Fotovoltaico e Norme CEI 0-21: gli inverter dovranno lavorare anche per aiutare la rete

L’incredibile aumento degli impianti di produzione di energia elettrica, favorito dagli incentivi del Conto Energia, ha introdotto dei problemi relativi alla gestione delle reti, nate per il trasporto dell’energia elettrica verso gli utilizzatori finali, ed ora sempre più coinvolte dall’inserimento in rete degli impianti di produzione, e delle apparecchiature di generazione/conversione.

La nuova norma CEI 0-21, è intervenuta proprio nell’ottica di fornire delle prescrizioni di riferimento per la corretta connessione degli impianti degli utenti tenendo conto delle caratteristiche funzionali, elettriche e gestionali della maggior parte delle reti in BT italiane.  Le prescrizioni tengono conto sia delle esigenze della distribuzione dell’energia elettrica e della sicurezza funzionale delle reti, sia delle esigenze degli Utenti che dovranno essere connessi a queste ultime. Proprio la parte che abbiamo evidenziato in neretto indica chiaramente la direzione in cui la Norma ha voluto indirizzare i produttori di energia, ovvero (oltre alle esigenze degli utenti stessi) le esigenze della rete.

Proprio a questo proposito (anche se ancora non in vigore) alcuni articoli della norma stessa hanno modificato e rivoluzionato  in modo davvero drastico le modalità con le quali gli inverter devono interagire con la rete, soprattuto su alcuni fronti: la possibilità di immettere in rete energia reattiva, l’insensibilità ai buchi di tensione, la possibilità di modificare lo stato su precisi comandi inviati dal distributore. Tutto ciò al fine di superare alcuni problemi che la massiccia immissione in rete da parte degli impianti ha creato alle reti di distribuzione. Questo in linea di massima quello che cambierà, se volete approfondire potete leggere la restante parte dell’articolo (oltre ad alcune considerazioni finali), che descrive nel dettaglio perchè e come si dovranno adeguare i produttori dei gruppi di conversione.

Limitazione della componente continua
Prima di tutto non sarà più necessario il trasformatore di separazione galvanica anche se l’impianto supera i 20kW, se l’inverter è dotato di un sistema in grado di limitare l’immissione in rete di correnti con componenti continue superiori allo 0,5 % della corrente nominale, se questo accade il dispositivo di interfaccia dovrà intervenire entro 200ms se la componente continua supera 1A, ed entro 1 secondo se la componente continua supera lo 0,5% (gli impianti con punto mediano a terra invece dovranno avere il trasformatore).

Immissione di potenza reattiva per regolare la tensione
Gli inverter di potenza superiore a 3 kW e sino a 6kW potranno essere collegati purché in grado di funzionare con fattore di potenza istantaneo regolabile compreso tra cosfi 0,95 in assorbimento di reattivo e cosfi  0,95 in erogazione di reattivo. Gli inverter di potenza superiore a 6kW dovranno poter funzionare con fattore di potenza istantaneo regolabile compreso tra cosfi 0,90 in assorbimento di reattivo e cosfi 0,90 in erogazione di reattivo. Queste variazioni di potenza dovranno essere possibili sia per logiche locali (inverter di impianti sino a 6kW) ma anche con logiche di comando remoto (per inverter di impianti sopra i 6kW). Questo accorgimento si rende necessario al fine di poter regolare la tensione di esercizio della rete in caso di disconnessione di porzioni (isole) di impianto. L’immissione in rete di potenza reattiva permette di “rimodulare” la tensione. Gli inverter di fatto dovranno quindi essere sovradimensionati rispetto alle esigenze del solo impianto di produzione.

L’allegato D della norma (allegato informativo e allo studio) indica che gli inverter dovranno reagire ad un comando remoto, per poter modulare la potenza attiva e reattiva, scollegare i generatori, abilitare o inibire le soglie di frequenza del Sistema di Protezione di Interfaccia (SPI), fornire i valori di tensione, potenza attiva e reattiva nel punto di misura.

Sistema di protezione di interfaccia
Sono state riviste le soglie di intervento della protezione di interfaccia. Senza entrare nel dettaglio (potete approfondire leggendo l’art. 8.6.2.1 tabella 8 sotto riportata) sono state inserite due soglie di minima tensione, due soglie di frequenza (una delle quali, limitata ai convertitori statici,  sempre attiva e inseribile anche tramite comando locale), e una soglia di massima tensione  (59.S1) con misura a media mobile su 10 min, in accordo a CEI EN 61000-4-30.

 

Insensibilità ai buchi di tensione
Per evitare che si verifichi l’indebita separazione dalla rete in occasione di buchi di tensione, l’impianto di produzione con potenza complessiva superiore a 6 kW deve essere in grado di soddisfare opportuni requisiti funzionali, che in letteratura internazionale sono indicati con l’acronimo LVFRT (Low Voltage Fault Ride Through). Questa prescrizione deriva dall’applicazione del DM 5 maggio 2011 (IV ContoEnergia articolo art. 11 comma 3 lettera a) e si applica ai soli generatori statici.

– Nella zona tratteggiata il generatore non deve disconnettersi dalla rete. In questa zona è consentito interrompere temporaneamente l’erogazione della potenza attiva e reattiva erogata prima dell’insorgenza del guasto;

– Nella zona sottostante (grigio) il generatore può scollegarsi dalla rete;

– Entro 200 ms dal ripristino di un livello di tensione di rete compreso entro + 10 % e – 15 % della tensione nominale, il generatore deve riprendere l’erogazione della potenza attiva e reattiva immessa in rete prima della insorgenza del guasto, con una tolleranza massima del ± 10 % della potenza nominale del generatore (qualora la tensione si ripristini ma rimanga nella fascia tra 85 % e 90 %, è ammessa una riduzione della potenza erogata in base ai limiti della corrente massima erogabile dal generatore).

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Come abbiamo visto gli inverter dovranno diventare veri dispositivi intelligenti, non solo dedicati alla conversione DC/AC ma anche alla regolazione dei parametri della rete, pronti a ricevere imput dalla stessa per modificare il loro stato e settare i parametri secondo quanto richiesto dalla rete stessa.

L’obiettivo è quello di raggiungere elevati standard qualitativi per arrivare ad ottenere Smart Grids sempre più efficientiAggiungiamo anche la nota dolente per i produttori, che dovranno (se vogliono connettere gli impianti e rispettare le CEI 0-21) investire per sostenere la qualità della rete oltre che per realizzare l’impianto di produzione, basti pensare al “sovradimensionamento” degli inverter che dovranno produrre anche energia reattiva, e all’eventualità che il distributore abbassi di fatto la potenza attiva dell’impianto di produzione con conseguenti perdite economiche dovute alla minore produzione.

Attendiamo anche sviluppi sull’elenco degli inverter conformi alle CEI 0-21 (al momento nessuno è presente nell’elenco Enel), oltre ad essere curiosi di vedere le prime schede tecniche degli inverter che saranno certificati  CEI 0-21, anche se crediamo serva ancora un po di tempo ai produttori. Le prove, i test e i certificati previsti dalle CEI 0-21 sono davvero tanti, oltre al fatto che i produttori dovranno riprogettare gran parte dell’elettronica e dell’hardware dei loro dispositivi.

207 Commenti

  1. Andres 5 marzo 2012 at 10:51 - Reply

    Trafo si o trafo no?
    Nella nuova CEI 0-21 non trovo nessun riferimento in merito alla separazione galvanica per mezzo di trasformatore dell’impianto dalla rete.
    L’unico punto che cita l’utilizzo di un trafo è al punto 8.4.4.1 per l’immissione in rete di correnti con componenti continue ma non parla di obbligo.
    Ciò vuol dire che non è più necessaria la separazione galvanica per mezzo di trasformatore per impianti aventi potenza nominale >20kW o all’interno della norma da qualche parte è prescritto tale obbligo e mi è sfuggito?
    Grazie!

  2. Stefano Caproni 5 marzo 2012 at 11:23 - Reply

    Ciao Andres,
    non ti è sfuggito nulla, è proprio come dici, il trasformatore non è più necessario (anche oltre i 20kW) se gli inverter rispetteranno i requisiti della CEI 0-21 articolo 8.4.4.1 (vedremo poi se i costruttori rilasceranno apposite dichiarazioni, perchè sono sicuro che Enel ce le chiederà).
    Questa possibilità potrà aumentare l’energia incentivata, in quanto il misuratore di energia prodotta andava messo dopo il trasformatore con conseguenti perdite, ora invece anche impianti più grandi (sempre in BT ovviamente) potranno fare a meno del trasformatore.
    Tieni presente che se hai un punto mediano collegato a terra (vedi Tuttonormel di Febbraio) il trasformatore deve essere previsto in ogni caso in quanto non è possibile mettere a terra il conduttore di neutro del Distributore.
    La norma è ancora sospesa per gli utenti attivi, se ti capita di sentire novità o esperienze personali non dimenticare di farcelo sapere.

  3. Andres 5 marzo 2012 at 11:35 - Reply

    Senz’altro.
    Grazie!

  4. luciano 21 marzo 2012 at 12:17 - Reply

    Occhio ragazzi!
    alla fine quello che conta sono le regole applicative del distributore che in deroga alla CEI 0-21 o per meglio dire in aggiunta alla stessa può prevedere la presenza del trafo BT/BT di separazione oltre i 20 kW (vedere ad esempio la guida ENEL rev 2.2 del dic 2011 al punto f.10)
    Io direi…aspettiamo prima di cantare vittoria e poi un trafo separatore se è vero che mi ruba l’1% di energia, mi separa la rete dal campo FV e se ci sono campi FV con pannelli amorfi e/o vetro/vetro, eo laminati (tipo guaina bituminosa) il separatore è una manna per evitare distacchi improvvisi degli inverters

  5. Stefano Caproni 21 marzo 2012 at 12:32 - Reply

    Ciao Luciano, nessun dubbio su quello che dici. Però non credo che il distributore possa andare oltre la CEI 0-21 quando sarà in vigore (rimaniamo come dici in attesa, siamo in un periodo di grandi cambiamenti e c’è un po di confusione, anche se la delibera 84/2012 dell’Aeeg ha chiarito un po le cose). Sulla questione tecnica sono d’accordo. Però io penso sempre che ogni apparecchiatura in meno, è una cosa in meno che si può rompere ed una cosa in meno che devo manutenzionare. Comunque mi trovo d’accordo con te, parliamo di poca cosa.

  6. vic 3 maggio 2012 at 23:58 - Reply

    Desidero fare i miei complimenti per l’articolo e l’ottima analisi e sintesi; considerando anche il fatto che é stato pubblicato prima della ormai “famosa” delibera 84/12. Saluti

  7. Stefano Caproni 4 maggio 2012 at 00:06 - Reply

    Grazie Vic, il tuo commento è davvero gradito e per me motivo di grande soddisfazione

  8. Matteo 19 luglio 2012 at 13:43 - Reply

    Salve ragazzi, vorrei un informazione. L’allegato A.70 Terna, nel paragrafo 7.1.1 punto c, mi dice che la potenza immessa in rete dall’inverter, deve essere ridotta del 2,4 % in funzione dello scarto positivo rispetto ai 50Hz, quando la frequenza varia tra un range di 50,3 ; 51,5 : il grafico successivo mostra però un decremento della potenza del 20% su un incremento della frequenza di soli 0,5 Hz rispetto ai 50Hz. Qualcuno mi saprebbe spiegare perchè?
    Grazie mille per l’eventuale aiuto

  9. Matteo 20 luglio 2012 at 11:18 - Reply

    inoltre… perche 2 soglie max e2 min di frequenza?

  10. Stefano Caproni 20 luglio 2012 at 11:43 - Reply

    Non sono sicuro ma le soglie di frequenza dovrebbero servire per comandare la Potenza immessa in rete dagli inverter

  11. giuseppe 20 luglio 2012 at 12:06 - Reply

    Per quanto riguarda gli impianti non a norma, ma installati “pochi giorni” fa ma non ancora in rete, cosa ci dobbiamo aspettare? una proroga?

    • Stefano Caproni 20 luglio 2012 at 12:22 - Reply

      A mio avviso (le associazioni e gli addetti del settore stanno spingendo) ci potrà essere una proroga solo per la protezione di interfaccia che di fatto non si trova. Ma è solo una mia opinione senza alcun fondamento ufficiale.

  12. giuseppe 20 luglio 2012 at 12:34 - Reply

    certo è un pò strano che le aziende produttrici dell’interfaccia consegnino a settembre

  13. art agenzia 20 luglio 2012 at 18:34 - Reply

    ma avete qualche indirizzo dove reperirle queste benedette Protezioni d interfaccia?
    Grazie anticipatamente

    • Stefano Caproni 20 luglio 2012 at 18:36 - Reply

      Magari, il problema non sono gli indirizzi, tutti i distributori sono senza 🙁

  14. Matteo 24 luglio 2012 at 15:55 - Reply

    Grazie mille Stefano per la risposta.
    Mi sai dire inoltre cosa si intende con “.S1” e “.S2”?
    So che il relè con sigla 59 è quello che interviene per una massima tensione. Quindi S1 sarebbe la soglia in volt oltre la quale l’interruttore 59 interviene?
    Grazie mille per la disponibilità

    • Stefano Caproni 24 luglio 2012 at 20:16 - Reply

      Ciao Matteo, la soglia S2 è quella che interviene per massima tensione oltre il 115%, la S1 è una soglia più restrittiva in termini di tensione (110%) ma che scatta se il valore viene superato misurando una media mobile secondo le CEI EN 61000-4-30. Direi che vengono presi i dati di un determinato periodo (10 minuti) e ne viene calcolata la media sommandoli fra loro e dividendo per il numero totale di valori. Se si supera il 110% il relè interviene.

  15. marcello 24 luglio 2012 at 17:34 - Reply

    ma gli impianti con fine lavori entro il mese di giugno quindi già montati con moduli senza qualità 14/18 per il gse basterà dichiarazione che il produttore provvederà a rilasciare quando sarà i certificati ? e se il produttore non intende più fare moduli ??

    • Stefano Caproni 24 luglio 2012 at 20:19 - Reply

      Ciao Marcello, cosa intendi per 14/18. Scusa ma non ho capito. In ogni caso i moduli già installati e con fine lavori a giugno non hanno bisogno dei certificati nuovi. Si parla sempre infatti di “…per impianti che entrano in esercizio successivamente al 30 giugno…..”.

  16. maurizio 20 agosto 2012 at 11:23 - Reply

    per i dispositivi interfaccia io li ho trovati presso una la Energy Solar di C.so Francia 81 Cuneo

  17. andrea 27 agosto 2012 at 12:27 - Reply

    abbiamo 100 interfaccia ComAp pronta consegna…..

    • Stefano Caproni 27 agosto 2012 at 12:47 - Reply

      Ciao Andrea, io lascio anche il messaggio ma solo se ci dite un costo indicativo 🙂 In questo portale non abbiamo intenzione di pubblicizzare speculazioni. Grazie

  18. andrea 27 agosto 2012 at 14:21 - Reply

    giustamente , il prezzo di 1 solo pezzo e di 875 + iva , grazie

    • Stefano Caproni 27 agosto 2012 at 14:28 - Reply

      Grazie Andrea, se qualcuno è interessato gli invio mail per contatto. Oppure scrivila tu qua.

  19. andrea 27 agosto 2012 at 14:35 - Reply

    ok ,per richiedere informazioni interfaccia CEI 0-21 : info@assecgroup.it

    • Stefano Caproni 27 agosto 2012 at 14:43 - Reply

      Bene, il prezzo è stato indicato. Quindi è tutto alla luce del sole, se il prezzo vi sta bene contattate, se lo ritenete troppo alto non contattate 😉 Così evitiamo polemiche.

  20. paolo 8 settembre 2012 at 21:12 - Reply

    In MAGGIO scorso mi hanno installato un inverter SUNPOWER che varia continuamente la tesione alle prese dai 220 ai 247 volt.
    si sono gia’ bruciate tre lampadine 2 a basso consumo e 1 a filamento e una scheda dell’addolcitore, quindi l’inverter non e’ stabilizzato.
    A mio avviso, non e’ fornito di stabilizzartore di corrente, ma e’ a norma oppure no. questo fatto glie l’ho gia’ fatto presente alla ditta che fornisce i kit di montaggio, ma sembrano che di elettricita’ non ci capiscano nulla o fanno finta.
    l’installatore dice che per loro è tutto a posto.
    come me la posso cavare da questo ping-pong.
    grazie per l’aiuto che potrete fornirmi.

    • Stefano Caproni 8 settembre 2012 at 22:29 - Reply

      Ciao Paolo, gli inverter non sono sono in grado ci sostenere la tensione di rete, e a maggior ragione di variare la stessa. A mio avviso il problema è della rete. Un inverter non è in grado di variare la tensione da solo. I tuoi elettrodomestici e le tue lampadine a mio avviso si bruciano a causa della rete.

    • Matteo Marras 8 settembre 2012 at 22:51 - Reply

      Ciao Paolo confermo quanto scritto da Stefano ma vorrei spiegarti il fenomeno con una analogia idraulica di più facile comprensione.
      L’innalzamento della tensione dipende dal fatto che l’impianto FV e’ un generatore di corrente immessa in rete e se la rete ha una resistenza elevata ad accogliere questa corrente il fenomeno che si verifica e’ quello di un innalzamento della tensione nel punto in cui tale corrente viene iniettata.
      E’ come se avessi una pompa che spinge acqua in un serbatoio che e’ pieno oppure ha il foro di ingresso troppo stretto per la quantità d’acqua che deve passare ……..conseguenza, aumenta la pressione nel serbatoio o nel foro . Ecco la tensione elettrica che aumenta e’ la pressione nella analogia idraulica.
      Di solito il fenomeno si verifica nei casi in cui l fornitura di Enel si trova in una zona a fine linea……( tu abiti per caso in campagna o in zone rurali?).
      Altro caso potrebbe essere che l’inverter si trovi molto distante dal punto dove e’ installato il contatore di Enel ed e’ stato sottodimensionato il cavo che va dal contatore all’inverter.

      • Stefano Caproni 8 settembre 2012 at 22:57 - Reply

        Grazie Matteo, tecnicamente su queste cose sei il numero uno 😉
        Il tuo aiuto è sempre molto prezioso 😉

  21. Filippo 16 settembre 2012 at 13:59 - Reply

    Argomento interessante, mi trovo con un impianto FV da 4 Kwp in questa situazione , l’inverter un
    Power-one 4200 TL nelle ore di punta continua a staccarsi con messaggio grid fail W003, abbiamo misurato la tensione e super a volte i 253 volt e siccome dalla scheda tecnica dell’inverter si evince che ė tarato sui 264 v si presume che lo stacco sia dovuto al superamento di questa soglia. Abbiamo contattato Enel che é intervenuta per cercare di risolvere il problema ad oggi senza riuscirai, ora dicono che provvederanno ad abbassare la sigla dalla cabina, speriamo bene!! Ma quale deve essere la sigla Max in questi caso?

    • Stefano Caproni 17 settembre 2012 at 17:23 - Reply

      Ciao Filippo, le soglie sono tarate in baso alle prescrizioni della Norma CEI 0-21. Le solgi di massima tensione intervengono:
      – la aprima per superamento del 110% della tensione nominale misurata in media mobile su 10 minuti (quindi 230 x1,1 = 253)
      – la seconda per superamento anche una sola volta del 115% della tensione nominale (quindi 230×1,15 = 264,5).

  22. paolo barone 17 settembre 2012 at 19:53 - Reply

    la ditta che ha installayo l’impianto e’ venura a sostituire i cavi d’uscita dall’inverter da 4mm con quelli da 6, ma non ha potuto cambiare i 50 cm di cavi che escono dal nuovo contatore ENEL al vecchio contattore-
    l’ENEL, mi ha staccato dalla linea su cui ero attestato riferendomi che su quella linea ero l’unico ad essere attestato e mi ha collegato su un’altra linea in uso ad altre famiglie, ora la tensione e’ piu’ stabile, sono meno i picchi di 245 v.
    per farmi sostituire i 50 cm, di cavetti, devo vhiamare necessariamente chiamare l’ENEL, perche’ solo loro possona apreire il contatore per effettuare la sostituzione, ho gia’ provato oggi a chiamare l’ENEL per questo fatto, ma mi hanno frapposto un sacco di storie, pero’ nel modo prolisso di mostrare che non ne avevano voglia, mi hanno detto che l’ENEL cavetti da 4 non ne mette, ma mettono cavetti da 6 mm, ne hp approfittato per dirgli che il tecnico dell’enel che e’ venito a fare il collaudo ed a mettere il nuovo contatore, non si e’ molto preoccupato di controllare se la sezione dei cavi fosse quella giusta. Provero’ a richiamare non si sa mai che mi risponde una persona piu’ coscenziosa. A pensare che a questi lo stipendio glie lo paghiamo noi e sono cosi’ arroganti.

    • Stefano Caproni 17 settembre 2012 at 21:20 - Reply

      Ciao Paolo, comunque mi sembra che Enel si sia data da fare per darti una mano, in ogni caso, relativamente a quei 50cm, credimi che non sono assolutamente influenti. Puoi tranquillamente lasciarli così.

      • Stefano Caproni 18 settembre 2012 at 12:27 - Reply

        PAOLO SCRIVE:
        Ringrazio moltissimo per la rassicurazione,
        ce ne’ bisigno, in questo marasma di disinformazioni,
        avendo fatto una ristrutturazine dell’abitazione, ho avuto modo di constatare che sono circondato da parolai, che nascondono ad arte, solo le incompetenze.

  23. giuseppe 18 settembre 2012 at 16:53 - Reply

    Ciao. Da circa un mese mi è stato installato l’ impianto della potenza di 5,9KW con inverter da 6KW. Nelle ore di punta però l’inverter si stacca per Vac media alta. Infatti prima che si spenga la tensione è di circa 256V. La ditta che lo ha installato mi ha cambiato i cavi, dall’inverter al contatore (50m ca.), da 6mm2 a 10mm2. Si è visto un piccolo miglioramento ma niente di che. La tensione al contatore, con l’inverter, a regime si attesta sui 248V e a questo valore l’Enel dice che non interviene perchè è compreso nella tolleranza del 10%.A questo punto mi sono posto il seguente problema. Se teoricamente avessi perdite zero sulla linea di casa e al contatore rilevassi 253V, l’Enel non interverrebbe e l’inverter si spegnerebbe ogni 10min. Come si risolverebbe il problema?? Voi che dite?
    ciao

    • Stefano Caproni 18 settembre 2012 at 16:59 - Reply

      Ciao Giuseppe, secondo me oltre quello che hai già fatto credo tu possa fare ben poco. Nel senso che oltre alla sezione dei cavi non ci sono altre cose a mio avviso che possono portare ad un miglioramento. Le soglie tra l’altro non si possonomodificare (CEI 0-21). Se leggi sopra Paolo ha risolto perchè Enel lo ha allacciato ad un’altra linea.

  24. giuseppe 18 settembre 2012 at 17:07 - Reply

    Ciao Paolo. non so se sono stato chiaro, ma a me l’Enel ha già risposto che sotto i 253V non interviene. L’ing. dell’Enel mi ha suggerito di alzare (e a questo punto mi sembra l’unica soluzione), a valle di comunicazione all’Enel, la soglia Vac di qualche Volts. Lo stesso ing d’altronde ha convenuto con me riguardo l’ipotesi che ho scritto prima a fine testo.

    • Stefano Caproni 18 settembre 2012 at 17:11 - Reply

      Ciao Giuseppe, Enel è davvero buffa, non ha allacciato impianti di inverter che invece che intervenire in 100millisecondi intervenivano in 102 e ora ti dice di alzare la soglia dell’inverter.
      In ogni caso se alzi la soglia dell’inverter rischi solo tu in quanto non sei conforme alle CEI 0-21
      Ma io me ne fregherei e la alzerei. Anche perchè la soglia dei 253V è quella su media mobile in 10 minuti, se alzi di 2-3 punti non rompi le balle a nessuno. Se ci sono guai più seri in linea interviene la soglia 1,15Vn 😉

  25. paolo barone 18 settembre 2012 at 21:13 - Reply

    per Giuseppe,
    di all’enel che ti si stanno bruciando delle schede , lampadine ecc, e di attestare la tua abitazione su un’altra linea con piu’ utenti, a me hanno fatto cosi’ di loro iniziativa ma a questi fannulloni suggerisciglielo tu.
    Prova a ritelefonare in orari diversi non si sa mai trovi una persona piu’ coscienziosa e ti scambi la linea.
    Come ho scritto secondo me, noi siamo nelle vicinanze degli impianti eolici, che tirano fuori dei megavatt e li’ l’enel va a nozze coi soldi dei poveri f.
    e in moltii popsti quegli mpianti eolici, li hanno ridimensionati fermandone molti e quindihanno fatto una leggew apposta per fregare quelli che visto che hanno incominciato ad avere apparechci che si bruciavano, si sono ribellati ora quando interviene la magistr. blocca tutto per anni, nel frattempo danno il tempo di modificare le leggi facendo no a favore dei cittadini ma degli enti che hanno istalla

  26. paolo barone 18 settembre 2012 at 21:27 - Reply

    UN AVVOCATO MI HA DETTO CHE SE CI SONO PROBLEMICHE SI BRUCIANO GLI APPARECCHI UTILIZZATORI, SCHEDE LAMPADE ECC. CI SI PUO’ RIVOLGERE all’ ARPAT Agenzia regionale del territorio.
    Oppure se la si mette in chiave di aver paura che scoppi qualcosa o prenda fuoco qualcosa ai VVFF, loro vengono con delle apparecchiature che misuarano, controllano e rilasciano certificazione.
    MA CREDO CHE ALLA FINE (per l’esperienza che ho avuto che il tribunale per questioni di edilizia, mi ha mandato un ingegnere, perito del tribunale, ingegneri si ma tecnico del suono, si di quelli che lavorano con le case cinematografiche.)
    meditate gente e sconsigliate perche’ di verde una volta che si dimostra buona volonta’, ci fanno diventere perche’ la bile ci invadera’ anche il cervello.
    ma chi dobbiamo fare questi favori.
    P A C E……….

  27. paolo barone 18 settembre 2012 at 21:30 - Reply

    DIMENTICAVO DI DIRE CHE ALLA FINE I CANI NON SI MORDONO TRA DI LORO

  28. giuseppe 19 settembre 2012 at 10:42 - Reply

    buongiorno a tutti. ho controllato un pò sulla norma CEI 0-21 che per tutte le soglie è permesso un errore (pag. 79). In particoilare per le soglie di tensione si parla di un 5%. Potete confermarmi questa considerazione? ciao

    • Stefano Caproni 20 settembre 2012 at 12:54 - Reply

      Confermo, gli strumenti infatti sono tarati per eseguire leprove considerando gli errori indicati dalla CEI 0-21

  29. vic 19 settembre 2012 at 13:50 - Reply

    Se le soglie di tensione sono corrette, scrivendo ufficialmente, se i contatti telefonici non danno esito, a Enel distribuzione lamentando le anomalie di tensioni alte devono intervenire per far qualcosa (potenziando la linea oppure modificando la tensione in uscita dalla cabina – se la abbassano si rischia pero’ che di sera sia troppo bassa, a volte spostano la fornitura su altra fase piu carica di prelievi). 
É da tener presente che se il potenziamento veniva fatto prima dell’attivazione impianto, probabilmente si perdeva l’incentivo causa i maggiori tempi necessari per fare i lavori. Ciao

  30. giuseppe 19 settembre 2012 at 14:46 - Reply

    ciao vic, sono d’accordo con tutto quello che tu dici. Per evitare però uno “scambio epistolare”con enel che potrebbe impiegarci mesi per rimetetre le cose apposto, vorrei sfruttare quella finestra del 5% di tolleranza, per le soglie di tensione,per aggiustare tutto. per questo chiedevo se effettivamente questa tolleranza è possibile, se ho capito bene la CEI 0-21.ciao

  31. Filippo 19 settembre 2012 at 15:09 - Reply

    Grazie Stefano Caproni per la risposta, pertanto ora mi chiedo se Enel non farà i lavori necessari, come risolvere la questione? Effettivamente si potrebbero variare i valori della tensione media come tu tudi, ma se succede qualcosa chi ne risponde? Un saluto a tutti i partecipanti alla discussione, Filippo

    • Stefano Caproni 20 settembre 2012 at 12:56 - Reply

      Non lo so Fillippo 🙁
      cambiare le soglie non è regolare a livello di CEI 0-21 ma tu hai diritto a poter usare il tuo impianto, l’unica è insistere con Enel scrivendo come dice Vic

  32. vic 19 settembre 2012 at 18:01 - Reply

    Ritengo assai improbabile che enel formalizzi autorizzazioni a alzare le soglie di V diverse dalla norma Cei 0-21/A70. Il problema é che quando si trova poi a gestire lettere di reclamo/richiesta danni di qualcuno (magari cliente senza impianto fotov.) con lampade o schede bruciate cerca la causa o il colpevole. Pertanto se la V é fuori dai limiti contrattuali deve intervenire per porre rimedio; a meno che cio’ non dipenda dall’impianto del produttore.
    Se si vuol evitare lo “scambio epistolare” bisogna sapere che verba volant.. mentre ad una lettera strutturata ufficiale, che cita l’impianto di produzione, enel distribuzione deve fare un’analisi e inviare una risposta.
    Per finire, anche se probabilmente non riguarda i casi citati sopra.., so di impianti con moduli (per es. amorfi e/o laminati) che se privi di trasforimatore isolamento hanno il problema dell’intervento intempestivo delle protezioni di V di alcuni tipi di inverter. Un saluto a tutti

  33. vic 19 settembre 2012 at 22:49 - Reply

    Scusate, forse mi sono spiegato male.., se la “strozzatura” é sulla rete il distributore deve rimediare. Se invece é sull’impianto del produttore deve rimediare lui, ma se adeguando i conduttori ecc il problema persiste significa che delle debolezze strutturali sulla rete ci sono e va perseguita nei confronti del distributore una soluzione con lavori che li rimedino. Il guaio é essere a fine linea e la estrema soluzione é una nuova cabina. Col finire dell’estate il problema scompare per poi riproporsi il prossimo anno.

  34. Filippo 20 settembre 2012 at 14:58 - Reply

    Grazie per le risposte, ma vi chiedevo di confutare queste informazioni: sulla CEI 0-21 rigurado alle soglie se non erro parla di Max 274v con +/- 5%’ quindi se l’inverter é tarato a 264v di soglia Max voi credette che sia possibile alzare di un po’ Ale soglia per evitare i continui stacchi e riattacchi do 300s.
    Grazie ancora per le risposte che mi darete.
    Saluti Filippo

    • Stefano Caproni 20 settembre 2012 at 15:03 - Reply

      Secondo me no Filippo, gli errori consentiti nelle misure non possono valere come aumento delle soglie.
      In ogni caso se alzi la tensione o i tempo non vedo chi ti possa venire a dire qualcosa……(fermo restando che non ti sto dicendo che è corretto farlo).

    • Matteo 20 settembre 2012 at 15:13 - Reply

      Se si cambiano le soglie non si è piu in cei 0-21.
      Il distributore di rete e il produttore devono attenersi alle normative tecniche e di connessione.
      In caso di problemi occorre perseguire le giuste vie e non le scorciatoie.
      Quindi se la rete è debole il distributore adegua la rete. Se il problema sono le linee del produttore allora lo stesso adeguerà le sue linee.

  35. Matteo 28 settembre 2012 at 09:49 - Reply

    Salve a tutti. Ho visto che nella CEI 0-21 riporta, oltre alla regolazione della potenza reattiva, quella della potenza attiva. Volevo sapere, se questa potenza attiva .. è quella rilevata all’uscita dell inverter.. o quella che mi genera il mio impianto fotovoltaico…ossia quella dell’ MPPT???
    E inoltre… la potenza reattiva da regolare.. è sempre quella rilavata all’uscita dell’inverter? Vi chiedo questo perche sto cercando di fare un controllore per inverter a norma CEI, sul mio studio di Tesi.
    Grazie mille.

    • Stefano Caproni 28 settembre 2012 at 10:46 - Reply

      E’ quella in uscita dall’inverter in entrambi i casi.

  36. Matteo 28 settembre 2012 at 18:01 - Reply

    Grazie mille come sempre per le risposte velocissime e precise!
    Un altra domanda ancora..
    La norma dice: dopo i 50.3 Hz, la potenza attiva erogata, dovrà scendere dal valore Pimax (valore prima del transitorio di frequenza) ad un valore ridotto secondo lo statismo s. Dove s è una percentuale della frequenza nominale 50Hz (s=2.4% – prendo in esempio questo valore perche è il default -) , in funzione dell’entità dello scarto positivo di frequenza.
    Quindi avendo tali dati:
    1. s=2.4%
    2. fn 50Hz (freq. nomin)
    3. Pimax (6Kw)
    4. Scarto positivo xes. D=0.3Hz
    Allora .. è corretto dire che la potenza dovrà essere ridotta da:
    P=Pimax;
    a:
    P=Pimax-[D/(2.4% * fn]

    ??
    Mi uscirebbe che la P, deve essere ridotta quindi da 6kw a 5999,75w! vale la pena? o è errato il calcolo?

    • Stefano Caproni 28 settembre 2012 at 18:11 - Reply

      Ciao Matteo, mi pare che sia come hai scritto, però io purtroppo non ti poso aiutare, nel senso che tu giustamente dovendo fare uno studio di tesi stai approfondendo oltre il livelo cui di solito arriva un perito elettrotecnico, o per spiegarmi meglio, visto che tutti i parametri di cui hai parlato riguardano i costruttori di inverter, difficilmente un progettista fa delle verifiche in merito. Per me (e per tutti gli altri progettisti credo) la cosa più importante è la dichiarazione dle costruttore che dichiara la conformita all’allegato A70 di Terna e alle CEI 0-21.
      Questo non te lo scrivo per liquidare la cosa, ma credo che nessuno si sia mai preoccupato di verificare quello che tu stai chiedendo. Fermo restando che magari qualcuno lo sa e ti risponde. Io non sono in grado 😉

  37. vic 28 settembre 2012 at 21:05 - Reply

    Leggendo la definizione di statismo S (pag. 129) nella Cei 0-21 e guardando pure la figura 40, pare di comprendere che l’inverter nei transitori di frequenza all’interno dei famosi 47,5 – 51,5 Hz possa raggiungere anche potenza zero (variazione di potenza pari al 100% di quella istantanea). Pero` va anche approfondita la fascia di potenza dell’impianto.
Voi che ne dite?

    • Stefano Caproni 29 settembre 2012 at 10:42 - Reply

      Ciao Vic, ci ho guardato, ma non ci ho capito niente, forse perchè è sabato 😉

  38. vic 28 settembre 2012 at 23:20 - Reply

    Le conoscenze sugli attuali inverter sembrano puro know-how dei costruttori, dei “mamma-santissima” del comitato Cei e forse dei piani alti di Enel. 
Pero` in questo momento Enel, dopo il famoso “balletto delle frequenze” di luglio-agosto sta chiedendo ai produttori/progettisti di settare gli Spi o gli inverter caso per caso (sulla base delle caratteristiche della rete locale): talvolta con soglie Permissive e talvolta, udite, escludendo – se escludibile – lo statismo f/P e se non escludibile chiede allora di settare le soglie Restrittive.
Sembra finita l’epoca degli inverter considerati e collegati alla stregua di un elettrodomestico.
Trovare info relative all’esclusione dello statismo é difficile; di certo é che deve essere regolabile tra 2 e 5%; probabilmente regolandolo agli estremi di questo range si ottiene l’esclusione.
Ci mancava questa ciliegina per gli addetti di questo settore gia’ in difficolta`. Sembra che qualcuno stia attrezzando la rete per raddoppiare la fetta di rinnovabile fotovoltaica proprio ora, essendo vicini all’obbiettivo indicato nella direttiva 20 20 20 e incentivi vicini alla scomparsa, con il fotovoltaico che crescera` con trend probabilmente molto piu` basso. Ciao

    • Stefano Caproni 29 settembre 2012 at 10:43 - Reply

      Interessante 😉

  39. Michele 2 ottobre 2012 at 16:26 - Reply

    Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti ed in parte ho gli stessi problemi. Con l’installatore abbiamo effettuato qualche misura sulla linea ed abbiamo calcolato la resistenza della linea dal mio inverter al contatore dell’Enel, il risultato ha dato circa 0,5 ohm e quando l’impianto eroga 10 Ampere ho una tensione di circa 250 V il che vuol dire visto che la Veff di rete è di 240V ho 5 V che ballano in più da questo deduco che l’inverter ha una tensione di base di 5 V superiore a quella di linea o sbaglio? Poi c’è la norma CEI 8-6 che da poco è stata recepita come legge ed ha portato laVn da 220/380 a 230/400 e come ben sapete con la tolleranza _+10%. Quindi la soluzione non c’è perchè l’Enel si nasconde dietro la norma ed evita di porci rimedio magari spendendo un pò di euro,ed qui il problema, per nuove cabine di trasformazione. Non ci resta che aspettare che cambino le Vn degli apparati utilizzatori oppure no e cercare di farla cambiare come qualcuno ha già accennato,favorevole solo al distributore. Ciao

    • Stefano Caproni 2 ottobre 2012 at 17:28 - Reply

      Si ma è assurda questa cosa. In ogni caso l’inverter ha una tensione nominale di 230V, ma il problema purtroppo è la soglia 1,1Vn ovvero la media sui 10 minuti che è a 253 🙁

  40. Gabriele Angeli 2 ottobre 2012 at 18:45 - Reply

    buonasera,
    confermato quindi che il trafo non è più necessario sopra i 20kw?
    grazie

    • Stefano Caproni 2 ottobre 2012 at 19:00 - Reply

      Non è necessario SOLO se l’inverter rispetta i requisiti dell’articolo 8.4.4.1 della CEI 0-21.
      Alcuni produttori lo dichiarano nella dichiarazione sostitutiva dleibera 84/2012, altri nella scheda tecnica, oppure in altri documenti. Il fatto di rispettare le CEI 0-21 non significa essere conformi all’ articolo 8.4.4.1
      Un costruttore può anche decidere di non implementare la protezione, in quel caso serve il trafo.

  41. Vic 4 ottobre 2012 at 01:18 - Reply

    Per Michele; non è che l’inverter ha una tensione di base, “lui” deve immettere e per farlo deve comunque tendere ad averla un po’ piu alta di quella di rete, altrimenti l’energia non fluisce verso la rete; se però si alza la V è perchè ci sono strozzature da qualche parte.
    Se il distributore ha preso i quattrini della connessione, questa non deve essere zoppicante! Il distributore non puo’ pertanto ignorare un reclamo dove si lamenta V alta benché causata dall’inverter che non permette produzione/immissione di energia e pertanto il percepimento di incentivi ecc. ciao

  42. paolo 4 ottobre 2012 at 11:31 - Reply

    Ora si capisce bene perche’ l’enel aumenta la sua tensione di alimentazione
    1° perche’ gli scambi degli inverter non avvengano piu’ quindi niente incentivi piu’ a nessuno.
    2° costringeranno a tutti a dover cambiare gli apparecchi utilizzatori TV lav, ecc perche’ man mano si rompono perche’ sopportano tensioni fino a 240 V
    3° questo fa comodo ai cinesi che ci vendono tutto (anche ai tedeschi e americani che fanno tanto i galletti economici) e che ora si lamentano che gli europei comprano meno e temono di fare la fine che abbiamo fatto noi europei che ci siamo auto evirati economicamente auto costretti da tasse inique ed esose da parte di uno stato amministrato da ….. mettendo praticamente il nostro futuro nelle mani del dragone.
    4° questo sistema aumentera’ la quantita’ dei ristoranti cinesi nel mondo perche’ ci saranno da smaltire molti piu’ involtini primavera, perche’ gli ospedali verranno eliminati, non esistera’ piu’ la vecchiaia o qualcuno che vantera’ di andare in pensione.
    Bisogna rendere e basta ed andare a dormire a pagamento nei loculi di costruzione rigorosamente CINESE.

    • Stefano Caproni 4 ottobre 2012 at 19:21 - Reply

      Ciao Paolo, pur comprendendo il tuo disagio, non credo ci siano strani disegni sotto, si tratta solo di problemi della rete, non credo Enel voglia bruciare inverter o altro, tanto non si brucia nulla, al limite si disconnettono 😉 Sono problemi di rete, che vanno risolti certamente, ma non credo ci sia sotto nulla di premeditato 😉

  43. Federico 9 novembre 2012 at 18:47 - Reply

    Salve a tutti. Sto compilando l’ Allegato A per un impianto semplice da 2,5 kWp – monoinverter power one Uno 2.5 OUTD.
    Ho preso quasi tutti i parametri dalla scheda fornita on line dalla power one. Ma alle voci : ” Per tutti i generatori/inverter riportati nella precedente…… è prevista la possibilità di escludere la funzione di riduzione della potenza immessa…….della Norma CEI 0-21: Si? No ?
    La funzione di riduzione della potenza…..della frequenza di cui al par. 7.1… della Norma CEI 0-21 è stata esclusa: SI? NO?….
    Grazie a chi mi risponderà…

    • Stefano Caproni 9 novembre 2012 at 18:49 - Reply

      Non credo che il PVI 2.5 abbia quella funzione. Quindi la prima risposta è NO e di conseguenza alla seconda non rispondi.

      • Federico 12 novembre 2012 at 09:28 - Reply

        Salve Stefano, permettimi di correggerti in modo anche per chi legge abbia info aggiornate. Io avevo scaricato la vecchia versione dal sito power one [ Compilazione Reg. Esercizio CEI0-21_Inv. Monofase_rev.2012-07-31 ] mentre la nuova emissione del 20-08-2012 a pag. 7 riporta ciò che non era scritto precedentemente :

        * Per tutti i generatori/convertitori riportati nella precedente tabella ( dove è compreso anche UNO-2.5-I-OUTD ) è prevista la possibilità di escludere la funzione di riduzione della potenza immessa in rete all’aumentare della frequenza di cui al par. 7.1.1 dell’Allegato A70 e all’Allegato F par. F.3 della Norma CEI 0-21: SI

        * La funzione di riduzione della potenza immessa in rete all’aumentare della frequenza di cui al par. 7.1.1 dell’Allegato A70 e all’Allegato F par. F.3 della Norma CEI 0-21 è stata esclusa: NO (impostazione di fabbrica della funzione: abilitata)

        Spero di aver reso cosa gradita con l’ info. Ciao

        • Stefano Caproni 12 novembre 2012 at 10:43 - Reply

          Ciao Federico, mi era sfuggito o non era presente nel documento che avevo io. Grazie, hai fatto benissimo a correggermi 😉

          • Donato 25 novembre 2014 at 20:03 -

            Con riferimento alle versioni dei documento fate sempre attenzione ai numeri di serie/settimana ed ai modelli. Alcuni modelli a partire da un certo punto hanno funzioni implementate che prime non avevano, ed è proprio il caso di modelli ante e post CEI 0-21. Una cosa simile mi è capitata sui PVI 10-OUTD.
            Comunque power one mi sembra molto attenta a questo ed inserisce sempre a quali modelli sono applicabili le indicazioni dei vari documenti

  44. Alberto 12 novembre 2012 at 17:01 - Reply

    Salve Sig. Stefano,
    Vi contatto nella speranza di avere un aiuto da chi ha forse già avuto esperienza in merito. Sono il Proprietario/Soggetto Responsabile del mio impianto fotovoltaico e mi trovo a dover sostituire a seguito di un guasto n° 2 Inverter Fronius IG15 installati verso la fine del 2011. ( Gli inverter sono a servizio ciascuno di n° 12 moduli falda est e n° 12 moduli falda ovest pertanto con diverso orientamento – ogni falda con n° 12 moduli sono divisi in 2 stringhe collegati in serie da 6 moduli ciascuna ) Purtroppo ho scoperto ora ( sul sito Fronius c’è scritto chiaramente ) che installare attualmente questa tipologia di inverter non sono adeguati alla CEI 0-21. La domanda è semplice:
    – Dal momento che il produttore mi ha comunicato che attualmente gli unici inverter conformi CEI 0-21 con potenza più bassa adatta al mio impianto è il Fronius IG PLUS 25V1, ma credo che inserire unico inverter con moduli disposti su diverso orientamento è scorretto oltre che in configurazione di stringhe non omogenea, come posso risolvere il problema ?
    – In generale e penso che questo riguardi un pò tutti, quando si debba sostituire un inverter dopo i suoi 5/7 anni medi di buon funzionamento ( tranne per i casi sfigati come il mio !!! ) essendo il Produttore/Soggetto responsabile dell’ impianto oltre che comunicarlo al GSE sono obbligato a comunicarlo anche al Gestore di rete ovvero Enel?!?

    Ringrazio coloro che mi danno una mano in questa brutta vicenda.

    • Stefano Caproni 15 novembre 2012 at 18:44 - Reply

      Ciao Alberto, scusa se rispondo in ritardo, ma ero in giro per cantieri 😉
      Devi comunicarlo anche ad Enel e sostituire gli inverter con inverter conformi alla delibera 84/2012, per farla breve conformi al momento in cui li sostituisci.
      Io per non avere problemi con il GSEopterei per due inverter come prima e non uno solo, giusto per non modificare l’architettura dell’impianto. Puoi usare 2 inverter tipo Power One UNO-2.5 (ho verificato la configuraziuone sommariamente è dovrebbe essere OK) ognuno con una stringa da 12 moduli. Non devi nemmeno fare modifiche, le due stringhe da 6 le fai diventare una stringa unica da 12 nei pressi dell’inverter facendo la serie senza andare sul tetto.
      ————–
      La comunicazione va fatta ad Enel
      Qua puoi leggere un approfondimento sulla delibera 344 che ne parla 😉
      http://newsenergia.com/sostituzione-inverter-interfaccia-delibera-aeeg-344-12-0810.html
      😉

  45. Enrico 4 dicembre 2012 at 11:09 - Reply

    Buongiorno, come posso abilitare la funzione di riduzione della potenza su inverter Power One e Fronius? grazie mille! 🙂

    • Stefano Caproni 4 dicembre 2012 at 15:19 - Reply

      Ciao Enrico, Fronius non lo so, Power One guarda qua 😉
      Clicca su Italiano, poi documentazione tecnica, struzioni compilazione regolamento di esercizio, e scarica quello che ti serve. Ci sono anche le istruzione per la questione di riduzione della potenza.
      ——————
      https://aurora.power-one.it/Shared%20Documents

  46. VECCHI 12 gennaio 2013 at 15:22 - Reply

    Buongiorno, devo concedere l’autorizzazione all’installazione di un impianto fotovoltaico, il mio problema consiste nel fatto che la linea elettrica dell’utente transita in una canaletta assieme ad altre in una autorimessa soggetta a prevenzione incendi, chiedo, in caso di incendio, dove i vigili del fuoco devono azionare l’interrutore di saganciamento per togliere corrente a tutti, l’impianto dell’utente in questione cosa deve installare per evitare che il suo impianto continui di far transitare corrente nella linea dell’enel?

    • Stefano Caproni 12 gennaio 2013 at 15:43 - Reply

      Non ci sono particolari problemi, tutte le linee all’interno del comparto autorimessa (soggetto a prevenzione incendi) devono essere sganciate. Questo significa installare interruttori automatici con bobina di sgancio (interruttori c.c. se nel comparto entrano le linee in corrente continua, o in c.a. se nel comparto entrano le linee 230V c.a.)ovviamente prima che i conduttori entrino nel comparto (autorimessa).
      Bobina di sgancio a lancio di corrente o di minima tensione in base alle caratteristiche dell’impianto di sgancio già esistente. Io chiederei di vedere prima il progetto, di verificare che ciò sia previsto, e avvertire chi si occupa della prevenzione incnedi in quanto c’è una modifica all’impianto.
      Se vuoi approfondire c’è anch euna circolare dei VVF
      http://newsenergia.com/fotovoltaico-prevenzione-incendi-vvf-0209.html
      oltre a dei chiarimenti
      http://newsenergia.com/guida-vvf-fotovoltaico-chiarimenti-vigili-del-fuoco-0510.html

  47. Roberto_79 16 gennaio 2013 at 12:01 - Reply

    @ Federico

    Una domanda: ho visto che hai installato il modello Power-One Uno 2.5 OUTD. Se non vado errato dovrebbe essere il modello nuovo con il frontale in acciaio lucido e la scocca in pressofusione. Siccome è uno dei modelli che stavo valutando per realizzare il mio impianto di casa, ti sarei grato se tu mi facessi avere il tuo feedback.

    Grazie in anticipo

    Roberto

  48. salvatore 7 febbraio 2013 at 21:14 - Reply

    devo chiedere connessione transitoria relativa ad impianto fotovoltaico da 12 kwp, Mi è stato richiesto di installare un limitatore di potenza immessa in rete (AINSI 32P) a 6khp.
    Domanda: posso limitare l’uscita di potenza dall’inverter AURORA PVI 12,5 OUTD variando i parametri di power derating?

    • Matteo Marras 7 febbraio 2013 at 21:42 - Reply

      Ma… Fai prima a scollegare 1 stringa!!!!!

  49. salvatore 18 febbraio 2013 at 16:26 - Reply

    Buongiorno Signor Stefano, l’installatore che doveva venire a casa per spiegarmi del collegamento dei 12 pannelli con una sola stringa all’inverter, dopo il saldo mi ha invitato a non importunarlo e che se avevo dei dubbi potevo rivolgermi ad un avvocato e fargli causa.
    Secondo lei cosa devo fare? subire l’arroganza di questo Signore oppure c’è una qualche possibilità di soluzione, purtroppo non di buon senso, la ringrazio anticipatamente della risposta, salvatore.

    • Stefano Caproni 19 febbraio 2013 at 19:20 - Reply

      Ciao Salvatore, contro la maleducazione non ci sono soluzioni.
      Questo signore è solo un gran maleducato, non credo che abbia senso perdere tempo.
      Purtroppo in Italia abbiamo permesso a questi buffoni di fare impianti fotovoltaici, tanto la frase “si rivolga ad un avvocato” va di moda e purtroppo credo che non abbia senso farlo per una questione che si risolve con poco. I clienti dovrebbero essere trattati nel modo corretto, bastava fare un salto, e dire mi sono sbagliato, e con un intervento di mezz’ora si risolveva tutto.
      Mi spiace molto. Chiama un installatore e fai verificare che gli MPPT siano separati e fatti collegare due stringhe da 6 moduli. Male che vada spenderai qualcosina, ma almeno avrai un impianto che funziona bene.
      In ogni caso Salvatore i buffoni in Italia spopolano, in qualsiasi campo, fotovoltaico compreso.
      Io lo dico sempre, rivolgetevi prima ad un tecnico che vi dia supporto, e che essendo super partes può controllare l’operato di questa gentaglia 🙁

  50. salvatore 22 febbraio 2013 at 11:09 - Reply

    Ciao Stefano, la ringrazio per la risposta e le chiedo se puo indicarmi un installatore, noi abitiamo in Lomellina. Il fatto che l’impianto è già allacciato e funzionante comporta difficoltà nell’intervento oppure no. grazie.

    • Stefano Caproni 24 febbraio 2013 at 17:15 - Reply

      Occorre andare sul tetto, ma non è un intervento troppo invasivo. Io non conosco direttamente installatori nella tua zona, quindi evito di darti indicazoni, mi spiace. In ogni caso visto che ormai il problema lo conosci, senti qualche azienda e in base alle risposte cerca di capire chi è competente o meno.

  51. salvatore 24 febbraio 2013 at 17:49 - Reply

    grazie della cortesia speriamo bene . salvatore

  52. Alberto 26 marzo 2013 at 15:36 - Reply

    Gent.mo Stefano,
    mi collego qui dato che l’argomento è “INVERTER”. Un impianto collegato in MT, con inverter modulari che non rispondono ai requisiti CEI 0-21 e 0-16. Il produttore degli inverter mi dice che, in forza della delibera 344/2012 AEEG loro se mi devono ritirare un inverter difettoso, me lo riparano ma non mi danno nessun sostituto perché dicono che violerei le norme se installassi “un muletto” nel tempo che intercorre tra il ritiro e la riparazione. E se venisse un controllo GSE durante quei giorni andrei incontro a gravi problemi e loro non ne vogliono sapere.

    Gradirei un parere in merito. Io la delibera l’ho letta tutta ed, in effetti, parla solo di inverter sostituibili nel caso di impianti in BT. Della MT non ne parlano.

    Alberto

    • Stefano Caproni 26 marzo 2013 at 16:24 - Reply

      Ciao Alberto, sono d’accordo con loro. Credo che il discorso valga sia per gli impianti in BT che in MT.
      Tu puoi tranquillamente sostituire l’inverter se ne installi uno conforme alle norme vigenti al momento della sostituzione.
      Però devi anche comunicarlo al GSE, e poi ricomunicare che rimetti quello vecchio.
      La procedura mi lascia perplesso, io non rischierei.

  53. Mariarosa 16 giugno 2013 at 10:49 - Reply

    Ciao Stefano,avrei un dubbio da sottoporti, sto per installare un impianto fv da 4,14 kwp ( 12 moduli sunpower da 345) che dovrebbero produrre annualmente qualcosa in piu di 4900 kwh, calcolati con pvgis,l’orientamento è sud est inclinazione 30 gradi sulle colline di Verona, nessuna ombreggiatura o altro, che inverte scelgo?
    So o indecisa tra Sma e Power one, ma ad esempio per una resa come la mia te sceglieresti sma 4000 o sma 5000?
    Grazie mille

    • Stefano Caproni 17 giugno 2013 at 10:46 - Reply

      Ciao Mariarosa, la potenza dell’inverter è relativa alla potenza di picco dell’impianto, e al nord può essere anche sottodimentsionata di un 5% rispetto alla ptenza dei moduli.
      Io preferisco nettamente i Power-One, più semplici da configurare e con più possibilità di intervenire senza computer, software e roba simile. La taglia perfetta per il tuo impianto è 4kW, quindi io andrei senza pensarci su un PVI-4.2 (ho verificato la configurazione che è OK, con due stringhe da 6 moduli, una stringa sola da 12 moduli NON va bene).
      Ciao

  54. Marco 25 giugno 2013 at 14:28 - Reply

    Ciao Stefano,
    i miei clienti, dopo la domanda di connessione che avevo fatto e dopo aver accettato il preventivo dell’enel, hanno deciso di voler aumentare la potenza del proprio impianto di circa 0,5kWp ovvero da 9,8 a 10,3kWp… fortunatamente ancora non ho nè cominciato il Terna nè inviato l’inizio lavori…..come posso fare?

    Hai qualche suggerimento in merito?

    Grazie mille Stefano!!!

    • Stefano Caproni 25 giugno 2013 at 18:02 - Reply

      Basta fare una comunicazione ad Enel dove si cambia la potenza nominale, senza variare la potenza in immissione (tutto ciò se la cosa è compatibile con l’aumento, considerando che immettiamo in rete una potenza minore di quella di picco). Nel tuo caso se hai dichiarato in immissione 9.8kW, puoi tranquillamente richiedere di aumentare la potenza nominale.
      Nel menu per caricare comunicazioni sul portale c’è anche l’opzione per caricare la dichiarazione di aumento di potenza. Allego un mio fac simile.
      Dichiarazione Cambio Potenza

    • Stefano Caproni 25 giugno 2013 at 18:02 - Reply

      P.S.: se cambi potenza in immissione devi richiedere la modifica del preventivo, si può fare prima o dopo l’accettazione, con pagamento di una quota pari al 50% del costo del preventivo (vedi TICA)

  55. Marco 25 giugno 2013 at 19:01 - Reply

    Grazie mille Stefano!!!…in immissione ho dichirato infatti 9.8kWp e credo (come giustamente dici tu) che ad ogni modo anche se installo un 10.3kWp dovrei stare tranquillo e che a 9.8 in immissione non ci dovrebbe arrivare.

    Grazie ancora per il tuo aiuto!!

  56. Marco 26 giugno 2013 at 23:03 - Reply

    PS: aspetto una risposta da Enel prima di inviare l’inizio lavori e a cominciare il Terna?

    • Stefano Caproni 27 giugno 2013 at 10:39 - Reply

      Aspetta un attimino, anche perchè prima non lo faceva, ma in due occasioni recenti, Enel mi ha comunicato di aver variato la potenza nominale come da mia richiesta. In ogni caso se la prossima settimana non arriva nulla, puoi procedere con Terna secondo me 😉

  57. Marco 28 giugno 2013 at 12:00 - Reply

    Grazie Stefano!!! 😀

  58. valentino 6 luglio 2013 at 12:06 - Reply

    buon giorno
    ho continuamente una spi ABB CMUFD-M32 che interviene su un impianto a due inverter 9KWp , verificato ho 2 fasi 235V una fase 224V, interviene 27.S1 e a volte 27.S2, l’inverter mi da come guasto disturbo della rete . verificato che il problema è derivato dalla rete ENEL come devo muovermi per attivare gli inverter, perché naturalmente questi rimangono inattivi
    grazie

    • Stefano Caproni 7 luglio 2013 at 11:26 - Reply

      Ciao Valentino,
      per quanto riguarda le soglie di intervento sembra che si tratti di buchi di tensione, le protezioni 27.S1 e 27.S2 sono regolate rispettivamente a 340V (196V) e 160V (92V). Quindi o si tratta proprio di mancanza di tensione, oppure se ciò accade e non hai problemi con gli elettrodomestici in casa credo si tratti di buchi di tensione. La cosa che non capisco è perchè gli inverter non ripartano.
      Non so come sia stato realizzato l’impianto, ma al ritorno delle normali condizioni di rete, dopo 300 secondi l’interfaccia chiude il contatto e si dovrebbe richiudere il DDI con conseguente ripartenza degli inverter (dovrebbero ripartire dopo 30 secondi se non ricordo male, quindi 300 secondi dell’interfaccia 30 secondi degli inverter).
      Da quanto mi dici gli inverter non partono quindi sembra che l’impianto non sia stato fatto con un contattore come DDI che si riarma dopo il ritorno delle normali condizioni di rete.
      In caso ci sia come DDI un contattore verifica se c’è qualcosa che non va, in caso invece ci sia invece come DDI un interruttore con bobina di minima tensione, allora occorre eventualmente inserire una motorizzazione. L’interfaccia ABB ha un relè dedicato proprio per la richiusura di un interruttore.
      Come previsto dalle CEI 0-21 è presente un UPS che mantenga alimentata l’interfaccia e il circuito di comando del DDI ?
      La segnalazione di intervento delle protezioni 27.S1 e 27.S2 la vedi nell’interfaccia o negli inverter ?
      Ti chiedo questo perchè con interfaccia esterna l’eventuale interfaccia degli inverter deve essere disattivata.

  59. vic 7 luglio 2013 at 16:53 - Reply

    E’ anche possibile che le voltmetriche che alimentano lo Spi siano erroneamente collegate tra DDI e inverter; in tale caso, una volta che il DDI e’ aperto lo Spi non puo’ “vedere” la rete e non puo’ emettere il comando di chiusura del DDI.

    • Stefano Caproni 7 luglio 2013 at 19:01 - Reply

      Anche questa è una ipotesi. Non l’avevo menzionata in quanto ritengo tale errore talmente da principiante che non credo un installatore possa farlo, o meglio ci spero 😉

  60. vic 8 luglio 2013 at 00:15 - Reply

    Mi sono imbattuto una volta su una cosa del genere (ho visto anche un impianto da 100 kW senza Spi sia interno che esterno!).
    La prima cosa da capire e’ se dopo l’evento di apertura del DDI esterno, esso poi si richiude dopo che ritornano le normali condizioni di rete. Un volta che si chiude il DDI sara’ quindi l’inverter a doversi chiudere.
    Dalle parole di Valentino pero’ sembra di capire che gli inverter vengano rialimentati ma che rimangano in anomalia anche al ritorno della V.
    Sugli inverter pero’ andrebbe, come dice Stefano, disattivata l’interfaccia (Spi) oppure, come consigliano i costruttori, allargate ulteriormente le finestre di frequenza e tensione.
    Ovviamente un dispositivo interno che protegge/apre (anche per anti-islanding) l’inverter sicuramente rimane.
    Buonanotte 😉

  61. valentino 8 luglio 2013 at 07:16 - Reply

    il DDI è un contattore con comando da SPI (alimentato da UPS), effettivamente sul l’inverter dopo la dicitura “distrurbo della rete” parte un tempo di 300s, da quello che ho notato ieri , interviene la SPI sgancia la DDI e di conseguenza si ferma l’inverter , sono arrivato alla conclusione che la differenza di tensione tra le fasi mi crei dei disturbi alla SPI. vediamo oggi con la ripartenza di quelle poche fabbriche che sono rimaste se la tensione si stabilizza e l’impianto riparte, comunque mi prenoto un uscita dei tecnici dell’ENEL. ho notato inoltre che la SPI non segnala negli eventi questo tipo di intervento. Ps- io ho parlato di un impianto , ma nello stesso luogo ho tre impianti uguali derivati da altrettanti gruppi di misura ENELe tutti e tre hanno il medesimo guasto, l’intervento delle rispettive SPI non è simultaneo pero all’interno di un arco temporale di 1 minuto intervengono tutte e tre
    Grazie e buona giornata

  62. valentino 8 luglio 2013 at 08:46 - Reply

    risposta assistenza SMA, l’inverter vede una fase squilibrata (anche 10 V di differenza) e va in protezione

  63. vic 8 luglio 2013 at 13:55 - Reply

    Bene, vuol dire che impianto e cablaggi sono ok!
    Va contattata l’enel per un ri-equilbrio dei carichi sulle fasi, spostando qualche fornitura su altra fase. Puo’ capitare che a determinare la V piu’ alta sia un impianto fotovoltaico monofase di un vicino e che sarebbe opportuno immettesse su altra fase; ovviamente a cura del distributore.

  64. valentino 9 luglio 2013 at 16:11 - Reply

    Ps. Dopo una serie di telefonate , perché non mi convinceva la risposta di SMA, ho trovato la causa per il momento risolto il problema. La causa di tutto era l’UPS da me installato il quale aveva in uscita una forma d’onda pseudo sinusoidale , questo determinava una saturazione del trasformatore interno all’interfaccia , con trasformatore saturo l’interfaccia si resettava per un istante , dopo ripartiva normalmente fino a saturarsi nuovamente, installato un UPS con onda sinusoidale l’interfaccia ha cominciato a funzionare in condizioni ottimali e di conseguenza tutto l’impianto è ripartito a hoc

    • Stefano Caproni 9 luglio 2013 at 16:27 - Reply

      Ciao Valentino,
      ti ringrazio per aver ocndiviso, non avrei mai pensato all’UPS. Adesso abbiamo una info in più per caso del genere 😉

  65. vic 10 luglio 2013 at 19:34 - Reply

    Scusate ma la cosa mi incuriosisce un po’ e, se devo essere sincero, qualcosa non mi convince o forse ho capito male io..
    Avevo capito che a seguito buchi di V interveniva il Spi esterno aprendo il DDI esterno, mentre al richiudersi del DDI l’inverter non si riavviava e segnalava un’anomalia; pertanto il Spi esterno svolgeva il suo compito anche se “partiva” ogni tanto per saturazione del trasformatorino del suo alimentatore. Strano pero’ non avvenga una filtratura.., posso capire se avvenisse una cosa simile sugli ingressi di tensione, ma non sull’alimentazione vera e propria.
    ciao

  66. renzo 11 luglio 2013 at 17:33 - Reply

    io sento un mare di chiacchere continue ma mai una risposta secca e valida a::si puo’ prender un inverter da 300–500 watt e mandarlo in rete senza permessi,,o autorizzazioni ecc..non riesco a trovare nessuno che risponde

    • Stefano Caproni 11 luglio 2013 at 17:52 - Reply

      Ciao Renzo.
      Forse non hai chiesto alle persone giuste 😉
      A parte le battute, il Tica (Testo Integrato per le Connesioni Attive) non ha limiti inferiori di potenza nel suo ambito di applicazione, e si applica quindi a TUTTI gli impianti di generazione.
      Per quanto riguarda le norme CEI 0-21 invece, per impianti con potenza di generazione inferiore a 1 kW, valgono le sole prescrizioni relative agli impianti passivi.
      Quindi per un impianto da 500W (occhio che non c’entra la potenza dell’inverter, fa fede la potenza nominale dei moduli fotovoltaici) obbligo di domanda di connessione ma nessuna prescrizione CEI 0-21 per impianti attivi, nessuna prescrizione Allegato A70 e delibera 84/2012 (anche nell’allegato A70 è scritto che le prescrizioni non valgono per impianti inferiori a 1kW).
      Ciao 😉

  67. fiorenzo 14 luglio 2013 at 13:03 - Reply

    Ho un impianto FC di 4.41 KWp. Causa elevata tensione di rete mi va in allarme di continuo con errore dell’inverter ” AURORA ” w003.Ho una cospicua mancata produzione e a lei chiedo:
    a-con chi posso avvalermi per sistemare la tensione, a ENEL o chi mi ha installato l’impianto.
    b-a chi posso chiedere il rimborso di mancata produzione?
    c-se nessuno risponde è possibile una citazione legale?
    Le chiedo una risposta che non abbia ombra di dubbio. La ringrazio molto. Grazie Fiorenzo.

    • Stefano Caproni 14 luglio 2013 at 18:10 - Reply

      Ciao Fiorenzo, non ti darò risposte senza ombra di dubbio, sarei presuntuoso.
      Se l’errore e la disconnessione sono dovuto ad una tensione di rete elevata, l’installatore non c’entra nulla. Il problema è della rete. Occore chiamare Enel e segnalare la disconnessione dell’impianto per soglia di tensione, Enel alcuni interventi li può fare (abbasare la tensione di rete in cabina, se possibile, connettere ad un altro nodo, equilibrare le fasi, etc etc).
      Per il discroso della mancata produzione non saprei, Enel ha un margine del 10% per la tensione, sino a 253 credo che non si possa dire nulla ad Enel, in ogni caso sono un povero tecnico e non un avvocato, non saprei 😉

  68. claudio 15 luglio 2013 at 18:04 - Reply

    MI è venuto un dubbio, il tempo di richiusura dell’interfaccia va tarato a 300secondi o va tarato a zero e poi ci pensa l’inverter a riconnettersi dopo che per 300 secondi ci siano state le condizioni di frequenza? Stessa cosa anche per la cei 0-16?

    • Stefano Caproni 15 luglio 2013 at 18:13 - Reply

      Ciao Claudio, la norma prevede che i 300 secondi siano il tempo di riconnessione dopo un intervento per guasti sulla rete, quindi se ne deve occupare l’interfaccia.
      Quindi in caso di interfaccia esterna 300 secondi sulla stessa e 30 secondi (o 60 non ricordo) sull’inverter (riconnessioni per manutenzione, avviamenti al mattino, etc).
      In caso di interfaccia all’interno dell’inverter va tutto impostato lì. Infatti ad esempio sui Power-One ci sono due menu per i tempi, uno impostato a 300 e uno a 60, ma solo in caso di interfaccia interna (fino a 6kW). Stessa cosa in MT 😉

  69. claudio 15 luglio 2013 at 18:23 - Reply

    nella cei 0-21 il paragrafo che dice questo è il par. 8.4.1.3 ma nella cei 0-16 proprio non lo trovo, tutti i riferimenti che ho trovato “addossano” questo onere all’inverter, nei siete proprio sicuri che in MT sia cosi?

    • Stefano Caproni 15 luglio 2013 at 18:36 - Reply

      A dire il vero mi sa che non sono previsti ritardi alla riconnessione in MT, dovrei guardarci con calma, adesso non riesco

  70. claudio 15 luglio 2013 at 19:03 - Reply

    grazie, fai con calma questo non è un self service, ci mancherebbe, dovrebbe essere un confronto fra professionisti dove ognuno mette io suo, io provo a mettere il mio e dico che nell’A70 e nella CEI 0-16 i 300 s o 5 minuti li vedo solamente in carico agli inverter. Poi mi dirai la tua 🙂

    • Stefano Caproni 15 luglio 2013 at 19:12 - Reply

      Intanto ho guardato l’A70 (e a questo punto secondo me vale anche per la CEI 0-16 che dovrebbe aver recepito nella terza edizione le indicazioni dell’A70). Dice:
      ——–
      Detti impianti…………
      “….omissis……”
      c) non riconnettersi alla rete e non aumentare il livello di produzione minimo raggiunto in caso di ridiscesa della frequenza dopo un aumento della stessa oltre il valore di 50,3 Hz (a meno che la frequenza non si attesti per almeno 5 minuti primi ad un valore compreso tra 49.9 e 50,1) salvo diversa indicazione da parte del Gestore
      ———-
      Parla di impianti. La funzione di controllo delle frequenze la fa l’interfaccia, quindi ritengo che sia lei l’oggetto dei 300 secondi.

  71. vic 15 luglio 2013 at 21:46 - Reply

    Scusate l’intromissione..
    ma lo statismo (riduzione della potenza all’aumentare della frequenza e conseguente ripristino ai valori normali) e’ compito dell’inverter, mentre lo sgancio (e conseguente riconnessione) del/degli inverter in caso di fuori soglia frequenza e’ compito dello Spi (interno o esterno che sia).
    Mi pare di capire che parlava di entrambe le cose. Ciao

    • Stefano Caproni 15 luglio 2013 at 21:57 - Reply

      Ciao Vic, confermo. Infatti è quello che avevo indicato, la riconnessione dopo una disconnessone causa soglie di tensione/frequenza è compito della SPI. Non ho trovato indicazioni nella CEI 0-16. Ma ho anche cercato in fretta.

  72. vic 16 luglio 2013 at 00:15 - Reply

    Non frequento molto la 0-16 pero’ ho trovato le citazioni dell’attesa dei 300 s che riguardano sia il ristabilimento della Potenza, sia la riconnessione:
    8.8.6.3.2 c) statismo P/f a pag 106, 7ultima riga.
    8.8.7.2 b) Spi a pag 109.
    buonanotte 😉

  73. reno 17 luglio 2013 at 18:15 - Reply

    salve vorrei porre un quesito in merito al mio impianto fotovoltaico. Ho installato un impianto fotovoltaico da 3.92 kw con 2 stringhe da 8 pannelli ciascuno ed inverter selco stl 420. Installato il 2/7/2013 mi sono da subito reso conto di disconnessioni dell’inverter per “bassa tensione” in svariati momenti della giornata. In sostanza dal display verifico che la tensione della rete enel non appena scende sotto la soglia dei 198 v manda in blocco l’inverter che va in protezione, per poi ripartire quando la tensione risale. Tale problema si verifica spesso nelle ore di maggior produzione e addirittura il sabato e la domenica rimane praticamente in protezione tutto il giorno. Ho provato a misurare la tensione con un tester all’uscita del contatore ed effettivamente ho misurato la stessa bassa tensione rilevata dall’inverter. Abito in una zona di periferia, ma sinceramente non mi aspettavo di avere tanti problemi. Con l’installatore ho gia’ parlato, ma non ho ancora ricevuto una consulenza sul problema. a chi devo rivolgermi per risolvere il problema? Ho buttato al vento 8500 euro???? ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Stefano Caproni 17 luglio 2013 at 18:43 - Reply

      Ciao Reno,
      la prima soglia di tensione (protezione 27.S1) è tarata secondo le CEI 0-21 a 0,85 Vn quindi a 195V.
      Se la tensione che misuri sul contatore Enel è così bassa credo che l’unica iniziativa che puoi prendere è avvertire Enel, in quanto credo che la tolleranza a disposizione del distributore sia del 10%
      Quindi la rete non dovrebbe avere tensione inferiore a 207V.
      Prova a contattare Enel

  74. reno 17 luglio 2013 at 19:46 - Reply

    lo faro’, grazie ancora per la consulenza.

  75. NicoSpajccia 21 luglio 2013 at 15:37 - Reply

    Ciao Stefano,
    ho allacciato un impianto FV da 5,88 kW sul mio tetto con inverter PowerOne-Aurora da 6 kW il quale nelle ore centrali della giornata stacca dalla linea e mi da il classico errore Grid Fail W003, ho letto tutti i post sopra anche quelli di 2 anni fa e ho capito bene quale può essere il problema, in sostanza devo chiamare l’ENEL, ma mi puoi spiegare perchè in confronto con un altro impianto di mio padre sullo stesso tetto e allacciato alla stessa linea ENEL ma di metà esatta di potenza (2,94 kW con inverter POwerOne-Aurora da 3 kW) questo non avviene?
    Io per giusta regola dovrei produrre l’esatto doppio di Lui visto che la produzione è esattamente ilo doppio del suo impianti ma il mio stacca e il suo no, ecco perchè a fine giornata io produco solo il 50% in più di lui…

    • Stefano Caproni 22 luglio 2013 at 19:22 - Reply

      Ciao Nico, molto spesso l’innalzamento della tensione avviene a causa dell’impedenza di linea, dipendendo quindi dalle caratteristiche della linea di collegamento tra inverter e contatore Enel e dalla corrente immessa in linea. Come avrai capito i due impianto di sicuro non hannole stesse caratteristiche (linea e corrente).
      In questi casi anche 1-2 volt fanno la differenza tra stare connessi o meno.

  76. Michele Scotto 23 luglio 2013 at 09:45 - Reply

    Ciao Nico io avevo lo stesso problema ho chiamato l’ENEL e ho chiesto di cambiarmi la fase di alimentazione con una a più basso voltaggio (così ho risolto). Purtroppo Ohm vince sempre, quindi un’altra soluzione è quella di mettere un cavo diretto dall’Inverter al punto di consegna.

  77. Vincenzo 25 luglio 2013 at 22:40 - Reply

    Ciao Stefano il mio impianto nelle ore di punta mi da problemi l’ inverter mi dice rete debole l’ installatore mi ha messo la soglia a 250 v così l’ inverter non stacca ma produco meno lui dice che la soglia e 253v e non si può superare perché se la metto a 255v a cosa vado incontro grazie

    • Stefano Caproni 26 luglio 2013 at 10:05 - Reply

      Ciao Vincenzo, onestamente non so cosa voglia dire rete debole.
      Posso solo dirti che le soglie di tensione impostate non si possono modificare, devono essere quelle dell’allegato D del regolamento di esercizio.
      Se non capisco quale sia il problema non ti posso aiutare, anche perchè quello che leggo non mi torna, abbassare la soglia di distacco dell’inverter peggiora le cose se ci sono problemi di tensione alta, se invece ci sono problemi di tensione bassa cosa c’entra la soglia di massima tensione ?

      • vincenzo 26 luglio 2013 at 11:51 - Reply

        Il problema è questo lasciando i volt a 253v come impostato di fabbrica l’inverter si stacca e ci vogliono circa 10 minuti per il riavvio ora mettendo i volt a 251 nelle ore di punta l’inverter diminuisca la produzione e rallenta i kw prodotti dai 4’7kw a 3,3 nelle ore di punta cosa posso fare

  78. Michele Scotto 26 luglio 2013 at 11:31 - Reply

    Ciao Stefano, Ciao Vincenzo vorrei aggiungere a quanto scritto e conferma che i limiti di funzionamento degli inverter sono di legge ed infatti all’atto dell’installazione del mio impianto proprio perché era cambiata la normativa sono venuti i tecnici della Riello ed anno adattato il software con i nuovi limiti. Forse e bene ricordare che la tensione di rete dal 2012 è passata da 220/380V a 230/400V +_ 10% vale a dire 207/253V su una fase quindi basta farsi due conti.

  79. Michele Scotto 26 luglio 2013 at 12:38 - Reply

    Io ho avuto lo stesso problema di scollegamento per eccessivo voltaggio che ho risolto con il cambio di fase cioè scegliendo quella con tensione più bassa. Altra soluzione è il collegamento diretto e più breve dall’Inverter al punto di consegna. Aggiungo che il mio impianto si scollegava sopra i 257V. Io ripristinerei le condizioni di previste dalla normativa che dovrebbero essere comprese nell’aggiornamento del software degli inverter prodotti precedentemente alla nuova normativa. Il tuo installatore dovrebbe anche misurare l’impedenza del cavo Inverter punto di consegna (Contatore) e portarla al minimo altre soluzioni le rimando a stefano che è molto più esperto di me. Ciao

    • Stefano Caproni 26 luglio 2013 at 12:41 - Reply

      Infatti Michele non capisco, se il problema è la tensione elevata, abbassare la soglia della protezione di massima tensione, oltre a non essere ammesso, è peggiorativo.
      Oppure non ho capito io

  80. Michele Scotto 26 luglio 2013 at 13:18 - Reply

    Stefano penso come te che abbassare la soglia di protezione sia solo peggiorativa della situazione io a questo punto consiglierei a Stefano di rivolersi al produttore anche se questo li rimanderà in una sorta di operazione ping-pong all’installatore, quasi sicuramente, ma tentare non nuoce. Ciao

  81. vincenzo 26 luglio 2013 at 16:44 - Reply

    Mi sa che mi spiego male con i 253v di picco massimo l’inverter si stacca ora mettendo a251v l’inverter rallenta la produzione ma non stacca con l’inverter che staccava producevo 25kw gg impianto da 6kw ora con 251v raggiungo 33kw gg ma altri impianti come il mio privo di questo problema raggiungono 38kw gg

  82. Michele Scotto 26 luglio 2013 at 18:01 - Reply

    Vincenzo non so che dire perché io ripeto ho avuto lo stesso problema che si presentava nelle ore centrali dove il sole più alto faceva produrre una maggiore potenza tradotto una maggiore immissione di Ampère che provocano una maggiore caduta sulla linea e quindi l’inverter per poter immettere in linea deve innalzarre il voltaggio. Quindi non è secondo me stata abbassata la soglia di intervento ma solo la differenza minima tra il voltaggio dell’inverter e quello di rete che ovviamente in certi momenti e questo lo puoi constatare sul display l’amperaggio si abbassa o addirittura potrebbe azzerarsi e per questo che produci una quantità di energia minore rispetto agli impianti equivalenti(potenza ed esposizione). Ciao

  83. Vincenzo 27 luglio 2013 at 14:27 - Reply

    Grazie Michele ma come devo fare per cambiare fase e mettere quella più bassa grazie

  84. Francesco 31 luglio 2013 at 11:23 - Reply

    Ciao a tutti,
    io ho lo stesso problema di tutti. Impianto da 5.88KW. Fino a poco tempo fa avevo un Aurora Power One 6000 con soglia a 264V. In pratica nelle ore centrali della giornata, soprattutto il sabato e la domenica, ero costretto ad accendere vari elettrodomestici per stabilizzare la tensione dell’inverter. Recentemente mi è stato sostituito per un guasto con uno nuovo identico ma con soglia a 253V. Inutile dire che si disconnette in continuazione anche nel tardo pomeriggio. Abito in zona rurale ma non in fine linea. L’Enel è venuta più volte ma misura una tensione al contatore di 239-240V. Per loro va bene. Non sono autorizzati a fare modifiche tipo abbassare la tensione. Per loro il problema è l’inverter Aurora Power One che ha un deltaV troppo alto. Mi hanno parlato di poter aggiornare i parametri con un software che risolve tutto e che deve fare l’installatore. A voi risulta? Cosa devo fare? Grazie

    • Stefano Caproni 31 luglio 2013 at 19:14 - Reply

      Ciao Francesco, non avevo sentito nulla riguardo questa possibilità, in ogni caso se la tensione ai morsetti dlel’inverter supera i 264V come da CEI 0-21 l’inverter stacca, non credo che un software modificato possa risolvere. Ma non ne ho la certezza.

  85. Michele Scotto 31 luglio 2013 at 21:18 - Reply

    Ciao Francesco, visto che la tensione è a norma l’ENEL non può intervenire per abbassarle ma come al solito ho l’impressione che l’impedenza della linea tra l’inverter ed il punto di consegna sia da controllare. In modo semplicistico se supponiamo una impedenza di un Ohm per una potenza di 5KW si avrebbe una caduta di tensione di circa 20 Volts che aggiunti alla tensione più quei 3 o 4 Volts dello stesso inverter per l’immissione in rete portano la tensione a 264V basta poco per il distacco se non avviene già per tensioni più basse in base alla normativa. La norma di installazione prevede una linea senza interruzioni (tranne per la presenza del contatore di produzione) dall’inverter al punto di consegna.
    Non so se sono stato esaustivo in merito e auguri per la soluzione del problema e colgo l’occasione per augurare a tutti Buon Ferragosto.

  86. Francesco 1 agosto 2013 at 08:42 - Reply

    Grazie a Stefano e Michele per la pronta risposta.
    La situazione è questa: la distanza tra l’inverter e il contatore Enel (esterno) è circa 30m con un cavo da 6mm. La potenza dell’impianto 5.88KW con un inverter Aurora Power One PVI6000. La ditta installatrice misura la stessa tensione all’inverter e all’immissione nel contatore Enel. Enel dall’esterno misura 239-240V. Sta di fatto che quando sale la potenza dell’impianto (tra le 11 e le 16) la tensione all’inverter supera il massimo consentito. Prima era 264V (vecchia normativa) e si poteva ovviare accendendo qualche elettrodomestico, adesso è 253Vavg facilmente raggiungibile anche se accendo tutta la casa. Francamente non so che fare. Enel non mi abbassa la tensione perché rischiano di svantaggiare troppo i fine linea. Grazie

    • Filippo 1 agosto 2013 at 19:39 - Reply

      Salve Francesco, io credo che il problema principale e a dimensione del cavo, sinceramente troppo piccolo per la distanza e la potenza dell’impianto, pensa chi in una situazione con inverte da 3 Kwp a 90 mt. Abbiamo messo un cavo da 25mm. Concordato con i tecnici
      Power One ma il problema non è stato risolto del tutto e così per ovviare alle continue impasse dell’inverter abbiamo aumentato la soglia dai 253 a 259 e ora pare stia andando tutto bene sempre in attesa che enel faccia il suo lavoro!!
      Filippo

  87. Michele Scotto 1 agosto 2013 at 09:56 - Reply

    Ciao Francesco, l’Enel una cosa la può fare è quella di cambiare la fase di alimentazione con quella a tensione più bassa, e se questo non è sufficiente o non fattibile il secondo passo è quello della misurazione dell’impedenza tra inverter e contatore Enel dove si può agire sulle resistenze di contatto, eliminando interruzioni non necessarie(cavo diretto inverter contatore e quindi contatore casa con un altro cavo). Il tuo installatore dovrebbe saperlo fare, anzi avrebbe dovuto farlo sin dall’inizio secondo me perché questo problema è molto frequente, cosa che ho avuto anch’io e che seguendo le indicazioni suggeritemi in questa discussione ho risolto. Ciao.

  88. Francesco 1 agosto 2013 at 10:46 - Reply

    Grazie Michele, ciò che non capisco è se l’Enel possa cambiarmi la fase senza creare danno ai vicini, perché è ciò che mi hanno obbiettato. Come posso misurare l’impedenza della linea AC? Devo chiedere all’installatore di misurarla? Mi suggerisci di cambiare i cavi delle linee inverter-contatore esterno e inverter-contatore casa con cavi di sezione maggiore? (da 6mm a 10). Grazie per la disponibilità

  89. Michele Scotto 2 agosto 2013 at 09:17 - Reply

    Francesco, per il dimensionamento del cavo elettrico vi sono regole e tabelle con le quali potrai dimensionare o quanto meno verificare la giusta sezione. Per la sezione che hai tu la caduta di tensione di linea è circa 6V con una portata di 25A decisamente un cavo di 16 mm2 procurerebbe una caduta di tensione di circa 2V ed evidentemente più consono ma tutto questo è puramente teorico ed il tutto va verificato sul campo. Per un più preciso dimensionamento entrano in gioco il tipo di cavo per esempio in PVC o EPR(molto più costoso e non determinante allo scopo), il tipo di posa (in canaline interrate o aeree) insomma la cosa che sembra semplice si complica notevolmente. Certo che vista la piccola sezione sarebbe il caso di aumentarla ma ripeto fai controllare l’effettiva caduta di tensione della linea Inverter contatore Enel. Per il danneggiamento ad altri con il cambio di fase mi sembra pretestuoso o da incompetenti noi con l’inverter immettiamo in rete in fase con la loro ovviamente e se la tensione è più bassa al massimo l’aumentiamo di un 3 o 4 V. Insisti con il tuo installatore per le verifiche del caso. E ricorda che è nostro diritto immettere in rete nei limiti ovviamente di legge. E voglio ricordarlo che a me l’Enel ha spostato la fase di alimentazione senza fare nessuna obbiezione risolvendomi il problema. Ciao

  90. Francesco 2 agosto 2013 at 09:36 - Reply

    Grazie Michele e Filippo, c’è un aggiornamento. Di fronte ai dubbi da me palesati all’installatore ho richiesto che venisse a misurarmi le tensioni all’inverter e al contatore. CVD. 256V all’inverter e 248V al contatore esterno. E’ evidente che il cavo non fosse adeguato. Gli ho chiesto di sostituirlo con un cavo da 16mm e mi ha subito presentato il conto. Secondo voi è tenuto a fare l’intervento gratuitamente (in garanzia) o può chiedere altri soldi perché lui nel preventivo aveva previsto un cavo da 6 e non da 16?

  91. Michele Scotto 2 agosto 2013 at 16:13 - Reply

    Francesco questo è un problema contrattuale ma penso che se il cavo in prima installazione lo ha messo lui ha sbagliato e a limite è dovuta la differenza di costo del tra i due cavi. Comunque fai fare anche a L’Enel il suo lavoro cambia fase se ve ne è una con tensione più bassa così stai tranquillo che in momenti di produzione massima non corri rischi.
    Ciao

  92. Filippo Stracquadanio 6 agosto 2013 at 11:39 - Reply

    Buongiorno a tutti,
    come tanti di voi ho anch’ io un problema di “blocco” dell’ inverter per tensione di rete troppo elevata. Ho provato di tutto con Enel (anche se francamente non è chiaro neanche a chi scrivere data la quantità di indirizzi). Ho installato a casa un impianto fv da 5,6 kw oltre un anno fa, ma ho sempre avuto problemi di inverter in blocco (“VAR troppo alto”) . Ho fatto effettuare dei rilievi (con foto) tramite un rilevatore fiscale da cui si evince che la tensione supera di gran lunga (picchi di anche 270 v) quanto previsto dal contratto di Enel Distribuzione: posso chiedere il mancato guadagno ad Enel? Dinanzi al silenzio di Enel devo agire per vie legali, magari tramite qche associazione di consumatori? Grazie comunque per i consigli che vorrete darmi

  93. Michele Scotto 8 agosto 2013 at 10:45 - Reply

    Buongiorno Filippo, l’Enel per legge deve immettere in rete a BT 230/400 V più o meno 10% quindi deve dico deve riportare l’alimentazione nei valori di legge ma attenzione che se la porta a 253 V vedrai che avrai problemi ad immettere in rete in ogni caso. Purtroppo queste misurazioni ed eventualmente le richieste di adeguamento a l’Enel andrebbero fatte prima in modo tale da poter decidere se fare o non fare l’impianto. Comunque telefona al numero verde guasti e fai presente che la tensione supera di gran lunga quella prevista, a me un amico ha detto che devono intervenire assolutamente. Per il resto mi sa che ci vuole un legale ciao e buon Ferragosto.

  94. vic 8 agosto 2013 at 18:29 - Reply

    In Tuttonormel di luglio c’e’ una risposta ad un quesito, autorevole come noto, in merito al problema. Ciao

  95. Luigi 24 settembre 2013 at 21:52 - Reply

    Salve a tutti- Da circa 2 anni ho installato un piccolo campo FV da 98 Kwp e pur essendo un tecnico, ho delegato un ingegnere elettrico per la progettazione e direzione dei lavori. La produzione è in linea con le previsioni ma ci sono assorbimenti anche sul contatore di produzione , assorbimenti importanti di circa oltre 4000 Kwh all’anno , quasi tutti in F2 e soprattutto in F3. Gli esperti mi dicono che si tratta di potenza reattiva generata per equilibrare proprio quando manca la produzione da inverter e mi consigliano un’impianto di rifasamento variabile ( ma quanto costa ?) oppure slacciare ogni sera il quadro e quindi il trafo con fotocellula. Sono un po’ sconcertato in quanto comunque , a conti fatti , mi ritrovo con una perdita secca di quasi il 7% nel rapporto tra produzione (inverter) e lettura Enel sui contatori di scambio. Qualcuno ha avuto esperienze simili ?

    • Marras Matteo 24 settembre 2013 at 22:23 - Reply

      Ciao Luigi, in effetti il tecnico ti avrebbe dovuto avvertire degli autoconsumi dovuti al trafo BT/BT obbligatorio fino alla emanazione della CEI 0-21.
      Puoi risolvere con poca spesa mettendo un crepuscolare in serie alla bobina di minima tensione del DDI. Altro problema è quello legato all’abbassamento del cos fi: anche qui un consulente esperto avrebbe dovuto informarti che a parità di carichi induttivi, inserendo in un impianto esistente un impianto FV ( cos fi = 1) che ti da la possibilità di autoconsumare istantaneamente la Potenza attiva assorbita dai tuoi carichi ma che allo stesso tempo deve continuare a prelevare la reattiva dalla rete con la conseguenza che il cos fi si abbassa in funzione del rapporto Q/P.
      Soluzione dimensionare accuratamente un sistema di rifasamento ( a quattro quadranti) che permetta di mantenere il cos fi entro i 0.9.

  96. Luigi 24 settembre 2013 at 23:01 - Reply

    Molte Grazie Matteo , sei stato chiarissimo.
    Per il crepuscolare non ho dubbi; l’unica cosa è che il Quadro Generale essendo in serie al trafo , si stacca ogni sera e si deve riarmare ogni mattina : mi pare una manovra assurda , oltreché usurante.
    Invece per contenere il cos fi , hai un’idea dei costi di un sistema di rifasamento a quattro quadranti e relativo studio ?

    • Marras Matteo 24 settembre 2013 at 23:18 - Reply

      Come DDI cosa hai? un teleruttore o un Interruttore?
      Se hai un teleruttore basta mettere in serie alla bobina del teleruttore un contatto NC in apertura comandato dal crepuscolare.
      Un sistema di rifasamento va opportunamente dimensionato e dipende dalla potenza attiva e reattiva dei carichi e dalla potenza dell’ FV.
      Tieni conto che un sistema da 30 KVA a gradini siamo sui 4500 euro installato

      • Marras Matteo 24 settembre 2013 at 23:19 - Reply

        Se hai un interruttore potresti motorizzarlo….
        con circa 300-400 euro metti su il sistema

      • Stefano Caproni 25 settembre 2013 at 10:03 - Reply

        Ciao Matteo, mi sa che hai sbagliato il prezzo.
        Un rifasamento da 30Kvar non può costare 4.500 euro

        • Matteo Marras 25 settembre 2013 at 10:18 - Reply

          errore di battitura…. 80 KVA installato

  97. Luigi 25 settembre 2013 at 09:50 - Reply

    Ho già un interruttore motorizzato tipo Megatiker ed ho anche il crepuscolare.
    Se quindi passo all’azionamento ON/OFF con soleggiamento/notte , credo che si eliminino i consumi totali su F3 ( che sono il 68%) e parziali su F2 (ulteriori 12%).
    In tal caso , devo comunque preoccuparmi del rifasamento (sono 125 KVA…) ?

  98. vic 25 settembre 2013 at 20:14 - Reply

    Se e’ un impianto dove Enel ha installato un misuratore dell’energia prodotta, bisogna anche fare attenzione che il DDI, comandato dal crepuscolare, non disalimenti tale misuratore spegnendolo e rendendo impossibile la comunicazione dati ad onde convogliate con i sistemi in cabina… con risultato che non riescono a fare le letture da dare al Gse, in tale caso bisogna fare in modo che il contatore venga posizionato prima di DDI e trafo; le regole applicative Gse, sia del IV che del V conto energia, lo prescrivono. Ciao 😉

  99. Zani Per.Ind. Marco 27 settembre 2013 at 17:45 - Reply

    Ciao Stefano

    Una domanda:

    Un impianto da 6kWp con 2 inverter da 3kW nominali senza il controllo gestione della potenza reattiva può esser connesso?

    Il regolamento di esercizio riporta unicamente la condizione oltre i 6kWp.
    Ma non fa riferimento all’utilizzo di più inverter sotto i 6kWp.

    La norma cei 0-21 nell’allegato E.2 dice:

    Secondo quanto stabilito in 8.4.4.2 ed in 8.5.2, tutti gli impianti di generazione di potenza
    complessiva superiore a 3 kW, connessi alla rete tramite uno o più inverter, devono
    partecipare al controllo della tensione tramite assorbimento di potenza reattiva.

    Non è quindi possibile realizzare un impianto da 6kWp con 2 inverter da 3kwp dato che quest’ultimi non vengono dotati del controllo richiesto???

    Attendo gentile riscontro

    grazie

    Ciao!!

    • Stefano Caproni 27 settembre 2013 at 17:56 - Reply

      Non puoi connetterli.
      Infatti ad esempio Power-One dichiara installabili gli inverter UNO 2.0 e UNo 2.5 solo in impianti sino a 3 kW monoinverter. Altri inverter (ad esempio il PVI-3.0 può essere usato sino a 6kW). Il problema è proprio il controllo della potenza reattiva.

  100. Luigi 29 novembre 2013 at 10:48 - Reply

    Ciao Stefano,
    ho un problema sul portale produttori Enel nel compilare un regolamento di esercizio.
    Nella prova 59.S2 la soglia prescritta è di 0.2 sec e io dall’auto test ho rilevato un tempo di 0.18 sec.
    Se metto 0.18 sec mi compare il seguente errore in rosso: “Il tempo rilevato è inferiore al tempo prescritto meno 0,01”.
    Come mai? Cioè come se il tempo di intervento dovesse stare tra 0.2 e 0.19 sec. Hai una spiegazione in merito? Ho provato a sentire Enel ma non sa darmi una risposta….

    • Stefano Caproni 29 novembre 2013 at 11:07 - Reply

      Ah Luigi non lo so, se non lo sanno in Enel………..
      I tempi sono conformi a CEI 0-21 se lo scostamento è minore o uguale al 3% +/- 20ms
      Nel caso della 59.S2 quindi da 0,174 a 0,226
      Mi pare che se abbondantemente nella norma, prova a vedere se al posto del punto serve la virgola per separare i decimali 😉

  101. Domenico 29 novembre 2013 at 18:00 - Reply

    Buonasera Stefano,
    Ho un problema su un impianto fotovoltaico da 8,64 kw con inverter power one 10.0 ed interfaccia di rete Tele Haase G4PF21-1 realizzato in zona rurale in 5° conto energia. Sin dal primo giorno, durante le ore di massima produzione, l’inverter si disconnette dalla rete.
    Pur accendendo diverse utenze in assorbimento, l’impianto non va. Come posso risolvere il problema?
    Grazie

    • Stefano Caproni 29 novembre 2013 at 18:02 - Reply

      Ciao Domenico,
      faccio fatica a capire a distanza quale possa essere il problema.
      Si disconnette l’inverter o la protezione di interfaccia ?

  102. Domenico 29 novembre 2013 at 18:47 - Reply

    Chiedo scusa per la poca chiarezza.
    Sull’inverter esce il messaggio W003 Grid fail e sull’interfaccia la scritta ERR. Ho provato ad inviare comunicazione ad Enel Distribuzione e all’AEEG ma senza ricevere alcuna risposta.

    Saluti

    • Stefano Caproni 29 novembre 2013 at 19:07 - Reply

      Se aspeti le risposte di AEEG e Enel diventi vecchio.
      Potrebbe essere che la tensione della rete è fuori dal range stabilito, di solito questo problema si ha a causa delle protezioni in media mobile, ovvero se la tensione supera il 110% per più di 10 minuti.
      Per ovviare si potrebbe ridimensionare/verificare la linea che dagli inverter va al contatore.
      Il problema della tensione elevata capita spesso in zone rurali dove le cabine a volte non sono troppo cariche e quindi la tensione è alta.
      In ogni caso Enel ti deve rispondere, la tensione della rete deve essere di 400V (mi pare che il tuo impianto sia trifase) con un margine del 10%, quindi se lo supera Enel deve ovviare

  103. Domenico 29 novembre 2013 at 19:37 - Reply

    Grazie per la risposta Stefano.

    La linea tra inverter e contatore è lunga circa 30 mt e la ditta che ha installato l’impianto ha usato un cavo 4x6mmq come dimensionato dal loro tecnico.
    Saluti

    • Stefano Caproni 29 novembre 2013 at 19:50 - Reply

      Non è sbagliato, queste cose spesso si scoprono dopo, il 99% degli impianti non ha problemi. Fai un paio di verifiche per capire se il problema è la tensione elevata, leggila sull’inverter nei momenti prima di quando di solito si disconnette, se se vicino al 110% avverti Enel dicendogli che la tensione va oltre il 110%

  104. Domenico 29 novembre 2013 at 20:02 - Reply

    Grazie mille Stefano.
    Faccio le dovute verifiche ed eventualmente ci risentiamo.

    Saluti e buon week end.

  105. vic 29 novembre 2013 at 22:45 - Reply

    Per Luigi, per il portale e i regolamenti mi hanno riferito quelli di enel che da oggi hanno cambiato diverse cose e questa faccenda dei tempi di intervento sembra un errore; la Cei 0-21 dice abbastanza chiaramente come calcolare il range di tolleranza, che non “torna” con i messaggi di errore che escono dal portale. ciao

  106. cicca 11 dicembre 2014 at 16:56 - Reply

    Salve, avete materiale su come calcolare l’impedenza della linea di distribuzione ENEL? Ciò per dimostrare che l’innalzamento della tensione in un impianto fotovoltaico è causato proprio dalla linea di distribuzione ENEL

    • Stefano Caproni 11 dicembre 2014 at 20:01 - Reply

      Io ho inviato documentazione dopo alcune verifiche sulle tensioni.
      Se vuoi ti mando qualcosa.
      Scrivimi in privè 😉
      Ciao

    • Stefano Caproni 11 dicembre 2014 at 20:03 - Reply

      Anzi scusa, più che inviarti materiale ti spiego più o meno cosa fare.
      Ciao

  107. Giuseppe 29 dicembre 2014 at 21:54 - Reply

    Ciao Stefano, ho da poco attivato un impianto da 4, 5 kw sul tetto della mia abitazione, 18 pannelli Sharp con inverter Aurora PowerOne da 4.2. L’impianto continua a staccare ripetutamente con tensione intorno ai 253V e considerando il periodo di pieno inverno non oso pensare cosa accadrà in primavera ed estate. Per l’installatore l’impianto è a posto e si tratta di un problema della linea ENEL. Ho già inviato raccomandata segnalando il problema alla direzione di zona, vorrei sapere se , come letto da qualche parte, sostituendo l’inverter con un 6.0 il problema si risolve o deve essere ENEL ad adeguare la rete, e nel caso, che tempi passano, visto che c’è chi parla anche di 5 mesi! Grazie per la risposta.

    • Stefano Caproni 7 gennaio 2015 at 13:31 - Reply

      Ciao deve essere Enel a sistemare.
      Ma non credo bastiuna raccomandata, occore fare un po di misure.
      In un caso analogo ho verificato con un analizzatore di rete le tensioni registrando i dati, ho fatto altre verifiche e allegando le opportune relazioni e richieste nel giro di un mesetto hanno sistemato.

  108. Doriano 30 gennaio 2015 at 19:41 - Reply

    Ciao Stefano volevo domandarti dei chiarimenti sulle nuove norme di impianti fotovoltaici realizzati nel 2012 visto che il mio impianto, di 6 kw, rientra tra quelli dell’art.5bis.1 della delibera 84/2012/R/eel.Mi dicono dovrei cambiare o aggiornare gli inverter. Ti ringrazio sin da ora della risposta.
    Doriano

    • Stefano Caproni 30 gennaio 2015 at 22:03 - Reply

      Beh….non sono proprio nuove le norme. Sono appunto del 2012/2013.
      In ogni caso gli impianti soggetti sono quelli allacciati prima del 1 aprile 2012 e di potenza superiore a 6kW. Se il tuo rientra è sufficiente (se tecnicamente possibile) cambiare le frequenze. Nessuna norma obbliga a cambiare inverter.

  109. Roberto 5 marzo 2015 at 12:40 - Reply

    Salve,
    ho un impianto da adeguare alla delibera 84/2012/R/eel.
    l’impianto monta 2 inverters non conformi alla CEI 0-21 e non è dotato di SPI, può dirmi se è necessario cambiare gli inverters o se devo far installare un dispositivo SPI?
    La ringrazio

    • Stefano Caproni 5 marzo 2015 at 13:20 - Reply

      Vanno modificate le frequenze degli inverter. Non va installata nessuna interfaccia esterna.
      Se poi gli inverter sono si possono modificare è un altro discorso.

  110. michael 6 marzo 2015 at 15:06 - Reply

    Buongiorno Stefano, o non capisco io oppure i fornitori di inverter dicono un po quello che vogliono..
    se si rompe un inverter dk5940 io sono obbligato ad installarne uno nuovo cei0-21? a meno che non riparo quello rotto?mi trovo con 2 fornitori di marche diverse che ragionano in modo diverso..

    • Stefano Caproni 6 marzo 2015 at 15:35 - Reply

      Ciao. La questione è semplice. Se cambi inverter deve essere conforme alle norme vigenti alla data della sostituzione (Delibera 84/2012 come modificata dalla Delibera 344/2012. Non ci piove. Ovvio che se lo ripari, non si configura alcuna sostituzione e non c’è molto su cui ragionare. L’inverter in quel caso è lo stesso.

  111. Denis 18 marzo 2015 at 01:20 - Reply

    Buonasera Stefano,mi trovo su un’impianto gia’ installato,un fotovoltaico da 2,9kwp con un inverter santerno sunway 3000 che il cliente l’ha acquistato è fatto montare 3 anni fa’ ma x varie situazioni solo ora l’impianto può’ esser connesso.ho notato che non posso eseguire le prove x la cei 0.21, le prove in millisecondi su tensione e frequenza le rispetta anche se visivamente la macchina da’ esito positivo spegnendo la produzione di energia senza segnalarlo e la prova tensione 10′ s1 non è verificabile. Mi consigli di buttare l’ inverter o c’è modo che possa tenerlo e metterlo in funzione lo stesso?? Ho già contattato santerno più volte telefonicamente ma senza riuscir parlar con nessuno dei loro progettisti. Ti ringrazio cordiali saluti

    • Stefano Caproni 18 marzo 2015 at 07:31 - Reply

      Probabilmente l’inverter non è CEI 0-21 in quanto acquistato prima di luglio 2012. Se è questo il caso lo stesso non può essere utilizzato e va sostituito con un inverter CEI 0-21

  112. Giovanni 13 aprile 2015 at 18:10 - Reply

    Salve Stefano, volevo porti una semplice domanda.
    Ho allacciato un impianto fotovoltaico da 20 kw il 20 giugno del 2012. Devo adeguare l’inverter alla cei 0-21 entro il 30 aprile? e Poi, non mi sarebbe dovuta arrivare comunicazione da parte di enel o gse? Grazie!

    • Stefano Caproni 13 aprile 2015 at 19:15 - Reply

      Non c’è alcun adeguamento da fare sugli impianti allacciati dopo il 30 marzo 2012.

  113. Giovanni 13 aprile 2015 at 19:42 - Reply

    Grazie infinite Stefano! Ps. tempo fa ti avevo chiesto da cosa potesse dipendere il fatto che in uno dei miei impianti si bruciassero sempre i diodi di bypass nei pannelli fino a fondere addirittura i contenitori dove sono alloggiati.Tu giustamente mi consigliasti di rivolgermi all’ installatore e lo feci, ma con scarsi risultati. Bene sono arrivato da solo a risolvere questo problema. Erano i connettori dei pannelli ad essere mal funzionanti anche se erano ben connessi. Li ho tagliati tutti (ben 168), ho fatto le giunte con dei morsetti a climbare e ho rivestito ogni giunta con la guaina termorestringente e tutto finalmente funziona! (questo solo se può essere di aiuto a qualcuno) Saluti e ancora grazie!

    • Stefano Caproni 13 aprile 2015 at 20:27 - Reply

      Ciao Giovanni.
      Molto spesso i connettori creano problemi di isolamento o peggio.
      Hai fatto un ottimo lavoro.
      Spesso chi fa da se fa per tre 😉

  114. Massimo 21 aprile 2015 at 11:42 - Reply

    Buongirono Stefano, dopo molto tempo rieccomi qua con uno dei miei quesiti
    particolari.

    Si parla sempre di installazine ma mai di
    disinstallazione.
    Se uno volesse toglere un pannello dal suo impianto, vuoi perchè danneggiato e guasto, vuoi perchè gli serve quello spazio sul tetto e quindi ridurre di fatto
    la potenza dell’impianto in scambio sul posto (quindi senza incentivi )
    e passare da 3120 a 2880 Wp

    cosa deve fare?
    Servono solo comunicazioni o vanno rifatti gli incartamenti dei progetti anche se di fatto si stacca solo un elemento su 13 collegati?

    grazie per l’eventuale risposta
    saluti
    Massimo

    • Stefano Caproni 21 aprile 2015 at 11:48 - Reply

      Credo che basti comunicarlo al GSE/ENEL/TERNA
      Se cambia la stringa a mio avviso va cambiato lo schema lato DC, anche se credo che dello schema lato DC importo poco a tutti (GSE/ENEL/TERNA)
      E’ importante segnalare che se un impianto diminuisce la sua potenza e passa in uno scaglione dove l’incentivo era più alto, ovviamente non viene adeguato il valore dell’incentivo. Non ricordo dove l’ho letto, ma sono quasi certo. Mi pare che nelle rogole applicative fosse scritto che la modifica di un impianto non poteva comportare un aumento della tariffa incentivante.

  115. Massimo 21 aprile 2015 at 12:02 - Reply

    TI ho chiesto perchè l’enel mi ha scritto
    che vanno redatti di nuovo tutti gli incartamenti( progetto incliuso). Il GSE che a loro basta una comunicazione
    di terna non ha parlato nessuno.
    Come scritto trattasi di un impianto senza incentivi ma solo scambio sul posto e quindi
    degli incentivi mi importa relativamente…
    se si potesse avere più notizie magare a chi e dove.. perchè sul togliere sono tutti impreparati vedo…

    • Stefano Caproni 21 aprile 2015 at 12:13 - Reply

      Ciao Massimo, se hai già chiesto ad Enel il mio parere non conta, però:
      – se gli schemi cambiano devi aggiornare gli schemi e mandarli a chi li ha avuti prima (GSE ed Enel)
      – se cambi la potenza devi comunicarlo a chi ha in carico il dato della potenza nominale (GSE, TERNA, ENEL)
      Se poi chiamo il GSE e ti dice che a loro basta una comunicazione allora mandagli solo la comunicazione.
      Io posso darti dei consigli o delle opinioni, ma i diretti interessati sono GSE/TERNA/ENEL. Una volta che fai quello che ti dicono loro sei a posto 😉

  116. Massimo 21 aprile 2015 at 12:31 - Reply

    Ciao Stefano penso che le tue comunicazioni siano più esaustive.
    L’enel ho sentito il resp. delle installazioni
    non so quanto sia preparato a livello burocratico.
    Il Gse mi ha risposto via mail con questo testo:
    “in merito alla Sua richiesta, La informiamo che nel caso in cui sia presente la sola convenzione di scambio sul posto, sarà necessario, al fine di modificare l’impianto o la potenza dello stesso, interfacciarsi con il Gestore di rete competente ed eventualmente con la autorità locali in merito alle autorizzazioni necessarie.
    A seguito della variazione di potenza , sarà necessario comunicarlo al GSE.”

    Non so quanto siano preparati a queste domande particolari…

    Il problema è che si scrive “comunicare”
    ma come? raccomandata ricevuta di ritorno e a quali indirizzi…

    dalle ns parti si dice “dut un casin”
    🙂
    ciao

  117. Stefano Caproni 21 aprile 2015 at 12:35 - Reply

    Per il GSE
    http://www.gse.it/it/Contatti/Pages/default.aspx
    ————-
    Per Enel se impianto a portale si fa sul portale (sezione comunicazioni) se è ante portale PEC a produttori-eneldistribuzione@pec.enel.it usando sempre la prima pagina come si faceva per le vecchie domande di connessione.
    ————
    Per Terna si dovrebbe poter modificare l’impianto sul portale Terna

  118. Massimo 21 aprile 2015 at 13:40 - Reply

    grazie provero’ a vedere

    enel intendi myenel?

  119. beniamino 19 agosto 2015 at 13:02 - Reply

    Buongiorno, sono proprietario di un impianto fotovoltaico a terra di 200kw.
    Continuamente dipendenti Enel staccano il contatore per effettuare dei lavori sulla linea.
    Siccome questi distacchi sono frequenti, vorrei apere se posso richiedere rimborso per mancata produzione e se possibile farlo, a chi devo rivolgermi?
    Grazie

    • Stefano Caproni 27 agosto 2015 at 13:40 - Reply

      Sono previsti indennizzi per i continui distacchi, in quanto il gestore di rete deve garantire certe caratteristiche all’alimentazione.
      Ma non saprei a chi devi rivolgerti…….

    • Stefano Caproni 27 agosto 2015 at 13:41 - Reply

      Sono previsti indennizzi credo, il gestore di rete deve garantire la continuità del servizio.
      Ma a chi rivolgersi non saprei. Però ad esempio dopo il blackout nelle zone di Parma e Reggio Emilia dopo la nevicata di febbraio, gli indennizzi sono arrivati in bolletta in automatico. Non so se questo valga anche per gli impianti solo attivi.

  120. vic 27 agosto 2015 at 22:43 - Reply

    Ciao, nella Cei 0-21 ho trovato questo nella traccia di regolamento:
    …G.4 Sicurezza e disposizioni operative
    Il personale del “DISTRIBUTORE” può eseguire tutte le manovre necessarie al servizio della propria rete anche senza preavviso. Le sospensioni della fornitura di energia elettrica e le interruzioni accidentali di uno o più conduttori non costituiscono in ogni caso inadempienza imputabile al “DISTRIBUTORE”…
    Per quanto riguarda i disservizi, se non erro, sono previsti indennizzi automatici per interruzioni piu’ lunghe di 8h e non provocate da eventi “eccezionali”.

    Le regole Aeeg attuali prevedono un sistema di penali/incentivi, legati all’andamento della qualita del servizio (durata interruzioni) a livello territoriale, che premia i gestori virtuosi che investono in manutenzione.

  121. Lella 29 marzo 2016 at 14:49 - Reply

    Buongiorno.
    Gent.mo Sig. Stefano, dopo aver letto tutti i suoi post molto utili, mi permetto di porgerLe una domanda. L’installatore ha appena terminato il mio nuovo impianto da 6 Kw; dopo aver incassato il saldo, noto che l’inverter continua a spegnersi per poi riattivarsi in seguito alla ca troppo elevata (supera i 260). Interpellato circa il da farsi, mi risponde che il problema lo devo risolvere con enel e che, al limite, può uscire per controllare, ma la chiamata è a pagamento. Le risulta che ciò possa essere corretto o devo rivolgermi ad un legale?
    RingraziandoLa per la cortesia, cordialmente saluto.

    • Stefano Caproni 30 marzo 2016 at 19:29 - Reply

      Corretto.
      La tensione di rete erogata da Enel deve essere di 230V +/- 10%
      Occorre interpellare Enel, in ogni caso mi pareva di aver capito che l’intervento è a pagamento solo se Enel rileva che è tutto OK
      Oppure può chiamare un tecnico che installi un analizzatore di rete (se di classe A le misure hanno anche valore legale) e poi inviare una bella relazione ad Enel.
      Io l’ho già fatto e sono intervenuti risolvendo il problema.
      Il suo installatore non c’entra assolutamente niente.
      P.S. sempre che la linea tra contatore e inverter sia correttamente dimensionata.

  122. Lorenzo 20 marzo 2017 at 15:31 - Reply

    Ciao Stefano,
    ho un impianto da 5.98 Kwp s/e con inverter solar edge se 6000 e ottimizzatori. Ho sistematici distacchi a 253V che raggiunge gradualmente già da 3,5 / 4 kw di produzione tra le 09 e le 14. Dalla mansarda dov’ è posizionato l’inverter al quadro di casa sono circa 30mt e dal quadro al contatore Enel circa 100mt il tutto su cavo da 6mm2. Le tensioni Enel non vanno mai oltre i 234V. L’installatore voleva sostituire il cavo con uno da 16mm ma è impossibile perché sono in un parco (villette) e i cavi sotto il piano stradale sono incasinati al punto da non poter essere sostituiti. Avrei delle domande:
    -mi sembra che solo il solaredge ha il limite a 253V mentre altri vanno fino a 264V, possibile?
    -premesso che l’installatore è anche disponibile ad un rimborso parziale, esiste un relè che in automatico può staccare una parte di pannelli al superamento di una soglia di tensione, 252, e viceversa appena questa scende?
    -in attesa che l’ingegnere proponga una nuova soluzione se hai un consiglio te ne sarei molto grato.
    Grazie

    • Stefano Caproni 21 marzo 2017 at 14:52 - Reply

      A) gli inverter sono conformi alla CEI 0-21 e hanno TUTTI le stesse tarature (253V sui 10 minuti, 264V in 200ms)
      B) fare un impianto per staccare dei moduli quando la tensione si innalza troppo mi sembra assurdo, inoltre staccando dei moduli cambi la tensione di stringa.
      C) chi ha dimensionato la linea da 6mmq su 100mt per 6kW monofase ha fatto male i conti (o non li ha fatti), siamo abbondantemente fuori dai limiti di caduta di tensione previsti dalle norme
      Sistemando il problema C forse risolvi

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