
    Quindi ho 2 considerazioni: 1-lo storage ha senso se posso metterlo prima dell’inverter, in parallelo ai pannelli, e questo lo posso fare solo quando non ho da prendere incentivi, perchè allora non truffo lo stato.
    2-interessante pensare ad una linea di utenze SOLO IN CC (solo l’illuminazione? i LED vanno in CC, sarebbe oro!)

  79. pietro 12 novembre 2012 at 19:33 - Reply

    buona sera sign. Stefano e a tutti,legendo cio che dice Alessio,ha raggione molto,per dove si deve collegare la batteria.se la batteria si mette prima dell inverter no fa altro che in momenti di inutilizzo tutta energia cumulata e non consumata VA IN RETE ENEL,possibbile?

  80. Pietro Longhi 13 novembre 2012 at 18:08 - Reply

    Scusate se mi intrometto, ma l’idea di installare delle batterie a monte dell’inverter è improponibile.
    le stringhe hanno una tensione e una corrente variabile, per cui nessuna batteria sarebbe in grado di sopportare decentemente questo tipo di variazioni, inoltre parliamo di tensioni che possono superare i 500VDC, mi dite come fate a metterci delle batterie?
    Le perdite di cui parlate vanno messe in un contesto piu ampio, ovvero se la convenienza nel complesso è maggiore rispetto alle altre soluzioni, mi va bene anche perdere un po di energia.

  81. pietro 15 novembre 2012 at 13:23 - Reply

    per sig.Pietro Longhi.scusate se sono ignorante,ma fra le stringhe e batterie SI DEVE METERE REGULATORE DI CARICA che secondo me stabilizza la tensione

  82. Stefano Caproni 15 novembre 2012 at 19:15 - Reply

    Io ragazzi non ne so molto, non mi sono ancora occupato di questa storia degli accumulatori.
    Di sicuro per caricare batterie in CC da moduli fotovoltaici servono regolatori di carica (si chiamano così ?)
    Il sistema di accumulo è installato direi a valle dell’inverter.
    Però su questo argomento rischio di dire delle cavolate ;-)

    • Pippo 15 novembre 2012 at 21:32 - Reply

      penso che per chi NON ha il V conto energia e gli viene pagata tutta la produzione, conviene mettere gli accumulatori dopo l’inverter di produzione. Ovviamente servirà un altro inverter dopo le batterie per ritrasformare l’elettricità da utilizzare per le utenze di casa. E’ un po’ contorto, ma se nasceranno apparati apposta per tale funzione, non ci accorgeremo nemmeno di tutti questi passaggi. Il tutto ovviamente in normativa.

  83. Alby 16 novembre 2012 at 01:03 - Reply

    Salve a tutti navigando in rete in cerca di chiarimenti su impianti fv ed accumulatori mi sono imbattuto in questo forum e ne stato ”rapito”! Ho letto quasi tutti i commenti ed ho scoperto che ci sono ancora molti dubbi sulla questione. Arrivo al mio caso specifico sul quale chiedo consiglio. Premetto una mia quasi totale ignoranza in materia di ”elettricità”. Da qualche tempo è mia intenzione installare un impianto fv sul tetto di casa mia. Alcune ditte mi hanno fatto i preventivi e già solo sulle cifre ho qualche perplessità:in alcuni casi a parità di caratteristiche dell’impianto (6 kw trifase x una produzione annua intorno ai 7000kw) ci sono differenze di anche 4000 euro con addirittura una più ampia offerta (assicurazione ar, sostituzione dell’inverter usurato, visione della produzione remota ecc…) sul preventivo inferiore. Altri dubbi: incentivi gse con cifre non sempre uguali sia x l’autoconsumo che x la tariffa omnicomprensiva tanto da non riuscire a capire se effettivamente convenga (ad oggi però pago la corrente all’enel all’incirca 40 cent/kw), soltanto una ditta mi ha paventato l’ipotesi di detrazioni al 50% in 10 anni e vendita della corrente prodotta o scambio sul posto….insomma sono ancora molto dubbioso in merito e mi piacerebbe prima di prendere una decisione di riuscire almeno a chiarire il possibile. Per ora ringrazio tutti coloro potranno aiutarmi.

  84. Alessio 16 novembre 2012 at 12:19 - Reply

    io potrei consigliarti qualche ditta seria, ma non mi sembra corretto nello spirito del forum fare nomi qui.
    certo, fuori è un ginepraio, ma se individui il partner giusto ne vieni fuori. la trattazione non è cosa da poche righe, per cui mi limito a dirti che 6 kWp oggi li trovi, con buoni materiali, tra i 13 e 15 mila euro.

    • Stefano Caproni 16 novembre 2012 at 15:00 - Reply

      Ciao Alessio, ti rigrazio per la finezza, ovvero non fare nomi di aziende, non c’è niente di male, ma poi il portale diventerebbe un mercatino. Ma in privato puoi consigliare quello che vuoi, se alby mi autorizza, ti mando la sua mail in privato. Per il resto sono d’accordo sui costi da te indicati per un 6kW, più verso i 12 che i 13, ma dipende da tante cose, basta qualche onere per la sicurezza in più e cambia tutto ;-)

  85. Cesare 16 novembre 2012 at 18:40 - Reply

    In risposta a alle obiezzioni del 9 nov all’interpellanza di Mario sul Nostro “accumulatore”

    Problema 1) : Queste soluzioni qui come quella generich sopra sono ottime se uno non beneficia di incentivi ne scambio sul posto……………………

    Risposta:
    Il signore che cerca di rispondere al quesito non ha la minima consapevolezza di ciò che avviene in un impianto siffatto. La produzione da FTV non ha una predisposizione a caricare prima le batterie e dopo quando le batterie sono cariche l’energia si perde….. I nostri sistemi a doppia conversione sono attivi h24 sull’utenza, quindi quando la fonte primaria FTV produce , alimenta contemporaneamente sia l’utenza attraverso l’inverter interno CC/CA che il pacco d’accumulo, dato che l’ingresso inverter ed il pacco d’accumulo sono esattamente in parallelo.

    Pertanto in un bilancio energetico giornaliero , per la progettazione che noi facciamo, vi sarà sempre un completo trasferimento dell’energia da fonte rinnovabile in consumo/accumulo , ed una lieve necessità di prelievo .Quindi se produciamo 100 e consumiamo 110, la differenza negativa la preleviamo dalla rete.

    Solo se il cliente permane assente dai consumi giornalieri per il fatto che è assente da casa per più giorni avviene un lieve surplus ed un non consumo parziale dell’energia prodotta, dato che comunque vi sono i carichi ciclici ed il consumo endogeno della macchina. Ma questo stà nel gioco dell’uso della casa e non è un difetto dei nostri sistemi ma un adattamento massimo alla aleatorietà dei parametri di consumo interno l’utenza.

    Problema: Altro problema è il tipo di batteria.. Piombo!! Cicli ti ricarica se va bene 800.. Dopo 3-4 anni sono da cambiare le batterie perché non accumulano più.. Altri soldi da spendere .. Al prezzo attuale per un 5 kwp circa 900 euro + lavoro……………….

    Risposta:
    Non conoscendo il protocollo di funzionamento delle nostre macchine questa critica potrebbe starci. Però la macchina in maniera automatica sfrutta solo il 50% della capacità di carica lasciando inalterato la rimanente quota . Se pertanto nei cicli serali la tensione delle batterie scende ad un valore che tocca il 50% della capacità di carica la macchina preleva dalla rete l’energia necessaria a mantenere le batterie performanti in una fascia di sicurezza stabilita dal nostro protocollo. Questo comporta una vita media di oltre 10 anni con possibilità di sfruttamento del 70% della capacità di carica. Le nostre batterie sono garantite 10 anni. Naturalmente la curva di resa avvicinandosi ai 10 anni scende verso il 70% e quindi ne consigliamo la sostituzione.

    • Stefano Caproni 16 novembre 2012 at 18:50 - Reply

      Non entro nel merito perchè mi pare che la spiegazione sia esauriente.
      Posso solo scrivere che finalmente qualcuno ci ha raccontato qualcosa ;-)
      Non conosco l’archietttura della macchina, ma mi pare di capire che vi sono due inverter, e che il “pacco batterie” non è mai in grado di immettere energia in rete, ma può farlo solo verso le utenze domestiche, diciamo in modalità stand alone ?
      Oppure ho capito male ?
      In questo caso non ci sarebbero problemi di normative.

  86. Alby 16 novembre 2012 at 20:14 - Reply

    Ciao a tutti, ringrazio sia Alessio che Stefano delle loro risposte. Sono assolutamente d’accordo con entrambi sia sul fatto di non fare nomi di ditte (non mi sembra questo il luogo idoneo e cmq non era mia intenzione averne) sia sulla possibilità di ”consulenze” private (ragazzi scusate se vi ”sfrutto”ma sono realmente molto indeciso) e quindi autorizzo Stefano a dare la mia mail ad Alessio ed anzi chiedo se posso inviare le mie richieste anche a Stefano stesso tramite la sua mail dei contatti. Vi ringrazio!!

    • Stefano Caproni 16 novembre 2012 at 20:49 - Reply

      Ciao Alby, ora dal cell non riesco, domani ti mando la mail di Alessio. Per il resto puoi scrivermi via mail senza problemi :-)

  87. Pietro Longhi 16 novembre 2012 at 20:33 - Reply

    Buona sera a tutti, Cesare si può avere qualche dettaglio tecnico o un riferimento per conoscere meglio il prodotto di cui hai parlato.
    Grazie
    Pietro Longhi

    • Stefano Caproni 16 novembre 2012 at 20:52 - Reply

      Ciao Pietro, domani ne parlo con Cesare e vedo come fare per dare qualche informazione su questo prodotto.

    • Stefano Caproni 16 novembre 2012 at 20:56 - Reply

      In ogni caso Pietro avevano già scritto un riferimento. Si è infatti parlato del sito di Solaritaly. Anche se preferirei evitare, perché mi pare siano installatori, e qua preferisco parlare di prodotti e non fare da vetrina agli installatori.

  88. Pietro Longhi 16 novembre 2012 at 21:27 - Reply

    Ciao Stefano, ti ringrazio per l’interessamento

  89. Cesare 17 novembre 2012 at 15:04 - Reply

    La nostra macchina su taglie di potenza diverse opera come un inverter Stand Alone (come dice lei Stefano) e può lavorare con due metodologie d’uso dell’energia diverse (ibrido e superibrido).
    Il metodo ibrido alimenta tutta l’utenza dal pacco d’accumulo interno ed esterno e quest’accumulo a sua volta è alimentato in primis dalla sorgente primaria che è il fotovoltaico ed in secondo luogo dal remoto che può essere la rete o un gruppo a combustione.
    La rete od il gruppo a combustione intervengono quando le batterie scendono a non oltre il 50% di carica d’accumulo.
    Il metodo superibrido comporta
    l’applicazione della macchina in quelle utenze dove già esiste un impianto fotovoltaico ad immissione in rete (con le tariffe incentivanti del GSE) . La macchina ottimizza l’energia fotovoltaica accumulandola di giorno quando il cliente è al lavoro e restituendola la sera quando l’utente ritorna e consuma.
    In tal caso di sera per evitare di consumare energia dalla rete , la macchina sconnette l’utenza dalla rete e la fà lavorare in isola.
    In sintesi quindi con una sola macchina possiamo servire più esigenze di utenti che hanno bisogno di rimanere il più lonatno possibile dalla rete , avendo comunque tre cose essenziali ed importanti : RISPARMIO – STABILITA’ E CONTINUITA’. Spero in sintesi di averle dato dei chiarimenti. Cordiali saluti.

  90. Pietro Longhi 17 novembre 2012 at 17:27 - Reply

    Per Cesare, grazie per la risposte, anche se non erano quelle che volevo ( le avevo capite già ).
    Per rispetto al blog da adesso in poi,non formulerò nessuna ulteriore richiesta che sfiori il confine tra conoscere e commerciare.
    Ti ho già contattato tramite INFO
    Per Stefano: cercherò di non abusare più della tua ospitalità.
    Ciao a tutti

  91. Stefano Caproni 17 novembre 2012 at 17:55 - Reply

    Ciao Pietro, guarda che non hai abusato di nulla. Ho solo precisato che visto che il blog lo porto avanti da solo con le mie risorse ovviamente non intendo farmi il mazzo per offrire visibilità a ditte private che fanno impianti elettrici. Tutto qua. In ogni caso ho anche lasciato il nome dell’ azienda, quindi direi che sono stato abbastanza tranquillo ;-) Penso che al mio posto la penseresti come me ;-)

  92. GIGI ANSALONI 18 novembre 2012 at 19:14 - Reply

    Buonasera a tutti, discussione interessantissima, da anni sto affrontando il problema, quando dico affrontando significa che l’ ho INSTALLATO a casa mia.Fotovoltaico vecchia generazione,
    3 KW/p senza incentivi ( anno 2003 ) solo SSP con fregatura GSE dal 2009 ( compro a 20 c. da Enel e mi danno 9 c. da GSE ) quindi occorre rimedio: metto 2 Batt. 12V. 150 A/h Pb ( 24 Volt ) + inverter Pure Shine da 500 Watt ( non mi sono fidato di quelli onda quadra tipo UPS economico ) e con Domotico di base carico batterie tramite switching per 8-10 ore di giorno in estate quando il pannello produce e di notte prelevo 150 Watt per usi carico costante, che sono i VERI responsabili del consumo per circa il 40-50 % sul totale ( es. sistema allarme, videosorveglianza, impianto citofonico, ecc…presupponendo di avere scollegato TV e altri accessori quando non si usano !!! ) risultato : faccio andare per 4 ore di notte questo dispositivo – costo circa 800 € – risparmio su prelievi 600 Watt/ ora per giorno in ESTATE e dopo un anno le 2 batterie da 150 A/h sono andate a …( signore allegre ! ) Cambio batterie e metto 2 AGM da 100 A/h e le ho fatte andare solo 2 ore per notte con DOD supposto del 10 % circa perchè non mi fido a spingermi oltre, visto che mi costano 500 €. In inverno una cosa del genere non esiste e le batterie si rica- ricano solo 4-5 ore, ( Nord Italia ) altrimenti preleviamo dalla rete per la ricarica, e questo nessun supertecnico che ho letto finora lo ha detto. Conclusioni: con le attuali tecnologie è ancora una grande grande FREGATURA l’accumulo di energia, ma spero che presto ci siano queste batterie di cui si parla.
    Saluti a tutti.

  93. mario 19 novembre 2012 at 09:45 - Reply

    Buongiorno Sig. Stefano; visto che ormai tutti parlano di sistemi ad accumulo, anch’io ho la mia.
    Ormai è da tempo che ci marcio dietro questo sistema e adesso sono arrivato al punto quasi perfetto. Dopo alcune esperienze negative al 100% ora a casa mia funziona un sistema ad accumulo perfettamente idoneo alle ultime normative.
    Il sistema si serve principalmente dal fotovoltaico ma si può approvviggionare di energia da qualsiasi tipo di fonte altrnativa per integrare la carica delle batterie. Il sistema produce energia e la trasferisce direttamente al carico senza passare dalle batterie, solo l’energia in più va a caricare le batterie e quando sono cariche si stacca dalla rete e va in stand-alone e ci rimane fino a quando le batterie sono arrivate alla scarica prestabilita e poi rientra la rete fino a quando non si rincomincia il nuovo ciclo giornaliero. se si hanno altre fonte la rete non entra a meno che i consumi aumentano di molto ed in continuazione. in questi giorni con poco irraggiamento arrico anche al 20% di risparmio nelle 24 ore ese no c’è irraggiamento si consuma da rete.
    Con l’occasioene ringrazio della possibilità di dialogo ricevuta.
    saluti
    Mario

  94. roberto 19 novembre 2012 at 15:04 - Reply

    Batterie al sale della Fiamm: costo piuttosto altino di euro 1.100/kWp. Tempi di consegna per pochi pezzi ca 4 settimane.

  95. Pietro Longhi 19 novembre 2012 at 15:25 - Reply

    Buongiorno a tutti, domanda per Mario:
    con l’impianto ad accumulo che hai installato, suppongo che tu non possa percepire incentivi, se cosi fosse, sei riuscito a usufruire delle agevolazioni fiscali ( 50% in 10 anni ? )
    oppure conti solo sul risparmio dell’energia?
    Ti chiedo questa cosa perchè l’agenzia delle entrate non da risposte definitive e certe.
    Ciao
    Pietro

  96. mario 19 novembre 2012 at 16:13 - Reply

    risposta a pietro
    ciao pietro, sono andato ad una conferenza con ENEA e ci hanno assicurato che rientra al 36/50 da gennaio sulla detrazione irpef. Comunque l’agenzia delle entrate, un anno fa mi ha dato pure l’articolo, lo trovi su settimana fiscale, che questo sistema rientra su inquinamento acustico e risparmio energetico.
    Comunque io conto solo per il risparmio dell’energia e valorizzare i vantaggi. Non ne voglio più sapere di burocrazia.
    saluti
    mario

  97. pippo 19 novembre 2012 at 18:16 - Reply

    sul post di robero, azzardiamo 2 conti “maccheronici” del costo del sistema di accumulo con batterie al sale. Visto che in casa non si consuma sempre 3 kw di picco, si potrebbe iniziare con una sola batteria (magari da integrare in anni seguenti quando calano i prezzi) da 1kwp per tamponare, ad esempio, di notte. A questo bisogna aggiungere un inverter diciamo da 3 kw, un carica batteria e un sistema che gestisca il tutto. Mettiamoci il lavoro per l’istallazione, sperando che non ci siano costi burocratici. Manca qualcosa? Il tutto a soli…Un BOTTO: €4.000? Vi torna?

  98. KERMIT 20 novembre 2012 at 09:26 - Reply

    buongiorno a tutti
    Avendo recentemente acquisito l’esclusiva per l’Italia e ritenendo che il sistema proposto dalla ditta NEOSTORE rappresenti un esempio significativo di Sistema che aumenta l’autoconsumo tramite accumulo (in batterie agli ioni di litio), vi propongo la visita del sito
    http://www.dastesolar.com, dove cliccando alla voce “SISTEMI COMPLETI AD ACCUMULO, potrete scaricare il pdf di documentazione.
    A disposizione

    • Stefano Caproni 20 novembre 2012 at 10:13 - Reply

      Avevo chiesto alle ditte installatrici di evitare di pubblicare link al portale dell’azienda, ma evidentemente scrivo in Arabo.

    • Matteo Marras 20 novembre 2012 at 10:47 - Reply

      Aggiungo che non mi risulta certificato CEI 0-21 per la connessione alla rete.

      • Stefano Caproni 20 novembre 2012 at 11:05 - Reply

        Interessante :-)

    • Pippo 20 novembre 2012 at 13:48 - Reply

      ma per chi ha già un sistema fotovoltaico istallato lo può integrare con questa soluzione? e i costi?

  99. stefano 21 novembre 2012 at 10:05 - Reply

    Buongiorno e complimenti per le interessanti informazioni.
    Premetto che non sono un tecnico ma sono interessato a spendere dei soldi per aumentare l’efficienza di casa mia. Leggo che questi sistemi di accumulo sono sempre associati ad una produzione fotovoltaica, cosa che sicuramente e’ importante, ma mi domando se vi sia convenienza economica anche a prescindere dal FV ma semplicemente per una ottimizzazione delle tariffe ore piene / ore vuote. Dove vivo io (all’estero), la differenza fra le due tariffe e’ di circa 8 ctEUR/kWh e il mio consumo e’ per circa 2/3 nelle ore piene. Se potessi accumulare l’energia nelle ore vuote e consumarla nelle ore piene (a prescindere dal FV), riparmierei qualche centinaio di EUR/anno. E’ tecnicamente ed economicamente possibile questa cosa? Grazie

  100. giovanni viotti 22 novembre 2012 at 15:34 - Reply

    Ciao Stefano, ho scoperto per caso il vostro forum ed e’ interessantissimo io avrei pensato ad un’altra soluzione: per il supero di produzione di energia anziche’ utilizzare le batterie non e’ possibile convogliare l’energia per scaldare l’acqua di un boiler? pensavo di installare 2 kw di fv tanto con il V conto non mi interessa produrne di piu’ e venderla ad una miseria all’enel quindi secondo voi e’ possibile realizzare un impianto del genere? avete qualche dritta? grazie a tutti

    • Stefano Caproni 22 novembre 2012 at 15:43 - Reply

      Ciao Giovanni, si può fare tutto, nel senso che lo scopo è proprio quello di accumulare energia, e scaldare acqua significa accumulare energia. Ma non cambia nella sostanza, una volta scaldata l’acqua poi siamo al punto di partenza. I sistemi di accumulo deve gestire i carichi, in modo da erogare dalle batterie quando c’è bisogno, e caricare/immettere in rete quando c’è esubero.
      In ogni caso più utilizzi (autoconsumi) energia e più ha senso il fotovoltaico, in teoria se tu riuscissi ad autoconsumare il 100% non servirebbero nemmeno le batterie. Il sistema di accumulo serve a diminuire i momenti in cui hai bisogno di energia dalla rete senza che l’impianto la produca. Ed in ogni caso una parte andra sempre in rete (parliamo di utenze domestiche, ovvio che ci sono casi in cui si riesce a consumare tutta l’energia prodotta, ad esempio impianti che assorbimenti molto maggiori della produzione del fotovoltaico che funzionano 24 ore al giorno).

  101. giovanni viotti 22 novembre 2012 at 16:17 - Reply

    grazie per la risposta ,in effetti io non intendo installare alcuna batteria farei un impianto sottodimensionato ho un contatore di 4,5 kw di picco e sono convinto che alla resistenza del boiler manderei ben poca energia ma la poca che produco in piu’ rimarrebbe a me es poi d’estate ne avessi in esubero mi basta utilizzare un accumulo acqua piu’ grande tieni presente che ho l’impianto di riscaldamento a pavimento in bassa temperatura quindi l’acqua non deve superare i 40°. Questa mia idea era per non sostenere la spesa delle batterie di accumulo

    • Stefano Caproni 22 novembre 2012 at 16:20 - Reply

      Però Giovanni dovresti fare in modo che l’acqua venga scaldata solo quando il Fotovoltaico produce, altrimenti non ha senso, puoi far equesto con un contatore di energia che misura l’energia prodotta dal FV e pilota un contattore sul circuito del boiler, che ovviamente puoi bypassare in manuale per accumulare quando vuoi. Non so se mi sono spiegato ;-)

  102. Pippo 25 novembre 2012 at 13:15 - Reply
    • Stefano Caproni 26 novembre 2012 at 19:47 - Reply

      Ciao Pippo, sai che non ho proprio capito cosa intende Passera ? Ma non è la prima volta che non capisco cosa dice quell’uomo ;-)

      • Pippo 27 novembre 2012 at 09:27 - Reply

        forse che per i sistemi di accumulo non vuole dare incentivi statali. Questa cosa non l’avevo già presa in considerazione comunque…

  103. Leo 28 novembre 2012 at 00:47 - Reply

    Salve a tutti..
    Ho letto il vostro forum e devo dire che mi piace….
    Premetto che sono di animo VERDE ho un’impianto FV da 5,92 kwp e dopo un’anno e piu’ ho visto che Enel ci “guazza” nell’energia gratis o giu’ di li e volevo mettere a frutto la famosa voce “scambio sul posto” ho un boiler per l’acqua calda dei sanitari li ho meso una resistenza da 1000 watt pero’ per controllare ho messo dei “controllori statici” cioe’ inposti i vari carichi ma non sono variabili come potrebbe essere u’impianto fv e il consumo della casa non so come potrei esprimermi nella mia idea Mi hanno detto che servirebbe un PLC con dei toridoali (per controllare il consumo e la produzioe) By Leo

    • Stefano Caproni 28 novembre 2012 at 09:15 - Reply

      Secondo me come ti hanno detto occorrerebbe un piccolo PLC (o uno strumento multifunzione dotato di uscite per pilotare relè) che possa analizzare la produttività dell’impianto e attivare la resistenza solo quando la produzione è sufficiente. Accumulare energia sotto forma di acqua calda non è una brutta idea, anzi so che qualcuno ha fatto esperimenti del genere, verificando come si riesca ad avere un’immissione in rete pari a zero (fotovoltaico) scaldando acqua con resistenze, e senza consumo di gas. Ovvio che va tutto bilanciato e dimensionato a modo. Ne parlerò prossimamente

    • Pippo 28 novembre 2012 at 10:08 - Reply

      ciao Leo, se vuoi qualcosa che gestisca una presa di corrente a seconda della produzione del FV, posso consigliarti questo sito (non è per pubblicità). Questo sistema mi è stato regalato dalla società che mi ha istallato l’impianto, ma sicuramente ce ne saranno altri forse anche più convenienti. Non ho fatto nessuna ricerca in questo senso perchè, come si dice, a caval donato non si guarda in bocca ;-)
      Il sito è: http://www.4-noks.it
      Buona ricerca…

  104. Pippo 30 novembre 2012 at 13:55 - Reply

    comunque il problema c’è…

    Un accumulo per il futuro. Intervista a Del Pizzo di Terna:
    http://qualenergia.it/articoli/20121112-un-accumulo-per-il-futuro-intervista-a-del-pizzo-di-terna

    • Stefano Caproni 30 novembre 2012 at 14:56 - Reply

      A parte le solite frasi in politichese, spunti interessanti ;-)

  105. Pippo 2 dicembre 2012 at 17:32 - Reply

    un bell’articolo sugli accumulatori con interessanti allegati finali:
    http://qualenergia.it/articoli/20121109-avanti-tutta-con-i-sistemi-di-accumulo

    • Stefano Caproni 3 dicembre 2012 at 10:33 - Reply

      Molto interessante Pippo, grazie pe rla segnalazione, in ogni caso mi pare evidente che lo sviluppo delle rinnovabili (soprattutto quelle non programmabili), dal punto di vista tecnico non possa fare a meno dei sistemi di accumulo.

  106. gianni 2 dicembre 2012 at 22:19 - Reply

    salve a tutti. ho sentito parlare da un amico che lavora in una società di un nuovo accumulatore di corrente a idrogeno che verrà messo in commercio a breve. cosa ne pensate?

  107. Pietro Longhi 3 dicembre 2012 at 09:25 - Reply

    Buongiorno a tutti, conosco il sistema ad accumulo che utilizza idrogeno, sono partner di questo produttore, o forse lo fanno anche altri. Non farò il nome per correttezza.
    Vi dico intanto che il prodotto esiste ed è stato installato in via sperimentale in vari punti in Italia.
    E’ costosissimo, parliamo di minimo 40.000,00 € per avere un sistema per il quale vanno ogni volta ricaricate le bombole di idrogeno.
    Se poi volessimo il sistema che produca autonomamente idrogeno dobbiamo aggiungere altri 250.000,00
    Mi dispiace ma ancora stiamo lontani.
    Auspico Vs. notizie “migliori”

    • Stefano Caproni 3 dicembre 2012 at 10:35 - Reply

      Ciao Pietro, anche io avevo letto (senza i dettagli che hai citato) di costi ancora troppo elevati.

  108. gianni 5 dicembre 2012 at 23:43 - Reply

    mi ha detto che questa azienda li dà in comodato d uso . non si conoscono i prezzi ma a inizio gennaio verranno messi in commercio.

  109. Pippo 7 dicembre 2012 at 22:38 - Reply

    caratteristiche di una batteria ad idrogeno…

    http://www.rebasrl.com/pdf/Presentazione_Batteria_Idrogeno.pdf

    • Stefano Caproni 8 dicembre 2012 at 19:56 - Reply

      Molto interessante ;-)

  110. LUIGI 9 dicembre 2012 at 15:18 - Reply

    vi chiedo se esiste la possibilita’,con il fotovoltaico e il sistema di accumulo con batterie al litio, di staccarsi completamente e definitivamente da enel o altri gestori e affrancarsi cosi’ da qualsiai canone.grazie.sono un profano,non sono un tecnico

    • Stefano Caproni 9 dicembre 2012 at 20:24 - Reply

      Ciao Luigi, a parte che credo sia impossibile dal punto di vista tecnico essere autosufficienti (parlo di situazioni normali, ovvio che se fai un fotovoltaico da 20kW e due camion di accumulatori, una famiglia va avanti, anche se si fa fatica in inverno) credo che dove i distributori arrivano con la rete sia obbligatoria una connessione alla rete. Questo non vuol dire che non puoi accumulare a autoconsumare.
      Ovvio che come dicevo, una famiglia in una appartamento o in una piccola villetta, farà fatica ad essere autosufficiente al 100%, per questioni tecniche (sole in inverno, necessità di grosse quantità di accumulatori, etc).

      • Pippo 10 dicembre 2012 at 19:27 - Reply

        credo che in questo caso, pur avendo la rete elettrica vicino, non ne siano collegati…(o no?) forse è per un esperimento:

        http://energia24club.it/01NET/HP/0,1254,51_ART_151009,00.html

        • Stefano Caproni 10 dicembre 2012 at 20:57 - Reply

          Da quanto ho letto, mi pare non sia collegata alla rete elettrica, mi sembra strano. O è un esperimento come dici tu oppure la storia che ti devi allacciare alla rete è una cavolata, io ho sempre saputo che era necessario allacciarsi alla rete. Boh……. ;-)

  111. Makko 11 dicembre 2012 at 10:52 - Reply

    Nessuno ha ancora valutato i generatori e accumultaori di Idrogeno?

    L’idea, a prescindere dal supporto utilizzato, è quella di rendersi indipendenti e quindi sfruttare il surplus di energia prodotta di giorno durante la notte, grazie ad accumulatori.

    Non fossilizziamoci sui sistemi utilizzati comunemente oggi… guardiamo avanti e guardiamo anche a soluzioni ecologiche…

    Essendo in procinto di installare fotovoltaico per 12kW, capite bene che l’argomento “Accumulo” mi interessa…

    Saluti a tutti

    • grazy 21 dicembre 2012 at 02:22 - Reply

      ciao Makko, mi sono interessato per l’accumulo di idrogeno,
      mi dispiace ma non ci siamo ancora, come tecnologia ok, ma per i costi lascia perdere….

      h2planet fornisce il materiale dall’ elettrolizzatore alla fuel cell, allo stoccaggio dell’idrogeno ed accessori vari….
      per uni mpianto da 100w, dico bene, da 100w, vai a spendere, iva compresa quasi 8000€, non ti dico altro, per un 10 kw, che
      avevo chiesto per le mie esigenze, superavo i 60.000€…..
      hanno preso proprio un colpo di sole……..
      ti conviene ancora come tutti noi mortali optare con la soluzione inverter e batterie che risparmi ed è fattibile ciao grazy.
      grazy58@alice.it

  112. Makko 11 dicembre 2012 at 11:01 - Reply

    Opsss… bastava leggere un po’ sopra… :D

  113. LUIGI 12 dicembre 2012 at 17:36 - Reply

    CARO STEFANO,TI RINGRAZIO PER LA TUA RISPOSTA SOLLECITA ED ESAURIENTE.VALUTERO’ L’OPPURTUNITA’ DI EFFETTUARE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER KW 4,5, QUELLO CHE HO ATTUALMENTE CON ENEL.

  114. Pippo 16 dicembre 2012 at 18:27 - Reply

    dopo le batterie al sale, ora le batterie allo zucchero… forse per addolcire un po’ il costo d’acquisto?

    http://it.ibtimes.com/articles/36615/20121002/batteria-futuro-zucchero-sodio-video-tablet-smartphone.htm

    • Stefano Caproni 16 dicembre 2012 at 18:43 - Reply

      Mah……secondo me basta solo che i colossi si mettano a lavorare sul serio e qualcosa tirano fuori, magari è solo questione di tempo

  115. Alberto 18 dicembre 2012 at 16:48 - Reply

    Salve a tutti,
    volevo chiedervi, ma ad oggi il gestore di rete può creare dei problemi (normativi) se una parte dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico viene accumulata e riutilizzata ad esempio di notte per alimentare la propria utenza?
    Grazie a tutti

  116. grazy 19 dicembre 2012 at 01:01 - Reply

    L’ energia prodotta dall’imp. f.v può essere tutta accumulata in batteria come la si può consumare tutta per autoconsumo.
    che io riscaldi, raffreddi, carico la macchina elettrica, ascolto musica, e così via, oppure me la metto in tasca e me la riprendo quando mi serve, non deve fregarne a nessuno, fermo restando che quest’ultima non vada in seguito immessa in rete in orario in cui il mio impianto solare non stia producendo.
    le soluzioni sul mercato ci sono….. va fatto un esame ponderato
    valutando i dati tecnici di energia prodotta e consumata specifica al caso ed al esigenza…
    Tuttavia , come non tutti sanno, visto che il problema di scambio sul posto
    in riferimento al 1° conto energia penalizza l’eventuale energia immessa in rete, sarà opportuno ricorrere all’accumulo del energia prodotta, evitando il più possibile di immettere kw in rete, e nello stesso tempo a sera essere autonomi, o prelevare il meno possibile. In questo caso e solo in questo caso l’impianto f.v. raggiunge la massima resa economica in tema di incentivazione remunerata dal gse.
    formula decreto ministeriale 6 febbraio 2006. / 28 luglio 2005.
    riferimento articolo 4.
    PRDi=PRODi – (Si + Pi ) se Si _ 0.

  117. grazy 19 dicembre 2012 at 01:18 - Reply

    segue dal commento sopra…

    PRDi=PRODi -Si se Si >_ 0.

    PRDi è la produzione disponibile annua incentivata.

    PRODi è la quantità energia prodotta annua solare.

    Si è saldo pari alla differenza tra energia immessa e prelevata annua.

    pI è il prelievo assegnato all’utente dello scambio.

    se capita la formula è piuttosto tosta e “” birichina. “”……..

  118. Simone 19 dicembre 2012 at 11:03 - Reply

    Discussione interessante! Sono interessato a valutare soluzioni per impianti domestici connessi, sinceramente ho cercato in rete ma per ora non ho trovato nulla salvo parole. Se qualcuno avesse soluzioni di questo tipo da proporre lo dica apertamente e in caso mi contatti simonetravaglini@greenity.it

  119. Nick 20 dicembre 2012 at 17:38 - Reply

    Avevo già postato tempo fa… Questa è la descrizione tecnica dell’impianto che vendiamo.

    Gli Inverter Off-Grid serie Green utilizzano per la conversione una tecnologia PWM ad Alta Frequenza a controllo digitale
    intelligente. In uscita dell’Inverter è previsto un trasformatore d’isolamento in grado di aumentare l’affidabilità del sistema
    e contestualmente la qualità dell’energia in uscita, verso il carico.
    Il Sistema in automatico gestisce la priorità dell’alimentazione del carico con l’energia proveniente dai pannelli solari. In
    particolare, i pannelli attivano il carica-batterie con MPPT (Solar Controller) integrato nel sistema generando un’energia
    utile alla ricarica degli accumulatori ed all’ingresso dell’inverter.
    Il software del dispositivo è in grado di rilevare la corrente totale generata dai pannelli FV in modo da gestirne l’energia
    disponibile. In sequenza, il sistema eroga l’energia con priorità verso il banco batterie per la ricarica e poi verso
    l’ingresso dell’inverter. Il tutto viene determinato in base se la corrente richiesta dalle batterie più quella del carico risulta
    maggiore od uguale a quella generata dai pannelli FV. Pertanto, se l’energia risulta non sufficiente a coprire le esigenze
    del carico, il sistema si concentrerà a ricaricare le batterie al 100%. In questa fase, raggiunta la piena ricarica del banco,
    il sistema scollegherà la rete AC d’ingresso in modo da poter utilizzare tutta l’energia accumulata. Raggiunto il livello di
    stacco della batteria il sistema riprenderà la fase di ricarica attraverso il Solar Controller.
    Qualora i pannelli FV, precedentemente attivi, non eroghino più energia per mancata insolazione si potrà sfruttare
    l’accumulo dell’energia residente nelle batterie. Il sistema, in questa condizione, alimenta il carico mediante l’inverter fino
    allo stacco del banco per l’esaurimento dell’accumulo.
    Sfruttata anche questa seconda possibilità di risparmio energetico, successivamente, il sistema provvederà in
    automatico a commutare l’ingresso di alimentazione dell’inverter da pannelli FV a rete di alimentazione AC (ENEL).
    Il Sistema in funzionamento da Rete (ENEL), solo per i modelli da 0,5 a 2KW, fa transitare l’energia d’ingresso all’interno
    di un stabilizzatore elettronico (AVR) per correggere le oscillazioni della tensione. Mentre nella stessa condizione di
    funzionamento, solo per i modelli da 3 a 10KW, il Sistema fa transitare l’ingresso AC all’interno di un blocco
    raddrizzatore (Rectifier) in modo da alimentare costantemente il carico d’uscita attraverso l’inverter.
    Inoltre, il sistema funziona anche come Soccorritore in condizione di mancanza rete (ENEL), dopo comunque aver
    fornito l’autonomia prevista nell’accumulo, utilizzando la riserva di carica disponibile nelle batterie.
    Il dispositivo “Charger”, citato nei diagrammi, indica un carica batteria secondario alimentato dall’ingresso AC (ENEL) e
    si attiva solo in caso di pannelli solari non attivi ed a batteria completamente scarica. Questo carica batterie (Charger)
    avrà il compito di ricaricare solo l’energia utilizzata come Soccorritore e si spegnerà una volta raggiunto il punto di stacco
    della batteria per fine accumulo.

    • Filippo 23 gennaio 2013 at 14:57 - Reply

      Buongiorno a tutti, volevo avere info supplementari e magai un contatto con Nicky, sono molto interessato al sistema.
      P.S. Stefano se puoi gira la ma mail a Nicky, grazie ottimo forum dai contenuti molto interessanti.

  120. AntMat 20 dicembre 2012 at 19:18 - Reply

    Salve sono nuovo del forum, ho letto un pò i vostri commenti e vi racconto la mia esperienza. Ho una casa al mare che non è raggiunta dalla rete e per questo mi sono messo alla ricerca di un impianto ad isola. Dopo varie ricerche l’ho trovato e finalmente questa estate ho trascorso una bellissima estate rispetto agli altri anni e a tutte le persone che hanno la casa nello stesso posto, perchè finalmente avevo la corrente 24h su 24h. Altra cosa fontamentale di questo impianto e che una volta che ho finito di usarlo al mare me lo sono portato in città dove abito durante l’anno e l’ho collegato come al mare con la differenza che qui è collegato anche alla rete, cosa molto utile perchè se per diversi giorni piove ed i moduli non riescono a ricaricare le batterie ci pensa la rete.
    Se volete dare un’occhiata all’accumulatore solare che ho visitate il sito http://www.tredienergia.it.
    Spero di esservi stato d’aiuto.

  121. grazy 21 dicembre 2012 at 02:30 - Reply

    ciao Nick, sono interessato alla tipologia e caratteristiche
    dell’ inverter, potrei avere un link per orientarmi sul modello e relativo prezzo, avendo altre persone alle quali la cosa è di interesse, un saluto grazy
    grazy58@alice.it

  122. giuseppe capone 22 dicembre 2012 at 19:26 - Reply

    Se interessa al forum, vi posso dare una stima peri prezzi relativi ad un sistema intelligente che ha una batteria da 24 kw….con possibilità di collegamento rete-casa-carica batteria..si parla di circa 10.000 €. prodotto tedesco per cui generalmente affidabile.

    • Stefano Caproni 22 dicembre 2012 at 19:50 - Reply

      Ciao Giuseppe.
      Grazie, ci interessa. Anzi a me piacerebbe parlarne con qualcuno, presentare qualche prodotto e confrontarci, il problema è che di solito chi arriva scrive indirizzi per contatti privati proponendo cose a grandi linee o idee, ma noi continuiamo a saperne poco. Se qualche azienda ha voglia di raccontarci qualche soluzione e parlarci di qualche prodotto, con approfondimenti tecnici e costi, magari mi sta anche bene parlarne e pubblicare nomi e cognomi. Se qualcuno ne ha voglia mi scriva in privè e vediamo come fare per offrire un servizio “concreto” a chi legge ;-)

  123. AntMat 22 dicembre 2012 at 19:46 - Reply

    Ciao Giuseppe gentilmente mi puoi inviare una scheda tecnica con le caratteristiche del sistema. Ma nel prezzo sono compresi anche i moduli fotovoltaici?

  124. AntMat 22 dicembre 2012 at 19:56 - Reply

    Ciao Stefano piacere di conoscerti se vuoi posso dare info sul mio sistema.

    • Stefano Caproni 22 dicembre 2012 at 20:06 - Reply

      Ciao, mandami pure tutte le notizie che vuoi ;-)

  125. AntMat 22 dicembre 2012 at 20:18 - Reply

    Stefano gentilmente mi mandi la tua mail?

  126. AntMat 22 dicembre 2012 at 20:19 - Reply

    o scrivo sul forum?

    • Stefano Caproni 22 dicembre 2012 at 20:38 - Reply

      Come vuoi, tanto ormai qua hanno scritto tutti ;-) Oppure possiamo parlarne in privè (http://newsenergia.com/contatti) e se ci sono gli estremi pubblicare qualcosa a livello di articolo. Fai come vuoi ;-)

  127. Nick 23 dicembre 2012 at 12:20 - Reply

    grazy
    vendiamo un prodotto completo di pacco batterie,inverter e cross, il cui prezzo è di 7500€.
    Accumula e ritorna 12kwh giorno per un totale di circa 4500 kwh anno.

    • Samuel 23 dicembre 2012 at 13:37 - Reply

      Interessato a conoscere dettagli.. Se mi contatti su sambas@libero.it e le caratteristiche del prodotto sono buone e certificate la cosa potrebbe interessare la mia società.
      Aspetto tue news nick!!

  128. Samuel 23 dicembre 2012 at 13:38 - Reply

    Sorry .. La email è sambas2@libero.it
    Grazie

  129. AntMat 23 dicembre 2012 at 18:35 - Reply

    Nick ma quanti moduli fotovoltaici o meglio quanti Kwp di moduli vengono usati per produrre 12 Kwh giorno?

  130. Nick 27 dicembre 2012 at 17:19 - Reply

    AntMat
    Il sistema può essere collegato ad un imp. FV con potenza dai 3 ai 10kw. Ma può anche essere solamente allacciato alla rete (in questo caso accumuli quando il costo dell’energia è in fascia più conveniente ed utilizzi quando il costo energia è più alto).

  131. luca 30 dicembre 2012 at 10:09 - Reply

    ciao a tutti. sono vittima del fotovoltaico. impianto terminato da 3 anni mai allacciato perche dicono cge devono fare una nuova linea. dopo tre anni mi hanno rifatto fare la domanda per il trifase. ora sembrea che mi allaccino. devo pero cambiare l’inverter e vari accessori. io consumo 12000 kw anno perche ho tutto elettrico. da quelo che ho capito con il 5 conto ( spero di rientrare ) quando produco molto corrente – estate- io consumo pochissimo . quale sistema e’ migliore da fare? grazie

    • Stefano Caproni 30 dicembre 2012 at 17:21 - Reply

      Ciao Luca, di sicuro il tuo è uno di quei casi in cui l’accumulo sarebbe molto importante. Io però non ho la conoscenza per darti delle indicazioni.

  132. mario 31 dicembre 2012 at 10:22 - Reply

    buon anno Stefano sono Mario, sono mario voglio dare un messaggio a Luca, ciao Luca inviami la bolletta e vediamo di risolvere il problema se possibile. saluti a tutti e buon anno da Mario

  133. Edoardo 2 gennaio 2013 at 14:58 - Reply

    A Stefano Caproni e Luca, Se vi interessa abbiamo messo in commercio un prodotto che accumula l’energia in eccesso prodotta da impianti fotovoltaici senza modifiche all’impianto esistente. Oltre a questo dispone di molti altri vantaggi che potremmo illustrare. Se interessati vi invito a richiedere documentazioni a:
    scarpis@scarpis.it

  134. roberto 7 gennaio 2013 at 00:10 - Reply

    Salve, sono molto interessato dalla vostra discussione, cosa ne pensate di questo inverter ibrido con caricabatterie pv ca ed mmpt. Lo sto comprando. Prevedo di collegarlo su linea privilegiata con pacco batterie 48v 250a con carica diretta da 3 pannelli flex unisolar 136w e da ac con collegato un impianto fv da 6kwin V ce, voglio vedere riesco mixando carica diretta e carica da ac con impianto in produzione a compensare i consumi nella fascia notturna con la versione da 2400 w

  135. roberto 7 gennaio 2013 at 00:11 - Reply

    Opps non ho messo il link dellinverter http://www.eastups.com/en/productshow.aspx?CateId=541&Id=228

  136. roberto 7 gennaio 2013 at 00:12 - Reply

    Ho hanche il manuale dettagliato, c’è qualcuno che vuole dargli unocchiata per avere qualche parere?

  137. Pippo 14 gennaio 2013 at 16:39 - Reply

    ciao Stefano. Lo so che non c’entra niente con questa discussione, ma si potrebbe capire qualcosa relativamente IMU e fotovoltaico? C’è già un argomento aperto in tal senso e, se no, si potrebbe aprire? Grazie

    • Stefano Caproni 15 gennaio 2013 at 19:54 - Reply

      Ciao Pippo, non ne ho mai parlato un po per questioni di tempo (scrivere articoli su cose che conosco mi porta via poco tempo) scrivere di cose che non conosco implica che mi debba informare e documentare, con il rischio di scrivere delle boiate, e in questo periodo di rush finale verso la fine del conto energia puoi immaginare quantio tempo possa avere ;-)
      Inoltre come detto io so cos’è l’IMU perchè lo pago, ma non vado oltre ;-)
      In ogni caso come dicevo anche tempo fa, se qualcuno ha voglia discrivere e condividere o di aprire un argomento sono ben felice di ospitare, anche con nome e cognome.
      Se hai qualche suggerimento lo accetto ben volentieri, come possiamo fare per approfondire ?

      • pippo 15 gennaio 2013 at 21:03 - Reply

        c’è un detto napoletano che recita:”Vaco p’aiut e trov sgarrup…”(Cerco aiuto e trovo invece difficoltà). ;-) Praticamente mi stai chiedendo un aiuto su questo argomento, ma non saprei nemmeno da dove iniziare… Cmq sembra che chi e sotto di 3 kw non si applichi. A questo punto per adesso è meglio chiuderla qui anche per non sviare l’argomentazione originale.Poi più in la sicuramente sarà interessante affrontare questo tema, anche perchè è un dubbio che sta sorgendo in tutti i possessori di fv, grandi e piccoli.

      • Stefano Caproni 15 gennaio 2013 at 21:05 - Reply

        Ciao Pippo, io volevo aiuto nel senso di capire come fare per poter iniziare qua un discorso sull’IMU, un minimo di base ci vuole ;-)
        Se trovi qualcosa in rete che ne parla possiamo prendere spunto per scrivere qualcosa e parlarne, era questo il senso ;-)

  138. AntMat 18 gennaio 2013 at 09:44 - Reply

    Buongiorno, ho bisogno di un’info,chi mi sa dire se gli impianti ad isola rientrano nella detrazione fiscale del 55% per quanto concerne il miglioramento energetico?
    Grazie anticipatamente.

    • Stefano Caproni 18 gennaio 2013 at 13:10 - Reply

      Ciao Ant, non so però forse più il 50% che il 55% credo.

    • Stefano Caproni 18 gennaio 2013 at 13:10 - Reply

      Speriamo, anche se qua partiamo sempre tardi, se partiamo…..

  139. Paola 19 gennaio 2013 at 13:23 - Reply

    ogni volta che vi leggo debbo farvi i complimenti, non solo per i contenuti, ma anche per le modalità di discussione, sempre corrette, ancora più apprezzabili in una materia delicata come questa che si presta all’autopromozione e alla pubblicità occulta…
    vi scrivo questa volta per chiedervi notizie del Conto Energia Termico pubblicato di recente in GU (spero non sia oggetto di discussione in altro spazio). Mi sembra di aver capito che per accedere agli incentivi bisogna sbrigarsi (finiranno presto); quali sono le vostre previsioni?
    e’ vero che le case in costruzione sono escluse dal pacchetto relativo all’efficienza energetica, ma non da quello del solare termico (previsto l’acquisto di nuovi impianti non in sostituzione di vecchi)?
    i sistemi d’accumulo (per il ST) potrebbero rientrare tra l’acquisto delle tecnologie incentivate?

    • Stefano Caproni 20 gennaio 2013 at 20:43 - Reply

      Ciao Paola, ho letto il tuo commento, io non ti ho risposto solo perchè non conosco granchè il conto termico, spero che ci sia qualcuno più preparato che ti possa dare indicazioni.

  140. luca 20 gennaio 2013 at 09:19 - Reply

    Ciao , sono Luca .

    io consumo 13000 kw anno

    ho messo il fv sul tetto dal 2010 per 5 kw ma non mi hanno ancora attaccato.

    ora dopo 3 anni di insistenza mi hanno rifatto fare la domanda con il trifase

    me l’hanno accettata

    ora ho ordinato un inverter trifase

    sto aspettando che arrivi

    ecco i miei consumi

    attulamente pago la bolletta a edison con contratto biorario tariffa web

    fatemi capire cosa devo fare.

    Grazie

    Luca 3358354646

    31/01/2012 Effettiva 7210 736 5891 13051 18942 1651 26152
    29/02/2012 Effettiva 8079 869 6533 14199 20732 1790 28811
    31/03/2012 Effettiva 8427 348 6856 14718 21574 842 30001
    30/04/2012 Effettiva 8599 172 7014 15023 22037 463 30636
    31/05/2012 Effettiva 8803 204 7176 15226 22402 365 31205
    30/06/2012 Effettiva 8945 142 7279 15388 22667 265 31612
    31/07/2012 Effettiva 9079 134 7378 15536 22914 247 31993
    31/08/2012 Effettiva 9300 221 7565 15642 23207 293 32507
    30/09/2012 Effettiva 9447 147 7690 15823 23513 306 32960
    31/10/2012 Effettiva 9695 248 7898 16068 23966 453 33661
    30/11/2012 Effettiva 10134 439 8172 16482 24654 688 34788
    31/12/2012 Effettiva 10891 757 8803 17716 26519 1865 37410
    20014
    anno 2012 F1 4417 anno 2012 F2+3 9228 13645

    • Stefano Caproni 20 gennaio 2013 at 20:39 - Reply

      Ciao Luca, già gli altri ti hanno detto qualcosa, ma io onestamente non ho capito la tua domanda, cosa intenbdo con “cosa devo fare” ?

  141. luca 20 gennaio 2013 at 09:22 - Reply

    Data Tipo Lettura Fascia 1
    01/04/2011 Effettiva 4427
    30/11/2011 Effettiva 5991
    31/12/2011 Effettiva 6474
    31/01/2012 Effettiva 7210
    29/02/2012 Effettiva 8079
    31/03/2012 Effettiva 8427
    30/04/2012 Effettiva 8599
    31/05/2012 Effettiva 8803
    30/06/2012 Effettiva 8945
    31/07/2012 Effettiva 9079
    31/08/2012 Effettiva 9300
    30/09/2012 Effettiva 9447
    31/10/2012 Effettiva 9695
    30/11/2012 Effettiva 10134
    31/12/2012 Effettiva 10891

  142. luca 20 gennaio 2013 at 09:23 - Reply

    anno 2012 F1 4417 F2+3 totale 9228

  143. AntMat 20 gennaio 2013 at 13:10 - Reply

    Ciao Luca il tuo è un consumo elevato e con i 5 KWp che hai installato se abiti al nord riesci a recuperare circa 6000 Kw in 1 anno, per il resto non so.

  144. Pippo 20 gennaio 2013 at 13:34 - Reply

    Ciao Luca, il tuo consumo è alto.Cmq 5kw sono meglio di niente. Vai su questo sito:

    http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php?lang=it&map=europe

    inserisci le tue coordinate giografiche e le caratteristiche del tuo impianto, così potrai avere delle indicazione di massima di quanti kw riesci a produrre.
    Buon calcolo

  145. DOMENICO CAMPANELLI 20 gennaio 2013 at 18:04 - Reply

    Oggi pomeriggio ho letto tutti gli interventi postati, molto interessante. Da un punto di vista temporale noto che nel tempo aumentano le segnalazioni di sistemi che si avvicinano ai nostri bisogni. Continuerò a seguire regolarmente le nuove proposte di sistemi di accumulo per famiglia. Ho fatto installare 2 IFV (da 3 casa, e da 5 campagna/mare) tre anni fa; dicevano che ero matto, ma credo di aver fatto molto bene!. con 3kw produco 4600 kw/anno mediamente (centro IT). Il solito problema, produco troppo di giorno e consumo troppo di notte (non uso metano in inverno, ma pompe di calore a basso consumo), un buon sistemino di accumulo, integrato, in accordo con le leggi dello Stato, è evidente che sarebbe utile.

    • Stefano Caproni 20 gennaio 2013 at 20:41 - Reply

      Ciao Domenico, ne parlerò in settimana, quanto dici nelle tue ultime righe è giustissimo, in germania sono partiti incentivi per i sistemi di accumulo, qua si e non che ci arriveremo.
      Io dopo mille insistenze sono riuscito a parlare in ufficio con un paio di aziende, con ottimi prodotti. Il problema è il costo, anche 10mila euro per un sistema a servizio di un impianto da 3kW. Occorre che calino i prezzi.

  146. Pier Marco Roccato 22 gennaio 2013 at 11:18 - Reply

    Ciao Stefano,
    anche noi, come molti, in questo periodo stiamo mettendo a punto un sistema ad accumulo, visto l’interesse che si è venuto a creare attorno a questo argomento. Quando hai tempo desidererei essere da Te contattato per scambio info tecniche e costi.

    • Stefano Caproni 22 gennaio 2013 at 13:17 - Reply

      Volentieri, magari ricordatemelo voi.
      Questo è un periodo abbastanza impegnativo e il tempo è poco :-(

  147. Alessandro Magnani 24 gennaio 2013 at 17:44 - Reply

    Salve Stefano ( scusa se ti chiamo col Nome ) ho letto tutte le conversazioni che hai fatto in questi ultimi mesi per quanto riguarda i sistemi di accumulo a batteria.
    Vorrei confrontarmi e condividere un sistema che è stato costruito ad Arezzo.

    • Stefano Caproni 25 gennaio 2013 at 20:42 - Reply

      Ciao Alessandro, in questo periodo sono un po incasinato, puoi immaginare, tra fine conto energia, adeguamenrti A70 è un macello. In ogni caso contattami pure.

  148. Alberto B. 24 gennaio 2013 at 18:41 - Reply

    Ho parlato proprio oggi con un fornitore 19.000 euro per un sistema con accumulo da 8kWh al litio + ovviamente il fotovoltaico. Mi sembra un prezzo esagerato, inoltre non è nemmeno installabile perchè non è certicifato…parliamo di aria fritta, purtroppo!!!!

  149. mario 24 gennaio 2013 at 19:16 - Reply

    ciao alberto B il mio impianto da 6k con accumulo costa poco meno e certificato perchè si puo fare sia scambio sul posto con detrazione fiscale, sia autoconsumo con IV conto energia oppure tutto autoconsumo senza scambio, compreso di moduli e montaggio. saluti Mario

    • Filippo 26 gennaio 2013 at 12:42 - Reply

      Ciao, Mario anche noi siamo interessati potresti mandarmi una e-mail a solareenergiavitasas@gmail.com con tutte le info necessarie.
      Cordiali saluti Filippo

    • DOMENICO CAMPANELLI 26 gennaio 2013 at 19:38 - Reply

      Caro Mario,
      sono interessato, ma tieni conto che ho un impianto FV da 3 kw funzionante e quindi mi interessa il sistema batterie ed elettronica per caricare da FV di giorno “l’eccesso di produzione” ed utilizzare questa energia di notte (ovviamente allestendo delle linee elettriche preferenziali in casa), in accordo con le leggi dello stato. domenico.campanelli@libero.it.

  150. Alberto B. 26 gennaio 2013 at 11:39 - Reply

    Ciao Mario, mi mandi un mail a berrydj2002@libero.it con relativa scheda tecnica e magari con una quotazione. Grazie. Saluti

  151. AntMat 26 gennaio 2013 at 14:53 - Reply

    Ciao Mario anche io sono interessato gentilmente mi puoi mandare una scheda tecnica con una quotazione a antmat28@gmail.com.Grazie

  152. luca 26 gennaio 2013 at 18:04 - Reply

    Ciao Mario anche io sono interessato gentilmente mi puoi mandare una scheda tecnica con una quotazione x impianto trifase tot 10kw, lucaguicc@alice.it Grazie luca

  153. luca 26 gennaio 2013 at 18:05 - Reply

    Ciao Mario io sono interessato, gentilmente mi puoi mandare una scheda tecnica con preventivo o delucidazioni x impianto trifase tot 10kw, lucaguicc@alice.it Grazie luca

  154. Stefano Caproni 27 gennaio 2013 at 10:49 - Reply

    Ciao a tutti, fermo restando che non mi va a genio che ci si proponga qua per farsi contattare dai miei lettori, visto che come sempre il portale lo porto avanti con tanta fatica, e un po mi infastidisce che lo si usi per i propri interessi, la cosa che continuo a non capire è perchè si continui a raccontare di avere qualcosa (il mio sistema) senza mai raccontare nulla di tecnico, e chiedendo di essere contattati per spiegazioni. Ormai le tecnologie per realizzare sistemi di accumulo non sono segrete, inverter, un po di elettronica, accumulatori. Quindi non capisco questi segreti di pulcinella. Perchè ci sono problemi a parlarne qua e si deve parlarne in privato ?
    Oltre questo mi chiedo quale sia al momento la convenienza di sistemi che si ammortizzano in 8-10 anni quando poi forse è ora di cambiare gli accumulatori. Finchè non parliamo di queste cose, finchè i costi non saranno più bassi faremo fatica a trovare un reale senso all’installazione di un sistema di accumulo. Accumulare per risparmiare per pagarsi il sistema di accumulo non ha molto senso. Qualcuno ha una sorta di “business plan” dove si evidenzi il periodo di rientro, comprendendo anche i costi di manutenzione e di sostituzione degli accumulatori ?

  155. roberto 27 gennaio 2013 at 11:00 - Reply

    Credo che il business sia aumentare l’autoconsumo da fotovoltaico on grid ricaricando un pacco batterie da rete con fotovoltaico on grid in produzione e da piccola stringa PV o da minieolico per servire linea privilegiata tramite inverter ups che bypassa il paccobatterie per carico elevato e shunta il carico su rete. Le batterie vrla 3v 300 ah le pago 95 dollari incluso trasporto import china, un pacco da 48v ivato dazio e trasporto incluso esce circa 2000 euro, l’inverter 500 euro, 4 pannelli unisolar pv 136w 600 euro. Con 3000 euro circa hai un sistema di accumulo da 14.4 kw che ricarica da rete (quando il fotovoltaico on grid produce o di notte quando il foto non produce ma lenergia costa meno, ricarica anche da stringa PV dedicata, fornisce 2kw di picco e per elevato carico bypassa in rete e funge anche da ups. Cosa volete di +

    • Stefano Caproni 27 gennaio 2013 at 11:11 - Reply

      Ciao Roberto, manca un po di roba alle tue considerazioni. Stiamo parlando di sistemi che può acquistare anche una persona che non sa nulla di impianti, e che deve acquistare un prodotto finito da poter installare in modo semplice. Occorre aggiungere installazione, magari tutti gli oneri necessari ad andare sul tetto (nel caso si montino sul tetto) eventuali modifiche all’impianto esistente.
      Mi pare di aver dimostrato in questo primo anno di vita del mio portale che sono assolutamente a favore di queste soluzioni, ma occorre parlarne in modo coerente. Tutte le aziende che sono venute in ufficio, dopo primi contatti con informazioni davvero incoraggianti, hanno sempre proposto sistemi molto costosi. Qua non stiamo parlando di fai da te, comprare le batterie dal cinese, comprare l’inverter da un altra parte, etc (soluzione fattibilissima poer carità) ma di sistemi commercialmente pronti da acquistare.
      Per commercializzare prodotti, serve documentazione tecnica, listino prezzi, una rete di distribuzione e assistenza, una rete di installatori qualificati, etc.
      Tutto questo per andare incontro a chi non sa nulla e ha voglia di comprarsi il suo sistema da portare a casa e da farsi attivare da personale qualificato.
      Altrimenti secondo me rimaniamo nell’ambito del fai da te, e non siamo tutti elettricisti ;-)

    • Matteo Marras 27 gennaio 2013 at 12:34 - Reply

      Ciao Roberto, qualcosa non mi torna nel tuo discorso……
      Se i 14,4 non sono kW ma kWh non riesco a capire come possa accumularli in una giornata invernale di 4 ore di sole co 4 pannelli da 136 Wp.
      Mi pare un tantino sottodimensionato il campo rispetto al parco batterie……
      Inoltre non capisco se il sistema che proponi entra in parallelo con la rete o no!!!

  156. giuseppe capone 27 gennaio 2013 at 11:58 - Reply

    Salve a tutti, vorrei portare alla Vs.attenzione un sistema di storage abbastanza interessante. Trattasi del SOLON LIBERTY. La solon è un’azienda storica del fotovoltaico che due anni fà ha avuto, come molte, problemi economici, ma ha superato il tutto con l’aiuto di un gruppo indiano. la filiale italiana sta operando abbastanza bene e non ha risentito di questi cambiamenti di proprietà. Il sistema di cui vi parlo è ben spiegato (guardate il video allegato) nel sito. Io in più, essendo particolarmente interessato al prodotto, ho fatto una giornata di lavoro specifica , per cui se doveste avere qualche domanda oltre quanto indicato nel sito, sono a vs. disposizione.
    Per farla breve si tratta di un sistema di accumulo di 12 kw, può essere venduto a prescindere dall’impianto fotovoltaico (che deve già essere installato), costa circa 10.000 €, le batterie sono al piombo acido e cosa particolarmente importante ne installano al ritmo di 10 al mese in Germania, dove avete sentito che fra poco ci saranno pure gli incentivi a breve. Io ne sto acquistando una, ad un costo leggermente minore essendo io solon partner. complimenti per il blog…

  157. roberto 27 gennaio 2013 at 14:26 - Reply

    Il pacco batterie non viene caricato in via prioritaria dai 4 pannelli da 136 ma dalla rete preferenzialmente quando il fotovoltaico da 6 kw é in produzione o di nottemquando lenergia costa meno, i 4 pannelli servono per soddisfare consumo istantaneo quando è presente insolazione prima di attingere al pacco batterie ed anche per una carica costante quando non c’e assorbimento. I prodotti sono tutti certificati, prodotti in cina oem acquistati e rimarchiati da europei prima di essere immessi sul mercato. Tutti i compoennti elettronici che usianmo sono cinesi

    • Stefano Caproni 27 gennaio 2013 at 15:37 - Reply

      Ciao Roberto, permettermi di essere un po dubbioso su questo sistema. Con i pannelli che hai indicato ricarichi davvero poco (o nulla per almeno 4-5 mesi all’anno), e se ricarichi dalla rete non ci siamo. Forse non hai presente la differenza di costo tra il giorno e la notte per l’acquisto di energia.
      Secondo me con il risparmio che hai grazie alla differenza di costo di acquisto dell’energia tra il giorno e la notte l’impianto lo ammortizzi in 50 anni.

  158. roberto 27 gennaio 2013 at 15:05 - Reply

    Stanno modificando l’inverter per permettere l’ingresso per ricarica da rete indipende te dal bypass di rete, in modo da bypassare in rete in notturna a batterie scariche senza ricaricare ed attendere la produzione per ricaricare appena pronto lo spediscono e vi informo sui risultati. Opps mi so o sbagliato sui costi, bastno 2500 euro ed in piu va contato il guadagno da aumento notevole di autoconsumo in V conto energiae,

  159. roberto 27 gennaio 2013 at 15:06 - Reply

    Il sistema è su rete privilegiata, comunque ne sto montando unaltroa valle del contatore di una utenza domestica.

  160. roberto 27 gennaio 2013 at 15:09 - Reply

    Opps a proposito non sono elettricista

  161. roberto 27 gennaio 2013 at 15:10 - Reply

    Ma un semplice utente he si è scocciato di essere salassato.

  162. Matteo Marras 27 gennaio 2013 at 16:16 - Reply

    Ok roberto…… Fintanto che sul mercato non mettono in commercio una macchina( che intendiamoci esiste già) che sia certificata CEI 0-21 per permettere sia di avere contemporaneità di collegamento in parallelo alla rete e eventuale ricarica / preievo da batterie occorrerà realizzare questi impianti con 2 inverter distinti : il primo che gestisce FV in parallelo con la rete e l’altro che funge sia da ricarica batterie che da convertitore dc / ac .
    La rete e’ necessaria ed oserei dire conveniente averla anche se si vuole il piu possibile prelevare da essa sempre meno energia .

  163. roberto 27 gennaio 2013 at 16:27 - Reply

    Forse non mi sono spiegato, posso anche non metterli i 4 pannelli, li avevo ritirati dalla unisolar negli USA che come credo sapete è fallita e li sta svendendo giusto per provarli. Il mio vero problema era che avendo un fotovoltaico da 6 kw in V conto energia, immettevo la totalita in rete con poco autoconsumo, su una linea privilegiata avevo un UPS da 6 KVA che si è bruciato e, da li dovendo sostituirlo è nata l’idea di comprare questo inverter della eastups ditta cinese che vende in tutto il mondo, ed usarlo non solo come ups ma per alimentare il carico della linea privilegiata con lEnergia prodotta dal mio fotovoltaico in V conto energia che altrimenti avrei ceduto alla rete senza autonsumare, dovevo dimensionare il pacco batterie non come ups ma per utilizzo piu spinto, ed i costruttori dellinverter mi hanno presentato una ditta cinese che costruisce le batterie per noi europei no brand ed ho acquistato ad un prezzo che credevo che non ha eguali noi funziona una bellezza, ricarico il pacco quando il fotovoltaico funziona di giorno, consumo dalle 15 alle 22 6-7 kwh sulla privilegiata scaricando a circa il 50% il pacco batterie, ho aumentato lautoconsumo con aumento di incentivi, ho aggiunto i 4 pannelli perche almeno nella fascia giornaliera quando c’è sole quel consumo di base 200-300w é tamponato direttamente in istantaneo dai 4 pannelli in questione senza stressare la batteria,

  164. DOMENICO CAMPANELLI 28 gennaio 2013 at 09:46 - Reply

    Caro Stefano,
    io non sono un tecnico, non ci capisco niente di UPS etc.
    Sono d’accordo con Te, non posso acquistare un sistema che si ammortinza in 7 anni e poi dover cambiare pacco batterie costosissimo.
    Il sistema ideale chiavi in mano Tu sai benissimo quale deve essere. Per favore contattami quando hai un sistema “chiavi in mano” economicamente vantaggioso, con incentivi 36, 50 o 55%, in regola con le leggi vigenti, applicabile ad IFV (vecchi di 3-4 anni) che ad oggi percepiscono 0.42 euro a kw prodotto più il pagamento di “qualche centesimo” se immetto in rete (eccesso di produzione), Tu hai capito di quale conto energia sia, io non essendo un tecnico non lo so, ma l’impianto è stato installato dopo il Governo Prodi con la legge di, se non erro, Pecoraro Scanio (ottima legge, ma non la avrei promulgata in questo modo, la legge giusta è, secondo me, il 30-50% della produzione del mio IFV al gestore della rete in modo gratuito il 50-70% al proprietario dell’IFV da consumarsi enro i 3 anni successivi, gratuitamente, sulle 24 ore, l’eccesso non consumato dopo 3 anni gratuitamente al gestore della rete che DOVREBBE ESSERE LO STATO!!). Poter produrre a Messina/Frosinone/Milano, sul tetto della casa in campagna, ereditata dai nonni, e utilizzare l’energia FV a casa dello stesso produttore, a Roma.
    Mi sembra che con le regole attuali se non si installa un sistema di accumulo economico non convenga installare un nuovo IFV.
    Ciao e Grazie del gentile e gratuito servizio che ci presti.
    Domenico.

    • Stefano Caproni 30 gennaio 2013 at 19:28 - Reply

      Grazie a te Domenico, spero che nel prossimo futuro si possa parlare di sistemi davvero performanti ;-)

  165. CESARE 28 gennaio 2013 at 09:56 - Reply

    Caro Domenico La soluzione crediamo la può trovare nella conversazione del 9 nov 2012 .

  166. Alessandro Magnani 30 gennaio 2013 at 19:26 - Reply

    Ho trovato da un produttore Italiano un sistema di accumulo comprensivo di: batterie al piombo, ups, centralina di regolazione, inverter e struttura esterna molto accativante con potenza utile di 3 kw ( pari al 70% della potenza totale a € 4000,00 invece quello da 6 kw invece costa € 5500,00.
    Logicamente parliamo solo del sistema di accumulo.
    Come prezzo cosa pensate?
    Cosa potrebbe mancare?
    Grazie a chi mi risponde.

    • roberto 30 gennaio 2013 at 19:36 - Reply

      Per alessandro, Mi posti il link del prodotto. Grazieinfo@nglife.it

    • Filippo 30 gennaio 2013 at 21:49 - Reply

      Buona sera a tutti, per Alessandro servirebbe anche a me il link, puoi mandarlo alla mia e-mail salfil@iol.it.
      Saluti Filippo

    • luca caneva 6 febbraio 2013 at 19:17 - Reply

      Per Alessandro sarei interessato anchio se per favore mi mandi il link alla mia email luca_106@hotmail.it grazie

  167. roberto 30 gennaio 2013 at 19:33 - Reply

    Per alessandro, Mi posti il link del prodotto. Grazie
    info@nglife.it

  168. Demetrio 4 febbraio 2013 at 11:08 - Reply

    La disponibilità e l’esperienza elettrica elettronica
    ma non nel settore, del fotovoltaico, vorrei farmi una piccola esperienza nel tetto del mio immobile di circa 1.000Mq. di copertura.
    Se mi date una mano a realizzarlo a realizzarlo.
    Ps.

    In questo immobile non possiedo nessun contratto di fornitura elettrica.

    • Stefano Caproni 4 febbraio 2013 at 21:51 - Reply

      Ciao Demetrio, scusa ma non ho capito bene, vuoi fare un impianto fotovoltaico ? Te lo chiedo perchè in questo articolo si parlava di sistemi di accumulo.
      In ogni caso se intendevi quello, non è possibile aiutarti a distanza, e oltre a questo per fare un impianto fotovoltaico occorre un progettista che lo progetti e un’azienda qualificata che lo realizzi.
      Come possiamo aiutarti a distanza ?

  169. stefano lodo 6 febbraio 2013 at 16:07 - Reply

    Sarebbe possibile montare un sistema accumulo nell’into di casa mia avendo un impianto fotovoltaico da 5,86 kwt co con regolare contratto GSE e allacciamento ENEL? Se si ,cosa mi verebbe a costare?

    • Pippo 6 febbraio 2013 at 22:08 - Reply

      purtroppo questo è quello che ci stiamo chiedendo dall’apertura di questa discussione. Soluzioni “vere” sembra che non ci siano…
      Comunque si è creata molta richiesta e si spera che aziende del settore escano a breve con prodotti poco costosi, affidabili e durevoli. In Germania sono già partiti con incentivi statali. Speriamo di seguire a ruota…

    • Matteo Marras 6 febbraio 2013 at 22:31 - Reply

      Ciao Stefano e’ possibile…. I costi con uno stoccaggio di circa 4,8 kWh si aggirano sui 8.000 euro chiavi in mano.
      Occorre naturalmente fare una analisi e un progetto di adeguamento.

  170. Alessandro Magnani 7 febbraio 2013 at 13:20 - Reply

    Ciao Filippo, ho provato a conntattarti tramite la mail salfil@iol.it. ma mi ritorna sempre il tutto, mi confermi la tua mail?
    Ti voglio girare il depiant del sistema di accumulo in formato PDF.
    Attendo riscontro.

  171. AntMat 7 febbraio 2013 at 14:14 - Reply

    Ciao Alessandro potresti girare il depliant anche a me? Grazie in anticipo.
    antmat28@gmail.com

  172. Sandro 10 febbraio 2013 at 18:50 - Reply

    Ciao a tutti da Sandro, 7 anni fa a Pantelleria ho soggiornato in un dammuso privato alimentato da Pannelli Fotovoltaici e rispettivo Accumulatore…com’è possibile che se ne parli in modo ancora cosi futuristico di questo argomento? Spero non si tratti della Solita speculazione ; non sono polemico, ma solo stanco di non veder decollare una tecnologia che esiste da quarant’anni….!

    • Stefano Caproni 10 febbraio 2013 at 19:45 - Reply

      Ciao Sandro il fatto che una tecnologia ci sia non vuol dire che sia a posto. Ci sono tanti problemi da risolvere, dal punto di vista tecnico e soprattutto economico. Devono costare meno.

  173. Michele 15 febbraio 2013 at 11:47 - Reply

    Buon giorno a tutti e complimenti per il sito perchè trovo sempre argomenti interessanti. Volevo chiedere se qualcuno conosce un’azienda che produca un interblocco elettrico e meccanico oppure elettrico ridondante per la commutazione in isola diimpianti fotovoltaici come descritto nella figura 12 della CEI 0-21 (paragrafo 8.4.3) e che rilasci anche un proprio documento con scritto nero su bianco questa conformità. Proponendo un quesito al portale CEI sulla questione mi hanno detto che per policy aziendale non possono indicare prodotti commerciali (posizione che posso anche condividere), ma non riesco a trovare nessuno che mi presenti un documento (autodichiarato, non da ente terzo) che attesti questa conformità. Tale dispositivo lo potrei utilizzare poi con sistemi di accumulo per aumentare l’autoconsumo se dotato anche di una certa “intelligenza”.

    Grazie in anticipo.

  174. Tecnico ReaR 15 febbraio 2013 at 14:50 - Reply

    Salve Michele. Le centraline ReaR Energy sono conformi alla CEI 0-21 (paragrafo 8.4.3)

    • Michele 19 febbraio 2013 at 09:00 - Reply

      Grazie per l’informazione. Avete un documento su vostra carta intestata che attesti la conformità con la CEI 0-21?

  175. alextor 17 febbraio 2013 at 11:14 - Reply

    offriamo kit accumulatori per impianti da 3 e da 6kwp, per info xxx@tiscali.it

    • Stefano Caproni 17 febbraio 2013 at 15:37 - Reply

      Ciao Alex, questa non è la bacheca di un mercatino. Se hai qualche notizia tecnica su prodotti interessanti la leggiamo volentieri, se vuoi vendere qua i tuoi prodotti le modalità non sono queste. Grazie

  176. vic 17 febbraio 2013 at 17:49 - Reply

    Qualcosina si muove sull’argomento incentivi ai sistemi di accumulo… Aeeg ha pubblicato la delib. 43/13 per incentivi a Terna (…) per 2 impianti sperimentali (8MW ciascuno!) in Sicilia e Sardegna.

    • Stefano Caproni 17 febbraio 2013 at 18:53 - Reply

      Ciao Vic, speriamo che incentivino anche qualcosa per noi comuni mortali oltre che a Terna ;-)

  177. Donato 19 febbraio 2013 at 00:43 - Reply

    Salve a tutti, complimenti per il forum e l’interessante scambio di informazioni.
    Ho un impianto fotovoltaico da 20 kWp (l’abitazione non è servita da metano e quindi ho tutto elettrico). I consumi dalla rete sono di circa 7.000 kWh annui, con punte di 1.500 kWh mensili a dicembre e gennaio. Ovviamente un sistema di accumulo sarebbe ideale e visto che è da un pò che ne parlate sul forum vi chiedevo cortesemente qual’è l’attuale stato dell’arte, se avete realmente provato soluzioni valide sia tecnicamente che economicamente

  178. DOMENICO CAMPANELLI 19 febbraio 2013 at 09:10 - Reply

    Caro Donato,
    mi trovo in una situazione simile e mi informo tutti i giorni. I sistemi di accumulo ci sono, ma sono ancora troppo costosi, per ammortizzare un sistema di accumulo ci costerebbe circa 1000 euro all’anno (se sbaglio, correggetemi) è evidente che con il solo ammortamento ci paghiamo la corrente che consumiamo di notte o quando non c’è il sole, ed avanza qualche euro.
    Monitoriamo il blog ed il mercato, entro 5 anni, spero, qualcosa venga fuori. Quando arriveremo ad un ammortamento, inclusa la manutenzione, a circa 300-500 euro anno ne riparleremo.
    Ciao.

  179. Donato 19 febbraio 2013 at 10:33 - Reply

    Ciao Domenico, attualmente pago circa 1600 €/annui di bollette mentre per l’energia scambiata me ne tornano circa 1200€. Certo, oltre questi ci sono le eccedenze sulle quali però ci pago le tasse e ben oltre lo scambio (bella fregatura lo SSP). In ogni caso da un pò di conti fatti mi servirebbe un sistema di accumulo di circa 2000Ah. In rete e sui link del forum qualcosa del genere dovrebbe costare intorno ai 4000€ e con durata 20 anni. Se questo è vero potrebbe cominciare a valerne la pena

  180. DOMENICO CAMPANELLI 19 febbraio 2013 at 11:00 - Reply

    Non sono un tecnico, ma 2000 Ah corrispondono a 2kw di accumulo? se SI, e se è vero che un tale sistema costa veramente 4000 euro e dura veramente 20 anni, lo farei subito a patto ci sia un contratto di manutenzione annuale e la certezza dei costi dei ricambi.
    Ma non credo sia così, questo è un “Hope” (una speranza) per il futuro.
    Se mi sbaglio, tienimi informato sono interessatissimo.
    Ciao.

  181. Samuel 19 febbraio 2013 at 11:23 - Reply

    Quindi giusto per capire ti pensi che un 2kwh di accumulatore possa bastare per un consumo di 7000 kwh annui!? Impossibile!! Poi ipotizzando che costi 4000 euro un 2kw a litio nessuno al modo ti garantirà che dura 20 anni e già tanto se garantisce 5 anni ma ti spiega che 10 anni dura senza problemi.. 20 anni con la tecnologia attuale è impossibile!! Inoltre immagino che nei 4000 euro tu voglia anche la manutenzione annuale!! Ragazzi sveglia la qualità si paga!! L’assistenza si paga.. Le garanzie si pagano!! Anche io vorrei la Ferrari al prezzo di una 500 ma non è così.. Chi offre certi ipotetici prezzi e tutte le garanzie che dite vi sta pigliando in giro, almeno con i costi e la tecnologia attuale!! Con 4000 euro compri al massimo un sistema al piombo da 5kw e di media qualità con vita media 6 anni!! Ma niente garanzia e niente assistenza.. L’accumulo è il futuro, conviene tantissimo farlo ma pensare che viene venduto a prezzi stracciati e quanto meno sbagliato o truffaldino se qualcuno vi propone sistema integrato con inverter e batterie al litio.. Insomma fatevi fare una consulenza seria con gente preparata..prima di prendere delle sole da record. Poi ognuno come al solito fa quello che vuole e prende da solo le proprie decisioni..

  182. alextor 19 febbraio 2013 at 14:53 - Reply

    i sistemi di accumulo che tratto per 6kwp costano all’incirca €5000 e con 175 all’anno hai manutenzione inclusa su impianto e batterie e persino il monitoraggio incluso (puoi sapere in qualsiasi momento cosa sta caricando, cosa consuma, quanto mette in rete)

    • Filippo 27 febbraio 2013 at 17:46 - Reply

      Salve a tutti, ad alextor volevo chiedere se può contattarmi in privato, perchè sono molto interessato al suo prodotto.
      Filippo

  183. Donato 19 febbraio 2013 at 15:09 - Reply

    Per Samuel:
    Certo parlare solo di Ah-wWh senza considerare la distribuzione oraria del carico si dice tutto e si dice nulla. Non capisco come assimili 2kAh a 2kWh. In ogni caso a me non interessa coprire tutti i picchi, tanto è che con un 20 kWp produco più del doppio di quanto consumo. Ne mi interessa un backup di 2-3 gg (non sono in isola). Durante il periodo estivo i 2000Ah credo che siano più che sufficienti, mentre l’inverno mi aiutano parecchio nelle giornate corte e brutte.
    Per alextor:
    Come giustamente ricorda sempre Stefano, puoi fornire qualche informazione tecnica in più?

  184. Pier MArco 19 febbraio 2013 at 17:09 - Reply

    Ragazzi, perdonatemi la confidenza… all’ENEL noi non paghiamo ne Ah ne kW ma paghiamo kWh, pertanto per poter valutare economicamente un sistema di accumulo oltre la potenza di picco che istantaneamente mi potrà rendere disponibile per le mie utenze sono i kWh che è in grado di accumulare durante l’insolazione e di cui godrò la sera quando il sole non ci sarà più. Pertanto per valutare correttamente il sistema dovrò valutare la sua “capacità” di accumulare energia (kWh), non la potenza di picco che piò erogare (kW) che pure è importante, ma non essenziale per l’accumulo e nemmeno gli ampere-ora che le batterie possono fornire prima di scaricarsi in quanto l’energia che tale battera avrà fornito (Wh o kWh=1000*Wh) dipenderà dalla tensione di lavoro del pacco batterie
    Energia (che pago) = Tensione (di lavoro del pacco batterie) x Ah (delle batterie)

  185. sergio 20 febbraio 2013 at 10:56 - Reply

    per alextor : mi fai avere il tuo indirizzo mail per cortesi?

  186. Stefano Caproni 20 febbraio 2013 at 18:20 - Reply

    Scusate se ho eliminato la mail di Alextor, ma dopo avergli chiesto di evitare di usare questo spazio come la bacheca di un mercatino, e dopo averlo invitato a raccontarci qualcosa di tecnico, mi pare che se ne sia fregato continuando a proporre il suo sistema senza raccontarci nulla. Buona serata ;-)

    • Filippo 27 febbraio 2013 at 17:48 - Reply

      Chiedo scusa se ho richiesto info a alextor perchè non avevo letto il commento di Caproni.

      • Stefano Caproni 27 febbraio 2013 at 18:54 - Reply

        Ciao Filippo, non ti devi scusare di niente, hai fatto bene a chiedere. Non siete voi che chiedete il problema, ma chi arriva senza dirci nulla del suo sistema dicendo mandatemi una mail che ho quello che fa per voi, e poi se chiedo lumi se ne frega e continua a farsi pubblicità gratis sul mio portale. Tutto qua ;-)

  187. Carmine 21 febbraio 2013 at 01:41 - Reply

    New…..
    Complimenti Stefano per il forum,molto interessante,(mi presento) “centro Italia” ho installato un impianto FV di 11,76kwp da 20gg. dopo diversi anni di indecisione per i costi che erano troppo alti, a dicembre 2012(V conto energia, allaccio rete 31/01/13) mi sono buttato dentro, consumo ca.8000 kw/anno, dai primi dati effettivi l’impianto pare vada bene (oggi 41,70 kw) ho iniziato a pensare di ottimizzare/sfruttare al meglio l’impianto per il plus che di fatto lo regalo all’enel, cerco soluzioni di accumulo ma da quanto ho letto dobbiamo attendere………………
    continuerò a seguirvi, spero che con il confronto si trovi una soluzione che ci aiuti.
    Complimenti a tutti e speriamo nel futuro………..
    Saluti.

  188. Pippo 23 febbraio 2013 at 10:08 - Reply
    • Stefano Caproni 24 febbraio 2013 at 17:04 - Reply

      Grazie Pippo

  189. S. Matteo 27 febbraio 2013 at 16:46 - Reply

    Buonasera, scusate se faccio una domanda già trattata ma non ho trovato una risposta concreta.
    Ad oggi ci sono restrizioni normative (Aeeg, Enel, Gse…) che limitano l’installazione (ovviamante a regola d’arte) di un sistema di accumulo legato al fotovoltaico?
    Io posso installare un qualsiasi sistema (Sma, Enerconv….) e fare una normale domanda di connessione ad Enel, per inciso una normale domanda come per un classico impianto o vanno prodotti documenti/richieste diversi, è uguale anche per il Gse?
    Grazie per l’attenzione.

  190. Pier Marco 27 febbraio 2013 at 17:01 - Reply

    x Matteo
    Le domande corrette in realtà sono due:
    1) Posso installare un impianto con accumulo ex-novo senza burocrazia ?
    2) Posso installare un accumulo su impianti pre-esistenti connessi in rete ed incentivati (GSE)?

    Risposta alla domanda nr 1.
    Si! Se non immette in rete e non vi è la possibilità di andare in parallelo con essa.

    Risposta alla domanda nr. 2
    Si! Se l’installazione dell’accumulo non modifica lo schema di connessione in rete presentato a Enel e GSE e l’accumulo quando è utilizzato per fornire energia in locale non va in parallelo alla rete.

    Aperto a eventuali considerazioni

  191. S. Matteo 28 febbraio 2013 at 08:50 - Reply

    Per Pier Marco
    1) Il si, scusate la mia insistenza ma è legiferato o è il solito sistema all’italiana? Comunque io posso anche installare un sistema che non immetta in rete, per intenderci il classico Ups per pc, ovviamente di taglia maggiore e alimentato dal ftv / rete.
    2) Potrei tranquillamente allacciarlo alla rete senza voler incentivare niente.. Comunque anche se faccio una modifica postuma, basta che la comunico e nessuno me lo vieta.

  192. Pier Marco 28 febbraio 2013 at 09:47 - Reply

    x Matteo
    1- Se tu pensi il sistema FV + accumulo è equivalente ad un gruppo elettrogeno-ups alimentato (ricaricato) non da gasolio ma dal sole. Tu puoi acquistare un piccolo gruppo di generazione di energia elettrica utilizzarlo senza alcun vincolo burocratico ? Credo proprio di si. In realtà questo vale per piccoli gruppi per grossi gruppi di generazione entra in gioco non ENEL o GSE ma l’Agenzia Delle Dogane (ad esempio per generazione sopra i 20 kW) con la normativa sulle Officine Elettriche. Lascio a te approfondire il discorso in rete.
    2- Non puoi assolutamente allacciare in rete anche non chiedendo incentivazioni, altrimenti dovresti connettere apparecchiature a norma CEI 0-21 previo permesso e comunicazioni relative a ENEL e GSE (se impianto già incentivato). Tale norma è una vera spina nel fianco per tutti i produttori di inverter.

  193. S. Matteo 28 febbraio 2013 at 10:06 - Reply

    x Pier Marco
    1) Detto ciò se allaccio un accumulo senza Gse tipo “Gruppo” da 6/10Kw non mi dice niente nessuno, se non ovviamante fare le classiche pratiche di Enel.
    2) Perchè dici che non posso, ci sono diversi costruttori che fanno inverter e inverter con accumulo certificati CEI 0 21, il fatto che io installo un sistema di accumulo e nessuno me lo vieta è comunque vincolato ovviamente dal fatto che sia tutto regola d’arte, quindi a norma CEI.

  194. roberto 28 febbraio 2013 at 10:12 - Reply

    In pratica se colleghi un ups per linea privilegiata con pacco batterie ricaricato da pannelli solari dedicati non dovresti chiedere nessuna autorizzazione. INFATTI NON FAI PARALLELO CON LARETE. Hai semplicemente un impianto ad isola

  195. Pier Marco 28 febbraio 2013 at 11:36 - Reply

    Esatto Roberto è così!

    Altro discorso è sull’accumulo connesso in rete. A parte che non so che senso possa avere (se produco per autoconsumo), in ogni caso gli inverter per funzionamento ad isola normalmente non sono adatti alla connessione in rete.

  196. Pier Marco 28 febbraio 2013 at 12:09 - Reply

    x Matteo.
    Perdonani Matteo solo ora comprendo realmente ciò che intendevi dire. E’ vero ci sono già multinazionali note che producono inverter con accumulo certificati per la connessione in rete, ma sono per lo più piccoli accumuli da 1/2 kWh al piombo (per cui in realtà utilizzabili di meno). Ma la loro funzione è per lo più da UPS più che aumentare in modo cospicuo la percentuale di autoconsumo (verso l’indipendenza dalla rete).
    Questo è un momento di grande confusione e fermento, anche se credo comunque che il processo di evoluzione del modo di concepire il FV post conto energia sia cominciato e i criteri da tener presenti sono:
    -aumento della quota di autoconsumo dagli attuali 30% verso l’80-90%
    -tecnologia dell’accumulo (durata)
    -rientro economico dell’investimento in tempi paragonabili a quelli con conto energia

  197. Antonio 28 febbraio 2013 at 17:44 - Reply

    Buonasera a tutti,
    capito per caso in questo forum mentre cerco opinioni sull’attuale gestione dello scambio sul posto. Ne vorrei approfittare per esporre il mio pensiero. Domanda: ” ma è proprio il caso di scervellarsi a cercare soluzioni tecniche ( batterie, idrogeno, inverter, ecc.ecc.) per riavere la nostra energia che non autoconsumiamo al momento della produzione ?” La mia risposta è “NO”!
    Ricordo che prima del 2009 lo scambio sul posto era regolato dal cosiddetto net-metering. In pratica per ogni Kwh immesso in rete, l’utente dello scambio sul posto aveva la possibilità di riprenderselo in un tempo successivo. Si era quindi proprietari della propria energia, per cui in estate si accumulavano kwh in rete per poi utilizzarli in inverno magari con pompe di calore per il riscaldamento.C’era un conteggio di conguaglio annuale: semplice, lineare e onesto. Poi con il proliferare degli impianti fv, qualcuno, ” il solito furbetto” ha pensato bene di trasformare lo scambio sul posto nel “regalo/furto sul posto”. In pratica dal 2009, con la normativa AEEG/elt 74/08, è stata data la possibilità a GSE di monetizzare l’energia scambiata. Risultato: una volta immesso in rete perdiamo la proprietà del nostro Kwh che ci viene “ristorato” rispetto all’energia prelevata con …… calcoli mostruosi che alla fine dicono che dobbiamo immettere in rete 3 Kwh dei nostri per pareggiarne 1 prelevato dal gestore (Enel, Edison o chicchesia). Per tornare al topic del forum, vorrei dire che l’accumulo della nostra energia si può fare semplicemente con il contatore Enel, che segna + quando immettiamo in rete e scala in – quando consumiamo senza produrre. Questo sarebbe il vero, onesto e giusto scambio sul posto. Io l’ho richiesto per scritto all’authority, citando i dati di tre anni di fotovoltaico.
    Invito anche Voi a farlo.
    In questo Paese che da più parti invoca cambiamenti in favore di comportamenti più giusti, anche una sola voce in più può invitare alla riflessione chi di dovere.
    Sul sito http://fotovoltaico-initalia.blogspot.it/ potete trovare le opinioni di altri “fotovoltaici” incavolati per questa gestione dello scambio sul posto.
    Poi, visto che ognuno è libero di agire come meglio crede, io porto rispetto anche verso coloro che decidono di attrezzarsi con batterie, gruppi di continuità e quant’altro per risolvere il problema di riavere quanto è già suo.
    Cordiali saluti, Antonio

    • Stefano Caproni 28 febbraio 2013 at 17:48 - Reply

      Grazie per il tuo contributo Antonio.
      Io sono in parte d’accordo con te, ai costi attuali a mio avviso ha poco senso per impianti in SSP

  198. vic 28 febbraio 2013 at 18:32 - Reply

    Per Antonio, e’ comprensibile il rammarico nel vedere il vecchio scambio (era quasi come se il contatore dei prelievi tornasse indietro) tramutato dalla delib. 74 Tisp in una cosa poco conveniente. Con tanti produttori la faccenda diventava complessa con i distributori/venditori che debbono pagarti l’immessa.
    Il problema sono le tasse ecc. che appesantiscono/raddoppiano la bolletta.
    Il Tisp in sostanza ragiona non in termini di kWh immessi, bensi’ nel loro controvalore in euro dell’energia misurata tra l’altro su fascia oraria.

    Tornando agli accumulatori ho trovato interessante il documento pdf del Cnr su web (provate con goggle) con il nome: 5.1 Relazione tecnica accumulo.
    Le batterie sia in casa, sia in rete sono un bel problema ma non mi sembra che si stia dormendo… Anche il solo normarle tecnicamente e dal punto di vista economico gestionale e’ davvero una sfida.

  199. vic 28 febbraio 2013 at 18:41 - Reply

    Rammento anche che per immettere energia d’estate per poi prelevarla d’inverno si utilizzano le reti. Cio’ ha un costo. Bisogna capire prima come funziona un sistema elettrico prima di trarre conclusioni istintive e talvolta troppo semplificatrici. Ciao ;-)

    • Antonio 28 febbraio 2013 at 19:16 - Reply

      non vorrei sembrarti polemico, Vic, ma in tre anni ho immesso in rete 12662 Kw ( di cui il 70% in fascia A1) ricevendo da GSe 765 euro per ssp. Nel medesimo periodo ho prelevato dal mio gestore 4638 Kw ( dei quali il 73% in fascia A2/A3) e ho speso 810 euro.
      A parer mio con questi dati ci sta ben altro che l’utilizzo della rete …… per cui non mi sembra proprio di trarre conclusioni istintive e semplificatrici.
      Io sostengo che sono esemplificatrici del danno che riceviamo con l’attuale impostazione dello scambio del posto!
      Saluti, Antonio

  200. vic 28 febbraio 2013 at 20:02 - Reply

    E’ giusto confrontarsi e non vedo polemica. L’ Italia paga cara l’energia elettrica perché non e’ nucleare e perche’ fa pagare sull’energia un carico di tasse tremendo, vedi ad esempio la benzina…, si inizia cosi un discorso che ha piu’ a che fare con la politica che con la tecnica. Se togliamo tali due aspetti vedremmo che tutto appare più coerente.
    Il tuo lamento Antonio e’ il lamento di tutti noi che ci lamentiamo delle tasse smisurate.
    Il problema e’ trovare soluzioni per tutti; per chi gestisve la grossa centrale da oltre 10 MW, comunque necessaria per temere in piedi il sistema

  201. vic 28 febbraio 2013 at 20:41 - Reply

    E’ giusto confrontarsi e non vedo polemica e per me e’ un modo per capire meglio, per questo ringrazio Stefano che rende disponibile questo spazio. L’Italia paga cara l’energia elettrica:
    1) perché non e’ nucleare e
    2) perche’ fa pagare sull’energia un carico di tasse tremendo, vedi ad esempio la benzina….
    Si inizia cosi un discorso che ha piu’ a che fare con la politica che con la tecnica. Se togliessimo i due aspetti sopra vedremmo che tutto appare più coerente.
    Il tuo lamento Antonio e’ il lamento di tutti noi che ci lamentiamo delle tasse smisurate.
    Il problema e’ trovare soluzioni per tutti; sia per chi gestisce la grossa centrale da oltre 10 MW, comunque necessaria per tenere in piedi il sistema perché tale sistema non si spenga nei momenti di difficolta’, sia per chi ha un impianto domestico.
    Gli accumulatori sembrano poter venire incontro a diverse problematiche. Invito a cercare sul sito Sma la brochure che fa vedere un grafico della produzione tedesca di energia elettrica in una giornata dell’estate 2011; in tale grafico si vede che a mezzogiorno il 30% della produzione e’ fotovoltaica, che ha pure priorita’ di dispacciamento; cioe’ fa spegnere, e in prospettiva chiudere, grosse centrali importanti per la regolazione di frequenza e potenza. Gestire quindi un tale sistema immaginandolo anche con accumulatori domestici e industriali puo’ essere di grande aiuto per le finalità di fondo che sono la riduzione della CO2.

  202. vic 28 febbraio 2013 at 20:45 - Reply

    Scusate, sullo smartphone mi era scappato l’invio della prima parte di commento anzitempo. Buona serata.

  203. DOMENICO CAMPANELLI 1 marzo 2013 at 16:49 - Reply

    ARGOMENTO TECNICO:
    Grazie a tutti, leggendo gli ultimi (interessantissimi) messaggi ho iniziato a capire l’aspetto tecnico, l’accumulo ideale è una batteria simile a quella che ho per il mio computer quando va via la corrente, ma solamente più grande. Serve solo un sistema intelligente che la carichi solo da FV, non serve che detta batteria riversi KW in Enel.

  204. Alessandro 1 marzo 2013 at 20:35 - Reply

    ciao a tutti ho trovato un azienda (senza fare nomi) che propone impianti di accumulo con la possibilità di monitorare il tutto da internet….come questo esempio https://dl.dropbox.com/u/546857/BatteryDemoRex/index.html

    costano un pochino però… da 6kw (o meglio 4,80 kw perchè calcolano che una parte di energia la casa la utilizza sempre come frigoriferi luci ecc.)circa euro 6000 installato. Quali benefici secondo voi ho col 5° conto energia? il tipo dell’azienda dice che aumenta l’autoconsumo del 20-25% quindi dovrei prendere più incentivo?
    saluti
    alessandro

    • Filippo 2 marzo 2013 at 15:48 - Reply

      Ciao Alessandro, potresti mandami in privato il link dell’azienda che fornisce questi sistemi, grazie.
      Filippo , e-mail salfil@iol.it

  205. gigi 6 marzo 2013 at 10:56 - Reply

    Ciao Alessandro…. potresti mandare il limk dell’azienda anche a me, grazie.
    media.ecologicservice@gmail.com

  206. Roger 7 marzo 2013 at 08:03 - Reply

    Ciao Alessandro, potresti inviarmi il link dell’azienda che fornisce questi sistemi? Grazie e-mail roger_74@libero.it

  207. marco 7 marzo 2013 at 17:19 - Reply

    Alessandro mandi il link anche a me? Grazie mille!
    sstiger1972@gmail.com

  208. vic 9 marzo 2013 at 08:41 - Reply

    Per Alessandro, se ti dicono che aumenti l’auto consumo del 25% significa che innanzitutto prelevi meno energia dalla rete e paghi meno in bolletta, significa anche che col V° conto energia prendi dal Gse il premio di energia autoconsumata (differenza tra energia prodotta ed energia immessa) ed ovviamente prendi meno, dal Gse, come Tariffa Onnicomprensiva relativa a meno energia immessa. Si tratta di fare un po di calcoletti tabelle (nel DM del V conto energia) e bollette alla mano. Ciao

  209. marco 9 marzo 2013 at 10:08 - Reply

    Ciao a tutti, ho seguito i vs. interventi sopra e mi son fatto un foglio di calcolo per vedere la convenienza economica di un accumulo a batterie.
    Ho supposto: utenza BT con 3000kWh di consumo annui, prezzo kWh 0.22€, ricavo da SSP 0.1/kWh, autoconsumo senza accumulo 30% e con al 70%, e ho paragonato i ricavi (somma da SSP + risparmio in bolletta) per un impianto in detrazione 50% (ma vale ovviamente anche per i CE escluso il V). Beh, dai conti risulta che con l’accumulo si ha un aumento dei ricavi dovuto al risparmio in bolletta di SOLI 144 €/anno. Vorrei avere un confronto con altri perchè per ammortizzare un accumulo dal costo di 3000€ ci vorrebbero 20 anni!!!

    • Stefano Caproni 9 marzo 2013 at 10:13 - Reply

      Ciao Marco, io non ho fatto i conti, perchè ormai mi sonoun po stancato di fare conti, ma questa corsa all’accumulo è ancora una fase un po delirante, in cui molti di quelli che ne parlano non hanno ancora fatto un reale piano di ammortamento come hai fatto tu. Credo che ai costi attuali dei sistemi, si sia ancora lontani dalla reale convenienza, soprattutto in impianto in detrazione con SSP., un po meglio vanno le cose in impianti in quinto conto energia, a mio avviso inutili su impianti in quarto o secondo conto che già hanno tariffa su tutta la produzione + SSP.
      20 anni forse sono un po troppi (il rientro dello scambio è intorno a 0,16 euro) ma non siamo lontani da quanto hai indicato.

    • Matteo Marras 9 marzo 2013 at 13:36 - Reply

      Ipotizziamo di realizzarlo oggi: fv grid + accumulo.
      Io non andrei in CE. Ipotizzo pannelli cinesi… Installato il prezzo per il gri per un 3 kwp ( circa 4000 kwh ) può essere sui 4500 euro. Aggiungiamo il sistema accumulò per circa 8 kwh siamo ad un costo di circa 8000 euro.
      Quindi 12500 euro che con la detrazione 50% diventano in 10 anni 6250 euro.
      Risparmiamo circa 3500 kwh dei 4000 … 3500* 0, 25= 825 euro anno.
      Siamo ad una media di rientro di circa 8-9 anni.
      Aggiungici la felicità di essere green!!!!!

      • marco 9 marzo 2013 at 16:31 - Reply

        @ Marras:
        4500 iva inclusa per un 3kw chiavi in mano….un pò pochino!! e poi solo 3500 € iva inclusa per un accumulo di 8kWh!!! I conti non mi tornano sapendo i prezzi che ricolano delle batterie. Poi il paragone lo devi fare con un semplice FV in detrazione con SSP senza accumulo, vedrai che non conviene

        • Matteo Marras 9 marzo 2013 at 17:02 - Reply

          Si 4500 si puo fare temi conto che non ci sono le pratiche gse che da sole almeno 500 euro valgono.
          Poi per l’accumulo ho scritto 8.000 euro!!!!!
          Se vai solo in ssp, hai un autoconsumo al max del 20-25 % se sei bravo!!! Inoltre con il nuovo ssp vedi delibera AEEG 562/12 al max ti restituiscono 0.1 cent.. Quindi 1000 kWh di risparmio fanno circa 250 € anno che sommati a 3000×0,1 = 300 € sono 550€ …… Poi ipotizzando che il tuo fabbisogno sia proprio 4000 kWh dovrai spendere 3000* 0,25= 750 € /anno .
          750-550 =200€
          L’impianto lo metti in detrazione 4500/2 = 2250€
          2250/200= 11,25 anni!!!!!

          Sperando di non essermi perso!!!!

          • marco 11 marzo 2013 at 10:22 -

            Ok hai fatto i calcolo per il SOLO SSP. Adesso rifalli mettendoci dentro il costo dell’accumulo e supponendo che questo sia detraibile al 50% (c’è ancora qualche dubbio che l’impianto FV lo sia…..aspettiamo da mesi circolare AdE ufficiale) e vedi di quanto aumenti il risparmio annuo totale e su questo poi fai l’ammortamento, vedrai che non è ancora economicamente sostenibile ovvero con i risparmi in + vai a coprire la vita media delle batterie per tanto non hai nessun vantaggio economico (supponendo che poi non si guasti il giocattolo nel frattempo……)

  210. Filippo 9 marzo 2013 at 10:21 - Reply

    Buongiorno a tutti, sto seguendo questo forum da diverso tempo e siccome per la mia attività sono alla ricerca di un ottimo sistema da proporre ai nostri clienti, ebbene sono arrivato alla conclusione quasi definitiva che i sistemi di accumulo possono andar bene nei nuovi impianti da realizzare e al massimo in quelli in V C.E., se si pensa che con circa 10.000 € si riesce a fare un sistema con accumulo da circa 9kw, impianto FV da circa 2kw ed inverter da 3 o 4,5 kwp, penso che riuscendo a portare l’autoconsumo a circa il 70% il costo si può ammortizzare in circa 7/10 anni in base ai propri consumi e considerando la detrazione fiscale del 50% in 10 anni.
    Filippo

  211. Pier Marco 9 marzo 2013 at 12:53 - Reply

    E’ ormai evidente che qualunque forma di accumulo in questo momento su impianti già incentivati e/o in futuro in scambio è in questo momento sconveniente. Altro discorso è il domani e, già oggi, la strada versol’indipendenza dalla rete….
    date un occhio al seguente link…
    http://qualenergia.it/articoli/20130306-fotovoltaico-senza-incentivi-un-boom-che-far%C3%A0-male-alle-utility

  212. vic 9 marzo 2013 at 14:53 - Reply

    Non faccio piu’ calcoli neppure io…, ma si parla di rientro in 7/8 anni.. a me sembra che e’ pure ora, se non passata, di sostituire gli accumulatori dopo 7 o 8 anni..
    Detto quanto sopra comunque, pensando sia ai micro che ai macro-problemi energetici, ritengo necessario sviluppare il piu’ possibile gli accumuli, industriali o domestici che siano, onde ridurne costi e impatto ambientale, smaltimento/sostituzione compresi..
    Cnr, Rse, Enea e pure Terna stanno lavorandoci da tanto tempo. Io sto immaginando (sognando) uno scenario fantascientifico con poco/senza nucleare e carbone.. e con Moltissimi fotovoltaici e grandi sistemi di accumulo (volendo anche piccoli…) con controlli avanzati che svolgono servizi di rete come sostegno di frequenza tensione e potenza; cio’ significa che i costi energetici resterebbero presumibilmente alti, ma ci renderebbe meno dipendenti dall’atomo, dal petrolio e i suoi fumi.
    D’altronde anche la Germania ha imboccato questa direzione. Le lobbies interessate dovrebbero rifletterci su, onde trasformare quella che sembra una perdita (centrale spenta) in business; sogno? Ciao.

  213. Kamacho 9 marzo 2013 at 15:21 - Reply

    Ciao a tutti, brevemente faccio i complimenti a Stefano per questo interessantissimo blog ed a buona parte dei frequentatori che con competenza e ragionamenti stanno cercando di trovarci la degna soluzione.
    Mi sono letto tutti i post dall’inizio ( mi bruciano persino gli occhi ) tuttavia da quasi un anno a questa parte mi sembra di poter dire che grandi progressi nel campo degli “accumulatori domestici” non se ne sono visti. Abbandonando per un attimo l’idea di avere il nostro bel parco batterie da parete o sottoforma di mobile da arredamento, almeno fino a quando non ci sarà qualcosa di più concreto, mi piacerebbe riprendere in mano un concetto esperesso anche da un utente di questo blog in un post di qualche mese fa. Faccio un paio di premesse: non sono attuale possessore di impianto FTV ma mi sto studiando un pochino tutta la faccenda a partire dai funzionamenti tecnici fino ad arrivare alle questioni burocratiche. Faccio una considerazione..in una abitazione normalmente i costi per l’acquisto del GAS per riscaldamento sono superiori ai costi di acquisto della Corrente Elettrica, tant’è che se richiedi un preventivo a qualsiasi azienda oltre al FTV ti propongono l’acquisto del Solare Termico. Tendenzialmente trovo assurdo dover montare due impianti distinti quando già solo con il FTV non riesco a sfruttarne più del 30-40% della mia produzione ed il resto lo devo “regalare” ad Enel/Gse a prezzi popolari, che voi bene avete descritto in vari posts. Non potendo quindi immagazzinarmi l’eccesso di energia prodotta in vani accumulatori non sarebbe male utilizzare quel 60-70% di energia prodotta di giorno per scaldare acqua all’interno di appositi serbatoi e reimmeterla all’interno dell’impianto di riscaldamento. Ho letto che quei tipi di serbatoi con particolare tipologia di coibentazione possono tenere l’acqua calda anche per diversi giorni. Francamente non so se sia possibile, tecnicamente parlando, un discorso di questo genere…ma in attesa di accumulatori concreti si potrebbe pensare anche a sfruttare l’eccesso di produzione in questo modo. Grazie.

    • Stefano Caproni 9 marzo 2013 at 18:08 - Reply

      Ciao, un amico di un’azienda che produce contorllori di potenza, mi diceva che avevano fatto un esperimento del genere, accumulando acqua calda. Erano arrivato ad avere tramite appositi sistemi di controllo un immissione in rete pari a zero in una giornata tipo con un impianto calibrato a puntino, quindi un autoconsumo del 100%.
      Altri mi dicono che ha poco senso usare l’energia in esubero pewr scaldare l’acqua. Io non mi sono mai soffermato su questa ipotesi.

      • marco 11 marzo 2013 at 10:29 - Reply

        Il paragone lo devi fare con la tecnologia alternativa che ti permette di fare la stessa cosa ovvero, hai la caldaia a metano a condensazione, quanto ti costa scaldare l’acqua che scaldi con il boiler tramite FV. Ti fai i calcoli e poi vedi. Sinceramente non ci ho mai provato a farli….

        • marco 11 marzo 2013 at 10:31 - Reply

          ah..dimenticavo il problema legionella!! Devi fare dei cicli di riscaldamento fino a temperature elevate che in mancanza di sole le fai con l’energia pagata a 0.25€…..

          • kamacho 11 marzo 2013 at 17:14 -

            Non avevo pensato a questa cosa…quindi se uno si fa installare il Solare Termico, che comporta l’impiego di serbatoi per l’accumulo di acqua calda, in certe particolari situazioni ha la necessità di acquistare energia per ridurre le proliferazioni batteriche ??

  214. vic 9 marzo 2013 at 17:58 - Reply

    Ho letto dopo l’articolo al link postato da Marco: sembra coerente a quanto ho scritto qui sopra. E sperabile che le utilities europee cerchino il business negli accumulatori anziché subirlo o tentando di limitarlo. Altrimenti ci prendiamo anche 10 anni di Co2 in piu.

    • Stefano Caproni 9 marzo 2013 at 18:06 - Reply

      Concordo ;-)

  215. vic 11 marzo 2013 at 13:20 - Reply

    Scusate se mi inserisco sempre…, l’argomento mi intriga…. Parlano di riscaldamento dell’acqua tramite l’inverter..; e’ facile in luglio avere acqua calda: serve scaldarla poco o niente… mentre invece l’inverter viaggia alla grande. Per contro e’ d’inverno che ne avrei molto bisogno quando pero’ i pannelli sono meno illuminati e per meno ore.

  216. dino46 17 marzo 2013 at 09:03 - Reply
  217. Filippo 17 marzo 2013 at 14:27 - Reply

    Salve Dino46, conosco abbastanza bene quel prodotto, il difetto a mio avviso più rilevante è la potenza dell’inverter “solo 2kw” oltre al fatto che è un po’ obsoleto, infatti per giugno luglio è prevista una nuova versione.

  218. luca 17 marzo 2013 at 17:43 - Reply

    cari sig.ri finalmenete do appena 3 anni mi hanno allacciato il fv. 4,8 kw ho dovuto rifare la domnda i trifase e mi hanno allacciato.
    ora chiedio a voi esperti: sono con il 5 conto energia , consumo circa 12000 kw anno e il fv ne produce circa 6000. cerco un sistema di accumulo per sfruttare la mia energia anche di sera altrimenti rischio che la maggior parte della produzione va in rete e non sfrutto nulla. senza nessun beneficio del fv pagato tre anni fa.
    Grazie

  219. roberto 17 marzo 2013 at 18:00 - Reply

    Qui ne stanno parlando da circa due anni e tu vuoi la risposta bella e pronta.?

  220. dino46 17 marzo 2013 at 20:45 - Reply

    Grazie Filippo si la potenza inverter è bassa servono almeno 4-5 Kw per me che ho 5 Kw di potenza impegnata.
    Il risparmio per me si aggirerebbe sui 500 €/anno circa 2000 kw che assorbo di notte e nelle giornate molto nuvolose.
    comunque rimarrebbero 100- 120 € anno di spese per quota fissa .
    forse va bene col V conto energia dove l’incentivo è solo sull’energia consumata.
    io ho il IV

  221. Tiziano 18 marzo 2013 at 15:41 - Reply

    Buongiorno Stefano,sono un libero professionista che si occupa anche di vendita di materiali inerenti al fotovoltaico,le chiedo se,a suo parere,è,o meglio sarà possibile su impianti fotovoltaici già esistenti pensare di installare,con appositi accorgimenti o modifiche,degli accumolatoridi energia.
    Satuti

    • Stefano Caproni 18 marzo 2013 at 22:18 - Reply

      Ciao Tiziano, ne stiamo parlando proprio qua.
      Ci sono già in giro sistemi vari, in isola, collegati alla rete, etc.
      I limiti attuali sono i costi e le eventuali certificazioni, soprattutto per i sistemi connessi alla rete elettrica.
      Ci vorrà un po di tempo, ma presto vedremo sul mercato parecchi prodotti

  222. Max 19 marzo 2013 at 16:53 - Reply

    Salve a tutti mi sono preso la briga di leggere tutti i post alla ricerca di informazioni che possano dissipare i miei dubbi. Vorrei installare sul tetto di casa un impianto fotovoltaico intorno ai 6 kw. I miei dubbi sono: allo stato attuale è più conveniente ricorrere agli incentivi del V conto energia (ormai 2^ semestre) oppure orientarsi per la detrazione Irpef? … grazie per ogni informazione utile..

    • Stefano Caproni 19 marzo 2013 at 17:03 - Reply

      Ciao Max, direi che ormai soprattutto se non hai un autoconsumo elevatissimo, non c’è grossa differenza tra detrazione e conto energia, anche se questa è solo una indicazione di massima, dipende dal costo impianto, dall’autoconsumo, etc.
      In ogni caso il conto energia è agli sgoccioli. Io mi orienterei sulla detrazione e SSP. Hai anche il vantaggio che non hai a che fare con il GSE per 20 anni, tranne per la pratica SSP, che in ogni caso è molto snella da fare ;-)

  223. Max 20 marzo 2013 at 09:57 - Reply

    Grazie Stefano per la gentile risposta, per completezza aggiungo che ho un consumo medio annuo di circa 5000 più o meno è l’impianto secondo i preventivi già acquisiti si aggirerebbe sui 13 – 14 mila euro. Mi scuso per ..l’ignoranza ma l’acronimo SSP a cosa si riferisce?

    • dino46 20 marzo 2013 at 10:36 - Reply

      SSP= scambio sul posto

  224. Max 20 marzo 2013 at 11:43 - Reply

    Ah! ..Grazie… dino46! ;-)

  225. Gianluca 24 marzo 2013 at 22:52 - Reply

    Ho allacciato 3kw col V conto energia.
    Per massimizzare l’autoconsumo, ben i centinaio, pensavo a due soluzioni.

    1)cedere l’energia prodotta in eccesso all’impianto elettrico di mia madre così autocontrollo sumo di piu
    2) in estate accendere i climatizzatori di casa quando ho un sufficiente margine di produzione dal fv non assorbita da casa.

    In sostanza nessun vendo ha sviluppato un sistema che dia evidenza di energia in esu ero che possa inviarla o utilizzarla x altri scopi?
    Sono costretto a fare Archimede con arduino e plc varie?
    Spero di no, che dopo essermi costruito casa da me in tre anni so o proprio esausto, cmq che sola sto V conto to, mi sento un esofago del fotovoltaico

    Attendo vostre belle notizie

    • Stefano Caproni 25 marzo 2013 at 20:47 - Reply

      Ciao Gianluca.
      Punto 1: non si può
      Punto 2: ottima idea
      Puoi anche inserire un controllore di energia che attiva i CDZ quando l’energia del fotovoltaico è sufficiente, giusto per non fare a mano. Non dovrebbe essere una cosa molto costosa, occorre vedere se i CDZ accettano di avviarsi con un sistema che tolga tensione e poi la riattivi.
      I produttori stanno studiando vari sistemi, penso che i tempi siano ancora acerbi, ma tra un po ne vedremo delle belle ;-)

      • Pippo 25 marzo 2013 at 21:56 - Reply

        io ho il IV conto energia e devo dire che il V non riesco proprio a capirlo da un punto di vista green. Se ho capito bene per avere + incentivi devo consumare di più e quindi come dice Gianluca dovrei accendere elettrodomestici anche se non sono in casa o non mi servono (?!?!?!?) Non mi sembra il massimo da un punto di vista ecologico, o no?

        • Stefano Caproni 25 marzo 2013 at 22:03 - Reply

          Ciao Pippo, diciamo che il V conto ti invita ad autoconsumare, non a sprecare. Se prima usavi la lavatrice a caso, ora sei stimolato ad usarla quando l’impianto fotovoltaico produce.

          • Pippo 25 marzo 2013 at 22:14 -

            ma anche io uso elettrodomestici quando sto in produzione, ma se non ci sono in casa non mi preoccupo di accendere i clima per poter consumare per poter guadagnare… il V conto mi da l’impressione che sia contro il risparmio energetico… Cmq concentriamoci su l’accumulo che dobbiamo “sconfiggere” la notte e i Black-out. Vuoi mettere la soddisfazione di avere corrente anche quando non c’è per tutto il quartiere? Già mi è capitata la battuta di un vicino che durante un black-out mi ha detto:”ma come, con tutto quel popò di tecnologia sul tuo tetto, stai senza corrente come me? allora ho fatto bene io a non farlo l’impianto…”. ;-)

    • Matteo Marras 25 marzo 2013 at 20:55 - Reply

      Ciao Gianluca non occorre inventare nulla, in commercio esistono vari sistemi che permettono di gestire i consumi in base alla lettura della prodotta.
      Il discorso e’ che più o meno tutti noi durante la giornata siamo a lavoro e quindi utilizziamo poco gli utilizzatori elettrici….. Invece quando rientriamo la sera utilizziamo molta energia .
      Al momento attuale il miglior sistema per massimizzare l’auto consumo e’ accumulare l’energia in eccesso in batteria.
      Un impianto con un accumulo di circa 5kwh viene a costare installato circa 8500 euro + IVA che potrai mettere in detrazione del 50%.

  226. Gianluca 25 marzo 2013 at 22:04 - Reply

    Perché non posso cederlo ad un Ltra utenza? Chi se ne accorgerebbe mai?

    Pur volendo un accumulatore kw può lavorare con un impianto da tre?
    Proviamo ad ipotizzare un piano di ammortamento della spesa? Lo vedo troppo lungo visto che la Sera l ‘energia costa meno… Che ne dite?

  227. vic 26 marzo 2013 at 09:14 - Reply

    Per Pippo.
    Non puoi cedere l’energia al vicino perché si configura come una cessione/vendita con tutti i risvolti del caso.
    Per quanto riguarda “…chi se ne accorgerebbe..”, ci sono aspetti di realizzazione a regola d’arte degli impianti elettrici legati in sostanza alla sicurezza. In pratica potresti fulminare un elettricista che sta riparandoti l’impianto o fulminare un operaio enel che ritengono di aver “tolto tensione” ed invece questa ritorna dall’altra fornitura.

    • pippo 26 marzo 2013 at 09:25 - Reply

      ciao vic, perfettamente d’accordo con te. Infatti le delucidazioni le voleva Gianluca…

  228. giovanni 26 marzo 2013 at 10:13 - Reply

    Avete rotto i coglioni con questa sequenza di amenità tecniche. sono mesi che mi arriva della spezzatura nella posta. vi rendete conto che il 90% della discussione è assolutamente spazzatura?

    • Stefano Caproni 26 marzo 2013 at 10:47 - Reply

      Ciao Giovanni, ti arriva spazzatura come la chiami perché hai sottoscritto le notifiche dei commenti. Puoi disiscriverti, si tratta di saper usare il web. Inoltre non nasconderti dietro mail finte. Impara l’educazione. Bastava che mi scrivessi come hanno fatto altri in modo educato di cancellarti dalle notifiche.
      Inoltre se hai qualcosa di interessante da dire sui sistemi di accumulo sei il benvenuto, se non ti interessa non leggere.

  229. Pier Marco 26 marzo 2013 at 17:24 - Reply

    Da un artocolo su WEB…
    “E lo sguardo degli addetti ai lavori va alla Germania, dove sono stati stanziati 50 milioni di euro per finanziare sotto forma di contributi a fondo perduto fino al 30% del costo delle batterie domestiche per accumulare l’energia fotovoltaica: per un accumulo di 4,6 kWh si stimano costi di circa 13 mila euro, a fronte di contributi statali di circa 2 mila euro. In pratica, la previsione tedesca è pari all’attuale mercato mondiale delle batterie industriali a piombo. Anche in Italia, però, qualcosa si muove: come dimostra la decisione di Terna di inserire nel suo piano, approvato dal Ministero dello Sviluppo economico, un miliardo di investimenti nel settore entro il 2016.”..

    secondo voi 10.000 euro per un accumulo di 5 kWh giornalieri possono valere la candela?
    Pier Marco

    • dino46 26 marzo 2013 at 17:49 - Reply

      per ora no forse se arriveranno incentivi a fondo perduto si potrà vedere, poi 10.000€ oer 5 kw è troppo stessa cifra per 15- 20 kw con inverte da 2000 watt risulta essere ancora alta.
      ci voglino 15 anni per ammortizzare tieni presente che risparmi circa 0,30 € / Kwh (tra incentivo e risparmio sui consumi)
      10.000€ / 0,30= 30.000 Kw /5= 6.000 giorni
      Ditemi se ho sbagliato i conti.

  230. Pier Marco 28 marzo 2013 at 17:26 - Reply

    x stefano
    Scusa quanto paghi questi 5500 kWh
    annui ? e di questi quanto nei mesi invernali ?

    • Stefano Caproni 28 marzo 2013 at 20:25 - Reply

      Ciao Pier Marco, riporto sotto la risposta di Stefano in quanto l’ha mandata sulla mia mail.
      —————–
      La bolletta di dicembre e gennaio era di 2200 kwt circa pari a un’importo di 704 euro e febbraio e marzo erano circa 1700 kwt pari a 549 euro.
      Di 5500 kwt spendo circa 2000 euro

  231. Stefano Caproni 28 marzo 2013 at 20:27 - Reply

    Un’altro affezionato lettore di Newsenergia, tale Filippo mi scrive via mail:
    ———————————
    bravo giovanni!!!! parole sante…. se non avete idee nuove è inutile ke ci gonfiate i coglioni sempre con le stesse discussioni!!! UFFAAAAAAAAA
    ——————————–
    Io tollero per carità, ma è alquanto assurdo che qua ci siano persone che si incazzano per cose che hanno deciso loro. Se quando scrivere un messaggio sottoscrivete la notifica dei commenti, viu arrivano le mail di notifica, basta disiscriversi e non arriva più nulla, mi sembra abbastanza semplice.
    Oltretutto pensate di scrivere sul forum e inviate mail in privato a me.

    • Filippo 5 aprile 2013 at 11:53 - Reply

      Ciao Stefano, stamattina stavo leggendo il forum come al solito e sono capitato su questo tuo post, spero veramente che il Filippo indicato non sono io perchè non mi sarei mai permesso di scrivere cose simili, a me il forum piace e lo leggo con tanto interesse.
      Saluti Filippo

  232. Alby 28 marzo 2013 at 21:23 - Reply

    Ciao Stefano e ciao a tutti,
    indipendentemente dalle idee che una persona può avere e che cmq vanno rispettate, mi sembra che la mancanza di educazione non debba far parte di un forum (a MIO parere uno dei migliori e per questo ho già fatto i miei complimenti all’ideatore/gestore) in cui l’unico fine dovrebbe essere quello di confrontarsi con altri utenti con interessi quantomeno simili.
    Se è così ”fastidioso” ricevere notifiche e soprattutto leggerle….basta togliersi!!
    Grazie e buon proseguimento.

  233. Pier Marco 29 marzo 2013 at 10:17 - Reply

    Stefano paga mediamente 0,32 Euro il Kwh e ha de picchi di consumo invernale di 36-37 kWh giornalieri e nel complesso pari a ca il 60 % del consumo annuale. Per ridurre i consumi del 60-70% dovrebbe avere un accumulo di 17-18 kWh (ca la metà del fabbisogno invernale e forse il 100% di quelli estivi) e ricaricarli con un campo FV non inferiore agli 8-10 kWp. Non dimensiono volutamente l’impianto per tutto il fabbisogno di energia in quanto sarebbe anti economico in partenza. Tieni presente che alle ns latitudini 1 kWp di fotovoltaico rende mediamente 1,2-1,5 kWh dicembre-gennaio e 5-6 kWh giugno-lluglio cioè esattamente l’opposto delle necessità della pompa di calore (maggiore consumo invernale rispetto l’estivo).
    Il raggionamento è abbastanza “spannometrico” ma non lontano dalla realtà dettato da ca 5 anni di esperienza nel settore FV. Il risparmio stimato sarebbbe di ca 1100-1200 Euro l’anno contro un investimento che dipende dalla tecnologia adottata che puo aggirarsi fino a 1000 Euro per kWh effettivo di accumulo (vedi 17-18 kWh) quindi ammortamenti molto lunghi.
    Al momento attuale non ci sono soluzioni economicamente più vataggiose tranne per il fatto che tali sistemi non essendo grid connnected non hanno necessità di richieste ad ENEL e di convenzioni GSE per cui non c’è burocrazia.

  234. marco 29 marzo 2013 at 16:33 - Reply

    Ho avuto un contatto con il titolare della ReaR che fa centraline per l’autoconsumo per impianti FV-eolici sia in CE che in detrazione. L’idea c’è, il funzionamento, non immettendo in rete energia dalle batterie, non richiede la certificazione CEI 0-21. Attendo di sapere i prezzi e poi se il conto economica sta in piedi vediamo di acquistarne una e testarne il funzionamento.

    • Stefano Caproni 29 marzo 2013 at 17:05 - Reply

      Ciao Marco, poi facci sapere qualcosa

  235. Stefano Carboni 30 marzo 2013 at 12:30 - Reply

    E’ consentito dotarsi di un sistema di accumulo dell’energia elettrica, a chi già possiede un impianto fotovoltaico allacciato?

    • marco 30 marzo 2013 at 14:39 - Reply

      Yes!! Basta che l’energia accumulata nelle batterie non vada mai in rete.

  236. Federico 31 marzo 2013 at 10:48 - Reply

    Ciao a tutti complimenti a Stefano per aver creato questa preziosa opportunità . Premetto che nn sono un tecnico Ma sono qui per chiedervi visto che sono molto interessato a questo tipo di accumulo ma non ho ancora montato nessun tipo di fotovoltaico ( essendo ancora in fase di costruzione della casa) se a questo punto della discussione, cosa mi conviene fare… Aspettare??? Grazie a tutti anticipatamente

    • Stefano Caproni 31 marzo 2013 at 18:54 - Reply

      Ormai il Conto Energia sta finendo, qundi il tuo impianto non ne beneficerà. Non avendo fretta ti consiglio di aspettare, più passa il tempo e più sistemi saranno immessi sul mercato, e avranno un rapporto costi/benefici di certo più alto.

  237. Pippo 31 marzo 2013 at 19:09 - Reply

    buona Pasqua 2013 a tutti!!!

    • Stefano Caproni 1 aprile 2013 at 12:29 - Reply

      Grazie Pippo :-)

  238. maurizio63 2 aprile 2013 at 18:46 - Reply

    attendiamo novità da Solarexpo 2013 intanto guardatevi schelleter gmbh accumulatori

  239. Pippo 2 aprile 2013 at 20:16 - Reply

    un interessantissimo articolo su uno studio che debba stabilire qual è l’accumulo migliore:

    http://qualenergia.it/articoli/20130327-quale%20accumulo-migliore-per-la-rete-elettrica

  240. Giorgio 3 aprile 2013 at 00:46 - Reply

    Ciao a tutti scusate se mi intrometto . Uno dei problemi principale e la tariffezzione dell’enel che fa diversi conteggi in base alla fascia oraria ed esttamente f1 di giorno f2 -f3 serale che poi sono le fascie che i fv non producono ,ognuno di noi a un consumo in base alle proprie esigenze. comunque senza fare pubblicità ( scusami stefano) ci sono in commercio dei riutilizzatori conforme alla cei 01 con pacco batterie con accumulo per poter riutilizzare la corrente prodatta di giorno per l’utilizzo di sera ed eventualmente quella in eccesso mandarla in rete come dire far lavorre l’impianto ad isola anche con i vecchi impianti fotovoltaici.

    • Stefano Caproni 3 aprile 2013 at 23:13 - Reply

      Ciao Giorgio, parla pure di tutti i prodotti che vuoi.
      Non mi da fastidio, mi da solo fastidio chi pubblica una mail dicendo scrivetemi che ho il prodotto che fa per voi, senza raccontarci nulla di come funziona ;-)
      L’utilizzo del mio portale “aggratis” mi infastidisce ;-)

  241. Giorgio 3 aprile 2013 at 00:50 - Reply

    Dimenticavo fino al 30 giugno rientra nella detrazione del 50% dopo passa al 36% salvo diversi cambiamenti legislativi

  242. Giorgio 4 aprile 2013 at 00:50 - Reply

    Ciao Stefano cerco di spiegare
    LA FUNZIONE DEL RIUTILIZZATORE CON UTENZA VIRTUALMENTE IN ISOLA
    La macchina montata nella sua utenza opera come sistema UPS per avere stabilità e continuità dei parametri elettrici interni, inoltre le schede con l’applicazione di varie richieste operano gestendo la produzione da FTV di giorno , accumulando i surplus di energia non consumata di giorno. La sera la macchina sconnette l’utenza dalla rete e riutilizza l’energia accumulata durante il giorno alimentando l’utenza. In tal modo si mantiene l’utenza ad isola sin tanto che le batterie non toccano il limite basso di utilizzo ; quindi se si dovessero consumare più Kwh rispetto a quelli programmati la macchina preleva dalla rete energia sino a quando il FTV ritorna performante. L’utenza è servita h24 -365 gg l’anno con parametri elettrici in ordine dato che la macchina opera in doppia conversione. Calcolo effetuato su un utenza con consumi reali annui di 3.800.kwh
    DATI TECNICI ESSENZIALI:
    Potenza impegnata Enel: 3Kw
    Potenza impegnata RE6000: 4,5 Kw
    Energia consumata media annuale: 3.867 Kwh
    Energia consumata media giornaliera: 10Kwh
    Energia consumata media giornaliera in f2-3 6Kwh
    Energia accumulata media giornaliera con Riutilizatore: 8 Kwh
    Energia prodotta media giornaliera (con 3Kwp FTV) : 10 Kwh
    Accumulo Esterno 6kwh Accumulo interno 2 kwh
    Totale Accumulo 8Kwh
    Energia prelevata da rete 0Kwh

    Se avete dei dubbi o fare delle domande rispondero appena possibile

    • Filippo 4 aprile 2013 at 09:10 - Reply

      Buongiorno, Giorgio volevo avere anche io maggiori informazioni, Stefano se cortesemente puoi girare il mio contatto a Giorgio.
      Grazie per le utili info.
      Filippo

      • Stefano Caproni 4 aprile 2013 at 19:27 - Reply

        Fatto ;-)

  243. Pier Marco 4 aprile 2013 at 09:00 - Reply

    Ciao Giorgio,
    che tecnologia usano gli accumuli, (piombo acido libero, AGM, Litio)?. Sono 8 kWh effettivi ? Quanto pesa in tutto l’accumulo da 8 kWh ? Quanto durano (in cicli o anni) le batterie?
    Grazie

  244. roberto 4 aprile 2013 at 09:41 - Reply

    Salve Giorgio sono molto incuriosito dal tuo sistema avrei alcune domande da porti quale sono le performance delle batterie la curva DOD per ciclo che caratteristiche ha e il sistema fino a che livello di scarica dellee batterie è impostato, a che voltaggio lavorano le batterie. Inoltre sarebbe interessante conoscere come viene gestito il bypass su rete a scarica batterie e come viene controllata la ricarica del pacco batterie sul funzionamento dellimpianto FV, e naturalmente se ricarica solo da ca o misto ca – cc accessorio o grazie roberto.

  245. Giorgio 4 aprile 2013 at 09:51 - Reply

    Ciao Pier Marco
    Le batterie sono al Piombo Gel – AGM elettrolitico e sono garantite 10 anni
    i kwh 8 sono effettivi perchè il valore e quello di consumo dell’utente in fascia F2- F3 , l’accumulo a una dimensione di 250 x 795 x 570 con peso di 145 kg ( il contenitore e Carrellato) invece UPS pesa 91 kg con dimensioni 282 x 785 x 615 misure sono LXPXH garanzia eletronica UPS 3 anni

    • Filippo 4 aprile 2013 at 10:01 - Reply

      Salve, per Giorgio, hai detto che le batterie sono garantite per dieci anni ma quanti cicli “DOD” di carica scarica sono previsti e a che percentuale di scarica?
      Filippo

  246. Giorgio 4 aprile 2013 at 10:19 - Reply

    Salve Roberto posso solo spiegare la composizione del UPS o le posso inviare una scheda tecnica. UPS è Cosi composto 1 Quadro di campo con regolatore carica batteria out 48/240 V . Sistema di bilanciamento automatico, Contatore energia prelevata dalla rete ,Contatore energia consumata dal carico ( utenza) Il Metodo Ibrido viene per la copertura del 90-95% dei carichi dell’utenza attraverso l’energia prodotta da FTV-Minieolico , utilizzando la rete come appoggio per evitare di fare scariche e ricariche continue delle batterie. Le FER sono in questo caso dimensionate esattamente sui consumi d’utenza.
    Le tensioni in cc si riferiscono alle macchine a 48 Volt – Adesso operiamo con macchine con tensioni operative in cc di 240 Volt ,

    • roberto 4 aprile 2013 at 10:34 - Reply

      Quando mi contatti cerca di invirmi anche una scheda dettagliata sia dellups che di centraline varie e del pacco batteria grazie

  247. roberto 4 aprile 2013 at 10:24 - Reply

    Grazie per le anticipazioni, vorrei conoscere maggiormante il sistema puoi contattarmi, info@nglife.it skype nglifesrl grazie roberto

  248. roberto 4 aprile 2013 at 10:36 - Reply

    Sarei anche curioso di conoscere i costi del sistema, si possono postare quì?

  249. Giorgio 4 aprile 2013 at 10:39 - Reply

    Ciao Filippo faccio una piccola anticipazione I calcoli del carico dell’utenza vanno fatti su base reale sui consumi serali F2-F3 se tali carichi restano costanti il ciclo di carica e scarica delle batterie è di una volta al giorno. Se ci si vuole escludere completamente dal fornitore ed avere maggior performance UPS accetta e gestisce anche un soccorritore a combustione con consenso automatico di accensione e spegnimento per il reale fabbisogno di energia soprattutto di sera o nei giorni bui

  250. roberto 4 aprile 2013 at 10:45 - Reply

    Sono sempre + curioso, mi mandy le schede

  251. Giorgio 4 aprile 2013 at 10:46 - Reply

    Ciao Filippo faccio una piccola anticipazione I calcoli del carico dell’utenza vanno fatti su base reale sui consumi serali F2-F3 se tali carichi restano costanti il ciclo di carica e scarica delle batterie è di una volta al giorno. Se ci si vuole escludere completamente dal fornitore ed avere maggior performance UPS accetta e gestisce anche un soccorritore a combustione / eloico con consenso automatico di accensione e spegnimento per il reale fabbisogno di energia soprattutto di sera o nei giorni di minor resa

  252. roberto 4 aprile 2013 at 11:06 - Reply

    Allora, mi dai il costo e quanti cicli di scarica al 30% – 50% -80% puoi fare con il pacco batterie prima di cambiarlo cosi faccio 4 conti.

  253. Giorgio 4 aprile 2013 at 11:27 - Reply

    Ciao Roberto ti posso dire i prezzi rispettando i dati per un consumo di 3800 kwh annuo con un consumo di 10 kwh giorno Costo gruppo batteria € 3.250.iva garanzia 10 anni UPS € 4.350 garanzia 3 anni .PS ogni gruppo di batteria viene costruito in base ai reali consumi in F2- F3 potenza contrattuale ENEL valore kwp del FTV

  254. Giorgio 4 aprile 2013 at 11:41 - Reply

    Ciao a tutti tengo a precisare che le macchine in oggetto non concepite come un pacco preconfezionato ma vengono assemblate in base alle esigienze dell’utente e si vuole richiedere un preventivo mirato alle esigenze del proprio cliente finale bisogna inviare queste informazioni:
    1) Potenza impegnata contrattuale Enel del cliente.
    2) Energia consumata media annuale del cliente
    3) Energia consumata nelle fasce f2-3
    4) Potenza kwp FTV
    Oppure fare una richiesta per un Impianto Ad ISOLA con e senza soccorritore specificndo o ipotizzando la potenza di utilizzo facendo sempre riferimento ai 4 punti precedendi
    Grazie per l’attenzione

  255. roberto 4 aprile 2013 at 11:47 - Reply

    Come pensavo ancora siamo alti come prezzo. Io faccio lo stesso che tu proponi con meno della meta ma a livello artigianale, non commerciale, ho un pacco batteria 600ah x 48 v con ups a priorita fotovoltaica (signivica che oltre a caricare da rete a valle dellinverter di un impianto fotovoltaico da 6kw in v conto energia carica anche in continua da 1 kw di pannelli dedicati) ed il tutto finito mi è costato pacco batterie 24 unita da 600 ah a circa 150 $ ciascuna + iva e dogana e trasporto per un totale di quasi 4000 euro ups 500 euro finito e 700 euro di pannelli.Peravere scariche massime deo pacco batteria al 20-30 % ed attestarmi sui 3000-3500 cicli. E calcola che ho acquistato tutto da privato, non da commerciante con scontistica dedicata,

  256. roberto 4 aprile 2013 at 11:56 - Reply

    E specifico che se tutto va bene ho il ritorno di quello che ho speso solo a circa 7 – 8 anni. Considerando anche l’incentivo sullautoconsumo del FV da 6 kw. Ne calcolo non è incluso eventuale sgravio irpef

  257. marco 4 aprile 2013 at 14:18 - Reply

    @ roberto: l’accumulo per impianti in CE non è stato ancora regolato….in caso di controllo da parte del GSE non so come andrebbe a finire!!

  258. Giorgio 4 aprile 2013 at 18:00 - Reply

    Ciao Roberto non so cosa intendi per costi alti ma vorrei analizzarli in base a quello che hai commentato. iniziamo dalle batterie se non ricordo male è un kit in vendita su internet da diversi anni e il costo solo delle batterie e superiore al nostro le tue batterie sono “forse” garantite per 2 anni al massimo + costi di manutenzione mentre le nostre per 10 anni senzacosti di manutenzione fai due conti. Ups che preleva energia della rete per caricare le batterie mentre il nostro usa solo energia fornita dall FTV.Interviene solo per il prelievo nel caso l’energia richiesta superi quella preventivata Inoltre proponi prodotti extra UE e li confronti con alta tecnologia italiana che vanta 5 brevetti. ed inoltre con una detrazione fiscale del 50%. Comunque se ho capito male dammi maggior informazione e dati come ho già fatto io in diversi commenti. Cosi facendo diamo maggiori chiarimenti sulle nuove tecnologie in commercio, e non solo su un prezzo buttato nella mischia. Dimenticavo che bisogno c’ è di installare ancora 1 kwp se ne ai gia 6 .grazie

  259. Giorgio 4 aprile 2013 at 18:11 - Reply

    Ciao Marco spero di dare una risposta alla tua domanda .La Normatuva CEI 021 (SPI) Sistemi di Protezione interfaccia. Nei Metodi Ibrido e Superibrido
    La normativa CEI (Centro Elettrotecnico Italiano) 021 non include impianti passivi (utilizzatori finali) di energia da rete pubblica come si configurano le metodologie “Metodo Ibrido” e “Metodo SuperIbrido” . Può essere applicato all’ingresso dei sistemi da noi ingegnerizzati , ma solo come ridondanza sui sistemi di sicurezza, ma non imposto. I Sistemi Ibrido e SuperIbrido vengono posizionati lato utenza e non sono sistemi attivi rispetto alla rete Enel , come possono essere i classici impianti d’immissione. Le nostre macchine si configurano quindi sistemi di produzione e di accumulo lato utenza come normali elettrodomestici d’utenza; non interferiscono con i parametri di rete poiché non vi è un punto di consegna, non siamo quindi Utente Attivo. Siamo utente isolato dalla rete e se serve e quando serve, utente finale in prelievo . Il relè di protezione d’interfaccia può quindi essere installato come ridondanza di sicurezza , ma non imposto per legge.

  260. marco 4 aprile 2013 at 18:43 - Reply

    @Giorgio:
    Non so a cosa ti riferisci quando parli di “Ibrido” e “superibrido”. So solo che se ti leggi il DM relativo al VCE c’è espressamente scritto che i sistemi di accumulo per essere installati prima deve essere emanata apposita regolamentazione dall’AEEG. Ergo se il GSE ti fa un controllo molto prababilmente ci rimetti la tariffa incentivante o bene che ti vada te la sospendono finchè non ripristini. E’ un rischio che non vorrei correre fossi in te…..

  261. marco 4 aprile 2013 at 18:54 - Reply

    Ecco il riferimento esatto: articolo 11, comma 1, lettera c).

  262. Giorgio 4 aprile 2013 at 19:09 - Reply

    Ciao Marco le definizioni di ibrido e super ibrido fanno riferimento alla gestione del softwer ed esattamente se UPS viene inserito in un impianto con allaciamento cambio sul posto e ibrido se viene inserito su impianto in conto energia UPS deve gestire l’energia in surplus da immettere in rete. Come spiegavo prima sono configurati come normali elettrodomestici d’utenza e non interferiscono con i parametri della rete.Gli UPS vengono installati da molti anni come soccoritori elettrici e tutti hanno all’interno batterie di accumulo dipende sempre dal ‘uso che uno ne fa. Nel nostro caso rispettano totalmente le normative tenendo presente sempre che sono brevettate. Ciao Stefano la tua opiniene?

    • roberto 4 aprile 2013 at 20:33 - Reply

      Giorgio sono pienamente daccordo con quanto afferma stefano, per quanto riguarda la tua proposta la vedo notevolmente interessante, ma deve essere anche vantaggiosa, il prezzo comunque sembra alto, per quanto riguarda il mio pacco batterie, è un pacco vrla tubolare, saprai che tutte le vrla vengono importate dalla cina, ebbene queste sono anchesse importate dalla cina il prezzo è vantaggioso perchè sono OEM cioè non marchiate sarebbero ancora meno costose importandone un container e non solo 24 e ne vendono anche di meno costose se si scende con il numero di cicli di scarica ad una determinata percentuale prima di buttarle o se scende con il peso e spessore delle piastre. L’inverter è della eastups una famosa casa costruttrice di UPS che vende in tutto il mondo, per studiare il modello basta andare sul sito della eastups e scrivere come stringa di ricerca offgrid inverter. Vedrai che ha caratteristiche garanzie e certificazioni pari a quelle di modelli più conosciuti, basta per una utenza media, ricarica da AC e da CC lunico problema e la gestione dellautomatismo di ricarica da AC non è presente automatismo e capita che inizia la ricarica in qualsiasi momento anche di notte. Come dicevo è un sistema artigianale per questo sono interessato alla tua proposta vorrei tenere il pacco batterie e utilizzare la tua proposta, inviami informazioni in più sulla gestione dellautomatismo di ricarica da AC e sulle caratteristiche dellinverter e centealine varie, grazie. Dati scientifici, non pareri grazie

      • roberto 4 aprile 2013 at 20:38 - Reply

        PS il DL citato fa riferimento alle modalita di utilizzo da definire, non esprime lobbligo di non utilizzare accumuli, quando verranno emanate modalita di utilizzo di accumuli ed il legislatore prevede lintroduzione di inverter di rete direttamente capaci di gestire accumuli per esubero di produzione, allo bisognera eventualmente adeguarsi, come è successo con la cei 021. Attendo curiosamente commenti in merito

        • Stefano Caproni 4 aprile 2013 at 21:14 - Reply

          Su questo punto sono d’accordo con te Roberto. Tra l’altro il punto citato parla di modalità di utilizzo in caso di disconnessione da parte del distributore. Non di utilizzo nelle normali condizioni della rete. O sbaglio? ?

          • roberto 4 aprile 2013 at 21:27 -

            Nel dl il periodo è un po contorto, parla infatti di modalita di utlizzo degli accumuli per migliorare lefficenza e poi dice nel caso in cui viene inviato segnale di distacco o modulazione della potenza, perchè non dice semplicemente distacco e modulazione della potenza è sempre riferito alla potenza di rete? Mi sembra proprio contorto, comunque, di certo non pone limiti o divieti

        • marco 5 aprile 2013 at 09:27 - Reply

          Roberto, ti invito a rileggere bene parola per parola l’articolo citato; ti riporto qui un breve estratto “c) le modalità con le quali i soggetti responsabili possono utilizzare dispositivi di accumulo, anche integrati con gli inverter, per migliorare la gestione dell’energia prodotta, nonché …omissis”. Mi pare chiaro che finchè tali normative non vengono emesse NON si può fare.

  263. Stefano Caproni 4 aprile 2013 at 19:45 - Reply

    Sto leggendo con interesse le vostre disquisizioni ;-)
    Grazie per il contributo (soprattutto a Giorgio che diversamente da altri, anche se vende prodotti, sta portando la sua esperienza in modo costruttivo e ben accetto dal sottoscritto).
    Io non commento dal punto di vista tecnico perchè per quanto riguarda i sistemi di accumulo sono un pocarente, o meglio al momento non ho tempo di approfondire. In ogni caso direi che il sistema di Giorgio come altri, non ha controindicazioni dal punto di vista normativo. Correggimi se sbaglio Giorgio, ma il tuo sistema, per voler semplificare all’ennesima potenza, in fin dei conti è un UPS (con funzioni aggiuntive di controllo della potenza impegnata, disponibile, etc), come quello che ho in ufficio, se mi va, la sera stacco la spina dell’UPS e uso il mio accumulo, anzi ho appena staccato la spina e sto scrivendo dal PC con l’energia accumulata oggi pomeriggio ;-) In fondo il senso è quello, immettere in rete tramite inverter e caricare le batterie, usare l’energia in stand alone quando mi serve senza avere accumulatori allacciati alla rete.
    Il passo successivo secondo me potrebbe essere (oltre ad una diminuzione dei costi delle batterie e una maggiore durata) un sistema veramente ibrido in real time che gestisca molti carichi in tempo reale, non so se mi sono spiegato, ma per fare questo l’impianto di accumulo deve integrarsi in modo molto profondo in fase di progettazione con le utenze previste.
    Correggimi Giorgio se ho scritto cavolate, la sera sono stanco e mi capita spesso ;-)

  264. Giorgio 4 aprile 2013 at 21:26 - Reply

    Ciao Stefano grazie per email. In merito al tuo commento e in parte e giusto mi spiace solo che non riesco a caricare il disegno elettrico per spiegare meglio la funzionalità. in sintesi e questo UPS e dotato di sensori di flusso d’energia surplus da fonte rinnovabile per impianti d’immissione in rete. I sensori con TA (Trasformatori Amperometrici ) collegati su u n supporto DIN che analizza la differente corrente di scorrimento tra Produzione e Scambio, attivano un contatto che è dedicato ai sistemi di ricarica nel Riutilizzatore. Tale applicazione si somma ai già presenti sensori di luminosità e di tensione delle batterie per avere una performance unica nella gestione delle energie surplus negli impianti d’immissione in rete (GSE).

    • roberto 4 aprile 2013 at 21:29 - Reply

      Ma ? Ti devo supplicare per inviarmi un pdf dettagliato?

    • Stefano Caproni 4 aprile 2013 at 21:54 - Reply

      Se vuoi mandami lo schema via mail (vedi sezione info del portale) lo carico e inserisco il link

  265. Giorgio 4 aprile 2013 at 21:30 - Reply

    o errate corrige per ibrido – super ibrido
    il sistema ibrido UPS viene inserito in impianti stend olone con allaciamento enel standard mentre il super ibrido per impianti scambio sul posto e in conto energia.

  266. Matteo Marras 4 aprile 2013 at 21:39 - Reply

    @giorgio
    Una domanda: su impianto esistente con FV grid l’energia che ricarica le batterie la prelevi prima che il contatore di produzione la contabilizzi o dopo?

  267. roberto 4 aprile 2013 at 21:42 - Reply

    Credo che si illegale prenderla monte del contatore

    • Matteo Marras 4 aprile 2013 at 21:48 - Reply

      Illegale??? Meno conveniente…. non ti viene incentivata!!!!

  268. Giorgio 4 aprile 2013 at 21:49 - Reply

    Roberto dai un occhiata all’email e fammi sapere

    • Matteo Marras 4 aprile 2013 at 21:52 - Reply

      Giorgio puoi inviare schema anche a me?

  269. Giorgio 4 aprile 2013 at 21:53 - Reply

    Ciao Matteo la carica delle batterie viene fatta prima della contabilizzazione. e vero che non ti viene incentivata ma hai un ritorno economico sul autoconsumo oltre che ha risparmire sul costo totale della bolletta

    • Matteo Marras 4 aprile 2013 at 21:58 - Reply

      Ok e’ come gli altri sistemi che ho già analizzato.
      Mi spieghi che difficoltà tecnica avete?
      Io sto cercando di capire se il sistema sunny backup di sma ha lo stesso problema proprio mentre vi scrivo.
      Appena termino lo schemino ( carta e penna) lo condividiamo.

  270. roberto 4 aprile 2013 at 21:55 - Reply

    Ancora niente inbox

  271. Giorgio 4 aprile 2013 at 21:57 - Reply

    Ciao Matteo devi chiedere a stefano che mi invia la tua email

    • Matteo Marras 4 aprile 2013 at 22:00 - Reply

      Il mio profilo lo trovi in fondo alla pagina!!!!

  272. Giorgio 4 aprile 2013 at 22:01 - Reply

    OK Stefano sarà fatto

  273. Giorgio 4 aprile 2013 at 22:13 - Reply

    Ciao Matteo non sono del tutto d’accordo comunque tramite linken ho diverse difficolta a comunicare anche se sono inscritto se mi inviate email colloquiamo piu rapidamente grazie

  274. Giorgio 4 aprile 2013 at 22:22 - Reply

    Ciao roberto la tua casella di posta e errata

  275. roberto 4 aprile 2013 at 22:24 - Reply
  276. fabio 4 aprile 2013 at 22:43 - Reply

    Ciao Stefano io sono un installatore elettrico e voglio cominciar ad installare accomulatori di energia agli impianti fotovoltaici sempre se ne val la pena mi puoi dare delle dritte grazie fabio

  277. roberto 4 aprile 2013 at 22:46 - Reply

    Stefano gli passi la mia mail gentilmente

  278. fabio 4 aprile 2013 at 22:56 - Reply

    Roberto piacere son fabio hai gentilmente delle dritte da darmi per accomulare di giorno per utilizzare poi la sera anche attraverso dei controlli carico oppure con utilizzo domotica

  279. vic 4 aprile 2013 at 23:17 - Reply

    Ciao a tutti, solo per rammentarvi (in particolare a Giorgio) che, a riguardo delle fasce orarie stabilite da Aeeg per la misura dell’energia elettrica e i ragionamenti per ottimizzare eventuali sistemi di accumulo, le F2 e F3 non sono solo riferite alle ore serali! (F2: dalle 7 alle 8 e poi dalle 19 alle 23; F3: dalle 23 alle 7) ma riguardano anche i giorni di sabato (F2: dalle 7 alle 23) e domenica nonché festività (F3: dalle 0 alle 24 ed ovviamente fino alle 7 del lunedì). Tali orari delle fasce sono indicati anche nelle bollette.
    ;-)

    • Matteo Marras 4 aprile 2013 at 23:19 - Reply

      Grazie Vic sempre preciso.

  280. Matteo Marras 4 aprile 2013 at 23:23 - Reply

    @ Giorgio
    Ho appena visionato gli schemi che mi hai inviato e ti dico che il sistema non puo essere utilizzato per sistemi grid esistenti e tantomeno per dei sistemi grid di nuova realizzazione.
    L’ apparecchiatura non e’ certificata CEI 0-21 e, non lo diventa installando una PI eterna che lo sia.
    Puo essere utilizzata per i sistemi in isola….ma di questi sistemi in commercio e’ pieno di soluzioni e marche.

  281. Giorgio 4 aprile 2013 at 23:25 - Reply

    Ciao Vic riferimento F2-F3 rientrano nel periodo che i pannelli non producono comunque trascrivo altre indicazioni inerenti ai conteggi.
    Ciao dati fonte ENEL
    Come viene realizzato il calcolo..
    Il calcolo è stato realizzato sulla base delle informazioni lette su una bolletta di un utente Enel con contratto D2.
    Il listino applicato e’ aggiornato ad Gennaio 2013
    Ecco le fasce ( scaglioni ) di costo che abbiamo considerato :
    1 : da 0 a 1.800 Kwh , euro 0.1642 al Kwh,
    2 : da 1801 a 2640 Kwh , euro 0,2158 al Kwh,
    3 : da 2641 a 4440 Kwh , euro 0,2751 al Kwh,
    4 : da 4441 a infinito , euro 0,3180 al Kwh,

    Oltre alle fasce e alle relative tasse, l’applicazione considera anche i seguenti costi fissi :
    Euro 36 annui come quota fissa,
    Euro 17 componente tariffaria euro/Kw impegnato.
    Sul totale applicazione dell’IVA al 10%.

  282. Giorgio 4 aprile 2013 at 23:31 - Reply

    Ciao Matteo evidentemente ti sei perso i commenti precedenti come lavora UPS Fammi un favore analizza prima la funzionalità e ne parliamo.

    • Matteo Marras 4 aprile 2013 at 23:44 - Reply

      Io nello schema del super ibrido vedo che è’ prevista immissione in rete.
      Per immettere in rete occorre parallellarsi e quindi rispettare le cei 0-21.
      Il sistema ibrido e’ un sistema in isola con tensioni di campo fv fino a 60 volt quindi al max 2 pannelli in parallelo
      Dimmi se ho interpretato male..

  283. vic 4 aprile 2013 at 23:45 - Reply

    Giorno bollente di commenti oggi! Mi sembra bene.
    Volevo chiedere a Giorgio come viene gestita la commutazione da rete ad accumulo e viceversa? Suppongo con una brevissima interruzione tramite un sistema a consensi, me lo puoi confermare?
    Un’altra cosa che volevo segnalarvi, anche se non riguarda direttamente gli ultimi commenti, e’ che nelle Regole applicative del V° CE (ormai morente..), se non erro a pag. 98, viene già prevista la possibilità di contatore in c.c. per energia incentivata! (che enel non ha…). Buona serata a tutti.

    • Matteo Marras 4 aprile 2013 at 23:51 - Reply

      @vic
      Altra possibilità ma meno allettante.
      Aumentare autoconsumo con quarto e maggiormente quinto CE fa gola a tutti.

  284. Giorgio 5 aprile 2013 at 00:32 - Reply

    Ciao matteo credo che ai letto troppo in fretta o superficialmente la corrente in cc e di 240 v sia in ibrido che superibrido.sullo schema e indicato 48 ma essendo rimasto lo stesso come schema funzionali e stato specificato che lavora con tensione 240v.inoltre nel commento antecedente spiegavo dettagliatamente il funzionamento del UPS rispetto alla CEI 021Ti chiedo gentilmente di fare come faccio io prima di sentenziare leggi prima i contenuti.GraziePS ti chiedo di leggere le caretteristiche del UPS e di farmi avere schede simili alla nostra .Grazie senza retorica ci hai impiegato 2 minuti dal ricevimento del email alla sentenza dicendo che ne ne una marea uguale, Tieni sempre presente come ho specificato prima che i prodotti sono brevettati. grazie

    • Matteo Marras 5 aprile 2013 at 07:23 - Reply

      @Giorgio il titolo di questo articolo parla di sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici grid.
      Il tuo per questa applicazione non può essere utilizzato.
      Potrai utilizzarlo per altre applicazioni come quelle in isola.
      Un sistema che farebbe tutto quello che a noi serve (se avesse le certificazioni cei 0-21 con tutto quello che ne deriva per le caratteristiche tecniche dell’apparecchiatura) e’ per esempio quello della powerouter della nedap .

  285. Giorgio 5 aprile 2013 at 00:35 - Reply

    Ciao Vic la commutazione avviene tramiterele gestiti da sensori di flussi. anchesso commentato precedentemente .GrazieSe vuoi analizzare schemi e schede fammi sapere

  286. marco 5 aprile 2013 at 09:17 - Reply

    @Giorgio:
    Condividendo che il tuo sistema alla fine è un UPS intelligente, che può benissimo coesistere con impianti in detrazione fiscale perchè non c’è nessuna normativa tecnica ne legge nazionale che lo vieta, sono altrettanto sicuro che per impianti in VCE NON si possa fare!!! Per chi non ha letto l’art. 11 comma c) del DM relativo al VCE lo riporto testualmente: “Al fine di assicurare lo sviluppo del fotovoltaico con modalità compatibili con la sicurezza del sistema elettrico, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, assicurando il coordinamento con i provvedimenti di pari finalità inerenti le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico nonché con le misure di cui agli articoli 17 e 18 del decreto legislativo n. 28 del 2011, provvede a definire:
    a) omissis
    b) omissis
    c) le modalità con le quali i soggetti responsabili possono utilizzare dispositivi di accumulo, anche integrati con gli inverter, per migliorare la gestione dell’energia prodotta, nonché per immagazzinare la produzione degli impianti nei casi in cui, a seguito dell’attuazione di quanto previsto alla lettera precedente, siano inviati segnali di distacco o modulazione della potenza;

    Aggiungo anche quanto riportato in allegato 1-A sempre del medesimo decreto VCE:
    “Ai fini dell’attuazione di quanto sopra previsto in materia di prestazioni di servizi e protezioni nonché di quanto previsto dall’articolo 11, comma 1, lettera c), il CEI – Comitato elettrotecnico italiano, sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, completa la definizione di apposite norme tecniche.”

    Mi sembra chiarissimo che finchè l’AEEG non da indicazioni al CEI e questo non emette apposite norme tecniche l’accumulo per impianti in VCE NON si possono fare perchè non rispetterebbero la normativa che ANCORA NON C’E’!!
    Dato che per una volta (rara nella normativa italiana…..) è scritto chiaro come il sole non vedo il caso di creare confusione nel settore solo per vendere qualche sistema di accumulo in più.

    • Stefano Caproni 5 aprile 2013 at 09:30 - Reply

      Ciao Marco,
      sono d’accordo con te. E’ però vero anche il contrario. Se non c’è una norma che regola l’accumulo, non vi è impedimento a farlo a meno che non sia scritto chiaro che NON si può fare.
      Quando non c’era la CEI 0-21, Enel faceva i suoi comodi nei confronti dell’utente, proprio perchè non c’era una norma.
      Quando scrivi “…non si può fare perchè non rispetterebbero la normativa che ancora non c’è….” il discorso non sta in piedi, se la norma non c’è non si deve rispettare nulla, e nemmeno si può attendere una norma perchè gli impianti non rispetterebbero una norma che arriverà.
      Detto questo concordo con quanto dici, non ha senso ora (proprio in attesa che AEEG si esprima in merito) avanzare proposte pionieristiche che rischiano di lasciare gli utenti con un impianto inutilizzabile.

      • marco 5 aprile 2013 at 09:45 - Reply

        Allora, se è come dici tu, chi vende questi sistemi a chi ha impianti in VCE dovrebbe dire questo: ti vendo il sistema ma in futuro (sembra molto prossimo…) verrà emessa una normativa che potrebbe rendere inutilizzabile il tutto. Ovvero fai spendere migliaia di euro che, ai prezzi attuali, difficilmente si riesce ad ammortizzare e magari fra 1 anno non si può neanche più utilizzare = fregatura totale per il cliente!!.
        Comunque resto della mia idea: per me non si può installare sistema di accumulo per VCE col serio rischio di perdere la tariffa anche perchè per tali sistemi devi dimostrare che non compromettono la sicurezza del sistema elettrico (sempre art. 11 del VCE), e per fare questo come fai? Citi la CEI 0-21 ovvero dichiari tu produttore che il tuo sistema è conforme a quanto riportato all’art. 8.4.3 e questo sarebbe sufficiente a dire che non comprometti la sicurezza del sistema elettrico? Boh, io non lo so e credo che nessuno lo sappia. Per tanto è meglio aspettare che la nuove normative chiariscano tutto. Che dici?

        • Stefano Caproni 5 aprile 2013 at 10:07 - Reply

          Ciao Marco, forse ti è sfuggita l’ultima frase che ho scritto, sono d’accordo con te al 100% :
          ————
          “…….Detto questo concordo con quanto dici, non ha senso ora (proprio in attesa che AEEG si esprima in merito) avanzare proposte pionieristiche che rischiano di lasciare gli utenti con un impianto inutilizzabile….”
          ————
          Aggiungo due spunti di riflessione:

          1) ci sono in giro colossi del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo che ancora stanno lavorando sui sistemi di accumulo stessi, se ancora non hanno inserito nella rete una gamma di prodotti rivolti all’accumulo di impianti connessi alla rete in conto energia un motivo ci sarà.

          2) per immettere sul mercato un prodotto occorrono una serie di cose, non solo delle idee, ovvero perfetta conoscenza delle norme, eventuali certificazioni se necessitano, listini prezzi, cataloghi, garanzie, rete di distribuzione, assistenza tecnica e commerciale.

          • Matteo Marras 5 aprile 2013 at 10:15 -

            Per quanto ne so io oggi l’unico sistema che è possibile installare è Sunny Backup della sma.
            ma si tratta di un impuanto con un inverter grid cei 0-21 che gestisce il parallelo con la rete ed un altra apparecchiatura elettrica che gestisce la carica delle batterie e poi la conversione dc/ac verso i carichi.
            Non esiste oggi in commercio una macchina SINGOLA che faccia entrambe le funzioni certificata CEI 0-21.
            Prima della entrata in vigore della CEI 0-21 quindi II-III-IV CE quando erano in vigore le DK 5940 si potevano usare apparecchiature tipo power router della nedap.
            La stessa NEDAP oggi non ha certificato le sue apparecchiature per CEI 0-21 in quanto occorre che gestica la modulazione della potenza immessa la possibilità di lavorare nei 4 quadranti di potenza, ecc. ecc. ecc.

  287. Matteo Marras 5 aprile 2013 at 09:59 - Reply

    @Marco,@Stefano

    Marco l’articolo 11 non vieta i sistemi di accumulo oggi, dice solo che è AEEG è demandata a definire le modalità sentito il CEI…….
    Ricordiamoci che si sera a Luglio.
    Oggi la CEI 0-21 è esistente e definisce il parallelo con la rete per gli utenti attivi.
    Quindi il cittadino che nel suo impianto inserisce dei sistemi che non violano le norme tecniche e tanto meno quelle di incentivazione ( quindi il sistema di accumulo deve essere alimentato a valle del contatore di produzione) non riesco a capire quali problemi ci siano.
    Il sistema che propone giorgio non è conforme a CEI 0-21 quindi non può essere parallellato alla rete.

    • marco 5 aprile 2013 at 11:13 - Reply

      “Marco l’articolo 11 non vieta i sistemi di accumulo oggi, dice solo che è AEEG è demandata a definire le modalità sentito il CEI…….Ricordiamoci che si sera a Luglio.”, vero (in parte..) ma il pericolo è di acquistare un sistema che poi potrebbere essere non coforme con le future normative quindi soldi buttati……
      “Il sistema che propone giorgio non è conforme a CEI 0-21″, MALE perchè il sistema proposto è codificato nella CEI 0-21 (vedi art. 8.4.3) e dice anche gli interblocchi e le PI necessarie quindi non senza questa dichiarazione del produttore non è installabile.

  288. vic 5 aprile 2013 at 18:37 - Reply

    I commenti si stanno focalizzando sulla conformita’.
    Comunque per Giorgio.., il mio commento di ieri su F2 e F3 voleva sottolineare che l’energia misurata in tali fasce (prelevata o immessa), riguarda ANCHE le ore diurne dei sabati e domeniche più le festività… Alla fine sono più di 100 giorni/anno.

  289. Donato 5 aprile 2013 at 23:46 - Reply

    Salve a tutti, volevo dare un piccolo contributo, in particolare per le stime di costo ed ammortamento dei sistemi di accumulo che presto cominceranno ad affermarsi sempre più.
    Spesso sento parlare di fascia 1-2-3, come se l’unica discriminante fosse questa. La maggior parte, anche degli addetti ai lavori, purtroppo non sa invece che i famosi scaglioni di consumi (1.800, 2.640, 4.440, >) sono contabilizzati pro-giorno, ovvero divisi per 365. Ciò significa che se ad esempio ho un consumo annuo di 4.000 kWh, di cui 2.600 consumati tra novembre e febbraio, in realtà mi trovo a pagare la bellezza anche di 1.140 kWh nel IV scaglione, oltre che differenziati per fasce se non ho la monoraria. Prendete le bollette e vedete un pò la differenza…. Eppure in totale annualmente non si supera il III scaglione.
    Questo potrebbe far scendere e di molto il tempo di rientro dell’investimento, o al contrario aumentarlo notevolmente se si dimensionano le batterie su medie che vanno alla grande nei periodi estivi ma che poi nei periodi invernali continuano a farmi pagare i consumi nel IV scaglione. Le curve temporali dei consumi sono tutt’altro che marginali.
    Spero che sinceramente qualcuno si muova a far cessare questa vergogna. Questo è il principale motivo per cui tanta gente si lamenta del fatto che conti alla mano i risparmi sulle bollette (in regime di SSP) sono notevolmente minori di quelli prospettati ed attesi.

  290. Giorgio 5 aprile 2013 at 23:57 - Reply

    Rieccoci qua .Ciao tutti .Matteo volevo solo fare una domanda si continua a dire che la tecnologia da me proposta non e certificata CEI -021. da quando un utenze in prelievo deve essere certificata cei 0-21? Mentre Marco a fatto centro.PS puoi verificare. Inoltre sono sempre in attesa di schemi dei tanti prodotti simili e con le stesse caretteristiche da te conosciute. IO i miei li ho inviati resto in attesa. Grazie

  291. Giorgio 6 aprile 2013 at 00:04 - Reply

    Ciao Donato sono pienamente d’accordo con te infatti in un commento di ieri ho inserito i prezzi per scaglioni fonti reali ENEL dacci un occhiata

  292. Giorgio 6 aprile 2013 at 00:32 - Reply

    Scusate tolgo le vesti di tecnico e metto quelle da burocrate come qualcuno a fatto proponendo una piccola presentazione.

    Le Metodologie “Ibrido e SuperIbrido” e la loro corretta diffusione
    Dopo l’introduzione del quinto conto energia la diffusione degli impianti fotovoltaici ad immissione in rete ha avuto un forte calo dovuto ad evidenti ragioni economiche e alla contemporanea introduzione di poter scaricare il 50% della spesa dell’impianto ad accumulo in detrazione IRPEF per 10 anni. Inoltre è aumentata la consapevolezza che i servizi elettrici offerti da un impianto con “Metodo Ibrido ” sono superiori ai servizi elettrici offerti da un classico sistema ad immissione in rete. Innanzitutto la stabilità e la continuità dei parametri elettrici essenziali in un’utenza servita da un impianto con metodo ibrido; in secondo luogo , non meno importante, la sicurezza del fatto che l’energia prodotta e consumata è esattamente quella reale senza che il conteggio di questa possa passare attraverso le forche caudine del fonitore . Di conseguenza a questi cambiamenti le ultime settimane sono state caratterizzate da un interesse enorme per le macchine che ingegnerizziamo e che lavorano su protocolli di funzionamento unici , testati da oltre 10 anni. Ulteriore conseguenza di questa apertura di mercato è stata la nascita di svariate aziende che offrono gli stessi servigi proponendo le stesse macchine (UPS multifunzionali) ma che in realtà sono contenitori vuoti che cercano solo mostrando un cabinet identico di imitare le tecnologie create e brevettate da Noi. La metodologia brevettata Ibrida e SuperIbrida nasce da una conoscenza profonda delle necessità di un’utenza. La prima cosa che deve attuare un’utenza è quella di staccarsi dalla rete enel ed essere autonoma per il 90-95% dei suoi consumi interni ; contemporaneamente deve avere stabilità e continuità qualsiasi cosa possa succedere alla rete elettrica pubblica . Arrivare a questi traguardi significa obbedire ad un protocollo di funzionamento testato da oltre dieci anni di esperienza nel settore. La Ecoten da oltre dieci anni collauda macchine innovative che hanno come obbiettivo staccarsi dalla rete enel ed essere autonomi attraverso l’uso di generatori ecocompatibili e avere la rete come remoto a cui fare riferimento solo quando la gestione del pacco d’accumulo richiede integrazione di energia. I nostri primi inverter erano progettati e realizzati da noi attraverso Standard iniziali a 12Volt cc ; poi siamo passati ai 24Volt cc , quindi ai 48Volt cc . Adesso alla quarta generazione siamo arrivati a 240Volt cc in ingresso , con correnti massime per la taglia da 6Kva di soli 20Amper. Ciò comporta una resa di conversione del 98% , con perdite di carico bassissime e con la possibilità di operare con sistemi la cui stabilità della tensione e frequenza operativa anche alle massime potenze è unica. Dare tutti i servizi interni all’utenza con la possibilità d’integrare energia dal remoto e non fare cariche e scariche profonde del pacco d’accumulo, significa integrare tre fasce operative di sicurezza: 1)Fascia operativa della macchina 2)Fascia operativa del generatore ecocompatibile 3)Fascia operativa del pacco d’accumulo Ogni singolo utente ha caratteristiche uniche sia in stile di vita (consumi spalmati nelle 24h), sia in potenza impegnata Enel che in Energia consumata h24 (fasce f1-2-3). Da un’analisi dei consumi interni e della potenza impegnata contrattuale Enel, l’Ufficio tecnico per ogni singolo cliente propone un preventivo mirato a dare il massimo dei servizi elettrici nelle due metodologie brevettate (Ibrido e SuperIbrido) al minimo dei costi preventivati. Tutto questo si può fare solo integrando in una matrice di calcolo le tre fasce operative di sicurezza della Macchina ,del Generatore Ecocompatibile e del Pacco d’Accumulo. Abbiamo potuto appurare che le Aziende che a tutt’oggi operano sul mercato del fotovoltaico propongono sistemi ad accumulo con inverter cinesi la cui efficienza si ferma all’85% e presentano insufficiente controllo della forma d’onda, con inevitabili guasti; altre propongono macchine con tensioni operative di 48Volt cc che a 6Kva di potenza di taglia corrispondono a correnti vicine a 100Amp. Tali correnti comportano perdite nette del 12% in calore dato che le dimensioni dei loro cavi in cc è di 70mm2 , contro i nostri 6mm2. Le poche che operano con macchine italiane con tensioni operative da 240Volt sconoscono il protocollo di funzionamento la cui matrice di calcolo è prerogativa della Ecotecn . Il nostro obbiettivo è quello di far crescere questa tecnologia che ci consentirà di essere il primo paese al mondo che si alimenta con macchine che garantiscono tutti i servizi elettrici in sinergia con la rete pubblica , solo in prelievo per differenza tra ciò che consumiamo e ciò che produciamo da fonte rinnovabile

    La Normatuva CEI 021 (SPI) Sistemi di Protezione interfaccia. Nei Metodi Ibrido e Superibrido
    La normativa CEI (Centro Elettrotecnico Italiano) 021 non include impianti passivi (utilizzatori finali) di energia da rete pubblica come si configurano le metodologie “Metodo Ibrido ” e “Metodo SuperIbrido” . Può essere applicato all’ingresso dei sistemi da noi ingegnerizzati , ma solo come ridondanza sui sistemi di sicurezza, ma non imposto. I Sistemi Ibrido e SuperIbrido vengono posizionati lato utenza e non sono sistemi attivi rispetto alla rete Enel , come possono essere i classici impianti d’immissione. Le nostre macchine si configurano quindi sistemi di produzione e di accumulo lato utenza come normali elettrodomestici d’utenza; non interferiscono con i parametri di rete poiché non vi è un punto di consegna, non siamo quindi Utente Attivo. Siamo utente isolato dalla rete e se serve e quando serve, utente finale in prelievo . Il relè di protezione d’interfaccia può quindi essere installato come ridondanza di sicurezza , ma non imposto per legge. In tal senso vi è una spiegazione dettagliata :
    “Il relè di protezione NV021VA2TE può essere impiegato in BT a protezione di reti e macchine elettriche, distacco carichi e separazione di utenti attivi dalla rete elettrica. In particolare il relè è impiegabile come protezione di interfaccia degli Utenti allacciati alla rete di distribuzione BT in accordo ai requisiti indicati nella Norma CEI 0-21. Esso comprende in un’unica apparecchiatura tutte le protezioni che ogni Utente attivo deve installare per interrompere il funzionamento in parallelo alla rete di distribuzione pubblica in occasione di guasti o di funzionamenti anomali di quest’ultima. In tal modo viene impedito che, per mancanza di alimentazione dalla rete di distribuzione, l’Utente ATTIVO continui ad alimentare la rete stessa con valori di tensione e frequenza non consentiti, che in caso di guasto sulla rete di distribuzione l’Utente attivo possa continuare ad alimentare il guasto stesso e che in caso di richiusure automatiche o manuali di interruttori del Distributore, il/i generatore/i possa/no trovarsi in discordanza di fase con la rete di distribuzione.”
    Tale necessità è nata come protezione di ridondanza rispetto ai sistemi di protezione d’interfaccia già esistenti negli inverter d’immissione in rete venduti negli impianti d’immissione.

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 09:26 - Reply

      Ciao Giorgio, confesso che ho capito molto poco di quello che hai scritto (non so da dove l’hai tratto). Inoltre il secondo paragrafo descrive una protezione di interfaccia, tra l’altro iniziando il discorso con la frase:
      ———–
      La normativa CEI (Centro Elettrotecnico Italiano) 021 non include impianti passivi (utilizzatori finali) di energia da rete pubblica
      ———-
      Intanto il CEI non è il Centro Elettrotecnico ma il Comitato Elettrotecnico. In secondo luogo il titolo della CEI 0-21 é:
      ————-
      Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e
      passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica.
      ————
      Mi pare che la CEI 0-21 valga eccome per gli impianti passivi, e mi pare che ci sia qualcosa che non va in generale.
      Stiamo parlando di come si possono integrare gli impianti di accumulo rispettando le normative etc e poi leggiamo che la CEI 0-21 non vale per gli impianti passivi e che la Protezione di Interfaccia è nata come protezione ridondante nei confronti della protezione già presente sugli inverter. Gli impianti sopra i 6kW hanno attiva solo la protezione di interfaccia esterna, al limite è proprio quella dell’inverter che deve essere ridondante nei confronti della Protezione di Interfaccia esterna (si veda l’esempio dell’adeguamento all’allegato A70, dove gli inverter devono essere ridondanti nei confronti della Protezione di Interfaccia).
      ————-
      Io come dicevo ci capisco poco di sistemi di accumulo, ma senza voler essere presuntuoso, a livello normativo studio abbastanza.
      Se qualcuno vuole proporre sistemi di accumulo deve perlomeno conoscere bene le norme, dovrebbe essere il punto di partenza, scrivere che si propongono sistemi poerfettamente a norma e poi definire la CEI 0-21 come non valida per gli utenti passivi se mi permetti è alquanto buffo.

      • marco 6 aprile 2013 at 09:57 - Reply

        Parole sante Stefano….io sinceramente sono un pò stufo di sentire “castronate” su questi sistemi di accumulo per quanto riguarda il rispetto della normativa che già c’è e da tanto (ultima ed. CEI 0-21 è del giugno 2012). Vorrei tanto che qualcuno andasse a controllare sti impianti e verificasse fino in fondo la loro conformità con le norme tecniche.

        • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 10:12 - Reply

          Ciao Marco, io sono mesi che parlo con varie persone-aziende, ma ancora non ho ricevuto nulla di decente da pubblicare.

    • Matteo Marras 6 aprile 2013 at 12:04 - Reply

      Giorgio mi puoi scrivere anche un romanzo….. Rimane il fatto che se ne tuo scatolotto mi fai entrare dei generatori ( di qualsiasi tipo) e la rete elettrica….. Lo scatolotto deve rispondere alle prescrizioni della CEI 0 -21.
      Se lo scatolotto non riceve energia ma la rileva dalla rete e poi la riutilizza allora e’ solo un ups e risponde alle normativa di prodotto ed alla CEI 64.8.

  293. Giorgio 6 aprile 2013 at 00:46 - Reply

    Ciao Vic ho compreso perfettamente il tuo discorso. Facciamo riferimento a tali fasce solo in prelievo che sono le uniche che ci danno garanzie al 98% per il calcolo dell’accumulo da 10 anni a questa parte

  294. Giorgio 6 aprile 2013 at 00:57 - Reply

    Ok continuando il monologo mi occupo anche di tecnologia ibrida inerente al pannello fotovoltaico/termico ( unico pannello) e con installazione di PDC garantiamo autonomia anche per la parte termica senza il fornitore di GAS Per la cottura utlizziamo piastre ad induzzione. Questa Tecnologia la utilizziamo da 4 anni. Ci tengo a precisare che non vendo prodotti specifici ma tecnologia per essere autonomi da fornitori di gas ed elettricità Rispettando tutte le norme vigenti in Italia.

  295. roberto 6 aprile 2013 at 10:15 - Reply

    piccolo appunto

    norma ce021

    Parte 1 – Oggetto, scopo e definizioni
    1 Oggetto e scopo della Norma
    La presente Norma ha lo scopo di definire i criteri tecnici per la connessione degli Utenti alle
    reti elettriche di distribuzione con tensione nominale in corrente alternata fino a 1 kV
    compreso.(1)
    Inoltre, per gli Utenti attivi, la presente Norma ha lo scopo di:
     definire l’avviamento, l’esercizio ed il distacco dell’impianto di produzione;
     evitare che gli impianti di produzione possano funzionare in isola su porzioni di reti BT del
    Distributore;
     definire alcune prescrizioni relative agli impianti di produzione funzionanti in servizio
    isolato sulla rete interna del Produttore. Le suddette prescrizioni non riguardano la
    connessione dell’impianto di produzione alla rete del Distributore e pertanto non risultano
    rilevanti ai fini della predetta connessione.

    indi al distributore non interessa niente di cio che facciamo nella nostra rete.

    meditate.

    • roberto 6 aprile 2013 at 10:15 - Reply

      naturalmente ai fini della connessione in rete – conto energia etc etc

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 10:38 - Reply

      Ciao Roberto, in che senso al distributore non interessa niente di quello che facciamo sulla nostra rete ? Interessa eccome.
      Leggi un regolamento di esercizio Enel.

  296. roberto 6 aprile 2013 at 10:40 - Reply

    Le suddette prescrizioni non riguardano la
    connessione dell’impianto di produzione alla rete del Distributore e pertanto non risultano
    rilevanti ai fini della predetta connessione.

    questo sta scritto nella prefazione della norma cei 021

  297. roberto 6 aprile 2013 at 10:43 - Reply

    le prescrizioni della cei 021 si riferiscono (estratto dalla norma)

    “prescrizioni relative agli impianti di produzione funzionanti in servizio isolato sulla rete interna del Produttore”.

    e e pertanto non risultano rilevanti ai fini della predetta connessione. (con la rete del distributore)

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 10:48 - Reply

      Roberto scusami, non vorrei sembrare presuntuoso, ma la CEI 0-21 la conosco.
      Che le prescrizioni relative a porzioni di impianto in isola non siano rilevanti alla fine della connessione lo sappiamo. Ma il punto è che qua stavamo parlando di accumulo in impianti che sono connessi i rete. Che tu possa caricare dell batterie e poi farci quello che ti pare mi sembra evidente. Volevamo fare un passo oltre.

      • roberto 6 aprile 2013 at 10:50 - Reply

        cosa intendi tu per accumuli connessi in rete???. non mi sembra che giorgio parli di accumuli connessi sulla rete del distributore ma sulla rete del produttore (cioè la mia rete)

  298. roberto 6 aprile 2013 at 10:46 - Reply

    significa che se io faccio qualche castronata sulla mia rete (sempre ammesso che la faccia, perche comunque i miei impianti interni sono certificati a norma etc etc ) posso avere multe, richiami denunce (sempre che esistano i decreti che rimandano alle norme da seguire in base alla violazione od omissione effettuata) ma non disconnessione dal distributore (perché non sono rilevanti ai fini della connessione)

    • roberto 6 aprile 2013 at 10:49 - Reply

      ne tantomeno ho trovato una norma che rimanda a conseguenze (tipo perdita dei benefici in conto energia per azioni sulla propria rete interna. ho trovato invece a chi dice che puo collegare pacchi batterie o utenze a monte del contatore di lettura una precisa norma che prevede che in Conto energia la distanza tra inverter e contatore di produzione dene essere minima, con cavi senza legature e se esistono legature devono esistere sono per particolari tragitti di lunghezza particolare del percorso e devono essere ispezionabili, (significa che non si puo collegare niente tra inverter e contatore di produzione?????)i

      • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 10:54 - Reply

        Non puoi attaccare niente tra inverter e contatore di lettura, suvvia Roberto:
        —–
        Regole Applicative GSE
        Per impianti collegati alla rete in bassa tensione, che alimentano utenze in bassa tensione, i misuratori devono sempre essere posizionati all’uscita del gruppo di conversione della corrente continua, ivi incluso l’eventuale trasformatore di isolamento e/o di adattamento BT/BT, prima che essa sia resa disponibile alle utenze e/o immessa nella rete elettrica.
        ———–
        Prima che essa sia resa disponibile alle utenze. Prima del contatore di produzione tu non attacchi nulla.

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 10:50 - Reply

      E cosa dici al cliente ? Guarda che se per caso scopriamo che quello che abbiamo fatto non va bene al massimo ti becchi una multa ma non ti disconnettono ?

      • marco 6 aprile 2013 at 11:04 - Reply

        ;-)

  299. roberto 6 aprile 2013 at 10:51 - Reply

    cosa intendi tu per accumuli connessi in rete???. non mi sembra che giorgio parli di accumuli connessi sulla rete del distributore ma sulla rete del produttore (cioè la mia rete)

  300. roberto 6 aprile 2013 at 10:53 - Reply

    il sistema di giorgio non viene assolutamente interessato dalla ce021 perchè non immette nella rete del distributore

  301. roberto 6 aprile 2013 at 10:54 - Reply

    quando verra emanata una direttiva che limita o regola l’immissione da parte di accumuli o meno sulla rete del produttore , allora bisognera aderire,

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 11:00 - Reply

      Ok Roberto. Sta diventando la solita discussione a due che non porta a nulla. Di una cosa sono certo, in parecchi dei messaggi precedenti ci sono scritte un sacco di castronate, c’è chi ha confuso la tensione con la corrente e chi ha scritto che la CEI 0-21 non vale per gli impianti passivi e che le protezioni di interfaccia sono una ridondanza di quelle sugli inverter. A me basta questo per chiedermi se siete sicuri di quello che state scrivendo. Poi per carità, mi pare di non aver mai voluto imporre la mia opinione e di aver sempre lasciato spazio a tutti, potete tranquillamente continuare a parlare dei vostri sistemi di accumulo qua come meglio credete ;-)

      • marco 6 aprile 2013 at 11:05 - Reply

        Molto bene Stefano!! ;-)

  302. roberto 6 aprile 2013 at 10:56 - Reply

    oppure nel 1970 ci chiedevano se istallare le marmitte catalitiche perché “forse” era meglio della marmitta normale o perchè avrebbero emanato una norma in tal senso?????

  303. roberto 6 aprile 2013 at 11:04 - Reply

    scusa ma …. se sei esperto del campo esponi in maniera chiara ed inequivocabile cosa si può fare secondo norma….. non come parere personale. “almeno nel mio campo quando mi si chiede un parere io riferisco che non è importante in mio parere ma quello che dalla letteratura emerge in maniera incontrovertibile”. se esiste una norma specifica esponila, se invece la norma lascia spazio a personali interpretazioni ……. allora non è lecito affermare con sicurezza che una cosa si può o non si può fare. non credi????

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 11:10 - Reply

      Roberto scusa, cosa devo esporre in maniera chiara ed inequivocabile ? Sei tu che sei arrivato a proporre un sistema e non ci abbiamo (omeglio non ci ho) capito una mazza. Mi pare sia tu che debba esporre argomentazioni. Io ho detto che conosco la CEI 0-21, e mi pare di aver detto più volte che non sono esperto di sitemi di accumulo.
      Non ho detto che i vostri sistemi non vanno bene, sono solo perplesso quando leggo che secondo te puoi collegare utenze prima del contatore di misura. Mi sorgono dei dubbi. Tutto qua ;-)

      • roberto 6 aprile 2013 at 11:12 - Reply

        io non ho detto che si puo collegare qualcosa a monte del contatore di produzione
        anzi tutto il contrario secondo me si puo collagare solo a valle del contatore di produzione

        • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 11:15 - Reply

          Allora avevo letto male, scusami.
          Su questo siamo d’accordo al 100% ;-)
          Sia chiaro Roberto che stiamo solo discutendo, non ce l’ho con te ;-)

    • Matteo Marras 6 aprile 2013 at 11:49 - Reply

      Scusami roberto….ma di cosa ti occupi? Hai visto gli schemi che ha mandato Giorgio? perché le cose sono 2: se gli hai visti e sei un tecnico mi preoccupi, se non gli hai visti e non sei un tecnico stiamo parlando di bricolage

      • roberto 6 aprile 2013 at 13:34 - Reply

        Non ho visto gli schemi

        • Giulia 28 maggio 2014 at 09:36 - Reply

          Non c’è nessuno che mi dia qualche consiglio o qualche informazione riguardo dove iniziare o chi contattare?
          grazie

          • Stefano Caproni 29 maggio 2014 at 19:56 -

            Giulia non so……Matteo ne sa più di me

          • Giulia 29 maggio 2014 at 20:07 -

            Stefano, come non sai? Ma se sei il creatore del forum.
            Ok allora scusate tutti l’intrusione :-)

          • Stefano Caproni 29 maggio 2014 at 20:20 -

            Mi spiace Giulia, il fatto che abbia creato il forum non vuol dire che sappia tutto, anzi ;-)
            Non mi occupo per ora di sistemi di accumulo perchè mi interessano poco per ora. I miei clienti non me lo chiedono e chi li produce mi racconta sempre troppo poco. E per scelta non mi piace parlare ai clienti di cose che non so, preferisco evitare. Non ti devi scusare dell’intrusione, puoi chiedere tutto quello che vuoi, ma ovviamente non è detto che qualcuno risponda sempre ;-)
            In ogni caso io per ora, soprattutto per quanto riguarda i piccoli impianti domestici, non ho visto granchè, soprattutto dal punto di vista del bilancio economico, costano ancora troppo. A meno che non si facciano conti falsati o che si dica che le batterie fanno 50.000 cicli e durano 50 anni. Quando vedrò un business plan serio, sarò il primo a parlarne, ma se devo consigliare un sistema di accumulo che si ammortizza in 8 anni quando devi cambiare le batterie e rispenderci dei soldi………….boh……..che senso ha ? Avete mai fatto i conti di quanto vi rimane in tasca aumentando l’autoconsumo anche di un 20-30% in un impianto domestico che consuma 2-3000kWh all’anno ? Infatti caso strano i grandi produttori di una certa serietà sono orientati su accumuli di un certo peso per il settor industriale o per impianti in isola, e per ora non ritengono appetibili le piccole utenze (bilancio costi benefici). Per questo mi interessa poco e per ora non ci perdo tempo, soprattutto perché non vendo materiale ma progetto e basta. Poi magari chi li vende ti racconta altre storie e ha ragione lui ;-)

          • Matteo Marras 29 maggio 2014 at 21:50 -

            Dimmi Giulia come posso aiutarti?

          • Giulia 30 maggio 2014 at 10:59 -

            Grazie dei consigli Stefano, mi stai facendo riflettere, in effetti forse il gioco non vale la candela

    • Giulia 27 maggio 2014 at 15:31 - Reply

      Ciao Roberto, ma sei un ingegnere? Ne sai una più del diavolo :P
      Anche io vorrei installare su tetto in pendenza un impianto FTV ma non so proprio da dove iniziare, mi daresti delle dritte?

  304. roberto 6 aprile 2013 at 11:07 - Reply

    poi del resto ognuno qui ha scritto una piccola verità, la norma non interessa gli utenti passivi ma interessa le protezioni di interfaccia, in quanto se questa protezione non funziona o non esiste un utente passivo potrebbe diventare attivo immettendo in rete (del distributore) e quindi allora dovrebbe aderire all cei 021
    non credi????

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 11:12 - Reply

      Roberto hai detto un’altra castronata, la protezione di interfaccia disconnette l’impianto se i valori tensione/frequenza sono anomali, l’utente non diventa attivo o passivo in base al fatto che ci sia o meno la protezione di interfaccia, la protezione di interfaccia non sa nemmeno cosa sia l’ energia, legge solo delle tensioni e delle frequenze.
      Detto questo, posso continuare ad avere dei dubbi ?

  305. roberto 6 aprile 2013 at 13:03 - Reply

    Bravo, qui volevo portarti, disconnette limpianto dalla rete per anomalie di tensione e frequenza della tua rete rispetto a quella del fornitore, quindi se limpianto non immette in rete, non serve essere aderente alla cei 021, perche vi struggete tanto dicendo che un ups che invece di servire i carichi di una linea privilegiata serve tutti i carichi non è a norma se ricarica il suo pacco batterie a valle del contatore di produzione di un impianto fotovoltaico in v CE?

    • Stefano Caproni 6 aprile 2013 at 13:55 - Reply

      Roberto io faccio fatica a dialogare con te. Scrivi una baggianata, te lo faccio notare, e tu mi dici che volevi portarmi li per poi affermare il contrario. Mi ritiro dalla conversazione, perché non voglio dire oltre. Ma voi continuate pure, ci mancherebbe.

  306. roberto 6 aprile 2013 at 13:08 - Reply

    Perchè non dai unocchiata a questo ups inverter e mi spieghi secondo te che problemi ha una voota messo in funzione

    http://www.eastups.com/en/productshow.aspx?CateId=543&Id=231

    Scarica il manuale e fammi sapere

    • Matteo Marras 6 aprile 2013 at 13:36 - Reply

      Oooooooooooo Roberto…… Dice un famoso cabarettista Cagliaritano.
      È un ups che si ricarica da rete ed alimenta il carico quando non vede più la rete.
      Noi stiamo parlando in questo spazio di sistemi che l’energia per ricaricare le batterie la prendono dal campo fv e quando queste sono cariche la immettono in rete.
      Ripeto con 2 macchine separate che fanno questo abbiamo in commercio una infinita di soluzioni.
      Un inverter grid che gestisce pannelli fv e rete ( con PI interna od esterna) e un regolatore di carica e convertitore che in isola mi restituiscono quella accumulata

  307. roberto 6 aprile 2013 at 13:46 - Reply

    Il prodotto che pongo alla vostra attenzione ricarica da ingressso fotovoltaico dedicato ed anche da rete, e non supporta i cariche solo in assenza di rete, li supporta sempre utilizzando o il fotovoltaico dedicato o le batterie o insieme e quando scarica il pacco ricarica dal fotovoltaico dedicato se in produzione o dalla rete sia se in produzione che no

  308. Donato 6 aprile 2013 at 18:28 - Reply

    Salve a tutti, premesso che le norme sono presunzione della regola dell’arte ma non l’unico modo per realizzare a regola d’arte, e che spesso le norme seguono le soluzioni più idonee e sicure messe in campo per risolvere problemi/situazioni reali quando ancora questi non sono normate, espongo una mia opinione/soluzione. Fermo restando il discorso dell’UPS e che questi non può assolutamente immettere in rete per ovvi motivi di sicurezza degli operatori dell’ente gestore di energia elettrica (sia esso un impianto attivo che passivo) il problema credo non sia di impossibile soluzione.
    Praticamente tutti gli inverter FV hanno la possibilità di mettere in rete (ethernet, wifi, ecc) parametri caratteristici quali appunto anche la potenza erogata dall’impianto FV che, una volta depurata degli errori, è un dato disponibile ed utilizzabile senza installare nulla tra il FV e il contatore di produzione (punto sul quale sono assolutamente daccordo). A valle del mio UPS posso installare un misuratore di energia in modo da ottenere così i miei consumi a valle dell’assorbimento delle batterie. A questo punto ho tutto quello che mi serve per gestire l’UPS e la ricarica delle batterie nei modi e nei tempi che più credo tramite PLC, software, ecc a seconda se mi interfaccio con il costruttore dell’UPS (che quindi può dotare l’UPS stesso di software), oppure con l’installatore che dovrà essere in grado di interfacciare PLC e rete ethernet.
    A questo punto le soluzioni sono tante e per ogni esigenza, dall’utilizzo dell’UPS nelle sole ore notturne o anche in quelle diurne ma con FV non autosufficiente, alla ricarica delle batterie solo da FV quando in sovraproduzione, ecc.

  309. Donato 6 aprile 2013 at 18:40 - Reply

    In soldoni, non agisco sul lato produzione del mio impianto FV, agisco solo e soltanto sul mio impianto utente ed ho un UPS le cui batterie decido io quando farlo ricaricare e quando utilizzarle.
    Ripeto, ovviamente fermo restando tutte le dotazioni imposte dalle norme per evitare l’immissione in rete appunto da parte dell’UPS. Se proprio siamo zelanti e sereni, un semplicissimo ausiliario a vantaggio di sicurezza con diodi e relè di minima tensione che a prescindere distacca completamente l’utenza se sulla rete dell’ente gestore non c’è tensione.
    Dopo tutto è sostanzialmente questo lo scopo della normativa in questione: evitare possibili immissioni sulla rete quando ce personale al lavoro.

  310. Giorgio 7 aprile 2013 at 00:57 - Reply

    Ciao Stefano non credevo che correggevi i compiti di scrittura a parte questo volevo solo dirti che non ho mai detto che UPS certificato CEI 0- 21 ma solo per solo per la motivazione che non c’è bisogno perche sia UPS e batterie vengono posizionate lato utenze come normali elettrodomestici e se non ricordo male credo di averti inviato sia schemi che schede tecniche con relative certificazioni.Non ho mai parlato di accumuli di immisione in rete e ne tanto meno immisione in rete da UPS. quindi se limpianto non immette in rete, non serve essere aderente alla cei 021. Se l’ultima frase non fosse esatta e visto la metologia di funzionamento DEl UPS e Batterie Vuol dire che in un futuro prossimo tutti gli elettrodomestici utlizzati in casa saranno certificati cei 0- 21

  311. Giorgio 7 aprile 2013 at 01:56 - Reply

    Ciao Matteo da quando hai ricevuto schemi e dati tecnici non hai fatto altro che offendere(…scatolotti, bricolage, di cosa stiamo parlando? di prodotti già visti, prodotti non a norma e via discorrendo). Manifesti troppa supponenza ad erigerti ad unico conoscitore delle norme e prodotti. Invece di offendere prova a fare un discorso costruttivo.Scendi dal piedistallo e confrontati sulla conoscenza normativa e tecnica . Perchè rischi solo di abbassare il livello della conversazione. PS resto sempre in attesa di schemi e schede tecniche dei tuoi prodotti solo per un confronto al quale immagino non vorri sottrarti.. Grazie

    • Matteo Marras 7 aprile 2013 at 11:29 - Reply

      Ciao Giorgio , ma hai letto le risposte che ho dato a roberto?
      Il mio pensiero e’ chiaro.
      Ripeto: questo spazio che Stefano ha reso disponibile riguarda i sistemi di accumulo per impianti grid connected, quindi i sistemi in isola sono altri sistemi che fanno storia a se.
      Tu dici che il tuo sistema/prodotto non immette in rete e poi negli schemi che mi hai mandato si parla di immissione ( ci sono le freccine !!!!).
      Quindi delle 2 una!!!!!!
      Inoltre la scheda tecnica che mi hai mandato e’ quella di un ups con ingresso da rete a 230 Uac ed uscita ai carichi a 230 Uac….quindi un banale ups. Ora ti chiedo : come mai nello schema ( che in realtà non è’ uno schema elettrico ma a blocchi) metti i pannelli fv con regolatore di carica e li colleghi lato dc alle batrerie…… che fai modifichi il circuito interno all’ups ?.
      Se non immetti in rete, cosa accade se le batterie sono cariche e non hai assorbimenti dai carichi?

  312. Pippo 7 aprile 2013 at 09:56 - Reply

    Vedo che si è molto acceso questo post che per me sta diventato anche un po’ complicato da seguire perché molto tecnico-burocratico. Cmq penso che sia importante da parte di tutti avere un sereno confronto. Bisogna evidenziare che Giorgio forse è stato l’unico a proporre un prodotto “vero” con schemi e compagnia bella, cose che parecchi hanno detto di avere senza fornire alcunché di concreto. Gli appunti che vengono fatti a Giorgio, nei modi tali che non risultino offensivi, sul prodotto a cui sta mettendo l’anima, sicuramente gli saranno utili sia per chiarire concetti che per verificare cose che potrebbero essergli sfuggite e quindi “rimediare” adeguando il prodotto e migliorandolo sempre più, sia da un punto di vista tecnico che legislativo.
    Tornando al pratico, da utente che ne sa molto poco e che di elettricità sa schiacciare solo il tasto on/off… alcune domande/considerazioni per Giorgio:
    1) per me il costo del prodotto è troppo alto. Se non ci sarà un drastico ribasso, resterà per me solo un sogno :-(
    2) questo sistema si allaccia dopo il contatore di produzione? In pratica si trova il locale adatto (dovrebbe essere arieggiato per eventuali esalazioni dalle batterei?), s’infila ad una presa di corrente, si spinge il mio famoso pulsante on/off su on, si collega alla rete domestica e fa tutto lui?
    3) può funzionare con batterie di altra natura, tipo nichel-sodio come la Sonik della Fiamm?

  313. Stefano Caproni 7 aprile 2013 at 10:15 - Reply

    Ciao Giorgio, in poco più di un anno di vita del MIO portale, nato da una mia idea, portato avanti da me con parecchi sacrifici e tanto tempo sottratto soprattutto al mio tempo libero, ho scritto e risposto a circa 3000 commenti e richieste, ho sempre usato toni pacati e ho sempre tollerato tutto. Però adesso mi sto infastidendo, o meglio i tuoi toni mi infastidiscono. Non si tratta di correggere i compiti come ironicamente hai scritto, credimi ho altro da fare. Si tratta del fatto MOLTO IMPORTANTE che qua la gente vi sta chiedendo indirizzi mail e informazioni sui vostri sistemi, e spesso sono persone che non sono competenti, ma solo utilizzatori finali. Quindi se mi permetti, tu qua puoi scrivere quello che vuoi e spiegare quello che vuoi, però se leggo Centro Elettrotecnico Italiano o se leggo che la CEI 0-21 non si applica agli utenti attivi, o peggio che se l’interfaccia non funziona c’è il rischio che l’utente diventi attivo, allora mi sorgono dei dubbi che chi sta scrivendo abbia un minimo di basi per dare informazioni corrette a chi legge.
    Quindi per favore, continua con i tuoi ragionamenti sui tuoi sistemi di accumulo, ma non venirmi a criticare se “correggo i compiti” come li hai chiamati, anche perché in realtà ho solo evidenziato alcune baggianate che chi ha un minimo di esperienza non dovrebbe scrivere.
    Credo che si possa dire tutto tranne che qua non abbiate spazio per dire quello che volete (e per dirla tutta, di farvi anche un po di pubblicità gratis). Quindi vai pure avanti con il tuo confronto, ma non farlo diventare un confronto prsonale con me perché non serve a nulla.
    Buona giornata

  314. Giorgio 7 aprile 2013 at 14:40 - Reply

    Ciao Stefano, cerchiamo di sgomberare il campo da polemiche sterili che non giovano certo al nostro confronto. Se i miei toni ti hanno infastidito me ne scuso ma cerca di comprendere che anche sentirsi accusare di dire “baggianate” non è semplice. Mi scuso anche per qualche errore ortografico ma come puoi verificare io scrivo solo la notte e questo ahimè ha un costo. E ora passiamo oltre. Nella CEI 0-21 continuo a non trovare i riferimenti ai vincoli dell’Utente Passivo (che non immette in rete). Nonostante il paragrafo introduttivo “Regolamento dei rapporti con U. Attivi e Passivi”, ti e vi invito alla rapida verifica diretta del testo. Secondo me viene avvalorata la mia tesi: chi non immette in rete, può rispettarne i regolamenti, ma non è vincolato alla certificazione CEI 0-21. E su questo attendo la tua risposta.

    • Stefano Caproni 7 aprile 2013 at 18:47 - Reply

      Ciao Giorgio, ti ringrazio per l’invito alla rapida lettura, ma ho già letto più volte la CEI 0-21. Ripeto ancora una volta, la CEI 0-21 vale per utenti attivi e passivi. Non ho mai scritto che tutte le apparecchiature devono essere certificate. So benissimo che le certificazioni le devono fornire gli utenti attivi per gli apparati che immettono in rete. Anche gli utenti passivi devono rispettare le 0-21 relativamente ai paragrafi di pertinenza. In ogni caso come dicevo la conversazione mi ha un po sfiancato, io non voglio aver ragione, chi legge può tranquillamente vedere chi ha scritto cosa e valutare di conseguenza.

  315. Giorgio 7 aprile 2013 at 14:52 - Reply

    Per quanto invece riguarda l’interfaccia credo veramente di non aver mai scritto che un utente, se l’interfaccia non funziona, rischia di diventare attivo. Ciao buona domenica

    • Stefano Caproni 7 aprile 2013 at 18:49 - Reply

      Non ho detto che l’hai scritto tu, ho elencato una serie di affermazioni che sono state fatte qua e che mi hanno lasciato perplesso.

  316. Giorgio 7 aprile 2013 at 17:06 - Reply

    Ciao Matteo ritorniamo al discorso tecnico partendo dal tuo ultimo commento

    “Noi stiamo parlando in questo spazio di sistemi che l’energia per ricaricare le batterie la prendono dal campo fv e quando queste sono cariche la immettono in rete.”
    Per quando riguarda
    gli schemi fornisco dei piccoli chiarimenti
    1) lo schema n°1 fa riferimento ad impianti solo ed esclusivamente in isola con prelievo da rete
    Di fatti l’impianto viene sottodimensionato allo scopo di utilizzare tutta l’energia prodotta di giorno ed accomularla per utilizzo di sera ed eventualmente se ce ne fosse bisogno prelevare da rete.
    2) lo schema n°2 fa riferimento al sistema con immisione e prelievo dell’energia. In questo caso l’impianto viene sovradimensionato per poter utilizzare l’energia FV per il carico delle batterie ed eventuale surplus immetterlo in rete in modo tale da poter ulizzare energia accumulata di sera.ed eventualmente poter prelevare da rete quella mancante . il tutto viene gestito dal relè di protezione NV021VA2TE che può essere impiegato in BT a protezione di reti e macchine elettriche, per il distacco carichi e separazione di utenti attivi dalla rete elettrica. In particolare il relè è impiegabile come protezione di interfaccia degli Utenti allacciati alla rete di distribuzione BT in accordo ai requisiti indicati nella Norma CEI 0-21. Inoltre è dotato di sensori di flusso d’energia surplus da fonte rinnovabile per impianti d’immissione in rete. I sensori con TA (Trasformatori Amperometrici ) sono collegati su un supporto DIN che analizza la differente corrente di scorrimento tra Produzione e Scambio, e attivano un contatto che è dedicato ai sistemi di ricarica delle batterie nel riutilizzatore. Tale applicazione si somma ai già presenti sensori di luminosità e di tensione delle batterie per avere una performance unica nella gestione delle energie surplus negli impianti d’immissione in rete (GSE)- (riferimento RP1). L’inverter di immissione va per conto suo direttamente al dispositivo d’interfaccia di conseguenza lavora a lato utenza. .
    3) lo schema n°3 ha la stessa modalità di funzionamento dello schema 1 con funzionamento di accumulo multivettore.Per dissipare altri dubbi ti potrei comunicare sia numeri di brevetto relativi a ciascun impianto sia alcuni nominativi di clienti a cui abbiamo realizzato impianti nella zona di Cagliari e Nuoro da poter testare personalmente e su cui eventualmente potremmo condividere le tue opinioni in merito. Ciao buona Domenica

    • Matteo Marras 7 aprile 2013 at 19:36 - Reply

      Per lo schema 1) non aggiungo nulla a quanto ripetuto piu’ volte sin d’ora . E’ un impianto in isola che puo essere realizzato con tantissime apparecchiature in commercio.
      Perlo schema 2 occorrono le certificazioni CEI 0-21 come ti ho detto dall’inizio. Infatti non basta che tu inserisca la protezione di interfaccia omologata ma occorre che anche l’inverter che immette in rete lo sia.

  317. Giorgio 7 aprile 2013 at 18:07 - Reply

    Ciao Pippo grazie per il tuo intervento. Per quando riguarda il costo che sembra alto dovrò chiedere in azienda se si puo applicare un super sconto per gli utenti di questo Portale ( Stefano permettendo) per le batteria essendo un accumulo esterno basta configuralo con l’Accumulo previsto nel Riutilizzatore. Per la gestione ci pensa il softwer schiacciando il famoso pulsante on- off .Il Riutilizzatore lavora in lato utenza ed esattamente come un normale elettrodomestico Buona Domenica

    • Stefano Caproni 7 aprile 2013 at 18:59 - Reply

      Giorgio puoi fare quello che vuoi, a maggior ragione uno sconto ai miei lettori. Io evito di fare commenti tecnici strettamente legati al funzionamento del tuo sistema, non ho esperienza in merito, commento come ho fatto quelle che secondo me sono inesattezze. Infine ribadisco che se ho qualcosa da dire lo dico senza timore, ma questo non cambia nulla nei tuoi confronti, puoi continuare tranquillamente a confrontarti sul mio portale relativamente alle tue idee. Basta non impuntarsi, da una parte e dall’altra. Meglio ascoltare tutti. I prodotti e le idee miglorano con il contributo di tutti, di chi è d’accordo con te e di chi non e d’accordo con te.

  318. Giorgio 7 aprile 2013 at 19:26 - Reply

    Ciao Stefano era ed è il mio obbiettivo quello di confrantarmi e relazionrmi con gli altri e credo di averlo fatto molto correttamente .Principalmente c’è il rispetto delle idee che poi una persona le possa condividere o meno questo è un altro discorso . Buona continuazione

  319. pippo 8 aprile 2013 at 10:12 - Reply

    mi è venuta un’idea per Giorgio…per tagliare la testa al toro, visto che sembra che tutto s’incentri sul fatto che sia regolare od irregolare, legale o illegale, potresti proporre all’acquirente da contratto, che se in un futuro uscissero delle normative tali da non poter far più utilizzare il tuo kit di accumulo, l’azienda interverrà, in modo totalmente gratuito, per l’adeguamento dello stesso in modo tale da risultare completamente a norma. Certo è che se acquisto adesso questo prodotto risulterà perché chiederei lo sgravio fiscale…
    A questo punto se Giorgio è sicuro di quello che dice, non avrà problemi a sottoscrivere, mentre per chi è in dubbio, si potrebbe sentire molto più sicuro.

    E’ una cavolata?

  320. Giorgio 8 aprile 2013 at 23:41 - Reply

    Ciao Matteo credo di aver sostenuto sempre che il Riutilizzatore ( UPS) lavora lato utenza ( Collegato a valle del differenziale magnetotermico utenza) E quindi il Riutilizzatore non ha bisogno di essere certificato CEI 0-21Confermando che non lavora in immissione ma in prelievo. Comunque ti rinnovo l’invito di visionare impianti già eseguiti nelle tua zona ho parlato con i distributori di zona e mi hanno confermato la completa disponibilità a farteli visionare.

    • Matteo Marras 9 aprile 2013 at 07:14 - Reply

      Giorgio facciamo così domanda secca:
      Il super ibrido immette in rete?
      Se si occorre che lo certifichi cei 0-21.
      Se no rifai lo schema perché in quello che hai mandato e’ indicato .
      Il sistema ibrido e’ un sistema in isola che può essere realizzato con tantissimi marchi: sma, stecca, xantrix ecc. Ecc.

      Ps: prima della CEI 0-21 era in vigore la dk5940 e le cei 11-20

  321. Giorgio 8 aprile 2013 at 23:55 - Reply

    Ciao Pippo grazie per il consiglio . Sono dieci anni che installo questa tecnologia prima e dopo la CEI 0-21 Non ho nessun problema a rilasciare dichiarazioni in merito a certificazioni .Anche perche siamo sempre in continuo sviluppo di miglioramento e vengono continuamente aggiornati alle normative vigenti e future.
    IL SISTEMA ” IBRIDO ” “SUPER IBRIDO ” “MULTIVETTORE”
    VANTA 5 BREVETTI ALL’ATTIVO REGOLARMENTE DEPOSITATI

    • Matteo Marras 9 aprile 2013 at 15:04 - Reply

      Giorgio, ho trovato uno schema che esemplifica il tuo sistema super ibrido di un installatore penso: come piu volte ti ho ripetuto la parte grid e’ gestita da un inverter grid che poi alimenta un UPS regolatore di carica.
      Quindi come piu volte ti ho scritto il tuo sistema e’ uguale a quello di tante altre marche : sma con il sistem sunny backup, steca, master volt , che provenendo dal mondo del FV in isola non fanno altro che con un quadro di scambio gestire l’energia prodotta dall’impianto FV ottimizzando l’autoconsumo.
      Nello schema che tu mi hai mandato questo non e’ chiaro inoltre non fai menzione del fatto che deve essere presente un inverter grid connected…..questo mi fa pensare!!!! in quanto parlandoti di CEI 0-21 potevi rispondere serenamente.
      Resta comunque da vedere nel tuo sistema cosa accade quando la rete viene a mancare in quanto un UPS e’ in grado di sostenere la rete ed occorre che quando accade alimenti solo i carichi.

      Allego il link in modo che tutti possano capire:

      http://www.ste-pignotti.com/prodotti/accumulatore-fotovoltaico_riutilizzatore_energetico.asp

  322. Giorgio 9 aprile 2013 at 23:39 - Reply

    Ciao Stefano una domanda hai ricevuto la mia email?

    • Stefano Caproni 10 aprile 2013 at 00:36 - Reply

      Ciao Giorgio, non l’ho ricevuta.
      Rimandamela.
      stefano.caproni [et] libero.it

  323. Giorgio 10 aprile 2013 at 01:03 - Reply

    Ciao Matteo facendo riferimento al tuo commento mi sono reso conto che non avrei dovuto dare per scontati alcuni presupposti.
    Inserendo il Riutizzatore in un impianto fv già a regime non si può che dare per scontato che l’inverter grid connected sia già installato e quindi certificato CEI 0-21
    La differenza è che io lo ritenevo già installato mentre tu pensavi che fosse inserito nel riutilizzatore; l’inverter nel riutilizzatore esiste ma è lato utenza come tutti i normali UPS.
    Per il funzionamento ho relazionato abbondantemente e sono altrettanto convinto che in commercio non esistano riutilizzatori come i nostri ( brevettati e made in Italy): possono farlo solo irregolarmente.Riguardo all’eventuale mancanza di energia dalla rete il riutilizzatore di giorno ha la priorità di caricare gli accumuli dal FV e rendere disponibile l’energia di sera soddisfando tutti i carichi dell’utenza per i kw preventivati. (esempio riportato in un commento del 4-3 -2013) .
    Ti volevo ringraziare per il link: SI TRATTA DI UN NOSTRO INSTALLATORE E IL RIUTILIZZATORE E’ IL NOSTRO!!. Ti rinnovo l’invito a visionarlo personalmente e verificarne il funzionamento dando una tua opinione .All’interno del riutilizzatore sono alloggiati dei misuratori di energia sia per il prelievo rete sia per l’immisione.Stiamo lavorando per mettere in rete i dati di lavoro degli impianti eseguiti.
    Sono sempre più convinto che il confronto sereno porti sempre buoni risultati. Buona notte

    • Filippo 10 aprile 2013 at 07:40 - Reply

      Ciao Giorgio, tempo fa avevo chiesto a Stefano di giranti la mia e-mail, purtroppo credo che tu o lui non abbiate avuto tempo per rispondere, pertanto, se ti va, vorrei avere contatti con te per approfondire il discorso in privato, la mia e-mail è solareenergiavitasas@gmail.com.
      Saluti
      Filippo

      • Stefano Caproni 10 aprile 2013 at 08:55 - Reply

        Mi pareva di avergliela mandata, se non l’ho fatto scusate ;-)

        • Filippo 10 aprile 2013 at 09:10 - Reply

          Buongiorno, infatti ho precisato che tu o Giorgio, per mancanza di tempo e/o dimenticanza, non hanno risposto.
          Saluti
          Filippo

    • Matteo Marras 10 aprile 2013 at 08:28 - Reply

      Potresti spiegare cosa accade esattamente al mancare della rete del distributore?

    • Stefano Caproni 10 aprile 2013 at 08:55 - Reply

      Giorgio, preciso che non è un interrogatorio, vogliamo solo capire come funziona ;-)

  324. Pippo 12 aprile 2013 at 18:03 - Reply

    Una domanda per Giorgio… nel momento in cui c’è il distacco dalla rete e il successivo allaccio alle batterie, si potrebbero creare dei micro black-out che, anche se impercettibili per le persone, alla lunga potrebbero rovinare parecchi elettrodomestici di casa. Il vostro sistema evita questo problema? Se si, come funziona? (quest’ultima domanda è per chi capisce di circuiti elettrici ;-) )

  325. Emanuele 12 aprile 2013 at 18:21 - Reply

    Scusate, ma qualcuno conosce questo apparato ?

    http://lamservice.info/1/upload/domus_2013_v2_rid.pdf

    Ci sono pareri discordanti e non capisco se è una trovata geniale o una bufala bestiale. Non abbiatene se non uso un lingaggio tecnico, ma il perchè è molto semplice…non sono tecnico.

    Grazie in anticipo per le info.

    • Pippo 13 aprile 2013 at 09:20 - Reply

      mi sa che se n’è parlato nei post del 8/nov/2012…

  326. Giorgio 12 aprile 2013 at 19:35 - Reply

    Ciao a tutti scusate per assenza prolungata
    Per matteo se viene a mancare l’energia della rete di distribuzione, di giorno il riutilizzatore continua ad accumulare l’energia nelle batterie mentre per la sera viene già sganciata automaticamente dal riutilizzatore per poter utilizzare energia accumulata.

    • Pippo 12 aprile 2013 at 20:37 - Reply

      Scusa Giorgio, io so che se manca la corrente di giorno l’impianto fv si stacca automaticamente (almeno per me, ho IV CE). Quindi come può continuare a ricaricare le batterie?

  327. Giorgio 12 aprile 2013 at 19:59 - Reply

    Ciao Pippo a differenza di altri UPS che sono ad unica conversione . Il nostro è un UPS a doppia conversione che lavora sempre sotto inverter lato utenze .L’utenza rimane sempre stabile e senza Micro black-out

  328. Giorgio 12 aprile 2013 at 21:34 - Reply

    Ciao Pippo la tua una giusta riflessione . infatti nel momento in cui viene a mancare energia dal fornitore viene a mancare sostanzialmente anche alimentazione all’inverter grid . Il Riutilizzatore in questa situazione di mancanza di alimentazione fornisce energia all’inverter grid garandendo la continuazione del suo lavoro.

    • Matteo Marras 12 aprile 2013 at 21:49 - Reply

      Finalmente…… siete arrivati……
      FV grid non puo produrre se manca rete per i dettami del gse.
      Poi dal punto di vista tecnico cosa accade se il carico e’ nullo ed le batterie sono già cariche?

    • Matteo Marras 13 aprile 2013 at 08:37 - Reply

      Giorgio …..qualcosa non mi torna….
      Ma come può funzionare un generatore di corrente ( inverter grid) in parallelo ad un generatore di tensione ad alta impedenza ( ups) ? Se il carico e’ nullo e non c’è rete e’ impossibile; ma se ci fosse il carico dovrebbe corrispondere istantaneamente l’energia assorbita dal carico con quella erogata dall’inverter.
      Ummmmmm non penso funzioni così .
      Secondo me se non c’è rete e le batterie sono cariche ed il carico e’ nullo l’inverter grid viene scollegato.

  329. Giorgio 12 aprile 2013 at 21:56 - Reply

    Ciao Stefano hai ricevuto la documentazione?

  330. Giorgio 12 aprile 2013 at 22:10 - Reply

    Ciao Matteo la spiegazione per me è semplice dal punto di vista tecnico se non c’è carico e le batterie sono cariche l’energia in surplus viene immessa in rete (se è attiva) se non è attiva si comporta come nel periodo di attesa dal’installazione con relativa produzione al reale allaciamento in rete e cioè con l’installazione del contatore bidirezionale. Domanda cosa succede quando un impianto FV va in produzione e il GSE ti concede la connessione diversi mesi dopo, installando il contatore bidirezionale?

    • Matteo Marras 12 aprile 2013 at 22:20 - Reply

      Non si capisce nulla……. Cosa vuoi dire?

  331. Giorgio 12 aprile 2013 at 23:56 - Reply

    Ciao Matteo credo di aver capito il tuo ragionamento ma credo che il problema non sussista in forza dell’installazione nel riutilizzatore del relè di protezione NV021VA2TE che viene impiegato in BT a protezione di reti e macchine elettriche, per il distacco carichi e separazione di utenti attivi dalla rete elettrica. In particolare il relè è impiegabile come protezione di interfaccia degli Utenti allacciati alla rete di distribuzione BT in accordo ai requisiti indicati nella Norma CEI 0 -21.in ogni caso in mancanza di rete anche se inverter grid e in funzione non immette in rete. Inoltre parliamoci chiaro senza inoltrarci nei casi impossibili mediamente la corrente di rete manca dalle 3 – all 4 ore ogni morte di papa gli accomulatori Vengono dimensioni in base alle esigenza dell’utente normalmente ci impiegano 6 – 8 ore per la carica al 100 % in condizioni normali di funzionamento. Senza tener conto che se l’ENEL o qualsiasi fornitore di energia elettrica sospenda la fornitura oltre alle 8 ore paga in automatico dei rimborsi per ogni utenza che vanno dai 30€ ai 300€ Fonte autorita e energia.

  332. Pippo 13 aprile 2013 at 07:39 - Reply

    Se Matteo dice “non si capisce niente”, figurati io che sto capendo :-(
    Personalmente quando l’Enel stacca la corrente, voglio solo che le batterie mi forniscano l’energia accumulata, anche se poca, per la mia casa. Non voglio che vada ad alimentare l’inverter dell’impianto perché mi suona come una cosa che non vuole il GSE, considerando che è anche raro che l’Enel tolga corrente a meno che non ci siano problemi importanti da risolvere. A me non mi è mai successo. Poi dallo schema del vostro fornitore (http://www.ste-pignotti.com/prodotti/accumulatore-fotovoltaico_riutilizzatore_energetico.asp) postato da Matteo, non sembra che la corrente ritorni indietro dalle batterie all’inverter…

  333. vic 13 aprile 2013 at 18:47 - Reply

    Perdonami Giorgio, intendo stiamo parlando del “super ibrido”.
    Il relè NV021 non e’ sufficiente a garantire.., intendo che l’inverter grazie all’accumulo non deve immettere.. ma temo che grazie all’accumulo non solo e’ privo di sistema anti isola, ma e’ dotato di sistema pro isola! Il rele NV021 semplicemente puo non accorgersi che gli accumulatori stanno sostenendo la rete perché V e frequenza si mantengono entro le soglie impostate che da luglio 2012 (Cei 0-21) sono ben più tolleranti gli sbalzi. La rete in caso di lavori può anche diventare poco estesa e ridotta a 2 o 3 clienti e magari un operaio ci mette le mani.
    Il “parliamoci chiaro” e’ tecnicamente improponibile se ci basiamo sulla rarita’/probabilita statistica (morte del papa…) di eventi guasto/sospensioni programmate: su grossi/medi numeri sono quotidianità. Bisogna mettersi in panni da certificatori ed andare per esclusione se si vuole stanno dentro le “Norme”. Se poi tali situazioni aumentassero di numero, aumenterebbero i rischi in proporzione.

    Ti chiedo inoltre il riferimento/delibera Aeeg, se per caso l’hai a disposizione, relativo al rimborso in caso di sospensione energia > 8h.
    Ciao

  334. Giorgio 13 aprile 2013 at 20:44 - Reply

    Ciao Matteo nel tuo ultimo commento hai ipotizzato la mancanza di rete , Batterie cariche, carico utenza nullo sono perfettamente d’accordo con te che l’inverter grid viene scollegato.Infatti io avevo evidenziato che continuava a fornire energia alle batterie.

    • Matteo Marras 13 aprile 2013 at 22:15 - Reply

      Fermo fermo ……. Hai scritto questo……

      Giorgio 12 aprile 2013 at 21:34 – Reply
      Ciao Pippo la tua una giusta riflessione . infatti nel momento in cui viene a mancare energia dal fornitore viene a mancare sostanzialmente anche alimentazione all’inverter grid . Il Riutilizzatore in questa situazione di mancanza di alimentazione fornisce energia all’inverter grid garandendo la continuazione del suo lavoro.

  335. Giorgio 13 aprile 2013 at 20:59 - Reply

    Ciao VIC esatto stiamo parlando del Super Ibrido
    il relè viene gestito da un sensore di flusso come già evidenziato nel commento del 07/04/2013 partento dal pressuspposto che la sicurezza e le normative vanno sempre rispettate . in rete non viene mai immessa energia tramite inverter lato utenza (UPS ) ogni morte di papa si riferiva solo alla probabile mancanza di rete in un tempo molto prolungato.La delibera Aeeg la trovi sul sito http://www.autorità.energia.it

  336. Giorgio 13 aprile 2013 at 21:47 - Reply

    Ciao Pippo lo sai che Matteo è sanguigno io ho aggiunto un orgomento in più creando un po di confusione e me ne scuso . quando manca la rete il Riutilizzatore automaticamente va in funzione di impianto ad isola . Ripeto non viene prodotta energia per immettere in rete lato utenza .:A me interessa utilizzare tutta l’energia prodotta dal FV per il mio fabbisogno ed eventuale surplus inviarlo in rete ed eventuale carenza di energia prelevarla da rete. Spero di essermi espresso chiaramente.se cosi non fosse continuate ad esprimere i vostri dubbi .Ciao

    • Matteo Marras 13 aprile 2013 at 22:18 - Reply

      Guarda Giorgio perdonami ma io non riesco a seguirti.
      Mandamene uno a casa che me lo studio da solo!!!!

    • Pippo 13 aprile 2013 at 22:43 - Reply

      scusa Giorgio, oltre i dubbi si aggiunge la confusione… in un post precedente (12/4/13) mi hai detto:”…Il Riutilizzatore in questa situazione di mancanza di alimentazione fornisce energia all’inverter grid garandendo la continuazione del suo lavoro”. A questo punto non so più che pesci prendere. Quando l’Enel stacca la corrente le batterie alimentano l’inverter del FV si o no? Spero di no.
      Matteo sarà pure sanguigno ma è sicuramente un grande tecnico (come te, ovviamente).Se lui non capisce, la cosa mi preoccupa perché vuol dire che non potrò mai capire. Cmq credo che ci siano delle contraddizioni in tante cose che sono state dette, o forse, visto che non sono pratico, mi son sembrate tali…
      La cosa sicura è…”COSTA TROPPO” ;-)

    • Matteo Marras 14 aprile 2013 at 21:11 - Reply

      Guarda Giorgio l’unico modo per cui possa essere conforme il riutilizzatore super ibrido e’ che se viene a mancare Enel oppure la PI rileva dei parametri fuori soglia di f o V allora l’inverter grid deve sconnettersi.
      Detto questo riesci a fornirci uno schema elettrico funzionale con le logiche di commutazione?
      Solo in questo modo la chiacchierata potrà proseguire in maniera produttiva.
      Grazie

  337. Giorgio 13 aprile 2013 at 22:35 - Reply

    Scusami Matteo confermo quello che ho detto continua ad alimentare le batterie fino al completo caricamento. Se affermo che di giorno accumulo l’energia per soddisfare il mio fabbisogno di sera e chiaro che gli accumulatori devono essere caricati al 100% Per quando riguarda il potertelo studiare ti ho invitato diverse volte ad analizzare impianti già in funzione nella tua zona non ho problemi a darti i nominativi degli installatori.Fammi sapere Oppure rimandiamo il tutto a meta luglio che devo venire dalle tue parti per lavoro

    • Pippo 13 aprile 2013 at 23:10 - Reply

      Ma se l’inverter viene alimentato, se non erro, ci sarà immissione in rete Enel. Se ciò non fosse perché c’è un relè particolare, non penso che il gse ne sia contento comunque. A questo punto, nel dubbio, visto anche che è una rarità che Enel stacchi, togliete questa funzione e buona notte!!!

    • Matteo Marras 15 aprile 2013 at 23:42 - Reply

      Giorgio ti richiedo cortesemente uno schema elettrico del sistema super ibrido.
      Chiedi a De Santis se te lo manda.

  338. Giorgio 13 aprile 2013 at 23:19 - Reply

    Ciao Pippo Evidentemente faccio fatica ad esprimermi . Vedro di dare delle risposte secche ed essere comprensibile Partiamo da quelle facili
    1) Sono sicurissimo che Matteo è un ottimo tecnico
    2) sono quasi d’occordo con te sul prezzo
    3) Per quando riguarda l’alimentazione del inverter grid faccio riferimento solo alla mancanza temporania di rete( di giorno) solo nel caso che gli accomulatori non siano carichi al 100% in caso contrario viene sganciato.
    Il tutto tenendo presente le normative e la sicurezza degli utenti

  339. Giorgio 13 aprile 2013 at 23:29 - Reply

    Ciao Pippo Il rele’ ha proprio la funzione di non immettere energia in rete ma di farlo solo in caso di surplus con la rete attiva. La funzione di completamento della carica delle batteria quella invece si puo escludere

  340. Daniele 15 aprile 2013 at 16:09 - Reply

    Ciao a tutti.

    Ho seguito questa discussione con vivo interesse pur non essendo propriamente un esperto della materia. Di mio voglio solo aggiungere che, a quanto mi risulta da un colloquio telefonico con l’incaricato dell’azienda, la SMA sta ritirando i suoi Sunny Backup…
    Detto questo, il mercato abbonda di sistemi d’accumulo per utenze domestiche allacciate alla rete, realizzati per massimizzare l’autoconsumo: peccato che nelle rispettive brochure si dica espressamente che gli impianti così modificati possono usufruire dell’incentivazione del V CE o dello SSP + detrazione Irpef, sottintendendo la compatibilità col GSE… che invece non è possibile!

    • Stefano Caproni 15 aprile 2013 at 16:12 - Reply

      Ciao Daniele, grazie per il commento.
      Sai perchè stanno ritirando i Sunny Backup per caso ?

    • Matteo Marras 15 aprile 2013 at 23:36 - Reply

      Ciao Daniele, ma dove hai letto che il V CE non prevede la possibilità di utilizzare sistemi che massimizzano l’autoconsumo?
      A me non risulta.

      • Daniele 16 aprile 2013 at 18:04 - Reply

        Ciao Matteo

        Provo a spiegarmi meglio e anzi mi scuso se mi esprimo in modo tecnicamente scorretto: da quanto mi è stato riferito dal GSE, il V CE (e lo SSP) sono incompatibili con tutti i sistemi di accumulo; il nocciolo della questione, sempre in base a quanto mi hanno risposto, sta nell’impedire che la corrente immagazzinata nelle batterie venga inviata alla rete. Ti risulta? Esempio: l’inverter con accumulo della needap non può essere istallato in italia proprio per questo motivo (sempre in base a quanto mi è stato spiegato da un commerciale che li vende).

        Discorso diverso sono i sistemi, e resto appositamente sul generico, realizzati per massimizzare l’autoconsumo senza accumulo, tipo il Sunny Home Manager della SMA. Quelli non hanno problemi.

        Da quello che ho capito, se ci si vuole dotare di un sistema di accumulo si deve accettare di trasformare la prorpia abitazione in un’isola, lasciando la rete come “riserva” quando si supera la propria riserva accumulata nelle batterie. In pratica si rinuncia a qualsiasi immissione da parte del proprio impianto fv.

        • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 18:15 - Reply

          ok ora ci siamo.
          E’ corretto quello che il gse dice. Infatti il sistema che possiamo installare è un sistema che l’energia accumulata durante il giorno, mentre fv grid è un funzione, ricarica le batterie se scariche oppure se sono già cariche immette in rete.
          Non deve mai accadere che l’energia accumulata nelle batterie venga convertita e messa in rete ( a parte che non conviene!!!!!!).
          Quindi quando stiamo prelevando dalle batterie siamo in isola.

          L’inverter della nedap non si può utilizzare non per quel problema ma per il fatto che non hanno ancora ottenuto le certificazioni CEI 0-21, per il resto ok.
          Con il sunny backup di sma è tutto ok a patto che il convertitore dc/ac sia alimentato a valle del GM di produzione.

          • Daniele 16 aprile 2013 at 18:40 -

            Grazie Matteo,

            in pratica è come se il sistema di accumulo fosse una delle utenze servite dai pannelli.

            Quello che scrivi a proposito del Sunny Backup mi fa venire in mente un dubbio: se io istallatore posso dimostrare all’enel e al gse che l’impianto di casa mia, in cui è installato un potente sistema di accumulo, è configurato in modo che la corrente immagazzinata nelle batterie non possa fisicamente essere mai immessa in rete, potrei accedere agli incentivi del V CE? (o in alternativa allo SSP)? Lascia perdere la convenienza economica, sto parlando solo da un punto di vista autorizzativo.

            Altra cosa, nell’esempio che hai fatto, quando le batterie sono cariche, l’energia prodotta dai pannelli viene immessa in rete. La sto regalando o viene venduta/incentivata?

  341. Daniele 15 aprile 2013 at 17:46 - Reply

    Ciao Stefano,

    prendila con le molle, comunque ti riporto quello che mi ha risposto l’incaricato; “non sono conformi alle normative”; pertanto, non è che li stiano propriamente ritirando, semplicemente ti sconsigliano vivamente di acquistarli; anche perché stanno realizzando un nuovo prodotto destinato a sostituirli.

    • Stefano Caproni 15 aprile 2013 at 18:03 - Reply

      Grazie Daniele, prendo con le molle ;-)
      In ogni caso se dovessero davvero avere problemi loro, che senza nulla togliere a chi ha scritto qua, sono dei colossi nel settore, immagina quanto possiamo essere tranquilli ;-)

    • Pippo 15 aprile 2013 at 20:49 - Reply

      questa notizia, da prendere con le dovute precauzioni, sarebbe veramente esagerata…

      @ Stefano e Matteo. Eventualmente se conoscete gli schemi di funzionamento di Sunny Backup, perché potrebbe essere non conforme?

      • Stefano Caproni 15 aprile 2013 at 21:08 - Reply

        Ciao Pippo, devo guardare gli schemi, però suggerirei di parlarne se mai la notizia fosse confermata, non vorrei che SMA si incavolasse :-)

  342. Giorgio 16 aprile 2013 at 00:23 - Reply

    Ciao matteo Desantis è la persona che li ha progettati e brevettati. Puoi chiamarlo direttamente e chiedere tutto quello che serve per capire il funzionamento . Lui lo puo fare e una sua invenzione e conosce tutti i piccoli particolari .

    • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 14:28 - Reply

      Ma scusa…. Tu vendi queste apparecchiature e devi dare una scheda tecnica ed uno schema elettrico di collegamento, un manuale d’uso ecc. Ecc..
      Mi spieghi come possiamo progettare impianti in cui sia previsto un sistema super ibrido senza questi elementi fondamentali.
      Capisci che non e’ possibile basarsi su discussioni sui forum e chiacchierate telefoniche con ” l’inventore”.
      Attendo uno schema elettrico funzionale, di principio e di comando con simboli unificati.
      Grazie

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 14:31 - Reply

      Ciao Giorgio, a volte Matteo può anche essere estremo, ma questa volta (e lo avevo già scritto) sono d’accordo con lui. Siamo qua che ne parliamo e non riusciamo a vedere schede tecniche, depliant, manuale d’uso, certificati di garanzia, listini prezzi, etc etc
      Ripeto che un prodotto per essere vendibile ha bisogno di molto altro che di chiacchiere su un forum, ovvero ripeto, listini prezzi, cataloghi, manuali, garanzie, schede tecniche, rete commerciale, assistenza tecnica.
      Altrimenti proponiamo aria fritta.

  343. Giorgio 16 aprile 2013 at 18:27 - Reply

    Ciao Matteo-Stefano
    Scusate sino a ieri avevate detto che l’unico prodotto che rispettava le normative CEI 0-21 era della sma . oggi mi dite che non posso proporre un articolo senza produrre documenti. Sul forum ho cercato di confrontarmi sulla funzionalità del sistema e capire cosa ne pensavano gli altri.Le schede tecniche sino a 6 kw sono state inviate compreso gli schemi a blocco dei tre sisteni che gestiamo. PS nessuna azienda mette in rete schemi e logiche di funzionamento, normalmente al momento dell’acquisto vengono rilasciati tutti i certificati compresi gli schemi di collegamento e relativi manuali.e di questo ne sono certo. Per eventuali collaborazioni e progettazioni bisogna fare capo alla sede centrale.

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 18:35 - Reply

      Ciao Giorgio, ho riletto tutti i miei commenti anche se ne ero sicuro, io non ho mai detto che l’unico prodotto conforme è lo SMA (forse lo ha detto Matteo, io come ho ripetuto più volte non sono molto esperto di questi sistemi e cerco di rimanere marginale nella conversazione).
      Inoltre non ho mai detto che non è conforme, Daniele ha solo scritto che gli è arrivata voce che li stiano ritirando dal mercato. In effetti sono andato sul sito SMA-Italia e tra i prodotti mi pare non ci siano più ;-)
      Ma potrebbe anche essere che non li producono più o che stanno preparando altri sistemi ;-)

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 19:02 - Reply

      In ogni caso la conversazione sta diventando stagnante, l’unica cosa che posso dire Giorgio è che ci hai dato poche risposte, e confuse, e poi te la prendi se non capiamo, siamo in tanti a non capire, non è che ci stai spiegando male le cose o che nemmeno tu sai di cosa stai parlando ? E’ solo una domanda. Non prendertela. Ma dopo giorni di conversazione siamo sempre allo stesso punto, se immetti in rete lo devi fare passando attraverso un inverter CEI 0-21, se il tuo scatolotto immette in rete (qualsiasi cosa ci sia dentro) deve essere conforme CEI 0-21. Se il tuo sistema non immette in rete non abbiamo scoperto nulla di nuovo, ferme restando le soluzioni tecniche proposte che possono anche essere innovative.
      ———-
      Concludo che scrivere “…..gli schemi te li do quando compri….” e “………per eventuali collaborazioni e progettazioni bisogna fare capo alla sede centrale…….” non è che aumenti la voglia di saperne di più……anzi…….. ;-)

    • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 21:41 - Reply

      Continui a rispondere in maniera non precisa e non circostanziata.
      Io non ho detto che sma e’ l’unica certificata CEI 0-21, io ho solo detto che il sistema di cui tu parlavi ( non era ancora chiaro se fosse presente un inverter dedicato per la connessione grid per il superibrido) sarebbe dovuto esserlo nel caso fosse un unica apparecchiatura a gestire il campo FV e l ricarica.
      Tanto e’ vero che ho citato il sistema della nedap che fa esattamente tutto quello di ui avremo bisogno con un unica apparecchiatura pero non avendo ancora ottenuto la certificazione CEI 0-21 non potev essere utilizzato

  344. Giorgio 16 aprile 2013 at 19:00 - Reply

    Ciao Matteo grazie per il commento per Daniele se non vado errato e uguale al mio del 4-4 2013 ore 00,50.Ps quello che non capisco è che 14 giorni fa non andava bene adesso per sma va bene me lo spieghi Grazie.

    • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 19:15 - Reply

      Giorgio perdonami ma le risposte che dai sono frammentarie e confuse….. Immette non immette ecc. Ecc.
      Gli schemi che mi hai mandato rasentano il ridicolo e qualsiasi tecnico chiederebbe maggiori informazioni.
      Quello che è’ accaduto e’ che tu non hai detto da subito che per la parte grid hai un inverter esterno conforme a cei 0-21.
      Il sistema super ibrido rimane comunque interessante per la parte dei ta che misurano i flussi di corrente e gestiscono le commutazioni rete-isola-utenza.
      Ora se vuoi condividere gli schemi elettrici bene ( in questo modo potremo valutare la bontà del sistema ibrido e decidere di proporlo ed inserirlo nei ns. Progetti) altrimenti grazie ugualmente, i lettori penso che ormai abbiano elementi sufficienti per potersi fare una opinione.

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 19:20 - Reply

      Giorgio io concordo con Matteo sull’ultima parte (e non perchè lo conosco, su tante altre cose siamo su opinioni opposte), ognuno scrive quello che crede, i lettori si faranno le loro opinioni, e se vogliono avere dettagli ti contatteranno. L’importante è che non prendiamo in giro nessuno e che non si prendano fischi per fiaschi, anche in buona fede ;-)

    • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 21:34 - Reply

      @ Giorgio : rileggi cosa hai scritto qui……… Capirai che hai scritto in maniera confusionaria….. inoltre dici che non sono sistemi attivi quando invece nel sistema ” superibrido ” e’ presente un inverter grid conforme CEI 0-21 ( cosa che ho messo in evidenza io) altro che se sei attivo!!!!

      Giorgio 4 aprile 2013 at 18:11 – Reply
      Ciao Marco spero di dare una risposta alla tua domanda .La Normatuva CEI 021 (SPI) Sistemi di Protezione interfaccia. Nei Metodi Ibrido e Superibrido
      La normativa CEI (Centro Elettrotecnico Italiano) 021 non include impianti passivi (utilizzatori finali) di energia da rete pubblica come si configurano le metodologie “Metodo Ibrido” e “Metodo SuperIbrido” . Può essere applicato all’ingresso dei sistemi da noi ingegnerizzati , ma solo come ridondanza sui sistemi di sicurezza, ma non imposto. I Sistemi Ibrido e SuperIbrido vengono posizionati lato utenza e non sono sistemi attivi rispetto alla rete Enel , come possono essere i classici impianti d’immissione. Le nostre macchine si configurano quindi sistemi di produzione e di accumulo lato utenza come normali elettrodomestici d’utenza; non interferiscono con i parametri di rete poiché non vi è un punto di consegna, non siamo quindi Utente Attivo. Siamo utente isolato dalla rete e se serve e quando serve, utente finale in prelievo . Il relè di protezione d’interfaccia può quindi essere installato come ridondanza di sicurezza , ma non imposto per legge.

  345. Daniele 16 aprile 2013 at 19:09 - Reply

    Grazie Stefano

    è effettivamente quello che ho scritto nel mio secondo intervento, ossia che mi è stato riferito: “è in programmazione la sua sostituzione con un nuovo prodotto”

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 19:10 - Reply

      Grazie Daniele, quindi ribadisco che pare il prodotto sarà sostituito, nessun problema di norme o altro ;-)

  346. Giorgio 16 aprile 2013 at 19:11 - Reply

    Ciao Stefano facevo riferimento al funzionamento in Isola. Per il ritiro dei prodotti sma mi interessa poco anche perche so da fonti serie la motivazione. Che non è certamente quella che riferisce Matteo.

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 19:14 - Reply

      Io non ho idee sul ritiro eventuale di prodotti SMA, anzi non è che mi interessi molto, anche perchè scrivere queste cose è pericoloso, poi magari si incazzano e ci (mi) chiedono spiegazioni ;-)

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 19:16 - Reply

      Comunque andate avanti per la vostra strada, se i vostri prodotti sono a posto non è che mi dia fastidio, anzi.
      Io non ho più voglia di perdere tempo (non mi riferisco a te Giorgio, parlo in generale), se vado da un cliente che mi chiede cosa c’è sul mercato non posso presentare idee, ma prodotti dei quali conosco bene il funzionamento, e per i quali posso lasciare documentazione e dettagli tecnici, al momento nessuno (anzi qualcuno si) mi ha lasciato informazioni tali da poter proporre in giro l’accumulo.

  347. Giorgio 16 aprile 2013 at 19:22 - Reply

    Tranquillo Stefano Non me la prendo mi dispiace solo di una cosa che continuate a chiedere documenti ed ad oggi non mi avete fornito nenche gli schemi dei prodotti che vengono ritirati dal mercato( quali ieri top tecnologia oggi obsoleti) detto questo ho sempre spiegato e tanti altri hanno confermato che lo scatolotto non immette energia accumulata in rete ma la utilizza per l’utenza

    • Stefano Caproni 16 aprile 2013 at 19:25 - Reply

      Non so Giorgio, relativamente agli schemi li voleva visionare Matteo, io come detto non entro nei dettagli tecnici, come avrai capito sto facendo da mediatore, anche se non ce n’è bisogno, fortunatamente siamo tutte persone educate da quanto ho letto ;-)

    • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 22:40 - Reply

      Giorgio…….. che schemi ti devo dare….. I sistemi di cui io ho parlato sono sistemi che hanno 2 apparecchiature distinte per gestire grid e regolatore di carica e sono marchi notissimi: sma, steca, victron, studer ecc. Che hanno tutto sul web.
      Le apparecchiature che ( ripeto) sarebbero perfette per gestire grid FV ed accumulo con un unica macchina sono : nedap, tritec, panasonic, bosch, ma che non sono ancora certificate CEI 0-21 ed in Italia non possono essere utilizzate.
      Per esempio nedap power router prima dell’ entrata in vigore della CEI 0-21 si poteva utilizzare in quanto conforme a DK 5940 quindi era possibile connetterla alla rete .

    • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 22:54 - Reply

      @ Giorgio
      Guarda questo sistema sembra che faccia tutto quello che serve…..http://www.vectronenergy.it/download/doc/opti-solar/efecto/vectron_opti-solar_sp-efecto_brochure.pdf

      PECCATO CHE NON E’ certificato CEI 0-21.

      In rete e’ pieno….. Ma il discorso non cambia.

      Ripeto il sistema super ibrido e’ interessante per la gestione delle letture tramite TA ( trasformatori amperometrici) e delle gestione delle commutazioni FV grid- rete-isola da batterie automatizzata.
      Ma appena le apparecchiature che realizzano il tutto in un unica macchina saranno certificate sarà obsoleto come il sistema sma.

  348. Giorgio 16 aprile 2013 at 19:28 - Reply

    Scusami Matteo Se continuo a dire di fare riferimento a Desantis ci sarà un Motivo ! Ti invio per email sempre se vuoi, i suoi riferimenti

    • Matteo Marras 16 aprile 2013 at 22:21 - Reply

      Scusa ma tu che li vendi avrai qualcosa in piu rispetto alla bozza di schema a blocchi che mi hai mandato?
      Ok mandami i riferimenti e vediamo se si riesce ad avere documentazione sufficiente per una valutazione seria del sistema.

  349. Matteo Marras 16 aprile 2013 at 21:55 - Reply

    @ Daniele

    Siccome le 2 funzioni sono svolte da apparecchiature diverse ( inverter grid connesso a pannelli FV e regolatore di carica e convertitore ac/ dc e dc/ac per la gestione della energia immagazzinata nelle batterie e poi riconvertita ) che devono avere ciascuna certificazioni di prodotto e rispetto delle norme CEI differenti in base all funzione / applicazione che se ne fa, non vedo nessun problema a patto che ci sia in questi impianti la progettazione di un libero professionista del settore e la realizzazione da impresa elettrica qualificata.
    Dal punto di vista del gse occorre che l’alimentazione del regolatore di carica/ convertitore avvenga a valle del contatore di produzione in caso di impianti in CE , mentre per impianti in ssp o ritiro dedicato rimane la prescrizione che quando si preleva da batteria occorre rimanere distaccati dalla rete.
    Nei sistemi di accumulo rimane il limite tecnico/economico delle batterie.
    Con le costose al litio si risolve in parte il numero max di cicli di carica e scarica ma ………rimane il problema del costo che non si riesce ad ammortizzare con il risparmio.
    Io consiglio buone batterie agm solari e di sovradimensionate di un 30% il pacco batterie per non andare mai a scarica max e prolungarne la vita utile.

    • Daniele 18 aprile 2013 at 16:31 - Reply

      Ciao Matteo,

      ti ringrazio davvero della cortesia dimostrata nel rispondermi. Da quello che mi hai risposto e dai colloqui che ho avuto con chi commercializza i sistemi di accumulo, è evidente che non siano incompatibili a priori con il gse. Ed è altrettanto evidente che l’incaricato del gse a cui ho chiesto informazioni era davvero impreparato!

      Grazie per la dritta sul dimensionamento delle batterie ma a questo proposito ti segnalo una difficoltà che mi è stata segnalata: ti risulta che le norme italiane limitino a 2.6 kW la massima potenza prelevabile dal sistema di accumulo e che oltre quella soglia non sia possibile “distribuire” la potenza fornita alle utenze, in parte utilizzando quella delle batterie e in parte prelevando dalla rete? Per farti un esempio, se le mie utenze richiedono complessivamente 4 kW non posso prenderne 2.6 dalle batterie e 1.4 dalla rete, devo prenderli tutti da quest’ultima; diversamente, quando la potenza assorbita torna sotto i 2.6kW posso “prelevarla” (termine infelice, lo so) tutta dalle batterie.

      Sapresti indicarmi di che norma si tratta?

  350. Pier Marco 18 aprile 2013 at 10:34 - Reply

    Ciao a tutti,
    una notizia fresca dalla newsletter di Photon…

    “Partono il 1º maggio gli incentivi tedeschi per sistemi di stoccaggio per il fotovoltaico…”

    Ciao

    • Stefano Caproni 18 aprile 2013 at 13:53 - Reply

      E noi in Italia stiamo a guardare e arriviamo (forse) dopo, come sempre :-(

  351. Pier Marco 18 aprile 2013 at 17:11 - Reply

    Semplice Daniele se prelevassi da batterie (in realtà da inverter a valle delle batterie per darti la potenza in AC), e contemporaneamente dalla rete, il restante fabbisogno, avresti l’inverter delle batterie in parallelo alla rete e di conseguenza i vincoli della CEI 0-21. Non ho mai sentito invece il limite del 2,4 kW. Chiediamo anche agli altri.
    Ciao

    • Daniele 18 aprile 2013 at 17:26 - Reply

      Ciao Pier Marco,

      effettivamente mi sarei aspettato che mi dicessero solo “non puoi prelevare contemporaneamente dalla rete e dalle batterie” per le ragioni che hai scritto, e invece hanno aggiunto la storia dei 2.6 kW. Da qui il dubbio.
      Mi viene in mente una cosa: che 2.6 non sia il massimo prelevabile da qualsiasi batteria, ma dal sistema di cui stavamo discutendo. Da qui, non potendo prelevare contemporaneamente da rete e batteria, deriva il discorso che “se consumi meno del massimo erogabile dalle batterie, vai solo con queste; diversamente devi servirti solo della rete perché non puoi mixare le due fonti”.

      • Matteo Marras 18 aprile 2013 at 20:02 - Reply

        Non mi risulta nessun limite normativo

  352. Pier Marco 18 aprile 2013 at 17:11 - Reply

    scusa dei 2,6 kW

  353. Filippo 8 maggio 2013 at 11:03 - Reply

    Buongiorno, io ho appena istallato un impianto di accumulo da ben 38Kwh integrato ad un impianto fotovoltaico da 6Kwh. il sistema lavora molto bene e mi permette di gestire due appartamenti, riscaldamento a pompa di calore geotermica, pompe piscina e altro… le unità sono collegate ad un singolo contatore da 3Kw e anche con il tempo inclemente di questi mesi, non ho mai avuto problemi.
    il costo? 19.000€ +iva, detratto al 50%.

    • marco 8 maggio 2013 at 11:23 - Reply

      ciao Filippo,
      sono molto interessato al tuo sistema: il dimensionamento l’hai fatto tu? possiamo sentirci via email? ciao

    • roberto 8 maggio 2013 at 11:23 - Reply

      Mi daresti le caratteristiche di cosa hai istallato grazie

    • Filippo 8 maggio 2013 at 11:37 - Reply

      Ciao Filippo, sono molto curioso di sapere come è stato fatto il tuo impianto, infatti vorrei capire alcune cose e pertanto, se sei d’accordo, potremmo sentirci in privato tramite e-mail o telefonicamente, la mia e-mail è solareenergiavitasas@gmail.com

    • Stefano Caproni 8 maggio 2013 at 18:49 - Reply

      Ciao Filippo, confermi che stiamo parlando di 38kWh ?

    • Matteo Marras 9 maggio 2013 at 23:09 - Reply

      38000 wh : 48 V = circa 800 Ah. Ipotizzando di lavorare con banchi da 200 Ah ne servirebbero 4.
      Quindi in totale 16 batterie suddivise in 4 banchi in parallelo di 4 batterie da 12 V 200 Ah in serie.
      Una batteria agm 12V da 200 Ah costa 300 € * 16 = 4800 €
      Un inverter regolatore di carica da almeno 5 kW costa circa 2600 € . Dovrai installarlo e acquistare qualche quadro in dc ( vedi 800 Ah da gestire….) almeno 2000 euro. Un progetto almeno 1000!!!!!
      Un impianto FV da 6 kWp grid almeno 14000 lo vorrai far pagare…..
      Insomma a € 19.000 tutto mi sembra un pochino poco…..
      Filippo dici qualcosa in più……. Sei sicuro che non abbia un accumulo da 3,8 kWh ?

  354. Michele 8 maggio 2013 at 13:50 - Reply

    ciao Filippo, anch’io sono molto interessato a conoscere che macchine hai installato. Potresti dirmi come è fatto il tuo impianto e che dispositivi hai utilizzato?
    Grazie in anticipo.

  355. MicheleRossi 9 maggio 2013 at 13:26 - Reply

    Ciao Filippo, anche io sarei interessato ad avere qualche info in più in merito al tuo impianto.
    Facci sapere!

  356. Filippo 10 maggio 2013 at 13:48 - Reply

    Salve a tutti, purtroppo ho pochissimo tempo da dedicare alla discussione, l’impianto è dotato di 24 accumulatori a catodo tubolare VRLA Gel da 2 Volt in moduli da 800 Ah, due Solar Charge controller da 80A, un Inverter SMA SI8.0H 11kw di picco, 8 kw continui e un quadro di controllo intelligente da 60A. il sistema FV è composto da 24 pannelli 250W che lavorano direttamente a 48Volt su 8 stringhe tramite i regolatori MPPT. 2 regolatori da 4 stringhe cad.
    Il quadro intelligente” PCL”, gestisce il tutto, carica, scarica intelligente delle batterie, atta a ottimizzare l’aspettativa di vita delle stesse, ca. 18 anni, riuscendo ottenere un’autonomia di diversi giorni… di piu’ non posso dire, essendo il tutto in fase di ingienerizzazione…

    Saluti, Filippo

  357. luca 10 maggio 2013 at 14:16 - Reply

    un saluto a tutti. scrivo la mia situazione: ho a casa tutto elettrico, pomapa di calore aria acqua, piano cottura elettrico.
    FV di circa 5 kw e pannelli per acqua calda.

    mi hanno appena attivato ma per problematiche mi hanno fatto fare in trifase.

    ora , dopo circa 60 giorni di attivita , non riesco a consumare piu’ del 30% di quello che produco. Specifico che all’anno consumo 13.000 kw ho 6 kw da contratto anche se raggiungo sempre 7 kw di picco. Esiste un sistema per poter consumare piu’ energia prodotta? Tipo accumulare energia e uscire dagli accumulatori in monofase cosi la sfrutto tutta?
    grazie

    • francesco 10 maggio 2013 at 15:16 - Reply

      un fv di 5kw immette energia monofase.. se hai un cntratto trifase non riesce ad autoconsumare tutta l energi aprodotta nelle tre fasi…

  358. Filippo 10 maggio 2013 at 14:24 - Reply

    Ciao Luca… immagino che non riesci a consumare l’energia prodotta nel periodo diurno, ma quanto consumi quando non sei in produzione? un sistema ad accumulo, sarebbe l’ideale..

  359. MicheleRossi 10 maggio 2013 at 16:31 - Reply

    Filippo.. di fatto centri il problema di molti di noi.. per uno come me che di giorno consuma solo il 30% dell’ en.elettrica di cui fabbisogna nelle 24 ore complessive, un impianto ad accumulo è l’unico modo per rendere “giustificabile” il fotovoltaico nella propria abitazione.
    Finché non ci sarà A) chiarezza in punto legislativo sulla possibilità o meno di farlo dappertutto B) tecnologia che supporti in modo economico affidabile ecologico e duraturo l’investimento C) una rete di produttori affidabile
    purtroppo saremo sempre legati nonostante tutto alla ns “mamma” Enel…

    • Stefano Caproni 10 maggio 2013 at 16:49 - Reply

      Ciao Michele, ai costi attuali si hanno ottimi rientri anche con detrazione fiscale e Scambio Sul Posto. Finchè i sistemi di accumulo hanno quei costi non ci siamo.

  360. Filippo 10 maggio 2013 at 17:07 - Reply

    Bhè, io parto da 5000 € istallato per un accumulo da 7.2 Kw… e non son pochi, anche se l’ideale per una famiglia sarebbero 10Kw.. a poco piu’ di 5800€

    • Filippo 10 maggio 2013 at 17:23 - Reply

      Salve Filippo, volevo essere contattato per avere maggiori informazioni, resto sempre in attesa, cordiali saluti
      e-mail : solareenergiavitasas@gmail.com

    • Stefano Caproni 10 maggio 2013 at 17:42 - Reply

      Ciao Filippo, stai parlando di kWh ?
      In ogni caso io per l’ennesima volta non ci ho capito una mazza, è un sistema in isola o connesso alla rete ?

  361. MicheleRossi 10 maggio 2013 at 17:17 - Reply

    filippo se ti lascio la mia email mi spiegheresti meglio? potrei essere interessato..

  362. Filippo 10 maggio 2013 at 18:56 - Reply

    buonasera, sono stanchissimo ma cerco di spiegarmi meglio…
    NON è un sistema ad isola, è un sistema intelligente connesso alla rete nei limiti imposti dalle normative vigenti.
    Ad essere piu’ precisi, ci sono due sistemi, uno che arriva ad erogare una potenza fino a 3Kw con un accumulo fino a 12.5 kw, l’altro oltre….
    Il primo sistema viene gestito da una centarlina che governa inverter fotovoltaico, inverter di potenza e regolatori di carica.. in pratica dialoga con l’inverter fotovoltaico e il regolatore di carica tramite dei PLC. quando si è in produzione, bypassa tutto all’inverter fotovoltaico, quando non si è in produzione, tramite il dialogo che ha con l’inverter, estrapola solo una parte della potenza dal contatore di rete,potenza che è stata preimpostata, esempio, 500/800/1000W logicamente l’inverter deve essere di tipo che dialoga tramite bus con la centralina….il resto della potenza la prende dalle batterie che, verranno utilizzate solo fino al 50% della loro capacità per preservarle… solo in caso di black out, le batterie potranno erogare fino all’80% della loro capacità. il PLC gestisce anche la carica delle stesse, anche in caso di non produzione… prendendo dalla rete.
    Nel secondo caso, si riesce a gestire enormi potenze, ma è molto piu’ complicato… diciamo che sempre, si utilizza la tensione dalle batterie, trasformandola in 220volt, sia che si sia in produzione, sia che si eroghi di notte, infatti i pannelli lavorano direttamente sui regolatori di carica! e questo fà sì che si riesce ad estrapolare anche una minima potenza, es.. nuvole o variabilità delle condizioni meteo..

    • Stefano Caproni 10 maggio 2013 at 19:06 - Reply

      Grazie ;-)

    • Matteo Marras 10 maggio 2013 at 19:11 - Reply

      Ciao Filippo cosa intendi quando dici ” nei limiti imposti dalle normative vigenti”?
      Hai un inverter grid conferme a CEI 0-21 per la parte di parallelo con la rete? Oppure non ti trovi mai in parallelo con la rete?

  363. Pippo 10 maggio 2013 at 20:20 - Reply

    Scusa Filippo, non ho capito se le batterie o comunque tutto il sistema è allacciato prima o dopo il contatore di produzione.
    E poi chi ha già un impianto FV non può integrarlo con questo sistema?
    Inoltre fai riferimento a due tipologie: una che eroga 3kw e l’altro oltre i 3kw. Cioè chi ha contratto enel da 3kw ma acquista il sistema che eroga “oltre i 3kw” può consumare in casa una potenza oltre i 3kw di contratto enel senza che il contatore scatti per sovraccarico? Spero di essere capito…

  364. luca 10 maggio 2013 at 21:41 - Reply

    signori , sono allacciato trifase perche non mi allacciavano monofase per motivi di rete.
    purtroppo per allacciarmi ci hanno messo tre anni.

    ora devo cercare una soluzione per autonsumare il max dell ‘impianto. io consumo molto da novembre a marzo perche ho una pompa di calore.

    quindi anche nei periodi estivo ho bisogno di accumulare e prelevare di notte. altrimenti regalo tutto all’enel.

    se volte ho i consumi mensili di due anni e la produzione di due mesi.

  365. Giorgio 10 maggio 2013 at 23:38 - Reply

    Ciao a tutti . Scusa Luca se non ho capito male hai 5kw di fotovoltaico (monofase) un contratto enel 6 kw trifase .la distribuzione interna e fatta su tre fasi o su mono fase?

  366. luca 11 maggio 2013 at 17:04 - Reply

    ho un impianti FV 5 kw allacciato in trifase per motivi enel.

    dentro casa ho tutti apparecchi , piano cottura, pompa di calore ecc, in manofase.
    quindi l’energia prodotta si divide in tre fasi. succede, quindi, che anche se l’impianto sta producendo mettiamo 3000 w significa 1000 su ogni fase. ora io accendo il piano cottura che consuma 2000w il risultato e’ che 1000 w li prendo dall’impianto fv , altri due 2000 w prodotti vanni in rete e i restanti 1000w che consuma li prendo dalla rete .
    Io cercherei un sistema che possa portare da trifase a monofase, cioe’ produco in trisae e lo faccia uscire in monofase , oppure un sistema di accumulo che con l’energia prodotta ricarica e poi una presa monofase alla quale attacco tutte le utenze di casa. fermo restando che ho picchi di consumo di 7 kw e consumo 13000 kw anno.

    • dino46 20 maggio 2013 at 12:17 - Reply

      basta mettere l’inverter monofase

    • dino46 20 maggio 2013 at 12:20 - Reply

      scusa Luca ma non è che hai ancora i vecchi contatori ENEL? perché se hai i nuovi il problema non esiste leggi il mio commento più avanti anche io sono come te.

  367. Filippo 11 maggio 2013 at 17:11 - Reply

    @Matteo Marras. Certamente l’inverter è CEI 0-21, la logica mi interviene in questi modi:
    1) escludendomi dalla rete quando assorbo dalle batterie “isola”
    2) rimanendo collegato alla rete e non sono in produzione. assorbendo da questa solo la potenza impostata, il resto, lo prendo dalle batterie fino a quando si sono scaricate al 50% es. imposto 1Kw dal contatore, assorbimento totale in un dato momento di 4Kw: 3 Kw li assorbo dalle batterie, 1Kw dal contatore
    3) logicamente quando sono in produzione, un 20% della potenza la uso per la ricarica.

    Tengo a precisare che.. usando le batterie al 50% la potenza delle stesse è nominale! per cui, 10Kw di accumulo, corrispondono a 5 Kw effettivamente utilizzabili. solo in caso di Black Out posso utilizzare fino all’80% della capacità 8Kw.
    In ogni caso, se fate due conti… 5Kw effettivi erogabili non sono pochi! attenzione, non sono Kwh! ma Kw accumulati! se uso 1Kw avro’ un’autonomia di 5 ore fino alla successiva ricarica.

    @Pippo: sì, si puo’ utilizzare anche con un impianto esistente, ma funzionerà solo ad orario impostato o tramite un sensore di produzione, non si puo’ gestire la potenza erogata dal contatore domenstico.

  368. luca 11 maggio 2013 at 17:18 - Reply

    CON  F 1 CONS F 2 + F 3 Con mese

    gen 912 1847 2759
    febb 857 1747 2604
    marz 368 1047 1415
    april 46 316 362

  369. luca 11 maggio 2013 at 17:23 - Reply

    energia prodotta in due mesi 1138
    energi utilizzata 402

    Kw consumati negli stessi due mesi 1770

  370. dino46 20 maggio 2013 at 12:14 - Reply

    Non capisco l problema trifase di Luca anche io ho i contatori Enel trifase, ma immetto energia dal FV in monofase (solo su una fase) 5,2 KW, ho quasi tutte le utenze in monofase salvo il pozzo e la relativa autoclave che sono trifase.
    Indipendentemente dalla ripartizione dei carichi il contatore (attenzione ho i nuovi contatori Enel elettronici) immetto o prelievo dalla rete senza problemi ovvero se assorbo 1000 w per fase e ne produco 3200 immetto in rete 200 W. il contatore calcola le somme ,inoltre i nuovi contatori trifase danno la possibilità di usare od immettere tutta la potenza su una sola fase senza che intervengano le protezioni per supero di potenza prima con 5Kw avevi solo 1,7Kw disponibile per fase. Quindi attenzione alla sezione dei cavi e agli interruttori magnetotermici che invece invece sono tarati per fase con 5 Kw dovete avere un magnetotermico da 25 A e cavi da 6mmq.se volete usare tutta la potenza su una sola fase

    • marco 20 maggio 2013 at 12:21 - Reply

      Sei sicuro?? Ci sono molte discussioni in merito su forum + specializzati che dicono esattamente il contrario, avendo fatto le misure con le pinze amperometriche. Io non l’ho mai fatto ma pensando ai collegamenti elettrici credo proprio che sia così: se tu immetti monofase e hai carichi trifase puoi autoconsumare solo su una fase, le altre 2 le prendi dalla rete come consumo normale.

      • dino46 20 maggio 2013 at 12:38 - Reply

        sicuro è il mio impianto.
        Non è questione delle pinze i nuovi contatori misurano la potenza che prelievi e la potenza che immetti totalmente non discriminano per fase anche i vecchi erano così avevano tre bobine che facevano girare un disco ma erano solo per lettura non discriminano le fasi solo quelli in media tensione lo fanno ma fanno la misura per fase e lo vedi anche in bollette.
        se ti metti davanti al contatore (quelli nuovi) hanno la visualizzazione di immissione o prelievo istantaneo tramite un simbolo, io immetto solo in monofase se faccio partire una utenza su un’altra fase e non supero la potenza il simbolo non cambia. Poi ho le bollette so quanto ho prodotto in un anno quanto ho consumato (dalle bollette enel) ho fatto i conti e mi tornano perfettamente leggendo la potenza immessa in rete.
        Il tuo ragionamento forse non è completo se immetto su una fase (autoconsumo) e prelievo dalle altre il contatore misura la differenza algebrica, provare per credere. Attenzione ai contatori che non siano quelli che misurano ogni fase singolarmente li è complicato.

  371. marco 20 maggio 2013 at 14:01 - Reply

    ripeto, non l’ho fatto personalmente, ma diverse persone (tecnici) asseriscono il contrario, misure alla mano. Il forum è http://www.energeticambiente.it: basta cercare la discussione e leggere. ciao

    • dino46 20 maggio 2013 at 16:48 - Reply

      Anche Roberto è come me, sono sicuro, ti faccio anche presente che Enel fino a 10 KW voleva impianti monofase, io ho 5,2 Kw mi hanno messo un contatore trifase anche per il GSE ma hanno collegato gli inverte su una fase logicamente io avevo fatto l’impianto in modo da avere la fase quella che va nell’abitazione dove ho le utenze maggiori,

  372. roberto 20 maggio 2013 at 14:31 - Reply

    Anche il mio impianto funziona cosi immissione su una sola fase di un contatore trifase prelievo da rete su tre fasi. Il conteggio è globale non per fase cioè se immetto su una fase e consumo sulle altre 2 il l’autconsumato viene comunque scalato dal prelievo totale non solo dalla fasedove immetto

  373. luca 20 maggio 2013 at 22:16 - Reply

    signori a me hanno detto questo: se il fv sta producendo 3000 w ( 1000 per fase ) e in quello stesso momento sto consumendo su una fase 2000w e 0 sulle altre significa che 1000 li prende dal fv 1000 dalla rete e gli altri 2000 vanno in rete

  374. sording 1 giugno 2013 at 08:35 - Reply

    Ciao Stefano,
    ma un sistema d’accumulo potrebbe rientrare nell’ecoincentivo ieri (31/05/2013) approvato per lo sgravio del 65%? Se ne uscisse uno totalmente a norma come dice Matteo Marras, il risparmio potrebbe essere considerevole!!!

    • Stefano Caproni 3 giugno 2013 at 16:28 - Reply

      Ciao, secondo me da solo no, perchè un accumulo (da solo appunto) non consente direttamente un risparmio energetico.
      Se invece fa parte di un pacchetto insieme ad un impianto fotovoltaico, secondo me potrebbe rientrare.

  375. Francesca 11 giugno 2013 at 14:54 - Reply

    buongiorno a tutti. sto seguendo questo forum con molto interesse, e volevo fare i complimenti a stefano per come lo gestisce. vorrei anch’io installare un impianto fv per essere più indipendente possibile dalla rete. continuerò a seguirvi per approfondire l’argomento. grazie a tutti.

    • Stefano Caproni 11 giugno 2013 at 15:02 - Reply

      Ciao Francesca.
      Ovviamente non lasciarti sfuggire l’opportunità delle detrazioni fiscali, quindi pensaci entro il 31 dicembre.
      Una volta che lo stato ci “regala” qualcosa, meglio approfittarne ;-)

  376. dino46 13 giugno 2013 at 17:17 - Reply

    Salve qualcuno mi può far capre come avviene il conguaglio dello scambio sul posto’ FV.
    Ho prodotto 7950 KWh nel 2012 ne ho acquistati da Enel 1788 e ne ho ceduti ad Enel 6087 .
    Mi viene rimborsato 454 €
    Oe energa elettrica prelevata 298,44 €
    Cei energia elettrica immessa 579,01€
    Io all’Enel ho gia pagato l’energia prelevata circa 500-600 € , da un quello che vedo quello che mi viene rimborsato non copre quello pagato..
    Nella formula non ci capisco gran chè
    Io ho il Quarto conto energia.
    Mi serve anche per valutare se mi conviene installare un sistema di accumulo e portare a 0 i prelievi.
    Grazie
    Dino

    • Stefano Caproni 13 giugno 2013 at 19:17 - Reply

      Ciao Dìno, è già difficile fare dei conti con impianti che si conosco e dati in mano, figuriamoci senza sapere nulla. Secondo me dovrebbe esserti arrivato un acconto e un conguaglio. Poi non ricordo se l’acconto viene stornato completamente e ti viene erogata la cifra esatta.
      In ogni caso il contributo in conto scambio non compensa completamente i costi sostenuti, compensa l’energia, ma tu ovviamente la paghi di più al distributore in quanto al suo interno sono compresi tutta una serie di oneri che ovviamente il GSE non paga a te.
      Poi onestamente non mi sono mai messo a fare conti sullo Scambio Sul Posto, ho i software che lavorano per me ;-)

  377. sording 13 giugno 2013 at 19:32 - Reply

    ciao Dino, per quel poco che so, i conti li fa tutti il GSE con delle formule improponibili. Quindi io vado a fiducia. Per quanto riguarda l’eventuale liquidazione delle eccedenze (SSP), una volta che dal portale hai impostato SI sulla voce che vuoi essere liquidato, ti sarà data una cifra, che si chiamerà, se non sbaglio “liquidazione eccedenze”, la quale deve essere dichiarata nella dichiarazione dei redditi l’anno successivo al tuo incasso. Penso che il GSE debba rilasciare un’apposita documentazione, riportandola, mi sembra, nella sezione “altri redditi” per esempio del 730 (se usi tale documento). Il tutto ti consiglio comunque di verificarlo personalmente, perché anche per me è solo teoria visto che ho allacciato a giugno 2012 e tale situazione la dovrò affrontare l’anno prossimo. Spero di non aver scritto fesserie, prego Stefano di dare un’occhiata, e di non averti ancor più creato confusione. Ciao

    • Stefano Caproni 13 giugno 2013 at 19:51 - Reply

      Hai detto bene ;-)
      Anche io mi rifiuto di guardare le formule dello scambio sul posto ;-)

    • Stefano Caproni 14 giugno 2013 at 10:44 - Reply

      Ciao Sording, ho provatoa simulare con il Solarius un impianto di un privato. Non mi mette tasse sul reddito per la liquidazione delle eccedenze……boh…….

    • Sording 15 giugno 2013 at 08:48 - Reply

      Ciao Stefano, da quanto ne so io, la liquidazione delle eccedenze sono considerate reddito e devono essere dichiarate nella dichiarazione dei redditi come redditi diversi. Se fai una ricerca su web lo trovi facilmente. Comunque se ho interpretato male, fammelo sapere e ne sarei felice ;-)

      • Stefano Caproni 15 giugno 2013 at 10:24 - Reply

        Secondo me hai ragione tu ;-)

        • Sording 15 giugno 2013 at 12:29 - Reply

          Speravo in una tua smentita :’(

      • Stefano Caproni 15 giugno 2013 at 12:33 - Reply

        Il programam che uso (Solarius) fa distinzione tra privati che producono l’energia per i propri fabbisogni (e qua non inserisce nei redditi la liquidazione delle eccedenze) e privati che producono energia in esubero rispetto ai propri fabbisogni (e qua inserisce la liquidazione nei redditi).
        Ma onestamente non capisco questa distinzione, se uno lavora in scambio non mai consumare solo per i propri fabbisogni. Boh…….. ;-)

  378. roberto 18 giugno 2013 at 21:52 - Reply

    Ciao a giorni dovrebbero venirmi ad installare un impianto fv da 6 kw vorrei pero visto che non rientro piu con il gse staccarmi completamente dall’enel quali accumulatori dovrei usare considerando che la sera potrei considerare un frigo tre condizionatori e un paio di lampadine ?
    Ho letto un po il forum ma ci capisco ben poco
    Grazie per l’aiuto

    • Stefano Caproni 19 giugno 2013 at 11:02 - Reply

      Ciao Roberto, staccarti completamente da Enel è impossibile, in ogni caso far andare per la notte 3 condizionatori richiede parecchia energia.
      Io non so cosa consigliarti, qua hanno scritto in tanti, ma pochi hanno parlato di cose serie. So che SMA ha un sistema di accumulo certificato CEI 0-21, e che a fine anno dovrebbe uscire un sistema di Power-One. Entrambi con varie taglie.

  379. sording 19 giugno 2013 at 10:55 - Reply

    scusa Stefano, in questa discussione abbiamo più volte detto che chi si trova in una zona coperta dal sevizio elettrico, è obbligato per legge ad essere allacciato ad esso. Ti chiedo se puoi indicarmi dei riferimenti normativi dove questo viene sancito.
    Grazie

    • Stefano Caproni 19 giugno 2013 at 10:59 - Reply

      Ciao Sording, ho già cercato, ma non ho mai trovato nulla :-(

    • sording 19 giugno 2013 at 11:20 - Reply

      ma allora può essere che non sia vero? Perché anche io ho cercato in rete ma senza successo. Cioè su quali basi gira questo obbligo? è per sentito dire? penso che se è obbligatorio da qualche parte deve essere sancito altrimenti non è obbligatorio. In sostanza parlando con vicini che hanno anche loro il FV, ventilando l’intenzione di un distacco totale, nessuno sa di questa cosa. Allora sto cercando qualcosa in merito per chiarimenti…

    • Sording 19 giugno 2013 at 13:42 - Reply

      O meglio i miei vicini lo vorrebbero fare il distacco, mentre io dico di no per quel motivo. Cmq il 1/11/12 un utente fa riferimento ad un “codice di rete”, dicendo che sta scritto qui questa cosa…

      • Stefano Caproni 19 giugno 2013 at 17:28 - Reply

        Ciao, qua c’è il codice di rete. Tra lo stesso codice e tutti gli allegatio si tratta di centinaia di documenti :-(

  380. Ugo 19 giugno 2013 at 16:04 - Reply

    Salve a tutti. Io ho un impianto fotovoltaico del 2010 da 5 kw e devo sostituire l’inverter: quali mi consigliate attualmente con rapporto qualità-prezzo? Grazie.

    • Stefano Caproni 19 giugno 2013 at 17:30 - Reply

      Power-One
      Un bel PVI-5000 il prezzo a mio avviso è nella media, ed è un ottimo prodotto. Poi è ovvio che ce ne sono tanti altri. Ma anche dal punto di vista documentazione, aggiornamenti e adeguamenti alle varie norme, sono sempre stati puntuali e veloci.

  381. vic 20 giugno 2013 at 11:21 - Reply

    Per Sording
    Su questa pagina se ne e’ gia’ parlato..; potrei sbagliarmi, ma ritengo che forse si sia travisata una frase che ormai “trabocca” da tutti i vati testi unici Aeeg (Tica, Tisp, Time, Tis, Tiqe, ecc); si parla delle “reti con obbligo di connessione di terzi “, cioe’ le reti (BT, MT, AT, AAT…) per le quali i gestori (Terna, Enel Distribuzione, le municipalizzate ecc.) non possono rifiutare la connessione per prelievo od immissione salvo i casi con dinieghi autorizzativi da parte degli enti competenti.
    Quindi ritengo che la frase ..obbligo di connessione di terzi.., sia da leggersi come obbligo del gestore a connettere l’utente (a tutela quindi dell’utente stesso o potenziale utente) e non dell’utente a rimanere connesso.
    Correggetemi se sbaglio..
    Ho inoltre curiosato un po’ in qualche “testo unico” e penso che l’”obbligo” di cui sopra sia stato “battezzato” o meglio definito nel (incollo qui…) articolo 3, comma 1 e dall’articolo 9, comma 1, del D.lgs n. 79/99.
    Rammento inoltre, per quanto ne capisco, che tutto questo nuovo scenario che e’ scaturito e scaturira’ (fotovoltaico, rinnovabili, incentivi, accumulatori, ecc ecc), nasce dall’esigenza di ridurre la CO2 sul pianeta e non per far risparmiare soldi agli utenti e/o renderli indipendenti dalle reti elettriche e del gas.
    CiaoPer Sording
    Su questa pagina se ne e’ gia’ parlato..; potrei sbagliarmi, ma ritengo che forse si sia travisata una frase che ormai “trabocca” da tutti i vati testi unici Aeeg (Tica, Tisp, Time, Tis, Tiqe, ecc); si parla delle “reti con obbligo di connessione di terzi “, cioe’ le reti (BT, MT, AT, AAT…) per le quali i gestori (Terna, Enel Distribuzione, le municipalizzate ecc.) non possono rifiutare la connessione per prelievo od immissione salvo i casi con dinieghi autorizzativi da parte degli enti competenti.
    Quindi ritengo che la frase ..obbligo di connessione di terzi.., sia da leggersi come obbligo del gestore a connettere l’utente (a tutela quindi dell’utente stesso o potenziale utente) e non dell’utente a rimanere connesso.
    Correggetemi se sbaglio..
    Ho inoltre curiosato un po’ in qualche “testo unico” e penso che l’”obbligo” di cui sopra sia stato “battezzato” o meglio definito nel (incollo qui…) articolo 3, comma 1 e dall’articolo 9, comma 1, del D.lgs n. 79/99.
    Rammento inoltre, per quanto ne capisco, che tutto questo nuovo scenario che e’ scaturito e scaturira’ (fotovoltaico, rinnovabili, incentivi, accumulatori, ecc ecc), nasce dall’esigenza di ridurre la CO2 sul pianeta e non per far risparmiare soldi agli utenti e/o renderli indipendenti dalle reti elettriche e del gas.
    Ciao

  382. vic 20 giugno 2013 at 11:23 - Reply

    Scusate ho incollato due volte..
    Ciao

  383. Sording 20 giugno 2013 at 12:14 - Reply

    Praticamente una leggenda metropolitana? Quindi in un futuro, chi ha la possibilità di mettersi in isola lo può fare tranquillamente? Non sarebbe il mio caso visto che sono allacciato per 20 anni al gse e con lo ssp. Magari dopo con tecnologie sicuramente più performanti e si spera più a buon mercato ;-)

  384. Sording 20 giugno 2013 at 12:18 - Reply

    Scusate è successo un casino con il cellulare. Stefano se possibile cancellane 2 ;-)

  385. pax 22 giugno 2013 at 11:40 - Reply

    Salve Stefano,
    noi stiamo valutando un nuovo sistema di accumulo Mastervolt (smart storage system) che ci è stato presentato come come connettibile in rete, lei ne sa qualcosa?
    In pratica staccherebbe la casa da Enel alla sera e ad energia insufficiente per alimentare i carichi commuterebbe direttamente alla rete.

    • Stefano Caproni 22 giugno 2013 at 11:51 - Reply

      Ciao Pax, non lo conosco, ho guardato sul sito ma non trovo nulla, vedo solo dei sistemi off-grid

    • Stefano Caproni 22 giugno 2013 at 12:00 - Reply

      Sembra interessante, lunedi contatto l’azienda e vedo di farmi mandare qualche documento in più ;-)

  386. pax 22 giugno 2013 at 12:09 - Reply

    li ho contattati anche io ma erano alla fiera di Intersolar in Germania. Ho già avuto qualche manuale che mi sto studiando, in effetti pare anche a me interessante. Se ha bisogno glieli posso girare.

    • Stefano Caproni 22 giugno 2013 at 12:12 - Reply

      Pax dammi pure del TU ;-)
      Se puoi
      stefano.caproni [chiocciola] libero.it

  387. Alessandro Molteni 25 giugno 2013 at 13:17 - Reply

    Salve a tutti, visto l’interesse nelle soluzioni storage mi permetto di segnalare il sito dell’azienda per cui lavoro dove potrete trovare una soluzione completa di certificazione CEI0-21 e quindi già collegabile, accede a detrazioni fiscali 50% per ristrutturazione abitazioni.
    Principali carattaristiche:
    accumulo con batt. ioni di litio 8kWh netti
    5000-6000 cicli di lavoro
    soluzione “plug n play” (unico case da collegare al contatore Enel, ai moduli ed all’interruttore generale dell’abitazione.
    Disponibile sia monofase (potenza gestibile 3kW da batterie e fino a 6,9kW da rete) che trifase (potenza 9kW da batterie e fino a 20kW da rete).
    Accumulo espnadibile fino a 24kWh (opzione)
    Garanzia 5 anni.
    Info, offerte e schede tecniche: http://www.enerpoint.it
    Per maggiori info tecniche sono disponibile al gestore del sito (cercherò di rispondere anche alle vs. risposte qui ma a fatica).
    Cordiali saluti

  388. Alessandro Molteni 25 giugno 2013 at 14:31 - Reply

    Dimenticavo:
    esistono sistemi DC per nuove installazioni e sistemi AC per installazione storage dove è già presente un impianto fotovoltaico.
    Tutti i sistemi garantiscono l’immissione in rete dell’energia in eccesso prodotta dal fotovoltaico e non immagazzinabile perchè le batterie hanno già raggiunto la piena carica (tipicamente d’estate).
    Realizzano inoltre la funzione di “UPS” in caso di assenza rete ed il dispositivo è dotato di display touch dove si possono impostare diverse modalità di funzionamento.
    La presenza dello storage è trasparente all’utente, una volta installato non necessita interventi di alcun tipo.
    GLi stessi dispoditivi si possono usare anche in assenza di rete elettrica (off-grid) ed in abbinamento con minieolico, miniidro e/o altre fonti di generazione.

  389. Barbara 9 luglio 2013 at 10:38 - Reply

    salve a tutti , buona giornata

    qualcuno di voi ha sentito parlare della ditta Sun System di Milano ?
    sul loro sito Internet pubblicizzano il loro prodotto dicendo che hanno un sistema chiamato EVO il quale integra all’impianto fotovoltaico , una batteria agli ioni di Litio che permette di immagazzinare parte l’energia prodotta in eccesso durante il giorno . E poi comodamente usarla la sera .
    Sarei curiosa di sapere se queste batterie sono affidabili, quanto durano , e ne vale la pena installarle .
    grazie Barbara

    • Stefano Caproni 9 luglio 2013 at 10:46 - Reply

      Ciao Barbara, non la conosco.
      In ogni caso io attendo che il comitato tecnico del CEI (che è al lavoro sugli accumuli) ci dica qualcosa di più.
      Quando provo ad informarmi sui sistemi di accumulo, la maggior parte delle volte trovo informazioni incomprensibili, mancanza di competenza tecnica, etc etc
      Secondo me siamo ancora nell’epoca del fai da te. Io aspetterei ancora qualche mese.

  390. Barbara 9 luglio 2013 at 10:57 - Reply

    Mi consigli di attendere quindi ?

    Io ho l’appuntamento oggi , con l’incaricato dell’azienda per un preventivo mi faro spiegare bene , anche se (io non me ne intendo , sono un impiegata e non nel nel settore energia) .
    Comunque tu che mi sembri assai’ informato, pensi che sia meglio lo scambio sul posto ? o le batterie di accumulo, premetto che parlo di un impianto ad uso domestico .
    grazie Barbara

    • Stefano Caproni 9 luglio 2013 at 11:47 - Reply

      Con tutto il rispetto, quando parlo con chi produce sistemi di accumulo, faccio fatica io a capire come li vogliono far funzionare, credo che ci capirai poco. In ogni caso non è intelligente (parlo di me) mettere il carro davanti ai buoi, magari ti spiegano tutto al meglio e sarai contentissima (ma dubito).
      Sul discorso Scambio Sul Posto o Accumulo non si tratta di scegliere, non c’entra nulla lo Scambio con l’accumulo. Lo scambio sul posto (contratto che si fa con il GSE) è un meccanismo che consente di compensare i consumi che hai avuto quando l’impianto non produceva, prelevandoli virtualmente dall’energia che hai immesso in rete (hai immesso in rete 10 ma hai prelevato 10 quando l’impianto non funzionava, ti restituisco i 10).
      L’accumulo eventualmente si aggiunge all’impianto per massimizzare l’autoconsumo, questo perchè lo scambio ti restituisce quanto immesso in rete compensando l’energia, ma non i costi, perchè l’energia la paghi più di quanto ti viene restituito dall scambio. Quindi il massimo vantaggio si ha autoconsumando, e quindi accumulando quando l’energia non la usi.

  391. Barbara 9 luglio 2013 at 11:59 - Reply

    ok tutto chiaro , Grazie Stefano .

  392. sording 25 luglio 2013 at 23:57 - Reply

    sembra che ci sia una riunione on line che parla di sistemi di accumulo. E’ a numero chiuso. Stefano magari partecipi quale ns. rappresentante ufficiale ;-) e ci spieghi se ci sono novità importanti…
    https://attendee.gotowebinar.com/register/8492568791253588480

    • Stefano Caproni 26 luglio 2013 at 09:12 - Reply

      Ciao sording, mi sono iscritto ;-)

      • sording 17 agosto 2013 at 07:13 - Reply

        Ciao Stefano, ma poi si è più fatta questa riunione?

        • Stefano Caproni 17 agosto 2013 at 09:32 - Reply

          Ciao Sording,
          non per du emotivi.
          Il primo è che mi sono iscritto, poi causa parecchie adesioni hanno cambiato server ed annulato tutte le iscrizioni ed era necessario reiscriversi.
          Però io ero in montagna, segnale praticamente a zero, non riuscivo nemmeno ad aprire le pagine web, figurati un video in sreaming ;-)

  393. sording 17 agosto 2013 at 09:54 - Reply

    noooooooooo… :’(

  394. lisetta 31 agosto 2013 at 10:30 - Reply

    ciao Nick, sono interessato alla tipologia e caratteristiche
    dell’ inverter, potrei avere un link per orientarmi sul modello e relativo prezzo, avendo altre persone alle quali la cosa è di interesse, un saluto grazy
    lisetta.s@libero.it

  395. lisetta 31 agosto 2013 at 10:40 - Reply

    x Stefano, salve, ho letto il vostro forum e mi sembri molto competente.
    Io ho da 4 anni un impianto FV di 6 kw e vorrei mettere un accumulatore di energia. La mia abitazione li utilizza tutti avendo diversi elettrodomestici doppi ecc…
    mi hanno proposto della ditta Senec.ies (tedesca) il solon sol liberty sistema batteria capacità totale 24kw (12 kw netti). conosci questo prodotto e lo reputi valido o hai alternative da propormi. Il costo chiavi in mani è di € 10.000 che mi sembra alto.
    Aspetto notizie grazie Lisetta

    • Stefano Caproni 31 agosto 2013 at 10:50 - Reply

      Ciao Lisetta, mi spiace ma non li conosco e ad essere onesto non ho ancora approfondito molto il discorso accumulo. Ho chiesto a diverse ditte di mostrarmi i loro prodotti, ma poi mi sono stancato di sentire molte chiacchiere e poche certezze. Per ora non sono molto ferrato, mi spiace :-(

  396. Per. Ind. Giuseppe Malfettone 3 settembre 2013 at 14:49 - Reply

    Mi occupo di impiantistica a 360° oramai da oltre 20 anni, dal settore biomedicale, all’industriale, all’energetico e sinora alle applicazioni nautiche.
    Proprio in queste ultime si rende utile un sistema ad isola che consenta agevolmente di autoprodurre e immagazzinare energia elettrica.
    Gli attuali limiti alla diffusione sono: ingombri, peso e costo dell’intero sistema, oltre che la vita dell’accumulatore.
    Asserire che una batteria rappresenti l’avanguardia, quando il suo scopo di origine è asservirla a un back-up energetico è in antitesi col concetto stesso di progresso.
    Un sistema stand-alone deve mirare a garantire la intera copertura dei consumi, anche notturni e con cattive condizioni meteo, quindi essere sia in grado di autoprodurre l’energia che di accumularne tanta da garantire eventuali buchi di irraggiamento solare.
    Credo che il produttore sia ancora lontano dalle reali esigenze tecniche.

  397. marco 27 settembre 2013 at 09:36 - Reply

    Quanto goto ad aver ragione…….
    Riporto uno dei miei interventi su questo forum di qualche mese fa:

    marco 4 aprile 2013 at 18:43 – Reply

    @Giorgio:
    Non so a cosa ti riferisci quando parli di “Ibrido” e “superibrido”. So solo che se ti leggi il DM relativo al VCE c’è espressamente scritto che i sistemi di accumulo per essere installati prima deve essere emanata apposita regolamentazione dall’AEEG. Ergo se il GSE ti fa un controllo molto prababilmente ci rimetti la tariffa incentivante o bene che ti vada te la sospendono finchè non ripristini. E’ un rischio che non vorrei correre fossi in te…..

    • Stefano Caproni 27 settembre 2013 at 09:43 - Reply

      Ciao Marco,
      quoto, anche se non si tratta di godere o meno avendo ragione, si tratta di leggere e documentarsi come tu hai fatto ;-)
      Grazie per l’intervento, anche io ho più volte scritto che era meglio aspettare indicazioni GSE, AEEG e compagnia ;-)

      • sording 28 settembre 2013 at 14:19 - Reply

        un bravo a me che ho trovato la notizia ufficiale, no? ;-)

        • Stefano Caproni 30 settembre 2013 at 18:09 - Reply

          ;-) Bravo !!!
          Scusa il ritardo ma in queso periodo sono un po indaffarato ;-)

  398. marco 27 settembre 2013 at 09:55 - Reply

    Ciao Stefano,
    mi son permesso di scrivere “godo” perchè sia qui sia su altri forum che seguo sia nelle fiere di settore tutti, dico tutti, erano convinti e volevano convincermi che era possibile installare sistemi di accumulo su impianti incentivanti in CE. A dir la verità solo un distributore, che conosco da anni e che organizza anche corsi per installatori-progettisti, ha confermato il mio dubbio dicendo espressamente durante tali corsi che in tali casi il dubbio c’era e che loro consigliavano di aspettare (loro distribuiscono la soluzione Nedap e Steca). Non faccio il nome per correttezza ma la sede è in Germania e la filiale in Italia è a Verona….
    Ciao

    • Stefano Caproni 27 settembre 2013 at 09:59 - Reply

      No no Marco, anche io avrei scritto che godo ad aver ragione, intendevo dire che a parte il fatto di poter essere soddisfatti nell’aver già detto a chi non vuol sentire che le cose non erano così chiare, bastava leggere come hai fatto tu, ma si sa, in Italia basta il minimo spiraglio per poter inchiappettare qualcuno e sono nati come funghi i produttori di non ben definiti sistemi di accumulo, pacchetti tipo fai date, o sistemi quantomeno discutibili. Secondo te quanti di quelli che avevano scritto qua si sono fatti sentire con qualcosa di decente (e parlo di decente non schemi buttati a caso e pseudo depliant tipo fotocopie) ?
      Se indovini vinci una pizza e una birra ;-)

  399. amistad 27 settembre 2013 at 11:07 - Reply

    ma, la limitazione per l’accumulo vale anche per gli impianti in ssp?

  400. Pier Marco 27 settembre 2013 at 14:43 - Reply

    In realtà non c’è ancora niente di chiaro. Dopo una telefonata al GSE confermano solo che GSE stà mettendo le mani avanti su eventuali sistemi di accumulo applicati come retrofit di impianti esistenti e già incentivati
    “che possa modificare i flussi dell’energia prodotta e immessa in rete dal medesimo impianto, come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete.” (da nota GSE).
    In realtà sarebbe assurdo ricaricare l’accumulo dalla rete. L’accumulo va ricaricato con l’eccesso di produzione che altrimenti verrebbe ceduto in rete.
    GSE riferisce che in realtà sono in attesa di una delibera del AEEG (che è già in gastazione da tempo) che regolamenti la questione. GSE però nel frattempo fa un pò di terrorismo e dice che l’eventuale modifica all’impianto va (giustamente) concordata in via preliminare con loro. E’ comunque un modo per scoraggiare le modifiche su impianti già incentivati.

    ciao a tt

  401. vic 27 settembre 2013 at 21:15 - Reply

    Ciao a tutti, la news Gse cita solo gli impianti incentivati.
    A prima vista sembra inoltre che non sia possibile installare neppure un Ups (!?).
    In internet comunque si trovano pezzi di intervista al direttore Gse (Montanino), che riferisce che in realta’ il loro timore e’ rivolto a taluni costruttori – nonche’ ad impianti gia’ in costruzione – con tecnologie che permetterebbero la carica degli accumulatori dalla rete e con la possibilita’ di immettere poi tale energia in rete …con l’incentivo; cosa che il Gse ritiene giustamente perversa ed ha pertanto bloccato tale eventualita’ sul nascere.
    Speriamo che il normatore (ed. 3 della Cei 0-21?) ed il regolatore (Aeeg) si muovano.

  402. ATTILIO 27 settembre 2013 at 22:23 - Reply

    ciao è possibile istallare batterie di accumolo avendo lo scambio sul posto inerente con il GSE
    avendo fattoil 50% grazie Attilio

    • Stefano Caproni 30 settembre 2013 at 18:10 - Reply

      Ciao, Inteoria si, il GSE pone limiti, o meglio ha messo in guardia solo relativamente agli impianti “incentivati”. Poi non so se il GSE intende incentivo anche lo scambio, ma direi di no ;-)

  403. sording 28 settembre 2013 at 14:43 - Reply

    cmq tutti noi potenziali acquirenti di impianti d’accumulo siamo stati molto scettici e pignoli chiedendo l’impossibile ai potenziali venditori. Secondo me è solo un periodo che il GSE si vuole prendere per definire bene la questione. Forse vorranno verificare le specifiche tecniche per far si che un impianto d’accumulo non possa mai mandare corrente in rete accumulata, mettendo a limite dei sigilli alle schede elettroniche autorizzate da loro così che non possano essere manomesse. D’altronde se così non fosse un impianto che in media ha sempre prodotto tot non può all’improvviso produrre il 50% in più. Sarebbe subito scoperto, controllato e giustamente sanzionato.

  404. Dario Ottolini 21 ottobre 2013 at 00:59 - Reply

    Buonasera a tutti,
    volevo comunicare a tutti gli interessati ed operatori del settore che ho brevettato un sistema che ha ottenuto gli incentivi GSE totalmente in corrente continua (per quanto concerne lo storage ovviamente).
    Per i dettagli potete visitare il sito http://www.solareclipse.it.
    Ing. Dario Ottolini

    • Stefano Caproni 22 ottobre 2013 at 11:24 - Reply

      Come vedi ho lasciato il link anche se questo non è un portale per farsi pubblicità ;-)
      In cambio potresti raccontarci qualcosa di più ? Vuoi scrivere qualcosa sul portale ?
      Perchè dire ho brevettato un sistema che ha ottenuto gli incentivi, senza dire nulla e inserendo un link, mi sa più di marchetta che di reale desiderio di renderci partecipi della cosa.
      Grazie

  405. Dario Ottolini 22 ottobre 2013 at 13:59 - Reply

    Chiedo scusa in effetti parlando con dei miei colleghi mi hanno detto che sicuramente non sarebbe stato pubblicato nulla per le ragioni che ha esposto.
    Quindi La ringrazio e vorrei anche rassicurala del fatto che piu’ che un intento pubblicitario era un messaggio a fini divulgativi.
    Dunque, io sono l’ingegnere che si è occupato del brevetto e dello sviluppo del prodotto in questione. Il sistema è costituito da due dc-dc switching uno di carica batterie e uno di booster. Il circuito carica batterie entra in funzione se c’è un eccesso di produzione dell’impianto fv rispetto alla casa e “ruba corrente ai moduli fv prima dell’ingresso all’inverter grid. Il circuito booster invece funziona “di notte” ed è praticamente un emulatore di pannello fotovoltaico. In pratica si utilizza lo stesso inverter grid per alimentarele utenze quando non c’è irraggiamento con una serie innumerevoli di vantaggi e un solo svantaggio: non puo’ funzionare in mancanza di rete Enel.
    Non volendo annoiare nessuno, ed essendo l’argomento piuttosto ampio, rimango volentieri a disposizione per qualsiasi domanda o chiarimento di qualsiasi natura. Per quanto riguarda il GSE abbiamo aperto una fase interlocutoria ma lui fa orecchie da mercante .. quello che è certo è che un impianto di Solar Eclipse è stato ammesso alle tariffe incentivanti del V conto energia … poi il comunicato del 20 settembre …Sembrerebbe comunque escluso, in quanto è impossibile che ci siano problemi di “double counting” in qunto è totalmete in dc e posizionato a monte di un inverter grid.
    Ringrazio nuovamente e saluto cordialmente ing. Ottolini Dario

    • Stefano Caproni 22 ottobre 2013 at 14:10 - Reply

      Ciao Dario, ci tengo a sottolineare una cosa, non tecnica sul tuo prodotto ma di forma relativa al portale che curo. Non so cosa ti abbiano detto i colleghi, io ti posso assicurare che a più di una azienda che mi ha interpellato, ho detto che potevo rendere disponibile una pagina del portale per descrivere il loro prodotto, ma che ovviamente doveva essere una pagina loro e curata da loro, con la quale dialogare con i miei lettori.
      Se devo essere onesto sto ancora aspettando ;-) Alcuni pretendevano che fossi io a parlare del loro prodotto. Come posso pubblicare qualcosa relativamente ad un prodotto che nemmeno la ditta che me lo presenta riesce a descrivere in una pagina dedicata ? (oltre al fatto che io ho il mio lavoro, non lavoro gratis per gli altri, scusa la franchezza). Giusto per precisare che non sono io che non ho voglia di parlare di accumulo, ma mi pare che sia chi ha questi sistemi che non abbia le idee molto chiare e/o la voglia di mettersi in gioco, tutto qua ;-)
      Se qualcuno h aun prodotto, ne può parlare qua, ma si assume le responsabilità di quello che dice e pensa lui a gestire il dialogo con i lettori. Perchè credimi, di baggianate me ne hanno raccontate parecchie, e se l’ho capito io che non sono ferrato sull’accumulo, erano grosse. Per il resto se qualcuno vuole uno spazio per parlare di accumulo ben venga ;-)

    • Stefano Caproni 22 ottobre 2013 at 14:16 - Reply

      Dario il fatto che il GSE abbia ammesso l’impianto agli incentivi, lascia il tempo che trova. Occorrerebbe aprire un canale ufficiale per capire cosa fare, non possiamo sempre stare in balia dei burocrati che non decidono. Pare che il comitato CEI e il GSE siano al lavoro sull’aspetto dell’accumulo, allo stato attuale è per lo meno rischioso installare sistemi di accumulo, a meno che l’utente non ne sia a conoscenza e ne accetti eventuali conseguenze. Teniamo presente che spesso gli utenti non sanno nulla di fotovoltaico e di normative, e per correttezza dobbiamo avvertirli che allo stato attuale nessuno ha ancora detto “potete farlo”.

    • Filippo 22 ottobre 2013 at 17:23 - Reply

      Salve, ho letto con estrema attenzione le caratteristiche e il funzionamento del sistema, sembra che vada tutto a meraviglia ma io ho da esporre alcune considerazioni che credo vadano approfondite :
      A)in un impianto incentivato con questo sistema si riduce notevolmente la quota di energia immessa e incentivata,
      B)il fatto che l’inverter debba funzionare h 24/24 comporta sicuramente una durata inferiore alle attese e la garanzia sarà valida in simili condizioni di funzionamento?
      Secondo me il sistema è molto valido in un impianto on-grid senza incentivi che usa la rete come emergenza, pertanto se i costi saranno concorrenziali sarà sicuramente utile per progettare e proporre impianti con tali caratteristiche.
      Filippo

      • Matteo Marras 22 ottobre 2013 at 17:52 - Reply

        Concordo con Filippo .
        Aggiungo che su impianti esistenti meglio attendere GSE…… ( e se lo dico io c’è ne vuole…….). Purtroppo al GSE non si assumono la responsabilità di dare indicazioni in quanto il legislatore ha detto e non detto per gli impianti incentivati.
        Qualche interrogazione parlamentare e’ stata presentata e si aspetta che il ministero competente dia indicazioni.
        Sugli impianti non incentivati nessun problema a meno di rispettare le regole tecniche CEI 0-21 -CEI 82-25 – CEI 64.8.
        Ricordo che tutti gli impianti FV vanno progettati da professionista abilitato in quanto ricadenti nella cei 64.8/7

        • Stefano Caproni 22 ottobre 2013 at 19:02 - Reply

          Secondo te Matteo con impianti incentivati il GSE intende anche quelli in SSP ?

  406. vic 22 ottobre 2013 at 22:20 - Reply

    Ciao a tutti, il Gse ha ricevuto mandato dai DM e da Aeeg di predisporre Regole applicative ai fini della corretta corresponsione degli incentivi; in questa ottica ci stanno anche le apparenti forzature leggi News) in cui dispone questo o quello (per es. anche l’obbligo del M2 nei potenziamenti, ecc). Ci sta quindi, amio avviso, che il Gse si permetta di imporre requisiti o divieti per tutelare alla fine i cittadini che pagano la bolletta e gli incentivi. E’ evidente però che solo regole e norme organiche possano dare una risposta completa e orientamenti tecnici precisi per il futuro a medio e lungo termine, come lo è stata la Cei 0-21 che, nonostante tutto, sicuramente innovativa è.

    • Stefano Caproni 23 ottobre 2013 at 08:39 - Reply

      Ciao Vic, la cosa che mi chiedo è da quando il GSE (Gestore Servizi Energetici) è diventato anche ente normatore. Mi chiedo per quale motivo chi gestisce l’energia e gli incentivi che paghiamo TUTTI noi in bolletta, debba anche decidere su questi aspetti. Mi pare che ci sia un leggero conflitto di interessi o sbaglio ?

  407. ATTILIO 22 ottobre 2013 at 23:11 - Reply

    ciao mi ero dimenticato di fare presente che nella domanda delle batterie di accumolo il mio impianto è un trifase da 8 kwh con 2 inverter da 4,2 è ugualmente possibile istallazione grazie ATTILIO

    • Stefano Caproni 23 ottobre 2013 at 08:41 - Reply

      Ciao Attilio, mi sono perso, ha scritto qua ma la domnada l’avevi fatta in un’altra discussione, alla quale avevo risposto

  408. riccardo 25 ottobre 2013 at 14:00 - Reply

    salve, vi ho letto spesso e senza mai intervenire.
    le aziende sono quasi pronte a mettere sul mercato acc. validi ma senza un programma di legge serio al riguardo trascorreranno molti mesi, purtroppo.
    in Germania la legge è dallo scorso maggio che esiste !!!
    qui quello che